sabato 14 febbraio 2015

ACC....CI MANCAVA LA VARICELLA OLTRE ALLA INFLUENZA E ALLA GASTROENTERITE

ACC....CI MANCAVA LA VARICELLA OLTRE ALLA INFLUENZA E ALLA GASTROENTERITE
Cari genitori da alcuni giorni segnalati vari casi di varicella. Qui sotto alcune spiegazioni su cosa è, come si presenta in attesa di sentire il Vostro pediatra

Alberto Ferrando

La varicella è causata dal virus varicella zoster (VZV), un herpes virus che causa 2 forme morbose distinte, la varicella e l’herpes zoster. La prima è dovuta all’infezione primaria da VZV, la seconda è dovuta alla riattivazione del VZV latente in chi aveva già contratto la varicella. La varicella è una malattia infettiva estremamente contagiosa (indice di contagiosità di oltre 90%), che colpisce soprattutto  in età pediatrica. (Tutte le malattie infettive sono contagiose, alcune pochissimo come la mononucleosi altre, come la varicella, molto per cui il contatto con una persona affetta da varicella determina la malattia nella maggior parte dei contatti suscettibili: che non avevano fatto la malattia o il vaccino).
La malattia ha un’incubazione di 7-21 giorni e quando insorge è caratterizzata  da febbre (molto variabile: da assente a molto alta) e lesioni cutanee. Le lesioni cutanee iniziano con delle macchiette inizialmente piane che si trasformano in vescichette (vedi foto) tipo piccole ustioni, di dimensioni variabili da pochi mm a 5 o più mm. Le vescicole sono ripiene di liquido inizialmente chiare che diventa poi giallastro, infine si rompono e si formano delle croste. 
Il numero delle vescicole varia da individuo ad individuo, da pochi elementi  fino a da avere una estensione su tutto il corpo,  in media si aggira circa sui 300 elementi. Le lesioni si manifestano su tutto il corpo, sul cuoio capelluto, sulle mucose, sui genitali e sulle mucose. L’eruzione è usualmente più intensa negli adolescenti e negli adulti ove ha un andamento più severo e le complicanze sono molto più frequenti. Da qui la raccomandazione di vaccinare tutti i bambini che a 11 anni non hanno avuto la malattia.
Le lesioni cutanee compaiono a “pousses” ossia a “gettate” subentranti. Pohelesioni all’inizio che aumentano rapidamente nei giorni successivi.
Tra le complicanze della varicella le più comuni sono certamente le sovrapposizioni batteriche causate da Staphylococcus aureus o Streptococcus pyogenes. Altre complicazioni sono quelle respiratorie tra cui la polmonite che si verifica in circa il 20% delle infezioni dell’adulto mentre è molto meno frequente in età pediatrica. Il VZV può inoltre causare anche infezioni del sistema nervoso. In un paese come gli Stati Uniti, prima dell'introduzione della vaccinazione, la varicella causava ogni anno 4 milioni di casi a cui seguivano annualmente 10.000 ospedalizzazioni e circa 100 morti (1). Le ospedalizzazioni sono molto più frequenti nell'adolescente e nell'adulto tanto che la loro incidenza è oltre 20 volte superiore nella fascia di età tra 15 e 44 anni rispetto alla fascia di età 5-9 anni (2).
TERAPIA: solo sintomatica: antipiretico se febbre e antistaminico per bocca per il prurito (chiedere al pediatra curante). Utili anche bagnetti tiepidi e prodotti locali. Per quanto riguarda l’uso di farmaci antivirali (aciclovir)  il lro uso è da valutare in situazioni particolare (età, immunodeficienza) ricordando che il farmaco non è ben assorbito per via orale e  non indicato nel trattamento della varicella in bambini sani (dà buoni risultati per via endovenosa nei pazienti immunocompromessi per cui è necessario il ricovero per effettuare la terapia).  L’utilizzo dell’acyclovir per os nel trattamento della varicella riduce di poco la durata e l’intensità della malattia se la somministrazione del farmaco viene iniziata nelle prime 24 ore dall’inizio dell’eruzione, e ha un effetto quasi nullo se viene iniziato più tardivamente . Esistono pochi dati sull’uso dell’acyclovir nella prevenzione della varicella e soprattutto sul suo effetto nella protezione a lungo termine. 
PREVENZIONE:
Per tutte le ragioni sopra esposte la profilassi attiva (vaccino) della varicella ha un ruolo importante. Il vaccino anti-varicella, vivo attenuato, è in commercio in molti paesi del mondo e ne sono state già distribuite oltre decine di milioni di dosi.
Il vaccino si è dimostrato un buon immunogeno, inducendo sieroconversione in oltre 95% dopo la I dose in bambini di età compresa tra 12 mesi e 12 anni (7,8). In ragazzi più grandi ed adulti la percentuale di sieroconversioni dopo 1 dose è di circa il 75% per cui si consiglia, in queste categorie, di effettuare 2 dosi di vaccino, a distanza di 1 mese l’una dall’altra (7,8). Il vaccino ha una buone efficacia protettiva, difendendo dalla malattia nel 90% dei casi e dalle forme di entità media e grave quasi nel 100% dei casi. Dati recenti dimostrano infatti che durante epidemie di varicella il 74% dei casi si verificano in soggetti mai vaccinati in precedenza e, quando la malattia si verifica in soggetti che avevano già ricevuto il vaccino, nell’86% dei casi il paziente va incontro ad una forma lieve di malattia, caratterizzata da modesti segni generali e scarse lesioni cutanee.
VACCINAZIONE: Il vaccino appare estremamente sicuro; il più comune effetto collaterale è rappresentato da rossore o dolore in sede di iniezione. E’ possibile un’eruzione cutanea, ma questa si verifica in meno del 5% dei soggetti vaccinati.
Il vaccino è stato utilizzato per la prevenzione post-esposizione della varicella. La sua efficacia è stata dimostrata purché il vaccino venga somministrato nei primi 3 giorni dal contagio.
RACCOMANDATA LA VACCINAZIONE ALLE DONNE IN ETA’ FERTILE CHE NON HANNO AVUTO LA MALATTIA.
Ogni Regione adotta strategie vaccinali differenti. In Liguria il vaccino viene offerto gratuitamente ai bambini che a 11 anni non hanno fatto la malattia ma può essere eseguito prima con il sistema del co-pagamento (circa 23 euro). Per informazioni in altre Regioni contattate il Vostro Pediatra o il Servizio di Igiene Pubblica .
Alberto Ferrando

venerdì 13 febbraio 2015

CHE BRUTTA SETTIMANA DI INFLUENZA!!!!! E NON MI SEMBRA CHE ACCENNI A MIGLIORARE: DATI E NUMERI

CHE BRUTTA SETTIMANA DI INFLUENZA!!!!! E NON MI SEMBRA CHE ACCENNI A MIGLIORARE
REPORT INVIATO DAL DIPARTIMENTO DI SALUTE SULL'INFLUENZA E SULLE SINDROMI INFLUENZALI (ILI: Influenza Like Syndrome)
Questa settimana peggio della precedente. Poveri bambini e famiglie. Che aumento poi delle broncopolmoniti. Poi febbri molto alte, prolungate e tante bronchioliti nei bambini piccoli.
Oltre alla forma gastrointestinale che non è contemplata nel report

Un Caro Saluto e Buon WE
Alberto Ferrando




giovedì 12 febbraio 2015

PIDOCCHI!!!! Ormai animali da compagnia??

PIDOCCHI!!!! Ormai animali da compagnia??

Cari genitori


Allego qui alcuni documenti della ASL 3 sui pidocchi
POSTER
LINEE GUIDA:

LA MIGLIO TERAPIA??? OLIO DI GOMITO: SI CHIAMA WET COMBING ED EVITATE TERAPIE INUTILI PER LA PREVENZIONE. Leggete qui sotto intanto due spunti:
Rimozione meccanica: Il miglior sistema di diagnosi, il wet combing, è anche un ottima terapia; ripetuta ogni 3-4 giorni per 2 settimane da mani esperte, su infestazioni modeste, può essere efficace quanto i tradizionali pediculicidi (come rilevato da recenti studi), a fronte di nessun effetto avverso. Questo sistema consente di stabilire con certezza se ci sono insetti vivi e nel contempo li rimuove, fatto spesso risolutivo nelle piccole infestazioni, che da noi sono le più frequenti. Inoltre consente anche la prevenzione: se si ha notizia di un contatto è facile fare un controllo sul capo del proprio bambino.
Non bisogna assolutamente effettuare terapia se il bambino non ha i pidocchi, in quanto tutti i farmaci, anche i più recenti, possono dare degli effetti collaterali o scatenare reazioni allergiche. La gravità aumenta quando la madre, incautamente, ripete il trattamento in modo continuativo o comunque ravvicinato.

Anno dopo anno il problema è sempre più frequente. Tanto frequente che un famoso pediatra ha ipotizzato che se un bambino in età scolare non si "prende" i pidocchi potrebbe essere affetto da un disturbo del comportamento (disturbi del gruppo di malattie tipo autismo) in quanto i pidocchi NON saltano e si prendono se sono a contatto le teste dei bambini. Questo implica gioco a stretto contatto. Battute, o quasi a parte trovate spiegazioni sul mio sito: www.ferrandoalberto.it (o www.ferrandoalberto.eu) (indirizzo diretto: http://www.ferrandoalberto.com/Collegamenti/pidocchi.htm ) e qui sotto.
In estrema sintesi:
1) I pidocchi adorano il pulito quindi non vergognatevi se Vostro figlio/a li avesse
2) Non servono a nulla le terapie preventive (anzi possono avere effetti collaterali di allergie)
3) Serve il controllo frequente dei capelli alla ricerca di lendini
4) Le lendini (uova) sembrano forfora ma non si staccano agevolmente dai capelli da prendere in considerazione sono quelle vicine al cuoio capelluto (7 mm, meno di 1 cm). Se sono più lontane sono gusci vuoti
5) NON FATE LA TERAPIA PREVENTIVAMENTE: rischiate allergie e di determinare resistenza del pidocchio.
6) La terapia va fatta con uno dei vari preparati e soprattutto con tanta calma. Buoni risultati anche con la terapia fisica e nuovi prodotti non tossici (vedi in fondo all'articolo)
7) Per la scuola hanno trovato una soluzione all'italiana: il bambino può rientrare dopo certificato del medico che attesta che è stata fatta terapia disinfestante: siccome non siamo attrezzati a fare shampoo ecc si attesta quanto dice il genitore. IN CONCLUSIONE CONTROLLATE LA TESTA DEI VOSTRI FIGLI.

A CHE ALTITUDINE SI PUO’ PORTARE IL BAMBINO?

A  CHE ALTITUDINE SI PUO’ PORTARE IL BAMBINO?
Alcune risposte generali per un bambino sano. Comunque chiedete al Vostro pediatra curante per Vostro figlio: questi sono consigli preventivi. BISOGNA SUPERARE IL CONCETTO , che si aveva una vota che il bambino piccolo non può andare in montagna...ma non cadere nella sindrome dell'Himalaya ed esagera nell'altro senso :-)

1.     In linea di massima è consigliabile per i bambini di età inferiore a 1 anno portare i bambini ad altezze non superiori a 1500 metri anche se molti bambini stanno benissimo ad altezze superiori. Altitudini superiori a 2000 metri non sono consigliabili per un lattante: a prescindere da problemi di temperatura, l'alta quota determina potrebbe determinare, in alcuni bambini, irritabilità, inappetenza e disturbi del sonno.
2.     In occasione di rapide variazioni di altitudine si possono avere problemi di compensazione della pressione fra l'orecchio medio e l'esterno, con conseguente trauma (barotrauma, si dice) sul timpano. Ciò è vero soprattutto per chi, piccolo o grande, ha difficoltà a respirare con il naso, magari per un lieve raffreddore. Noi avvertiamo il problema dapprima con la sensazione di "orecchio tappato", che se prosegue può tramutarsi in vero e proprio dolore; il lattante segnala normalmente il disagio piangendo.
3.     Per prevenire il disturbo è utile stimolare la deglutizione (tenendo il succhiotto durante il viaggio o fermandosi ogni tanto per una sorsata dal biberon); allattare in auto può essere un modo per unire l'utile al dilettevole, ma non è raccomandabile farlo per ragioni di sicurezza (rschia di andare “di traverso”). Una volta in montagna, il bambino si troverà benissimo anche in caso di clima freddo.

4.     Le variazioni di altitudine fra 1400 e 2000 metri dovrebbero essere affrontate “a tappe”. Il neonato/lattante (0-12 mesi di vita) è quello che potrebbe avere i maggiori disturbi quando si va incontro alla rarefazione dell’aria dovuta all’altitudine elevata. Per cercare di limitare il disagio da parte dell’organismo,  basta fare qualche sosta in più quando ci si accinge ad andare in quota.  Anche in questo caso si unisce l’utile (evitare i problemi dell’alta quota) al dilettevole (una bella passeggiata in montagna a rimirare le bellezze della natura – e non una corsa in macchina -).  Sostando per un po’ di tempo alle varie altitudini si permette all’organismo di “organizzarsi” e quindi di limitare al massimo i disagi.

mercoledì 11 febbraio 2015

CORSI PER IMPARARE A SALVARE BAMBINI E ADULTI

CORSI PER IMPARARE A SALVARE BAMBINI E ADULTI
Cari genitori, nonni e insegnanti e baby sitter e ragazzi (ANCHE VOI POTETE PARTECIPARE E IMPARARE) da mesi stiamo facendo Corsi per insegnare le manovre salvavita e il primo soccorso per operatori sanitari e per genitori insegnanti e per chiunque vuole diventare operatore
Abbiamo tre tipologie di eventi:
1) Mass Training (Gratuiti) : corretta chiamata dei soccorsi e manovra antisoffocamento con lezione teorica e dimostrazioni pratiche e prova per tutti coloro che vogliono su manichino.
OGGI UNA LEZIONE ALLE 18 (gratuita)
Sabato 14 BLS e defibrillazione (Certificati a pagamento)
Domenica  15 a Villa Stalder alle 14,30 (Carnevale di Priaruggia=
Mercoledì 18 alla Biblioteca De Amicis ore 17
Sabato 28 alla sportiva Colle degli Ometti alle 15
2) Corsi di 5 ore di rianimazione cardiopolmonare per lattante, bambino e adulto e uso del defibrillatore, lezione teorica e pratica con 1 istruttore per 6 discenti, consegna di brevetto e certificazione e libro valido due anni (a pagamento)
3) Corsi di 5 ore di PRIMO SOCCORSO PEDIATRICO: urgenze ed emergenze pediatriche, manovra antisoffocamento, rianimazione a lattante e bambino: 3 ore di teoria e 2 di pratica (a pagamento)


Per informazioni mandare una mail a salvamento@apel-pediatri.it o telefonare a 0103776394




martedì 10 febbraio 2015

Sappiamo educare i bambini?? Proposta di decalogo

L’EDUCAZIONE dei figli

Innanzitutto non bisogna  proteggere i nostri figli da tutto e tutti e dare sempre loro ragione!Infatti, l’errore  più comune che fanno i genitori è quello che il proprio figlio non sbagli mai, perchè ad avere torto sono sempre gli altri.
E’ importante che i figli affrontino la realtà come si presenta, imparando cos’è il “fallimento” fin da piccoli. Fare errori permette di imparare da essi, aiutando a crescere e a capire come comportarsi nella vita. Elogiare i propri figli davanti a tutti, credendo che siano perfetti, e che loro non commetteranno mai sbagli nella vita è negativo per la loro crescita e personalità.
Il bambino prima e l’adolescente poi, deve comprendere che il fallimento non è un qualcosa da cui fuggire, anzi va affrontato, in quanto è un’occasione importante per crescere, e
 imparare come reagire alle sconfitte, maturando le proprie strategie personali e inventando nuove strade da percorrere per non ripetere lo stesso errore.


10 ERRORI DA EVITARE NELL’EDUCAZIONE DEI FIGLI
1.     Dire sempre si
2.     Ridere quando dice parolacce
3.     Litigare davanti ai bambini
4.      Soddisfare sempre tutte le sue richieste
5.     Non insegnare il valore delle cose e del denaro
6.     Non insegnare il rispetto degli altri
7.     Prendere sempre le loro difese
8.     NON Capire l’importanza dell’educazione
9.     NON Fare autocritica
10.  NON Assumersi la responsabilità









lunedì 9 febbraio 2015

SCUOLA A CASA O A SCUOLA? BAMBINI SENZA DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO ESISTONO? O A CERCARE TROVIAMO QUALCOSINA A QUASI TUTTI?

SCUOLA A CASA O A SCUOLA? BAMBINI SENZA DISTURBI  DELL'APPRENDIMENTO ESISTONO? O A CERCARE TROVIAMO QUALCOSINA A QUASI TUTTI?

Cari genitori
Qualche tempo fa è venuto un papà dicendomi che il figlio fa la scuola a casa (Homeschool). Tra 1 anno il fratello,che va all'asilo, farà homeschooling con il fratello. 
Subito ho pensato ad un maltrattamento ma... tenendo conto di tanti fattori lo è anche mandarli a scuola, o no ? :-). 
Ovviamente direte e la socializzazione, l'integrazione ecc. Vero...ma il bullismo e le aspettative esagerate del sistema?
Negli asili all'ultimo anno preparano alla scuola-.........Ma , belin, scusate ma è un intercalare , già Marcello De Bernardi diceva negli anni 70 che l'età per insegnare ai bambini a leggere è....... quando iniziano a leggere da soli. E poi ora abbiamo il boom di DSA (disturbi specifici dell'apprendimento) per ccui (leggete sotto) partono screening e progetti per la diagnosi precoce

ATTENTI ALLA MEDICALIZZAZIONE E AGLI SCREENING: DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (DSA): DISLESSIA, DISCALCULIA ECC

ATTENTI ALLA MEDICALIZZAZIONE E AGLI SCREENING: DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (DSA): DISLESSIA, DISCALCULIA ECC
Cari genitori

Da decenni stiamo cercando di diffondere la cultura della dislessia (la più nota) e dei Disturbi specifici dell'apprendimento.
Ora alcune scuole,  nel levante di Genova, citando una legge (ma ci vuole sempre una legge in Italia per fare le cose che servono ai bambini???? ), la art.3, legge n. 170/2010 sI parte  con uno screening!!!!!
LA LEGGE CITATA PARLA CHIARO E NONDICE DI FARE UNO SCREENING MA: "E' compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell'infanzia, attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA degli studenti, sulla base dei protocolli regionali di cui all'articolo 7, comma 1. L'esito di tali attività non costituisce, comunque, una diagnosi di DSA".
COME VEDETE SI PARLA DI INDIVIDUARE CASI SOSPETTI E DI FAMIGLIE INTERESSATE. AL CENTRO C'è LA SCUOLA. Leggete qui: lo specialista interviene successivamente ma le fasi iniziali sono degli insegnanti: http://istruzione.umbria.it/news2012/dsa/materiali/morganti_finale.pdf
 Ho sentito parlare di screening gratuito: ATTENTI: prima di aderire parlate con il Vostro pediatra.
NOI COME GENITORI E OPERATORI DOBBIAMO VALUTARE COME SONO FATTE LE COSE, CHI FA LE COSE E SE QUANTO FATTO E' UTILE PER I NOSTRI BAMBINI.
Ricordo che la SALUTE è il terzo mercato  economico in Italia e molte cose hanno obiettivi guadagno di salute, altre di guadagno economico (a volte , ed è comprensibile, di entrambi.
Cosa sono?? Trovate una bella spiegazione qui:
http://istruzione.umbria.it/news2012/dsa/materiali/morganti_finale.pdf

RICORDATE CHE OGNI SCREENING HA DEI
FALSI POSITIVI: PERSONE NORMALI CON ESAME ALTERATO
FALSI NEGATIVI: PERSONA MALATA ED ESAME NORMALE
Ed è importante che siano impostati  possibilmente nel  pubblico o facenti parte di una rete accreditata e costruita con i pediatri curanti  per affrontare il secondo e più importante passo: LA TERAPIA CON ASPETTI SULLA PERSONA, SULLA FAMIGLIA E SULLA ECONOMIA DELLA STESSA.

domenica 8 febbraio 2015

MIO FIGLIO HA I VERMI!!! LAVATE LE MANI

MIO FIGLIO HA I VERMI!!! LAVATE LE MANI: (Musica di sottofondo: Ma che Bontà di Mina)
Gli ossiuri sono dei vermi che hanno l’aspetto di piccoli filamenti bianchi o grigio chiaro lunghi circa fino a 1 cm, sottili, mobili.
Si possono vedere nella zona anale o tra le natiche; nelle bambine si possono trovare anche nella zona vulvare, tra le piccole e grandi labbra; raramente si vedono nelle scariche. Si tratta della più comune parassitosi intestinale dell’uomo (interessano il 10% dei bambini, indagini fatte in alcune comunità, asili, hanno rilevato percentuali anche molto più alte e assenza di sintomi); gli ossiuri si localizzano nell’intestino crasso e nell’ampolla rettale; le femmine, soprattutto di notte o al mattino presto, escono dall’ano e depositano migliaia di uova. Il sintomo predominante è il prurito locale, dovuto alla presenza degli ossiuri, causa di grattamento e fastidio. Le uova si infilano sotto le unghie delle mani e da qui si diffondono soprattutto se non si lavano adeguatamente le mani TUTTI.
Le ricadute, anche in caso di provvedimenti idonei a prevenirle sono molto frequenti, sia per la difficoltà di una sterilizzazione ambientale completa, sia per la facilità con cui si può contrarre nuovamente l’infestazione.
La presenza degli ossiuri non indica condizioni igieniche scadenti nella famiglia.
Ci si contagia attraverso la vita di comunità, soprattutto asilo e scuola ma anche altri luoghi frequentati da molte persone come le palestre. L’infestazione si acquisisce ingerendo le uova: queste vengono disperse nell’ambiente da animali domestici o da persone infette. Gli ossiuri non danno seri problemi di salute, o sono addirittura asintomatici (senza prurito). Il sintomo più comune è il prurito nella zona perianale.
Talvolta i parassiti risalgono in vagina, provocando prurito e secrezione. In alcuni casi, come dicono le nonne, vi possono essere disturbi generali: irrequietezza, perdita di appetito, dolori addominali, insonnia. Quindi ricordate: se un bambino ha prurito o irritazione alla zona anale o, nella femmina, vulvare, potrebbe avere gli ossiuri. In tal caso si prova a cercare il vermetto. Per esaminare la zona perianale, utilizzate una buona sorgente di luce e esaminate quando ha il prurito o comunque dopo che il bambino si è andato a dormire o al mattino, appena sveglio, per due giorni consecutivi. Se non li trovate e i disturbi persistono, sentite il pediatra perché valuti se eventualmente effettuare lo scotch test (ricerca delle uova don una tecnica particolare che richiede, come dice il nome, lo scotch e un vetrino da microscopio). Se avete visto gli ossiuri chiamate il pediatra perché vi prescriva un farmaco antivermi, che andrà somministrato in un’unica dose, ripetuto dopo 15 giorni. In caso di recidiva, o di familiari con sintomi analoghi, la terapia va estesa a tutto il gruppo famigliare.
Utili norme igieniche quali: lavaggio a 60° della biancheria intima e del letto e degli asciugamani del bagno.
L’utilizzo degli asciugamani essere strettamente personale fino alla seconda somministrazione del farmaco. Lavare frequentemente le mani e tagliare le unghie corte.
E A SCUOLA E ALL'ASILO?????? ISOLIAMO I BAMBINI??
Le uova degli ossiuri possono rimanere vive nell`ambiente anche per 2-3 settimane ed è per questo che ci si può facilmente riammalare; infatti possono essere trasportate con le mani e le dita attraverso i giocattoli, lenzuola, vestiti e l`asse del gabinetto. 
I sintomi in genere compaiono dopo un periodo di incubazione di 1-2 mesi.
Sono pericolosi? Assolutamente no. Nelle scuole materne gli ossiuri sono molto frequenti, ma pochi bambini hanno i sintomi. 
Cosa fare? Se il bambino sta bene non si fa nulla al di fuori di... indovinate? Lavarsi bene le mani. 

SPIEGATE AI BAMBINI LA TRASMISSIONE DELLA MALATTIA PER VIA OROFECALE. Se siete sulla digestione non leggete qui sotto: “C’è gente che va in bagno e dopo aver fatto i propri bisogni, magari sporcandosi le mani con residui di…..(non ci vuole molto ad immaginarlo) non si LAVA ADEGUATAMENTE LE MANI.  Con le mani….tocca giocattoli, oggetti e residui di quello che immaginate e si depositano lì contenti virus, residui organici e uova di vermi, e batteri. Arrivate voi o vostro figlio con le mani belle pulite che dopo aver toccato il materiale incriminato si mette le mani in bocca oppure inizia a mangiare introducendo residui di quello che vi ho detto con batteri, virus e vermi. Fa abbastanza schifo vero??? Chiedete ai bambini se mangerebbero quello di cui parliamo??? Cosa fare??? Lavatevi e fate lavare le mani, bene, sempre e soprattutto prima di mangiare: istruzioni sul lavaggio mani qui SOTTO
 Alberto Ferrando

Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...