venerdì 24 agosto 2018

ALTRO BAMBINO SOFFOCATO DA ACINO D'UVA OGGI. Vi prego compilate il questionario

ALTRO BAMBINO SOFFOCATO DA ACINO D'UVA OGGI
Quanti conoscono gli alimenti. rischio e quanti conoscono la manovra antisoffocamento?
Notizia qui: https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1050111/taranto-bimbo-di-due-anni-muore-soffocato-da-un-acino-d-uva.html
Trovate la spiegazione delle manovre qui: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2016/07/manovra-antisoffocamento-poster-e-video.html anche se il consiglio è di imparare dal vostro pediatra o da una pubblica assistenza o da società del settore (A Genova riricordo che l'Agenzia regionale ha sospeso l'insegnamento della manovre da parte dei pediatri di famiglia :-( )

TARANTO - Un bimbo di due anni è morto soffocato da un chicco d’uva che non è riuscito ad ingerire, mentre si trovava con i genitori in un’abitazione di Leporano (Taranto). Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, che hanno praticato le manovre di rianimazione e poi hanno trasportato il bimbo in ambulanza al Poliambulatorio di Leporano. Purtroppo, non c'è stato nulla da fare...... meno di venti giorni fa era morta per soffocamento, sempre a causa di un acino d’uva che le era andato di traverso, mentre si trovava con i genitori in una spiaggia di Marina di Lizzano (Taranto). 
Due bambini di due anni morti nel giro di 15 giorni giorni per un acino d’uva andato di traverso e finito nelle vie aeree. Due tragedie assurde che forse, intervenendo nei secondi subito successivi all’incidente, avrebbero potuto essere evitate. Mario Balzanelli, Direttore del Sistema 118 di Taranto e Presidente della Società Italiana dei Sistemi 118 (SIS 118). E aggiunge: «Tutte le mamme e i papà d’Italia devono conoscere le manovre di disostruzione delle vie aeree e saperle mettere in pratica quando occorre, poichè hanno elevate probabilità di consentire il ripristino della ossigenazione e della ventilazione». L’ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo uccide, se non si effettua immediatamente la manovre di disostruzione, in media entro 3 - 4 minuti. L’asfissia devasta infatti la corteccia cerebrale in tempi rapidissimi. «È catastrofico perdere secondi, figuriamoci minuti», spiega Il presidente del Sis. L'otto a Marina di Lizzano (Taranto), una bambina di due anni mentre era la mare con la famiglia, mangia un chicco d’uva, che le va di traverso. La piccola di li a pochi minuti va in arresto cardiaco. Un medico e un soccorritore, che si trovavano casualmente sulla spiaggia iniziano le manovre di rianimazione. La bambina viene portata presso la sede della Guardia Medica Turistica, viene chiamato il 118. L’ambulanza arriva subito, così come l’automedica. Sul posto arriva lo stesso direttore del 118, Balzanelli e subentra nelle manovre rianimatorie. Dopo quasi 2 ore di rianimazione si constata il decesso
Questionario sul soffocamento da corpo estraneo
Cari genitori, educatori, professori e Colleghi
A questo link: https://goo.gl/forms/zDCrTpWjQsnzgSUQ2 trovate un questionario sul tema "Soffocamento da corpo estraneo" che rappresenta un tema di salute pubblica, tuttora, in molte realtà,  trascurato.
Il questionario servirà per:
- raccogliere dati sulla frequenza del fenomeno rilevando episodi di soffocamento e "quasi soffocamento"
- diffuso attraverso siti e attraverso i social network potrà aiutare a sensibilizzare famiglie e Istituzioni per arrivare a formare famigliari, ed educatori ed evitare morti prevedibili (etichettate come tragiche fatalità: tragiche si, ma non fatalità).
- può avere una azione di "media education": la coscienza che l'intervento precoce è attuabile, con successo (si salva una vita) solo da chi è a contatto con la "vittima" può  aiutare a contrastare due mali della nostra società: "la delega ad altri" e il pensiero che certe cose avvengono solo agli altri e non a noi. Non solo si contribuisce alla educazione alla alimentazione e alla responsabilità del singolo.
Non solo il questionario non va visto come uno studio  fine a se stesso ma come tappa di un percorso che molti stanno facendo nelle loro realtà di sensibilizzazione e contrasto alla morte da soffocamento da corpo estraneo (e non solo, pensiamo alla rianimazione cardiopolmonare). 

giovedì 23 agosto 2018

ANNEGAMENTO PRIMA CAUSA DI MORTE DA 1 A 4 ANNI: TESTIMONIANZA CHOC

ANNEGAMENTO PRIMA CAUSA DI MORTE DA 1 A 4 ANNI: TESTIMONIANZA CHOC

Trovate articoli e consigli e come prevenire a questo indirizzo: 
Vi assicuro che in questi giorni ho dovuto osservare tante distrazioni Diu altri con i bambini in acqua....una tragedia avviene in secondi :-(

La mamma e la foto choc sui social della figlia annegata

Emeline aveva 19 mesi, la mamma l’aveva persa di vista per pochi minuti e quando è uscita a cercarla l’ha vista galleggiare sull’acqua della piscina di un vicino. La corsa in ospedale non è servita: Emmy, come la chiamavano, è morta il giorno dopo. Era la figlia del più grande campione di sci americano, Bode Miller, e della giocatrice di beach volley e modella Morgan Beck.
Ora Morgan, a due mesi di distanza dall’incidente, ha deciso di condividere su Instagram l’immagine degli ultimi istanti di vita di sua figlia per dare un senso alla tragedia che li ha colpiti trasformandola in una missione: quella di aumentare la consapevolezza dei genitori sui rischi dell’annegamento, PRIMA CAUSA DI MORTE PER INCIDENTE DA 1 A 4 ANNI DI VITA.
LA bambina indossava  braccioli "Per favore — scrive Morgan — mamme, nonni, zii, dovete capire che quasi il 70% degli annegamenti accade quando pensiamo che i bambini non siano vicino all’acqua». 
Presto gli Hughes e i Miller incontreranno l’associazione dei pediatri americani per convincerli a parlare dei pericoli dell’acqua con la stessa attenzione che si usa per la sindrome della morte in culla, le cinture in auto, i vaccini. «È la prima causa di morte tra i minori di 4 anni, capite? Questo, per me, dovrebbe dominare l’intera conversazione», ha detto Miller in tv.


mercoledì 22 agosto 2018

La mamma ha sempre ragione??? Una giornata al mare

La mamma ha sempre ragione???? Ovviamente ogni regola ha delle eccezioni: Una giornata al mare
Cari GENITORI
https://ferrandoalberto.blogspot.com/search?q=sole
Adoro i bambini ma in questi giorni di vacanza mi trovo a dover cercare di evitare spiagge con bambini soprattutto, ma non solo, italiani (sono all'estero).
Non per le urla e  neanche per  gli inevitabili  pianti ma perchè la reazione degli adulti al pianto è quasi sempre di minaccia, di ordine senza cercare di capire le motivazioni. Passi poi la spruzzata di acqua o la sabbia che ti arriva negli occhi mentre passano di corsa. Ma i genitori che ti si sistemano a pochi centimetri e costruiscono un accampamento e parlano a vocde alta, urlano ai bambini e consentono di tutto  mi causano un danno "biologico".
Quello che è più dannoso, per me e per, soprattutto,  i bambini, però è dover constatare  che quanto si consiglia è del tutto disatteso.
- Orario di esposizione al sole dalle 11 alle.......(non lo so perchè me ne vado io), crema solare data occasionalmente (i bambini francesi hanno vestitini per evitare esposizione al sole, se non li mettiamo proteggiamo almeno con le creme)
- Bambini di pochi mesi esposti indirettamente e anche direttamente al sole
- Bambini di qualche anno lasciati sguazzare soli :-(. Sarà che sono ansioso man ho passato una giornata a controllare (l'annegamento è la prima causa di morte per incidente in età pediatrica)
- Occhiali da sole...nessuno!, Creme per il sole non applicata dopo vari bagnetti...
- Alimentazione alla junk food e idratazione
- Ma mi fermo perchè tanto so che voi che leggete non avete bisogno di questi consigli ma chi fa queste cose vive nella certezza di sapere cosa è giusto fare e ignora i consigli. Consigli che servono se si lascia un "canale" aperto per ascoltare....poi ci si pensa sopra e poi...a volte si ovvia a qualche comportamento.
IL mare fa bene ma alcune precauzioni che trovate anche sul mio blog vanno prese (soprattutto con i bambini piccoli)...VI prego, per i vostri bambini e non per i vicini mugugnano
Dimenticavo.....Fate fare il bagno dopo mangiato: https://ferrandoalberto.blogspot.com/2017/04/fare-il-bagno-dopo-mangiato-si-puo.html

lunedì 20 agosto 2018

FEBBRE DEL NILO E GRANDE PROBLEMA DELLE ZANZARE: servono strategie pubbliche e private

FEBBRE DEL NILO E GRANDE PROBLEMA DELLE ZANZARE: servono strategie pubbliche e private
Cari Genitori
Un problema di sanità pubblica e individuale rilevante e prioritario al mondo , e anche da noi, sono le zanzare la cui presenza in costante aumento causa fastidiose punture (adorano pungere i bambini) e possono causare varie malattie.
Servono interventi coordinati in quanto a poco serve essere attenti e accorti eliminando residui di acqua se non lo fa anche il vicino e oltre alle iniziative per il singolo servono azioni “pubbliche di condomini, circoscrizioni, comuni e nazionali. Si parla tanto di alcuni temi ma delle zanzare molto poco L)
Se guardiamo nel mondo risulta che gli animali più letali per l’uomo non sono squali, scorpioni, leoni, serpenti ecc ma la  zanzara(soprattutto per la malaria nei paesi ove esistono). In media le zanzare uccidono 830 mila persone, a causa degli agenti infettivi che trasmettono. Iniziative del singolo non sono sufficienti e molti prodotti per la protezione hanno anche importanti effetti collaterali!!!! (vedete link qui sotto sulla Chikungunya). E anche se le malattie citate sono, finora almeno, rare, le punture causano disturbi in alcuni soggetti allergici notevoli.
Ma oltre alla malaria e malattia che si trovano in altri paesi (come la Dengue, Zika Febbre della Valle del Rift, Febbre gialla) alcune malattie sono in aumento anche da noi:
West Nile Disease di cui parlo brevemente e su cui è uscito un articolo ieri sul Corriere della Sera.
Il virus, portato dagli uccelli migratori, si sta espandendo nel Nord Italia (primi casi in Alto Adige e Friuli, morti segnalate in Veneto ed Emilia, si segnalano nuovi malati in Val Badia e a Pordenone. In provincia di Bologna 18 le persone contagiate. Attualmente, a Bologna, fonte Il Corriere della Sera, sono ricoverate 6 persone: 4 presso il Policlinico di S. Orsola di cui 3 in miglioramento e 2 negli ospedali dell’Azienda Usl di Bologna già in fase di dimissione. La situazione è costantemente monitorata dal Dipartimento di Sanità Pubblica).
Il virus viene trasmesso all’uomo da una zanzara (tipo “culex”)
COME SI PRESENTA  LA MALATTIA? Come una normale influenza con febbre, malessere, mal di testa, nausea. Le gravi complicazioni sono neurologiche. (Scheda della malattia qui: https://www.cesmet.com/it/malattia-febbre-da-west-nile-virus).
Solo la zanzara infetta può trasmettere la malattia, e non l’uomo, il virus non si trasmette da persona a persona, 
Incubazione:Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può arrivare anche di 21 giorni.
 Sintomi:La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Nel 20%, circa,  dei soggetti si sviluppa la malattia sistemica febbrile che inizia con di febbre, cefalea, nausea, vomito, linfoadenopatia, possibili eruzioni cutanee, dolori muscolari. Generalmente questa fase acuta si risolve, da sola,  in 7-10 giorni. 
Nei bambini è più frequente una febbre leggera.
 In meno dell’1% segue una malattia neuro-invasiva (encefalite, meningo-encefalite, paralisi flaccida), con possibile decorso fatale. Il rischio di contrarre la forma neurologica della malattia aumenta all’aumentare dell’età ed è particolarmente elevato nei soggetti di età superiore ai 60 anni. 
Diagnosi:PENSARE ALLA POSSIBILITA’ DELLA MALATTIA, SOPRATTUTTO IN ZONE ENDEMICHE. SI FA con esami di laboratorio (ricerca anticorpi specifici e aumento nel tempo. Un prelievo precoce può dare risultati negativi o altri esami più sofisticati stabiliti dai medici.
Controllo e prevenzione:Non esiste un vaccino per la febbre West Nile. 
UNICAMISURA E’ PROTEGGERSI DALLE ZANZARE 
TERAPIA:  Non esiste una terapia specifica per la febbre West Nile, il trattamento è solo sintomatico. 




domenica 19 agosto 2018

ELABORAZIONE DEL LUTTO: 'AIUTO AI GENITORI E AI BAMBINI

ELABORAZIONE DEL LUTTO: SEMPRE SULL'AIUTO AI GENITORI E AI BAMBINI Su temi che TUTTI, purtroppo, prima o poi dobbiamo affrontare. 
Dedicate qualche minutino a questo tema anche di persona con il vostro pediatra o con persone competenti. Lettura consigliata su Rivista "un Pediatra per amico"
UN TG IN MENO , UNA LETTURA IN PIU' FA BENE!!!!
A volte per tutelaRE i bambini si fanno errori nascondendo la verità, a volte si è così coinvolti (come il crollo del Ponte di Genova o altre calamità), a volte si assiste in prima persone a tragedie E DOBBIAMO ELABORARE NOI QUANTO AVVENUTO e intanto spiegare ai bambini.
Sapere come comportarsi aiuta tutti. Vi allego quanto scritto in  un una Rivista per Genitori: "Un pediatra per amico" (www.uppa.it) che ha trattato il tema e lo tratterà nel prossimo numero. Rivista che si regge solo sull'abbonamento e non ha alcuna pubblicità (che vuol dire tanto e voi come genitori siete un bersagli delle ottiche commerciali di tanti...ma tutti lo siamo. Ad esempio la TV di Stato per un giorno non ha interrotto, per lutto a Genova la pubblicità...ma dalla TV di Stato, che paghiamo (dobbiamo pagare non abbiamo scelta) vorrei scomparisse del tutto.....oppure lasciatela commerciale ...scusate ho divagato. Qui sotto alcuni consigli e all'articolo alcune risposte a quesiti di genitori:
Parlare di lutto, malattia e violenza con i bambini
Qual è il modo migliore per avvicinare il bambino a temi delicati e a emozioni spiacevoli?
Affrontare con i bambini alcuni temi ed esperienze difficili della vita è spesso un tabù per gli adulti, perché sono i primi ad avere difficoltà nell’accettare i pensieri e le emozioni che suscitano. Ogni genitore, ancor prima di parlarne con il bambino, dovrebbe chiedersi: 
in che rapporto sono con questo argomento? 
Che emozioni mi trasmette? 
A quali esperienze di vita mi rimanda?
Dire sempre la verità
Mentire, tacere, nascondere serve solo a confondere e turbare il bambino e a mettere a rischio, anche profondamente, la fiducia che nutre nei suoi genitori. Il bambino ha diritto di conoscere sempre la verità sulle cose che lo circondano. Naturalmente deve essere una verità adeguata alla sua età e al suo livello di comprensione.

Non avere paura delle emozioni
Spesso non si riesce ad accettare l’idea che il bambino possa provare sofferenza, dispiacere, tristezza, dolore. Compito del genitore è insegnargli a riconoscere queste sensazioni, accettarle, condividerle e anche superarle. Come fare? Dare l’esempio è certamente la strada più efficace.

Prepararsi
Non bisogna aspettare l’ultimo momento per preoccuparci di come affrontare le difficoltà. Rimandare, pensare «tanto a me non succederà» o affidarsi solo all’istinto non dà mai buoni frutti. 
Nello speciale Le parole difficili del prossimo numero di UPPA vi racconteremo quali strategie abbiamo a disposizione per affrontare temi come la morte, la malattia e la violenza, insieme ai bambini. Per non perdere il prossimo numero di UPPA abbonati ora.

Buona lettura,
la redazione di UPPA

Un anno di abbonamento, zero pubblicità

UPPA è la rivista per i genitori, indipendente e senza pubblicità,
scritta e diffusa dagli esperti dell'infanzia dal 2001
https://www.uppa.it/psicologia/bambini-paura-della-morte/

Tragedia di Genova: cosa dire ai bambini

Tragedia di Genova: cosa dire ai bambiniCari Genitori
In relazione al tragico evento di  Genova  che ho trattato nel post precedente https://ferrandoalberto.blogspot.com/2018/08/ponte-morandi-comunicato-stampa-dei.html Vi consiglio di leggere quanto ha scritto la pedagogista Elisa Tavella sul tema.
Allegato disegno una mia (dx) piccola paziente (ora è grandina) Marta
Dott.ssa Elisa Tavella:
"Cari genitori, inutile ricordare che Genova si trova davanti all' ennesima tragedia che blocca, raggela ammutolisce e che può creare traumi ai piu piccini.
Bambini che erano presenti, bambini davanti alla tv, bambini che ci hanno visto chiamare impauriti parenti, colleghi amici per sincerarsi che non fossero coinvolti.
Tuteliamoli.
In primis consiglio di evitare ai bambini le maratone televisive della morte.
Se proprio non possiamo farne a meno restiamo sempre vicini a loro e spieghiamo cosa stanno vedendo e cosa sta succedendo, mediamo quanto più possibile il messaggio televisivo a cui noi siamo ormai abituati, ma che ha un diverso impatto sui bambini.
Ieri ascoltando la tv, ho sentito più volte utilizzare con enfasi la parola " schiacciate " riferita ovviamente alle persone rimaste intrappolate sotto alle macerie.
Come possiamo raccontare “il ponte” ai bambini?
In modo semplice e naturale e mettendo da parte ogni tipo di commento: " il ponte era vecchio, si è rotto " .
Ascoltiamo le loro paure, emozioni, lasciamo che possano esprimerle liberamente senza paura di non saperle gestire.
Le gestiremo semplicemente spiegando loro, che anche noi grandi abbiamo paura e la paura è un sentimento naturale, la paura ci serve a volte a non farci male a volte bussa e ci fa tremare le gambe, ma mamma e papà sono li per abbracciarli forte forte e piano piano farla andare altrove.
Se siamo in presenza di incubi, chiederemo ai nostri bimbi di parlarcene e se non lo fanno inizieremo raccontando a loro il nostro.
Come spiegare la morte a un bambino?
Dobbiamo utilizzare un linguaggio a loro comprensibile e gestibile a livello psicologico.
La favola è sempre il modo più adatto ( i particolari crudi lasciamoli alla tv ), è inoltre importante dare sempre un posto alle persone.
Per i bambini è fondamentale in fase si elaborazione del lutto, riuscire a dare una collocazione alla persona che non vedranno più.
Se il lutto è molto vicino ( mamma, papà, fratelli ) ricordiamoci che chiedere aiuto a uno psicologo dell' infanzia o un pedagogista è importante.
I traumi in età pediatrica sono macigni che vanno sollevati per evitare che restino sul cuore per sempre.
Ricordiamoci che i bambini sentono vedono e soprattutto capiscono e che la fantasia è una presenza importante, tuteliamoli senza allontanarli dal dolore, ma piuttosto aiutiamoli a elaborarlo.
Infine ricordiamoci di guardare noi stessi con sguardo compassionevole, consapevoli che stiamo facendo del nostro meglio, ma senza biasimarci perché non siamo infallibili.
Per i nostri figli saremo comunque i loro supereroi".


Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...