sabato 9 febbraio 2013

Parla bene?? Disturbi del linguaggio

GIORNATA EUROPEA DI LOGOPEDIA IL 6 MARZO
Vi segnalo questa iniziativa dei logopedisti  (Unione Logopedisti) del 6 marzo alla Biblioteca De Amicis sui disturbi del linguaggio.
Il linguaggio si sviluppa, in linea di massima, entro i 3 anni di età. Ciascun bambino progredisce secondo un proprio ritmo, tuttavia se non si raggiungono alcune tappe importanti entro una certa soglia di età, è possibile che si stia instaurando un ritardo di linguaggio. É importante riconoscere i campanelli d'allarme per inquadrare il disturbo e poter prontamente avviare attività di potenziamento! In caso di dubbio è possibile rivolgersi al proprio Pediatra. 
Buona domenica
Alberto Ferrando


IL TUO BAMBINO E' VIVACE ED INTELLIGENTE MA...
Campanelli d'allarme per il disturbo specifico di linguaggio
Nel PRIMO anno di vita:
  •   Ha una voce monotona e utilizza poco l' intonazione propria della sua lingua;
  •   Ha una produzione di suoni povera e manifesta preferenza per un solo suono consonantico (es.
    dice solo LALALALA e quasi mai PALABAMALA);
  •   Non ascolta e non si gira quando qualcuno gli parla o lo chiama;
  •   Non utilizza gesti con intenzione comunicativa (es. indicare un oggetto, fare “ciao” con la mano).

    Nel SECONDO anno di vita:
      Ha difficoltà a comprendere anche semplici richieste;
      Produce poche parole (es. MAMMA, PAPPA, BUBU) e fatica ad impararne di nuove;
      Ha difficoltà nel combinare due parole insieme;
      Appare disinteressato a rapportarsi con gli altri;
      Spesso è la mamma che deve fare da interprete con gli altri bambini o gli adulti perchè illinguaggio è incomprensibile.
  • Nel TERZO e QUARTO anno di vita:
  •   Ascolta poco e malvolentieri;
  •   Fatica a comprendere il significato di frasi lunghe;
  •   Sostituisce frequentemente il gesto alla parola;
  •   Ha ancora difficoltà nel produrre e combinare i suoni (es. POPA per SCOPA, NANA per
    BANANA);
  •   Il suo linguaggio è comprensibile solo alla famiglia, all'asilo gli altri bambini non lo capiscono e quindi stentano a coinvolgerlo nei giochi;
  •   Le sue frasi hanno uno stile telegrafico, e omette verbi, articoli e preposizioni;
  •   Il racconto spontaneo di episodi che lo riguardano è difficile e disorganizzato.


PRIMOGENITI, MEDIANI ULTIMOGENITI E ALTRI LIBRI

Libro già recensito tempo fa ma sempre utile. A questo link trovate altri libri per aiutare il "mestiere" di genitore: http://www.ferrandoalberto.eu/joomla/libri-consigliati/libri-consigliati.html. CONSIGLIO ANCHE IL LIBRO "W LA PAPPA".

Vi prego di segnalare altri libri e, se avete tempo, di fare piccole recensioni.
Alberto Ferrando
Vari fattori influenzano il carattere di un bambino e un fattore poco conosciuto ed abbastanza ignorato: è quello dell’ordine di nascita. Esistono studi che documentano che la personalità, il comportamento e la capacità di apprendimento, e di conseguenza probabilmente anche il posto nella società, risentono dell’ordine di nascita. E’ diverso essere primogenito, ultimogenito, mediano o figlio unico. Anche l’ordine di nascita dei genitori ha una influenza all’interno della famiglia.

Ovviamente l’ordine di nascita è uno dei fattori e non è matematico che i primogeniti siano necessariamente tradizionalisti, organizzati, responsabili, gelosi perfezionisti e sensibili alle frustrazioni mentre i nati successivi più collaborativi e accomodanti e i mediani accomodanti ,ma è più probabile che sia cosÏ.

Approfondire però questo fattore, l’ordine di nascita, può servire a capire meglio noi stessi, il comportamento dei nostri figli, dei nostri fratelli e/o sorelle e anche le complesse dinamiche delle sempre più frequenti e numerose famiglie "allargate" (con figli nostri e del partner) e certi comportamenti del nostro coniuge o partner (primogeniti più organizzati, ordinati, maniaci dell’ordine spesso permalosi, ultimo genitori più accomandanti, disordinati, spesso caotici).

La personalita è influenzata da tante variabili personali, costituzionali e familiari (l’influsso che la nostra famiglia ha su di noi può superare il tempo e colpirci profondamente quando pensiamo ormai di esserci lasciati ogni cosa alle spalle – Kervin Leman) e qui potremmo fare una diversione sull’importanza della buona educazione e sui danni della cattiva educazione: la più frequente è quella di minare il senso di autostima del bambino ignorandolo o rinfacciandogli in continuazione le sue debolezze o mancanze. Oppure alleviandogli tutti gli ostacoli e superandoli noi per lui/lei. Come genitori dobbiamo seguire questa massima: "non fare mai per i bambini le cose che sono in grado di fare da soli". Potrei dire che "sarebbero" in grado di fare da soli: in ambulatorio spesso vedo mamme in ginocchio davanti a figli adolescenti o quasi per allacciare o slacciare scarpe o che li aiutano a vestirsi. Quando lo faccio notare la giustificazione più frequentemente addotta è che sono lenti!!! Ovviamente quando sentono questo lo diventano ancora di più per cui riescono a schiavizzare i genitori anche nei banali atti di vita quotidiana.

Oltre all’ordine di nascita è importante la differenza di età tra i figli: una differenza di età inferiore a 2 anni può determinare un aumento della rivalità in quanto un fratello vicino di età può essere visto come una minaccia in quanto in grado di fare cose o suscitare reazioni nei genitori che mettono in ombra la superiorità del primogenito. Succede anche quanto nasce un fratellino magari ben accettato o tollerato fino a quando non acquisisce autonomia e si "impone" in famiglia soprattutto se di carattere gioioso e comunicativo rispetto a un primogenito magari più introverso e musone. La "competizione" spesso reciproca si accentua negli anni successivi man mano che l’ultimo nato acquisisce competenze. E qui nasce uno degli errori principali che un genitore può fare: il primogenito non ha magari un ottimo rendimento scolastico mentre la secondogenita ha ottimi risultati a scuola (non solo è anche socievole, sorridente e buontempona e simpatica) e il/i genitori lodano pubblicamente, di fronte ai figli, la seconda accentuando rivalità e gelosie e danno alla stima di se stesso del primogenito.

Se la differenza di età invece è oltre i 5-6 anni può accadere che si sentano due primogeniti.

Dinamiche particolari insorgono in alcune situazioni come la perdita di un fratello (da consigliare un supporto psicologico per queste famiglie), quando in famiglia ci sono bambini con bisogni speciali (disabilità, malattia cronica, malattia "rara": sono 8000 le malattie rare per cui come dice una loro associazione "siamo rari ma siamo tanti"), l’adozione soprattutto se l’adottato viene inserito in una famiglia con altri figli e se ha più di 2-3 anni (ma ogni situazione va valutata singolarmente nel suo dettaglio) e le già citate famiglie allargate e i gemelli (anche essi in aumento in quanto si hanno figli ad età più alte di decenni fa e i parti gemellari aumentano con l’aumentare dell’età materna oltre che per il maggior ricorso ai farmaci per la fecondità).

Pur con i limiti detti precedenza: l’ordine di nascita non è una regola matematica ma fornisce qualche indicazione di cui tenere conto…….insomma Vi consiglio la lettura di questo libro anche se avete un unico figlio definito come "primogenito senza fratelli" ed è stato definito "super primogenito" in quanto molti dei tratti dei primogeniti quali il perfezionismo, il conservatorismo e la mania del risultato risultano accentuati.

E’ necessario non essere troppo indulgenti nei confronti dei nostri figli; essere troppo protettivi significa negargli la possibilità di affrontare da solo i piccoli problemi e non sarà in grado di affrontarli adeguatamente da adulto e concedere tutto gli farà pensare che nella vita tutti gli concederanno quello che vuole, e sappiamo che non è così che va. Questo è ancora più valido e importante per il figlio unico.

Alberto Ferrando

venerdì 8 febbraio 2013

Coppie gay e adozione. Omofobia

Cari Genitori
Sul forum di discussione dei pediatri si sta discutendo della adozione di figli da parte di coppie omosessuali. Il tema rivela alcuni preconcetti, per non dire pregiudizi e atteggiamenti di omofobia.
I temi sessuali e sul sesso hanno alla base affettività e sentimento e sono complessi. Fino al 1974 l'omosessualità rientrava tra le malattie e ancora oggi esiste una ignoranza sul tema ma è una realtà che non possiamo ignorare e è veramente avvilente vedere ghettizzata.
A OGNUNO DI NOI può capitare di avere in casa o tra gli amici degli omosessuali. Cambia qualcosa a livello di amicizia e di amore?
Avere un figlio omosessuale? Può succedere..non è più vostro figlio? Vedete questo sito di Genitori con figli omosessuali www.agedo.org.
Omosessualità e figli, omosessualità e genitorialità, omosessualità latente, intersessualità. Esistono e vanno conosciute. E rispettate.
Per la discussione ho interpellato un amico, Roberto Todella, Presidente del CIRS: Centro Interdisciplinare per la Ricerca e Formazione in Sessuologia. Riporto spunti di meditazione per tutti e riflettiamo prima di dare parerei, opinioni o partire lanncia in resta  pensando che le cose sono bianche o nere.
Siamo tutti coinvolti direttamente o indirettamente. Cerchiamo di evitare di far soffrire con atteggiamenti assolutistici

Alberto Ferrando


Caro Alberto, questo è il mio contributo al dibattito sulle adozioni, un tema che sarà bene affrontare in un incontro e non per mail. Giralo tu a tutti gli indirizzi degli interessati. A presto. Ciao Roberto


L’amico e collega Ferrando mi ha fatto partecipe di questo interessante scambio di opinioni e volentieri ne prendo parte. Il tema è alquanto delicato e complesso e va ben oltre il parere sull’adozione delle coppie omosessuali, come le mail che ho letto dimostrano.
Con l’Ordine abbiamo fatto diversi incontri (ed ora mi sembra ancora più opportuno programmarne ulteriori) sui temi dell’identità di genere e sull’orientamento sessuale. Credo che sia quella la sede, un incontro dedicato, per ascoltare i pareri e confrontarci, le mail sono troppo limitate.
Il vero problema è la poca conoscenza, anche da parte del mondo scientifico, dell’argomento “identità sessuale” nelle sue (diverse) componenti per cui, a fronte di una derubricazione dell’omosessualità nel 1974 da parte del DSM, quindi della comunità scientifica internazionale,  il pregiudizio e l’omofobia  restano ancora molto diffusi.
Parliamo di natura e cultura come se la nostra identità di genere (sentirsi maschio o femmina o altro) il nostro ruolo di genere (ciò che facciamo e come ci comportiamo rispetto al genere) e il nostro orientamento sessuale, dipendessero esclusivamente dalla natura o dalla cultura e non fossero la risultante di entrambi, così varia e complessa da esprimersi in molteplici sfumature. Però tutte le persone, da quelle più “normali”, al macho, alla femme fatale, al trans, al gay virile a quello effemminato (raro), alla lesbica mascolina,  a quella femminile, hanno gli stessi bisogni: stabilire relazioni affettive e sessuali, amare e sentirsi amati. Ed essere rispettati.  Faccio questa premessa, perché il vero problema e la (mia) maggiore perplessità rispetto alle adozioni da parte di coppie omosex non è per il ruolo più o meno idoneo degli omogenitori (essere genitori “sufficientemente” buoni dipende fondamentalmente da molti fattori e l’orientamento sessuale non è certo così importante) ma è l’ambiente, spesso ostile e omofobico, con il quale quei figli dovranno confrontarsi, con le persone che mostreranno stupore o faranno affermazioni sarcastiche sapendo della loro insolita coppia genitoriale, delle derisioni alle quali potranno essere oggetto da parte di compagni di scuola cresciuti da genitori “rigorosamente eterosessuali” ma pesantemente omofobici: per questi ultimi mi sento preoccupato. Quando i ragazzi omosessuali, quelli veri, non i figli adottati dai gay(che non hanno alcuna maggiore probabilità di diventare gay), potranno vivere ed esprimere serenamente la loro inclinazione affettiva e sessuale senza temere violenze, bullismo e discriminazioni, allora cadranno a mio avviso le vere perplessità all’adozione.
Mi è difficile non pensare anche allo stesso dramma che vivono le persone dall’identità di genere diversa (trans gender, transessuali ). Nel lungo e difficile percorso che intraprendono per costruire quell’identità che sentono autentica, devono affrontare, più che le difficoltà della trasformazione, l’ostilità e il giudizio dell’ambiente. I colleghi che lavorano in tale ambito (endocrinologi, chirurghi plastici, uro-andrologi, psichiatri e psicoterapeuti, ecc. ) conoscono bene le difficoltà di cui parlo.
Ancora qualche considerazioni delle tante che si possono fare: un omosessuale maschio non si sente femmina (sono i trans gender e transessuali che non si riconoscono nel loro sesso biologico e gli omosessuali definiti “checche isteriche” popolano la commedia all’italiana più che la realtà) per tanto può rappresentare per un figlio un modello maschile analogo a un uomo eterosessuale. Allo stesso modo una madre lesbica non sarà necessariamente un modello meno femminile per la figlia femmina (quanti figli, nelle generazioni passate,  hanno avuto padri e madri omosessuali senza mai saperlo e ciò che a loro è più facilmente mancato non è un “modello di genere” adeguato ma forse la serenità di un genitore che è stato costretto ad una vita non autentica per adeguarsi agli stereotipi della società).
La qualità del legame affettivo tra genitori e figli, credo che siamo tutti d’accordo, non ha  a che vedere con l’orientamento sessuale.   Buona parte dei paesi europei a noi culturalmente vicini, ammette o sta per ammettere (Francia) l’adozione da parte di coppie gay, questo non significa doverli per forza imitare, ma ad oggi gli studi scientifici dimostrano  che non ci sono rischi particolari per quei bambini. In Italia siamo incredibilmente ancora lontani dal riconoscimento delle coppie di fatto (etero ed omo), per cui le adozioni sono una realtà alla quale credo arriveremo  ma tra molto tempo. Ritengo invece che come medici dovremmo ritenere urgentissimo occuparci della sofferenza e delle difficoltà di quei bambini che alla pubertà sentono emergere la loro spinta omosessuale ed iniziano un’adolescenza che sarà ben più difficile degli altri ragazzi. E sempre come medici dovremmo anche pensare a come aiutare e sostenere quei genitori che si confrontano con l’imprevista scoperta dell’omosessualità di un figlio. Nel dare questi aiuti  urgenti (lo testimoniano le cronache di suicidi di ragazzi e le violenze) e nel favorire una nuova cultura libera da stereotipi vecchi e non più accettabili, forse anche la lontana prospettiva di una legge per l’adozione da parte di coppie gay apparirà diversa e ci farà meno paura.
Queste sono solo alcune considerazioni, nelle mail ne ho lette tante altre, interessanti e condivisibili. Spero con Ferrando di organizzare presto un incontro all’Ordine per ritrovarci e confrontarci ancora.
Un saluto a tutti. Roberto Todella
C.I.R.S. (Centro Interdisciplinare Ricerca e Formazione in Sessuologia- Genova)



giovedì 7 febbraio 2013

NON TOCCATE QUEL PISELLO - INFLUENZA

CARI GENITORI
Nulla di nuovo su influenza (pacchia duro, dura a lungo, ha riadute) . Tante bronchioliti nei bambini sotto ai 2 anni che si manifesta con difficoltà respiratoria (AFFANNO), frequenza respiratoria aumentata e causata da un virus detto respiratorio sinciziale e che può richiedere il ricovero e la cui UNICA prevenzione è di evitare contatti con persone per cui non state in luoghi chiusi e affollati e state tanto all'aria aperta.  quando preoccuparvi? Qunado il bambino è mogio, e respira male (frequenza aumentata e non per il naso "attappato". I dati dell'influenza ve li ho mandati e li trovate in post precedenti sul blog www.ferrandoalberto.blogspot.it. Anche oggi un articolo sulla Repubblica che trovate qui: 
Ma intanto vi lascio alla lettura di un articolo sulla "manutenzione del pisello dei bambini!. Trovate l'articolo completo sul sito www.uppa.it.
La domanda è: "Devo tirare giù la pelle per pulirlo?” il neonato ha un pisellino non solo più piccolo, ma alquanto differente da quello di un adulto. Ciò che preoccupa i genitori è che è impossibile retrarre il prepuzio e scoprire il glande del neonato. E su questo ne hanno sentite di tutti i colori: c’è sempre qualcuno (la cugina, la mamma di un altro bambino, l’educatrice del nido, la nonna) che insiste: “Devi aprire il pisellino, sennò resta chiuso e bisogna operare”. E poi i dubbi: “Ma come faccio per pulirlo?”. 

CHE FARE? niente: evitate le manovre di scollamento nei bambini piccoli che potrebbero essere dolorose e causare persino minuscole ferite che, cicatrizzandosi, chiuderebbero ancora di più il pisello. Poi il pisellino si aprirà e il bambino stesso imparerà a pulirlo; continuate su questo link: http://www.uppa.it/dett_articolo.php?ida=674&idr=13&idb=59

Un Caro Saluto
Alberto Ferrando

martedì 5 febbraio 2013

SHOCK ANAFILATTICO A SCUOLA. L'ESPERIENZA DI GENOVA

Cari GENITORI

Vi diffondo quanto fatto dalla Commissione Tecnico Scientifica della Ristorazione scolastica del Comune di Genova (e soprattutto da Paola Minale in collaborazione con pediatri e allergologia del gaslini, Tosca, e di Sampierdarena, Macciò e Caruso) sul tema della anafilassi.
I bambini che possono avere una reazione allergica secondaria ad alimenti non sono pochi e quanto fatto a Genova è il frutto di un lavoro di circa 10 anni reso possibile dalla collaborazione, dialogo tra medici, insegnanti e Istituzioni. 
Una volta ci si nascondeva dietro a certificati a ipocrisia (chiamate il 118 si diceva...e quando arriva e ormai ....???). Richiede una cosa che tutti dobbiamo fare: mettere al centro la salute del bambino e non il proprio mansionario , la paura o la delega o il trasferimento di responsabilità. Chi è interessato ai Poster in versione originale li richieda alla mia mail personale: aferrand@fastwebnet

Ciao
Alberto Ferrando

Carissime Colleghe e Colleghi,
volevo segnalarvi gli aggiornamenti del progetto anafilassi.
·         Vi allego i poster creati dal Comune di Genova,  e che, a cura sempre del Comune, sono stati posizionati  nelle scuole.
·         Il database dei bambini con adrenalina verrà aggiornato e  sarà visibile a breve a chi di voi lo desidera con accesso mediante password.
·         Per rendere più semplice la comunicazione tra gli specialisti, il 118, le scuole e la ristorazione abbiamo pensato di semplificare la codificazione, scegliendo sempre codice rosso per i bambini che hanno adrenalina e verde per quelli per cui non è indicata.
Sempre allo stesso scopo sono state eliminate le prescrizioni di terapie con antistaminici e/o cortisonici perché la  somministrazione a scuola non è prevista, e crea dubbi e incertezze.
·         La scheda sarà tra breve compilabile on line.
·         Le nuove confezioni di fast jekt contengono due siringhe, risolvendo finalmente il problema della fiala a scuola
·         Si sta approntando  del materiale informativo da inserire sui siti istituzionali : a questo proposito vi prego di inviarmi tutto quello che ritenete utile condividere (link, immagini, linee guida…).
Ringraziando tutti della collaborazione che ha reso e rende possibile il progetto, vi invio i miei più cari saluti.
A presto
Paola Minale



Andamento influenza: sempre male. Scarlattina

Cari Genitori
L'evoluzione dell'influenza prosegue inesorabile a livelli doppi dell'anno scorso. Purtroppo in aumento il Virus Respiratorio Sinciziale responsabile di bronchiti e broncopolmoniti nei bambini piccoli (USCITE TANTO ENON FREQUENTATE LUOGHI AFFOLLATO). Vedete i dat nella foto allegata.
Tantissime infezioni da streptococco: FARINGITE E TONSILLITE E SCARLATTINA (vedete il post: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2011/12/scarlattina-e-mal-di-gola.html)
Un caro saluto
Alberto Ferrando

domenica 3 febbraio 2013

PUBBLICITA' INGANNEVOLE. FUMO DI SIGARETTA: 10 anni di vita in fumo!!!

Ne abbiamo già parlato: attenzione alla pubblicità ingannevole che spinge noi e i nostri bambini a scelte utili...per chi si pubblicizza e talora dannose per la nostra salute: pensate alla pubblicità del gioco d'azzardo, di alcolici, fino a poco tempo fa del fumo (il cui nome domina ancora in alcuni sport). QUI SOTTO UN ARTICOLO APPARSO OGGI SU UN QUOTIDIANO.
Per quanto riguarda il fumo inaumento tra i giovani e soprattutto nelle ragazze CHE BUTTANO 10 ANNI DI VITA IN FUMO dovremmo riparlarne. Uno studio recente Pubblicato su una delle Riviste mediche più autorevoli, il Lancet, e riportato la Rivista Pediatrica Italiana più diffusa "medico e Bambino"
Lancet (Pirie K, et al. 2012 Oct 26. http://dx.doi. org/10.1016/S0140-6736(12)61780- 2ha dimostrato che due terzi delle cause di morte delle donne che fumano all’età di 50, 60 e 70 anni sono attribuibili al fumo. La mortalità delle fumatrici rispetto alle non fumatrici è più che doppia a sessanta anni con una riduzione dell’attesa di vita a causa del fumo di 10 anni. Questi dati sono delle medie ma il rischio è significativamente più elevato per chi ha cominciato a fumare durante l’adolescenza. Smettere di fumare dopo i 40 anni riduce solo marginalmente l’eccesso di mortalità ma le cose possono andar meglio smettendo prima, con una riduzione del 97% se chi ha fumato da adolescente e da giovane smette prima dei trenta anni. Proviamo  a dirlo ai ragazzi e alle ragazze  fin da… dagli anni delle elementari. Quando arrivano nell’adolescenza si può fare molto poco. Anzi, a volte ti sfidano e lo fanno di più
E per chi pensa..tanto sono giovane…tanto oggi no ma domani forse ricordiamo che la vita corre veloce e quanto si fa ora non si può recuperare. I danni da fumo , soprattutto se si inizia precocemente, sono irreparabili.


TELEFONI PER EMERGENZA SANITARIA E SOCIOSANITARIO: DA RICORDARE!!!! 118, centri antiveleno, maltrattamento

Cari Genitori

In questi giorni ho ricevuto purtroppo varie telefonate per situazioni di temuta emetgenza che, per fortuna, non hanno avuto conseguenze. Soprattutto ingestioni di sostanze di vario tipo.
Approfitto per ricordare che la prima emergenza A CUI DOVETE FARE FRONTE VOI è quella della inalazione nelle vie respiratorie di corpo estraneo che può determinare soffocamento.
Trovate le manovre sul sito www.apel-pediatri.org (incollate qui sotto)
Qui sotto Vi lascio i numeri per emergenze o per utilità in altre situazioni e soprattutto in caso di sospetto avvelenamento o intossicazione. IN ATTESA CHE VENGA ISTITUITO IL NUMERO UNICO PER LE EMERGENZE, 112, CHE A TUTTOGGI CORRISPONDE AL NUMERO DELL'ARMA DEI CARABINIERI
Ricordate quando telefonate di segnalare età del bambino, cosa è avvenuto, dove siete, indirizzo e telefono (è successo di gente che ha telefonato senza dare indirizzo o il tempo all'operatore di fare domande)  e rispondete, cercando mantenere la calma, all'operatore che dovrà valutare rapidamente il tipo di intervento che deve fornire:
EMERGENZE SANITARIE: 118
CENTRO ANTIVELENI DI PAVIA: 038224444 SITO  www.cavpavia.it(Centro Antiveleni di Pavia è operativo 24 ore su 24 tutti i giorni)
CENTRO ANTIVELENI DI MILANO (OSPEDALE NIGUARDA): 0266101029 (h24)
(Se il vostro adorato pargolo ha mangiato sapone, farmaci del nonno o altre cose non commestibili per gli umani prima di agitarvi telefonate a questi numeri e vi sapranno dire se andare in un Pronto Soccorso o stare tranquilli o altro. Anche qui date il nome del farmaco, sapone, detersivo o altro che il pargolo ha introdotto. LA PRIMA PREVENZIONE E' QUELLA DI STARE ATTENTI A NON LASCIARE IN GIRO COSE DI QUESTO TIPO.
114 EMERGENZA INFANZIA è una linea telefonica di emergenza, gestita dal Telefono Azzurro , accessibile gratuitamente da telefonia fissa 24 ore su 24 da parte di chiunque intenda segnalare situazioni di emergenza in cui la salute psico-fisica di bambini o adolescenti sia in pericolo o a rischio di trauma. Attraverso il servizio è inoltre possibile segnalare situazioni di disagio derivanti da immagini, messaggi e dialoghi diffusi attraverso televisione, radio, carta stampata e internet
1522 - AntiViolenza Donna: attivo dal 2006 e gestito dal Dipartimento per le pari opportunità, si occupa di prestare aiuto e supporto alle donne vittime di violenza, eventualmente indirizzandole a centri di aiuto sanitario

Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...