sabato 30 maggio 2015

Shaken Baby Syndrome: abuso e maltrattamento

Shaken Baby Syndrome: abuso e maltrattamento
Il 15 giugno importante occasione di informazione e aggiornamento, organizzato da Soroptimist presso il CISEF.
(Al pomeriggio avremo un incontro sui vaccini). La Shaken Baby Syndrome o Sindrome del Bambino Scosso (SBS) indica una forma di maltrattamento del bambino in bambini, in genere, sotto l'anno di età, secondari allo scuotimento violento della testa. I danni neurologici secondari al violento scuotimento possono arrivare fino al coma e alla morte.
Le lesioni provocate dal violento scuotimento del bambino. Tale scuotimento determina una azione lesiva meccanica correlata alle brusche accelerazioni e decelerazioni cui viene sottoposto il cervello con danni ai vasi e ai nervi.



NO GRAZIE PAGO IO...NON VOGLIO REGALI DALLE CASE FARMACEUTICHE

NO GRAZIE PAGO IO...NON VOGLIO REGALI DALLE CASE FARMACEUTICHE. 
LIBRO (Manuale Roversi) REGALATO ai neolaureati....
Non so ancora cosa è stato deciso in Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici sulla , per me, brutta vicenda del Manuale Roversi sponsorizzato da una casa farmaceutica, la Sanofi. Il manuale  presenta anche (leggete articolo) informazioni sbagliate di terapia in due patologie (su due analizzate): ipertensione e diabete. Il manuale del costo “teorico” di 99 euro non può essere omaggiato ai medici in quanto, per legge, non si possono omaggiare beni superiori ad un certo valore. Ma….. è stato richiesto, ed accettato da oltre 70 Ordini dei Medici provinciali, su prposta della Federazione Nazionale che ha fatto un accordo con la Sanofi (L ) , di regalarlo ai neolaureati in medicina in occasione del Giuramento Professionale. In tale occasione il medico giura , tra l’altro, sul conflitto di interessi…e proprio in quella occasione gli si “regala” un libro sponsorizzato da una casa farmaceutica e proprio dall’Istituzione che deve tutelare la deontologia medica. Il mercato è arrivato ai più alti vertici? O sono io che sono “sbagliato”?.  O mi sfugge qualcosa? Qui sotto la storia dal 2014 ad oggi. Nei prossimi giorni vedremo l’evoluzione della cosa.

Tìmeo Dànaos et dona ferentis (*)
Articolo originale qui: http://linkis.com/wordpress.com/547uK

Ovvero quando il Manuale Roversi, un “testo di rilievo e di utile supporto alla professione” si rivela un cavallo di Troia della mala-informazione ineressata delle aziende farmaceutiche.
(*) NB “ferentis” è corretto; è la forma arcaica di “ferentes”: cfr Eineide libro II, 49
Con la comunicazione n. 30 Prot 4023 spedita il 24 aprile 2015, Luigi Conte, segretario della la FNOMCEO, Federazione che riunisce tutti gli ordini dei medici italiani, ricorda agli ordini provinciali che sul sito c’è uno spazio dedicato per scaricare il Manuale Roversi in versione elettronica. Ma, aggiunge: chi avesse esaurito le copie cartacee da destinare a omaggio per i neolaureati di “un testo di rilievo e di utile supporto alla professione” non potrà averne altre a meno che non si stipuli una nuova convenzione con Sanofi. E prima di decidere se stringere un nuovo accordo con la suddetta azienda farmaceutica, aggiunge Conte, la federazione ritiene opportuno conoscere preventivamente quali e quanti sono gli Ordini interessati all’iniziativa.
Che cosa hanno risposto gli Ordini provinciali lo sapremo quando nei prossimi giorni sarà reso pubblico il report del consiglio nazionale Fnomceo di ieri sera, pilotato dal nuovo presidente Roberta Chersevani. In attesa di conoscere i risultati del dibattito sul rinnovo sì/rinnovo no della convenzione con Sanofi, cerchiamo di capire in che cosa consiste il Manuale Roversi, che cosa c’entri la Sanofi, e perché nel 2013 l’iniziativa, “pensata al solo e unico intento di promuovere la diffusione delle conoscenze medico-scientifiche e lo sviluppo delle competenze della classe medica, suscitò…polemiche che amareggiarono l’azienda farmaceutica e la stessa Fnomceo
La prima edizione del Roversi (dal suo estensore Anton Spartaco Roversi, ordinario della Regia Università di Milano) risale al 1940, ma il dibattito odierno ha per oggetto l’XI edizione, pubblicata online il 29 giugno 2011, e da ottobre del 2011 consultabile anche in app da cellulare.
Da fine giugno 2011 a oggi sono passati ben 4 anni, quindi: tenuto conto che le conoscenze scientifiche raddoppiano ogni 9 anni, un libro vecchio di 4 è, già a prima vista, più che datato, soprattutto in ambito medico.
A febbraio del 2014, quando il manuale era già rimasto due anni e mezzo sul mercato al prezzo di 99 Euro, Sanofi e FNOMCEO si accordarono per questa iniziativa, e agli ordini provinciali giunse l’invito a comunicarela data della riunione di Consiglio Direttivo convocata per l’effettuazione delle suddette nuove iscrizioni e la disponibilità ad ospitare – eventualmente – in quell’occasione un rappresentante della Sanofi che possa illustrare le finalità dell’iniziativa e i contenuti di questo utile compendio di medicina pratica …”.
Non tutti gli Ordini provinciali furono entusiasti dell’iniziativa: per alcuni un manuale sponsorizzato da un’azienda farmaceutica poneva dubbi di tipo etico.
Due quindi le scuole di pensiero: una, capitanata allora da Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine di Milano, che dopo aver inviato al presidente di FNOMCEO una letteraal di dissenso, articolava meglio la sua opposizione il 19 febbraio 2014 sulle pagine di Sanità24.
L’altra scuola di pensiero, guidata da Antonio Panti, presidente dell’Ordine di Firenze, sempre sulle pagine di Sanità 24 definiva la “polemica” “moralismo all’italiana”, schierandosi a sostegno dell’allora presidente Fnomceo, Amedeo Bianco, per il quale non esiste problema etico visto che “il testo…è privo di qualsiasi inserto promozionale nel rispetto della nostra Deontologia
Alla fine non saranno molti gli ordini provinciali che si allineeranno con Milano: solo 35. I più, cioè ben 71 Ordini su 106, aderiranno alla posizione di Firenze e accetteranno di buon grado il “dono” tanto da consentire a Conte, già allora segretario di Fnomceo, di definire “sterili” le polemiche, insinuando che forse chi “ha deciso di alzare un polverone mediatico, anziché confrontarsi all’interno della Federazione, lo ha fatto per ottenere un po’ di visibilità”.
Oggi la comunicazione 30 di Fnomceo ripropone il problema, e come allora gli ordini provinciali e la federazione si spaccano in due.
Dalla parte dell’etica si schiera per primo l’Ordine di Genova con una dura presa di posizione, alla quale aderiscono varie associazioni: da
ai NoGrazie. Da Partecipasalute ai tanti medici che sollecitano i loro ordini provinciali ad aderire al fronte del no.
Ma esiste veramente un problema di conflitto di interessi nel fatto che un testo sponsorizzato da un’azienda farmaceutica venga consegnato ufficialmente ai neolaureati dallo stesso Ordine che dovrebbe essere il cane da guardia della loro deontologia e del loro aggiornamento? E questo problema interessa in qualche modo i cittadini? Vediamo.
In un comunicato stampa ripreso da Salute24 nel pieno delle polemiche dell’anno scorso, Sanofi si dichiara “totalmente estranea rispetto ai contenuti”… e neutrale “con totale neutralitа di Sanofi rispetto ai contenuti del Manuale, che sono stati realizzati da professionisti coinvolti sotto la responsabilità dell’editore e del Comitato Scientifico Editoriale
Ma l’Editore Merqurio, non è proprio un editore puro, anzi, come dice nel suo sito “mettiamo il multichannel al servizio delle aziende farmaceutiche … per raggiungere gli obiettivi di business” e infatti ha un portfolio di aziende farmaceutiche di tutto rispetto.
Ma la prova del conflitto di interessi non è tanto nella forma quanto nella sostanza. Se anche non ci fossero pubblicità farmaceutiche, che peraltro secondo il presidente dell’Ordine di Ferarra ci sono, c’è di peggio, e non è sfuggito agli esperti della Fondazione Allineare Sanità e Salute.
In una mail In una mali indirizzata al neo presidente di Fnomceo datata 28 maggio 2015 Alberto Donzelli del direttivo della Fondazione spiega che, per la scarsa disponibilità di tempo, ha concentrato l’attenzione su due soli capitoli dell’XI edizione del Roversi, quelli dell’Ipertensione e del Diabete, “scelti tra le aree cliniche in cui la Casa Farmaceutica sponsor è presente con numerose molecole”.
Nell’Ipertensione alla domanda “vi è indicazione al trattamento dell’ipertensione nell’anziano? Il Manuale risponde “sì, sempre”. Posizione ormai superata almeno dal 2013; da allora le Linee guida sono assai meno stringenti, e quindi il manuale Roversi che consiglia di trattare sempre gli anziani ipertesi “potrebbe produrre gravi conseguenze in grandi anziani, soprattutto se fragili. Il fatto che Sanofi produca farmaci antipertensivi e aumenti i propri ricavi con intensificazioni di terapie la pone – a prescindere da ogni intenzionalità – in un’oggettiva condizione di conflitto di interessi”.
Quanto al diabete “il Manuale sostiene che “un intervento intensivo e multifattoriale di tutti i fattori di rischio cardiovascolare mediante modifiche dello stile di vita e idonea terapia farmacologica deve essere implementato in tutti i pazienti con Diabete Mellito di tipo2”.
Ma anche in questo caso, scrive Alberto Donzelli “un approccio così aggressivo e l’intensificazione della terapia non sembrano offrire benefici a medio termine rispetto alla mortalità totale e si associano a un significativo aumento di scompenso cardiaco… con il rischio di aumentare significativamente la mortalità”… “Anche in questo caso, il fatto che Sanofi produca farmaci antidiabetici, tra cui varie
insuline, e aumenti i propri ricavi con intensificazioni di terapie, la pone in un’oggettiva condizione di conflitto di interessi”.
Insomma, se a un primo sguardo i meno sensibili al tema etico potrebbero non aver notato i conflitti di interesse, ad un’analisi più approfondita si dimostra che avevano ragione i secondi: consegnare un volume obsoleto a giovani medici con il rischio di aumentare ulteriormente i già dannosi eccessi di terapia, significa non solo fare un pessimo servizio alla professione medica, ma anche fare un danno ai cittadini italiani pazienti.


venerdì 29 maggio 2015

Modello Sanità in pediatria tipo torrente Bisagno? No Grazie

Riflessioni sulla sanità
Modello Sanità in pediatria tipo torrente Bisagno? No Grazie
 Per lunghi anni, nel nostro Paese, non si è mai fatta una politica lungimirante di programmazione della salute. Spesso i vari politici, manager e dirigenti si sono preoccupati di soddisfare l’utenza con un’escalation di offerte sanitarie senza pianificare interventi sistematici sui determinanti principali di salute.
Queste iniziative hanno  indotto negli anni dei bisogni di salute fino a determinare in certi casi, fenomeni di “disease mongering” (ottenere dei guadagni con la salute) e, in altri, a rendere malate persone sane, sottoponendole a screening, a esami, a controlli non sempre necessari o utili per la persona aumentando i costi a carico del singolo e della collettività. Infatti, è dimostrato che un numero elevato di esami e terapie, che incidono dal 20 al 40% della spesa (dati dell’ OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità) non sono utili, anzi, in alcuni casi possono causare danni. 
Proprio per arginare l’aumento prescrittivo di esami inutili sono nate in vari Paesi, in collaborazione con i cittadini, varie iniziative: in Italia “Fare di più non significa fare meglio” (da parte del movimento “Slow Medicine”) e negli USA “Choosing wisely”. 
L’aumento dell’offerta sanitaria, unita all’ansia e alla frenesia che, purtroppo, caratterizza questa società, associata ai cambiamenti dei modelli della famiglia e della genitorialità ha determinato “una saturazione” dell’offerta e, di conseguenza, un’ulteriore richiesta di prestazioni mediche particolarmente evidente nei Pronto Soccorso, dove gli operatori sanitari, con grande difficoltà, fanno fronte quotidianamente alle molteplici richieste di salute “urgente”  dei cittadini, non solo in regime di vera urgenza ed emergenza.
Per far fronte a questi “bisogni di salute” giungono proposte di un cambiamento radicale della medicina del territorio. Il nuovo modello che sta prendendo corpo è “tipo supermercato della salute”. Attenzione però la soluzione è offrire più servizi o possiamo/dobbiamo iniziare a pensare ad altre risposte ai bisogni di salute? Non sarebbe più assennato pensare a identificare delle priorità e a parlare di veri problemi e di prevenzione invece di intervenire sempre quando la malattia è già insorta ?
Gli interventi in sanità che in questi anni sono stati attuati nella nostra Regione, purtroppo assomigliano a quelli realizzati, a livello ambientale, sul nostro torrente Bisagno dove si è sempre intervenuti dopo ogni alluvione, anziché prima. 
Lo stesso si può dire in Sanità dove, anziché potenziare e intervenire con attività di prevenzione e educazione ai servizi, rivolta sia agli adulti sia alle scuole, per un  rilevamento precoce di situazioni di rischio e di disagio fornendo aiuti veri, e non solo a parole, alle famiglie, si propone di modificare la medicina del territorio con  servizi sanitari offerti h24/24, 7 giorni su 7, tipico di un Pronto Soccorso, 
La buona sanità è agire prima, insomma, non è certo il “modello Bisagno” che dobbiamo perseguire. 
I dati della pediatria indicano che le famiglie e i nostri bambini non hanno bisogno, o bisogno solo, di servizi sanitari ma, anche, e soprattutto di prevenzione, di aiuti sociali e di ricostituire una nuova società, basata su valori umani che non coincidono necessariamente con interessi economici.
Dati europei e mondiali, oltre che nazionali indicano delle priorità che nessun servizio h24, o ambulanza o Pronto Soccorso o territorio trasformato in Pronto Soccorso potrà mai affrontare. Anzi, visto che in Sanità l’offerta condiziona la domanda, si rischia di indurre ulteriori bisogni e di non avere sufficienti risorse per la prevenzione. 
I dati ci confermano che investire risorse nei bambini e negli adolescenti, aiutando le famiglie, porterà benefici economici e sociali, oltre a migliorare le condizioni sanitarie. La nuova strategia OMS prevede lo sviluppo di piani per affrontare le questioni prioritarie, quali mortalità, maltrattamento e disturbi mentali, promozione dello sviluppo del bambino in età precoce, prevenzione del sovrappeso, dell’obesità, degli incidenti e dei rischi ambientali. 

La nuova strategia per la salute di bambini e degli adolescenti è stata richiesta dai Ministri della Salute dei 53 Paesi della Regione europea dell’OMS, di cui costituiscono l’organo deliberativo (Comitato Regionale OMS) e ha come priorità la risoluzione di questi problemi che affliggono ogni Paese  a livello mondiale:
    oltre il 10% degli adolescenti vanno incontro a qualche tipo di problema di salute mentale;
    il maltrattamento intrafamigliare nelle sue varie forme è in aumento (fisico, psichico, sessuale, assistito ecc.);
    il fumo di tabacco e alcol è una emergenza tra i giovani;
    in media, un bambino su tre tra i 6 e i 9 anni è sovrappeso o obeso, con  conseguenze note per lo sviluppo di condizioni croniche. (tra i paesi dell’OCSE l’Italia è al secondo posto come percentuale di bambini sovrappeso e/o obesi);
    il 25% dei ragazzi e ragazze ha avuto esperienza di rapporti sessuali completi all’età di 15 anni, in oltre un terzo dei casi senza protezione; 
    danni da inquinamento (tra cui l’”epidemia” di autismo e aumento dei tumori in età pediatrica e non solo);
    gli incidenti  che rappresentano  la causa maggiore di decesso in molti Paesi e, in tutti i Paesi, dall’adolescenza in poi. Al primo  posto quelli  stradali (39%) seguiti da annegamento e soffocamento da corpo estraneo;
    i nuovi rischi legati alla  diffusione delle tecnologie digitali legati al loro uso inappropriato, particolarmente rilevanti nel campo della salute mentale. 
Aggiungiamo che l’Italia detiene il primato negativo , tra i paesi OCSE, per minor attività fisica nell’età 11-15 anni.

Come vedete il “modello Bisagno” per la salute dei nostri figli non risolverà questi problemi, anzi. 

Alberto Ferrando
Presidente Associazione Pediatri Liguri (APEL)


Prof. Dott. Alberto Ferrando
Pediatra di famiglia
Cellulare 3388687583
Prof. a contratto in Pediatria ambulatoriale
Presidente Ass. pediatri Liguri (APEL)
Vice Presidente SIP LIGURE
Istruttore BLSD lattante, bambino, adulto
Formatore Corsi di Primo Soccorso Pediatrico



giovedì 28 maggio 2015

ATTENTI A BUFALE E GOGNE MEDIATICHE: Il Sospetto al tempo di Facebook e Whatsup

Cari genitori e Ragazze eRagazzi
Più volte abbiamo discusso delle "bufale" che girano su Internet e come una cattiva notizia..."fa il giro del mondo mentre una buona notizia non si è ancora messa le scarpe" (Mark Twain). Le cattive notizie, soprattutto se non  vere, fanno del male, danneggiano e quando prendiamo una notizia e la giriamo sulla rete iniziamo a pensare che potremmo star contribuendo alla cattiva informazione, a seminare dubbi, ad alimentare ansie se non a danneggiare delle persone. Quando una notizia sbagliata gira è difficile da fermare anche se non  è vera (si chiama mattoide).
Sui vaccini ad esempio la "bufologia"è molto ampia e Vi prego se avete dubbi di chiedere al Vostro medio o girare via messaggi privati e non mandare un dubbio, spesso una "non" verità a migliaia di persone. Ma ci sono anche rischi maggiori: danneggiare delle persone. In Italia abbiamo avuto vari errori di valutazione e della giustizia (pensate a Tortora e al terribile "caso" Girolimoni). Con FB si rischiano i processi di piazza e ci vuole veramente poco a creare danni. Solo il dubbio, il sospetto fanno del male. Consiglio la visione del film "Il Sospetto" ove un uomo viene sospettato di pedofilia: "La legge è chiara, un uomo non può essere considerato colpevole fino a quando sussiste solo l'ipotesi di reato. Diversamente, ai tribunali del popolo piace condannare, processare e cuocere sulla griglia mediatica il presunto colpevole. È quello che accade a Lucas, padre e insegnante, accusato da un'intera comunità di aver abusato dei propri bambini". 
Qui sotto quanto è avvenuto e che ha intasato caselle di posta e mezzi di comunicazione. Nel dubbio verificate, aspettate, sentite, come in questo caso i canali ufficiali. Abbiamo tutti una responsabilità quando diffondiamo notizie: quella di verificare

mercoledì 27 maggio 2015

MAL DI GOLA E SCARLATTINA

Scarlattina e mal di gola

In questo periodo ci sono in giro , grazie al tempo "pazzerello", tante infezioni: le prevalenti? Tosse, raffreddore, malattia mano bocca piedi e mal di gola da streptococco e scarlattina 

SOTTO FOTO DI PETECCHIE E DI FARINGOTONSILLITE STREPTOCOCCICA DOCUMENTATA CON TAMPONE FARINGEO. A questo indirizzo un filmato ove si visulaizzano le petecchie: http://www.youtube.com/watch?v=LbV2A7Boweg
Alberto Ferrando

SCARLATTINA E MAL DI GOLA
La scarlattina è una delle principali malattie esantematiche (cioè con macchie sul corpo) del bambino. E’ causata da un particolare tipo di streptococchi piogeni che producono delle tossine, dette eritrotossine, che determinano la comparsa delle macchie cutanee, oltre al mal di gola o a infezione cutanea ed altri disturbi che descriveremo. 
- Il contagio avviene attraverso il contatto diretto con il muco o la saliva del malato, oppure con le goccioline respiratorie emesse con la tosse, gli starnuti o anche semplicemente parlando. 
- E’ più frequente nel tardo autunno, in inverno ed in primavera anche se dobbiamo segnalare che l’andamento stagionale delle malattie infettive è molto cambiato in questi ultimi anni. 
- È rara sotto i 2 anni di vita ed è più frequente in età scolare. 
- Il periodo di incubazione, contrariamente alle malattie esantematiche virali (rosolia, morbillo, varicella, quinta e sesta malattia) in cui generalmente è di 1-2 settimane, è breve e in genere di 2-5 giorni. 
- La malattia inizia in modo improvviso con febbre variabile da poche linee a temperature sui 39°-40° C, possono comparire brividi, cefalea, vomito. Il mal di gola può essere intenso ma, talora, è leggero. 
La gola può apparire da modestamente ad intensamente arrossata e, nelle forme tipiche, è presente un intenso arrossamento con tonsille ipertrofiche e con “placche” oltre alla presenza di macchie rosse (petecchie) che possono estendersi sul palato. La lingua si ricopre dapprima di una patina bianca e poi, desquamandosi, diventa di colore rosso fragola o lampone. 
Entro 12-48 ore compare la tipica eruzione cutanea che inizia prima all'inguine, alle ascelle e al collo, e in 24 ore ricopre tutto il corpo. Il viso appare di colore rosso acceso tranne la zona del naso, della bocca e del mento che, con il loro pallore, contrastano con l'arrossamento del restante volto dando un aspetto caratteristico: la "maschera scarlattinosa". 
Le manifestazioni cutanee hanno l’aspetto di macule-papule, sono delle macchioline di colore rosso, lievemente rilevate al tatto e che si scolorano alla pressione, di aspetto puntiforme, senza tendenza a confluire tra loro. La pelle assume al tatto un particolare aspetto ruvido, a carta vetrata. L’esantema, se non si effettua terapia antibiotica, si attenua in 3-4 giorni lasciando il posto ad una desquamazione che inizia al volto e prosegue al tronco, alle mani e ai piedi. 
- Oltre a questa forma classica si vedono sempre più spesso forme attenuate con una sintomatologia molto più leggera. 
- Le complicazioni sono le stesse del “banale” mal di gola da streptococco piogene: se non riconosciuta e trattata c’è la possibilità dell’insorgenza del reumatismo articolare acuto. 
- Il bambino non è più contagioso dopo 24-48 ore dall’inizio di adeguata terapia antibiotica. (In era preantibiotica veniva sottoposto alla “quarantena). L’isolamento da scuola, previsto per legge, è 48 ore dall’inizio di terapia antibiotica (https://www.epicentro.iss.it/ben/2001/novembre/tab2_freq.pdf).
- Contrariamente ad altre malattie “esantematiche” non dà immunità permanente. Può pertanto recidivare.



martedì 26 maggio 2015

QUANDO IMPARANO A PARLARE??? QUANDO MI PREOCCUPO?

QUANDO IMPARANO A PARLARE???

Tratto da un articolo del Collega di Palermo Angelo Spataro:
7 mesi  lallazione canonica (ripetizione della stessa sillaba),
10-12 mesi ripete diverse
12-15 mesi indica con il dito per ottenere o mostrare qualcosa, fa ciao con la mano o dice no con la testa.
due anni unisce due parole. Da qui in poi segue un arricchimento progressivo del linguaggio con la pronuncia di circa 600 parole a 36 mesi e 1500 parole a 4-5 anni.

Ma se a due anni il bambino non parla.
A 24 mesi il bambino deve saper ripetere almeno 50 parole e
a 30 mesi deve sapere unire due parole.

PREOCCUPARSI QUANDO?
Se non pronuncia alcuna sillaba a 8 mesi o non pronuncia le prime parole a 18 mesi o le prime frasi con due parole a 30 mesi, specialmente se non usa i gesti

La lettura di libri ad alta voce da parte dei genitori fin dai primi mesi di vita, costituisce uno stimolo importante per lo sviluppo del linguaggio sia parlato che scritto.

Che cosa possono fare i genitori per stimolarlo?
I genitori devono facilitare il processo evolutivo del linguaggio attraverso il dialogo che inizia già dai primi mesi di vita, con la ripetizione reciproca da parte della madre e del bambino di sillabe e di parole semplici, per passare successivamente al dialogo con frasi sempre più complesse fino al ragionamento astratto quando il ragazzo raggiunge l'età adolescenziale.






Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...