venerdì 18 gennaio 2013

ORGANIZZAZIONE STUDIO. LEGGETE CON ATTENZIONE


CARI Genitori
Soprattutto in questo periodo di epidemie è talora difficile riuscire a telefonare in studio in quanto molti bambini sono ammalati. Abbiamo constatato che metà delle telefonate sono dovute a richieste di orari dei medici che Vi sono stati consegnati e che trovate anche sul sito www.iltuopediatra.eu 

Trovate i miei orari oltre che sui fogli di visita anche sul sito www.ferrandoalberto.eu insieme alla Carta dei Servizi nella paginata iniziale. 

VI PREGO DI SCRIVERE I NUMERI TELEFONICI PER EVITARE DI CREARE DISAGI A CHI CERCA DI TELEFONARE. VI INVIO LE MODALITA' PER APPUNTAMENTI CON IL SOTTOSCRITTO
(da lunedì a venerdì)
  
PER APPUNTAMENTI E VISITE DI CONTROLLO  SI PREGA DI TELEFONARE ESCLUSIVAMENTE IN STUDIO AI SEGUENTI NUMERI: 0103776394-0103073778
DALLE 11  ALLE 12,30 e DALLE 17,30 ALLE 18,50

PER RICHIESTE DI VISITE IN GIORNATA SI PREGA DI TELEFONARE, DALLE ORE 8 ALLE ORE 9 (SALVO URGENZE), AI SEGUENTI NUMERI: 0103106027         3388687583

IN CASO DI PROBLEMI RITENUTI URGENTI SI PREGA DI CONTATTARMI DIRETTAMENTE  SUL CELLULARE 3388687583

PER RICHIESTE DI ESAMI DI VISITE O DI FARMACI (già concordati con me) TELEFONARE, IN ORARIO DI SEGRETERIA, IN STUDIO ALMENO UN GIORNO PRIMA

CONSIGLIO, PER UN MIGLIOR SERVIZIO ED EVITARE INUTILI CODE,  DI CONTATTARMI PRIMA DI VENIRE IN STUDIO

PER CONSULENZE TELEFONATE IN STUDIO NEGLI ORARI DI STUDIO

Aumentano gli isolamenti del virus influenzale tipo B (barra rossa)  , allto il RSV, la barra verde, (Virus respiratorio sinciziale) principale responsabile della bronchiolite nei bambini sotto ai 2 anni di vita. Bel picco per gli adulti questa settimana (grafico 2). Riduzione dei virus parainfluenzali.
In età pediatrica secondo me prevalgono ancora le forme gastrointestinali.
L'influenza dura tanti giorni (anche 5-7 e più 10. la tosse spesso viene dopo alcuni giorni).
Terapia sintomatica come detto in altri post

Ciao
Alberto Ferrando




giovedì 17 gennaio 2013

HIKIKOMORI articolo su "Gente" del dottor Ferrando





INFLUENZA KILLER NEGLI USA. E DA NOI??

Cari genitori avrete letto e sentito: Stati Uniti in ginocchio per l’influenza. Ma la stagione è veramente così virulenta? (LEGGETE SUL BLOG).
SICURAMENTE L'INFLUENZA sta colpendo molto anche da noi ma il picco deve ancora venire. Vaccinare ora? Tardi ma ancora utile per RIDURRE il rischio.
Quest'anno il picco (il primo picco ) è arrivato in anticipo come viene scritto anche in questo articolo. In ogni caso, per i più apprensivi, la situazione italiana è ben lungi anche solo da quella statunitense attuale: gli andamenti sono assolutamente in linea con quelli previsti e simili a quelli dello scorso anno, i malati dall’inizio della sorveglianza per quest’anno sono stati poco meno di un milione e il picco è previsto per fine mese.

TANTE GASTROENTERITI (leggete i post), la di gola, male alle orecchie, casi di scarlattina e varicella un pò aumentati. Accessi ai Pronto Soccorso aumentati per disidratazione da diarrea (DATE DA BERE I SALI MINERALI).
Tantissime tosse anche da virus di altro tipo.
EVITATE SOPRATTUTTO SE AVETE BAMBINI PICCOLI LOCALI CHIUSI E AFFOLLATI. Ci sono vari casi di bronchiolite. Piuttosto andate comprendoli bene sulla neve sulle alture.

UN Caro saluto
Alberto Ferrando

Stati Uniti in ginocchio per l’influenza. Ma la stagione è veramente così virulenta?

L’influenza è sempre pericolosa, e la pandemia del 2009 lo ha ricordato a tutti. Tuttavia, il boom epidemico che ha fatto tremare gli USA potrebbe non essere così diverso da altri nel passato, ma solo leggermente anticipato rispetto al solito.
17 GEN - 20 bambini morti in poco più di tre mesi. Quasi cinque volte di più i casi di influenza rispetto allo scorso anno. 47 tra le nazioni che formano gli Stati Uniti d’America che dichiarano di essere entrate in fase epidemica. Tutte frasi che, se prese da sole, potrebbero far pensare che se sono scampati alla fine del mondo prevista dai Maya nel 2012, i cittadini statunitensi non sopravvivranno alla stagione influenzale 2013. Ma quanto c’è di vero nell’allarme che in questi giorni è stato rimpallato dai giornali cartacei e online di mezzo mondo? Lungi dallo sminuire la pericolosità dell’influenza, che ogni anno uccide nel mondo tra le 250 e le 500 mila persone soprattutto tra gli anziani e nelle categorie a rischio, i dati reali danno un quadro sicuramente grave della diffusione dell’influenza, ma non certo –  almeno per ora – veramente catastrofico.
 
Influenza killer sicuramente, dunque, ma al momento nulla dice che lo sia molto più del normale: il virus che provoca la malattia non è di sicuro da sottovalutare, ha una grande capacità di mutazione e per questo il vaccino per le categorie a rischio va cambiato ogni anno; il contagio può avvenire abbastanza semplicemente tra gli esseri umani, soprattutto nei luoghi in cui c’è alta densità di persone, come nelle scuole, nei posti di lavoro, sui mezzi di trasporto; e in più, il ceppo che sta contagiando i nordamericani – A H3N2 – è uno di quelli che non aveva grande diffusione da qualche anno, dunque non tutta la popolazione presenta già gli anticorpi necessari ad annientarlo. Tuttavia, per fortuna, nei soggetti sani in generale l’influenza ha un basso tasso di mortalità, che si alza solo nelle categorie a rischio come anziani, malati cronici o – seppure in misura minore – bambini piccoli.
 
L’ “allarme rosso” dato dai giornali, o quello che era stato percepito come tale, era partito da un articolo pubblicato sul New York Times  la settimana scorsa, secondo il quale i Centers for Disease Control and Prevention la stagione influenzale era “entrata in territorio epidemico” e che alcuni segnali indicavano che “il picco influenzale potesse essere vicino”. Gli stessi funzionari dell’ente statunitense però rassicuravano: “Sebbene anche il numero di morti abbia superato la soglia di quella che si definisce epidemia, non bisogna fare allarmismi, ma solo andare a vaccinarsi”.
In effetti, come spiega anche l’Oms nella pagina del sito dedicata all’influenza, le epidemie di questo male stagionale “hanno luogo ogni anno nelle regioni temperate, durante l’autunno e l’inverno”; e in particolare, le curve del numero di decessi legati all’influenza rimangono in queste regioni basse in estate e si alzano oltre il livello epidemico tipicamente per una o due settimane nella stagione influenzale.
 
Tuttavia, tra i dati diffusi dai CDC ce ne sono alcuni che fanno sicuramente impressione: già alla prima settimana di gennaio 20 decessi pediatrici legati all’influenza dall’inizio della stagione epidemica non sono pochi. Eppure, se il picco – come dicono gli esperti statunitensi – è veramente vicino se non addirittura superato, questi sarebbero ancora nella media di una stagione influenzale di virulenza tra media e severa (che conta di solito non meno di un migliaio di decessi in tutti gli USA).
Il numero di contagi, dunque, potrebbe non essere così tanto più alto del solito, ma solo essere arrivato prima, tanto che il Washington Post titolava già alla fine della settimana scorsa che alcune regioni sono già in via di normalizzazione: in particolare si tratterebbe delle regioni del Sud e del Sud-Est, mentre quelle del Nord e a Ovest potrebbero subire questi livelli di diffusione del virus ancora per qualche settimana.
 
Tra quelle in cui il pericolo potrebbe non essere passato figura anche lo stato di New York. Per questo, il governatore Andrew M. Cuomo ha dichiarato lo stato di allerta già nel week-end, in attesa che passi la “tempesta” influenzale. E anche nella speranza che questo male stagionale non faccia troppi danni, soprattutto visto che in questo autunno/inverno i casi registrati di influenza nello stato sono stati 19 mila, mentre quelli dell’intera stagione 2011/2012 sono stati appena 4400 (c’è da dire, però, che l’anno scorso è stato un’eccezione in positivo rispetto al numero di contagi, con una diffusione dell’influenza molto più bassa del normale, forse addirittura la più bassa nell’ultimo decennio).
“È un anno peggiore dello scorso, abbiamo tanti casi di influenza A, principalmente di tipo H3N2 che tende ad essere leggermente più grave delle altre”, ha spiegato Thomas A. Farley, commissario alla salute nella città di New York. Ma per ora, l’unica raccomandazione da fare alla cittadinanza è quella di ricorrere all’immunizzazione: “Non è troppo tardi per vaccinarsi e questo è quel che vogliamo dire alla popolazione”, ha commentato Farley. Niente panico, dunque.
Proprio per la diffusione del ceppo H3N2, gli esperti dicono che questo anno epidemico somiglia a quello del 2003-2004, dominato da questo tipo di virus e che è stato più letale del solito – almeno negli Stati Uniti. Tuttavia, precisano gli scienziati oggi i vaccini sono più diffusi e i dottori più pronti a prescrivere i farmaci che mitigano i sintomi più gravi.
 
Si può stare tranquilli, allora? No. Perché la stagione influenzale non è ancora finita e i conti si fanno solo alla fine. Perché l’influenza non va sottovalutata. E anche perché si tratta in ogni caso di una delle peggiori degli ultimi dieci anni.
Dunque fa bene Cuomo a mettere in allerta sia i cittadini che le strutture sanitarie, con la consapevolezza, però, che i dati dell’epidemia del 2009 sono ancora ben lontani.
In ogni caso, per i più apprensivi, la situazione italiana è ben lungi anche solo da quella statunitense attuale: gli andamenti sono assolutamente in linea con quelli previsti e simili a quelli dello scorso anno, i malati dall’inizio della sorveglianza per quest’anno sono stati poco meno di un milione e il picco è previsto per fine mese.
 
Laura Berardi www.quotidianosanita.it

mercoledì 16 gennaio 2013

PIPI' A LETTO (ENURESI NOTTURNA)


Un problema frequente nei bambini è l‘enuresi notturna (pipì a letto di notte). Si parla tanto di quando togliere il pannolone al bambino, a volte se ne parla troppo per cui i bambini, noti “bastiancontrari”, sembrano volerlo fare apposta di continuare a fare la pipì o La popò addosso (enuresi o encopresi).
Quale è la frequenza? Si stima che sia di circa il 10% dei bambini tra i 6 e 14 anni ma per parlare di enuresi dobbiamo sapere che 
i bambini possono raggiungere il controllo della pipì anche a  5 anni di età. Per cui prima di 5 anni non si può parlare di enuresi
E’ dimostrato che l’enuresi ha una base ereditaria per cui molti hanno un genitore  o un altro familiare che in età pediatrica ha avuto lo stesso problema.
Esistono tanti luoghi comuni sul problema “enuresi”. Il primo da sfatare è che l’enuresi abbia una origine psicologica e che ci se ne debba vergognare e, ancora, peggio del peggio, che bisogna rimproverare, riprendere, sgridare o altro il bambino.
E’ importante sapere che fare la pipì a letto non è una colpa e che farlo  non è un atto volontario e ogni tipo di punizione rischia di colpevolizzare inutilmente il bambino.
L’enuresi è dovuta al fatto che molti bambini che ne soffrono producono durante la notte un’ eccessiva quantità di urina dovuta alla mancanza di un ormone, la vasopressina. Inoltre molti bambini hanno una vescica di dimensioni minori rispetto alla media per cui debbono fare più volte la pipì durante la notte. Altro fattore è quello che i bambini enuretici ma hanno una maggior difficoltà a risvegliarsi quando la vescica è piena.
Il problema psicologico semmai viene se il problema persiste e può ingenerare sensi di colpa ed inadeguatezza limitando la  vita sociale (andare a dormire fuori, colonie, boy scout, settimane bianche ecc).
In molti bambini il problema si risolve ma purtroppo, questo non avviene nella maggior parte dei bambini per cui a 15 anni ci sarà ancora  il 2% dei ragazzi che  bagnerà il letto.
E’ importante consultare il vostro Medico di fiducia e parlarne con lui e stabilire delle strategie (diario minzionale) e la collaborazione del bambino e della  famiglia sono fondamentali per ottenere rislutati.
Altri consigli?
Far bere tanto, si dice almeno 1500 ml durante il giorno , dalle 8 alle 18,  perché in questo modo la sua vescica riesce a distendersi bene e aumenta la capacità di contenere l’urina prodotta durante la notte.
Le strategie terapeutiche variano in base alle caratteristiche del singolo bambino
Qualche consiglio generale
1) COSA NON FARE: Non svegliatelo di notte. Non serve e appare come una punizione che può avere ricadute sulla qualità del sonno e serve solo a colpevolizzarlo ulteriormente.
Non premiarlo per le notti asciutte in quanto è come ammettere che il “problema” dipenda dal bambino.
2) COSA FARE: PARLARE CON IL BAMBINO
Spiegargli che tanti altri bambini hanno lo stesso problema. Se in famiglia c’ è stato lo stesso problema dirglielo e dirgli anche che lui è più fortunato, perché, rispetto ad una volta, si sanno tante cose in più e si può curare.
E’ importante che si senta sollevato dal senso di colpa e incoraggiato. MAI SGRIDARLO
Fornitegli un quaderno su cui annotare le quantità di liquidi assunti durante il giorno, spiegandogli che più beve più si allarga lo spazio della sua vescica dove poter “parcheggiare” le gocce di pipì durante la notte.
Incoraggiatelo a compilare il calendario notti asciutte/bagnate per monitorare il suo disturbo e la risposta al trattamento.
3) SOPRATTUTTO PARLATENE CON IL VOSTRO PEDIATRA

lunedì 14 gennaio 2013

Università dei Genitori: LE RADICI E LE ALI. COME LIBERARE I NOSTRI FIGLI?


CARI GENITORI
Vi segnalo questa interessante iniziativa
Alberto Ferrando

Università dei Genitori
L'essenziale per crescere
vi ricorda il prossimo appuntamento

Domenica 20 Gennaio 2013
Sala del Maggior Consiglio - Palazzo Ducale - Genova  

ore 16.00
ʺLe radici e le ali. Come liberare i nostri figli?ʺ
Silvia Vegetti Finzi – Psicologa, Università di Pavia

In occasione dell'incontro per favorire la partecipazione dei genitori, è previsto in contemporanea
un laboratorio 
gratuito per bambini
Per il laboratorio è necessaria la prenotazione dal sito 
www.mondoinpace.it

Il programma completo dell'intero ciclo e
le schede di presentazione dei relatori su
www.mondoinpace.it
 

INQUINAMENTO ACUSTICO: DANNI DA RUMORE

cari Genitori
Tempo fa avevamo parlato di possibili danni da rumore. Ne avevamo parlato in occasione delle esplosioni che avvenivano anche di notte per il dragaggio del porto.

Oggi un amico mi segnala questo articolo sulsito dell'INAIL:
http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_SALASTAMPA&nextPage=Prodotti/News/2011/Ricerca_e_tecnologie_della_sicurezza/info98210048.jsp

A questo link trovate i post di allora sulla vicenda del porto e la lettera di alcuni genitori che lamentavano disturbi del sonno nel loro figlio: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=porto

Importante una igiene ambientale anche nei confronti del rumore e dell'inqinamento acustico: "l'inquinamento acustico potrebbe aumentare il rischio ictus. Ma tra i soggetti più in pericolo non ci sarebbero soltanto i lavoratori. A essere particolarmente sottoposti a frastuoni e rumori incessanti senza possibilità di difendersi sono bambini e anziani" si trova scritto sul sito INAIL

ALBERTO Ferrando 

domenica 13 gennaio 2013

3 ORE DI MOVIMENTO AL GIORNO. MONTAGNA E BIMBI

Cari Genitori
Potete leggere alcuni articoli pubblicati oggi su quotidiani su:
- Obesità e movimento fisico (3 ore al giorno di movimento, altro che 2 allenamenti alla settimana !!:-(  )
- Bebè e montagna
Temi già trattati in questo blog (ferrandoalberto.blogspot.it )e sul sito www.ferrandoalberto.eu
L trovate qui sotto e al link: http://www.apel-pediatri.org/articoli-giornali.html e sul sito www.ferrandoalberto.eu.
Per approfondimenti...scrivetemi

Un Caro Saluto

Alberto Ferrando





Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...