giovedì 6 giugno 2024

Pertosse in aumento del 800% in Italia: vaccinazione in gravidanza per proteggere i neonati

Pertosse in aumento del 800% in Italia: vaccinazione in gravidanza per proteggere i neonati

In Italia nei primi 4 mesi del 2024 sono stati segnalati 108 casi di pertosse ricoverati.

Un aumento dell’800 % rispetto al 2022. 

Due decessi.

Di questi su 53 casi in tre ospedali solo tre mamme erano state vaccinate. 

Questi tre bambini non hanno avuto bisogno di ossigeno e la degenza è stata più breve della media.

Cari geniotri

La pertosse è una malattia infettiva altamente contagiosa, causata dal batterio Bordetella pertussis (B. pertussis) ed è una malattia particolarmente rischiosa per i bambini piccoli, soprattutto sotto all’età di 1 anno, con frequenti complicazioni e anche, ahimè, mortalità alta. 

Si  stima che i più colpiti dalla pertosse sono proprio i bambini sotto i 6 mesi di vita (51.6 casi per 100.000 abitanti), troppo piccoli per aver completato la vaccinazione primaria. 

Tale fascia di età è anche quella più a rischio per complicanze ed esito infausto. 

Importante quindi che si protegga il neonato vaccinando le persone a contatto e soprattutto la mamma. (Io consiglio anche fratelli sorelle oltre a genitori, tate ecc.).

Quando insorta non esistono cure efficaci :-( e le complicazioni sono purtroppo frequenti.

Nei bambini sotto l’età di 1 anno e soprattutto nei primi mesi di vita la pertosse  si può presentare in forma atipica con  episodi ricorrenti di cianosi o apnee e non con il decorso tipico del soggetto più grande  in cui la malattia si presenta in tre fasi (catarrale, parossistica e di convalescenza) con parossismi di tosse, frequentemente seguiti da episodi di vomito e dal tipico “urlo” (tipo raglio da qui il nome di tosse asinina).

Inoltre può insorgere ,nei bambini piccoli, rapidamente  una polmonite e complicanze neurologiche (“pertosse fulminante”) con un tasso di mortalità dell’80%. 

La prevenzione dell’infezione attraverso la vaccinazione resta ancora  l’obiettivo più importante da raggiungere, per ridurre il rischio di pertosse in età infantile. 

Il vaccino acellulare, attualmente utilizzato, può essere somministrato solo a partire dalle 6 settimane di vita e sono necessarie 3 dosi per conferire l’immunità . 

Pertanto, servono strategie preventive per proteggere i bambini nei primi mesi di vita, quando la malattia può essere fatale quali richiami vaccinali negli adolescenti e negli adulti, vaccinazione delle donne in gravidanza, strategia del “cocooning” (vaccinazione dei contatti stretti dei bambini troppo piccoli per essere vaccinati), 

L’intervento di maggior rapporto efficacia e fattibilità è la vaccinazione delle donne in gravidanza. La protezione conferita dalla vaccinazione materna dipende dal passaggio di anticorpi e anche e soprattutto dal fatto che  la madre vaccinata è protetta dall’infezione e non rischia di contrarla in maniera asintomatica e trasmetterla al bambino. 

Gli anticorpi che si sviluppano in seguito a vaccinazione diminuiscono però nel giro di 1 anno, pertanto la somministrazione di TdaP va ripetuta ad ogni gra-vidanza . 

Non sono riportati eventi avversi nella madre nè rischi per il feto associati alla vaccinazione. La vaccinazione è raccomandata a tutte le donne in gravidanza, indipendentemente dallo stato vaccinale, tra le 27 e le 36 settimane di età gestazionale. 

In conclusione, la pertosse è ancora una patologia frequente e pericolosa per i neonati. Attualmente, la strategia più sicura ed efficace è la vaccinazione delle donne in gravidanza. 

 

 



Come dire no ai bambini

 Come dire di no ai bambini:

Decisi, coerenti con un tono adeguato e con il linguaggio del corpo 


martedì 4 giugno 2024

PAURA DEL BUIO:

PAURA DEL BUIO:

La paura del buio (nictofobia) è una paura molto comune nei bambini, che colpisce circa il 15-25% dei piccoli tra i 2 e i 10 anni. 

Si tratta di una paura evolutiva, legata all'istinto di sopravvivenza che spinge i bambini a temere ciò che non vedono.

Perché i bambini hanno paura del buio?

Le cause della paura del buio possono essere diverse:

  • Immaginazione attiva: I bambini hanno una fervida immaginazione e nel buio possono tendere a fantasticare su mostri, creature o altri pericoli inesistenti.
  • Mancanza di controllo: Nel buio, i bambini si sentono meno in controllo di ciò che li circonda, il che può aumentare il senso di ansia e paura.
  • Esperienze negative: Alcune esperienze negative vissute al buio, come un brutto sogno o un incubo, possono rafforzare la paura.
  • Fattori temperamentali: Alcuni bambini sono più predisposti di altri a provare ansia e paure, anche quella del buio.

Come aiutare i bambini a superare la paura del buio: 10 consigli

  1. Ascoltare e rassicurare: Prendete sul serio le paure del vostro bambino e non minimizzatele. Rassicuratelo che è al sicuro e che voi siete lì per lui.
  2. Parlare del buio: Spiegate al bambino che il buio è una parte normale della giornata e che non c'è nulla da temere. Potete leggere insieme libri sul buio o inventare storie rassicuranti.
  3. Creare una routine della nanna: Una routine rilassante prima di dormire può aiutare il bambino a sentirsi più tranquillo. Potete includere un bagno caldo, la lettura di una storia, una canzone o coccole.
  4. Usare una luce notturna: Una luce notturna tenue può aiutare il bambino a sentirsi più a suo agio e a non avere paura del buio completo.
  5. Lasciare la porta della camera aperta: Questo può far sentire il bambino meno solo e più sicuro.
  6. Evitare di guardare film o programmi “che agitano”: Soprattutto prima di andare a dormire, evitate di esporre il bambino a immagini o storie che potrebbero spaventarlo.
  7. Costruire con il bambino un “acchiappa fantasmi” di panno, oppure di cartone, che possa essere utile nei momenti di paura e possa far capire al bimbo che si comprendono le sue paure e preoccupazioni e che insieme è possibile farvi fronte
  8. Preparare un oggetto “anti-mostro” (bacchetta o pozione magica), per combatterlo o dare al bambino una piccola torcia che può accendere quando ha paura e abbia un effetto magico per scacciare i mostri e i fantasmi che lo terrorizzano.
  9. Non forzare il bambino: Non forzate il bambino a dormire da solo o al buio se non è pronto. Rispettate i suoi tempi e procedete gradualmente.
  10. Invitare il bambino a disegnare il mostro di cui ha paura, poi cercare di modificarlo affinché il suo aspetto sia piacevole e divertente e lo faccia sorridere e/o inventare dei giochi di ruolo attorno alla paura del buio, dove i malvagi vengono sempre sconfitti da personaggi buoni, carini e simpatici. 

 

Ricordate: Ogni bambino è diverso e ha i suoi tempi. Con pazienza, comprensione e il giusto supporto, la maggior parte dei bambini supera la paura del buio.

 

La paura del buio se intensa può essere indicativa o associarsi a varie  condizioni come

Disturbi d'ansia: La nictofobia può essere un sintomo di un disturbo d'ansia più generale, come il disturbo d'ansia generalizzato, il disturbo di panico o il disturbo d'ansia sociale. In questi casi, la paura del buio si accompagna spesso ad altri sintomi ansiosi, come irrequietezza, nervosismo, difficoltà di concentrazione, irritabilità, sudorazione, tremori e palpitazioni.

Disturbo post-traumatico da stress (PTSD): Se un bambino ha vissuto un evento traumatico legato al buio, come un incendio o un incidente notturno, può sviluppare la nictofobia come sintomo di PTSD. In questo caso, la paura del buio è spesso accompagnata da altri sintomi tipici del PTSD, come flashback, incubi, ansia di separazione, ipervigilanza e evitamento di situazioni che ricordano l'evento traumatico.

Depressione: La nictofobia può essere anche un sintomo di depressione nei bambini e negli adolescenti. In questo caso, la paura del buio si accompagna spesso ad altri sintomi depressivi, come tristezza persistente, perdita di interesse per le attività piacevoli, modifiche dell'appetito e del sonno, affaticamento, difficoltà di concentrazione e sensi di colpa o inutilità.

Disturbi del sonno: La nictofobia può essere associata a disturbi del sonno come l'insonnia, i pavor nocturni (terrore notturno) o i sonnambulismo. In questi casi, la paura del buio può peggiorare i disturbi del sonno o viceversa.

Disturbi dello sviluppo: In alcuni casi rari, la nictofobia può essere un sintomo di un disturbo dello sviluppo, come il disturbo dello spettro autistico o il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD). In questi casi, la paura del buio si manifesta insieme ad altre difficoltà tipiche del disturbo.

È importante sottolineare che non tutti i bambini con paura del buio intensa hanno un disturbo psicologico o una patologia. La maggior parte dei bambini supera questa paura con il tempo e il supporto dei genitori. 

Tuttavia, se la paura del buio è molto intensa, interferisce con la vita quotidiana del bambino o si accompagna ad altri sintomi, è importante parlarne con il pediatra ed eventualmente consultare un professionista della salute mentale per una valutazione e un eventuale trattamento.

 

domenica 2 giugno 2024

ADULTI E QUINTA MALATTIA E DOLORI ARTICOLARI E ARTRITE. QUINTA MALATTIA E GRAVIDANZA.

ADULTI E QUINTA MALATTIA E DOLORI ARTICOLARI E ARTRITE. QUINTA MALATTIA E GRAVIDANZA.

L'artrite associata alla "Quinta malattia" o "Eritema infettivo", dovuta all'infezione da Parvovirus B19, si manifesta negli adulti, raramente nei bambini.  Più frequentemente  nelle donne. 

I dati indicano che sintomi articolari possono comparire nel 60% delle donne e nel 30% degli uomini.

I sintomi possono includere dolore, talvolta associato a gonfiore, e si manifestano tipicamente in modo simmetrico. 

Le articolazioni più comunemente coinvolte sono le piccole articolazioni delle mani, i polsi, le ginocchia e i piedi. 

I sintomi dell'artrite possono comparire sia prima che dopo la comparsa dell'esantema e generalmente scompaiono nell'arco di tre settimane.

Tuttavia, in alcuni casi, l'artrite o l'artralgia possono durare più a lungo

In termini di trattamento, non esiste una terapia specifica per l'infezione da Parvovirus B19. 

La maggior parte dei casi di manifestazioni articolari richiede solo un trattamento sintomatico con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) (su indicazione del medico curante). 

A volte all’artrite si associano diffuse “macchie” sul corpo con prurito.

Gli antidolorifici possono aiutare a gestire il dolore e l'infiammazione delle articolazioni, mentre gli antistaminici possono aiutare a controllare il prurito causato dall'eruzione cutanea. 

 

Quinta malattia e gravidanza:

La quinta malattia, causata dal Parvovirus B19, può avere delle conseguenze serie se contratta durante la gravidanza. 

Il rischio di queste complicazioni è relativamente basso, ma reale. Nel 2-3% dei casi in cui una donna incinta contrae la quinta malattia, il feto può sviluppare sintomi gravi. 

È importante che le donne incinte che non hanno immunità al Parvovirus B19 prendano precauzioni per evitare l'esposizione al virus e che vengano monitorate attentamente dal loro medico se si sospetta un'infezione. 

Il rischio principale è che il virus possa infettare il feto, portando a complicazioni come: 

- Anemia fetale e idrope fetale (accumulo eccessivo di liquido nei tessuti del feto), miocardite, aborto spontaneo o morte fetale intrauterina.



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