lunedì 21 novembre 2022

Ripristiniamo i Certificati di riammissione a scuola dopo malattia??? NO! In quanto sono inutili, perditempo e dannosi

Ripristiniamo i Certificati di riammissione a scuola dopo malattia??? NO! In quanto sono inutili, perditempo e dannosi

Ricevo frequentemente domande come questa: "Dottore ma non sarebbe opportuno ripristinare il certificato medico per il rientro all asilo? Non so perche anni fa sia stato tolto ma so per certo che questi bimbi arrivano all asilo malati, ......."

RISPOSTA: Questi certificati SOSPESI PER FORTUNA DA ANNI sono inutili, perditempo e dannosi

Direte perché dannosi?? Perché fare l'inutile porta via tempo e impedisce di fare l'utile.

Abbiamo tanti problemi organizzativi, di tempo, didattici, di salute, di educazione,di prevenzione, economici e noi??  

Perchè inutili?
Perchè le malattie sono contagiose prima della loro comparsa. E la maggior parte non sono più contagiose dopo alcuni giorni.
Finora cosa è successo? Una famiglia attenta e premurosa che fa fare la convalescenza (SCOMPARSA ORMAI) al bambino, e lo tiene a casa per un periodo superiore ai 5 giorni (come era una volta)  doveva portare il certificato medico perché ha tenuto il bambino , per scrupolo della salute del bambino stesso , e degli altri, a casa per qualche giorno in più. 
Altre famiglie che fanno stare a casa poco o niente il bambino ammalato e lo mandano in cattive condizioni di salute a scuola NON hanno bisogno di certificati perchè non li tenevano a casa per periodi superiori ai 5 giorni. 
E, pertanto, non vengono visti dal medico. 
Anzi, il fatto di dover andare dal medico è stato per alcuni un motivo in più per mandarlo prima a scuola.
Negli anni scorsi poi era avvenuto di tutto: Addirittura: alcune scuole solerti chiedevano il certificato medico se il bambino non era andato a scuola il giorno prima delle vacanze di Natale o di Pasqua.
 Sorgeva una domanda : e se si fosse ammalto durante??? 
Intanto quanto tempo è stato perso da Voi genitori, da noi medici e dal personale della scuola e quanta carta inutile che viene buttata via e contribuisce al disboscamento. 
Ma non abbiamo proprio niente di meglio o di più utile da fare?? 
Se un bambino viene portata in comunità spesso o sempre ammalato, se presenta altre criticità (pulizia, disturbi comportamentale o altro) non lo aiutiamo con un certificato medico ma cercando di capire cosa succede in quella famiglia e fare interventi educativi, pedagogici, sanitari e sociali.

Qui sotto una foto di metà mattinata della epidemia di certificatite...quando si dovevano fare i certificati: non si aveva tempo di visitare chi aveva bisogno di assistenza !!!!
quanta carta e tempo sprecati!!
 A questo link trovate vari articoli:
http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=certificati

Perditempo e dannosi perchè? 

“In Italia operano circa 7.000 pediatri di famiglia; ciascuno di loro compilava mediamente 10 certificati al giorno; in Italia si producevano circa 70.000 certificati medici per i bambini ogni giorno.
Ognuno dei 70.000 certificati inutili redatti dai pediatri ogni giorno doveva essere preso da un genitore e consegnato a qualcuno. 

Poniamo che questo “lavoro” richieda mediamente 1/2 ora per certificato; ogni giorno si sprecano 35.000 ore (di lavoro? di svago? di sonno? chi lo sa) per il ritiro e la consegna di certificati. Se moltiplichiamo questo monte ore per i 200 giorni l`anno in cui si producono i certificati, arriviamo alla cifra astronomica di 7.000.000 di ore.
Molti degli spostamenti necessari per il ritiro e la consegna di questi certificati vengono effettuati con l’automobile. Poniamo che la media degli spostamenti complessivamente necessari per ogni certificato sia di 2 Km. Ogni giorno in Italia si percorrono 140.000 Km in automobile per ritirare e consegnare certificati per bambini, che moltiplicati sempre per 200 giorni l’anno, danno un totale di 28.000.000 di Km, il che equivale ad un consumo di quasi 2.000.000 di litri di carburante.”

Leggete l'articolo qui: http://www.uppa.it/dett_articolo.php?ida=196&idr=12&idb=109

https://ferrandoalberto.blogspot.com/search?q=certificati




domenica 20 novembre 2022

Febbre: lo copro? lo curo? Posso fare uscire?

Care e cari genitori e nonni e..tutti

Il tema ​FEBBRE ​è quanto mai attuale perchè le febbri stanno imperversando  e abbiamo in giro Covid, influenze, adenovirus, bronchiolite​,​ mal mano bocca piedi, vari casi anche di scarlattina​ ​​, infezioni respiraorie e anche gatsrointestinali.​
​Nella maggior parte dei casi si associa anche febbre.
A seguito dellrticolo che ho scritto sul Secolo di venerdì in vari avete chiesto ulteriori chiarimenti.
Incollo dall'alto al basso:
1) Articolo
2) Una domanda e risposta classica
3) Link per ulteriori approfondimenti
4) Filmati ove spiego il "fenomeno febbre" e cosa fare e cosa non fare.

Un Caro saluto

​Articolo pubblicato su "Il Secolo XIX":

Caro dottore. Come dobbiamo comportarci in caso di febbre di nostro figlio? Il bambino può uscire con la febbre?

Cari genitori

Il primo consiglio è quello di contattare il pediatra che, in base alla situazione da voi segnalata, deciderà quando visitare il bambino (subito o se aspettare l’evoluzione in base ai sintomi presentati) e dove (in ambulatorio o a domicilio). Nella maggior parte dei casi l bambino con la febbre può uscire di casa per recarsi presso l’ambulatorio del pediatra (ove è anche possibile fare alcuni esami come tamponi, esame urine o altro) in un orario dedicato per evitare contatti con altri bambini.  

Uscire all’aria aperta, anche a basse temperature, ovviamente coperti in modo adeguato e accompagnato in auto, non fa ammalare né aggravare la febbre o creare complicazioni. Così come può uscire per andare a casa dei nonni se i genitori debbono andare a lavorare.

La febbre, di per sé non è una malattia ma è solo un sintomo e rappresenta una reazione di difesa del nostro organismo di fronte alle frequenti  infezioni che spesso colpiscono i bambini, soprattutto nei primi anni di vita e in certi periodi dell'anno come in concomitanza con le epidemie di influenze. 

Importante sapere che, essendo un meccanismo di difesa del nostro organismo e che aiuta a combattere le infezioni, la febbre non va per forza combattuta e abbassata con farmaci, anche se arriva a 38 o più gradi, a meno che il bambino non la “accusi” e cioè presenti   malessere e disturbi come dolori, debolezza , cefalea e il bambino gioca ed è vivace anche se ha febbre. Certe situazioni sono a maggior rischio di complicazioni quali bambino di età inferiore ai tre/sei mesi o se il bambino presenta sintomi quali difficoltà alla respirazione, dolore addominale con vomito, sopore, stato confusionale, convulsioni, collo rigido (a prescindere dall’età), se la febbre supera i 40°C – a prescindere dall’età o se il bambino presenta altre patologie.

Il criterio principale di preoccupazione è: “come sta il bambino?”. In linea di massima state (o almeno cercate di stare) tranquilli se il bambino pur se febbrile “sta bene” (gioca, salta, “mangiucchia”, è attivo e risponde agli stimoli ambientali). Preoccupatevi se il bambino appare diverso, mogio, non gioca e non rispondere agli stimoli, anche dopo che la temperatura è scesa o la febbre è bassa. Altro criterio di preoccupazione, anche in assenza o con poca febbre, è l’alterata respirazione come una frequenza superiore ai 40-50 al minuto o una difficoltà a respirare.  

Inoltre non bisogna forzare il bimbo febbrile a mangiare perché è normale che sia inappetente durante la malattia mentre è importante, molto, offrire da bere (acqua e non altri “paciughi). In età pediatrica i soli farmaci utilizzabili sono il paracetamolo e in alternativa l'Ibuprofene. L’acido acetilsalicilico (aspirina) non deve essere usato fino ai 15 anni di età per il rischio di una malattia gravissima, seppur rara, la sindrome di Reye. Non vanno utilizzati altri farmaci se non su indicazione del vostro pediatra. Il cortisone non va usato come antipiretico.


Approfondimenti qui:

https://ferrandoalberto.blogspot.com/2020/01/tutto-febbre-cosa-non-fare-e-cosa-fare.html


Qui la risposta ad una ​domanda:
Domanda: 
una volta si diceva che con la febbre doveva stare a letto, per recuperare energie e combattere meglio la malattia..ed effettivamente secondo me era giusto!!fare uscire i bambini con la febbre...senza polemiche, non mi sembra corretto..forse piú comodo per alcuni..ma portarli in ambulatorio con altri bambini che magari sono lí solo per un controllo non diffonderebbe ulteriormente la malattia??

Risposta :
dipende da tanti fattori che dipendono da come sta il bambino, dalla famiglia e dal rapporto che si ha con il pediatra. 
Una volta i bambini si ammalavano molto meno ma si ammalavano di malattie molto più gravi. 
Al giorno d’oggi per vari fattori ​(socializzazione in locali chiusi, inquinamento ecc.)  i bambini si ammalano molto molto di più​ di una volta, m​​fortunatamente, quasi sempre di​ forme lievi e poco gravi​.
​Q​uando si ammalano uno dei primi indici di infezione è la febbre​​. Ma non è l’unico indice anzi in alcuni casi il bambino non ha la febbre anche se può avere una patologia anche grave come una broncopolmonite o peggio… 
Per questo l’invito chiaro è quello di sentire il pediatra e di valutare con lui dove vedere il bambino e soprattutto quando sia il caso di vederlo subito o di aspettare l’evoluzione. 
Questo in base all’età, a fattori di rischio e alla situazione epidemiologica locale (ad esempio malattie che girano all’asilo e a scuola ). 
Per quanto riguarda il riposo è assolutamente vero e infatti sono anch’io un sostenitore, quando uno sta male (che non vuol dire avere solo la febbre) del​la triade "​latte, lana e letto​"​ tramandato dai nonni e bisnonni. Che ​tradotta ai giorni nostri ​vuol dire di non prendere freddo, di stare a riposo​ (e non obbligare il bambino a letto)​ e di bere tanto.  
​T​enga anche conto di altri due fattori che non si sapevano, o non si avevano​,​ una volta: 
​- ​il fatto di uscire con la febbre, in base alla situazione del bambino, non si è dimostrata associata a complicazioni.questo ce lo dicono ad esempio i paesi nordici dove non esiste la visita domiciliare. 
​- ​L’altro fattore da considerare è che al giorno d’oggi nell’ambulatorio del pediatra si possono fare degli esami che a casa sono di difficile esecuzione a partire dall’esame urine e dal tampone faringeo. certamente il bambino che non sta bene (che non vuol dire solamente non avere la febbre) deve accedere all’ambulatorio con appuntamento separato dei bambini sani ed essere visitato senza grandi attese. 
Concludo anche 
1) raccomandando nuovamente di sentire il pediatra anche prima di recarsi in pronto soccorso dove, se è presente solamente la febbre, e inevitabile attendere un bel po’ di tempo.
2) Fate fare qualche giorno di convalescenza prima di mandarlo all'asilo o a scuola

A​pprofondimenti qui:​ https://ferrandoalberto.blogspot.com/2020/01/tutto-febbre-cosa-non-fare-e-cosa-fare.html
A questo link anche un mio filmato:
Un caro saluto
Alberto Ferrando





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