Libri per i nostri bimbi (per leggere i commenti vedi i post "libri per i bimbi"):

  • "Cara nonna, la tua Susi" C.Nöstlinger (ed. Piemme Junior) - commentato il 7 luglio 2011
  • "Cara Susi, caro Paul" C.Nöstlinger (ed. Battello a vapore, serie azzurra) - commentato l'8 giugno 2011
  • "Dove si nascondono i bambini?" E.Nava - commentato il 18 febbraio 2011
  • "Il compleanno di Giulio Coniglio" N.Costa - commentato il 18 febbraio 2011
  • "Il fantastico viaggio del Signor Acqua" A.Traini - commentato il 18 febbraio 2011
  • "Il lunedì scomparso" S.Roncaglia - commentato il 18 febbraio 2011
  • "Primo libro delle Barzellette e Indovinelli" JoyBook - commentati il 3 marzo 2011
  • "Tante coccole" F.Degl'Innocenti - commentato il 16 febbraio 2011

sabato 4 luglio 2015

TROPPI CESAREI E POCA ANALGESIA SURANTE IL PARTO IN ITALIA

TROPPI CESAREI E POCA ANALGESIA SURANTE IL PARTO IN ITALIA
Cari Genitori

Siamo il paese Europeo con il maggior numero di parti per taglio cesareo (TC). Nel mondo ci supera solo il Messico e la Turchia.
Siamo ad una media del 37% mentre l'Organizzazione Mondiale della Sanità indica una percentuale massima del 15%. In Campania addirittura si arriva, nelle Cliniche Private, al 72% di cesarei!!!! 
In alcuni casi si ricorre al cesareo per il dolore perché non viene offerta una analgesia durante il parto.  
Inoltre 'affermazione “se hai fatto un cesareo devi rifarlo”, assolutamente non fondata sul piano medico, corrisponde tuttavia a un comportamento molto diffuso. 
L TEMA E' MOLTO AMPIO MA ALLA BASE DEVE ESSERCI UN RISPETTO DELLA FISIOLOGIA E UNA DEMEDICALIZZAZIONE DI UN EVENTO CHE DOVREBBBE COME PRIMA COSA ESSERE CONSIDERATO UN EVENTO FISIOLOGICO E NON UNA PATOLOGIA. QUESTO UNITO AD UNA CORRETTA COMUNICAZIONE E RISPETTO DELLA PERSONA
Trovate l'articolo e i dati a questo link: https://www.dropbox.com/s/aid1laxy2khpuzs/Parto%20e%20dolore%20Taglio%20cesareo.pdf?dl=0
Tenete inoltre conto che che il tasso di mortalità e grave morbilità materna  aumentano, a seguito di taglio cesareo, rispettivamente di 3-5 volte (il tasso di mortalità) e di 7 volte (quello di grave morbilità). Inoltre la durata della  degenza di 2-3 giorni del parto naturale -anche con analgesia epidurale- passa a 5-7 con il cesareo.
"È senz!altro da notare che la scelta di praticare un taglio cesareo, al di là delle ragioni specifiche di singoli interventi, sia ascrivibile a una sorta di “prassi di semplificazione delle procedure” che varia non solo da territorio a territorio, ma anche, nello stesso territorio, da struttura a struttura.
Serena Donati, ricercatrice dell!Istituto Superiore di Sanità, sostiene che “nel nostro Paese si pratichi un numero di tagli cesarei non riconducibile né alle caratteristiche della popolazione, né alla diversa frequenza di indicazioni mediche per problemi materni
o fetali”. Le cause “non cliniche” avrebbero dunque un peso rilevante nella decisione di effettuare un parto chirurgico. Tra queste cause Donati cita, oltre alle carenze strutturali e organizzative dei centri nascita, anche la paura dei contenziosi medico-legali che, “insieme a una progressiva ridotta competenza del personale sanitario nel gestire la fisiologia
della gravidanza e del parto, promuove il cesareo come pratica difensiva”. 

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giovedì 2 luglio 2015

MENSE SCOLASTICHE E BAMBINI: FARLI MANGIARE BENE DIPENDE DA NOI. LETTERA DI UNA MAMMA

Cari Genitori
Qui sotto la lettera di una mamma preoccupata del cibo (qualità e tipo) che viene somministrato ai bambini. ne abbiamo già parlato e ci torneremo. Intanto i genitori di Rete Commissioni mensa a Genova (gruppo Facebook: https://www.facebook.com/ReteCommissioniMensaGenova?fref=ts) si stanno dando notevolmente da fare con il Comune. Intanto Vi lascio alla lettura di questa lettera e ..parliamone
Alberto Ferrando
.........Questa mail mi dà lo spunto per parlarti di una questione per me molto urgente: spererei proprio che almeno in asili e mense scolastiche non ci fossero i wurstel!!
Forse mi giudichi esagerata ma ti assicuro che non sono ortoressica :) Nel weekend e nelle occasioni speciali via libera a cibi "spazzatura", agli sgarri ecc ma durante la settimana e  maggior ragione a scuola pretendo un regime alimentare sano.
Alice da settembre andrà alla scuola materna e l'ho iscritta a un comunale con mensa interna. Alessandro invece andrà ad un nido privato sempre con mensa interna  e con menù approvato dalla ASL. Ho guardato entrambi i menù e devo dire che sono molto delusa, c'è carne almeno tre volte la settimana (in quello del privato una settimana addittura carne da lunedì a giovedì e venerdì pesce). 
Ho guardato la provenienza delle carni, alcune (ad esempio il tacchino e il maiale) vengono da allevamenti nazionali o CEE. Ma perchè devo dare ai miei figli il tacchino che viene dalla CEE??? Ma un pò di carne bio no?? Una volta alla settimana e ce ne sarebbe d'avanzo credo. E perchè c'è solo pasta o riso? Ma gli altri cereali? E poi gli insaccati no... già la sera le mamme li ingozzano di teneroni aia e speedy pizza findus... Vogliamo dare del cibo a forma di cibo!? E non sempre dei trasformati??

Scusa la sfogo...., non voglio improvvisarmi nutrizionista e fare la spocchiosa ma proprio non capisco perchè proprio nella scuola che dovrebbe educare le nuove generazioni si cada in queste contraddizioni. Istituzioni, medici e media ci dicono che stiamo diventando tutti obesi, che mangiamo male e che inquiniamo troppo e poi proprio ai bambini e nelle scuole diamo sempre le stesse cose e per di più dentro le vaschette di plastica...

Al momento ho iscritto entrambi i bambini con richiesta di menù vegetariano, la carne gliela darò io.
Ho parlato con la commissione mensa e devo dire che sono stati molto gentili, mi hanno detto che esiste una commissione genitori e che sono ben contenti di ricevere nuove proposte.
Anche il menù sta cambiando, quest'anno si avrà anche il farro nella minestra e mi hanno detto che lentamente si sta tornando alle posate di acciaio. (Sul capitolo ecologia potrei poi aprirti un altro libro ma ora non voglio andare fuori tema). L'unica cosa che mi ha lasciato un pò perplessa è che mi hanno spiegato che siccome quest'anno parte il nuovo menù che sarà in vigore per due anni, le prime sei settimane saranno di prova e quindi le pietanza "non gradite" verranno sostituite. Ecco io in questo caso sono in disaccordo perchè ovvio che se presenti una cosa nuova i bambini la rifiuteranno. Una seconda volta magari la asseggerebbero e una terza la mangerebbero. Esempio... quest'anno ci ho messo tre giorni a convincere Alice a mangiare le albicocche (di cui peraltro va matta), perchè siccome le dò solo frutta e verdura di stagione, da una stagione all'altra non se le ricorda e, crescendo, diventa scettica quando vede una cosa nuova. Per questo sono convinta che sin dall'asilo (e dal nido) sia importante abituare i bambini a mangiare vario.

Ti allego per conoscenza il menù dell'asilo dove finora andavano i miei bimbi (purtroppo per questioni logistiche devo spostarli). Un venerdì sì e uno no una mamma con DHCCP cucinava vegano. Ti assicuro che tutti i bambini mangiavano volentieri. E l'asilo non era frequentato da figli di fricchettoni che si nutrono di alghe! 
Insomma tutto questo per dirti che come me ci sono altre mamme un pò sconcertate e volenterose di collaborare e che quindi se c'è un modo per far sentire la nostra voce in maniera proattiva e costruttiva noi ci siamo! 

PUNTURA DI ZECCA: COSA FARE E COSA NON FARE:

PUNTURA DI ZECCA: COSA FARE E COSA NON FARE:
VI PREGO: non torturate la zecca per rimuoverla. SE SOFFOCA E SOFFRE RIGURGITA ED ELIMINA MATERIALE CHE POTREBBE ESSERE INFETTO!!! 
NON DATE ANTIBIOTICO!!!!
Rimozione della zecca:
            ‪la zecca deve essere afferrata con una pinzetta a punte sottili, il più possibile vicino alla superficie della pelle, e rimossa tirando dolcemente cercando di imprimere un leggero movimento di rotazione ‪durante la rimozione bisogna prestare la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni
            ‪disinfettare la cute prima e dopo la rimozione della zecca con un disinfettante non colorato. Dopo l’estrazione della zecca sono indicate la disinfezione della zona (evitando i disinfettanti che colorano la cute)
            ‪Cosa non fare


            ‪Non utilizzare mai per rimuovere la zecca: alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materiale infetto.

mercoledì 1 luglio 2015

Cari genitori sono stato bocciato. Resilienza

Cari genitori  sono stato bocciato. Resilienza

La maggioranza dei ragazzi  esulta per la promozione, l’altra, la minoranza, si dispera per la prospettiva di dover ripetere l'anno scolastico o, alla meglio, di dover passare le vacanze a studiare per cercare di riparare i debiti.
Ma il dramma del risultato non viene vissuto negativamente solo dai ragazzi ma anche dalla famiglia che si trova davanti a un  risultato che non  era quello auspicato. A volte viene vissuto da entrambi come un'ingiustizia, a volte come una sconfitta, a volte come un vero e proprio dramma.
Ma cosa si può fare di fronte ad una bocciatura?
Un consiglio che mi sento di dare ai ragazzi è  che a un insuccesso si sopravvive.
Anzi, a volte si cresce proprio dagli insuccessi e aumenta la capacità di reagire, nella vita, ad eventi avversi. Aumenta la così detta resilienza*
Tenete a mente che molte persone, anche di successo, hanno avuto in parecchi casi storie di insuccessi alle spalle, soprattutto dal punto di vista scolastico: quello che è importante è imparare da una delusione a cambiare il proprio atteggiamento, cercando di credere nelle proprie capacità e tenendo a mente che quanto fate, principalmente lo fate per voi stessi e per il vostro futuro.
UTILE parlare con i propri insegnanti per capire fino in fondo il loro punto di vista e utilizzarlo come guida l'anno successivo. A volte bastano piccoli cambiamenti per ottenere un buon risultato!
Cercate di avere  un colloquio con i professori anziché lo scontro, cercando di approfondire i perché di una bocciatura anziché liquidarla come un "colpo basso" della scuola. Ma non solo! Cercare di non fare un gravissimo errore che è quello  di screditare la figura dell'insegnante e il valore del suo giudizio davanti ai figli che, in questo modo, si sentiranno legittimati a pensare che in fondo "è colpa dell'insegnante che non sa fare il suo mestiere" e troveranno in questo modo l'alibi per evitare di fare una riflessione seria sulle loro responsabilità.
Se è vero, infatti, che può capitare di non condividere la valutazione di un insegnante, è altrettanto vero che l'azione educativa degli adulti deve essere compatta e, mirare a fare in modo che il ragazzo prenda coscienza delle sue responsabilità e riconosca eventuali errori per poter operare dei cambiamenti e, in questo modo, crescere.

Solo in questo modo potrete essere di aiuto a vostro  figlio mantenendo un atteggiamento in grado di non colpevolizzarlo eccessivamente da un lato, e metterlo di fronte alle proprie responsabilità dall'altro.
Un figlio non deve prendere buoni voti solo per renderci felici: lo deve fare principalmente per se stesso, deve sentirsi orgoglioso del proprio percorso scolastico. Come genitori prima riusciamo a responsabilizzare i nostri figli e prima riusciremo a non sentirci frustrati da eventuali insuccessi e prima otterremo un processo di maturazione in loro.
* la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi negativi, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.
Sono persone resilienti quelle che, immerse in circostanze avverse, riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti.










martedì 30 giugno 2015

Lettera di un pediatra ad un medico antivaccini

Cari genitori.
Qui la parte finale di una lettera di un pediatra a un medico antivaccini. Spero, come dice l'autore che  almeno una decina tra le migliaia di menti plagiate, rinsaviscano e ritrovino il nesso logico delle cose, e pratichino i vaccini ai loro figli: http://www.faropediatrico.com/articolo/vaccinazioni-lettera-di-un-pediatra-ad-un-medico-antivaccinista
Sugli INTERESSI ECONOMICI DEI MEDICI nella faccenda vaccini ti ho infine vergognosamente sentito dire che: "Mentre i medici pro-vaccini ricevono degli incentivi dalle ASL per promuovere le vaccinazioni, io da medico anti-vaccinista, ci perdo un guadagno quando un genitore decide di non vaccinare" 
Perfetto. Però adesso spiegami ancora una cosa: ma davvero credi di riuscire a prenderci in giro?
.............
Se vogliamo prescindere dal discorso scientifico e discutere squallidamente di soli interessi economici dei medici, ti dico che, oggi come oggi, genera molto più profitto proporsi ai genitori come "medico anti-vaccinista" che come medico serio che fa il suo dovere.
Ecco infatti alcune delle principali aree di business di cui ogni medico antivaxx può godere:
1) Vendita di libri: si sa, quando un libro dice una cosa nuova, che prima non era mai stata detta da nessuno, che questa cosa sia giusta o meno, il libro venderà bene! Ma quest'area di business è un privilegio solo di pochi medici antivaxx... diciamo dei capostipiti... per i medici antivaxx meno noti ci sono i punti 2 e 3 qui sotto (e chissà se ce ne sono anche altri che non sono riuscito ancora ad individuare...)
2) Smisurato incremento di attività professionale (privata!): come già detto sopra, presentarsi come medico anti-vaccinista, permette di cavalcare molto bene l'onda di tutte le attuali "mode naturali" che ci sono in circolazione e diventare dunque (indipendentemente dalla propria bravura come pediatra e capacità diagnostica)  un punto di riferimento per tutte le persone attratte da tali mode (omeopatia, vegan... etc)
3) ma soprattutto... Partecipazione ad associazioni di medici e avvocati che lucrano sui risarcimenti danni vaccinali: dietro gran belle maschere di "associazioni finalizzate all'informazione ed educazione sanitaria sui vaccini" hai creato o collabori con delle vere e propie "aziende" visceralmente animate dalla caccia al contenzioso e risarcimento danni vaccinali, sia reali che inventati. "Contattaci subito e ti faremo ottenere un bel risarcimento danni!" E' questo il subdolo slogan che tali fondazioni gridano al mondo! Non in modo schietto ed aperto, lo so... altrimenti subirebbero un danno d'immagine e perderebbero di credibilità. Ma la finalità è proprio questa! "Qualunque danno o malattia abbia avuto il tuo bambino, non temere, anche un'unghia incarnita, faremo in modo che venga attribuita al vaccino fino a prova contraria e otterrai un risarcimento!". .............
 Avrei tanto voluto illudermi che tu fossi una persona onesta e vera, che aveva scelto di deviare la gente dal vaccinare perchè realmente credeva in ciò. Ed avrei quindi voluto sognare che magari almeno gli incassi derivanti dalla vendita dei tuoi libri fossero stati COMPLETAMENTE devoluti in beneficenza a vantaggio di chi ha subito REALI danni da vaccino... (ma sulle copertine dei tuoi libri non ho trovato scritto nulla di tutto ciò!). Solo se avessi notizia di una cosa simile mi ricrederei almeno sull'idea "umana" che mi sono fatto di te e penserei che davvero credi genuinamente in ciò che dici e non lo fai per soldi e ti mostrerei anche il mio rispetto, nonostante resterei comunque in disaccordo con le tue teorie. Ma la realtà è che sei un imprenditore... ma non un imprenditore che trae profitto producendo qualcosa di buono per il mondo come l'imprenditore che ha "lucrato" nel produrre gli occhiali che mi aiutano a vedere, le scarpe che mi aiutano a camminare o i farmaci che ci aiutano a guarire...  no!... tu non sei un imprenditore di questo calibro!... tu sei uno di quegli imprenditori che traggono profitto arrecando danno alla società... in altre parole, mi dispiace dovertelo dire, ma sei un criminale.
Speranzoso che almeno una decina tra le migliaia di menti da te plagiate, rinsaviscano e ritrovino il nesso logico delle cose, ti porgo adesso i miei saluti anche se sono certo che riceverò non pochi insulti a piè di questa lettera. Articolo completo qui: http://www.faropediatrico.com/articolo/vaccinazioni-lettera-di-un-pediatra-ad-un-medico-antivaccinista



lunedì 29 giugno 2015

VARICELLA: SI PUO' CERCARE DI PREVENIRE???

VARICELLA: SI PUO' CERCARE DI PREVENIRE???
Cari genitori
Vari casi di varicella. Si può prevenire con un vaccino, indicato a tutti bambini dal 13 mese di vita e ad adulti che non l'hanno fatta e SOPRATTUTTO NELLE DONNE IN QUANTO LA VARICELLA CONTRATTA IN GRAVIDANZA PUO ' DARE DEI PROBLEMI.
E se uno non vaccinato viene in contatto??? Si può fare qualcosa?
a risposta è SI: leggete qui:
E’ possibile prevenire la varicella dopo essere stati a contatto?? 
SI: vaccinandosi entro 3 giorni
SI o attenuandola con farmaci antivirali se presenti fattori di rischio
Anche se la letteratura medica non supporta l’utilizzo di antivirali ( Acyclovir ) nel bambino per la prevenzione della varicella in quanto non porta benefici reali, a fronte di costi certi senza una riduzione del rischio di complicanze. (Inoltre la profilassi farmacologica con Aciclovir nel bambino sano può favorire una mancata sieroconversione e rendere il bambino stesso suscettibile di ammalarsi in epoca più adulta Quaderni acp 2011; 18(6) )
Tenendo conto di alcuni fattori di rischio, però,  una profilassi può essere presa in considerazione. Anche su indicazioni tratte dal sito www.epicentro.iss.it dell’Istituto superiore della sanità ove si trova scritto “Nei casi più a rischio di complicanze (adolescenti, persone con malattie respiratorie croniche o in trattamento con steroidi) e nei casi secondari familiari si può ricorrere a farmaci antivirali come l’acyclovir. La terapia antivirale non è raccomandata nei bambini con varicella altrimenti sani, visto che, somministrata per via orale entro 24 ore dall’inizio dell’esantema, determina solamente una modesta riduzione dei sintomi. Nei pazienti immunodepressi è raccomandata la terapia antivirale per via venosa”.
Un noto e stimato pediatra, il Prof. Bartolozzi,  mancato recentemente, scriveva che “l’Acyclovir, riducendo l’entità della malattia e quindi anche il numero delle vescicole, è in grado di ridurre le complicanze infettive a carico della cute. D’altra parte, non ce lo dimentichiamo, mentre l’Acyclovir non è affatto indicato per trattare una varicella in soggetti non a rischio, trova una precisa indicazione nei soggetti a rischio(epoca neonatale e tutto il primo anno di vita, soggetti immunocompromessi, soggetti in età superiore ai 13 anni)”.
Pertanto l’uso dell’Acyclovir nei soggetti a rischio è quindi sempre indicato per attenuare l’entità della malattia e per ridurre l’incidenza di complicanze, non per eliminarle completamente, almeno quelle a carico del sistema nervoso centrale”
Voglio ricordare che un altro modo di fare un’ottima prevenzione è quello di vaccinare il bambino, prima che siano trascorsi 3 giorni dall’esposizione,  con il vaccino per la varicella , in modo nello stesso tempo da difenderlo dalla malattia, creando insieme le difese attive, forse per la vita.

Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...