sabato 5 luglio 2025

😴 SONNO DEL BAMBINO: A CHI AFFIDARSI?

😴 SONNO DEL BAMBINO: A CHI AFFIDARSI? Dubbi notturni, risposte luminose (e con un pizzico di buon senso) Il sonno dei bambini: argomento sensibile, quotidiano, a tratti esasperante. Ci siamo passati tutti — genitori svegli alle 3 di notte con un pupo insonne e mille domande: “È normale? Passerà? E se fosse colpa nostra?” 🩺 Prima regola: non siete soli. Il pediatra resta il primo riferimento: conosce la storia del vostro bambino, il suo sviluppo, la sua salute complessiva. E soprattutto, può distinguere tra un disturbo transitorio e un problema da approfondire. È un punto di partenza solido, affidabile e (cosa da non sottovalutare) professionale. 🌙 E i consulenti del sonno? Negli ultimi anni sono emerse figure specializzate nel sonno infantile: educatori, psicologi, operatori formati in ambito perinatale. Il loro compito è aiutare a costruire routine, ambienti sereni e strategie personalizzate. Alcuni lo fanno con grande competenza e sensibilità. Ma… ⚠️ Un paio di cose da sapere: • Non si tratta di una professione regolamentata in Italia. • Non esiste un albo ufficiale né un titolo riconosciuto a livello statale. • Ci sono però corsi seri (e meno seri), approcci rispettosi (e altri un po’ datati). 📌 Come orientarsi allora? Semplice: informatevi. Chiedete sempre qual è il percorso formativo del consulente, quale approccio propone, se rispetta i ritmi del bambino e i vostri valori familiari. Diffidate di chi vi promette “notti perfette in tre giorni” o vi propone metodi rigidi, magari basati sul pianto prolungato. 🤝 Il pediatra può essere un alleato anche in questa scelta. Molti di noi hanno una formazione specifica sul sonno e possono aiutarvi a scegliere con maggiore consapevolezza. In alcuni casi può essere utile una valutazione clinica più approfondita: per esempio, presso il Centro per i Disturbi del Sonno dell’Istituto Gaslini di Genova si adottano strategie basate sull’evidenza scientifica, con un approccio multidisciplinare. 💬 Un consiglio spassionato? Qualunque strada decidiate di percorrere, tenete informato il pediatra. Un confronto aperto tra genitori, consulenti e professionisti della salute aiuta a evitare fraintendimenti e a garantire un percorso più sereno per tutta la famiglia. 📚 E se cercate una guida da tenere sul comodino (accanto al biberon e al peluche), date un’occhiata a qualche buon libro. Tra i tanti disponibili, segnalo anche il mio: 🍼 “Il libro della nanna” di Alberto Ferrando Una lettura semplice, chiara e aggiornata per affrontare con più fiducia le notti in compagnia dei nostri piccoli insonni.

venerdì 4 luglio 2025

La Congestione da bagno, dopo mangiato, non esiste

 

⛱️ Il mito della congestione: un’eredità culturale, non una prescrizione medica

Per decenni, generazioni di bambini sono rimaste sdraiate sotto l’ombrellone con la pancia piena e il costume asciutto. Il motivo? Il timore della “congestione”, intesa come un blocco digestivo potenzialmente fatale causato dal bagno dopo i pasti.

Oggi sappiamo che non esiste alcuna evidenza scientifica a supporto di questa credenza, che continua però a circolare tra genitori, nonni e — talvolta — operatori sanitari.


🧠 Cosa dice la fisiologia

  • Durante la digestione, aumenta l’afflusso di sangue allo stomaco.

  • Il nuoto (a bassa intensità) richiede un modesto apporto ematico ai muscoli.

  • Il sistema circolatorio gestisce perfettamente entrambi i processi in parallelo, salvo condizioni cliniche particolari.

Il termine “congestione” in medicina indica un’eccessiva vascolarizzazione di un tessuto, non uno shock digestivo da immersione.


🧪 Evidenze e posizioni ufficiali

  • ILSF (International Life Saving Federation): non esistono prove che mangiare prima del bagno aumenti il rischio di annegamento. Anzi, piccoli pasti possono prevenire ipoglicemia.

  • OMS e AAP: nessuna raccomandazione sul bagno post-prandiale tra i fattori di rischio.

  • Studi fisiologici confermano che l’immersione in acqua termoneutra (28–35 °C) non interferisce con lo svuotamento gastrico (Davis et al., J Physiol 1983).

  • Il fenomeno dell’idrocuzione da freddo è raro, e non dipende dal pasto, ma da immersioni in acque molto fredde (<15 °C).


🧭 Buone pratiche da raccomandare ai genitori

✔ Sorveglianza costante in acqua

✔ Attività motoria proporzionata al pasto

✔ Attenzione a temperatura dell’acqua e condizioni fisiche del bambino

✔ Evitare esposizione prolungata al sole senza idratazione Le misure protettive (vestiti anche raggi ultra violetti e protezione solare della cute edegli occhi)  

🔴 Evitiamo raccomandazioni generiche come “aspettare tre ore”: non hanno base scientifica e rischiano di spostare l’attenzione dai reali fattori di rischio.


🧩 Conclusione

Il divieto del bagno dopo mangiato è un reperto folcloristico, non una misura di prevenzione efficace.

Come pediatri, possiamo aiutare le famiglie a superare paure infondate e a concentrarsi sulla sicurezza reale: quella che si gioca in acqua, non sull’asciugamano.


📚 Bibliografia selezionata

  1. International Life Saving Federation. Medical Position Statement – Eating Before Swimming, 2014.

  2. Davis JA et al. Gastric emptying and body temperature during exercise. J Physiol. 1983;339:35–42.

  3. Tipton MJ et al. Immersion in cold water: physiological responses and safety. Sports Med. 2017;47(Suppl 1):1–14.

  4. JSSM. Nutritional practices and digestive issues in competitive swimming. 2020;19(3):456–464.


Buona giornata e chi al mare, lago fiume, O ha la possibilità di nuotare in piscinabuon bagno, anche dopo mangiato (Senza esagerare, soprattutto non dopo aver bevuto abbondantemente dell’alcol, cosa che i bambini ad ora non capita. AGli adolescenti, purtroppo si)

Alberto Ferrando

Tramite il mio blog è dal 2014 ) da quando l’ho fatto ) che informo il genitori per smontare il mito del bagno dove ha mangiato: 

giovedì 3 luglio 2025

Morto per gioco su Internet

  Il 27 giugno 2025, a Castleford (Regno Unito), un ragazzo di 12 anni è morto dopo aver partecipato alla blackout challenge, una sfida virale sui social che consiste nell’autoindursi l’asfissia fino alla perdita di coscienza. 

Le autorità non sospettano reati, ma l’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza online per i minori. La sfida, già nota da anni, ha causato numerosi decessi in tutto il mondo. 

I genitori della vittima e molte famiglie chiedono maggiore responsabilità da parte delle piattaforme social e invitano a un dialogo aperto con i figli. 

⚠️ Cos’è la Blackout Challenge

Conosciuta anche come choking game o sfida dello svenimento, questa pratica consiste nel:

• Limitare volontariamente l’ossigeno al cervello usando mani, corde o oggetti improvvisati

• Provocare uno svenimento temporaneo per una sensazione di euforia

• È estremamente pericolosa: può causare danni neurologici permanenti, coma o morte improvvisa. 

Questa sfida circola principalmente su TikTok e altre piattaforme, spesso sotto forma di video virali che attirano bambini e adolescenti.

IMPORTANTE: 🧠 Educare all’uso consapevole di Internet. 

un appello ai genitori. 


La tragedia di Sebastian, 12 anni, morto dopo aver partecipato alla pericolosa *blackout challenge*, ci ricorda quanto sia urgente parlare con i nostri figli di ciò che vedono online.

👨‍👩‍👧 Cosa possiamo fare come genitori?

- Parlare apertamente con i figli di ciò che guardano sui social

- Monitorare l’uso di smartphone e app con strumenti come Google Family Link o Apple Screen Time

- Educare fin da piccoli a distinguere contenuti sicuri da quelli pericolosi

- Favorire il dialogo continuo non solo quando accade qualcosa di grave


💬 I nostri figli hanno bisogno di sapere che ci siamo. 

Non basta vietare: serve ascoltare, comprendere e accompagnare.


📲 Condividi questo messaggio. Proteggere i nostri figli è una responsabilità che ci unisce.



mercoledì 2 luglio 2025

🥵 Genitori, fate attenzione: il colpo di calore può essere fatale

🥵 Genitori, fate attenzione: il colpo di calore può essere fatale

L’estate porta con sé giornate luminose e momenti all’aria aperta, ma anche un pericolo spesso sottovalutato: il colpo di calore nei bambini. I più piccoli sono particolarmente vulnerabili perché il loro corpo non riesce a regolare la temperatura come quello degli adulti. E quando il caldo è intenso, bastano pochi minuti per trovarsi in una situazione critica.

👧 Due tragedie che ci ricordano quanto sia importante prevenire

• A Versailles, una bambina americana di 10 anni è morta dopo essersi sentita male nel cortile della Reggia. Aveva manifestato disagio per il caldo poco prima di perdere conoscenza.

• A Taragona, in Spagna, un bambino è deceduto dopo essere stato dimenticato in auto sotto il sole cocente. Un errore tragico che purtroppo si ripete ogni estate.

Questi episodi ci ricordano che il colpo di calore può colpire in modo improvviso e silenzioso, anche in situazioni che sembrano innocue.

🛑 Cosa devono sapere i genitori

• Non lasciate mai i bambini in auto, nemmeno per pochi minuti.

• Evitate le uscite nelle ore più calde (11:00–16:00).

• Offrite acqua frequentemente, anche se non la chiedono.

• Vestiteli con abiti leggeri e traspiranti.

• Osservate i segnali: febbre alta, pelle arrossata, stanchezza, nausea, respiro affannoso.

🧊 In caso di emergenza

• Portate il bambino in un luogo fresco.

• Raffreddate il corpo con panni umidi.

• Somministrate acqua a piccoli sorsi.

• Chiamate subito il medico.

Approfondimenti sul colpo di calore nel mio libro primo soccorso, Ped. e  qui:

https://ferrandoalberto.blogspot.com/2022/05/caldo-sole-colpi-di-calore-come.html?m=1



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