venerdì 16 giugno 2023

SI PUÒ FARE IL BAGNO DOPO MANGIATO?? - ANNEGAMENTO

SI PUÒ FARE IL BAGNO DOPO MANGIATO?? - ANNEGAMENTO

In Italia 400 persone all'anno muoio annegate. E tra queste molti bambini. A volte in pochissima acqua, anche pochi cm, a volte sotto agli occhi di adulti.

Siamo all’inizio della stagione balneare e sono già stati segnalati annegamenti in età pediatrica, soprattutto in bambini di età inferiore ai 4 anni. Ma non solo.

La preoccupazione che tutti, diciamo molti, hanno è quella della ipotetica, mai dimostrata e non esistente (salvo situazioni particolari che descrivo qui sotto) “congestione” del bagno dopo mangiato. I più dotti parlando della “sindrome da idrocuzione” di cui trovate spiegazione qui: https://www.iarr.it/annegamenti-in-mare-congestione-e-idrocuzione-sono-delle-false-cause/

Sul bagno dopo mangiato so che per quanto se ne parli tanti continueranno a comportarsi come prima (attesa di 2-3 ore). 

A costoro consiglierei solo, a questo punto, che forse è meglio passare le vacanze in località "non balneabili".

PER QUANTO RIGUARDA IL BAGNO DOPO MANGIATO SI DOVREBBE USARE IL BUON SENSO E NON USARE FORMULE ASSOLUTE: 

Attività fisiche intense vanno evitate a stomaco pieno. Se avete mangiato come un bufalo affamato non bastano neanche 3 ore (il tonno ad esempio richiede 360 minuti, 6 ore, ad essere digerito, così come alimenti grassi). 

Se la temperatura dell’acqua è fredda non ci si tuffa accaldati.

Da: http://www.tgcom24.mediaset.it/salute/2014/notizia/l-esperto-si-al-bagno-dopo-mangiato-_2058957.shtml

-       “Ci sono degli accorgimenti che si possono prendere per prevenire”? "Non bisogna naturalmente abbuffarsi, quindi il primo suggerimento che posso dare è di evitare pranzi pantagruelici prima di fare degli sforzi, di qualsiasi tipo o attività fisica intensa così come una nuotata fatta in modo energico. Gli adulti, inoltre, non devono assumere sostanze alcoliche. 

-       Consigliabile una immersione in acqua  graduale soprattutto nel caso di acqua fredda. avvertisse un malessere; 


   SOPRATTUTTO FOCALIZZATO L’ATTENZIONE SULLA PREVENZIONE DELL’ANNEGAMENTO!!!! 

Sapete che molti non sanno riconoscere se una persona sta annegando?

Innanzitutto è fondamentale sapere che chi sta annegando non grida per chiamare  aiuto o agita le braccia.

Le ragioni sono ovvie: il sistema respiratorio ha come funzione basilare quella di respirare, la parola è una funzione secondaria. 

Prima di poter gridare, bisogna riuscire a respirare. In secondo luogo, è impossibile per un individuo che stia annegando agitare le braccia per richiamare l’attenzione. 

Le braccia infatti reagiscono involontariamente e si pongono allargate sotto la superficie dell’acqua. Questo permette alla persona di rispuntare fuori dal filo dell’acqua per qualche secondo per cercare ossigeno prima di scomparire.

- Il bambino più piccolo, sotto ai 6 anni, quando immerso nell’acqua non riesce a sollevare bene la testa in quanto è  più pesante rispetto al corpo 

È per questo assume un galleggiamento in posizione prona con il volto  immerso.

- Il bambino di età superiore ai 6 anni tende invece ad avere un galleggiamento verticale e con le braccia allargate batte sull’acqua (potrebbe dare l’idea di giocare). 

Riconoscere l’annegamento è quindi cruciale: la metà dei bambini che annega ogni anno sono in prossimità dei genitori E circa nel 10% dei casi l’adulto li sta effettivamente guardando, spesso senza avere la minima idea di ciò che sta accadendo.Annegamento: come evitarlo, come riconoscerlo e cosa fare
Abbiamo già parlato di cibo e bagno: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2016/06/si-puo-fare-bagno-dopo-mangiato.html
ANNEGAMENTO

Gli annegamenti e i semi-annegamenti sono eventi molto gravi che spesso riguardano la

fascia di popolazione più giovane, con la più lunga attesa di vita, ed è ai primi posti tra le cause di morte per incidente dopo gli incidenti stradali, le cadute.

Nel mondo, i tassi più alti di annegamento riguardano i bambini di età compresa fra 1 e 4 anni, seguiti dai bambini di 5-9 anni di età.

La mancanza di sorveglianza da parte degli adulti è il principale fattore favorente gli incidenti di annegamento dei bambini.

Ricordate che sono descritti annegamenti nei bambini anche in piccole quantità di acqua (pozze, piscinette dei giardini, torrenti di acqua).

I fattori principali associati all’annegamento sono:

1. La presenza di una piscina privata in una casa dove ci sono bambini fra 1 a 4 anni.

2. Non aver imparato a nuotare dopo i 4-5 anni

3. La mancanza di barriere che impediscano ai bambini di accedere alla piscina

4. La mancanza di supervisione costante sui bambini

5. Per i ragazzi al di sopra dei 15 anni, invece, l’annegamento è più probabile in acque di fiume, mare o lago, a causa di comportamenti incauti (fare il bagno in condizioni climatiche avverse (coll’acqua agitata ec.), andare troppo al largo e stancarsi eccessivamente nuotando ecc.)

6. Il mancato uso di giubbotti di salvataggio sulle imbarcazioni 

7. L’uso di alcol. A questo proposito, i ragazzi italiani cominciano ad essere sempre più consumatori problematici di questa sostanza! 

8. La presenza di epilessia o disturbi neurologici analoghi.




Annegamento "verticale": bambini dopo i 6 anni e adultI































Annegamento orizzontale: bambini sotto ai 6 anni

domenica 11 giugno 2023

Cosa è, come si manifesta e come si cura la V malattia? (malattia del bambino schiaffeggiato)

Cosa è, come si manifesta e come si cura la V malattia? (malattia del bambino schiaffeggiato)

Caro dottore ho sentito che si sono in giro a Genova casi di V malattia.
Da nonna non ne ho mai sentito parlare. Può dirmi che malattia è ?
Cara nonna
La ma
lattia è stata riconosciuta solo nel 1975 e fino ad allora nessuno poteva conoscerla.
La quinta malattia, detta anche eritema infettivo megaloeritem, a, o malattia del "bambino schiaffeggiato" è una malattia esantematica (con macchie) prevalentemente infantile causato dal Parvovirus B19 (PV- B19). Colpisce per lo più i bambini in età scolare tra i 5 e i 10 anni, ma può manifestarsi anche in età adulta. 
Più frequente a fine inverno-inizio primavera.
Il contagio avviene per via respiratoria ed il rischio di trasmissione è presente dalla settimana prima dell’inizio dei sintomi, fino alla comparsa delle manifestazioni cutanee
Il periodo di incubazione In media fra 4 e i 14 giorni, fino a un massimo di 3 settimane.
Sintomi
Raramente è presente febbricola, raffreddore o mal di gola. Distinguiamo  tre fasi:
1.            comparsa improvvisa sulle guance di un arrossamento (eritema) simile all’eritema solare;  bocca, mento e fronte non sono interessati per cui l’ aspetto è definito “a guance schiaffeggiate”. 
2.            dopo alcuni  giorni dalla comparsa dell’esantema al viso, l’eruzione si estende agli arti e ai glutei, risparmiando gomiti, dorso e torace; la regione palmo-plantare è colpita in maniera incostante. Si tratta di lesioni maculo-papulose, isolate o confluenti, di colore roseo con un aspetto “a rete” o “a ghirlanda”. 3
3.            fase della riacutizzazione dei sintomi. La quinta malattia ha una durata media di 11 giorni (da 2 a massimo 4-5 settimane), con possibili ricomparse dell’esantema in caso di bagni caldi, particolari situazioni di stress o esposizione al sole o attività sportiva con intensa sudorazione.

Trattandosi di una malattia virale la terapia è solo di supporto (idratazione ed eventuale paracetamolo). 
Sono da evitare l’esposizione al sole e i bagni prolungati in acqua.
Riammissione a scuola
La assoluta mancanza di pericolosità della quinta malattia nei bambini sani e il fatto che il contagio  sia massimo quando ancora non è comparso l’esantema, non rende necessario la sospensione della frequenza scolastica.
In gravidanza
Un discorso a parte deve essere fatto per quanto riguarda la quinta malattia in gravidanza. In questo caso anche se la malattia non influisce sullo sviluppo del feto, può comunque comportare un rischio di aborto che va dal 3% al 9% nelle prime venti settimane di gestazione e scende allo 0,5% dopo la ventiduesima settimana. C’è da dire però che il 60% delle donne in età fertile sviluppa degli articorpi contro la quinta malattia e può succedere anche che molte l’abbiano avuta senza accorgersene perché essa può decorrere senza che si manifesti alcun sintomo.
Isolamento: NON E? PREVISTO perchè quando compare l'esantema il/la bambino/a non è più contagiosa mentre lo era nei giorni precedenti.
La diagnosi, come per la sesta malattia si fa solo con la comparsa dell'esantema.
Quinta Malattia negli adulti
Negli adulti trova è frequente il dolore alle articolazioni, in particolare a quelle di polsi, ginocchia, caviglie, dita e spalle e possono presentarsi in svariati modi: sotto forma di artriti acute e di artromialgie  accompagnate o meno da un senso di fatica cronica.
Complicanze
Complicanze della Quinta Malattia
La quinta malattia è una patologia infettiva di modesta entità clinica, che, però, in alcune situazioni può creare complicanze:
- Malattie del sangue:  malati di anemia emolitica autoimmune, alfa/beta talassemia, leucemia mieloide cronica, anemia emolitica da deficit di piruvato-chinasie anemia falciforme.
- situazioni di immunodepressione congenita o acquisita



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