martedì 25 luglio 2023

il primo vaccino contro le bronchioliti

 Una buona notizia per i neonati, lattanti e famiglie. 

Ricordo l’importanza di evitare contatti di troppe persone, soprattutto in luoghi chiusi, ai bambini piccoli soprattutto nei primi mesi di  vita. 

Trovate qui il perché https://ferrandoalberto.blogspot.com/2022/11/non-toccate-e-non-fate-toccare-i.html?m=1

Ma questo è impossibile se hanno fratellini ho sorelline che frequentano quella comunità e che sono fonte di ingresso di tante infezioni.

Quest’anno la bronchiolite ha picchiato duro e finalmente, speriamo a breve, avremo un valido strumento di prevenzione.

Ema approva il primo vaccino contro le bronchioliti

Potrebbe arrivare presto in Italia il primo vaccino in grado di proteggere neonati e anziani dalla bronchiolite, infezione respiratoria che costituisce una delle piu’ frequenti cause di ricovero nei primi mesi di vita e nella terza eta’ . L’Agenzia europea del farmaco ha infatti raccomandato l’autorizzazione all’immissione in commercio di un vaccino contro il virus respiratorio sinciziale, che ogni anno nel mondo colpisce circa 33 milioni di bambini, provocandone il ricovero di 3,2 milioni e la morte di 111.800.

A ottenere il via libera e’ il vaccino Abrysvo di Pfizer, il primo anti-Rsv per proteggere neonati fino a 6 mesi e gli over 60enni, stimolando una risposta anticorpale duratura. Abrysvo istruisce l’organismo a produrre anticorpi specifici contro la proteina F del virus, quella che gli permette di fondersi con le nostre cellule per infettarle. Per proteggere i neonati, viene somministrato alla mamma nel terzo trimestre di gravidanza – come accade per il vaccino per pertosse e influenza – e conferisce una protezione di sei mesi. Il virus respiratorio sinciziale, o Rsv, e’ molto diffuso da novembre ad aprile e di solito provoca sintomi lievi, simili a quelli del raffreddore. Quando pero’ colpisce persone vulnerabili, causa un’infiammazione dei bronchioli, ovvero le parti terminali delle vie respiratorie. Questi sintomi colpiscono piu’ spesso gli anziani e le persone affette da malattie polmonari o cardiache. Le prime vittime sono, pero’ , i bambini. In Italia non si hanno stime certe perche’ la patologia non ha obbligo di notifica e solo chi arriva in ospedale e fa un tampone ha una diagnosi precisa.

“Secondo le stime l’Rsv porta in ospedale 2 bimbi su 10 che ne sono colpiti nel primo anno di vita. Quasi tutti i bimbi ricoverati hanno bisogno di ossigeno e di quelli ricoverati il 5% finisce in terapia intensiva”, spiega Andrea Lo Vecchio, presidente della Societa’ Italiana di Infettivologia Pediatrica (Sitip). Ancora negli anni Sessanta del secolo scorso, la malattia che provocava nei neonati insufficienza respiratoria, polmoniti e molti decessi veniva chiamato il ‘male oscuro’. “Tra i bimbi sotto i 2 anni che si ammalano di bronchiolite – prosegue Lo Vecchio, professore di pediatria all’Universita’ Federico II di Napoli – circa il 10% necessita di ossigeno e viene ricoverato. Di questi il 5% viene intubato. Purtroppo non c’e’ una terapia specifica e questo provoca, in genere tra dicembre e gennaio, una forte pressione nei reparti di pediatria e nelle terapie intensive neonatali”.

L’inverno passato l’epidemia da virus sinciziale e’ stata particolarmente aggressiva: “ha provocato molti casi di insufficienza respiratoria grave nei neonati e ha riguardato anche bambini tra due e quattro anni, per via del cosiddetto Immunity Gap, ovvero il deficit immunitario legato alla minor esposizione ai patogeni dovuto alle misure protettive contro il Covid”, prosegue Lo Vecchio, membro del Tavolo malattie infettive della Societa’ Italiana di Pediatria. Da circa un decennio, in Italia, e’ autorizzato per i prematuri e per bimbi con alcune malattie specifiche, il monoclonale palivizumab, una profilassi somministrabile in diverse dosi e che, diversamente dal vaccino non stimola produzione di anticorpi propri. L’Ema pochi mesi fa ha autorizzato anche un secondo monoclonale, che con una singola somministrazione copre per 5 mesi ed e’ indicato per tutti i neonati, sia sani che a rischio: “una scelta dettata dal fatto che il virus sinciziale porta spesso al ricovero anche bimbi nati a termine e senza altre patologie”, precisa Lo Vecchio.

Un caro saluto

Alberto Ferrando




domenica 23 luglio 2023

Mamma, papà: voglio la MOTO!!

Mamma, papà: voglio la MOTO!!

Giovani (e meno giovani) in moto- istruzioni per evitare incidenti

Uno dei momenti temuti da tutti i genitori si realizza quando i figli, arrivati all’età di avere un ciclomotore o altro tipo di velocipede, ne fanno esplicita, o quasi, richiesta.

Molti genitori reagiscono negando, rimandando, trovando scuse ma la negazione ottiene quasi sempre il risultato di desiderare ancora di più l’oggetto del desiderio che più è negato è sempre più desiderato.

I genitori non lo comprano e negano moto e patentino ma…gli amici vanno in moto e magari qualche giretto glielo fanno fare. 

E basta un solo giro per causare danni e incidenti. 

Soprattutto se il ragazzo o ragazza non ha i minimi rudimenti di conoscenza della guida di una “dueruote”.

Forse l’approccio più costruttivo non è quello di negare ma di dare delle regole (base dell’educazione fin dai primi periodi della vita).

La prima regola, assoluta è quella di fare un corso guida e, se il papà o la mamma, vanno in moto abituarlo/a seguirvi per abituarli alla giungla, ferocissima, del traffico e anche al piacere di girare per strade poco trafficate, all’inizio, e poi sempre più trafficate. 

Se i genitori non dispongono di un motociclo possono far fare dei giretti facendosi seguire mentre guidano la propria auto.

(Ricordo ancora, quando mio figlio aveva compiuto 14 anni e poi a 16 anni quanti giri in notturna abbiamo fatto sulle alture di Genova tra campagne e anche sterrati).

In poche righe cercherò di illustrare i pericoli del traffico su automezzi: che siano bici, motorini, scooter, auto sono sempre valide ma un conto è un incidente in auto un altro averlo in moto.

RICORDARE CHE:

-       Le conseguenze di un incidente in moto, anche a bassa, velocità possono essere gravi

-       Le due ruote, causa le loro dimensioni, sono più difficili da vedere soprattutto nei cosidetti “punti ciechi” che ogni vettura ha.

-       Bisogna mantenere la concentrazione a essere in buone condizioni psico fisiche (riposo adeguato evitare uso di alcol o cannabis che può alterare l’attenzione anche per varie ore) 

CONSIGLI:

1)    Insegnare a conoscere il proprio mezzo e averne un controllo perfetto (vedi consigli iniziali: scuola guida e pratica con voi) conoscenza perfetta del codice della strada: è una occasione per ripeterlo anche voi genitori.

2)    Ricordare e ripetere, come un mantra, che la maggior parte degli incidenti con una due ruote dipendono da eccesso di velocità, da scarsa conoscenza del mezzo che si guida, da distrazione (si vede gente con il cellulare in mano anche in moto ) MA DIPENDONO SOPRATTUTTO DAGLI ALTRI UTENTI DELLA STRADA (* elenco provvisorio di situazioni a rischio).

3)    Insegnare e ripetere che in moto (come in auto e..nella vita) si deve guidare guardando avanti (la moto va nella direzione in cui si guarda) e cercando di valutare la visibilità anche oltre il veicolo che ci precede e si deve essere concentrati sulla guida.

4)    Soprattutto all’inizio, ma anche si diventa “esperti” mantenere la distanza di sicurezza ed evitare gimcane tra le auto. Se il ragazzo/ragazza vuole la velocità cercate una pista per appagarlo/a ma le strade non sono piste o circuiti di gara: si usano i mezzi per spostarsi non per fare le gare..

5)    Prevedere possibili situazioni pericolose e lasciare sempre un po' di spazio per “vie di fuga”:

-       Svolte (la più pericolosa è la svolta a sinistra) soprattutto negli incroci;

-       Incroci: rallentare prima e guardare bene da entrambe le parti;

-       Non fidarsi al 100% degli specchietti retrovisori;

-       Mettere sempre la freccia prima di svoltare e controllare nello specchietto o girando il capo;

-       Se l’incrocio è regolato da un semaforo (pensate a via Tolemaide) spesso qualcuno passerà con il giallo mentre diventa rosso: prima di passare quando avete il semaforo verde controllate che non ci sia qualche kamikaze in arrivo. (In certi incroci, come quello di Via Tolemaide io rallento sempre quando è verde, verificando di non avere qualcuno attaccato dietro alla moto. Se diventa giallo mi fermo subito (verificando sempre di non avere qualcuno attaccato dietro irrispettoso della sua e mia sicurezza).

6)    Non tagliare mai la curva e invadere la corsia opposta

 

* ELENCO PROVVISORIO DI SITUAZIONI A RISCHIO CAUSATE DA ALTRI:

- Gente che guida usando il cellulare o altre fonti di distrazione;

- Gente che svolta all’improvviso senza mettere le frecce;

- Gente che apre la portiera senza guardare se sopraggiunge qualcuno;

- Gente che guida pensando a tutto mentre guida;

- Gente che è sotto effetto di alcol, droghe (a partire dalla “canna”), o psicofarmaci;

- Gente con problemi di salute mentale;

- Pedoni che si “buttano” in mezzo alla strada senza guardare (o guardando dal lato opposto) fuori dalle righe o anche sulle righe pedonali;

- Pedoni che passano in mezzo alle auto in coda;

- Pedoni che non sono visibili perché “coperti” da altri mezzi e si materializzano all’improvviso.

- Ecc. ecc. ecc.



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