sabato 25 novembre 2017

VIOLENZA SULLE DONNE: LETTERA DI MAMMA

Cari genitori
UNA FORMA PARTICOLARE DI VIOLENZA E' ANCHE QUELLA DI CHI IGNORA O IRONIZZA o suggerisce di lasciare perdere. 
Vari articoli sul tema ne trovate sul blog con testimonianze. Trovate anche la storia, in più parti, della violenza su Giulia. Le conseguenze sono anche sui bambini che subiscono la cosiddetta "violenza assistita". RICORDATE CHE QUALSIASI ATTO DI VIOLENZA HA CONSEGUENZE CAUSATA DALL' ASSISTERE A VIOLENZA , ANCHE SOLO VERBALE.  Precedenti articoli qui, segue lettera: https://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=violenza
LETTERA DI MAMMA: Oggi è la giornata delle donne di tutte le donne, sia di chi ha subito una violenza sia di chi non ha mai subito o preso coscienza del male che viene fatto.
Io ho subito molti tipi di violenza dal mio ex marito e dalla sua famiglia. Violenza psicologica ... Violenza mentale... e violenza fisica. Spesso si crede che la violenza subita non è mai grande da dover essere denunciata... NON È VERO. Qualsiasi tipo di violenza va segnalata. Personalmente mi è stata fatta davanti a mio figlio... da chi.... Nessuno è venuto ad aiiutarmi...vicini...non hanno sentito... solo gli occhi di mio figlio hanno visto soltanto 5 anni solo lui ha detto mamma ti aiuto io.... mi sono ritrovata urlante piangente con la manina di mio figlio stretta seduta sul letto chiusa in camera. Carabinieri....avvocato..... pronto soccorso.... tutti hanno espresso lo stesso pensiero lasci perdere perché è peggio x suo figlio subentrano gli assistenti sociali.... in fondo non ha grossi segni...puo uscire e nessuno se ne accorge... ...ma la violenza peggiore è stata proprio questa NON ESSERE AIUTATA ... CAPITA... ABBRACCIATA da chi doveva farlo.
Non perdono nessuno.... perché io solo so ciò che ho subito e mio figlio insieme a me...
Forse quel carabiniere... quei signori che avrebbero dovuto aiutarmi rendere giustizia non sanno neppure cosa significa VIOLENZA.
Delusa.... spaventata... sola nell' affrontare tutto.... ricordo questa giornata...
NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE


Mal di testa (Cefalea)


DOLORE ALLA TESTA O CEFALEA
Tratto dal libro "Primo Soccorso Pediatrico", ed. LSWR (nelle principali librerie e sulle librerie online e su Amazon)

Cosa sapere
È un disturbo comune in età pediatrica ed è causa anche di frequenti accessi al pronto soccorso.
Si distinguono due grandi gruppi di cefalea: cefalea secondaria ad altra patologia, e cefalea primitiva (non dovuta ad altra patologia).
La cefalea primitiva è un’affezione a decorso cronico-ricorrente e ad andamento accessuale, discontinuo o continuo, caratterizzata da dolore e, talora, associata a disfunzioni psicovegetative (nausea, vomito, sudorazione, fotofobia ecc).
Viceversa, la cefalea secondaria è dovuta a
cause sistemiche: malattie febbrili, condizioni di ipossia (come l’accesso asmatico e le cardiopatie), ipoglicemia acuta oppure encefalopatie metaboliche, assai raramente nel bambino a ipertensione;
cause locali: trauma cranico, recente o pregresso, sinusite, disturbi oculari, patologie dentarie (carie o ascessi dentari), sino ai tumori cerebrali e alle malformazioni vascolari (responsabili di emorragie o trombosi venose).
 A parte le cefalee secondarie a malattie infettive acute, per le cefalee primitive bisogna soprattutto valutare il disturbo arrecato al bambino.
La situazione è tranquilla se il bambino:
Non si sveglia alla notte per il dolore.
Non piange per il dolore ma semplicemente “dice” di aver mal di testa.
Durante il mal di testa gioca e si comporta normalmente.

La situazione merita una visita dal pediatra se il bambino:
ha un comportamento diverso e un rendimento scolastico scarso.
Il mal di testa è tale da bloccare le normali attività del bambino
Il mal di testa è localizzato o insorge dopo uno forzo fisico.
Ha mal di testa con febbre e collo rigido.
Ha mal di testa con scolo nasale muco-purulento.
Il mal di testa sveglia il bambino di notte.
Il mal di testa è associato a vertigini

La causa di gran lunga più frequente di mal di testa è la tensione emotiva che provoca una cefalea muscolo-tensiva. È tipica del bambino più grandicello o adolescente ed è dovuta alla contrazione persistente dei muscoli del collo e della testa, per lo più favorita da situazioni stressanti (conflitti coi genitori, attese per risultati scolastici o sportivi, ansia di varia origine, vita disordinata ecc., tipiche di questa età).
Per  un corretto inquadramento diagnostico della cefalea è utile anche il cosiddetto ‘diario della cefalea’, nel quale il bambino stesso o i genitori annoteranno non solo le caratteristiche del mal di testa (durata, localizzazione, tipo) e gli eventuali sintomi associati, ma anche quali fattori scatenino l’attacco di cefalea e la riposta al riposo o alla terapia farmacologica, se prescritta dal medico.


ATTENZIONE: Sintomi che richiedono una visita al Pronto Soccorso
Mal di testa ad esordio recente e che peggiora in frequenza e / intensità.
Risveglio di notte.
Cefalea mattutina con vomito non proceduto da nausea.
Tendenza, in breve tempo, al costante peggioramento sia come intensità sia come frequenza.
Associato a crisi convulsive, disturbi dell’equilibrio e della vista.



 Cosa fare
·      Far riposare un po’ il bambino, in un luogo tranquillo e poco luminoso.
·      Tranquillizzare e considerare il bambino
·      Se il mal di testa è frequente compilare, o far compilare se il bambino è grandicello, il diario della cefalea (vedi FOTO)
·      Somministrare farmaci antidolorifici, come il paracetamolo o l’ibuprofene: è sempre consigliabile però evitare l’autocura, anche quando si tratta di farmaci considerati sicuri in età pediatrica, e concordare con il pediatra dosi e modalità di somministrazione.

Cosa non fare
 ·      Commentare il problema in presenza del bambino; Osservare senza intervenire
·      Continuare a chiedere se ha ancora mal di testa (un bambino, soprattutto se piccolo, non è capace di nascondere un dolore importante). (Congiura del silenzio)








martedì 21 novembre 2017

Labbro leporino - labiopalatoschisi

Labbro leporino e Labiopalatoschisi
DEFINIZIONE:
La Labiopalatoschisi (LPS) si presenta in circa 1 bambino su 750-1000. E’ più frequente nei maschi (2:1 rapporto M:F)
Nota comunemente come "labbro leporino" si presenta esternamente con un'interruzione (schisi) del labbro superiore, della gengiva e del palato. 
Quando la schisi interessa solo il palato si definisce Palatoschisi (PS) .Nella labiolapatoschisi l’interessamento coinvolge labbro, naso, gengiva e tutto il palato.
L’anomalia può presentarsi isolata o associata ad altre anomalie. La LBS si associa a circa 200 malattie rare, la PS in circa 400.
Importante quindi, anche ai fini di una consulenza genetica, un corretto e completo inquadramento della forma
A, Schisi del labbro superiore . B, Schisi del  palato. C Schisi incompleta monolaterale del labbro e del palato. D, Schisi completa del palatop e del labbro monolaterale. E, Schisi complete bilaterale del labbro e del palato.
(da Shaw WC: Orthodontics and occlusal management, Oxford, England, 1993, Butterworth-Heinemann, modificato).
Le cause
Esiste una predisposizione ereditaria che può "saltare" anche diverse generazioni. Ricorrenza fino al 30% in caso di labiopalatoschisi, del 50% per palatoschisi
Le cause sono ancora in gran parte sconosciute; l'assunzione di alcuni medicinali e talune malattie infettive contratte all'inizio della gravidanza possono talvolta provocare malformazioni, ma in questo caso si parla caratteristicamente di eziologia multifattoriale. 
Il fumo materno aumenta del 20% il rischio di LPS e PS.
Importanza della informazione e comunicazione:
La nascita di un bambino con Labiopalatoschisi rappresenta sempre trauma per la famiglia. Necessario spiegare subito il buon esito delle cure se affidati ad un centro di riferimento composto da più figure professionali (chirurgo plastico, pediatra, genetista, psicologo, otorinolaringoiatra, audiologo, logopedista ed ortodontista) che predisporrà un piano personalizzato di trattamento in base alla situazione del bambino.
Molto utili , per le famiglie ma anche per i professionisti) le associazioni di genitori da consigliare come riferimentio e i gruppi di malati sui social (vedi Fonti)
Il primo problema
Il primo problema da affrontare è mettere il bambino in condizione di alimentarsi agevolmente e quindi di crescere bene.
Nella Labioschisi isolata il bambino non ha difficoltà, in genere, ad alimentarsi al seno o ad una tettarella normale.
Nella Palatoschisi, e soprattutto, nella Labiopalatoschisi, a causa della comunicazione diretta tra bocca e naso, il bambino ha difficoltà a succhiare. In tal caso potrà essere aiutato a mangiare agevolmente, anche se con tempi più lunghi, con alcuni accorgimenti, come allargando semplicemente i buchi della tettarella, alimentandolo con un cucchiaino, e/o con l'applicazione di una placca in resina acrilica all'interno della cavità orale, in modo da creare una separazione artificiale tra cavità orale e nasale e favorire progressivamente l'allineamento delle arcate alveolari, sì da rendere più agevole l'intervento chirurgico.
È da evitare assolutamente l'alimentazione prolungata attraverso una sonda naso-gastrica (gavage). Se tale tecnica può essere indispensabile in rare e gravi forme di Palatoschisi, deve essere sostituita al più presto con uno dei metodi precedentemente descritti. La quantità, la composizione degli alimenti, lo svezzamento sono analoghi a quelli dei bambini coetanei.
Tempi d'intervento
I tempi vanno stabiliti dal team e spiegati ai genitori. Indicativamente:
Labioschisi
si corregge con un unico intervento chirurgico eseguito al terzo-sesto mese di vita, con una degenza post-operatoria in genere di 3 giorni.
Palatoschisi:
la chiusura del palato viene eseguita intorno ai sei mesi di vita. La precocità dell'intervento è indispensabile per permettere al bambino di sviluppare un corretto linguaggio, fatte le dovute eccezioni per i casi complessi con patologie associate.
Labiopalatoschisi monolaterale:
a tre-sei mesi il bambino viene sottoposto all'intervento chirurgico di ricostruzione del naso, del labbro, della gengiva e del palato anteriore. A mesi di distanza dal primo intervento verrà sottoposto alla ricostruzione del palato molle.
Trattamenti post-intervento
Dopo l'intervento principale sono necessarie valutazioni personalizzate in base alla situazione del bambino.
Valutazione logopedica, otorinolaringoiatrica (il paziente affetto da Palatoschisi o Labiopalatoschisi, per gli stretti rapporti anatomici tra palato e orecchio, può presentare ipoacusia per difetto di scarico dell'orecchio medio con conseguenti problemi di vibrazione degli ossicini, staffa incudine e martello, responsabili della trasmissione dei suoni), odontoiatrica/ortodontica.
Il raggiungimento di buoni risultati, dal punto di vista anatomo-funzionale, è strettamente legato all’osservazione del protocollo multidisciplinare. E’ molto importante l’opera di incoraggiamento e di convincimento che il pediatra-medico curante  può esercitare nei confronti del paziente e della sua famiglia.
Protocolli per il trattamento della Labiopalatoschisi:
LABIOSCHISI


Nascita
Visita team polispecialistico
3-6 mesi
Ricostruzione naso/labbro mono-bilaterale
PALATOSCHISI


Nascita
Visita team polispecialistico
6 mesi
Ricostruzione palato
3 anni
Eventuale correzione dell'insufficienza velofaringea (incapacità del palato molle – "velo" – di chiudere il rinofaringe e di impedire la fuga d'aria nel naso: l'eloquio diventa così fortemente "nasale")
LABIOPALATOSCHISI


Nascita
Visita team polispecialistico
3-4 mesi
Ricostruzione naso, labbro mono-bilaterale e palatoplastica
7-9 mesi
Ricostruzione del palato
3 anni
Eventuale correzione dell'insufficienza velofaringea
8-10 anni
Gengivoplastica con innesto dell'osso se necessario
16/18 anni
Eventuale modellamento finale e/o eventuale chirurgia ortognatica che consente di correggere deformità e anomalie dello scheletro facciale e dei denti.
LABIOSCHISI e SCHISI GENGIVA


Nascita
Visita team polispecialistico
3-6 mesi
Ricostruzione naso, labbro ed eventualmente gengiva
8-10 anni
Gengivoplastica con innesto di osso se necessario
16/18 anni
Eventuale modellamento finale
FONTI:
Associazione AISMEL: www.aismel-labiopalatoschisi.it
Parliamo di labiopalatoschisi: www.infolabiopalatoschisi.it





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