sabato 2 marzo 2013

SINDROME DELLA MADRE MALEVOLE (O SINDROME DA ALIENAZIONE PARENTALE: PAS)

Cari Genitori
Da un pò di tempo va di "moda" una sindrome chiamata "Sindrome da alienazione parentale"(Parental Alienation Syndrome - PAS) molto diffusa nei tribunali e più nei tribunali che non in ambiente medico in quanto tale sindrome NOn esiste finora nei manuali classici medici (per la psichiatria il il DSM 4).
Qui sotto trovate un bell'articolo dell'amica Maria Adele Serra, psicologa, e a questo link, a pagina 20, un bell'articolo della Pediatra Maria Serenella Pignotti: http://issuu.com/pensiero/docs/pediatria01-02-2013?mode=embed&layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Flight%2Flayout.xml.

Il bambino viene descritto come un "perverso polimorfo"!!!! In italiano la sindrome si chiama anche "sindrome della madre malevola"!!!
Chi vuole legga ma, purtroppo, in alcune separazioni e divorzi, ce ne è per tutti: mamma, papà, nonni, amici e parenti che spesso dimenticano il benessere del bambino anzi lo sfruttano per danneggiare il padre, o la madre o tutti e due (i nonni).
Su questa sindrome troverete una bela descrizione qui sotto da parte della dott.ssa Serra e nell'articolo della pediatra ove si dice:"La PAS è il sogno dell'avvocato della difesa".
Badate non voglio dire che in alcuni casi la madre, o il padre, non monti il bambino contro l'altro coniuge ma che la PAS è, per ora, più una cosa da tribunali che da medici o psicologi
Buona giornata
Alberto Ferrando
La conflittualità genitoriale grave e le sue conseguenze sui figli: riflessioni  sulla P.A.S. Paret Alienation Syndrome (di Maria Adele Serra)

 La famiglia, nonostante le profonde trasformazioni subite, rappresenta ancora il luogo privilegiato dove l’essere umano si sviluppa e cresce: infatti gradualmente diventa sé stesso e cioè un individuo con le sue caratteristiche peculiari ed apprende la difficile arte della relazione. Lo sviluppo dell’identità e della capacità relazionale sono i due volti di un unico processo di crescita.
La differenziazione e il riconoscimento dell’interdipendenza di ciascun individuo dagli altri membri della famiglia, nella continua ricerca di nuovi equilibri, dovrebbe essere il compito della famiglia.
La gestione delle differenze individuali, che possono comportare  dei conflitti è un altro compito della famiglia. Ogni rapporto interpersonale infatti, in quanto occasione d’incontro con la diversità dell’altro, ne implica la presenza. Il conflitto nasce dal non riuscire ad accogliere la diversità dell’altro negli aspetti non graditi, pretendendo una sorta di omologazione o realizzando una negazione.
Le divergenze ed il conflitto pertanto non possono non essere presenti all’interno di un sistema famigliare e la loro evoluzione dipende dalla capacità della famiglia di gestirle.
La famiglia diventa un luogo di crescita se il dissidio non fa paura, ma è vissuto come un’occasione di conoscenza di sé stessi e dell’altro, dei propri limiti e bisogni, come superamento del proprio narcisismo per l’accoglienza e la tolleranza verso le diversità dell’altro.
Il mantenimento di una visione realistica e positiva di sé e dell’altro permette di evitare di reagire in modo distruttivo alle differenze, non percependole come pericolose.
Quando questa però non viene sostenuta e protetta, il conflitto può degenerare nella svalutazione dell’altro per proteggersi da quest’ultimo, vissuto come un pericolo.

Secondo vari autori il legame sentimentale di coppia, basato su un impegno, spesso nasce per dare una risposta alle proprie tematiche interne attraverso il rapporto con l’altro e per questo la vita a due costituisce un peculiare intreccio tra variabili intrapsichiche e relazionali.( Malagoli Togliatti e Lubrano Lavadera, 2005).
L’obbiettivo è costituito dal desiderio “di un compagno che permetta di estinguere la propria sete di accettazione, di garanzia di affetto e cura, di affermazione e crescita reciproca”.
La vita sentimentale può assumere così un aspetto “riparativo” rispetto alla propria storia individuale o diventare occasione di dolore e disillusione, se un partner nel tempo non risponde più alle aspettative che l’altro ha coltivato, attraverso l’affido all’altro delle parti irrisolte della propria storia personale. (Santona e Zavattini, 2005).
Queste possono essere le radici del deterioramento di tanti rapporti di coppia, che spesso giungono a conflitti gravi ed alle separazioni coniugali. In molti casi però questi rapporti disfunzionali, diventano opportunità per i partners  per prendersi qualche “rivincita” rispetto ai propri legami affettivi irrisolti e quindi vengono utilizzati in modo patologico per agire sofferenze ed aggressività profonde. Sia nella situazione di separazione che nel mantenimento del rapporto di coppia, possono maturare gravi e duraturi conflitti.
La conflittualità della coppia, sia unita che separata, agisce tramite il ritiro della fiducia al partner sia come individuo, sia come genitore nella sua capacità di educare adeguatamente i figli.
L’inadeguatezza di un partner verso l’altro può essere perciò spostata all’esterno ed attribuita ad una generale inadeguatezza ad affrontare le esigenze della vita, della coppia e dello sviluppo della famiglia.
(Zavattini, 2006).
La squalifica del partner, che comporta aggressività verso il partner stesso, può concretizzarsi come un vero e proprio maltrattamento nella forma di violenza assistita (CISMAI) psicologica, quando non anche fisica, che può provocare trauma e ferite profonde difficili a rimarginarsi e pronte a riaprirsi. Se, come afferma Dorothy Nolte, i bambini imparano ciò che vivono, la prolungata convivenza con sentimenti di critica, sfiducia, squalifica, tensione e aggressività fa sì che tali sentimenti vengano appresi e introiettati dal bambino/adolescente e diventino una componente stabile del suo mondo interno.
Inoltre il bambino/adolescente non riuscendo a porre fine ad una situazione che lo fa star male, si sente impotente e tende a reagire sentendosi colpevole di quanto sta accadendo, per aver l’impressione di avere  potere e controllo su ciò che lo fa soffrire.
La caratteristica di questo tipo di relazioni famigliari è che tendono non solo a cronicizzarsi ma a peggiorare nel tempo, se non viene fatta una scelta di cura.
In questo scenario relazionale l’attenzione dei genitori spesso viene distolta dal bambino/adolescente e centrata sul partner, fonte di pericolo e sofferenza.
In questi casi l’ascolto del figlio/ da parte dei genitori diminuisce considerevolmente.
Come afferma Dorothy Nolte, i bambini/adolescenti per poter crescere  bene e prepararsi a vivere in un mondo “buono”, hanno bisogno di sentimenti di rispetto, sicurezza, apprezzamento, tolleranza, accettazione, condivisione ed il luogo per imparare questi sentimenti è la famiglia.
Queste relazioni famigliari disfunzionali pertanto possono creare danno nei figli e disturbi mentali, tanto che il “Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders”, D.S.M. V in pubblicazione per il 2013 prevederà probabilmente i Parental Alienation Desorders, P.A.D.
In casi di conflitto gravissimo tra genitori separati può accadere che il genitore, che convive con il minore, cerchi in ogni modo di evitare le visite previste all’altro genitore, condizionando il figlio ad una visione negativa dello stesso ed interferendo così nel loro rapporto di affetto. Questo rifiuto è stato definito da Richard Gardner, psichiatra statunitense, P.A.S. Parental Alienation Sindrome, sindrome più volte rifiutata dalla comunità scientifica e quindi non inserita nel DSM IV per mancanza di evidenza scientifica.
R. Gardner inoltre appare una figura professionale e scientifica con molte ombre, verso cui la comunità scientifica internazionale ha preso una posizione molto chiara.
Tra l’altro ha scritto molto in difesa della pedofilia ed ha affermato che il bambino va consegnato anche al padre pedofilo, in quanto la pedofilia è un fenomeno estremamente diffuso e va perciò accettato.
Tuttavia la “Convenzione di New York sui diritti del fanciullo” nell’art 12 afferma che “gli stati garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo essendo debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità.
A tal fine, si darà in particolare al fanciullo la possibilità di essere ascoltato in ogni procedura giudiziaria o amministrativa che lo concerne, sia direttamente, sia tramite un rappresentante o un organo appropriato, in maniera compatibile con le regole di procedura della legislazione nazionale”. Viene sancito così il diritto del minore all’ascolto anche in sede giudiziaria e pertanto egli non può essere obbligato a scelte che non condivide.
Tuttavia la Commissione Giustizia al Senato ha presentato per la discussione il 9 luglio 2012 alcuni emendamenti al DDL 957, che modificano la L. 54/2006 in materia di affidamento condiviso con lo scopo di consolidare la bigenitorialità.
Questi emendamenti contengono in particolare la legittimazione normativa della Sindrome di Alienazione Parentale proposta da Richard Gardner, che viene anche definita “sindrome da tribunale” (Houchin, Ranseen, Kash, Bartnicki, The Journal of the American Academy of Psychiartry, Vol 40, N° 1, 2012 pp. 127-131) in quanto utile nelle cause di separazione. Questi autori hanno riconosciuto che nello scenario di separazioni conflittuali possano essere messe in atto campagne denigratorie, che non costituiscono una sindrome, un disturbo mentale con una rilevanza scientifica, bensì sono azioni che appartengono alle battaglie per la custodia dei figli ed ai risarcimenti economici.

Penso che sia utile riflettere e far riflettere su questi temi ed evitare una modifica di legge, che creerebbe un ulteriore gravissimo danno al minore già sofferente a causa dei gravi conflitti genitoriali.
Maria Adele Serra










venerdì 1 marzo 2013

ORGOGLIO DELL'AMORE E DELLA VOLONTA' (e vergona dell'informazione)

Cari Genitori
nella mailig di discussione di pediatri l'amico e collega Giorgio Franzone ha diffuso questa notizia ignorata dai media
Alberto Ferrando


Questo atleta impegnato nello sci di fondo è Francesco Bolla che ha partecipato, in rappresentanza dell'Italia
agli ultimi Giochi Mondiali Invernali a  Pyeonchang in Corea, per atleti "special olympics". Ne ha parlato il Dr. Marchesi qualche sera fa alle "Serate Neurologiche" all' Ordine dei Medici di Genova.
Francesco è affetto da una forma di autismo e con l'aiuto del papà e della sorella ha cercato di superare le difficoltà che questa malattia ha creato alla sua vita. Una vita difficile perchè Francesco ha perso la mamma in tenere età a causa di un male incurabile.
Ma non è una storia da "Libro Cuore" quella che vi voglio raccontare, bensì comunicarvi che Francesco ha vinto la medaglia d'oro in questa importante manifestazione mondiale. Ve lo racconto io, perchè i giornali locali non ne hanno dato notizia, forse troppo impegnati a parlare della cresta di Balotelli e non delle prestazioni sportive, non ricordandosi di chi fa sport per piacere della competizione e non per il denaro.
Ovviamente Francesco è un mio paziente, anche se non ho merito delle sue prestazioni sportive.
Che questa mail possa essere un piccolo tributo a questo giovane e sconosciuto atleta.


giovedì 28 febbraio 2013

UNICEF, SCUOLA E MERCATO ORIENTALE

Cari Genitori
Dopo il posti di ieri (educazione agli studenti delle medie inferiori all'IST-SMartino) offerto da IST-S. Martino, UNICEF e professionisti (vedi: http://video.gelocal.it/ilcentro/cronaca/il-viaggio-del-papa-in-elicottero-verso-castel-gandolfo/9435/9449 ) l'UNICEF fa un'altra iniziativa diretta agli studenti con altri partner (foto qui sotto) "MERCATO ORIENTALE AMICO DEI BAMBINI".
Le scuole interessate possono fare domanda ...diffondete nelle scuole a cui è stata inviata giàla circolare.
Un Caro Saluto
Alberto Ferrando


mercoledì 27 febbraio 2013

PER I VOSTRI BAMBINI: parliamo di alcol, fumo e droghe

Cari Genitori
Qui sotto una iniziativa per i bambini delle scuole medie inferiori di Genova dell'IST- S. Martino con l'OSSERVATORIO DEI DIRITTI DELL'INFANZIA E DELLA ADOLESCENZA UNICEF (coordinato da me, L. Maggiano e M. Beretta) con la collaborazione di:

Associazione Pediatri Extraospedalieri Liguri Centro Alcologico Regionale Regione Liguria 
Commissione Dipendenze Ordine dei Medici di Genova
Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Liguria
Ordine dei Medici Chirurghi Provincia di Genova Società Italiana di Alcologia - Sezione Ligure
Vi prego di diffondere l'iniziativa presso le scuole frequentate dai Vostri figli e se ,s iete insegnanti o operate in una scuola, di farVi parte attiva. Allegata la scheda per la domanda di iscrizione .
I temi interessanti e se l'iniziativa , gratuita per gli studenti  e le scuole , e come è gratuita la disponibilità dei docenti , organizzatori Ecc. 
COME VEDETE I TEMI SONO DI INTERESSE (fumo, alcol, droghe) e l'iniziativa potrà essere ripresa su questo e su altri temi da Voi proposti
Un caro Saluto
Alberto Ferrando





martedì 26 febbraio 2013

CHE MALATTIE ABBIAMO?? ATTENTI ALLA INCIDENTITE

CARI genitori
Nelle foto qui sotto l'evoluzione dell'influenza e dell sindromi influenzali. "Sembra" esserci un certo calo ma notate che gran isolamento dei virus dell'influenza B e del Virus respiratorio sinciziale. Tale Virus è responsabile di infezioni delle vie respiratorie alte e basse e nei bambini piccoli (sotto a 1 anno o poco più) di una forma di bronchite, chiamata bronchiolite. Molto frequente nei lattantini che hanno fratelli o sorelle che frequentano l'asilo. IL FREDDO NON FA MALE: ricorrdate il post sulla Finlandia. Unica terapia per la bronchiolite è l'umidificazione dell'ambiene, aerosol con farmaci che consiglierà il pediatra. Purtroppo nei bambini più piccoli, se affannano si deve procedere al ricovero soprattutto se hanno una saturazione di ossigeno (misurata con saturimetro al dito o al piede) è bassa.
QUANDO E' IN CORSO UNA INFEZIONE VIRALE A NLLA SERVE L'ANTIBIOTICO  che andrà utilizzato solo se insorgessero delle complicazioni.

Come già segnalato ricomparsa di gastroenterite (vomito, diarrea Ecc.). Qualche caso di mal di gola, molte otiti favorite dall'influenza e da virus respiratori.

Ma fra tutte le malattie quella che fa sempre più paura è l'"INCIDENTITE" :-)  causa frequente di ricovero, disabilità e peggio favorita da cattivi stili di guida e da disattenzione ad attraversare la strada e dal mancato uso corretto di cinture di sicurezza e del seggiolino in auto.
Buona Giornata e "occhio" al traffico

Alberto Ferrando


lunedì 25 febbraio 2013

Caramelle e scuola. Igiene dentale e soffocamento

Sul blog della "Repubblica" di Genova trovate la risposta alla domanda di un genitore. Link qui: http://medico-bambini-genova.blogautore.repubblica.it/2013/02/25/caramelle-allasilo/
Incollo qui sotto una parte della domanda e risposta


Salve dottore, mi chiedevo quale fosse il punto di vista del pediatra riguardo l'alimentazione scolastica delle scuole materne.
Non mi riferisco ai menù sottoposti allo sbandierato vaglio di dietisti e dietologi ma alla pessima abitudine delle insegnanti di utilizzare  la "caramella" come mezzo educativo o socializzante.
Stiamo parlando di bambini di 3 anni o poco più che frequentano una scuola statale che si vanta anche di attuare programmi di educazione alimentare fornendo a merenda frutta fresca al posto delle merendine confezionate.
Ma all'educazione della salute del cavo orale non ci pensa nessuno?
Grazie.

Caro papà a questo link trova discussioni generali sul tema mensa: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=mensa.
Per quanto riguarda la caramella, ma anche per altro, auspico sempre una dialogo tra genitori e istituzioni scolastiche magari con l’invito e la partecipazione dei pediatri curanti. Non è una utopia ma per molte cose, a Genova, siamo riusciti a discutere e trovare soluzioni su vari temi.
Ma affrontiamo il discorso caramella: tutti i bambini a 3 anni le hanno mangiate ma se vengono date da una Istituzione e come “mezzo educativo e socializzante” richiederei altre due cose e in particolare:
-       Educazione ai bambini all’Igiene dentale: in particolare lavaggio dei denti da effettuare anche all’asilo (in alcuni non si fanno lavare i denti)
-       Personale in grado di effettuare la “Manovra di disostruzione delle vie respiratorie” (nell’adulto Manovra di Heimlich). Manovra che permette di salvare da soffocamento (e potrebbe proprio essere una caramella) da corpo estraneo. Il fenomeno è purtroppo frequente soprattutto nei primi anni di vita e responsabile della morte di circa 50 bambini all’anno in Italia (uno alla settimana). A Genova quasi tutti i pediatri DI FAMIGLIA spiegano, fanno vedere e fanno fare, su manichino adatto, la manovra ai genitori, nonni ed eventuali tate. Sui siti www.ferrandoalberto.eu e sul sito www.apel-pediatri.org trova dei video sulla manovra di cui troverà vari articoli sul blog www.ferrandoalberto.blogspot.it e sul sito www.manovredisotruzione pediatrica.it.
Gurdate i video ma soprattutto fatevi insegnare e dite di imparare a fare la manovra (Confucio diceva “se sento dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco).

CARI GENITORI
Incollo anonimizzati i pareri di genitori e bambini sulla questione delle mense. Parerei inviati via mail e apparsi pubblicamente su Facebook.
Pareri diversi, opinioni diverse. Sul tema oggi abbiamo discusso anche in seno al Gruppo su abuso e maltrattamento in quanto l'alimentazione non è solo calorie e cibo ma espressione di affettività sia positiva che negativa, di disturbi del comportamento alimentare (anoressia /buimia). E' educazione, ha aspetti etnici e religiosi e risente più recentemente di mode salutiste e integraliste che partendo da buoni presupposti arrivano spesso ad estremismi.
L'alimentazione è uno dei principali problemi dei genitori e delle famiglie soprattutto se il bambino mangia poco ma la principale epidemia attuale in quanto l'obesità è una piaga sociale!!! Su questo tema già così ampio e variegato si inserisce poi il problema delle mense che sono anche un esempio di delega delle famiglia alla società  (quante ore passano i bambini in comunità fin dai primi anni di vita) e di delegittimizzazione della stessa da parte dei genitori con atteggiamenti negativi nei confronti della comunità anche perchè dobbiamo cercare ogni tanto di sorridere, di usare un pò di ironia , di autoironia e di capacità critica nei confronti di quanto ci avviene intorno ma anche e soprattutto nei confronti di noi stessi).


Un caro saluto


Alberto Ferrando
Tutta la discussione sul Blog www.ferrandoalberto.blogspot.com



Un caloroso ben tornato al nostro Filippo Dagnino e alle sue recensioni 
 “LA TREGUA” DI PRIMO LEVI



TRAMA: Il romanzo “La tregua” è stato scritto da Primo Levi negli anni Sessanta. È il seguito di “Se questo è un uomo” e racconta il viaggio di ritorno verso casa e verso la libertà compiuto dall’autore, dopo la liberazione da parte dell’Armata Rossa del campo di sterminio di Auschwitz il 27 gennaio 1945.
Dopo l’arrivo dei russi ad Auschwitz, e più precisamente nel campo di Buna-Monowitz, i tedeschi scapparono portandosi dietro solo i prigionieri non ammalati, che poi vennero massacrati in quanto non dovevano essere lasciate delle prove di ciò era stato fatto. Primo Levi, però, si salvò perché si ammalò scarlattina e quindi non venne portato via dai nazisti. In seguito i russi,con degli altri prigionieri, lo trasferirono nel Campo Grande di Auschwitz. Qui Primo Levi, mentre lottò contro la fame, il freddo e la febbre, conobbe alcune figure, come quella di Henek o Hurbinek, che, come le molte altre che incontrò sulla strada del ritorno, rappresentavano l’umanità provata e trasformata dalla guerra. Ripresosi dalla malattia, Primo Levi lasciò quel luogo, simbolo della disperazione e della sofferenza, e iniziò un lunghissimo viaggio, durato dieci mesi, che lo portò in vari Paesi dell’Europa (tra cui Russia, Polonia, Romania, Austria, Ungheria, Austria, Slovacchia e Germania) e infine, tra mille difficoltà, mille pericoli e insidie, a Torino, a casa.


COMMENTO: “La tregua” è il resoconto di un viaggio compiuto per arrivare non solo a casa, ma per arrivare alla libertà, per arrivare alla vita, per arrivare alla dignità di essere un uomo, dopo che tutte queste cose erano state annullate completamente, durante la guerra, nei campi di sterminio. E’ un romanzo toccante soprattutto per le descrizioni molto realistiche delle condizioni dei prigionieri nel campo di sterminio oppure del paesaggio martoriato dalla guerra. Insomma, Levi, attraverso le sue due opere, ci dà la possibilità ed il potere di ricordare, di avere memoria, perché tutta questa tragedia non accada mai più. 

domenica 24 febbraio 2013

USCIRE TANTO, ANCHE CON IL FREDDO, FA BENE

USCIRE FA BENE. DORMIRE AL FREDDO???? DALLA FINLANDIA. E pensare che da noi ci sono genitori, e soprattutto nonni, che non farebbero uscire il bambino se non pochi giorni all'anno!!!! Poi vivono al chiuso e appena escono si ammalano, se già non lo fanno non uscendo!!!


BBC News - The babies who nap in sub-zero temperatureshttp://t.co/UD8VmoJNnz
The babies who nap in sub-zero temperatures
bbc.in
Would you put your baby or toddler outside in the freezing cold for their lunchtime nap? Many Nordic parents wouldn't give it a second thought.

Una famiglia mi ha segnalato su "Facebook un articolo interessante che ho tradotto, alla carlona" con il traduttore di Google:

"Qualcuno pensa di mettere il bambino o bambina al di fuori al freddo per il  pisolino all’ora di pranzo? La Maggior parte dei genitori nordici non avrebbe esitazioni. Per loro è parte della loro routine quotidiana.

Le  temperature diurne  durante questo inverno a Stoccolma sono scese a-5C), ma è ancora una cosa comune  vedere bambini fuori casa a dormire  nella carrozzina.

Passeggiate per la città innevata e ne vedrete file fuori dai negozi mentre i genitori sono all'interno.

"Penso che sia un bene per loro di essere l'aria fresca il più presto possibile", dice Lisa Mardon, una madre di tre figli da Stoccolma, che lavora per una società di distribuzione alimentare.
"Soprattutto in inverno, quando c'è un sacco di malattie che vanno in giro ... i ragazzi stanno meglio."
I suoi figli hanno dormito fuori da quando sono nati.
Il più giovane, Alfred,  di due anni dorme fuori in carrozzina una volta al giorno, per un'ora e mezza. Quando era più giovane dormiva fuori due volte al giorno.

Questa non è una moda recente. Madre di Lisa, Gunilla, ora 61 anni, dice che anche lei ha fatto con Lisa quando era un bambino.

E il padre di Lisa, Peter, è stato messo fuori dalla madre a dormire in una carrozzina nel 1950. Solo quando è arrivato a circa-10C (14F) l'ha lo porti dentro.

Al giorno d'oggi la maggior parte dei centri di assistenza diurna in Svezia fa stare i bambini al di fuori. E 'comune vedere file di carrozzine in fila nella con i bambini addormentati all'interno.
Il termometro indica una temperatura esterna di-10C
A Forskolan Orren, un asilo fuori Stoccolma, tutti i bambini dormono fuori fino a quando non raggiungono l'età di tre anni.
"Quando la temperatura scende a-15C (5F) copriamo  le carrozzine con coperte", dice il capo maestro Brittmarie Carlzon.

La teoria alla base di vivere all’aperto  è che i bambini esposti all'aria aperta, sia in estate che in pieno inverno, hanno meno probabilità di avere tosse e raffreddore – e stare per un giorno intero in una stanza con 30 altri bambini non fa bene.
Secondo la sua ricerca,-5C è la temperatura ottimale per un pisolino all'aperto - anche se alcuni genitori ha parlato di mettere anche i loro figli a-30C.
Ma i bambini che dormono fuori finiscono per prendere meno tosse e raffreddore e si ammalano meno
Buona uscita.
Alberto Ferrando
PS: Aggiungo che se deve venire una bronchite viene anche stando a casa e che uscire con la febbre, per portare il bambino, per es, di nonni, non causa nulla di male. E che se il bambino ha un pò di febbre ma è vivace e di buon umore non è danneggiato se esce, con qualche precauzione. 



VOMITO E DIARREA....DI NUOVO. DEBBONO BERE E CON I SALI MINERALI

In questi giorni nuovamente tanti episodi di vomito, diarrea e febbre.
Trovate qui sotto la mia risposta ad una mamma che si trova anche sul blog della "Repubblica": http://medico-bambini-genova.blogautore.repubblica.it/2013/02/24/vomito-e-diarrea-2/
e vari articoli sul blog
Rimando ad articoli precedenti sul blog e rammento:
BERE TANTO E SALI MINERALI!!!!!!NON BASTA IL GATORADE E SE NON LO VEVONO??? RISCHIANO LA DISIDRATAZIONE E LA FLEBO!!!!  IMPONETEVI COME GENITORI
PESARLO OGNI 24 ORE e poi leggete qui
VI PREGO DI DIFFONDERE QUESTE POCHE E IMPORTANTI COSE. NON NASCONDIAMOCI DIETRO ALLA ENTEROGERMINA O ANALOGHI: DEBBONO BERE E BERE I SALI MINERALI oltre a quanto trovate qui sotto.
Alberto Ferrando


Buona sera dottore sono una mamma di una bimba di 7 anni, da 4 giorni che la mia piccola ha disturbi gastrointestinali tipo (vomito , diarrea, inappetenza),da precisare che il vomito o le scariche non son frequenti ma si alternano a distanza di molte ore;ho pesato inizialmente mia figlia e il suo peso era di 26.4 g dopo 3 giorni circa il suo peso è di 25.4 dunque ha perso circa 1 kg in 3 giorni,mi devo preoccupare oppure no? sottolineo che non mangia nulla da 4 giorni ma beve a sorsi liquidi e sali minerali,la febbre non è stata mai altissima ma si è mantenuta sui 38 e mezzo per poi scomparire anche se si sente ancora disturbata a livello gastrico….chiedo a lei cortesemente un consiglio in quanto medico grazie.
Cara mamma 1 Kg in 3 giorni non è preoccupante. Fondamentale bere acqua e SALI MINERALI (si comprano infarmacia) e pesare il bambino ogni 24 ore. Le fornisco pochi concetti generali:
1) Sono infezioni, quasi sempre, virali che causano disturbi da pochi giorni a oltre 1-2 settimane
2) PESATE IL BAMBINO OGNI 24 ORE. SE PERDE MENDO DEL 5%  del peso (per esempio mezzo Kg se pesa 10 kg) LA FORMA E’ LEGGERA. SE PERDE IL 10% DEL PESO è GRAVE E POTREBBE RICHIEDERE UN RICOVERO. Come segni di gravità valutate anche l’umore del bambino (se è il solito state tranquilli) e quanta pipì fa
3) TERAPIA FONDAMENTALE: BERE ACQUA E SALI MINERALI: buste che si trovano in farmacia da sciogliere in acqua. Non lasciategli alternative da bere: DEVE bere quelle al limite diluite in qualche bevanda o nel latte. Alcuni nomi: Dicodral, Reidrax, Sodioral, Idravita, Reuterin idro (associata a fermenti lattici) ecc. ecc.
4) E’ NORMALE CHE MANGI POCO. Soprattutto se vomita non forzate a mangiare e fate fare piccolissimi pasti. Può mangiare quello che mangiava in precedenza. IMPORTANTE è bere
5) FARMACI??? A volte sono un alibi IL FARMACO indispensabile sono i liquidi (acqua) e i sali minerali che servono a ristabilire il “mare interno” e ad evitare disidratazioni che possono richiedere un ricovero.
DIRETE MA QUALCOSA POSSO DARE? Si antipiretico per bocca se diarrea o per supposta se vomito (Paracetamolo come Tachipirina o Efferalgan o Ibuprofene come Nurofen p Antalfebal o analoghi).
Se diarrea acquosa NON date farmaci per adulti. si può dare un farmaco dal nome chimico impossibile (racecadotril, nome commerciale Tiorfix) o una specie di argilla, diosmectite (nome commerciale Diosmectale e altri) ASSOLUTAMENTE INUTILI SE NON DATE DA BERE E SALI MINERALI.
FERMENTI LATTICI? Non mi oppongo, sempre inutili se non date i sali minerali ma ridurrebbero la diarrea di qualche ora (diarrea media di 4 giorni e mezzo invece di 5 giorni) per cui rappresentano una terapia accessoria alle fondamentali: bere e sali minerali e pesare il bambino.
6) Se vomita non dare da bere per mezz’ora e poi dare da bere poco per volta (inutile dare anitivomito e poi dare un biccchierone di liquidi che vomiterebbe subito). PROIBITO IL PLASIL (METOCLOPRAMIDE) SOTTO AI 14 ANNI DI ETA’
7) Dopo l’episodio acuto il bambino riprenderà appetito da solo se on lo avete forzato troppo a mangiare e alcuni torneranno con l’intestino normale, altri diventeranno stitici per qualche giorno e un’altra parte di bambini potrebbe presentare un “intestino accelerato” con emissione di feci morbide per perido anche di settimane o più
Un Caro Saluto
Alberto Ferrando: Trova altre spiegazioni qui http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=gastroenterite

Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...