sabato 31 luglio 2021

Caro dottore posso vaccinarmi se allatto? Se aspetto un bambino?? Se ho intenzione di avere un bambino???

 Caro dottore posso vaccinarmi se allatto? Se aspetto un bambino?? Se ho intenzione di avere un bambino??? SI, anzi è raccomandato

Domande molto frequenti e capita, purtroppo , che alcune donne vengano mandate indietro senza essere vaccinate in alcuni centri vaccinali.

È inoltre importante ricordare a chi desidera una gravidanza in futuro che i vaccini non sono una causa di infertilità.

Consiglio di documentarsi sui benefici/rischi della vaccinazione che è sempre una scelta libera e consapevole e di leggere quanto scrito qui sotto, frutto dell'opera di validi colleghi. Trovate anche le indicazioni bibliografiche e il link diretto dell'iniziativa.

Se poi, al momento della vaccinazione insorgessero dei dubbi da parte degli operatori consiglio di mettere in contatto il personale del polo vaccinale con il medico curante o con il pediatra che, sicuramente, avete contattato in precedenza.

Alberto Ferrando

DALL'OSPEDALE San Martino: dati qui

Il progetto WOmen Vaccination (WOV) aiuta le donne a rispondere alle domande riguardo la campagna vaccinale. Per rispondere ai dubbi più comuni, un panel di esperti in ambito ostetrico-ginecologico e di prevenzione vaccinale dell’Ospedale Policlinico San Martino e dell’Università degli Studi di Genova analizzano costantemente gli articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali.

1.    Sono in gravidanza, posso vaccinarmi?
Uno dei più importanti studi riguardante la vaccinazione anti-Covid19 in gravidanza negli USA ha coinvolto oltre 35.000 donne tra i 16 e 54 anni e ha confermato la sicurezza della vaccinazione sia per la madre che per il feto. Inoltre la Società italiana di Ginecologia e Ostetricia afferma che la gravidanza è un fattore di rischio per malattia severa da Sars-CoV-2, per cui le donne in gravidanza devono essere considerate una popolazione fragile. La vaccinazione contro tale patologia è un elemento centrale per la protezione delle donne e dei/le neonati/e e deve quindi essere offerta a tutte le donne in gravidanza.
 
2.    Sono in gravidanza, QUANDO dovrei vaccinarmi?
La letteratura Scientifica indica come sicura la vaccinazione in qualunque epoca di gravidanza.
 Non ci sono ancora indicazioni su quale sia il momento migliore per vaccinarsi, tuttavia alcuni studi suggeriscono di attendere la fine del primo trimestre, dopo la 12esima settimana.
 
3.    Perché è importante vaccinarsi contro il Sars-CoV-2 durante la gravidanza?
Se una donna in gravidanza contrae il COVID-19:
- è più suscettibile di complicanze e di un decorso più severo della malattia rispetto alle donne della sua stessa età NON in gravidanza.
- ha una maggior rischio di mortalità materna rispetto alle donne in gravidanza senza infezione (INTERCOVID Multinational Cohort study).
In particolare, durante la gravidanza, in caso di infezione da COVID-19 aumenta il rischio di: 
- accedere ai reparti di terapia intensiva con necessità di ventilazione e/o intubazione, circolazione extracorporea ecc;
- complicanze ostetriche, 
- alterazione del benessere della madre o del feto con rischio di taglio cesareo;
- parto prematuro, prima delle 37 settimane di gravidanza;
- complicanze neonatali e ricovero del neonato presso le unità di terapia intensiva neonatale.
Ad oggi, anche se non è possibile escludere la trasmissione del virus durante la gravidanza dalla mamma al feto (trasmissione verticale o trans-placentare), le infezioni neonatali sembrano avvenire per via aerea dopo la nascita.
 
Alcune gravidanze sono già complicate da altre condizioni che aumentano il rischio di patologia severa da COVID-19. Tra queste possiamo citare: Diabete, Ipertensione, Obesità materna (BMI>30), Età materna superiore ai 35 anni, Malattie polmonari e/o cardiache materne preesistenti, Etnia asiatica o afroamericana

4.    Ma allora, perché le donne in gravidanza non sono state incluse nella campagna vaccinale contro il Sars-CoV-2 fin da subito?
Durante le sperimentazioni cliniche dei farmaci, prima della loro immissione in commercio, le donne in gravidanza e in allattamento sono abitualmente escluse. Per tale ragione, all’inizio della campagna vaccinale erano disponibili soltanto dati sugli animali che non avevano dimostrato effetti nocivi sullo sviluppo embrionale, fetale e post-natale.
Una volta che un vaccino è registrato, esiste un sistema di sorveglianza basato sulle agenzie regolatorie: l’EMA (European Medicines Agency) in Europa e la FDA (Food and Drug Administration) negli Stati Uniti. Qualsiasi evento grave, anche se così raro da non essere rilevato durante gli studi clinici, viene messo in evidenza in poco tempo quando il vaccino è usato estensivamente nella popolazione.
Solamente negli Stati Uniti sono state vaccinate circa 130.000 donne in gravidanza dall’inizio della campagna vaccinale e non sono emersi rischi per la madre, il feto e il/la neonato/a. 
 
5.    Sto cercando una gravidanza (con metodi naturali o mediante tecniche di procreazione medicalmente assistita), posso vaccinarmi?
L’ American College of Obstetrics and Gynecologist (ACOG), così come altre Società Scientifiche Internazionali e Nazionali (SIGO), raccomanda la vaccinazione a coloro che ricercano una gravidanza.
Il ciclo vaccinale non condiziona la riuscita della ricerca di una gravidanza mediante metodi naturali o tecniche di procreazione medicalmente assistita.
È inoltre importante ricordare a chi desidera una gravidanza in futuro che i vaccini non sono una causa di infertilità.
 
6.     Sto allattando, posso vaccinarmi?
Documentata assenza di rischi nell’allattamento dei neonati da parte di madri positive per il Sars-CoV-2, anche in questo caso la Letteratura Scientifica raccomanda di garantire l’accesso alla vaccinazione anche per le donne in allattamento.
I dati finora raccolti sono rassicuranti: non esistono rischi per la mamma e per il/la bambino/a durante l’allattamento in caso di vaccinazione contro il Sars-CoV-2.
Durante l’allattamento può essere somministrato qualsiasi tipo di vaccino contro il Sars-CoV-2 indicato per l’età materna.
Gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario della mamma a seguito della vaccinazione saranno trasmessi anche al/la neonato/a mediante il latte materno.
L’allattamento non deve essere mai sospeso, neanche nella giornata di somministrazione del vaccino.
 
7.    Che effetto avrà il vaccino sul/la mio/a bambino/a?
Gli studi scientifici ci rassicurano sull’assenza di effetti teratogeni (capaci di generare mutazioni genetiche).
I vaccini a mRNA non sono in alcun modo in grado di alterare il nostro DNA, né tantomeno di trasmettere il virus attraverso la placenta o il latte materno, perché questo non è contenuto nel vaccino stesso.
Anzi, in uno studio di marzo 2021, si è osservato che gli anticorpi prodotti dalle mamme che si vaccinano vengono passati al feto o al neonato tramite la placenta e il latte materno. Il bambino potrebbe quindi giovare di quella che in medicina viene chiamata immunizzazione passiva.
 
8.    Ho fatto la vaccinazione contro la Pertosse, come consigliatomi dal mio Medico o Ginecologo/a, posso vaccinarmi? Se sì, quando?
Non ci sono controindicazioni assolute alla somministrazione di entrambi i vaccini nella medesima gravidanza.
L’unica raccomandazione, assolutamente precauzionale, è quella di attendere almeno 2 settimane tra i due differenti vaccini.
 
 
COME PRENOTARE LA VACCINAZIONE
PER LE PAZIENTI DI San Martino
È possibile effettuare la vaccinazione presso il Padiglione 3 dell’Ospedale Policlinico San Martino. Le pazienti desiderose di vaccinarsi possono richiedere al personale medico la prenotazione della vaccinazione in occasione della visita presso gli ambulatori di Ostetricia, Ginecologia, Centro Fisiologia della Riproduzione Umana e Pronto Soccorso Ostetrico-ginecologico o durante il ricovero nei reparti di degenza ostetrica.
In caso di dubbi chiedi maggiori informazioni al personale sanitario o contattaci al seguente indirizzo email: progettowov@hsanmartino.it
 
PER LA POPOLAZIONE
Attualmente è possibile prenotare:
BIBLIOGRAFIA
  • SIGO, Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, Position Paper “Gravidanza e Vaccinazione anti COVID”, may 2021.
  • ACOG, COVID-19 Vaccination Considerations for Obstetric–Gynecologic Care, Practice Advisory, December 2021 (Last updated July 2, 2021).
  • Allotey, John, Elena Stallings, Mercedes Bonet, Magnus Yap, Shaunak Chatterjee, Tania Kew, Luke Debenham, et al. «Clinical manifestations, risk factors, and maternal and perinatal outcomes of coronavirus disease 2019 in pregnancy: living systematic review and meta-analysis». BMJ 370 (1 settembre 2020): m3320. https://doi.org/10.1136/bmj.m3320.
  • «Comunicato AIFA n. 620 - Autorizzato il vaccino BioNTech Pfizer». Consultato 18 giugno 2021.
  • Golan, Yarden, Mary Prahl, Arianna Cassidy, Christine Lin, Nadav Ahituv, Valerie Flaherman, e Stephanie Gaw. COVID-19 mRNA vaccine is not detected in human milk, 2021. https://doi.org/10.1101/2021.03.05.21252998.
  • Golan, Yarden, Mary Prahl, Arianna Cassidy, Alan Wu, Unurzul Jigmeddagva, Christine Lin, Veronica Gonzalez, et al. Immune response during lactation after anti-SARS-CoV2 mRNA vaccine, 2021. https://doi.org/10.1101/2021.03.09.21253241.
  • Gray, Kathryn J., Evan A. Bordt, Caroline Atyeo, Elizabeth Deriso, Babatunde Akinwunmi, Nicola Young, Aranxta Medina Baez, et al. «Coronavirus Disease 2019 Vaccine Response in Pregnant and Lactating Women: A Cohort Study». American Journal of Obstetrics and Gynecology, marzo 2021, S0002937821001873. https://doi.org/10.1016/j.ajog.2021.03.023.
  • Kadali, Renuka Ananth Kalyan, Ravali Janagama, Sharanya R. Peruru, Shailaja Racherla, Radhika Tirumala, Rajasekhar R. Madathala, e Viswanath Gajula. «Adverse effects of COVID-19 messenger RNA vaccines among pregnant women: a cross-sectional study on healthcare workers with detailed self-reported symptoms». American Journal of Obstetrics and Gynecology, 10 giugno 2021. https://doi.org/10.1016/j.ajog.2021.06.007.
  • Paul, Gilbert, e Rudnick Chad. «Newborn Antibodies to SARS-CoV-2 Detected in Cord Blood after Maternal Vaccination – a Case Report». BMC Pediatrics 21, n. 1 (dicembre 2021): 138. https://doi.org/10.1186/s12887-021-02618-y.
  • Perl, Sivan Haia, Atara Uzan-Yulzari, Hodaya Klainer, Liron Asiskovich, Michal Youngster, Ehud Rinott, e Ilan Youngster. «SARS-CoV-2–Specific Antibodies in Breast Milk After COVID-19 Vaccination of Breastfeeding Women». JAMA 325, n. 19 (18 maggio 2021): 2013. https://doi.org/10.1001/jama.2021.5782.
  • Shimabukuro, Tom T., Shin Y. Kim, Tanya R. Myers, Pedro L. Moro, Titilope Oduyebo, Lakshmi Panagiotakopoulos, Paige L. Marquez, et al. «Preliminary Findings of mRNA Covid-19 Vaccine Safety in Pregnant Persons». New England Journal of Medicine 384, n. 24 (17 giugno 2021): 2273–82. https://doi.org/10.1056/NEJMoa2104983.
  • Wei, Shu Qin, Marianne Bilodeau-Bertrand, Shiliang Liu, e Nathalie Auger. «The impact of COVID-19 on pregnancy outcomes: a systematic review and meta-analysis». Canadian Medical Association Journal 193, n. 16 (19 aprile 2021): E540. https://doi.org/10.1503/cmaj.202604.
  • Woodworth, Kate R. «Birth and Infant Outcomes Following Laboratory-Confirmed SARS-CoV-2 Infection in Pregnancy — SET-NET, 16 Jurisdictions, March 29–October 14, 2020». MMWR. Morbidity and Mortality Weekly Report 69 (2020). https://doi.org/10.15585/mmwr.mm6944e2.
  • Zambrano LD, Ellington S, Strid P, et al. «Update: Characteristics of Symptomatic Women of Reproductive Age with Laboratory-Confirmed SARS-CoV-2 Infection by Pregnancy Status — United States, January 22–October 3, 2020. MMWR Morb Mortal Wkly Rep 2020;69», s.d.
  • Bertino E, Moro GE, De Renzi G, Viberti G, Cavallo R, Coscia A, Rubino C, Tonetto P, Sottemano S, Campagnoli MF, Soldi A, Mostert M, Cresi F, Lembo D; Collaborative Research Group on SARS-CoV-2 in Human Milk. Detection of SARS-CoV-2 in Milk From COVID-19 Positive Mothers and Follow-Up of Their Infants. Front Pediatr. 2020 Oct 27;8:597699. doi: 10.3389/fped.2020.597699. PMID: 33194929; PMCID: PMC7652760.
Questo progetto è a cura di:
  • Dott. Alberto Battaglini1
  • Dott.ssa Alessandra Chiodini2
  • Dott.ssa Sanà Dhrari Salem2
  • Prof. Angelo Cagnacci2,3
  • Dott. Claudio Gustavino4
  • Prof. Andrea Orsi1,5
  • Prof. Giancarlo Icardi1,5


1Dipartimento di Scienze della Salute (DiSSal), Università degli Studi di Genova, Genova.
2Dipartimento Neuroscienze, Riabilitazione, Oftalmologia, Genetica e Scienze Materno-Infantili (DiNOGMI) Università degli Studi di Genova.
3U.O. Clinica Ostetrica e Ginecologica, IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Genova.
4U.O. Ostetricia e Ginecologia, IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Genova.
5U.O. Igiene, IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Genova.
 
Ultimo aggiornamento: 21/07/2021


COVID-19: COME ANDIAMO? I DATI ALLO STATO ATTUALE

COVID-19: COME ANDIAMO? I DATI ALLO STATO ATTUALE

Dati da Enrico Bucci e dai Center for Disease Control (CDC)  e evoluzione verso età più basse e verso i ragazzi. Casellati bacchetta i virologi (vedete filmato in fondo all'articolo).

Dobbiamo  seguire l'evoluzione e cercherò di tenervi informati se le cose dovessero cambiare in futuro, ovviamente ci adatteremo, ma per ora questo è.

Siamo tutti nella stessa barca...ovvero sulla stessa terra e abbiamo un grosso problema e dobbiamo trovare una soluzione invece di beccarci come i polli di Don Abbondio de "I Promessi sposi" e  creare ulteriori problemi alla nostra salute. 

In sintesi: i vaccini sono efficaci al 90% nel prevenire casi gravi e la morte ma potrebbero essere meno capaci di impedire la diffusione della malattia (a meno che i tassi di vaccinazione non aumentino). Il rischio di contrarre il virus con la variante Delta, è pari a un terzo di quello dei non vaccinati (cioè, presi due gruppi di eguali dimensioni vaccinati e non vaccinati, osserverò il 75 per cento dei casi tra i non vaccinati e il 25 per cento tra i vaccinati).

Consiglio:

1) anche se vaccinati ricordate che la vaccinazione riduce il rischio di malattia e soprattutto il rischio di malattia grave e di morte ma in certe situazioni (locali chiusi, ad esempio, può essere necessaria una adeguata ventilazione e l'uso di maschere, soprattutto se la percentuale di vaccinati fosse bassa)

2) Con la variante delta si sta abbassando l'età e in alcuni paesi i giovani risultano maggiormente colpiti (clicca qui)

3) La situazione è complessa e in peggioramento e dobbiamo prendere decisioni in libertà e consapevolezza adeguandoci alla evoluzione senza ideologie o preconcetti (e aggiungo senza sentire talk show: vedete il filmato della Casellati)

Dobbiamo  seguire l'evoluzione e cercherò di tenervi informati se le cose dovessero cambiare in futuro, ovviamente ci adatteremo, ma per ora questo è.

Siamo tutti nella stessa barca...ovvero sulla stessa terra e abbiamo un grosso problema e dobbiamo trovare una soluzione invece di beccarci come i polli di Don Abbondio de "I Promessi sposi" e ci creare ulteriori problemi alla nostra salute.

Alberto Ferrando

Da Enrico Bucci: Al netto di questi elementi, le conclusioni che si possono trarre dal materiale presentato dai CDC (dott. La Fauci) sono le seguenti. La variante Delta è differente perché: clicca qui per il testo completo

a) E’ molto contagiosa – Cdc afferma che la contagiosità è ormai paragonabile a quella della varicella, e quindi per esempio superiore a quella del raffreddore.

b) Probabilmente causa conseguenze cliniche più severe; questo sulla base dell’analisi dei dati dell’esito clinico di infezione riportati per Canada, Singapore e Scozia. Ciò, per inciso, indica ancora una volta come bisogna andare molto cauti nell’immaginare che la traiettoria evolutiva di un virus comporti necessariamente la perdita di rilevanza clinica – ricordate la sciocchezza del virus buono?

c) Le infezioni tra i vaccinati, quando avvengono, potrebbero causare la trasmissione come tra i non vaccinati. Il condizionale è d’obbligo, perché il tasso di attacco – cioè quanti soggetti si ammalano fra i contatti di un vaccinato, rispetto a quanto avviene per un non vaccinato – non è stato misurato, ma per ora si hanno i dati solo sulla carica virale.

d) Al tasso attuale di vaccinazione negli Usa, sono necessarie anche le misure non farmacologiche (tra cui le maschere al chiuso per tutti). Notare le condizioni al contorno: negli Usa, la variante Delta è in forte crescita, e visto che si può avere un caso di infezione fra i vaccinati per ogni 3 fra i non vaccinati (pur se con conseguenze cliniche mediamente molto diverse), è necessario ripristinare alcune misure non farmacologiche, come le mascherine al chiuso e il divieto di assembramento al chiuso anche per i vaccinati (misure da noi non abrogate).

Inoltre, riporta Cdc, i vaccini prevengono oltre il 90 per cento dei casi gravi (inclusi i casi di morte), ma potrebbero essere meno capaci di prevenire l’infezione e/o la trasmissione. Se questa diminuzione di efficacia nel prevenire infezione e trasmissione fosse confermata, quale sarebbe il valore di protezione offerto? Secondo la Cdc, il rischio di infezione dei vaccinati, anche con la Delta, è pari a un terzo di quello dei non vaccinati (cioè, presi due gruppi di eguali dimensioni vaccinati e non vaccinati, osserverò il 75 per cento dei casi tra i non vaccinati e il 25 per cento tra i vaccinati). Questo conferma quanto si diceva già ieri: i non vaccinati, anche con la Delta, rimangono responsabili del grosso della circolazione del virus (a meno che non siano così pochi da non pesare sulla popolazione).

Tiriamo le somme: Delta è una variante molto infettiva, che in luoghi o periodi a forte circolazione virale costringe al ripristino di misure non farmacologiche anche fra i vaccinati, considerato che questi possono infettarsi più facilmente che in passato. Delta è inoltre una variante che al momento sembra più pericolosa anche clinicamente, almeno sulla base dei tre studi citati da Cdc. La protezione dall’infezione conferita dai vaccini, tuttavia, rimane alta, come altissima rimane quella dalle complicazioni cliniche; chi si vaccina, quindi, non solo protegge la sua salute, ma essendo meno attaccabile dal virus sarà anche con la Delta più difficilmente veicolo di infezione per gli altri.

Questo dicono i dati cui oggi abbiamo accesso, e queste sono le considerazioni della Cdc; se le cose dovessero cambiare in futuro, ovviamente ci adatteremo, ma per ora questo è.

Dichiarazioni di Casellati: "Troppa visibilità data ai virologi. La presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati punta il dito proprio contro gli esperti di virus e la loro presenza sui mezzi di comunicazione. Una visibilità che la presidente del Senato definisce «ingiustificata» perché, a suo dire, i «virologi si sono resi protagonisti di un susseguirsi di dibattiti frammentari, contraddittori e confusi, con opinioni espresse e poi ritrattate, provocando il pericoloso "fai da te" dei cittadini sui loro comportamenti sanitari». 






giovedì 29 luglio 2021

VACCINARE PER IL COVID-19 GLI ADOLESCENTI: LE RAGIONI E LE PAROLE DA DIRE

VACCINARE PER IL COVID-19 GLI ADOLESCENTI: LE RAGIONI E LE PAROLE DA DIRE

Come pediatri, medici di Medicina generale e operatori sanitari dobbiamo informare ogni singolo adolescente (e i genitori) ed è quindi fondamentale condividere le ragioni di questa scelta. 

Il vaccino serve per le ragazze e per i ragazzi e non solo per gli altri!!

Penso che il messaggio che noi potremmo dare dovrebbe dare una chiarezza informativa al meglio delle conoscenze disponibili.

POSSIBILI DOMANDE:

1. Ma questa infezione se la dovessi prendere mi può fare stare male?

La risposta è no nella grande maggioranza dei casi. Anche se casi di long Covid, di malattia infiammatoria e di interessamento cardiaco sono descritti in aumento.

E’una infezione a volte molto grave nelle persone di una certa età (i tuoi nonni) e in quelle che hanno malattie, ma nei giovani questo per fortuna non accade, anche se ci sono stati casi in cui l’infezione è stata un po’ più importante anche in ragazzi giovani, ma raramente.

2. E allora perché dovrei vaccinarmi?

Dovresti farlo per quello che è successo e che potrà succedere, e per tutti i sacrifici che hai dovuto accettare (no scuola, no sport, no feste, pochi rapporti con amici). La vaccinazione potrà dare l’opportunità, a te e i tuoi amici, di tornare a una vita piena, non fatta solo di privazioni, e sarà un modo per ribadire in modo particolare i tuoi personali diritti e non solo quelli degli altri che potrebbero contagiarsi.  Perché ci si potrebbe ammalare, perché tu ti sei ammalato, magari non sapendolo. Dunque sarà una scelta fatta per se stessi e non (solo) per gli altri. Sapendo anche che, se in una classe o in un gruppo di amici si sceglierà di vaccinarsi, sarà come decidere di fare qualcosa di importante insieme, anche per garantire una buona scuola (che è anche e soprattutto relazione con gli altri), una normale vita sociale, insomma una vita che tu immagini e a cui ti stai disabituando, e altro ancora. 

3. Potrei essere anche convinto, ma non so se questa vaccinazione mi possa fare stare male.

Nel corso degli anni ogni bambino e poi adolescente ha fatto tante vaccinazioni e senza problemi. Queste vaccinazioni sono state importanti per i bambini e i futuri adulti perché hanno evitato infezioni che un tempo erano pericolose per se stessi (e anche per gli altri) anche di più del co- ronavirus. E quello che stai vedendo e sentendo con i milioni di casi di adulti che si stanno vaccinando nel mondo, ti deve rendere fiducioso che le cose andranno bene. Il vaccino che devi fare è stato studiato: al momento ragazzi della tua età che sono stati vaccinati non hanno avuto l’infezione da coronavirus nella totalità dei casi

Poi, come in tutte le cose, al pari dei rischi che possono esserci prendendo una medicina o andando in motorino, per quanto ci sia la massima accortezza e attenzione, può esserci qualche evento non previsto, raro, rarissimo. Quello che più comunemente potrà accadere è di avere un po’ di dolore nel punto dell’iniezione, magari un po’ di febbre, stanchezza o dolore alle ossa che per un giorno non ti farà andare a scuola, ma questa volta non dovrai fare la didattica a distanza (!), che sarà un ricordo di quelli che ti saranno stati utili per capire quanto sia importante “la presenza”, quella vissuta, di ogni singola esperienza di vita.

4. Ci penso, dovrò decidere con i miei genitori; c’è qualche altra cosa che dovrei sapere per fare la scelta migliore?

Le dosi del vaccino saranno due, come per gli adulti. Farai la seconda dose dopo 21 giorni dalla prima.

Vorrei dirti un’ultima cosa, e te la dico più come padre o come persona che ha conosciuto tanti ragazzi/e come te: in questo lungo anno in tanti abbiamo pensato (e non siamo stati capaci di dirlo con le parole giuste), che voi ragazzi (e i bambini) siete la cosa più importante per noi, siete costantemente nei nostri pensieri. 

Il tuo futuro, e il vostro futuro, più di quello di altri è quello che ci interessa di più. Sono sicuro che il vaccino che potrai fare sarà una parte piccola, ma magari importante, per la tua serenità e felicità.

Non direi, come detto da altri che deve vaccinarsi per proteggere (anche questa volta) qualcuno. Semplicemente sarà importante che torni alla sua vita scolastica di tutti i giorni, a incontrare gli amici, magari senza la mascherina che ha nascosto il sorriso e anche la rabbia verso il mondo. Continuare a vivere come abbiamo vissuto per più di un anno è la vera “variante” della nostra esistenza.

C’è una speranza finale di questo dialogo: che anche i mezzi di comunicazione trovino il modo di dare voce ai ragazzi. Anche perché sono in grado di insegnarci qualcosa sul vero significato pub-blico e scientifico della conoscenza, che ha nel dubbio, anche nel dubbio, le vere ragioni per un impegno sia personale che collettivo.

 

ITERE COSA FINORA è STATO DETTO:

La raccomandazione dell’EMA (European Medicines Agency) arriva dopo quella della FDA (Food and Drug Administration) ed è stata trasmessa alla Commissione Europea. 

Spetta ora a ogni singolo Stato decidere se e quando usare questo vaccino ne-gli adolescenti in futuro. 

L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ne ha autorizzato l’uso in Italia 

La prima Nazione ad avere iniziato la vaccinazione è stata il Canada, seguita dagli USA, e in Europa la Germania si è mossa tra le prime, così come l’Inghilterra.

Il presidente dell’AIFA dice nei titoli ripresi dagli organi di stampa: “I giovani sono un importante serbatoio di contagi. Importante vaccinarli”. “ci sono già i vaccini e si completerà il ciclo per gli adolescenti dai 12 ai 15 anni che sono 8,5 milioni”. 

Sebbene bambini e i giovani adolescenti si infettano meno e trasmettono meno il virus, è necessario vaccinare anche loro. Abbiamo imparato che le varianti hanno un maggiore indice di contagiosità e anche i bambini si infettano e possono essere una via di trasmissione, quindi possono essere un importante serbatoio. Per questo la vaccinazione degli adolescenti assume un ruolo strategico fondamentale per contenere i contagi: anche i ragazzi e le ragazze di 12-15 an-ni potranno prenotarsi per essere vaccinati”.

Con riferimento alla nuova fase del piano, la Struttura Commissariale per l’Emergenza aggiunge: “le Regioni e le Province autonome dovranno garantire, prima dell’inizio dell’anno scolastico, la massima copertura possibile di tutta la popolazione studentesca, nelle fasce di età per le quali la vaccinazione sarà possibile, dunque dai 12 anni in poi”.

  

Tratto da Medico e Bambino 6/2021

Marchetti F. Vaccinare per il Covid-19 gli adolescenti: le ragioni e le parole da dire. Medico e Bambino 2021;40(6):349-350 DOI: https://doi.org/10.53126/MEB40349



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