mercoledì 25 luglio 2018

RISCHIA DI MORIRE PER UN BACIO: NON TOCCATE E BACIATE (E NON FATE TOCCARE E BACIARE) I BAMBINI PICCOLI

RISCHIA DI MORIRE PER UN BACIO: NON TOCCATE E BACIATE (E NON FATE TOCCARE E BACIARE)  I BAMBINI PICCOLI:
Segnalata oggi, 14 giugno, questa notizia: "Neonato rischia di morire  per il bacio di un parente a un battesimo.  cinque giorni prima  la famiglia aveva partecipato a un battesimo. In quell'occasione  il bimbo avrebbe contratto l'Herpes: amici e parenti lo hanno tenuto a lungo in braccia, baciandolo più volte sul viso. Gesti affettuosi che avrebbero potuto portare alla morte del piccolo". Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/mondo/baciato-parente-lherpes-neonato-rischia-morire-1710335.html?mobile_detect=false
Conosco gente, tanta, che appena vede un bambino piccolo ci si avventa addosso, lo Tocca, gli bacia le manine, addirittura, se dorme, cerca di svegliarlo ...ma i bambini piccoli vanno rispettati e non vanno mai “remenati” (in genovese toccati e baciati) da estranei 8e anche da conoscenti). 
Perché? Per evitare di trasmettergli qualche virus e perché non sono dei peluche da toccare e con cui giocare ma essere viventi e pensanti che hanno bisogno di rispetto fin dalla nascita (e anche prima).
Già prima della nascita alcuni iniziano a toccare e accarezzare la pancia della mamma senza ritegno.
E se qualcuno di “avventa” su mio figlio ansimando, sputacchiando e toccando??? Ecco come comportarsi con chi insiste per farlo
In genere sono persone invadenti che elargiscono consigli non richiesti, che fanno confronti con i loro figli e i loro nipoti (sempre a favore loro, ovviamente)  interrogano le mamme pongono dubbi con domande tipo che inducono ansia come il tuo latte basta? Perché non dai il tuo latte o il biberon? Cosa mangi? In genere risulta, qualsiasi cosa la mamma dica, che l’alimentazione è errata.
Nei primi mesi di vita i bambini non debbono essere baciati, toccati e accarezzati da chiunque perché non hanno ancora un sistema immunitario ben sviluppato e anche se allattati dalla mamma possono ammalarsi per virus che una persona che lo tocca e bacia potrebbe avere in incubazione (o essere portatore).
CONSIGLI
-      Lavarsi e far lavare le mani prima di toccarli, per esempio, è una delle norme igieniche più importanti 
-      Essere  consapevoli che  le malattie infettive potrebbero  essere pericolose per i bambini piccoli,dal raffreddore alla semplice “febbre” (herpes simplex
-      Evitare di baciare  le manine in quanto vengonoportate  alla bocca e le tracce di saliva dell’adulto che le ha baciate, possono diventare un veicolo di malattie batteriche e virali.
COSA FARE??
1)   Dire di no chiaramente e severamente, anche a costo di essere bruschi. La salute di vostro figlio ha la priorità anche sulla diplomazia. Maleducati sono coloroi che toccano i bambini e non voi che dite di non farlo
2)   Spiegare m a quali rischi si espone un neonato quando viene baciato. Dicendo che sono norme date dal pediatra. 



lunedì 23 luglio 2018

APPELLO PER I BAMBINI: partiamo anche dalle mense ma nutriamo anche la mente dei bambini.

APPELLO PER I BAMBINI: partiamo anche dalle mense e dai centri estivi ma nutriamo anche la mente dei bambini. (Le cure che nutrono la mente o "Nurturing Care")
Le statistiche dicono che nascono sempre meno bambini. Pubblicità idiote invitano a procreare. Quando si parla di bambini viene detto che stanno bene (non è vero per tanti) e che sono pochi per cui gli investimenti bastano e le Istituzioni hanno ben altri problemi.
Non solo: alcune inefficienze portano a far pagare le mense in anticipo, le famiglie debbono affidarsi ai centri estivi per mancanza di famiglie di appoggio e di strutture per l'infanzia....chi può, economicamente (fino a 180 euro mi hanno detto in alcuni casi alla settimana :-()...chi non può li lascia a casa davanti alla TV creando danni ad uno sano sviluppo psicomotorio. Intanto il patrimonio immobiliare delle colonie è in disuso.
Traggo da un articolo di Medico e Bambino di Tamburlini: 
"Un Governo che sia tale, una Amministrazione locale che sia tale, che agisca per il bene della propria società, delle comunità che rappresenta, deve oggi dedicare una specifica attenzione alle politiche per l’infanzia. 
L’Italia si è data un Piano per l’Infanzia e l’Adolescenza (2016) che queste cose le dice, al- cune Regioni si sono mosse e si stanno muovendo, alcuni Comuni pure (dopo una lunga fase in cui, poiché i bambini erano “pochi e quasi tutti sani”, le risorse sono state tagliate, e tagliate e ancora tagliate...). Qualcosa si è fatto negli ultimi anni: gli aiuti economici per le famiglie povere, qualcosa in più per i nidi, i progetti di contrasto alla povertà educativa. 
(localmente .....??).
Ma è ancora troppo poco. E, soprattutto, non esiste un coordinamento degli interventi, che sono, tipicamente, a carico di diversi settori: Sanità, Istruzione, Servizi sociali, Economia e finanze, Lavoro, Ambiente... E quindi richiedono, per usare un linguaggio globale, un whole-government approach - cioè un impegno di tutto un governo, o di una amministrazione locale, con un preciso riferimento di responsabilità, che può far capo al Primo Ministro, o al Governatore, o al Sindaco, oppure a un suo delegato, ma con un mandato forte. Altrimenti non si crea il quadro istituzionale e di risorse sufficiente. Ma... (come sostengo anche io)non aspettiamo la politica! Molte cose possono e devono nascere da noi, come operatori e come cittadini. Anche perché, senza consapevolezza diffusa dell’importanza di investire nell’infanzia e l’impegno di tanti, la partita è perduta. L’abbiamo già scritto: molti dei problemi di oggi, da quelli economici a quelli della coesione sociale, da quelli dell’educazione a quelli ambientali, hanno la loro radice in quello che noi tutti siamo in grado di offrire ai nostri figli: opportunità, desideri, un futuro non gravato da ipoteche. A partire da quando sono concepiti, e forse anche pensati".
"Abbiamo bisogno di cure sanitarie di qualità, nutrizione sufficiente, ma anche protezione sociale e soprattutto luoghi “buoni” dove crescere, relazioni decenti, “nutrienti” (della mente) appunto
E quindi supporto economico, e non solo, alle famiglie in difficoltà, servizi per l’infanzia di buona qualità, tempo di qualità in famiglia e fuori. ........anche se siamo uno dei Paesi più ricchi (o meno poveri, se volete). Non abbiamo forse almeno un bambino su 10 in condizioni di povertà materiale assoluta? Non abbiamo una povertà educativa che riguarda, ormai, estesi gruppi sociali, non solo materialmente svantaggiati3? Non misuriamo ogni giorno negli ambulatori, nelle scuole, nelle strade il peso di quello che come società non siamo in grado di dare ai nostri figli?"

Il documento originale e una serie di altri materiali si possono trovare in: http://www.who.int/maternal_child_adolescent/child/nurturing- care-framework/en/. Una sintesi in italiano è a disposizione sul sito del Centro per la Salute del Bambino - onlus (www.csbonlus.org).2Nell’ambito della ampia letteratura in merito, si segnala: Britto PR. Nur-turing care: promoting early childhood development. Lancet 2017; 389(10064):91-102.
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Giorgio Tamburlini


Punture di api, vespe, calabroni e bombi

Punture di apivespecalabroni e bombi; cosa fare e cosa non fare, come prevenire
Tratto dal libro "Primo Soccorso Pediatrico" e "Come crescere mio figlio" Ed. LSWR
Cosa sapere
Di solito le punture delle vespe e delle api non sono pericolose, anche se molto dolorose. 
In rari casi però, quando il bambino è allergico al loro veleno, si possono avere gravi reazioni con shock anafilattico. 
Le vespe non lasciano mai il pungiglione ed è questo il motivo per cui una sola vespa può causare punture multiple. 
Le api invece hanno un pungiglione rostrato che si spezza e rimane infisso nella cute, con la conseguente morte dell’ape.
Quando portate i bambini in campagna fate attenzione alla presenza di nidi.
Fate indossare e indossate sempre scarpe.
Cosa fare
- Pulire bene la zona con acqua fredda e mettere ghiaccio non a contatto della pelle per alleviare il dolore.
- In caso di una reazione locale usare una crema antinfiammatoria (gel al cloruro di alluminio
al 5%) mentre se si presenta una reazione infiammatoria intensa usare creme al cortisone per un periodo limitato alla fase acuta o anche antistaminici per bocca.
- Cercare di rimuovere il più velocemente possibile il pungiglione con un coltello (rovesciato dalla parte della lama che non taglia) o con una chiave o una card: “strusciare” la lama sulla pelle, intorno alla zona dove l’insetto ha punto il bambino, quando la lama “incontra” il pungiglione fare leva delicatamente in modo da estrarre il pungiglione senza schiacciarlo. 

- Se il pungiglione non viene prontamente rimosso, la parete del sacco velenifero, dopo il distacco dell’ape, si contrae più volte, rilasciando il veleno anche per diversi minuti nella zona colpita dalla puntura.
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Se il bambino viene punto in gola o sulla lingua o dà segni di una reazione allergica più grave (marcata difficoltà respiratoria, gonfiore, pomfi orticarioidi diffusi, fino allo shock anafilattico), anche se dopo 10-20 minuti dalla puntura, soprattutto se le punture sono multiple, recarsi subito al Pronto Soccorso.
Cosa non fare
  • Non usare ammoniaca (può peggiorare la situazione).
  • Non cercare di rimuovere il pungiglione cercando di spremere la pelle attorno.
  • Non utilizzare antistaminici locali che sono spesso fotosensibilizzanti e allergizzanti.
  • Non consentire al bambino di grattarsi (la lesione potrebbe infettarsi).



domenica 22 luglio 2018

VACCINO CHE I GENITORI DEBBONO SOMMINISTRARE AI LORO FIGLI PER UNA MALATTIA IN AUMENTO (AEDS)

VACCINO CHE I GENITORI DEBBONO SOMMINISTRARE AI LORO FIGLI PER UNA MALATTIA IN AUMENTO (AEDS) E CHE PUO' AVERE CONSEGUENZE MOLTO NEGATIVE:
Conoscete la malattia "AEDS" (no non sbaglio non è l'"AIDS"). Sta aumentando ed è molto frequente e si previene con un vaccino che i genitori, da soli (o con l'aiuto del pediatra o delle maestre o dei nonni o di altri), debbono somministrare quotidianamente!!!!!! LA BUONA EDUCAZIONE!!
“Soffriamo di una malattia che inizia a mettere in pericolo l’intera civiltà, sì, è in gioco addirittura la sopravvivenza del nostro pianeta – e questa sofferenza si chiama AEDS: Acquired Educational Deficiency Sindrome (sindrome da carenza educativa acquisita). Ciò che la rende pericolosa è che non conosciamo ancora i suoi effetti devastanti, ma ne siamo addirittura orgogliosi”. Nelle scuole normali è in crescente aumento il numero di bambini etichettati come “iperattivi” o con “difficoltà di apprendimento” e sempre più frequenti sono nei giovanissimi alunni sintomi del tipo aggressività, scarsa concentrazione, mal di testa, stanchezza, enuresi notturna, incubi, disturbi gastrici ecc. Segno inequivocabile che i veri, reali bisogni dei bambini non vengono ancora soddisfatti. Da Balsamo, Elena. Sono qui con te: l'arte del maternage. Il Bambino Naturale. Edizione del Kindle.
Tanto per iniziare a leggere qualcosa trovate qui: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2012/12/le-basi-di-uneducazione.html
Anche se nessun consiglio può sostituire quelli dati di persona da pediatra, maestra, educatore, o altre figure professionali come pedagogista o psicologo con cui si stabilire una relazione, ci si confida, si parla e si discute e si ascolta. Se vostro figli presenta qualche comportamento diverso o vi segnalano qualcosa prendete in considerazione la cosa e parlatene.
Nessuno nasce con la scienza infusa e anche chi studia deve avere modestia e spirito di autocritica e capacità di ascolto. 
Alberto Ferrando


Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...