sabato 26 ottobre 2013

NON BEVETE ALCOL. MAI IN GRAVIDANZA


Cari genitori e ragazzi e tutti coloro che leggono
Stamane aggiornamento all'Ordine dei Medici di Genova su alcol per pediatri di famiglia. Pediatri e loro società, Soc italiana di alcologia SIA infermieri, insegnanti delle elementari e delle medie. Nella SIA sono presenti tante figure professionali , anche magistrati e associazioni di cittadini, tra cui associazioni di automutuoaiuto. E' un esempio di collaborazione per la salute tra professionisti di varia estrazione della sanità, cittadini e altre figure professionali interessate nella problematica (polizia, magistratura, medico delle carceri, oltre a pediatra, il sottoscritto, che è segretario della sezione ligure). A breve su sito www.apel-pediatri.org metterò le relazioni. Intanto un solo messaggio: durante la gravidanza non bevete alcol.
Dobbiamo smettere di guardare con tolleranza l'uso (non dico l'abuso) di alcol. la documentazione sui danni alla salute, ad ogni età, sta diventando sempre più importante.
Innanzitutto è stato dimostrato che i danni nel sesso femminile, alla faccia della par condicio :-), sono 3 volte maggiori (vedete qui sotto) ma soprattutto si confermano i danni per il consumo in gravidanza.

"l’uso di alcol costituisce un significativo fattore di rischio per la salute pubblica che investe non solo l’età adulta ma anche l’età pediatrica. 
Infatti, l’esposizione all’alcol può essere “subìta” dal nascituro durante la vita fetale e può essere “scelta” dall’adolescente in conformità a modelli sociali e comportamentali. Gli effetti sono comunque molto rischiosi per la salute fisica e mentale del futuro adulto e quindi dell’intera società. In questo scenario il pediatra si pone come figura medica di riferimento per riconoscere e affrontare questa malattia “tossicoambientale” che può gettare le sue basi già nella vita intrauterina o nelle prime fasi dell’adolescenza"

Ricordo che l'alcol è la prima causa nota di ritardo mentale e che oltre il 50% degli incidenti sono legati al consumo di alcol (il 99% dall'insieme di alcol + droghe + CATTIVI STILI DI VITA) SU CUI COME GENITORI, INSEGNANTI, PEDIATRI, RAGAZZI E TUTTI NON POSSIAMO PIU' FARE FINTA DI NIENTE. Anche se il fumo tra i ragazzi è in aumento (sigh!) almeno non si fuma più neli locali pubblici, nei cinema e negli ospedali. Non possiamo proibire di farsi del male ma ALMENO AVVISARE CHE L'ALCOL COME IL FUMO DANNEGGIA E FORTEMENTE LA SALUTE.

L'alcol è una vera emergenza. Morti di droga e ricoveri per alcol e altre dipendenze. Ma chi aiuta le famiglie e i ragazzi?? Pur di guadagnare, noi adulti, “decisori”  compresi, pecchiamo di permissivismo e pubblicità e consentiamo discoteche che aprono a mezzanotte. Abbiamo ragazzi che non dormono, non mangiano (anoressia) o hanno disturbi alimentari (bulimia) o mangiano troppo (Obesità) o per mangiare bene diventatno dei fanatici (ortoressia).....Intanto i nostri politici vergognosamente non considerano i ragazzi e i bambini. In Liguria non abbiamo più NOTIZIE DEL GARANTE DELL'INFANZIA IN LIGURIA. CHE VERGOGNA!!
MA INTANTO IL RUOLO PRINCIPALE E FONDAMENTALE LO ABBIAMO NOI GENITORI E TEMI COME ALCOL, DROGHE, TRAFFICO, SESSUALITA’ DOBBIAMO PARLARNE BEN PRIMA DELLA ADOLESCENZA. Parlarne in senso globale e cioè non solo con le parole ma con il comportamento nostro , con l’esempio positivo. RICORDATE CHE I BAMBINI IMPARANO QUELLO CHE VIVONO: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2013/02/come-imparano-i-bambini.html 
I genitori sono il fattore più importante nel determinare se il loro figli adolescenti decidono o meno di bere alcol E ANCOR PRIMA AD EDUCARLI

Alcuni studi hanno (Dal sito www.alcolnews.it )  dimostrato che i genitori hanno la massima influenza sulla scelta di un minorenne di consumare alcol. Quindi è importante che i tuoi figli conoscano la tua posizione: non si può bere se non si ha l'età legale per farlo.
Continua a parlarne
Una relazione forte e positiva tra genitori e figli è basata su una comunicazione aperta e bidirezionale. Puoi ottenere una reazione positiva parlando ogni giorno con i tuoi figli (e ascoltandoli) delle loro esperienze a scuola, con gli amici, dei loro interessi e dei loro sogni. Queste conversazioni ti aiuteranno a parlare anche di temi più seri, come il divieto di consumare alcol.
Cerca di evitare di avere la tua prima conversazione sull'alcol con i tuoi figli quando insorge un problema. Approfitta delle occasioni quotidiane come quando siete in macchina, state andando a fare la spesa, mentre state cenando o guardando la televisione. Siate onesti, usate spiegazioni adeguate alla loro età che possano condurlo all'indipendenza.
Chiedi a tuo figlio o tua figlia quali siano i loro pareri in materia di alcol. A questo punto sciogli eventuali dubbi e smaschera i vari miti e leggende sul consumo di alcol.
Simula le possibili situazioni critiche
Cosa fare se a una festa i loro amici iniziano a bere? 
Cosa fare se qualcuno gli offre alcol? 
Cosa fare se un amico che ti sta portando a casa in macchina ha bevuto? 
Cosa fare se un amico che ha bevuto sta male o sviene?
Parlate delle scelte disponibili in ciascuna situazione cercando di raggiungere un accordo su quali siano maggiormente compatibili con i vostri valori di famiglia. Questo aiuterà i vostri figli ad essere preparati a non subire la pressione del gruppo e a reagire positivamente a situazioni potenzialmente pericolose.
Stabilisci delle regole e spiega le conseguenze per chi non le rispetta
Come genitore devi stabilire delle regole e accertarti che i tuoi figli comprendano le conseguenze del bere alcol senza avere età legale per farlo. Fai sapere ai tuoi figli che le regole e le relative punizioni ci sono perché hai cura di loro, e che se seguiranno le regole ciò porterà ulteriori privilegi perché saprai che meritano fiducia.
Studia le leggi
Le regole sull'alcol e i minorenni non sono limitate a quelle imposte dalla tua famiglia. Fai in modo che tutti, compreso te e i tuoi figli, sappiano cosa dice la legge del vostro paese in materia di consumo di alcol da parte di minorenni.
Sii presente
Cerca di avere un ruolo attivo nella vita quotidiana dei tuoi figli - sapere chi sono i loro amici, dove vanno e cosa stanno facendo. Invita anche i genitori degli amici di tuo figlio a fare lo stesso, e spiegagli il tuo parere circa il consumo di alcol da parte dei minori.
Dai il buon esempio
Bevi in maniera responsabile e osserva le leggi sull'alcol del tuo paese, aiuterai anche a rinforzare degli importanti valori che tuo figlio o tua figlia devono seguire.
Dal sito www.alcolnews.it





venerdì 25 ottobre 2013

Consigli prima di concepire un bambino

Queste cose, e altre che magari mi suggerirete, sono cose da diffondere a tutti i giovani e da prendere in considerazione PRIMA di una gravidanza.  OLtre a attività fisica e dieta corretta. Qui sotto trovate un bel poster che trovate anche a questo link: https://docs.google.com/viewer?a=v&pid=gmail&attid=0.1&thid=141eeb716909ca70&mt=application/pdf&url=https://mail.google.com/mail/u/0/?ui%3D2%26ik%3D544677a45e%26view%3Datt%26th%3D141eeb716909ca70%26attid%3D0.1%26disp%3Dsafe%26zw&sig=AHIEtbT09L3kTIOsYoEYf1ztzYKWanGMQA
inviato dal Primario di malattie infettive del Gaslini, Elio Castagnola, sul citomegalovirus. Utile stampare e diffondere. Come sarebbe utile un PPP (Pediatra prima del parto) per consigli su stili di vita e su perenzione prima:

- Informazioni ai genitori del servizio di pediatria di famiglia
- Consigli su acido folico per prevenire problematiche neurologiche (va fatto prima del concepimento
- Consigli su astensione da alcol: la fetopatia alcolica è la prima causa di ritardo mentale prevedibile e può comparire anche a dosi basse di alcol che mai va assunto in gravidanza
- Ricordare i vaccini antirosolia e varicella se non si sono fatte le malattie
- Raccomandare la vaccinazione anti influenzale nel 2-3 trimete
- Astensione da fumo

Dimentico altro??

Ciao
Alberto Ferrando

giovedì 24 ottobre 2013

ECG e sport qualche precisazione sulla inutilità di uno screening a tutti


Cari Genitori
Un caro saluto e.....fate attività fisica :-)
Alberto Ferrando

Verso la fine di luglio avevo segnalato con viva preoccupazione le norme contenute nel decreto Balduzzi in tema di certificazioni per lo svolgimento delle attività sportive. La prevista estensione dell’obbligo di certificato per le attività ludico-motorie e di elettrocardiogramma (ecg) per le attività sportive non agonistiche avrebbero provocato sia effetti negativi sulla promozione dell’attività fisica, sia costi molto elevati per la comunità. Un provvedimento lesivo della libertà personale, che trasmetteva un messaggio fuorviante (“fare attività fisica può essere pericoloso”) e per giunta a caro prezzo: solo per l’azienda sanitaria di Trento significava dover eseguire circa 18 mila ecg ogni anno (e per la LIguria almeno 50000, impedendo poi di fatto anche di fare attività sportiva visti i tempi di attesa)
Bisogno di chiarezza
 Grande è stato quindi il sollievo tra ALCUNI  operatori di sanità pubblica quando, solo pochi giorni dopo l’entrata in vigore del provvedimento, il decreto “Fare” ha abrogato l'obbligatorietà dell'ecg per le attività non agonistiche e il certificato per quelle ludico-motorie. ALCUNI SONO RIMASTI DELL'IDEA DI FARE ESAMI A SANI OGNI ANNO. Nonostante l'ECH possa presentare anomalie anche in cuori normali (17% dei casi) e la difficoltà di lettura in età pediatrica in alcune situazioni
La Regione Emilia-Romagna ha  approvato una delibera di precisazione. Punto di partenza concettuale sono le «inequivocabili evidenze scientifiche che dimostrano l’efficacia dell’attività fisica e motoria nel promuovere la salute (…) per cui occorre evitare frapporre inutili ostacoli a chi intende adottare stili di vita più attivi», rammentando che la finalità per la quale il legislatore ha eliminato gli obblighi prima inseriti è «salvaguardare la salute dei cittadini promuovendo la pratica sportiva».
Non medicalizziamo le attività quotidiane 
Risulta però abbastanza difficile stabilire criteri, scientificamente solidi e sostenibili, per la richiesta corretta di esami di approfondimento, perché su questo manca un consenso scientifico a livello internazionale. I fautori di un uso più estensivo dell'ecg, al fine di prevenire i rarissimi casi di morti improvvise cardiache, di solito mettono l’accento sulla riduzione del rischio relativo (percentuali  alte), non sui numeri assoluti di casi evitati (numeri bassissimi). Tacciono invece sui possibili danni che l'uso più frequente dell'ecg può provocare: false diagnosi, necessità di altri esami di approfondimento (anche più invasivi) che espongono a inutili preoccupazioni e rischi persone che in realtà sono in perfetta forma. In assenza di informazioni complete, trasparenti e indipendenti da conflitti di interesse, una vera conoscenza rimane ancora fuori portata ed è quindi impossibile giungere a conclusioni razionali.
In ogni caso, considerando le morti cardiache improvvise, solo una piccola percentuale si verifica durante l’attività sportiva (secondo uno studio, nel 5%); la maggior parte avviene invece nel corso di altre attività come tagliare l’erba, coltivare l’orto, cucinare, vestirsi, discutere, dormire, festeggiare ecc. Per ora nessuno si sogna di chiedere certificati medici preventivi o esami “salvavita” per poter fare queste cose. Perché no? Perché sono attività normali e vitali per un essere umano. Esattamente come muoversi con la forza dei propri muscoli. 
 
Pirous Fateh-Moghadam lavora all’Osservatorio per la salute della Provincia autonoma di Trento; è membro del Gruppo tecnico nazionale Passi.

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martedì 22 ottobre 2013

Per una medicina migliore, fatta insieme, sobria, rispettosa e giusta

PER UNA NUOVA MEDICINA PIU' SAGGIA, RISPETTOSA E FATTA INSIEME AI CITTADINI . SU FOCUS IN EDICOLA OGGI UN ARTICOLO. On line un altro: http://www.focus.it/scienza/salute/la-medicina-e-una-scienza-esatta_C12.aspx. OGGI IN EDICOLA IL LIBRO "SLOW MEDICINE"
DI COSA PARLO: di un tentativo nazionale nato con "SLOW MEDICINE" di avere una medicina migliore: sobria, giusta e rispettosa che valorizzi la relazione tra operatori sanitari, e non solo medici, e le persone che diventano una parte attiva nelle scelte. All'interno di slow medicine si è creata una nuova iniziativa già portata avanti negli USA: SCelte Sagge  (www.choosing wisely.org) ch si chiama "FARE DI PIU' NON SIGNIFICA FARE MEGLIO". TROVATE DECSRIZIONE QUI: http://www.slowmedicine.it/fare-di-piu-non-significa-fare-meglio/la-storia-di-choosing-wisely.html
Al centro: informazione, comunicazione, rispetto delle persone, FARE SOLO INTERVENTI UTILI. Ecco 7 consigli che vanno in direzione opposta a quello che avete visto e vedrete fare sulla spinta di..... un miglioramento della salute??? Forse, a volte ma quasi sempre dietro a spinte commerciali. La frase "Prevenire è meglio che curare" è vera ma dipende che cosa vi propongono per la prevenzione. Prima di tutto stili di vita e poi...poi...farmaci ed esami. ma leggete (da FOCUS):
7 luoghi comuni...
... da sconfiggere! Antonio Bonaldi, presidente di Slow Medicine e direttore sanitario dell'Ospedale San Gerardo di Monza, ha elencato i 7 luoghi comuni da smantellare perchè non suffragati dalle conoscenze scientifiche.

1. Nuovo è meglio
2. Tutte le procedure utilizzate nella pratica clinica sono efficaci e sicure
3. Le nuove tecnologie risolveranno ogni problema di salute
4. Fare di più aiuta a guarire e migliora la qualità della vita
5. Scoprire una malattia prima dei sintomi è sempre utile
6. I fattori di rischio (come ipercolesterolemia, ipertensione, riduzione della densità ossea etc) devono essere trattati con i farmaci 
7. Per controllare emozioni e stati d'animo è utile affidarsi alle cure mediche«L'informazione più completa 
e accurata è l'unica infatti a modificare la disponibilità dei cittadini a sottoporsi a prestazioni che non danno nessun beneficio, come per esempio uno screening per l'identificazione di malattie che non possono essere curate, o a un intervento chirurgico non indispensabile. Ma lo stesso supplemento di informazione può essere richiesto dal paziente quando il medico non lo fa spontaneamente: sapere che si ha il diritto di sapere, e saper fare le domande appropriate è un aspetto fondamentale dell'alleanza per una cura di qualità che tutti i cittadini devono cercare» scrivono gli autori di Slow Medicine, 260 pagine di istruzioni...... Vedi articolo. Libro slow medicine da oggi in libreria. A genova ne parliamo il 9 Novembre all'Ordine dei medici con Scelte Sagge e condivise": http://www.omceoge.org/home3/dmdocuments/Convegno%209%20novembre%202013.pdf
Da martedìi trovate in libreria e su Amazon il libro "SLOW MEDICINE". SUL SITO www.slowmedicine.it VARI EVENTI:
1) A genova il 9 Novembre (programma quihttp://www.omceoge.org/home3/dmdocuments/Convegno%209%20novembre%202013.pdf

2) A Torino il primo Congresso Nazionale il 30 Novembre.http://www.slowmedicine.it/congresso-slow-medicine-2013/39-congresso-slow-medicine-2013.html

domenica 20 ottobre 2013

LUTTO per Christian


LA VITA A VOLTE E’ PROPRIO BRUTTA.
Cari genitori e ragazzi Vorrei darvi sempre notizie positive, belle e utili di cui  abbiamo bisogno,  ma dobbiamo nella vita affrontare momenti duri, difficili o tragici. In questi giorni ho avuto momenti di gioia per la nascita di bambini e di altro ma ieri ho avuto una notizia molto triste e qui sotto allego alcune mie considerazioni che possono servire quando dovremo affrontare, anche indirettamente, situazioni tragiche e di lutto. Intanto cerchiamo di goderci i momenti buoni e belli della vita, di arrabbiarci poco per le scemate, di abbracciare i nostri cari. 
Un abbraccio a tutti
Alberto Ferrando
Trovate articoli anche qui con l’augurio che non vi servano mai: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=lutto
A seguito di un incidente è morto Christian (notizia qui: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2013/10/19/AQwgysi-teleferica_verranno_giovane.shtml)  un ragazzo di 23 anni che ho seguito dalla nascita fino a 16 anni (oggi sui giornali la notizia) dopo 6 giorni di ricovero in rianimazione. Pochi giorni fa ho vistato il fratellino in studio per fare il certificato per attività sportiva. Queste notti non riuscivo a dormire e tuttora non riesco a capacitarmi di quanto è avvenuto e come una giovane vita possa essere troncata in poco. Basta un attimo, una fatalità e…. Christian non è più tra noi e con lui è morta una parte di tutti coloro che lo hanno conosciuto. Infatti una parte di chi lo ha conosciuto, secondo me, muore con lui, soprattutto chi gli è stato più vicino, a partire dai genitori, dal fratello e dai nonni e da chi gli voleva bene. E non era difficile voler bene a Christian.
Quest'anno una altra ragazza, di 27 anni, che seguivo, e ho seguito fino a qualche anno fa, era deceduta dopo lunga malattia esordita fin dal primo anno di vita: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2013/02/a-clio-andata-in-cielo.html. 
Qualche considerazione consiglio sperando che serva a pochi. Comunque  consiglio di leggere in quanto molti (tutti?) possono trovarsi a frequentare persone che hanno avuto un lutto. Vale per qualsiasi lutto anche se ora parlo soprattutto della perdita di un figlio: L’improvvisa, imprevista, morte di un figlio (anche se la morte è sempre imprevista), per ogni famiglia, é un evento devastante. Non c'è tempo per prepararsi alla tragica perdita. I genitori si aspettano che i loro figli vivano a lungo, che gli sopravvivano.
Si possono attraversare varie fasi. All’inizio la mente semplicemente non può fronteggiare la piena realtà di ciò che é accaduto. Sentirsi dire che il figlio é morto é una cosa. Accettare il fatto che il figlio è realmente é morto può prendere un tempo assai più lungo.
Più e più volte il genitore verrà sorpreso a negare la realtà di quella morte. Occorrono talvolta settimane o mesi prima che il genitore possa materialmente pronunciare la parola morto.
Dal momento in cui il genitore é in grado di rendersi conto pienamente che il figlio é morto – per mai più tornare – la maggior parte dei familiari ed amici si stanno già riprendendo. Poiché il genitore può manifestare  rabbia o profonda  depressione, gli altri tendono ad evitarlo perché fronteggiare questi sentimenti significa ripercorrere il proprio ciclo della sofferenza. Poiché nessuno sembra sapere come aiutarli, e poiché la pena dei genitori mette tutti a disagio, i genitori imparano che se nascondono i loro veri sentimenti e stati d’animo saranno meglio accettati e ci vuole più tempo per accettare e metabolizzare la perdita.
L’improvvisa tragica morte di un figlio non comporta soltanto angoscia ma rischia di alterare i rapporti e la  vita dei rimanenti membri della famiglia. Carriere vengono interrotte o rovinate perché molti adulti sono incapaci di ritornare al lavoro per un certo tempo o rendono poco quando tornano al lavoro. I matrimoni si ammalano. Alcuni abbandonano la chiesa e gli altri luoghi di socializzazione. Alcuni si rifiutano di parlare dell’incidente. Ogni membro della famiglia soffre in solitudine. E’ difficile sostenere qualcun altro quando a stento ce la fai a tener in piedi te stesso.
Alcune coppie che hanno perduto dei figli si separano entro il primo anno dalla morte del figlio. Il dolore rende egocentrico il genitore proprio quando anche 1’altro coniuge avrebbe bisogno di conforto e sostegno. Quando un genitore non ha più l'energia per prendersi cura del partner perché il suo proprio dolore é così schiacciante, possono sorgere gravi problemi. Un coniuge può provare grande risentimento per la morte che 1’ha colpito mentre 1’altro continua a negarla. Uno può essere depresso mentre 1’altro si sente acutamente contrariato. In entrambi i casi, nessuno dei due può essere in grado di comprendere 1’altro. Uno può piangere continuamente mentre 1’altro sta bene abbastanza da andare a lavorare. Modalità differenti di elaborare il lutto possono spesso creare incomprensioni fra marito e moglie. Se un partner si tiene sempre su, mentre 1’altro cade a pezzi, ci sarà del risentimento. E’ molto meglio per la coppia essere liberi con i propri sentimenti lasciandosi scambievolmente la libertà di soffrire come ciascuno preferisce. Sfortunatamente, il coniuge é il bersaglio più facile perché si trascorre più tempo insieme che con altre persone.
Se ci sono altri figli i genitori possono entrare in crisi circa la loro abilità nel badare a loro. Il o i figli devono poter soffrire apertamente per il fratello o la sorella perduta. C'è anche da aspettarsi che essi mostreranno ira o rabbia per la perdita. Inoltre possono sentirsi in colpa per essere vivi mentre il fratello o la sorella é morta. Queste difficoltà emotive aggiungono nuova frustrazione e nuovo dolore nei genitori che sono già affettivamente devastati.
L’iperprotezione dei rimanenti figli é un altro importante problema. I genitori a volte hanno paura tale  da non concedere più il permesso di uscire agli altri figli. Queste paure sono nocive per il figlio perché sente che deve prendersi cura dell’ansia e del dolore dei genitori mentre  dovrebbe avere il tempo per elaborare il proprio dolore.
Alcuni consigli e considerazioni:
1.Siate pazienti tra Voi e concedetevi molto tempo perché 1’angoscia vada via.
2.Non sperate né tentate di risolvere tutti i problemi familiari. Considerate l’aspetto più difficile, cercate una soluzione e discutetela con il coniuge e/o con il figlio più intensamente coinvolto.
3.Cercate di comprendere gli altri membri della famiglia.
4.Parlate della persona che é morta. Ricordate i momenti belli e parlatene Incoraggiate gli altri a parlarne. Tutti coloro che non fanno parte della famiglia possono esitare a farlo, temendo che ciò possa riaprire le vostre ferite.
5.Non trattenetevi dal piangere insieme. Cercare di proteggere gli altri figli non lasciandoli vedere il vostro dolore di genitori avrà l’unico risultato di lasciarli dubbiosi sul vostro amore per loro. Non é bene che i bambini molto piccoli vedano un genitore troppo sconvolto perché ciò può creare in loro un’ansia eccessiva.
6.Cercate di non aspettarvi troppo dal vostro coniuge. Quando un genitore é ferito, e facilmente sconvolto, il partner deve accettare ciò. Ambedue i genitori si troveranno di volta in volta in questa situazione. Quanto più i bisogni emotivi di uno vengono soddisfatti tanto più verranno tenute in conto le esigenze degli altri.
7.Quando accade di essere in disaccordo, per esempio, su cosa fare degli oggetti personali di vostro figlio/a cercate di non mostrare la vostra collera.
8.Anche se il desiderio sessuale può svanire, trascorrete del tempo scambiandovi tenerezze. Questo aiuta sempre.
9.State attenti perché gli altri figli potrebbero non voler soffrire da soli ma controllarsi in attesa che i genitori piangano assieme a loro. Ritardare il corso del dolore può rendere più difficile superarlo
10.         Non prendete grosse decisioni familiari, come cambiare casa o lavoro, per almeno un anno. Ogni cambiamento si risolverebbe in maggiore stress.
11.         Se la famiglia non si sente in grado di affrontare discussioni, cercate un aiuto esterno. Potreste trovarlo in un gruppo di persone che, come voi, hanno perduto i figli. Può anche rivelarsi saggio cercare 1’aiuto di uno psicologo o di un terapeuta che abbia familiarità con i percorsi del dolore e del lutto.
12.         Abbiate pazienza. Le cose andranno meglio. Rendetevi conto che il tradizionale periodo di "un anno di lutto" raramente può bastare quando si perde un figlio, Riprendersi dalla perdita di un figlio richiede pazienza, duro lavoro e tempo. Solo combinando questi tre elementi uno può uscire dal lutto. I ricordi non andranno mai via, né devono. Ma , potete sperarlo, l’intensità del dolore diminuirà e gli spasmi dell’angoscia si faranno sempre meno frequenti.

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