venerdì 15 novembre 2019

Vaccinazioni raccomandate per le donne in età fertile e in gravidanza

Vaccinazioni raccomandate per le donne in età fertile e in gravidanza 
(da circolare ministeriale del novembre 2019**)
Vaccinazioni in età fertile
Alcune malattie possono incidere negativamente sulla fertilità o avere conseguenze sull’esito di una gravidanza. Di conseguenza, per le donne in età fertile sono indicate, se non già immuni, le vaccinazioni contro morbillo, parotite, rosolia, varicella e papilloma virus (HPV). Di grande importanza è anche il richiamo decennale della vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse.
Vaccinazione anti morbillo-parotite-rosolia (MPR) e varicella
È necessario utilizzare tutte le occasioni possibili per verificare lo stato immunitario della donna nei confronti di morbillo, parotite e rosolia; in assenza di immunizzazione anche solo verso una delle malattie elencate, è opportuno proporre attivamente la vaccinazione con due dosi di vaccino MPR, con un intervallo di un mese tra le dosi.
Per le donne in età fertile, in considerazione del maggior rischio di sviluppare complicanze gravi in età adulta e dei seri rischi per la salute embrio-fetale, conseguenti all’infezione naturale contratta da una donna in gravidanza, è consigliabile valutare lo stato immunitario contro la varicella e, se necessario, proporre attivamente la vaccinazione con due dosi di vaccino, con un intervallo di un mese tra le dosi.
Attualmente sono in commercio sia vaccini trivalenti MPR e monovalenti varicella, sia vaccini tetravalenti MPR-V.
Vaccinazione anti-HPV
Il dodicesimo anno di vita (dal compimento dell’11° compleanno al compimento del 12°) rappresenta l’età raccomandata per l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione anti- HPV. Cionondimeno, benefici possono derivare anche dalla somministrazione del vaccino in età superiore, specialmente se prima del debutto sessuale. È opportuno consigliare la vaccinazione anti-HPV, alle donne in età fertile non vaccinate in precedenza, utilizzando, ad esempio, l’occasione dell’invito al primo screening per la citologia cervicale (Pap-test o HPV test). Si rimanda alle strategie vaccinali attuate dalle singole Regioni (gratuità o regime di co-pagamento) per tutte le fasce d’età superiori ai 12 anni.
Vaccinazione contro difterite, tetano, pertosse (dTpa)
Nel corso della vita è raccomandata la somministrazione periodica (ogni 10 anni) della vaccinazione dTpa con dosaggio per adulti, che deve essere offerta in modo attivo, individuando le occasioni e le modalità più opportune per tale offerta. Un’alta copertura con questa vaccinazione:
  • −  consente di limitare la circolazione del batterio della pertosse e ridurre i casi di malattia che, soprattutto in età adulta possono manifestarsi con quadri atipici che difficilmente inducono a sospettarne l’etiologia e, quindi, a giungere in tempi brevi ad una diagnosi corretta,
  • −  offre protezione individuale nei confronti del tetano in seguito a traumi e ferite, limitando anche l’impiego della profilassi post-esposizione e il verificarsi di casi che rappresentano sempre un’emergenza clinica,
  • −  permette di evitare che la difterite possa tornare nel nostro Paese.




















    Vaccinazioni in previsione di una gravidanza
    In previsione di una gravidanza, è necessario che le donne siano protette nei confronti di morbillo-parotite- rosolia (MPR) e della varicella, dato l’elevato rischio, per il nascituro, derivanti dall’infezione materna durante la gravidanza, specie se si verifica nelle prime settimane di gestazione. Per la varicella contratta nell’immediato periodo pre-parto, il rischio, oltre che per il nascituro, può essere molto grave anche per la madre.
(Poiché sia il vaccino MPR che quello della varicella sono, in via precauzionale, controindicati in gravidanza – pur non costituendo un’indicazione all’interruzione della gravidanza stessa se somministrati per errore -, è necessario che, al momento dell’inizio della gravidanza, la donna sia vaccinata regolarmente (con due dosi) da almeno un mese).
Vaccinazione anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)
Il morbillo, contratto in gravidanza, è associato ad un maggior rischio di complicanze (in particolare polmonite) e mortalità materne rispetto all’atteso. Alcuni studi hanno, inoltre, riscontrato un rischio aumentato di aborto spontaneo, morte intrauterina, parto pretermine; tale rischio sembra essere più elevato in caso di infezione nel primo e secondo trimestre di gravidanza. L’infezione in prossimità del parto può aumentare il rischio di morbillo neonatale, condizione gravata da una significativa mortalità.
La rosolia è solitamente una patologia benigna che presenta raramente complicanze (per lo più artralgie e artriti transitorie). Diventa, però, pericolosa durante la gravidanza, soprattutto se la madre contrae l’infezione nel primo trimestre: infatti, più precoce è l’infezione, maggiore è il rischio di danno embrio-fetale (intorno al 90%). La rosolia, in questi casi, può essere responsabile di serie conseguenze nel prodotto del concepimento, quali aborto spontaneo, morte intrauterina del feto, gravi malformazioni fetali e nel bambino, come difetti della vista, sordità, anomalie cardiache e ritardo di acquisizione delle tappe dello sviluppo. 
La parotite è un’infezione lieve nel bambino, mentre nell’adulto sono frequenti le complicanze quali encefalite, meningite, pancreatite e danni all’udito. Se contratta durante le prime 12 settimane di gravidanza è associata a un’alta percentuale di aborto spontaneo (25%), ma non comporta il rischio di malformazioni nel feto.
Vaccinazione anti-varicella
La varicella provoca nell’adulto, particolarmente nella donna incinta, complicanze molto più frequenti che nel bambino, quali polmonite, superinfezioni batteriche, meningite o encefalite; inoltre, durante la prima metà della gravidanza, potrebbe causare malformazioni congenite con gravi lesioni della pelle, delle ossa, degli occhi e del cervello. Pertanto, in soggetti anamnesticamente negativi per la malattia mai vaccinati in precedenza, è opportuno utilizzare tutte le occasioni possibili per offrire attivamente la vaccinazione contro la varicella.

Vaccinazioni durante la gravidanza
La somministrazione di alcuni vaccini in gravidanza è legata alla opportunità di proteggere la donna e il nascituro.
È stato osservato che le madri trasferiscono anticorpi al prodotto del concepimento, offrendogli così un certo grado di protezione contro malattie quali morbillo, difterite e poliomielite. Gli anticorpi materni sono in grado di proteggere i neonati dalle infezioni, e modificare la severità delle relative malattie infettive nei bambini, per un periodo di tempo variabile, a seconda del livello di trasmissione placentare e del tasso di decadimento degli anticorpi acquisiti passivamente. 
Nel corso di ogni gravidanza e per ogni successiva gestazione sono raccomandate le vaccinazioni anti-dTpa e anti-influenza (se la gestazione si verifica nel corso di una stagione influenzale).
Vaccinazione contro difterite, tetano, pertosse (dTpa)
Di grande rilievo è la vaccinazione dTpa durante ogni gravidanza, anche se la donna in gravidanza sia già stata vaccinata o sia in regola con i richiami decennali o abbia contratto la pertosse. Infatti, la pertosse contratta nei primi mesi di vita può essere molto grave e persino mortale, la fonte di infezione è frequentemente la madre, e la protezione conferita passivamente da madri infettate dal bacillo della pertosse o vaccinate molti anni prima è labile e incostante. Per tali motivi, vaccinare la madre nelle ultime settimane di gravidanza consente il trasferimento passivo di anticorpi in grado di proteggere il neonato fino allo sviluppo di una protezione attiva attraverso la vaccinazione del bambino (a partire dal 3° mese di vita). Il periodo raccomandato per effettuare la vaccinazione è dalla 27alla 36settimana di gestazione, idealmente intorno alla 28settimana, al fine di consentire alla gestante la produzione di anticorpi sufficienti e il conseguente passaggio transplacentare. Infatti, sebbene la vaccinazione possa essere effettuata in qualsiasi epoca della gravidanza, senza compromettere la sicurezza del vaccino, quanto più ci si avvicina alla data presunta del parto, tanto minore potrebbe essere l’impatto in termini di protezione del neonato.
Nei casi in cui la vaccinazione non sia stata effettuata durante la gravidanza, si raccomanda di proporla subito dopo il parto per la protezione del neonato riducendo la possibilità che la madre possa trasmettergli la pertosse..
In considerazione del fatto che gli anticorpi anti-pertosse si riducono progressivamente con il trascorrere del tempo, è raccomandato effettuare la vaccinazione dTpa ad ogni gravidanza: questo potrà garantire il passaggio di un alto livello di IgG ad ogni nascituro.
Il vaccino dTpa si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza, sia per il feto.
Vaccinazione anti-influenzale
La vaccinazione anti-influenzale è raccomandata e offerta gratuitamente alle donne in qualsiasi epoca della gravidanza. Infatti, l’influenza stagionale aumenta il rischio di ospedalizzazione materna, prematurità, parto cesareo, distress fetale, basso peso del nascituro e interruzione di gravidanza. Anche nei neonati al di sotto dei 6 mesi di vita, per cui non esiste ancora un vaccino, l’influenza aumenta il rischio di malattia severa e complicanze.
La vaccinazione in gravidanza ha, invece, un effetto protettivo sui neonati attraverso il passaggio di anticorpi protettivi dalla madre.
Il vaccino anti-influenza può essere somministrato in totale sicurezza insieme al dTpa.
I vaccini controindicati in gravidanza
Eventuali rischi teorici da vaccinazione in gravidanza potrebbero derivare dall’utilizzo di vaccini a virus vivo. Pertanto, la somministrazione di vaccini vivi attenuati è, a scopo cautelativo, controindicata in gravidanza. 
Tuttavia, l’esposizione accidentale della donna in gravidanza alla vaccinazione, o l’inizio di una gravidanza entro le quattro settimane successive alla vaccinazione, non rappresentano indicazioni all’interruzione volontaria di gravidanza.
Nel caso una donna non risulti immune nei confronti di morbillo, parotite, rosolia o varicella durante la gravidanza, è importante che sia immunizzata prima della dimissione dal reparto di maternità o, comunque, le sia fissato un appuntamento presso il servizio vaccinale nel periodo immediatamente successivo.

Per maggiori informazioni, si può fare riferimento alla Guida alle controindicazioni, quinta edizione – 2018, disponibile al seguente link: http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id= 3448.

MPR e varicella
Se non vaccinata e anamnesticamente negativa anche solo a una delle malattie elencate. Ritardare la gravidanza di 4 settimane dopo la vaccinazione
HPV
Nel corso del 12° anno di vita. Raccomandato anche recupero in caso di non vaccinazione in quella età, possibilmente prima dell’inizio dell’attività sessuale
Raccomandate
dTpa
Dalla 27alla 36settimana di gestazione, idealmente intorno alla 28settimana, e ad ogni gravidanza, indipendentemente dall’anamnesi positiva per malattia o pregressa vaccinazione
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Vaccinazioni nel puerperio*
Raccomandate
MPR e varicella
dTpa
L’allattamento non è una controindicazione alla vaccinazione
** http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato7397682.pdf

ALLEANZA PER L'INFANZIA E SOSTEGNI ALLA FAMIGLIA

ALLEANZA PER L’INFANZIA Comunicato stampa
In Italia nascono pochi bambini e bambine. Siamo un paese che ormai da tempo si sta lentamente spegnendo sotto il profilo della vitalità demografica. Le cause non vanno cercate tanto in un calo del desiderio di avere figli, ma soprattutto nelle difficoltà crescenti che incontrano coloro che vorrebbero averne o che ne hanno già. 
Molti genitori non ricevono un sostegno adeguato rispetto alle responsabilità di crescere un figlio. I trasferimenti monetari sono frammentari e i congedi non adeguatamente sostenuti economicamente. Le madri, in particolar modo, sono spesso penalizzate sul mercato del lavoro. Molti bambini e bambine sperimentano livelli di diseguaglianza e povertà inaccettabili in un paese civile e democratico.
Benché tutti gli studi mostrino l’importanza, accanto al ruolo cruciale della famiglia, di poter fare esperienze educative precoci anche in contesti non esclusivamente famigliari, in Italia i servizi socio-educativi per l’infanzia hanno livelli di copertura ancora molto bassi, fortemente differenziati a livello territoriale e costi che rischiano di renderli inaccessibili per molte famiglie.
Complessivamente, quindi, l’Italia non sembra essere stata capace fino ad ora di sviluppare politiche pubbliche e interventi collettivi all’altezza delle sfide strategiche per la crescita solida del paese, la quale deve avere alla base la possibilità di adeguata educazione e promozione dello sviluppo umano a partire dalla prima infanzia e in coerenza con il benessere relazionale ed economico della famiglia. 

Alla luce di queste considerazioni, nasce l’“Alleanza per l’infanzia”. I promotori sono soggetti diversi - appartenenti alle associazioni, alla società civile e al mondo della ricerca - che hanno a cuore il benessere di tutti i bambini e bambine e adolescenti.  Condividono la responsabilità e l’urgenza sia di sensibilizzare e fare pressione sulla politica, perché operi le riforme e le iniziative necessarie, sia di sollecitare e sostenere le imprese e le comunità locali, perché costruiscano ambienti più favorevoli ai bambini/e, ai ragazzi/e e ai loro genitori.
Proprio per la sua vocazione plurale ed inclusiva, l’Alleanza è aperta ed invita altre istituzioni, associazioni e realtà della società civile ad aderire, purché condividano gli obiettivi di fondo di tale esperienza.
Alla luce del dibattito attualmente in corso in Parlamento, l’Alleanza considera in questo momento tre grandi temi come prioritari: 
1.   SOSTEGNO ECONOMICO: realizzare un sistema unificato di trasferimenti monetari alle famiglie per sostenere i costi dei figli lungo tutto il percorso di crescita tramite l’istituzione di un assegno unico universale, a partire dall'accorpamento dei trasferimenti esistenti; 
2.   SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI: ampliare l'offerta di servizi socio-educativi di qualità per la primissima infanzia, rendendoli davvero universali, tramite l’aumento quantitativo dell’offerta di servizi pubblici e privati convenzionati, l’abbassamento progressivo delle rette per tali servizi, il riconoscimento e la tutela delle condizioni occupazionali di chi lavora ed è impegnato in questo settore; 
3.   CONGEDI: a) rafforzare il sistema dei congedi di maternità, rendendolo effettivamente fruibile a tutte le fattispecie di lavoratrici a prescindere dalla storia contributiva, comprese quelle autonome che hanno forti difficoltà di accesso; b) sostenere la partecipazione dei padri alla cura dei figli, tramite il rafforzamento del congedo di maternità e la sua estensione a tutte le fattispecie di lavoratori; c) ampliare e retribuire meglio i congedi parentali per renderli effettivamente più fruibili.

Nel documento allegato vengono riportate in maniera più particolareggiata le riflessioni sviluppate dall’Alleanza in merito al dibattito attualmente in corso in Parlamento.

Aderiscono attualmente all’Alleanza:

Associazioni
Acta
ARCI
Associazione Culturale pediatri
Centro per la salute del bambino
CISL
Cittadinanza attiva
CGIL
Gruppo Nazionale Nidi e infanzia
Lega delle Cooperative
Save the Children
Sbilanciamoci
UIL
UNICEF

Studiosi
Del Boca Daniela
Jessoula Matteo
Madama Ilaria
Mencarini Letizia
Naldini Manuela
Pavolini Emmanuele
Ranci Ortigosa Costanzo
Rosina Alessandro
Sabatinelli Stefania
Sabbadini Linda Laura
Saraceno Chiara
Simonazzi Anna Maria
Tamburlini Giorgio
Tomassini Cecilia

Per informazioni ed adesioni all’Alleanza si possono contattare sia le organizzazioni attualmente aderenti che:
Emmanuele Pavolini (Università degli Studi di Macerata): e.pavolini@unimc.it
Alessandro Rosina (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano): alessandro.rosina@unicatt.it
Chiara Saraceno (Collegio Carlo Alberto di Torino): chiara.saraceno@unito.it





mercoledì 13 novembre 2019

EPIDEMIE INDUSTRIALI (Riduzione degli anni di vita da “benessere”)

EPIDEMIE INDUSTRIALI (Riduzione degli anni di vita da “benessere”)
Da leggere per riflettere per la nostra salute e per quella dei figli. Siamo manipolati dalla pubblicità e dagli sponsor :-(
Per la prima volta nella storia degli ultimi due secoli negli Stati Uniti la speranza di vita alla nascita mostra uno stop nell’incremento o addirittura una regressione, a causa dell’obesità e 
in tutto il mondo le malattie croniche non trasmissibili (MCNT) (cardiopatie, ictus, cancro, malattie respiratorie croniche, obesità e diabete) rappresentano la prima causa di mortalità e disabilità (90% in Italia). 
Il fenomeno interessa anche i paesi a reddito basso o medio-basso dove le persone tendono ad ammalarsi in giovane età e muoiono molto prima di chi vive nei paesi ricchi. 
Si prevede, a livello mondiale, un aumento di  sovrappeso, obesità infantile e diabete di tipo 2. 
Già anni fa Margaret Chan, Direttore generale dell’OMS, denunciava: “Oggi molte delle minacce alla salute che contribuiscono allo sviluppo delle malattie croniche provengono da compagnie multinazionali che sono grandi, ricche e potenti, dirette da interessi commerciali e ben poco interessate alla salute della popolazione. Gli sforzi per prevenire le malattie croniche vanno contro gli interessi commerciali di potenti operatori economici come:
-       l’industria del tabacco (Big Tobacco). 
-       l’industria del cibo (Big Food), 
-       l’industria delle bevande gassate (Big Soda
-       l’industria delle bevande alcoliche (Big Alcohol).
Tutte queste industrie hanno paura delle regole, e si proteggono utilizzando strategie note come:
-       Creazione di gruppi d’opinione, lobby, 
-       promesse di autoregolamentazione, 
-       cause legali, 
-       ricerche finanziate dall’industria che hanno lo scopo di confondere le prove e tenere il pubblico nel dubbio. 
-       regali, donazioni e contributi a cause giuste per apparire rispettabili agli occhi dei politici e del pubblico. 
Purtroppo il potere del mercato diventa poi potere politico. 
Non un solo paese è riuscito a invertire l’epidemia di obesità in tutte le classi di età. Questo non è il fallimento della volontà individuale ma il fallimento della volontà politica di prevalere sul grande business. 
L’industria cerca i modi di influenzare le politiche di sanità pubblica che colpiscono i loro prodotti. Quando l’industria è coinvolta nelle scelte politiche è certo che efficaci misure di controllo vengono minimizzate se non annullate. 
Tutto ciò è documentato e anche questo è pericoloso”[1].
Anche in Africa sub-Sahariana le malattie cardiovascolari, in particolare l’ictus, sono in continuo aumento e l’OMS prevede che la mortalità per malattie croniche supererà entro il 2030 la mortalità da malattie trasmissibili, malnutrizione, mortalità materna e perinatale.  
Industrial epidemics[2] e Manufacturing Epidemics[3]: così è stato definito l’impatto devastante della globalizzazione sulla salute delle popolazioni, generato dalle politiche commerciali delle compagnie multinazionali nei confronti dei paesi a basso e medio reddito. Un’invasione facilitata dalla liberalizzazione commerciale, dalle agevolazioni nei confronti degli investimenti esteri e dall’assenza della capacità di controllo degli stati (per lo più complici della penetrazione delle compagnie multinazionali). 
Nel 2017 le multinazionali del cibo, del tabacco, dell’alcol e delle bevande gassate hanno avuto un fatturato di 829 miliardi di dollari (Lancet Global Health[4]).  
Bibliografia
  1. Chan M. WHO Director-General Addresses Health Promotion Conference, Opening Address at the 8th Global Conference on Health Promotion in Helsinki, Finland, 10 June 2013
  2. Moodie R, et al.  Profits and pandemics: prevention of harmful effects of tobacco, alcohol, and ultra-processed food and drink industries. Lancet 2013; 381: 670–79
  3. Tackling NCDs. “Best buys” and other recommended interventions for the prevention and control of noncommunicable diseases. Geneva: WHO, 2017
  4. Allen LF, Hafeti A, Fiegl AB. Corporate profits versus spending on non-communicable disease prevention: an unhealty balance. Lancet Global Health 2019; 7: e1482-83




domenica 10 novembre 2019

Oggi su Il Secolo XIX: risposte ai genitori: morsi e nanna

Oggi su Il Secolo XIX: risposte ai genitori: morsi e nanna.
Per risposte a problemi di nanna, alimentazione o altro ricordo i miei libri: "Il libro della nanna", "Come nutrire mio figlio", "Primo Soccorso pediatrico" e "Come crescere mio figlio". Li trovate nell principali librerie e online (a partire da Amazon)
Buona domenica





Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...