venerdì 20 maggio 2016

CIUCCIO: QUANDO TOGLIERE, MIELE MAI SOTTO L’ANNO!!!! BIBERON? MAI DOPO L’ANNO DI ETA’

CIUCCIO: QUANDO TOGLIERE, MIELE MAI SOTTO L’ANNO!!!! BIBERON? MAI DOPO L’ANNO DI ETA’
Succhiare è un riflesso presente già nel feto durante la gravidanza. Il neonato, alla nascita, cerca il seno della mamma e, in mancanza, succhia tutto quello che trova!
 Il  riflesso di suzione serve al neonato non solo per alimentarsi, ma anche per consolarsi: è dimostrato che quando i neonati provano dolore (ad esempio, durante le coliche) vogliono succhiare, anche senza alimentarsi.
Nel tempo abbiamo avuto varie mode: c’era un periodo che il ciuccio veniva consigliato a tutti i neonati per "renderli indipendenti dal seno", poi per consolarli lo si dava dopo averlo immerso nel miele  ma poi fu sconsigliato in quanto  fonte di problemi ai denti e, in seguito, riabilitato nuovamente,  ma con moderazione, per non interferire con l’allattamento materno.
Attualmente non viene consigliato nei primi 20-30 giorni di vita, specialmente nei bambini allattati al seno, per evitare che il ciuccio interferisca con l`allattamento. In seguito, quando la montata lattea è arrivata e il bambino cresce adeguatamente, il ciuccio può essere utilizzato senza problemi, specialmente nei bambini che tendono a piangere molto per coliche o per disturbi del sonno.
Quando eliminare il ciuccio?
Il momento migliore per togliere il ciuccio varia da bambino a bambino e, comunque quando inizia a bere dal bicchiere e a succhiare di meno. In alcuni bimbi intorno all’anno    e mezzo,  in altri si arriva oltre i due anni (e quasi a 3 )
Quando eliminare il biberon?
Dopo i 12 mesi il bambino assume il cibo in altro modo. L’uso del biberon interferisce con lo sviluppo delle arcate dentarie ed aumenta il rischio carie, specie se il bambino ha l’abitudine di addormentarsi con il biberon e quindi non si lava dopo i denti
Come eliminare il ciuccio?
Quando il bambino inizia a perdere interesse per il ciuccio, quindi si può provare semplicemente a non proporglielo, facendolo sparire pian piano. Altre volte occorrono mezzi più drastici, tipo farlo sparire da un giorno all`altro o decidere di regalarlo a Babbo Natale.
Come eliminare il biberon?
Esserne convinti i genitori e non cedere alle proteste.
Si consiglia di parlarne con il pediatra e, nel contempo, di non colpevolizzare il bambino poiché se si sente in imbarazzo aumenta la necessità di consolarsi succhiando il  ciuccio o il dito).
 Quindi succhiare per i neonati è un istinto naturale votato alla nutrizione e al soddisfacimento non solo di un bisogno fisiologico ma  anche di un’esigenza psicologica di rassicurazione e di gratificazione del neonato, calmandolo e tranquillizzandolo.
Infatti, il succhiare costituisce uno dei primi ed importanti momenti di apprendimento neuromuscolare che inizia quando il bimbo è ancora nell’utero materno. E’ quindi una necessità che non è possibile trascurare. E’ tuttavia importante conoscerne a fondo i diversi risvolti. Si deve precisare che anche per l’uso del succhietto (o ciuccio) esistono delle variabili da bambino a bambino.
Le più frequenti sono:
-       Usare il dito
-       Succhiare la lingua
-       Succhiare il labbro inferiore
-       Usare il seno materno come succhietto.
Anche per la Società Italiana di Ordodonzia (SIDO,www.sido.it) il succhietto ha dei vantaggi:
·       Il movimento della suzione aiuta l’armonico sviluppo della bocca. Si è infatti evidenziato(1) che l’utilizzo del succhietto per 24 mesi non è dannoso per la bocca, anzi aiuta a prevenire alcune malocclusioni dentarie. La suzione del pollice invece può causare danni in quanto il dito esercita una pressione più intensa sui denti e sul palato, è più ingombrante e consistente ed è difficile dismetterne l’abitudine(2).
·       Non deve essere intinto in sostanze dolci per prevenire la carie.
·       Deve essere limitato  il tempo giornaliero di utilizzo fino a quando l’allattamento al seno sia ben avviato e in caso di momentaneo calo della produzione di latte.
·       • Non deve essere offerto sempre il succhietto, ogni volta che il bimbo piange, perché spesso il pianto del piccolo esprime il suo desiderio di comunicare con la mamma.
·       • E’ bene ridurre l’uso del succhietto in caso di otite media ricorrente e di malocclusione dentaria evidente.
Decalogo sull’uso del  succhietto (Società Italiana di Ortodonzia)
1.    L’uso del succhietto tranquillizza il neonato e di riflesso l’ambiente famigliare attorno a lui.
2.    Non deve mai essere un surrogato del rapporto madre-figlio, quindi è opportuno non negarlo quando si intuisce il desiderio da parte del neonato, ma non proporlo per limitare un pianto di cui non si comprende a fondo la causa.
3.    Per prevenire una scorretta chiusura della bocca è opportuno l’uso del succhietto fino ai 24 mesi; tuttavia, in caso di malocclusioni è consigliabile interrompere l’uso del succhietto e rivolgersi al proprio pediatra.
4.    Succhiare il pollice è più dannoso, è tuttavia tollerabile fino ai 4 anni di età.
5.    Secondo un recente studio americano l’uso del succhietto durante il sonno può ridurre il rischio di morte in culla (la respirazione è facilitata, la lingua viene correttamente posizionata e viene favorita la posizione supina).
6.    Il succhietto non deve mai essere immerso in sostante dolci per scongiurare il rischio di comparsa di carie.
7.    Sembra un uso vigoroso del succhietto sia associato allo sviluppo di otiti, è pertanto opportuno limitarne l’uso nei soggetti particolarmente soggetti a questo problema.
8.    Il succhietto lenisce efficacemente il dolore provocato dalla comparsa della dentatura.
9.    Limitarne l’uso fin quando l’allattamento materno non sia efficacemente avviato.
10. La forma dev’essere sottile alla base per consentire una miglior chiusura della bocca e la forma dev’essere, oltre che di dimensione adeguate all’età del bambino, piatto per favorire il posizionamento della lingua.
Le cinque regole per l’uso del  succhietto  (Lega dell'Allattamento al Seno - La Leche League):
1.    L’uso del ciuccio non dovrebbe essere utilizzato durante tutto il periodo in cui l’allattamento al seno deve consolidarsi, il che richiede generalmente 4 settimane circa, ma per alcuni bambini può richiedere più tempo.
2.    Le madri dovrebbero sapere che è normale che un bambino abituato a poppare esclusivamente al seno rifiuti il ciuccio, e che non è necessario forzare il poppante ad accettarlo, ma è importante mantenere l’allattamento al seno.
3.    Se si sceglie di usare il ciuccio, questo va usato solo per addormentare il bambino e non per rimpiazzare o ritardare le poppate al seno; è necessario quindi insegnare alle mamme a riconoscere nel bambino i segnali della fame, per mantenere una buona produzione di latte.
4.    Non dare ma il miele sotto l’anno di età e mai sul ciucciotto. Rappresentano cattive abitudini che con il tempo sono difficili da togliere per cui quando arriveranno i dentini si assiste alla comparsa di carie devastanti, oltre a rappresentare un considerevole  introito di calorie e una potenziale allergenicità, seppur rara del botulismo.
5.    L’Istituto Superiore di Sanità (www.iss.it/binary/spva4/cont/Il_botulismo_infantile.pdf) ) : “Il miele è il solo veicolo alimentare sicuramente correlato, da evidenze epidemiologiche e di laboratorio, al botulismo infantile(  grave malattia  che si può trovare  descritta nell'articolo citato).


martedì 17 maggio 2016

domenica 15 maggio 2016

Separazione : “Stiamo insieme per i figli”

Separazione : “Stiamo insieme per i figli”
Alcuni genitori chiedono se i bambini soffriranno della separazione e se non è meglio stare insieme per non farli soffrire. Alcuni addirittura stanno insieme su richiesta dei figli.

Innanzitutto dobbiamo ricordare che non è compito dei figli tenere insieme la coppia né che assecondare la richiesta dei figli di stare insieme, talora “manipolati” da uno dei due genitori e/o dai nonni, rappresenti il bene per i bambini
Molto spesso, soprattutto anni fa,  molti genitori pensavano di far bene a cercare di ignorare i problemi della coppia, facendo finta che non ci fossero, per il bene dei bambini. Ma se i problemi ci sono, anche se non vogliamo rendercene conto, i bambini li rilevano, a volte prima di noi adulti e ne soffrono.
Stare insieme “solo per i figli”, può essere un danno per i genitori, o per uno dei genitori, che  perdono anni della propria vita, ma i rischi sono soprattutto  a carico dei figli che vivono in una situazione falsa, finta. Si vive in una vita che si vorrebbe ma che non è, con le parole si dicono cose che non sono e che vengono smentite dal comportamento (e i bambini capiscono molto bene il linguaggio del corpo e  dei fatti: il linguaggio metaverbale). Non solo: stare insieme “per i figli” può voler dire metterli a fare da sostegno ai genitori  che li usano  per  appoggio e per sopravvivere. Si chiede, inconsciamente ai figli di portare sulle spalle un peso enorme.

La decisione di stare insieme “solo per i figli” è  a volte un alibi: si pensa e si dice di stare insieme per loro come atto di altrusimo ma, di fatto, si sta  insieme per tanti altri motivi: paura del cambiamento, paura della solitudine, problemi economici, in certe realtà il parere dei vicini o dei nonni.    
La mancanza di chiarezza può portare i figli a pensare di essere responsabili del fatto che papà e mamma non vanno d’accordo e alcuni figli cercano di accontentarli , altri  hanno reazioni negative a casa e a scuola. Come succede per la separazione cambiano carattere, manifestano disturbi da “somatizzazione” (mal di testa e mal di pancia  i più frequenti) o, se piccoli hanno una regressione o in adolescenza cercano il conforto dei compagni.


Comunque non esiste una soluzione che vada bene per tutti ma fornisco un consiglio. Se attraversate come singole persone o genitori o come coppia un momento di crisi  non tenetevi tutto dentro.  Parlatene con qualcuno e chiedete, se perdura, di parlare con chi vi conosce e anche con il vostro medico curante o con il pediatra per aiutarvi ascoltando e anche consigliando professionisti esperti del settore per aiutarvi a prendere una decisioe superando la crisi se possibile o avviandovi a una separazione ma non scaricate sui figli per il loro bene.

Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...