sabato 28 giugno 2014

GENITORI:
CONDANNA, BIASIMO, ASSOLUZIONE O SUPPORTO? AIUTARE I GENITORI

GENITORI:
CONDANNA, BIASIMO, ASSOLUZIONE O SUPPORTO?
Sottotitolo: per educare i bambini, prima, educhiamo noi stessi
Qui sotto un articolo di un grande Pediatra, Giorgio, Tamburlini, su bambini e genitori pubblicata sull’ultimo numero della Rivista per pediatri Medico e Bambino. Sintetizzo: interventi educativi sui genitori sono utili se fatti precocemente e organizzati. Idealmente prima della nascita e nei primi anni. Fin da 6 mesi si può leggere ai bambini (Nati per leggere). Bisogna spiegare ai genitori cosa è un bambino (quanti ne vediamo divenuti oggetto di culto, griffati e viziati, che ottengono tutto e pretendono di più). Avere un bambino è una occasione di rivedere la nostra vita di smetterla di essere bambinoni e di assumere piacere dalla gioia, e responsabilità, di avere  e crescere ed educare, un bambino. Ma prima dobbiamo educare noi. A cosa? A mangiare bene, a guidare con prudenza, a evitare comportamento giustificabili in un adolescente (i bambini imaparano da quello che noi facciamo e non da quello che noi diciamo), a curare il nostro fisico (alimentazione sana, via alcol e sigarette..e altro) per noi stessi e per i bambini (se diventiamo anziani in gamba ne traiamo tutti un vantaggio e anche per non dare cattivi esempi. Coltivando la mente (leggendo, avendo hobby). Vi lascio alla lettura del libro: avere un bambino deve essere una occasione per una riscoperta di noi. E ricordate che c’è differenza tra il bambino idealizzato, sognato, tra le aspettative che varete durante la gravidanza e il bambino reale. Solo quest’ultimo è il bambino vero, vostro, unico , diverso spesso da quanto pensavate e diverso dagli altri perché vostro.
si è parlato di una svolta epocale nel rapporto tra le generazioni, e soprattutto nel ruolo genitoriale, sulla cui crisi profonda c’è accordo generale.
Ormai quasi il 50% dei nuclei familiari non hanno più la struttura tradizionale - padre, madre e figli biologici della coppia primaria - e i ruoli si sovrappongono, si mescolano, si surrogano. Ma ai genitori viene anche rimproverato di essere ripiegati su di sé, volti all’eterna giovinezza, preoccupati dell’esteriore, dell’apparente, della salute fisica piuttosto che mentale dei propri figli, o di proiettare eccessive aspettative sulle spalle fragili di una adolescenza che inizia presto e pare non finire mai (Nel dizionario Zingarelli del 2014 è stato introdotto il termine: ADULTESCENZA)
Fatto nuovo: si è cominciato a condannare i genitori non solo per gravi violenze o trascuratezze, ma per essere venuti meno, in un modo o nell’altro, alle proprie responsabilità: dimenticando il bimbo in auto, non sorvegliandone la frequenza scolastica, non concedendogli adeguato sostentamento.
Al di qua delle condanne, si è levato, dai media come dagli operatori che hanno a che fare con bambini e ragazzi, un moto di biasimo generalizzato nei confronti di una generazione di genitori incapaci.
Una diffusa rivista settimanale ha titolato: “Il vero problema degli adolescenti sono i genitori” (Jennifer Senior, New York Magazine, riportato su In- ternazionale, 23 aprile 2014). E a chi di noi non è capitato, ve-nendo a sapere di vicende più o meno sciagurate di questo e quel giovane, di pensare (e dire) “beh, con quei genitori...”. Ci sono, sì, anche gli avvocati difensori. Recentemente sulle colonne del Corriere si è scritto: come è possibile oggi, nella instabilità crescente dei rapporti familiari, ritenere che mamma e papà siano l’origine unica delle “deviazioni” di un figlio? (Paolo Di Stefano, Corriere della Sera, 2 aprile 2014). Massimo Recalcati, (Il complesso di Telemaco, Feltrinelli 2013), propone una via d’uscita, ardua ma possibile: dal Padre “evaporato” al Padre che propone come sua eredità non l’autorità padrona di ieri, né l’assenza di oggi, ma l’esempio di un desiderio, di un progetto.
Possiamo facilmente constatare che l’impatto dell’ambiente mediatico è oggi molto più forte che in passato, ed è destinato ad aumentare, sia sui genitori che sui bambini, fin da piccoli. Ne consegue che le differenze tra bambino e bambino, che una volta facilmente si attribuivano all’influenza della famiglia, ora tendono a diminuire, riflesso della società globalizzata e dei suoi mezzi di comunicazione. I genitori, nel bene e nel male, meno possono. E meno credono di potere. Infine, come ben sanno i pediatri e qualunque altro operatore abbia a che fare con i bambini e le loro famiglie, i genitori di oggi - la gran parte di loro - non hanno molti punti di riferimento. Molti li cercano, ma sono confusi, insicuri quando va bene. Quando cioè non sono stati risucchiati dal vortice conformistico e condotti a ridurre bisogni e possibilità dei figli al consumo dell’oggetto, a coltivare le loro performance specifiche, a difenderli anche di fronte all’indifendibile violazione delle libertà altrui, a essere preda dell’ossessione del contatto continuo. Che vi sia una richiesta, un bisogno, forse non sempre espliciti, di guida, di modelli, non vi sono dubbi.
Non si tratta dunque di discutere di colpevolezza o innocenza. L’interrogativo è un altro: lasciare i genitori perdersi nel frullatore globalizzante, o cercare di supportarli nel loro ruolo? Certo, con le “grandi” politiche, sociali, economiche, educative. Ma anche nel “piccolo”, che più è a nostra portata, con informazioni, con rassicurazioni, con esempi, e con un sostegno a più mani quando serve. Il sostegno serve se è competente, se ha una certa continuità (almeno un anno, il primo), se comincia presto (da prima della nascita). Non può servire quando è episodico, o quando non lascia spazio all’interazione, all’ascolto.
La storia di “Nati per Leggere” può essere illuminante sul cosa si può fare, e come, e quando. Se la voce autorevole, perché percepita come tale, del pediatra, trova il modo e i tempi giusti per spiegare che il bambino, ancora piccolissimo, capisce, “riceve”, immagazzina, apprezza la parola, soprattutto se unita all’ab- braccio, al contatto, alla voce conosciuta; se la stessa voce fa vedere al genitore come il bambino è già interessato al primo libro, quello delle facce (e ad alcune in particolare: quella del piccolo che piange cattura moltissimo), lo manipola, lo mette in bocca, lo fa suo. Se quel genitore ha avuto, e se gli è stato dato, il tempo per vedere e ascoltare, se la sua mente non era distolta da mille altre preoccupazioni, allora quel genitore può sperimentare da solo la magia di scoprire che può fare qualcosa di nuovo, di non immaginato, e di verificare come sia utile e immediatamente buono per il proprio bambino. E per sé.
È un esempio di cose semplici che si possono fare, a partire da subito. Piccole cose a cui ne possono seguire altre, nel gioco, nell’ascolto condiviso, nell’incontro con altri, che possono far scoprire un modo di essere genitori, soddisfacente, costruttivo di un ruolo, di una identità, e contrastante l’omologazione. Perché si può parlare la propria lingua, raccontare le proprie storie, far vedere il proprio viso, usare cose semplici e di poco costo,
rincorrere il cambiamento continuo, ma godere (il bambino lo fa) della ripetizione. Questo può contribuire a creare i presupposti per rendere possibile la missione ultima di un genitore: quella, come propone Recalcati, di trasmettere il desiderio, far sentire la propria fiducia nelle visioni, nei progetti e nella forza dei propri figli. Cose difficili da trasmettere, se non si seminano e si coltivano dentro di sé.
Sono, queste, piccole cose importanti che possiamo proporre co- me individui, e contribuire a rendere possibili come gruppi di professionisti e di cittadini. Nei primi anni, i più importanti. Poi, certo, potranno venire le scuole per genitori (non inutili, ma capaci di seminare solo dove la terra è già buona), il lavoro degli educatori, e infine l’influenza dei pari e dei media. A quel punto si complicherà, molto, il lavoro del genitore, e noi pediatri potremo poco o nulla. Ma se avremo contribuito a far immaginare, e fare, le cose in modo diverso, qualcuno se ne ricorderà, sia i piccoli una volta grandi, sia i grandi una volta diventati più deboli. Che supportare i genitori nel loro ruolo (che Freud definì im- possibile) sia difficile, lo sappiamo. Che sia più importante di quanto lo sia mai stato è una tesi che si può sostenere con buo- ni argomenti.



giovedì 26 giugno 2014

CONSIGLI E FARMACI PER LE VACANZE

CONSIGLI E FARMACI PER LE VACANZE:
E' sempre utile, quando si va in vacanza, portare qualche medicina con sè per attuare un primo "piccolo intervento" in caso di problemi del piccolo, (ma non solo del piccolo in quanto purtroppo in vacanza si possono ammalare anche i genitori). Ci sono bambini che si ammalano poco o niente e aspettano proprio le meritate ed agognate vacanze per accusare qualche malessere.
Non possiamo in queste poche righe fare un elenco esauriente che possa andare bene per tutti i bambini di tutte le età e per tutto quello che potrebbero prendersi, possiamo però darvi alcune indicazioni utili di massima. Poi meglio rivolgersi al proprio pediatra .
Innanzitutto teniamo conto che ogni bambino è diverso dagli altri. C'è chi, ad esempio,  sopporta molto bene la febbre e chi no. C'è il bambino che guarisce spontaneamente in pochi giorni e quello, un pochino più debole o più sfortunato, in cui anche un banale raffreddore dura più a lungo oppure si conclude con una bronchite o un male alle orecchie.
Quindi la terapia, in qualsiasi età, va personalizzata su "quel bambino" in "quel momento".
Inoltre chi conosce di più il bambino sono i suoi genitori (e il pediatra curante) e in particolare la mamma che con uno solo sguardo, dopo le prime malattie di "allenamento" soprattutto dopo l'inserimento all'asilo nido o alla scuola materna, è, in genere, in grado di valutare le condizioni del bambino e sa cosa fare, magari con l'aiuto, anche a distanza, del proprio pediatra che consigliamo di contattare, prima della partenza, per un consiglio "personalizzato" sulle medicine da portare con sè.
Quanto sopra riportato è ancora più evidente ed importante nei bambini affetti da alcune patologie come asma o otiti ricorrenti in cui è assolutamente indispensabile l'intervento precoce dei genitori, o del bambino stesso quando è più grandicello, nelle prime fasi della malattia e che solo il bambino stesso o i suoi genitori sono in grado di cogliere. Tale intervento è possibile grazie ad una azione di educazione della famiglia, e del bambino, da parte del proprio pediatra che va possibilmente sempre contattato.
Altro parametro importante è l'età del bambino. Infatti sotto i sei mesi di età è sempre meglio contattare, prima di somministrare un farmaco, il pediatra. Tale consiglio  è, comunque, valido per tutte le età. Non somministrate farmaci se non quelli che vi ha consigliato il vostro   medico curante e contattatelo se avete la tentazione di dargli dei farmaci consigliati da amici, conoscenti, parenti ecc.
Prendiamo ora in considerazione i sintomi o i segni che più facilmente può presentare un bambino e  quello che un genitore può fare, in linea di massima, per bambino dai 6 mesi di età in poi.
Ricordiamo comunque, anche a costo di essere noiosi, che nel dubbio è sempre opportuno telefonare al pediatra , anche se siete in vacanza, in quanto conosce il bambino.                
Quanto scriviamo comunque può essere fatto in attesa del colloquio con il medico:
Febbre:
Qualsiasi sia la causa dell'aumento di temperatura    se riscontrate febbre superiore a 38°C effettivi  (ascellari o 38,5 rettali)  E SOPRATTUTTO SE IL BAMBINO APPARE MOGIO somministrate un antipiretico per bocca o per via rettale  (meglio per bocca)
Nelle prime 24-48 ore se non sono presenti altri sintomi potete limitarvi ad una terapia sul sintomo febbre. Coprite poco il bambino e offrite da bere più spesso del solito e non forzate il b. a mangiare; se la temperatura è inf a 38°, il b. appare in buone condizioni potete permettere brevi uscite cercando di evitare sudate o, improbabili, "colpi" di freddo.
Evitate, in preda alla preoccupazione, di mettervi in viaggio per tornare a casa nelle ore calde della giornata, meglio attendere qualche ora quando la febbre è calata o
inizia a scendere. A volte un bambino presenta una puntata febbrile e il giorno successivo non presenta più nulla.

FARMACI: per la febbre utilizzate il paracetamolo per bocca (gocce, sciroppo, compresse solubili) o per via rettale o, in alternativa il Ibuprofene. Se il bambino non vomita è sempre preferibile somministrare i farmaci per bocca. Non utlizzate altri farmaci antinfiammatori.
NON somministrate antibiotici in quanto inutili nelle infezioni causate da virus (raffreddore, tracheite, gastroenterite) e, anche nelle infezioni causate da batteri, spesso l'organismo reagisce senza necessità di antibiotico (la maggior parte delle otiti).
MALE alle orecchie:
Il bambino può avere male alle orecchie per otite o per "catarro" tubarico secondario ad accumulo di secrezioni nelle alte vie respiratorie. Anche in questo caso nelle prime 24-48 ore somministrate il paracetamolo (o ibuprofene) che ha una buona azione antidolorifica. Le gocce auricolari a base di anestetici antiinfiammatori e antibiotici hanno uno scarso effetto sul dolore. Utili sono i lavaggi nasali. Ricordate che non esiste rapporto tra entità del dolore e gravità della malattia. A volte un bambino piange durante la notte in modo inconsolabile e. dopo 1-2 somministrazioni di paracetamolo, sembra non aver avuto più nulla. Anche in questo caso, nei bambini di età superiore ai 6 mesi, non somministrate antibiotico, se non su indicazione del pediatra, nelle prime 24-72 ore.
VOMITO: anche qui nessun farmaco. Non date nulla da bere al bambino per almeno un'ora  dall'ultimo episodio di vomito anche se piange e si dispera dalla sete, limitatevi a bagnargli le labbra.  Dopo 1 ora iniziate a dare 1 cucchiaino scarso dibevande meglio fredde e gassate, sopra all'età di 2 anni anche qualche cucchiaino di Coca Cola senza caffeina, inizialmente ogni 5 minuti, poi più frequentemente.
DIARREA: Mangiare poco, bere tanto acqua con soluzioni di sali minerali (ne esistono vari tipi in farmacia).
In genere il territorio italiano è ben dotato di farmacie per cui eviterei di farne una vostra viaggiante. Ma se andaste in località ove esistono pochi servizi ecco in sintesi alcuni farmaci da portare. Ma consiglio di  chiedere consiglio al vostro pediatra: antipiretici, soluzioni saline (per la diarrea), pomata cortisonica/antibiotica per punture di insetto, eventuale antibiotico su indicazione del curante con funzione anche di scaramanzia

mercoledì 25 giugno 2014

DATE DI MANOVRE ANTISOFFOCAMENTO A GENOVA - FILMATO DA VEDERE

MANOVRE ANTISOFFOCAMENTO:
Cari genitori tre date per incontrarci e sentire, vedere e fare su manichino le manovre salvavita (antisoffocamento da corpo estraneo + accenno a defibrillatore + Vostre domande) GRATUITAMENTE
27 giugno ore 14 all'Ordine dei Medici - Alberto Ferrando
30 giugno 0re 16,30 all'Ordine dei Medici  Alberto Ferrando e Antonella Lavagetto (Piazza della Vittoria 12/4) durata 1 ora, 1 ora smezzo (o più). Verrà consegnato un Attestato di Partecipazione
TELEFONATE PER PRENOTARE 0103776394 O MAIL A studio@iltuopediatra.eu
2 Luglio ore 16 a Cogoleto (non ho ancora la sede)
Il 9 luglio Corso per Operatori (5 ore alla sera) con Rianimazione cardiopolmonare, disostruzione, defibrillatore
Un caro saluto
Alberto Ferrando




GLI INCIDENTI STRADALI DIPENDONO DA NOI. LETTERA DI UNA MAMMA

Cari Genitori
In altri post ho parlato di incidenti. Inviato filmati, fornito dati. Purtroppo si continuano a vedere
- Bambini non fissati al seggiolino e/o con le cinture di sicurezza
- Adulti che guidano come delle scimmie (non vorrei offendere le scimmie)
- Adolescenti e adulti che bevono alcol
- Tutti che telefonano
E poi succede...quello che succede. Il recente tragico caso del bambino di 3 anni investito e ucciso a Ravenna ma ogni giorno 2 pedoni muoiono sulle strisce. Davanti alle scuole alcuni genitori arrivano con SUV come invasati. Per andare dove?
Che esempio diamo alla guida.
Vi segnalo questo vecchio post: BASTA AUTO DAVANTI ALLA SCUOLA
Vi scrivo questo dopo la  mail di una mamma CHE MI HA ANCHE INVIATO UN FILMATO. Vi lascio alla visione. Sotto ne trovate altri. LEGGETE VI PREGO VOI CHE VI PREOCCUPATE SE NON MANGIA O SE HA 37, 2 DI FEBBRE O HA LA TOSSE
"Buongiorno, in seguito all suo post, mando questo video che magari può condividere. Purtroppo in Italia la situazione di sicurezza stradale (velocità, uso di cellulare, legare in modo coretto i bimbi in auto ecc) è gravissima. Non c'è educazione riguardo, non c'è pubblicità in tv , le autorità chiudono gli occhi e non fanno niente...almeno quello che vedo io ed è' per questo che io devo lottare tutti i giorni per assicurare la sicurezza dei miei figli in questo paese, Italia, un paese meraviglioso ma allo stesso tempo, un paese senza conoscenza di certe cose così importante e fondamentale. Le mamme che chiamano il pediatra per un raffreddore o la febbre a 38 da un ora, invece gli stessi portoni i bimbi in auto magari senza cinture o con ma senza rialzo appropriato... Mi scuso per lo sfogo. Magari può mettere sul suo timeline questo video. Esistono tantissimi, questo sinceramente non è dei migliore ma trasmette il messaggio...
CONSEGUENZE DELLA VELOCITA'

CONSEGUENZE DI NON METTERE LA CINTURA



Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...