venerdì 20 settembre 2019

PRIMO SOCCORSO ORARIO E ORGANIZZAZIONE 21 settembre

PRIMO SOCCORSO ORARIO E ORGANIZZAZIONE 21 settembre
Dalle 10 alle 16. Come vedete dal programma tante cose.
ACCESSO LIBERO E PARTECIPAZIONE GRATUITA
Come Pediatri (del territorio e del Gaslini e degli ospedali) siamo a rispondere ai Vostri quesiti su vari temi (soffocamento, alimentazione, febbre, male alle orecchie, diarrea e vomito) e faremo vedere le manovre antisoffocamento in continuazione in base alle presenze.
Ci saranno anche delle conferenze pediatriche:
Al mattino la dott.ssa Palmieri Antonella: Sicurezza del Neonato/lattante
Al pomeriggio dalle 15 alle 15,30 io e la dott.ssa Sarni su Incidenti taglio dei cibi e alimentazione
I pediatri (oltre a tanti altri come CRI, 112, Ospedali ecc.) illustreranno dalle 10 alle 16 le manovre salvavita. Saranno sicuramente presenti, oltre al sottoscritto:
Dott.ssa Maria Elisa Orlando, dott.ssa Carolina Malfatti dott.ssa Paola Sarni, dott.ssa Emanuela Piccotti, dott.ssa Antonella Palmieri (a cui si aggiungeranno altri) e penso delle infermiere pediatriche
ORARIO CONFERENZE
10,30/10,45 Le urgenze da abuso di alcool (Asl3 Genovese/Dott Testino)
10,45/11,00 Le ustioni cutanee (Asl3 Genovese/Dott. Perniciaro)
11/11,30 Quando e perché accedere al Pronto Soccorso - Prevenzione e interventi per incidenti "domestici" in età adulta (Galliera/Dott.Cremonesi)
11,30/12 La sicurezza del neonato-lattante (Gaslini/Dott.ssa Palmieri)
12/12,45 112 Where ARE U/118 infarto del cuore e ictus
12,45/14,30 ESERCITAZIONE IN MARE (Società di Salvamento)
14,30/15 21 Settembre Giornata Mondiale dell'Alzheimer. Le Demenze (Asl3 Genovese/Dott. Ivaldi)
15/15,30 Prevenzione e interventi per incidenti "domestici" in età pediatrica/Alimentazione in età pediatrica (APEL/Dott. Ferrando/dott.ssa Sarni)
15,30/16 Quando e perché accedere al Pronto Soccorso - Prevenzione e interventi per incidenti "domestici" in età adulta (San Martino)
 


giovedì 19 settembre 2019

Mio figlio avrà i vermi?? :-( GLI OSSIURI

Mio figlio avrà i vermi?? :-( GLI OSSIURI
Gli ossiuri sono dei vermi che hanno l’aspetto di piccoli filamenti bianchi o grigio chiaro lunghi circa fino a 1 cm, sottili, mobili (VEDI FOTO)
Si possono vedere nella zona anale o tra le natiche; nelle bambine si possono trovare anche nella zona vulvare, tra le piccole e grandi labbra; raramente si vedono nelle scariche. Si tratta della più comune parassitosi intestinale dell’uomo (interessano il 10% dei bambini, indagini fatte in alcune comunità, asili, hanno rilevato percentuali anche molto più alte e assenza di sintomi); gli ossiuri si localizzano nell’intestino crasso e nell’ampolla rettale; le femmine, soprattutto di notte o al mattino presto, escono dall’ano e depositano migliaia di uova. Il sintomo predominante è il prurito locale, dovuto alla presenza degli ossiuri, causa di grattamento e fastidio. Le uova si infilano sotto le unghie delle mani e da qui si diffondono soprattutto se non si lavano adeguatamente le mani TUTTI.
Le ricadute, anche in caso di provvedimenti idonei a prevenirle sono molto frequenti, sia per la difficoltà di una sterilizzazione ambientale completa, sia per la facilità con cui si può contrarre nuovamente l’infestazione.
La presenza degli ossiuri non indica condizioni igieniche scadenti nella famiglia.
Ci si contagia attraverso la vita di comunità, soprattutto asilo e scuola ma anche altri luoghi frequentati da molte persone come le palestre. L’infestazione si acquisisce ingerendo le uova: queste vengono disperse nell’ambiente da animali domestici o da persone infette. Gli ossiuri non danno seri problemi di salute, o sono addirittura asintomatici (senza prurito). Il sintomo più comune è il prurito nella zona perianale.
Talvolta i parassiti risalgono in vagina, provocando prurito e secrezione. In alcuni casi, come dicono le nonne, vi possono essere disturbi generali: irrequietezza, perdita di appetito, dolori addominali, insonnia.
Quindi ricordate: se un bambino ha prurito o irritazione alla zona anale o, nella femmina, vulvare, potrebbe avere gli ossiuri. In tal caso si prova a cercare il vermetto. Per esaminare la zona perianale, utilizzate una buona sorgente di luce e esaminate quando ha il prurito o comunque dopo che il bambino si è andato a dormire o al mattino, appena sveglio, per due giorni consecutivi. Se non li trovate e i disturbi persistono, sentite il pediatra perché valuti se eventualmente effettuare lo scotch test (ricerca delle uova don una tecnica particolare che richiede, come dice il nome, lo scotch e un vetrino da microscopio): vedete sotto le istruzioni.
Se avete visto gli ossiuri chiamate il pediatra perché vi prescriva un farmaco antivermi, che andrà somministrato in un’unica dose, ripetuto dopo 15 giorni. In caso di recidiva, o di familiari con sintomi analoghi, la terapia va estesa a tutto il gruppo famigliare.
Utili norme igieniche quali: lavaggio a 60° della biancheria intima e del letto e degli asciugamani del bagno.
L’utilizzo degli asciugamani essere strettamente personale fino alla seconda somministrazione del farmaco. Lavare frequentemente le mani e tagliare le unghie corte.

E A SCUOLA E ALL'ASILO?????? ISOLIAMO I BAMBINI??
Le uova degli ossiuri possono rimanere vive nell`ambiente anche per 2-3 settimane ed è per questo che ci si può facilmente riammalare; infatti possono essere trasportate con le mani e le dita attraverso i giocattoli, lenzuola, vestiti e l`asse del gabinetto.
I sintomi in genere compaiono dopo un periodo di incubazione di 1-2 mesi.
Sono pericolosi? Assolutamente no. Nelle scuole materne gli ossiuri sono molto frequenti, ma pochi bambini hanno i sintomi.
Cosa fare? Se il bambino sta bene non si fa nulla al di fuori di... indovinate? Lavarsi bene le mani.
SPIEGATE AI BAMBINI LA TRASMISSIONE DELLA MALATTIA PER VIA OROFECALE. Se siete sulla digestione non leggete qui sotto: “C’è gente che va in bagno e dopo aver fatto i propri bisogni, magari sporcandosi le mani con residui di…..(non ci vuole molto ad immaginarlo) non si LAVA ADEGUATAMENTE LE MANI.  Con le mani….tocca giocattoli, oggetti e residui di quello che immaginate e si depositano lì contenti virus, residui organici e uova di vermi, e batteri. Arrivate voi o vostro figlio con le mani belle pulite che dopo aver toccato il materiale incriminato si mette le mani in bocca oppure inizia a mangiare introducendo residui di quello che vi ho detto con batteri, virus e vermi. Fa abbastanza schifo vero??? Chiedete ai bambini se mangerebbero quello di cui parliamo??? Cosa fare??? Lavatevi e fate lavare le mani, bene, sempre e soprattutto prima di mangiare:


MODALITA’ DI ESECUZIONE DELLO SCOTCH-TEST
PER LA RICERCA SPECIFICA DELLE UOVA DI ENTEROBIUS VERMICULARIS (Ossiuri)
INFORMAZIONI
La ricerca degli ossiuri (Enterobius vermicularis) va effettuata a livello perianale con lo scotch test o test di Graham.
  • -  Ritirare in LABORATORIO il vetrino ed il relativo astuccio porta-vetrini
  • -  Utilizzare nastro adesivo (scotch) trasparente
  • -  Eseguire la raccolta al momento del risveglio mattutino e prima di eventuale defecazione.
  • -  Non lavare la zona perianale prima della raccolta e non applicare creme o borotalco
    N.B.: Vanno eseguiti di norma 3 scotch-test preferibilmente a giorni alterni: in caso di positività di uno dei campioni non è più necessario continuare oltre la raccolta.
    ESECUZIONE
    • Proteggere le mani con guanti monouso.
    • Si applica al mattino appena svegli, la parte adesiva di una striscia di scotch
      trasparente
    • (lungo 7cm x 2 cm circa) contro la cute nell'area perianale per la durata di 10
      minuti circa.
    • Lo scotch permette di catturare le uova e/o le larve facendole aderire alla sua
      superficie gommosa, poichè gli ossiuri migrano di notte sino all'apertura anale
      dove depongono le uova.
    • Rimuovere lo scotch ritagliare l’eventuale scotch che deborda,ed applicarlo sul
      vetrino fornito dal LABORATORIO favorendone l'adesione con una leggera
      pressione ed evitando la formazione di bolle d’aria
    • Mettere il vetrino con lo scotch nell'astuccio porta vetrini
    • Togliersi i guanti e lavarsi bene le mani (spesso le uova sono già embrionate e
      quindi infettanti).
    • Far pervenire in Laboratorio il vetrino.
      NOTA
      Nel caso risultasse più comodo consegnare in unica soluzione tutti i 3 campioni, si raccomanda di conservare i primi 2 vetrini in frigorifero per non più di 4 giorni.


mercoledì 18 settembre 2019

Giornata per imparare a salvare una vita e altro

Giornata per imparare a salvare una vita e altro
Cari genitori
Sabato 21 grande evento, gratuito e ad accesso libero, organizzato dalla Agenzia della Famiglia del Comune di Genova e a cui hanno aderito vari attori tra cui i pediatri della Associazione Pediatri della Liguria - APEL (na delle sezioni ligudi della Associazione culturale di pediatria (ACP)
Vi aspetto tra le 10 e le 16 e potrete imparare o ripetere la Manovra antisoffocamento per lattanti e per bambini. Ma parleremo insieme agli amici pediatri del Gaslini, di Febbre, male alle orecchie, vomito, diarrea, sicurezza del taglio dei cibi e alimentazione.
Negli stand potrete anche vedere e provare la rianimazione cardiopolmonare, l'uso del defibrillatore, simulazioni di annegamento cosa fare in caso di ictus o infarto, come chiamare il 112, come essere localizzati in caso di malore o incidente, come trattare traumi o fratture.
Si svolgeranno anche sessioni con presentazioni come trovate nel programma allegato





lunedì 16 settembre 2019

IL LIBRO DELLA NANNA E' USCITO

IL LIBRO DELLA NANNA E' USCITO
Me lo sono comprato, come autore, in attesa delle copie previste per l'autore su Amazon.
Fino ad ieri non era nelle librerie ma a breve dovrebbe essere nelle librerie più importanti o attente ai bambini e ai genitori.
Tratto della fisiologia del sonno del bambino  fin dalla pancia della mamma fino all'adolescenza (18 anni e oltre). Non è un libro "solo" sul sonno in quanto il sonno dipende da tanti fattori quali il temperamento del bambino, lo stato di salute dei genitori e i rapporti e le relazioni della coppia e della famiglia. IL sonno è anche un esempio di educazione, di genitorialità, di "responsività" tra mamma, papà e figlio/figlia.
NON è un manuale per il sonno anche se spiego i vari metodi per il sonno (validi per tutti...e per nessuno). Non serve solo se il bambino non dorme in quanto i consigli per la nanna e per le buone abitudini del sonno vanno applicate a tutti i bambini cercando si capire il temperamento di ognuno ...e cercando di capire noi stessi.
"Il libro affronta lo sviluppo del sonno nelle varie età del bambino e fornisce consigli pratici per l’addormentamento sin dalle prime settimane di vita. Include informazioni utili sul sonno dei bambini, su come, quanto e dove devono dormire e le misure da adottare per una nanna sicura.
Sono illustrati i metodi per il sonno più efficaci affinché i genitori abbiano la possibilità di valutare se applicarli in base al temperamento del bambino. L’importante è sapere che non esistono soluzioni universali e valide per tutti: ogni bambino, ogni famiglia, ogni relazione mamma-bambino-famiglia è unica, e solo i genitori, a contatto con il figlio, possono decidere quale sia la scelta migliore. È fondamentale usare il buon senso e farsi guidare dal proprio istinto, perché le mamme e i papà sanno di più di quello che pensano di sapere. Per il sonno, come per l’alimentazione e l’educazione, è necessario avere informazioni complete e corrette, ma poi è il “cuore” che decide e comanda e che aiuterà i genitori a trovare la soluzione migliore.
Una parte del libro è dedicata ai disturbi del sonno e a come affrontarli e un’altra fornisce i dati sul sonno ricavati da un’indagine conoscitiva svolta dall’autore cui hanno partecipato oltre 1800 mamme. La parte conclusiva del libro è dedicata alle domande e risposte sul tema del sonno. L’autore è un pediatra che opera da oltre 40 anni a contatto diretto con le famiglie.
Un Caro Saluto
Alberto Ferrando


domenica 15 settembre 2019

I CAPRICCI

I CAPRICCI 😭😩
Il cosìdetto “capriccio” va interpretato dai genitori. 👭
E’ un modo che i bambini 👼 hanno per esprimere qualcosa che non sanno esprimere in altro modo e poi tutti i bambini (e anche molti adulti) non sono in grado di gestire la rabbia 🤬
“Le lacrime 😢di ostinazione e capriccio, sono lacrime di impotenza, ribellione😤, un disperato sforzo di protesta, una richiesta d’aiuto, la dimostrazione che i bambini vengono bloccati e forzati, un sintomo di malessere😔🦸‍♂, sempre e comunque sofferenza”
J. Korczak
A partire da circa  18 – 24 mesi  mesi i bambini  hanno la necessità di affermare se stessi ed autodeterminarsi. Vogliono prendere in mano la propria vita e diventare sempre più autonomi 🆓ma  hanno anche bisogno di essere dipendenti e il conflitto interno tra la spinta all’autonomia e l’incontro coi propri limiti favorisce  le crisi di rabbia dei bambini. Il bambino vuole scegliere e decidere 🤔per sé, ma ha anche bisogno dell’adulto che  pone confini protettivi. D’altro canto, i “no” sono faticosi da accettare e nei bambini suscitano facilmente forti emozioni di frustrazione: ecco appunto le crisi di rabbia (i cosiddetti “capricci”).
Attraverso il capriccio il bambino manifesta  varie richieste e pressioni come ad esempio la pretesa di  determinati alimenti o di guardare  la TV📺 o i giochi 📱durante il pasto. 
La tavola 🍽è un luogo perfetto, anche se non l'unico, per questi "scontri di potere" dove il bambino può manifestare la propria autonomia e i suoi  atteggiamenti oppositivi, spesso, mettono in discussione le regole stabilite dall'adulto, facendo leva sulla preoccupazione che un genitore  può avere per il corretto nutrimento del proprio figlio.  Ai capricci i genitori debbono essere pronti a rispondere, cercando, prima di tutto, di capire le motivazioni che li hanno determinati  e cercando di agire di comune intesa💏. 
Quando il bambino non riesce a raggiungere un obiettivo, o è costretto a fare qualcosa che non vuole, o gli si nega qualcosa che desidera, può reagire con un'esplosione di rabbia 😤che è la manifestazione della sua angoscia 😧 riscontrare, contrariamente a ciò che desiderava, la propria incapacità a ottenere quello che desiderava.
È molto probabile che, a questo punto, emergano capricci e rifiuti ostinati e che nell'interazione genitore-figlio si stabilisca sempre come esempio a tavola, un vero e proprio "braccio di ferro all'ultimo boccone"💪. Il bambino impara prestissimo a sostenere la sfida ⚔con i grandi a tavola. Inoltre, se manca la sensazione del piacere durante l'alimentazione, emerge una serie di difficoltà ad autoregolarsi nelle dosi e nella qualità del cibo, con il rischio che nel corso dello sviluppo tutto ciò possa trasformarsi in un disturbo del comportamento alimentare🥼.
Se i capricci a tavola o in altri momenti della giornata sono trascurati o sono affrontati in modo inadeguato o con tentativi disfunzionali reiterati, nel tempo, si possono trasformare in un problema persistente. Con danni a tutta la famiglia e, soprattutto, al bambino.
Ma per quale motivo un bambino fa i capricci? 
E' questo che dobbiamo comprendere. A volte esplodono improvvisamente per una cosa banalissima ma dietro, spesso c’è dell'altro e sta ai genitori, magari aiutati dal pediatra👨‍⚕ e/o da un pedagogista👩‍⚕, capirlo. 
I capricci si svolgono sempre su due piani:
1.         esplicito, con motivazioni a volte veramente di poco conto tipo: voglio questo o voglio vestirmi in quel modo;
2.         implicito: è il piano quasi mai immediatamente evidente che può riguardare aspetti affettivi, psicologici e  relazionali del bambino, con il genitore (o con l’adulto a cui è affidato: vedi tata🤱 e personale degli asili). 
I piani impliciti più frequenti sono:
"Bisogno di un segno di amore❤" perché non è sicuro di essere amato🥰 (magari in particolari circostanze come un lutto, un trasloco, l'arrivo di un fratellino).
"Bisogno di sapere quanto potere ha il bambino" nella relazione con gli adulti. Percepire di non averne o, al contrario, averne troppo (bambino tiranno) aumenta il disagio e di conseguenza  i "capricci".
"Bisogno di regole, ovvero quanto potere ha il genitore": attraverso il capriccio il bambino può segnalare che l'adulto non sta gestendo adeguatamente il suo potere con lui. Il bambino ha bisogno che l'adulto lo eserciti adeguatamente, in modo chiaro, coerente ed esplicito, per dare un preciso orientamento e fornire sicurezza. Ha bisogno che l'adulto gli dica "No", con fermezza 😐e con chiarezza al fine di percepire attorno a sé sicurezza. La fermezza,😐 la coerenza e la sensatezza nel porre le regole fanno parte dell'amorevolezza. E il bambino lo sente.
"Bisogno di sapere se il genitore è sufficientemente stabile e forte". E' angosciante per il bambino avere un adulto fragile 😰che lui può comandare. Il bambino assume allora la parte di quello "forte", che decide ma senza aver esperienza e competenze😬. Avremo quindi un bambino che sebbene assuma atteggiamenti dispotici, dittatoriali e intimidenti nei confronti di un adulto debole, è un bambino in crisi.
"Bisogno di autonomia": sentire riconosciuto un certo grado (all’inizio piccolissimo) di autonomia (da subito, per esempio nel ritmo e nella durata della suzione). Se non vengono riconosciute le proprie competenze è possibile che, prima di disperarsi del tutto, cerchi di "forzare" l’adulto con dei capricci. 
"Bisogno di percepirsi come soggetto della propria vita". Il bambino ha bisogno che sia sistematicamente riconosciuto dagli adulti che si occupano di lui il valore del suo sentire, del suo pensare, del suo desiderare e del suo volere. 
Non è facile, ma sapendolo, si hanno più possibilità di reagire in modo adeguato
Che cosa fare quando i bambini fanno i capricci?
Può essere utile interrompere il contatto, per un breve tempo.
Ma una cosa, fra tutte, è fondamentale: mai mettersi al livello del bambino. Mai.
Anche quando è esasperato, il genitore deve ricordarsi di essere su un altro piano. Non è mai il caso di mettersi a litigare col bambino.
La relazione tra adulto e bambino non è paritaria. L'adulto ha dei compiti educativi.
Le regole standard che un genitore cerca di stabilire a tavola – e che il bambino può mettere in discussione con i capricci – sono (oltre a non guardare Tv o videogiochi): 
•          imparare a mangiare senza farsi imboccare; 
•          mangiare tutto ciò che c'è nel piatto (facendo porzioni di cibo adeguate e non eccessive); 
•          non giocare con il cibo o giocattoli; 
•          mangiare tutti i cibi proposti dal genitore, anche quelli meno desiderabili ma importanti per differenziare l’alimentazione; 
•          non alzarsi da tavola prima che il pasto sia concluso o il genitore dà il permesso di alzarsi.          
Per far rispettare queste poche e fondamentali regole l'adulto non deve far altro che armarsi di molta pazienza e guidare dolcemente il comportamento del bimbo. 

Quindi:
•          Imporre delle regole chiare e ragionevoli. L'osservanza delle regole dà ai bambini la sensazione di aver imparato a gestirsi e di aver accontentato i propri genitori e ciò fa nascere in loro sentimenti di autostima. (il potere del genitore; forza, stabilità e chiarezza del genitore).
•          Esprimere il vostro consenso e il vostro gradimento quando il bambino si comporta bene: se il bambino avverte che quello che fa da contentezza ai  suoi genitori, si sente gratificato e importante, e questo lo stimola a ripetere quel comportamento adottato. (far sentire il bambino riconosciuto, rispettarne l’autonomia).
•          Non impartire ordini rigidi e autorevoli (Mangia e zitto!) 
•          Non arrivare a contrattazione con il ricatto emotivo (Fallo per la mamma, ti prego). 
•          Non forzare e fare pressioni. L'eventualità che il bimbo possa mangiare di meno o addirittura saltare il pasto crea angoscia e genera fantasie catastrofiche ("Non mangerà, non crescerà, si sentirà male" e via dicendo). 
•          Non insistere perché l'ostinazione si può trasformare gradualmente in costrizione e mettere il bambino a disagio e impedirgli di sperimentare la sensazione del piacere che naturalmente dovrebbe accompagnare l'esperienza del pasto. 
•          Non infliggere punizioni perchè non sono un mezzo educativo efficace. 
•          Non ascoltate i consigli di parenti ed amici: voi soli conoscete vostro figlio come nessun altro può farlo. 
•          Non fare confronti con fratelli, sorelle o amici.
•          Non usare le minacce.
•          Non tormentatevi chiedendovi se state facendo le cose giuste e se siete dei bravi genitori.
•          Armatevi di tanta pazienza e vedrete che il tempo risolverà molti problemi. 
Le crisi di rabbia, oltre a rappresentare la frustrazione associata al non poter dare corso al proprio volere, nascondono bisogni, paure😱, ansie😨, disagi, gelosie del piccolo e che l’adulto dovrebbe cercare di decifrare. La classica situazione del bambino che ha una crisi al supermercato ci rimanda, per esempio, alla sua stanchezza, o alla sua fame o noia o bisogno di attenzione.

I  bambini, fino talvolta anche a 5-6 anni, tendono ad esprimere frustrazioni quindi attraverso il corpo e le lacrime. Questo meccanismo man mano che il bambino cresce ed acquisisce maggiori competenze verbali, sociali, cognitive ed emotive lascia il posto a modalità per noi adulti più “adeguate”.

Le crisi di rabbia rappresentano quindi una fase del percorso di crescita dei bambini e del loro sviluppo emotivo.

Ripeto: è fondamentale evitare il più possibile di giudicare e sgridare il bambino che esprime così il suo vissuto ma aiutarlo a calmarsi, rispecchiando le sue emozioni, infatti “l’esplosione di rabbia da parte del genitore potrebbe spaventare il bambino a tal punto da ridurre al minimo le probabilità che egli impari– T. B. Brazelton/J. D. Sparrow

Per supportare un bambino in questi momenti è utile utilizzare, quindi, il rispecchiamento emotivo. Per esempio:  “So che vorresti restare al parco perché ti stai divertendo… ora dobbiamo andare è ora di cena”. Nel momento in cui il bambino si mette a piangere, per esempio, si può dire: “Vedo che sei molto dispiaciuto perché dobbiamo andare via, ti capisco è bello giocare al parco…” dandogli un sostegno affettivo per aiutarlo a calmarsi, nella modalità che il genitore sa essere efficace per lui, possibilmente standogli vicino affinché il piccolo non si senta lasciato da solo in un momento di grande bisogno sul piano emotivo.
In certi casi è necessario aspettare che “la tempesta si plachi” e poi quando il bambino si è calmato, proporre anche una modalità alternativa accettabile di comportamento per la prossima volta. Per esempio: “Succede di arrabbiarsi è normale. Quando sei arrabbiato non puoi lanciare le macchinine. La prossima volta puoi fare….(oppure, se il bambino è un po’ più grande, gli si può dire: “cosa potresti fare la prossima volta?”). 
È importante aiutare e guidare il bambino a capire cosa prova e insegnargli anche strategie diverse di gestione della propria emotività: così, nel tempo, troverà altri modi per gestire la frustrazione, a suo beneficio presente e futuro.
Bisogna inoltre ricordare che dopo la crisi di collera, durante la quale si è gettato a terra o ha lanciato oggetti o ha urlato vomitato o altro, il bambino avrà bisogno della protezione forte e rassicurante di braccia amorevoli e va consolato ( T. B. Brazelton/J.D. Sparrow).
Infine parlatene con il vostro pediatra curante




Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...