sabato 21 gennaio 2012

SCEGLIETE IL PEDIATRA PRIMA DELLA NASCITA

Direte che ormai voi lo conoscete ma... utile da dire a altre famiglie che avranno un bambino. Così come è utile sapere di risorse in rete fatte da medici senza interessi di mercato.
E soprattutto un consiglio: cercate di avere un pediatra unico di riferimento per evitare confusione. peditra con cui dialogare e confrontarsi. Pediatra che adatterà i suoi consigli alle caratteristiche del bambino e della famiglia e che, nella maggior parte dei casi, ha abbandonato l'autoritarismo che una volta caratterizzava i medici per avviare un nuovo rapporto basato sulla fiducia, che si costruisce, reciprocamente, nel tempo per essere "autorevole". La stessa cosa , se pensate bene, che facciamo con i figli dopo i primi anni di vita in cui un pò di autorità" però non guasta. Ricordate la vecchia frase, che almeno a me dicevano quando ero piccolo: "lo faccio per il tuo bene"?
Al momento non capivo perchè mi negassero alcune cose o mi obbligassero a farne altre, con il tempo si.

venerdì 20 gennaio 2012

Seminario sulla alimentazione

Cari genitori

Domani mattina, sabato, parlerò insieme all'amica e Collega Marcella Zera presso la Scuola delle Immacolatine, in Piazza Paolo da Novi, sul tema dell'alimentazione.
Relazione sul sito www.apel-pediatri.org (ridondante, eccessiva e su cui prenderemo spunti) in prima pagina. Sempre in prima pagina segnalo questo:

Un Caro Saluto  Alberto Ferrando

"Giorno dell'indipendenza" dalla pressione della societa' a farci consumare ...........

"Giorno dell'indipendenza" dalla pressione della societa' a farci consumare sostanze nocive: alcol, droghe, fumo, alimenti di scarsa qualita' o a farci fare atti non utili come il gioco di azzardo.

Oggi (19 Gennaio 2012) alle 17 presso lo Star Hotel (Corte Lambruschini) vi aspettiamo numerosi. Incontro organizzato da Assoutenti (Presidente Furio Truzzi), Sezione Ligure Societa' Italiana di Alcologia e studio legale Conte e Giacomini dal titolo "giorno dell'indipendenza" dalla pressione della societa' a farci consumare sostanze nocive: alcol, droghe, fumo, alimenti di scarsa qualita' o a farci fare atti non utili come il gioco di azzardo. Vogliono imporci questi comportamenti moderatamente. Ora basta! Interverranno Furio Truzzi, Gianni Testino, Giuseppe Giacomini, Giorgio Schiappacasse, Alberto Ferrando, Ennio Palmesino, Ornella Ancarani, Alessandro Viotti e tutti quelli che vorranno intervenire! Descriveremo le azioni gia' andate in porto e vi metteremo al corrente sulle prossime azioni. Ciao a tutti chi può

giovedì 19 gennaio 2012

ALCOL: CONOSCERE, CAPIRE, SCEGLIERE


A questo link il libro su alcol "Conoscere, capire, scegliere" presentato oggi In Comune a Genova: 
http://www.apel-pediatri.org/attachments/419_ALCOL_Conoscere_Capire_Scegliere%20.pdf


Lo trovate anche sul sito www.apel-pediatri.org


Un Caro Saluto


Alberto Ferrando

mercoledì 18 gennaio 2012

Epidemia di gastroenterite: cosa fare cosa non fare

Cari genitori Ci sono in giro delle gastroenteriti: cosa fare e cosa non fare (trovate sul sito www.ferrandoalberto.eu in mail ai genitori)

Cari genitori e ragazzi
In questi giorni ci sono stati vari bambini , e adulti, con infezioni gastrointestinali (vomito e/o diarrea accompagnati o preceduti da mal di pancia e/o da febbre). Qui sotto qualche spiegazione ma intanto Vi fornisco pochi concetti generali:
1) Sono infezioni, quasi sempre, virali che causano disturbi da pochi giorni a oltre 1-2 settimane
2) PESATE IL BAMBINO OGNI 24 ORE. SE PERDE MENDO DEL 5%  del peso (per esempio mezzo Kg se pesa 10 kg) LA FORMA E' LEGGERA. SE PERDE IL 10% DEL PESO è GRAVE E POTREBBE RICHIEDERE UN RICOVERO. Come segni di gravità valutate anche l'umore del bambino (se è il solito state tranquilli) e quanta pipì fa

3) TERAPIA FONDAMENTALE: BERE ACQUA E SALI MINERALI: buste che si trovano in farmacia da sciogliere in acqua. Non lasciategli alternative da bere: DEVE bere quelle al limite diluite in qualche bevanda o nel latte. Alcuni nomi: Dicodral, Reidrax, Sodioral, Idravita, Reuterin idro (associata a fermenti lattici) ecc. ecc.

4) E' NORMALE CHE MANGI POCO. Soprattutto se vomita non forzate a mangiare e fate fare piccolissimi pasti. Può mangiare quello che mangiava in precedenza. IMPORTANTE è bere

5) FARMACI??? A volte sono un alibi IL FARMACO indispensabile sono i liquidi (acqua) e i sali minerali che servono a ristabilire il "mare interno" e ad evitare disidratazioni che possono richiedere un ricovero.

DIRETE MA QUALCOSA POSSO DARE? Si antipiretico per bocca se diarrea o per supposta se vomito (Paracetamolo come Tachipirina o Efferalgan o Ibuprofene come Nurofen p Antalfebal o analoghi).

Se diarrea acquosa NON date farmaci per adulti. si può dare un farmaco dal nome chimico impossibile (racecadotril, nome commerciale Tiorfix) o una specie di argilla, diosmectite (nome commerciale Diosmectale e altri) ASSOLUTAMENTE INUTILI SE NON DATE DA BERE E SALI MINERALI.

FERMENTI LATTICI? Non mi oppongo, sempre inutili se non date i sali minerali ma ridurrebbero la diarrea di qualche ora (diarrea media di 4 giorni e mezzo invece di 5 giorni) per cui rappresentano una terapia accessoria alle fondamentali: bere e sali minerali e pesare il bambino.

6) Se vomita non dare da bere per mezz'ora e poi dare da bere poco per volta (inutile dare anitivomito e poi dare un biccchierone di liquidi che vomiterebbe subito). PROIBITO IL PLASIL (METOCLOPRAMIDE) SOTTO AI 14 ANNI DI ETA'

7) Dopo l'episodio acuto il bambino riprenderà appetito da solo se on lo avete forzato troppo a mangiare e alcuni torneranno con l'intestino normale, altri diventeranno stitici per qualche giorno e un'altra parte di bambini potrebbe presentare un "intestino accelerato" con emissione di feci morbide per perido anche di settimane o più


Un Caro Saluto


Alberto Ferrando




La diarrea è causata, nella maggior parte dei casi, da infezioni virali (Rotavirus, adenovirus responsabili di oltre il 50% dei casi di diarrea) o, meno frequentemente batteriche (Salmonella o altri batteri come particolari tipi di Escherichia Coli, Yersinia enterocolitica, Campilobacter jeunj, shigella).  Le infezioni batteriche sono più frequenti nel periodo estivo mentre i virus, soprattutto il Rotavirus, nel periodo invernale. Da circa 1 anno è disponibile un vaccino per le infezioni da Rotavirus che va fatto entro il 6 mese di vita e protegge da molte, ma non tutte, leinfezioni. Si ritiene che protegga dal 75% delle infezioni gravi (tali da richiedere il ricovero). I


Il microrganismo che causa la malattia può essere stato trasmesso al bambino attraverso cibi od oggetti che si portano alla bocca contaminati dalle feci di un soggetto malato o portatore sano del microrganismo. Nel caso delle salmonelle gli alimenti più frequentemente contaminati sono le uova e i prodotti da loro derivati. Le infezioni virali inoltre si possono diffondere anche attraverso le goccioline di saliva, tramite la tosse o gli starnuti.


Nel tubo digerente i batteri e i virus causano l'infiammazione e la distruzione di parte del rivestimento della parete intestinale. L'infiammazione porta alla produzione di muco e, nei casi più importanti, di pus e di sangue che vengono quindi persi con le feci.

Se anche lo stomaco è interessato si può presentare il vomito che è il segno della infezione e della mancata digestione del cibo. Attraverso la diarrea e il vomito il bambino può perdere molti liquidi che contengono sali minerali necessari al funzionamento dell'organismo  con conseguente rischio di disidratazione.

Una gastroenterite acuta, non grave, la durata media è di circa 3/5 giorni anche se disturbi “minori” (perdita di appetito, dolori addominali e alterazioni dell’alvo possono durare più a lungo).

La cura


Di solito non si usano farmaci che hanno un ruolo assolutamente secondario rispetto ad altri provvedimenti terapeutici infatti la terapia fondamentale della diarrea è poco costosa  apparentemente semplice ed a “bassa tecnologia”: la reidratazione orale. diarrea e vomito NON sono una malattia ma sono sintomi.  Sono meccanismi usati dal nostro organismo per difendersi (come febbre e tosse).  Con la diarrea ed il vomito il nostro organismo cerca di espellere gli "aggressori" (ovviamente facendo ciò espelle anche liquidi, cibo indigerito, cellule dell'intestino sfaldato).Infatti, la cura più importante consiste nel far bere al bambino una soluzione che contiene i sali minerali. In questo modo potrà riprendere le sostanze perse con il vomito e la diarrea evitando una disidratazione più grave. È necessario che i genitori, informati dal pediatra, facciano tutto il possibile per far bere al bambino questa soluzione. E’ necessario inoltre:

-  non tenere a portata di mano del bambino altre bevande (acqua, succhi di frutta, coca cola, ecc.) perché vostro figlio certamente le preferirà alla soluzione,
- far bere la soluzione a piccoli sorsi, con un cucchiaino, un cucchiaio o con la cannuccia; non datela troppo velocemente perché ciò potrebbe provocare il vomito. La soluzione è di sapore più gradevole se conservata in frigorifero.
- La quantità di soluzione che il bambino dovrebbe bere dipende dalla sua perdita di peso. Di solito dovrebbe essere 100 ml ogni chilogrammo di peso nelle 24 ore: ad esempio per un bambino di 10 kg sarebbe di 1 litro al giorno. 
- se proprio il bambino non vuole la soluzione potete mescolarla a piccole quantità di altri liquidi come 1'acqua, la camomilla e il tè che non devono essere zuccherati e neppure vi devono essere aggiunti biscotti o altro.


Dieta

La rialimentazione deve iniziare non appena la reidratazione è conclusa. Gli alimenti da utilizzare sono: latte materno (liberamente), latte vaccino intero o formula precedentemente usata a concentrazione piena (salvo casi particolari o la ricomparsa di diarrea per intolleranza al lattosio che può intervenire nel 6% dei bambini); carboidrati complessi (patate, riso, pasta), carni magre, yogurt, frutta e vegetali; da evitare alimenti ricchi di grassi e zuccheri semplici. Il timore che la precoce reintroduzione degli alimenti in corso di gastroenterite acuta potesse riesacerbare la stessa e causare l’instaurarsi di una diarrea protratta  ha condotto a prescrizioni di lunghi digiuni e rialimentazioni con diete fortemente ipocaloriche. L’evidenza ha dimostrato invece l’esatto contrario. Le  restrizioni dietetiche, infatti, associate alla naturale inappetenza presente nella fase acuta, concorrono ad un apporto calorico insufficiente inducendo il protrarsi della malattia o l’insorgenza  di complicanze.

Spesso è il bambino che si rifiuta di mangiare cercando così di difendere il suo intestino dal cibo la cui digestione è difficoltosa. Non bisogna insistere per far mangiare il bambino. È compito del medico decidere come modificarla di giorno in giorno.

Un discorso a parte meritano gli antibiotici. Nella stragrande maggioranza dei casi non è necessario alcun antibiotico poiché la causa della diarrea o è un virus o un microbo non pericoloso. 
Nel caso delle enteriti da salmonelle comuni la terapia antibiotica oltre a non essere utile è anche dannosa perché aumenta il periodo durante il quale le salmonelle rimangono nell'intestino.


Istruzioni per i genitori


- Pesare il bambino: la perdita di peso è il parametro più importante in quanto ci indica il grado di disidratazione (lieve per perdita del peso 9%).

La quantità di peso persa è consente di valutare la possibilità di una terapia a domicilio o la necessità di un ricovero in ospedale per praticare una reidratazione non possibile per bocca. Se la perdita del peso raggiunge il 10% in breve periodo è indicato un ricovero.
(Oltre alla perdita di peso è molto importante il comportamento del bambino. Esiste infatti un particolare tipo di disidratazione detta ipertonica in cui il bambino perde relativamente pochi liquidi e non appare particolarmente disidratato in quanto i sali nell’organismo non solo non si riducono ma addirittura aumentano. In tale, rara ma grave, situazione, che appare più frequentemente nel bambino molto piccolo o con problemi neurologici o trattato con soluzioni con un contenuto eccessivamente alto di sali, il bambino appare particolarmente irritabile  e nervoso)
- Abbassare la temperatura se è presente febbre con paracetamolo per bocca o con supposte se è presente vomito oltre a tenere poco coperto il bambino
- Non dare da bere o da mangiare per almeno mezz’ora da un episodio di vomito, poi offrire da bere molto gradualmente; all’inizio un cucchiaino ogni 5 minuti
- Quando il bambino non vomita più dopo 1-2 ore offrire da bere abbondantemente (vedi sopra) liquidi con i sali minerali, se è presente la diarrea, e incominciare gradualmente una rialimentazione senza  forzare il bambino a mangiare e se il bambino lo richiede. Offrire da bere (o da mangiare se il bambino lo richiede) con la formula del "poco e spesso" cioè un cucchiaino o mezzo cucchiaio ogni 15-20 minuti sopratutto liquidi con sali minerali (in commercio ne esistono vari tipi).
- NON somministrate farmaci antidiarroici, se non su indicazione del vostro pediatra, e non pensate di risolvere tutto dando dei fermenti lattici.
In alcuni casi i familiari sono più preoccupati dal fatto che il bambino non mangia che dalla diarrea e dal vomito. La riduzione di alimenti introdotti rappresenta invece, di fatto, la terapia iniziale del vomito e della diarrea. Quindi non insistete per far mangiare il bambino.
In altri casi all’opposto addirittura si tiene “a stecchetto” il bambino per più giorni anche se il bambino richiede da mangiare o gli si somministrano diete molto ristrette. Neanche questo comportamento è corretto: bisogna rispettare il senso di fame del bambino senza cadere in eccessi in un senso o nell’altro.
Il vostro pediatra saprà consigliarvi, anche telefonicamente, sul comportamento da tenere.

martedì 17 gennaio 2012

BASTA AUTO DAVANTI ALLA SCUOLA

OLTRE AI POSTEGGI..QUESTA È PIÙ IMPEGNATIVA


Mai più auto davanti alle scuole: gli incidenti non sono fatalità. Files scaricabile qui :
http://www.acp.it/blog/CS_INCIDENTI.pdf

I pediatri Acp chiedono alle istituzioni e alla società civile misure drastiche per evitare incidenti automobilistici davanti alle scuole e nelle aree ad alta presenza di bambini.
Gli incidenti d’auto sono la prima causa di morte dei minori fino a 14 anni, nel 2010 sono stati investiti 2.180 bambini (dati Istat-Aci) con conseguenze a volte gravissime e invalidanti.
Per evitare questi pericoli basterebbero accorgimenti di buon senso e a costo zero sostenuti dalle amministrazioni locali: per esempio, i “PEDIBUS”, “carovane” umane di sicurezza per accompagnare i piccoli a scuola e divieti di circolazione davanti alle scuole, insieme ai dissuasori di velocità.
Manovre azzardate, genitori trafelati che cercano parcheggi improbabili, zig zag scomposto tra cartelle e pedoni: non può più essere questo il panorama quotidiano davanti alle scuole.
La cronaca racconta di due incidenti mortali in due giorni proprio davanti a scuole e da parte di genitori che avevano accompagnato i figli. E, a pensarci bene, vista la situazione cronica di caos davanti agli istituti, è strano che tragedie del genere non accadano ogni giorno.
A tutto questo, i pediatri ACP chiedono Mai più auto davanti alle scuole: gli incidenti non sono fatalità. Files scaricabile qui :
http://www.acp.it/blog/CS_INCIDENTI.pdf

I pediatri Acp chiedono alle istituzioni e alla società civile misure drastiche per evitare incidenti automobilistici davanti alle scuole e nelle aree ad alta presenza di bambini.
Gli incidenti d’auto sono la prima causa di morte dei minori fino a 14 anni, nel 2010 sono stati investiti 2.180 bambini (dati Istat-Aci) con conseguenze a volte gravissime e invalidanti.
Per evitare questi pericoli basterebbero accorgimenti di buon senso e a costo zero sostenuti dalle amministrazioni locali: per esempio, i “PEDIBUS”, “carovane” umane di sicurezza per accompagnare i piccoli a scuola e divieti di circolazione davanti alle scuole, insieme ai dissuasori di velocità.
Manovre azzardate, genitori trafelati che cercano parcheggi improbabili, zig zag scomposto tra cartelle e pedoni: non può più essere questo il panorama quotidiano davanti alle scuole.
La cronaca racconta di due incidenti mortali in due giorni proprio davanti a scuole e da parte di genitori che avevano accompagnato i figli. E, a pensarci bene, vista la situazione cronica di caos davanti agli istituti, è strano che tragedie del genere non accadano ogni giorno.
A tutto questo, i pediatri ACP chiedono che si ponga un freno.
Che si trovino soluzioni praticabili e OBBLIGATORIE in tutti i centri urbani (che si tratti di metropoli o di paesini, non fa differenza), perché la sicurezza dei pedoni sia messa al primo posto.
A maggior ragione quando si tratta di pedoni “fragili” e a rischio come i bambini.
ACP chiede che si rendano sicure le aree attorno alle scuole, vietando i parcheggi e diffondendo consapevolezza insieme a soluzioni alternative per i genitori e chiunque accompagni gli studenti.
In alcune zone d’Italia, sono nati da qualche tempo progetti di PEDIBUS, veri e propri “bus” umani, formate da volontari (genitori, nonni ecc) che accompagnano gli studenti delle scuole primarie lungo percorsi sicuri, segnalati e ben visibili per le auto.
Una soluzione a costo zero, semplice, che sta dando buoni risultati in piccole città, ma anche in metropoli come Milano e Roma e che funziona perché coinvolge la comunità nell’impegno della sicurezza dei propri figli.
Sarebbe poi necessaria anche maggiore presenza di vigili urbani, perché non sempre è rispettato il limite di velocità a 30 Km intorno alle scuole, e che manovre rischiose e soste selvagge (per pochi minuti!) la fanno da padrone negli orari di ingresso e uscita dalle scuole.
In altri Paesi Ue molto è stato fatto per evitare queste situazioni di pericolo: dissuasori di velocità, passaggi pedonali rialzati ecc.
Da noi, tutto è demandato all’efficienza e alla volontà dei singoli amministratori locali.
E comunque, resta il fatto che alla base degli episodi citati c’è distrazione, dovuta alla fretta, e il fatto stesso di non impedire la sosta e le manovre in aree a rischio.
ACP chiede l’attivazione di misure che siano severe e ragionevoli insieme: perché per la sicurezza dei bambini non ci devono essere “se” e “ma”.
Partendo appunto dal presupposto che gli incidenti non sono una fatalità.
La maggior parte di essi sono evitabili, perché sono determinati da vari fattori: tecnologia, ambiente, legislazione, educazione.
Le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dicono che circa un terzo delle malattie infantili dalla nascita ai 19 anni sia attribuibile all’ambiente insalubre o insicuro. All’interno di questa frazione una parte importante di malattie e di morte è causata dagli incidenti, che rappresentano la prima causa di morte per i minori e sono responsabili, in media, di un sesto (>16%) del totale di mortalità e malattia, con picchi fino ad un terzo (>30%) nella subregione europea dell’OMS, che comprende anche l’Italia.
Gli incidenti sono, assieme ai tumori, la prima causa di morte in Italia nella fascia d’età 1-14 anni.
Il Rapporto Istat-Aci presentato nel novembre 2011 indica che nel 2010 proprio tra i giovanissimi passeggeri si è registrato un enorme numero di vittime di incidenti mortali e notevole è anche il numero dei pedoni investiti feriti o uccisi. Nel Rapporto si legge che i bambini da zero a 14 anni investiti sono stati 2.180, e ne sono morti 11; mentre 12.766 sono stati feriti in incidenti automobilistici e 69 hanno perso la vita.
In un quadro così sconfortante, non è possibile restare indifferenti, e i pediatri ACP si fanno parte attiva di questo cambiamento culturale promuovendo una cultura della sicurezza a 360 gradi per i bambini.
Dott. Paolo Siani – Presidente ACP
Dott. Giacomo Toffol - Responsabile del Gruppo Ambiente/Pediatri per un mondo possibile ACP
Informazioni:
Lucilla Vazza - Ufficio stampa stampa ACP cell. 393.9484809 si ponga un freno.
Che si trovino soluzioni praticabili e OBBLIGATORIE in tutti i centri urbani (che si tratti di metropoli o di paesini, non fa differenza), perché la sicurezza dei pedoni sia messa al primo posto.
A maggior ragione quando si tratta di pedoni “fragili” e a rischio come i bambini.
ACP chiede che si rendano sicure le aree attorno alle scuole, vietando i parcheggi e diffondendo consapevolezza insieme a soluzioni alternative per i genitori e chiunque accompagni gli studenti.
In alcune zone d’Italia, sono nati da qualche tempo progetti di PEDIBUS, veri e propri “bus” umani, formate da volontari (genitori, nonni ecc) che accompagnano gli studenti delle scuole primarie lungo percorsi sicuri, segnalati e ben visibili per le auto.
Una soluzione a costo zero, semplice, che sta dando buoni risultati in piccole città, ma anche in metropoli come Milano e Roma e che funziona perché coinvolge la comunità nell’impegno della sicurezza dei propri figli.
Sarebbe poi necessaria anche maggiore presenza di vigili urbani, perché non sempre è rispettato il limite di velocità a 30 Km intorno alle Mai più auto davanti alle scuole: gli incidenti non sono fatalità. Files scaricabile qui :
http://www.acp.it/blog/CS_INCIDENTI.pdf

I pediatri Acp chiedono alle istituzioni e alla società civile misure drastiche per evitare incidenti automobilistici davanti alle scuole e nelle aree ad alta presenza di bambini.
Gli incidenti d’auto sono la prima causa di morte dei minori fino a 14 anni, nel 2010 sono stati investiti 2.180 bambini (dati Istat-Mai più auto davanti alle scuole: gli incidenti non sono fatalità. Files scaricabile qui :
http://www.acp.it/blog/CS_INCIDENTI.pdf

I pediatri Acp chiedono alle istituzioni e alla società civile misure drastiche per evitare incidenti automobilistici davanti alle scuole e nelle aree ad alta presenza di bambini.
Gli incidenti d’auto sono la prima causa di morte dei minori fino a 14 anni, nel 2010 sono stati investiti 2.180 bambini (dati Istat-Aci) con conseguenze a volte gravissime e invalidanti.
Per evitare questi pericoli basterebbero accorgimenti di buon senso e a costo zero sostenuti dalle amministrazioni locali: per esempio, i “PEDIBUS”, “carovane” umane di sicurezza per accompagnare i piccoli a scuola e divieti di circolazione davanti alle scuole, insieme ai dissuasori di velocità.
Manovre azzardate, genitori trafelati che cercano parcheggi improbabili, zig zag scomposto tra cartelle e pedoni: non può più essere questo il panorama quotidiano davanti alle scuole.
La cronaca racconta di due incidenti mortali in due giorni proprio davanti a scuole e da parte di genitori che avevano accompagnato i figli. E, a pensarci bene, vista la situazione cronica di caos davanti agli istituti, è strano che tragedie del genere non accadano ogni giorno.
A tutto questo, i pediatri ACP chiedono che si ponga un freno.
Che si trovino soluzioni praticabili e OBBLIGATORIE in tutti i centri urbani (che si tratti di metropoli o di paesini, non fa differenza), perché la sicurezza dei pedoni sia messa al primo posto.
A maggior ragione quando si tratta di pedoni “fragili” e a rischio come i bambini.
ACP chiede che si rendano sicure le aree attorno alle scuole, vietando i parcheggi e diffondendo consapevolezza insieme a soluzioni alternative per i genitori e chiunque accompagni gli studenti.
In alcune zone d’Italia, sono nati da qualche tempo progetti di PEDIBUS, veri e propri “bus” umani, formate da volontari (genitori, nonni ecc) che accompagnano gli studenti delle scuole primarie lungo percorsi sicuri, segnalati e ben visibili per le auto.
Una soluzione a costo zero, semplice, che sta dando buoni risultati in piccole città, ma anche in metropoli come Milano e Roma e che funziona perché coinvolge la comunità nell’impegno della sicurezza dei propri figli.
Sarebbe poi necessaria anche maggiore presenza di vigili urbani, perché non sempre è rispettato il limite di velocità a 30 Km intorno alle scuole, e che manovre rischiose e soste selvagge (per pochi minuti!) la fanno da padrone negli orari di ingresso e uscita dalle scuole.
In altri Paesi Ue molto è stato fatto per evitare queste situazioni di pericolo: dissuasori di velocità, passaggi pedonali rialzati ecc.
Da noi, tutto è demandato all’efficienza e alla volontà dei singoli amministratori locali.
E comunque, resta il fatto che alla base degli episodi citati c’è distrazione, dovuta alla fretta, e il fatto stesso di non impedire la sosta e le manovre in aree a rischio.
ACP chiede l’attivazione di misure che siano severe e ragionevoli insieme: perché per la sicurezza dei bambini non ci devono essere “se” e “ma”.
Partendo appunto dal presupposto che gli incidenti non sono una fatalità.
La maggior parte di essi sono evitabili, perché sono determinati da vari fattori: tecnologia, ambiente, legislazione, educazione.
Le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dicono che circa un terzo delle malattie infantili dalla nascita ai 19 anni sia attribuibile all’ambiente insalubre o insicuro. All’interno di questa frazione una parte importante di malattie e di morte è causata dagli incidenti, che rappresentano la prima causa di morte per i minori e sono responsabili, in media, di un sesto (>16%) del totale di mortalità e malattia, con picchi fino ad un terzo (>30%) nella subregione europea dell’OMS, che comprende anche l’Italia.
Gli incidenti sono, assieme ai tumori, la prima causa di morte in Italia nella fascia d’età 1-14 anni.
Il Rapporto Istat-Aci presentato nel novembre 2011 indica che nel 2010 proprio tra i giovanissimi passeggeri si è registrato un enorme numero di vittime di incidenti mortali e notevole è anche il numero dei pedoni investiti feriti o uccisi. Nel Rapporto si legge che i bambini da zero a 14 anni investiti sono stati 2.180, e ne sono morti 11; mentre 12.766 sono stati feriti in incidenti automobilistici e 69 hanno perso la vita.
In un quadro così sconfortante, non è possibile restare indifferenti, e i pediatri ACP si fanno parte attiva di questo cambiamento culturale promuovendo una cultura della sicurezza a 360 gradi per i bambini.
Dott. Paolo Siani – Presidente ACP
Dott. Giacomo Toffol - Responsabile del Gruppo Ambiente/Pediatri per un mondo possibile ACP
Informazioni:
Lucilla Vazza - Ufficio stampa stampa ACP cell. 393.9484809) con conseguenze a volte gravissime e invalidanti.
Per evitare questi pericoli basterebbero accorgimenti di buon senso e a costo zero sostenuti dalle amministrazioni locali: per esempio, i “PEDIBUS”, “carovane” umane di sicurezza per accompagnare i piccoli a scuola e divieti di circolazione davanti alle scuole, insieme ai dissuasori di velocità.
Manovre azzardate, genitori trafelati che cercano parcheggi improbabili, zig zag scomposto tra cartelle e pedoni: non può più essere questo il panorama quotidiano davanti alle scuole.
La cronaca racconta di due incidenti mortali in due giorni proprio davanti a scuole e da parte di genitori che avevano accompagnato i figli. E, a pensarci bene, vista la situazione cronica di caos davanti agli istituti, è strano che tragedie del genere non accadano ogni giorno.
A tutto questo, i pediatri ACP chiedono che si ponga un freno.
Che si trovino soluzioni praticabili e OBBLIGATORIE in tutti i centri urbani (che si tratti di metropoli o di paesini, non fa differenza), perché la sicurezza dei pedoni sia messa al primo posto.
A maggior ragione quando si tratta di pedoni “fragili” e a rischio come i bambini.
ACP chiede che si rendano sicure le aree attorno alle scuole, vietando i parcheggi e diffondendo consapevolezza insieme a soluzioni alternative per i genitori e chiunque accompagni gli studenti.
In alcune zone d’Italia, sono nati da qualche tempo progetti di PEDIBUS, veri e propri “bus” umani, formate da volontari (genitori, nonni ecc) che accompagnano gli studenti delle scuole primarie lungo percorsi sicuri, segnalati e ben visibili per le auto.
Una soluzione a costo zero, semplice, che sta dando buoni risultati in piccole città, ma anche in metropoli come Milano e Roma e che funziona perché coinvolge la comunità nell’impegno della sicurezza dei propri figli.
Sarebbe poi necessaria anche maggiore presenza di vigili urbani, perché non sempre è rispettato il limite di velocità a 30 Km intorno alle scuole, e che manovre rischiose e soste selvagge (per pochi minuti!) la fanno da padrone negli orari di ingresso e uscita dalle scuole.
In altri Paesi Ue molto è stato fatto per evitare queste situazioni di pericolo: dissuasori di velocità, passaggi pedonali rialzati ecc.
Da noi, tutto è demandato all’efficienza e alla volontà dei singoli amministratori locali.
E comunque, resta il fatto che alla base degli episodi citati c’è distrazione, dovuta alla fretta, e il fatto stesso di non impedire la sosta e le manovre in aree a rischio.
ACP chiede l’attivazione di misure che siano severe e ragionevoli insieme: perché per la sicurezza dei bambini non ci devono essere “se” e “ma”.
Partendo appunto dal presupposto che gli incidenti non sono una fatalità.
La maggior parte di essi sono evitabili, perché sono determinati da vari fattori: tecnologia, ambiente, legislazione, educazione.
Le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dicono che circa un terzo delle malattie infantili dalla nascita ai 19 anni sia attribuibile all’ambiente insalubre o insicuro. All’interno di questa frazione una parte importante di malattie e di morte è causata dagli incidenti, che rappresentano la prima causa di morte per i minori e sono responsabili, in media, di un sesto (>16%) del totale di mortalità e malattia, con picchi fino ad un terzo (>30%) nella subregione europea dell’OMS, che comprende anche l’Italia.
Gli incidenti sono, assieme ai tumori, la prima causa di morte in Italia nella fascia d’età 1-14 anni.
Il Rapporto Istat-Aci presentato nel novembre 2011 indica che nel 2010 proprio tra i giovanissimi passeggeri si è registrato un enorme numero di vittime di incidenti mortali e notevole è anche il numero dei pedoni investiti feriti o uccisi. Nel Rapporto si legge che i bambini da zero a 14 anni investiti sono stati 2.180, e ne sono morti 11; mentre 12.766 sono stati feriti in incidenti automobilistici e 69 hanno perso la vita.
In un quadro così sconfortante, non è possibile restare indifferenti, e i pediatri ACP si fanno parte attiva di questo cambiamento culturale promuovendo una cultura della sicurezza a 360 gradi per i bambini.
Dott. Paolo Siani – Presidente ACP
Dott. Giacomo Toffol - Responsabile del Gruppo Ambiente/Pediatri per un mondo possibile ACP
Informazioni:
Lucilla Vazza - Ufficio stampa stampa ACP cell. 393.9484809, e che manovre rischiose e soste selvagge (per pochi minuti!) la fanno da padrone negli orari di ingresso e uscita dalle scuole.
In altri Paesi Ue molto è stato fatto per evitare queste situazioni di pericolo: dissuasori di velocità, passaggi pedonali rialzati ecc.
Da noi, tutto è demandato all’efficienza e alla volontà dei singoli amministratori locali.
E comunque, resta il fatto che alla base degli episodi citati c’è distrazione, dovuta alla fretta, e il fatto stesso di non impedire la sosta e le manovre in aree a rischio.
ACP chiede l’attivazione di misure che siano severe e ragionevoli insieme: perché per la sicurezza dei bambini non ci devono essere “se” e “ma”.
Partendo appunto dal presupposto che gli incidenti non sono una fatalità.
La maggior parte di essi sono evitabili, perché sono determinati da vari fattori: tecnologia, ambiente, legislazione, educazione.
Le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dicono che circa un terzo delle malattie infantili dalla nascita ai 19 anni sia attribuibile all’ambiente insalubre o insicuro. All’interno di questa frazione una parte importante di malattie e di morte è causata dagli incidenti, che rappresentano la prima causa di morte per i minori e sono responsabili, in media, di un sesto (>16%) del totale di mortalità e malattia, con picchi fino ad un terzo (>30%) nella subregione europea dell’OMS, che comprende anche l’Italia.
Gli incidenti sono, assieme ai tumori, la prima causa di morte in Italia nella fascia d’età 1-14 anni.
Il Rapporto Istat-Aci presentato nel novembre 2011 indica che nel 2010 proprio tra i giovanissimi passeggeri si è registrato un enorme numero di vittime di incidenti mortali e notevole è anche il numero dei pedoni investiti feriti o uccisi. Nel Rapporto si legge che i bambini da zero a 14 anni investiti sono stati 2.180, e ne sono morti 11; mentre 12.766 sono stati feriti in incidenti automobilistici e 69 hanno perso la vita.
In un quadro così sconfortante, non è possibile restare indifferenti, e i pediatri ACP si fanno parte attiva di questo cambiamento culturale promuovendo una cultura della sicurezza a 360 gradi per i bambini.
Dott. Paolo Siani – Presidente ACP
Dott. Giacomo Toffol - Responsabile del Gruppo Ambiente/Pediatri per un mondo possibile ACP
Informazioni:
Lucilla Vazza - Ufficio stampa stampa ACP cell. 393.9484809

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