sabato 26 marzo 2022

Cellulare a ragazze e ragazzi? A quale età ? Con quali regole? Controlli? Sistemi di controllo?

Cellulare a ragazze e ragazzi? A quale età ? Con quali regole? Controlli? Sistemi di controllo?


A quale età ?

La scelta dipende da tanti fattori ma, in genere dall’età dagli 11 ai 12-13 anni, per alcuni, 13-14 anni per altri esperti, vengono comunemente considerati come età giusta per avere il primo telefono. 

Vari studi hanno dimostrato che il possesso e l’uso del cellulare da parte dei ragazzi si associa a un calo di rendimento a scuola e di originalità nel pensiero. Chi indica i 13-14 anni come età più corretta lo fa perché gli smartphone abbattono la percezione del tempo e allontanano dal principio di realtà, due aspetti che in età evolutiva rappresentano fondamentali obiettivi educativi (Alberto Pellai). 

La strada più corretta non è solo l’età ma l’educazione che avete dato e la maturazione dei figli: Sono responsabili? Fanno le cose che promettono? Tendono a isolarsi? Dedicano attenzione alle loro proprietà? 
Una buona strategia può essere quella di effettuare un periodo di prova, ossia la concessione di un telefono in momenti ben definiti, così da fare test reciproci: nostri sul modo d’uso e non di abuso da parte di nostro figlio, e del ragazzo e della ragazza sul possedere lo strumento del desiderio. 
Magari concedere il proprio cellulare ai figli per un momento, magari 30 minuti al giorno, e poi parlarne. Capire cosa ha usato, cosa gli piace


Con quali regole?

Stabilire regole chiare: 

-       Password e accesso permesso ai genitori.

-       App di controllo.

-       Non usarlo a tavola mentre si mangia e non portarlo in camera da letto (in camera dei ragazzi non dovrebbe esserci neanche TV e computer). A tavola si mangia e si parla, o si ascolta. QUESTO VALE ANCHE PER GLI ADULTI.

-       Non utilizzarlo quando si è insieme in gita, in auto o altro e privilegiare la discussione (VALE ANCHE PER GLI ADULTI)


Controlli?

 genitori DEBBONO disporre di password e di accesso al dispositivo, poiché a prescindere dalla privacy si è responsabili legalmente, e non solo, dei figli, almeno fino al loro compimento del diciottesimo anno di età

NON E’ UN DIRITTO MA UN PRECISO DOVERE DEI GENITORI.

Fino a 14 anni, i ragazzi non rispondono degli eventuali reati commessi. Non ne rispondono neanche i genitori (visto che la responsabilità penale è personale), tuttavia padre e madre hanno il dovere di controllare le loro attività, essendone garanti nei confronti di terzi.

Compiuti i 14 anni, poi, il giovane risponde penalmente dei propri illeciti e, quindi, subisce le conseguenze degli eventuali delitti e contravvenzioni da lui posti in essere (vedi diffusioni di immagini illecite o offese ) ma, da un punto di vista civile, l’obbligo del risarcimento del danno ricade sempre sui genitori fino alla maggiore età. Solo con i 18 anni, la responsabilità penale e civile del figlio, anche se convivente con i genitori, ricadono entrambe su di lui.

Ripeto: controllare il telefono dei figli, non è tanto un potere ma un dovere. Tra gli adempimenti che impongono l’essere padre e madre vi è anche l’obbligo di impartire una corretta e sana educazione, rispettosa delle regole civili (giuridiche). Questo dovere è tanto più incisivo quanto più si pensi al fatto che di tutti i danni commessi dai giovani fino a quando non diventano maggiorenni – siano essi dipendenti da reati o meno – rispondono i genitori, con tutti i loro beni.

Come accade se un bambino fa male a un compagno di scuola o in caso di bullismo o di pubblicazione di immagini deplorevoli

 

Sistemi di controllo? SI

I contenuti sui telefoni cellulari, e sui computer, dei figli adolescenti devono essere costantemente supervisionati sia dal padre che dalla madre, per evitare che, possano essere commesse condotte illecite (condivisione, tramite una chat, di filmati non adatti all’età e alla loro educazione, azioni illecite, sexting o altro).

Si utilizzano i dispositivi di parental control, che autorizzando il controllo dei dati in entrata e in uscita dal cellulare dei figli.

Esistono vari sistemi, gratuiti, di controllo per smartphone e per computer. Trovate questo link alcune spiegazioni.

TENETE CONTO CHE NESSUN SISTEMA PUO’ SUPPLIRE UNA BUONA EDUCAZIONE E UN RAPPORTO DI AMORE E FiDUCIA CON I PROPRI FIGLI.

Anzi dovete dire che questi sistemi non servono per farli sentire sotto controllo ma per aiutarli ad evitare errori che possono succedere a tutti: https://www.aranzulla.it/come-attivare-il-parental-control-1284423.html#dispositivi%20mobili



LINEE GUIDA 2022 DSA (Disturbi specifici dell'apprendimeto): dislessia, disortotografia, disgrazia e discalculia).

LINEE GUIDA 2022 DSA (Disturbi specifici dell'apprendimeto): dislessia, disortotografia, disgrazia e discalculia).
I Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) costituiscono una costellazione di condizioni cliniche (in particolare: dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia), che spesso tendono ad associarsi tra loro (ma che possono occorrere anche isolatamente), in relazione a probabili comuni basi genetiche e ad anomalie parzialmente condivise dei circuiti neurofunzionali che impegnano le abilità di lettura, scrittura e calcolo.

La frequenza oscilla tra il 5 ed il 15%. L’Italia non dispone di una banca dati nazionale per i Disturbi neuropsichiatrici. L’unica fonte ufficiale disponibile è, quindi, quella delle certificazioni scolastiche redatte ai sensi della Legge 170 che, nell’anno scolastico 2018/19, hanno interessato il 4.9% della popolazione scolastica con un’ampia variabilità per ordine di scuola  e per area geografica.

E’ importante sottolineare come i DSA, se non rilevati precocemente,  possano avere effetti persistenti e spesso invalidanti per la vita del ragazzo (ad esempio, prematuro abbandono scolastico, difficoltà lavorative, ecc.). Inoltre, soprattutto se non riconosciuti in modo tempestivo, possono portare a una  problemi secondari nella sfera psicopatologica (da una bassa autostima, a un senso di impotenza appresa, fino a forme più franche di ansia/depressione), o a problemi della sfera comportamentale (soprattutto quando il disturbo di apprendimento è associato a deficit di attenzione con iperattività, ADHD).

Importante avere e diffondere queste linee guida per 
- conoscere il problema e diffonderlo
- evitare la sottodiagnosi e favorire una diagnosi precoce
- ma anche evitare un eccesso di diagnosi dovuta a altre situazioni patologiche e/o a situazioni educative o sociali particolari

L'Istituto Superiore della Sanità, nel gennaio 2022, ha pubblicato le nuove Linee Guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento provvedendo ad aggiornare le precedenti raccomandazioni cliniche e formulando nuove raccomandazioni, a 10 anni di distanza dal precedente documento di consenso.

In queste nuove Linee Guida, sono stati affrontati nuovi argomenti clinici come quello relativo al Disturbo di Comprensione della Lettura
Sono state prodotte, inoltre, delle raccomandazioni per la valutazione e la diagnosi di DSA negli studenti bilingue che, secondo i dati raccolti dal Ministero dell’Istruzione, rappresentano una percentuale importante dell’attuale popolazione scolastica.

Come ha sottolineato l’AID (Associazione Italiana Dislessia), un altro importante argomento affrontato è stato quello della valutazione e della diagnosi dei DSA nei giovani adulti, per i quali la Legge 170 del 2010 ha favorito l’allungamento dei percorsi scolastici per cui è sempre più alto il numero di coloro che si iscrivono all’università. I clinici però, finora, non avevano direttive diagnostiche chiare su cui basare il processo diagnostico.

Le nuove Linee Guida, inoltre, contengono nuovi criteri e procedure diagnostiche in relazione alla Disgrafia e al Disturbo del Calcolo, criteri che erano rimasti poco definiti nelle precedenti Consensus Conference. 
Sono state poi formulate nuove raccomandazioni per l’individuazione precoce dei DSA e sono state aggiornate quelle relative al trattamento, mettendo a disposizione degli utenti-beneficiari delle coordinate attendibili su cui operare le proprie scelte.

Linee Guida allegate e a questi link:  



venerdì 25 marzo 2022

Come comportarsi con i nostri figli per quello che sta accadendo in Ucraina? (ma vale anche per la pandemia e altre catastrofi).

Come comportarsi con i nostri figli per quello che sta accadendo in Ucraina? (ma vale anche per la pandemia e altre catastrofi).

-       E’ necessario innanzitutto comunicare correttamente in base all’età in famiglia e a scuola (con la parola, il tono e il linguaggio del corpo)

-       Evitare ASSOLUTAMENTE l’ascolto o la visione di trasmissioni «ansiogene»

-       Dire la verità e non evitare di affrontare il tema in quanto è  impossibile evitare in assoluto che i bambini vedano immagini del conflitto, 

POCA TV , VIA LA TV DALLA CUCINA E EVITATE TRASMISSIONI OVE PER FARE NOTIZIA SI URLA O SI POLEMIZZA.

Le reazioni emotive dei bambini più piccoli sono prevalentemente quelli di ansia e paura, e cercano negli adulti rassicurazione e protezione. 

Evitiamo di farli assistere, anche in nostra presenza a trasmissioni in TV, soprattutto quelle trasmissioni ove la gente urla e litiga.

Poi ogni bambino ha la sua sensibilità e modalità di reagire a quanto avviene e, se avete dubbi, o siete in crisi parlatene con il vostro pediatra per avere consigli personalizzati,

Non possiamo censurare quello che sta accadendo e dobbiamo essere noi i primi ad informarli a non lasciare che ne vengano a conoscenza da altri (all’asilo, a scuola, da estranei). 

Ne ho parlato in altri articoli che trovate in altri articoli sul mio blog su altri temi come il lutto e catastrofi di vario tipo: 

dobbiamo aiutare il bambino ad elaborare la paura e non dire frasi come questa per dare rassicurazioni “Non ti preoccupare da noi la guerra non arriverà mai”. 

Stiamo già uscendo, causa Covid-19, da un periodo molto stressante, per tutti, dal punto di vista psicologico. 

Spiegare al bambino che è normale avere paura e che al momento questa situazione non ci coinvolge direttamente, ma che è molto importante cercare di aiutare quei bambini e quei genitori. Dobbiamo evitare di cadere nell’errore di essere fatalisti o pessimisti o, al contrario, essere toppo ottimisti e sminuire quanto sta accadendo. Dobbiamo far capire ai bambini che in tanti si stanno attivando per cercare di fare qualcosa e che se c’è qualcosa che possiamo fare anche noi lo faremo.

SAPPIATE INOLTRE CHE: I bambini capiscono come ci sentiamo e molto probabilmente rispecchieranno il nostro stato emotivo. 

Per 2 anni abbiamo, ed hanno convissuto con la pandemia, e sono stati isolati dai loro coetanei per lunghi periodi di tempo. E questo non ha aiutato la loro salute mentale: sono infatti aumentati nei bambini ansia, depressione, isolamento, autolesionismo, dipendenza da video giochi ed altro. 

Non possiamo e non dobbiamo negare quello che sta succedendo o mantenere dei segreti, parlare sottovoce o peggio ancora, mentire.  

Se volete parlare ai vostri figli di qualsiasi cosa che potrebbe avere un carico emotivo, inclusa la guerra, una buona idea è ascoltarli e chiedere loro cosa ne sanno. 

Ci sono tre modi principali di gestire le nostre emozioni e quelle dei nostri figli: le prime 3 non sono corrette

1.         Possiamo negare l’esistenza del problema

2.         Possiamo reprimerle e minimizzarle 

3.         Possiamo essere completamente alla loro mercé e ingigantirle, 

4.         Possiamo scegliere la via di mezzo in cui le riconosciamo e le conteniamo. 

La scelta migliore è via di mezzo anche se è più̀ difficile rispetto alle altre.

Un dialogo aperto e onesto con i bambini li aiuterà̀ a tirare fuori i sentimenti che provano. Più riescono a farlo, meno probabile è che l’ansia si manifesti in sintomi fisici come dolori di pancia, di testa, muscolari e/o comportamenti oppositivi o di chiusura o tic  o difficoltà respiratoria psicogena o altri comportamenti compulsivi. 

È naturale, e umano, volere che i nostri figli siano sempre felici, ma rischiamo di compromettere la loro capacità di essere felici quando cerchiamo di reprimere le emozioni considerate indesiderabili, come il panico o la preoccupazione. Date loro attenzione e spazio affinché́ si sentano ascoltati e per equilibrare le loro emozioni in quanto si sentono sicuramente più confortati se si dice loro che essere spaventati è normale e che noi siamo qui per ascoltarli. 

Dobbiamo lavorare prima su “noi adulti”. Dobbiamo cercare di mantenere la calma ed essere ottimisti riguardo al fatto che gli adulti incaricati stanno lavorando per risolvere la situazione e che probabilmente ce la faranno. Contenendo le nostre emozioni con fiducia, potremo aiutare i nostri figli. 

Possiamo dire loro che essere preoccupati è normale e che va bene che si preoccupino per le persone che vengono bombardate e che fuggono dalle loro case, ma che è anche nostro dovere goderci la nostra libertà attuale, uscire e giocare. E appena possibile aiutare chi soffre.




 

giovedì 24 marzo 2022

La guerra e la pandemia vista dai bambini attraverso i loro disegni

 RICHIESTA DI AIUTO AI BAMBINI E AI GENITORI:

La guerra e la pandemia vista dai bambini attraverso i loro disegni

A breve debbo partecipare in alcuni plessi scolastici sulle conseguenze della della pandemia e della guerra e su tutti, in primis sui bambini.

I bambini parlano ...senza parole: parlano con disturbi del corpo, a partire dall'alimentazione, sonno a diturbi "fisici" e parlano con i disegni.
Se potete mandate sul mio whatsapp (+393388687583) o sulla mia mail (alberto.ferrando1@gmail.com) disegni che i vostri bambini hanno fatto in questo perido con attinenza alla pandemia e/o alla guerra o a paure?
Ne utilizzerei alcuni come esempi in quanto possono servire ai bambini e ai genitori.
Ai bambini per tirare fuori quanto non sono in grado, o non vogliono, di esporre con le parole e per i genitori (e anche per i pediatri per cercare di capire ed aiutare).
Rinnovo l'invito di parlare, e ascoltare, paure e timori dei bambini (trovate un articolo qui: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2022/02/come-spiegare-la-guerra-e-le-pandemie-e.html ).



mercoledì 23 marzo 2022

Soffocamento da cibo: altri casi

 Soffocamento da cibo: altri casi

In pochi giorni due casi si soffocamento in adulti.  Si legge la solita frase: "Prontamente sono stati chiamati i soccorsi, arrivati in pochi minuti": 

RICORDATE CHE ANCHE POCHI MINUTI POSSONO FARE LA DIFFERENZA TRA LA VITA E LA MORTE O UNO STATO DI DANNO CEREBRALE!!!!!

Il  CASO più recente di ieri in una donna di 66 anni. Notizia qui: https://www.torinotoday.it/cronaca/Donna-morta-soffocata-boccone-Italia-Settimo.html

Ricordo che il soffocamento da corpo estraneo è frequente soprattutto nei bambini sotto ai 5 anni e il rischio aumenta con il crescere dell'età.

COSA FARE? PREVENIRE ASSICURANDO di:

-  insegnare ai bambini a mangiare correttamente seduti a tavola e senza distrazioni (TV, giochi,  smartphone o tablet)

- mangiare correttamente noi adulti

- offrendo ai bambini cibo tagliato in modo adeguato (tagliare chicchi d'uva, pomodorini, carne e alimenti vari e stando anche attenti a non far girare con giocattoli più di ppocili di 4,5 cm o con parti che si possano staccare

- I BAMBNI DEBBONO CONOSCERE I CIBI, COMUNQUE E MASTICARE.

IMPARARE A FARE LA MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO (chiedete al vostro pediatra o a una associazione di volontariato dell'urgenza/emergenza: Misericordia, Croce blu, rossa, bianca o altro). Il periodo migliore per imparare è tra 4 e 6 mesi per imparare la manovra per il bambino di età inferiore a 1 anno e dopo 1 anno di età per imparare la manovra per il bambino grande e per l'adulto.

SE NON FATE NIENTE E ASPETTATE L'ARRIVO DEL 118 è difficile, se non impossibile, recuperare in tempo la persona che sta soffocando

Qui alcuni filmati esplicativi che intanto potete vedere per iniziare a imparare:

Uno è fatto da me e uno molto bello fatto da bambini (figli dell'amica pediatra Marianna Caso)








lunedì 21 marzo 2022

Bambini con la testa "storta" (Plagiocefalia)

Bambini con la testa "storta" (Plagiocefalia)


Caro dottore

mi sono accorta che mio figlio di 2 mesi ha la testa “storta”, è tutta appiattita da una parte. Ho letto su Internet delle cose che mi hanno fatto spaventare moltissimo . Domani vado dal mio pediatra ma cosa può essere?

 

Cara mamma

Innanzitutto due consigli importanti: senta sempre il suo pediatra e stia attenta a consultare Internet: è una fonte formidabile di informazioni ma spesso si citano le situazioni peggiori. Posso solo dirle, in attesa di conferma del suo pediatra, che la causa di gran lunga più frequente di asimmetria del capo è la cosìdetta “plagiocefalia da posizione”. Cosa è? Facciamo un po' di storia: dal 1992, per contrastare il rischio delle morte in culla (SIDS), è stata promossa la campagna “Back to Sleep”: dormire a pancia in su (posizione supina). La posizione a pancia in giù (prona) si è rivelata come il principale fattore di rischio della SIDS, di cui vi avranno parlato, seguita dalla posizione sul fianco. Queste posizioni, nel sonno, vanno evitate nel lattante. Bisogna anche parlare bene, e spiegare questo, ai nonni in quanto i pediatri fino a 20 – 30 anni fa consigliavano il contrario in quanto si temeva che se il bambino dormiva a pancia in su potesse soffocare per il rigurgito. Non è così e la posizione sicura è quella a pancia in su, non va bene neanche sul fianco. Atri consigli: non utilizzare il cuscino, evitare temperature elevate in camera e far dormire il bebè nella camera dei genitori, che deve essere adeguatamente ventilata, ma non nello stesso letto. L’allattamento al seno ha un effetto protettivo.

Dormire in posizione supina (a pancia in su) ha portato a una riduzione molto significativa della SIDS ma anche a un aumento dei casi di asimmetrie del cranio dei lattanti. La più comune si chiama “plagiocefalia da posizione” del lattante. Infatti alcuni lattanti prendono l’abitudine di stare con il capo deviato dalla stessa parte e siccome le ossa sono “morbide” e deformabili se il capo sta sempre solo da una parte si può appiattire.

Bisogna agire in prevenzione (lo scrivo anche per tutti i pre e neogenitori che leggono): per evitare che ciò avvenga è importante che i genitori applichino, sin dai primi giorni di vita del bambino,  una corretta posizione del capo nel sonno evitando che il capo stia ruotato sempre dalla stessa parte. La prevenzione è importantissima. Quando la testa si è appiattita cosa si può fare? La correzione di una asimmetria cranica, una volta instaurata, richiede un intervento precoce, nei primi mesi di vita. Quanto prima si interviene con le opportune misure terapeutiche, tanto migliore sarà il risultato. Il pediatra fornirà alcuni consigli “posturali” e in alcuni casi potrà consigliare una valutazione fisiatrica. Se sospettta altre situazioni anche di altri specialisti.

La testa va riposizionata dove non è già appiattita per evitare una posizione abituale tale da provocare un ulteriore schiacciamento del cranio.

Consigli da adottare per tutti i bambini:  devono essere posti sempre supini (sulla schiena) per dormire, senza cuscino,  e mai a pancia in giù e neanche sul fianco. Durante il sonno modificare la posizione del capo del bambino. Durante il giorno il bambino è attratto da fonti luminose e dal rumore(ad es. finestra, luci ecc.) per cui è meglio ruotare spesso la posizione del lettino, culla, seggiolino e altro. Durante la veglia fargli fare “ginnastica”, si chiama  “tummy time” che significa di metterlo, sotto vostro controllo, a pancia in giù fino ad arrivare, sui 3 mesi di età, ad 1 ora al dì. Mi raccomando sempre solo da sveglio e sotto controllo di un adulto. Durante l’allattamento (sia al seno sia con il biberon) alternare il braccio con cui il bambino è tenuto in braccio. Al cambio del pannolino, nel momento dell’igiene e ogni volta che è sveglio stimolarlo a girare la testa dalla parte opposta dello schiacciamento del cranio. Durante viaggi in auto e sul passeggino cercare di stimolarlo ad appoggiare il capo dalla parte opposta. Spostare il seggiolino dell’auto verso il lato dell’automobile dove il bambino può guardare verso il finestrino girando la testa dal lato opposto a quello preferito.

In sintesi DURANTE IL SONNO la posizione da far assumenre è “SOLTANTO A PANCIA IN SU” (solo in posizione supina). Secondo le indicazioni OMS per la riduzione del rischio da SIDS è importante che nei primi mesi il bambino non venga posizionato sui fianchi o prono per dormire. E neanche sul fianco. Bisogna osservare però che alterni la posizione del capo quando riposa. 

L’Accademia Americana di Pediatria raccomanda di mettere i neonati supini per dormire e proni per giocare (tummy time) come parte della routine quotidiana. Si inizia solo per pochi minuti, alcune volte durante il giorno. Cominciando presto, già nei primi giorni di vita, e proseguendo con continuità, il bambino imparerà ad apprezzare il tempo trascorso a pancia in giù. Queste attività aiutano a sviluppare i muscoli della schiena, del collo e del tronco, favorendo il suo sviluppo motorio.

Ecco i  principali accorgimenti da utilizzare fin dalla nascita del tuo bambino: Pancia su pancia, sdraiati sul pavimento o sul letto sostenuto da cuscini, posizionare il bambino sul torace o sulla  pancia di mamma o papà, in modo da trovarsi faccia a faccia con lui. Tenere sempre saldamente il bambino per garantire la sua sicurezza. Man mano che cresce anche sul fasciatoio ponendo alla sua attenzione qualche giochino “interessante”.

Si comincia con pochi minuti alla volta e poi si aumenta il tempo fino ad arrivare a 30-60 minuti al dì al giorno, ripartiti in più momenti, entro i tre mesi di vita. Non scoraggiatevi se all’inizio non gli piacesse.

         

 

Fonti

·       American Academy of Pediatrics, Prevention and Management of Positional Skull Deformities in Infants, Pediatrics, 2003, 112, 199. Bedendo F.,

·       Ferrando, Alberto. Come crescere mio figlio: I dubbi dei genitori, le risposte del pediatra Edizioni LSWR. 

·       Bambini a dormire a pancia in su ma attenzione alle  asimmetrie del cranio (plagiocefalia) https://ferrandoalberto.blogspot.com/search?q=plagiocefalia





 

 

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