mercoledì 9 dicembre 2020

Faccio il tampone e vado al veglione? faccio il tampone e sono (siamo) tranquillo??) NO!!!! Un esempio di oggi: crociera bloccata

Faccio il tampone e vado al veglione? faccio il tampone e  sono (siamo) tranquillo?? NO!!!! Un esempio di oggi: crociera bloccata

La NOTIZIA; La nave Quantum of the Seas, del gruppo Royal Caribbean, è stata costretta a rientrare stamani a Singapore dopo che uno dei passeggeri, un 83enne, è risultato positivo al coronavirus. Il tampone fatto prima di partire era negativo.

Il passeggero risultato positivo al Covid-19  era risultato negativo al test prima dell'imbarco ma dopo aver lamentato alcuni sintomi durante la crociera è stato sottoposto al test come da protocollo. E' risultato positivo ed è stato trasferito in ospedale per ulteriori controlli e i passeggeri della nave e dell'equipaggio resteranno a bordo fino al termine delle procedure di contact tracing. Il giornale precisa che tutti i passeggeri e i membri dell'equipaggio che hanno avuto «contatti stretti» con l'ospite risultato positivo al coronavirus sono già stati sottoposti ai test e sono negativi (per ora ma potrebbero positivizzarsi nei prossimi giorni).

Oggi al TG raccontavano con enfasi di viaggi in aereo sicuro in quanto fanno un. tampone alla partenza e uno all'arrivo...speriamo in bene per i motivi che espongo qui sotto

Tutto questo vale anche per coloro che visitano persone fragili e si sentono tranquilli se hanno un tampone negativo.

Un tampone fornisce la situazione al momento in cui  viene effettuato. Abbiamo 5 possibilità di avere un tampone negativo:

  -1) La persona non ha il virus

 - 2) La persona non ha, al momento, il virus ma se lo prende dopo, magari prendendo un mezzo pubblico. 

 -3) La persona potrebbe  avere l’infezione in corso ma non avere ancora abbastanza virus  da essere rilevato dal tampone, (in particolare quello rapido che è. meno sensibile). 

 -4) La persona ha il virus ma l’esame non lo rileva perché non eseguito adeguatamente

-5) La persona ha il virus ma l’esame non lo rileva (Falso negativo: con i test rapidi intorno al 20%)

Approfondimenti qui: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2020/11/nuova-epidemia-di-tamponite-per-la.html




domenica 6 dicembre 2020

Il 8 e il 9 ci vediamo?? Musica e COVID-19

Il 8 e il 9 ci vediamo?? Musica e COVID-19
Martedì 8 alle ore 19, per 10 minuti, sul gruppo "Agenzia per la famiglia"
(ogni sera 10 minuti donati da una/un professionista).
Mercoledì 9 alle ore 18 Seminario interattivo in diretta.
Scuola e COVID-19: aspetti sanitari, psicologici e sociali
Hai ricevuto?Il link per iscriversi è qui:




Domande dei genitori e bevande senza zucchero: Il Secolo XIX di oggi

 Domande dei genitori e bevande senza zucchero: Il Secolo XIX di oggi

Caro dottore mia figlia di 10 anni riferisce spesso nausea di entità tale da non poterle permettere di frequentare la scuola per lunghi periodi, la cosa è peggiorata con l’epidemia di COVID-19.

Non vomita e a volte presenta anche mal di pancia e mal di testa. A volte appare molto agitata e sudata e trema. Inoltre è pigra di intestino da mesi.

Vorrei farla vedere da un gastroenterologo ma la mia pediatra non è d’accordo

 

 

Cara mamma. La nausea, o sensazione di vomito imminente, è spesso accompagnata da alterazioni del sistema nervoso periferico come aumento della frequenza cardiaca, della salivazione, malessere, agitazione.

Precede  frequentemente il vomito. In età pediatrica la causa più frequente è la gastroenterite acuta  che può esordire con nausea e vomito seguite poi da dolore addominale e diarrea.

La nausea isolata, senza vomito che si presenta con andamento subacuto o cronico, come nel suo caso,  è una manifestazione frequente  del cosìdetto disturbo somatico. Viene definita nausea funzionale secondo criteri (detti di “Roma”) ed è un disturbo soggettivo perdurante nel tempo (due volte o più alla  settimana da almeno due mesi). Compare prevalentemente, ma non unicamente,  lontano dai pasti e non si associa a vomito. La nausea funzionale può accompagnarsi ad altri disturbi dell’apparato gastrointestinale  quali dolore addominale ricorrente e stitichezza. A volte i bambini vengono inutilmente sottoposti a vari esami quali endoscopie digestive ed esami radiologici. Si associano frequentemente  altri disturbi quali cefalea, manifestazioni di ansia, disturbi del sonno , astenia e vari tipi di disturbi intestinale (spesso etichettati come allergia alimentare) . Segnalate frequenti e prolungate assenze scolastiche.

Cosa fare? Parlare e affidarsi al pediatra curante che valuterà se e quali approfondimenti e approcci diagnostici e  terapeutici adottare. Bisogna ricorrere spesso ad un approccio psicopedagogico e, spesso, di una valutazione neuropsichiatrica. Appare necessario cercare di riattivare la socialità e la frequenza scolastica e non focalizzarsi solo sui sintomi. Molto utile un diario giornaliero, tenuto dalla bambina, e non dai genitori, dove annoterà i disturbi lamentati.

In sintesi: consiglio di parlare con il pediatra curante, anche senza la bambina, fare poi una visita alla bambina e un colloquio. Da qui poi si deciderà un percorso che potrà prevedere altre consulenze di tipo pedagogico, psicologico e anche gastroenterologico coordinate dal pediatra curante.

 

 

Caro dott.

Mio figlio, di 12 anni, lievemente sovrappeso, cerca di introdurre meno calorie consumando bevande con dolcificanti a “zero” calorie. Sono dannosi?

 

Cara mamma

Come pediatra non posso che sconsigliare il consumo quotidiano di bevande zuccherate. Da limitare il consumo in alcune occasioni per cui il primo consiglio che mi sento di dare è quello di “svezzare” (togliere il vizio) dal bere bevande dolcificate. Ha sete? Beva acqua. Protesterà ma veramente evitate di tenere in casa bevande dolcificate con dolcificanti di qualsiasi tipo calorici o meno. Per quanto riguarda  la domanda, superata dal consiglio di evitare bevande dolci, non sono noti i potenziali benefici ed effetti avversi del consumo di dolcificanti quali saccarina, aspartame, sucralosio, ecc. (chiamati dolcificanti non nutritivi) nella popolazione pediatrica né il reale rischio di sviluppo di tumori. L’accademia americana di pediatria ha pubblicato recentemente un documento sulla importante Rivista  “Pediatrics”. Vediamo i punti salienti: in generale non esistono controindicazioni all’utilizzo di dolcificanti in età pediatrica ad eccezione dell’uso di aspartame e neotame nei bambini con fenilchetonuria. Viene segnalato che i bambini che assumono bevande contenenti dolcificanti non nutritivi tendono a ricercare successivamente alimenti dolci ad alto contenuto calorico con un conseguente aumento del rischio di sviluppare obesità. Bisogna comunque dire che bambini e adolescenti obesi potrebbero trarre vantaggio dall’utilizzo di questi dolcificanti che potrebbero essere utili anche nei bambini con diabete di tipo 1 o 2 data l’assente risposta glicemica all’utilizzo dei dolcificanti, tuttavia non è in realtà chiaro se l’utilizzo di dolcificanti possa essere un fattore di rischio per lo sviluppo di diabete e sindrome metabolica per alterazione del microbiota intestinale. 

Per quanto riguarda invece la correlazione tra dolcificanti e rischio di sviluppo di tumore, gli studi presi in considerazione svolti sull’adulto non mostrano, allo stato attuale, un’associazione positiva.

Ma ritorno al consiglio iniziale: non offrite bevande dolcificate ai bambini e se le usano riducete il consumo, indipendentemente dal tipo di zucchero che contengono.

Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...