Alberto Ferrando Pediatra di Genova. Blog dedicato alle famiglie, ai bambini, ai genitori ai nonni e tutti coloro che operano a contatto con i bambini.
sabato 23 agosto 2025
NON DATE LATTE CRUDO O PRODOTTI, NON STAGIONATI, A BASE DI LATTE CRUDO AI BAMBINI: UN ALTRO CASO GRAVE A BELLUNO
mercoledì 20 agosto 2025
Hikikomori: quando l’isolamento diventa una prigione
Hikikomori: quando l’isolamento diventa una prigione
L’hikikomori non è un “capriccio”, ma un ritiro sociale progressivo che, se non riconosciuto in tempo, può portare a un isolamento totale. In Italia si stimano circa 200.000 casi, con prevalenza maschile.
Marco Crepaldi, psicologo e presidente dell’Associazione Hikikomori Italia, descrive l’hikikomori come un fenomeno drammatico e in crescita che coinvolge decine di migliaia di adolescenti e le loro famiglie.
Le tre fasi dell’Hikikomori
Fase | Descrizione | Segnali da osservare | Rischi principali |
1. Pre-Hikikomori | Difficoltà crescenti a frequentare la scuola, rifiuto saltuario, progressivo abbandono di sport e amicizie. | 👉 Insofferenza scolastica, 👉 isolamento dagli amici, 👉abbandono di sport e hobby, 👉 ansia nelle interrogazioni, 👉 solitudine agli intervalli. | Burnout emotivo, calo motivazionale, rischio di abbandono scolastico. |
2. Abbandono scolastico | Il ragazzo smette di frequentare la scuola. Si ritira progressivamente da tutte le attività esterne. | Chiusura in casa, uso massiccio di internet e videogiochi, alterazione dei ritmi sonno-veglia. | Conflitti con i genitori, perdita di competenze sociali, rischio depressione. |
3. Ritiro totale | La porta della stanza si chiude: cessano i rapporti anche con i genitori, vissuti come fonte di ansia. | Isolamento completo, inversione giorno-notte, aggressività verbale o fisica, rifiuto di ogni confronto. | Crisi familiare, cronicizzazione, compromissione del futuro personale e sociale. |
👉 Nota cruciale: quando si arriva alla fase 3 il problema diventa molto complesso e gli spazi di intervento familiare si riducono drasticamente. Per questo è fondamentale prestare massima attenzione già ai primi segnali:
- rifiuto di andare a scuola,
- abbandono dello sport,
- ritiro progressivo dalle amicizie.
Perché la scuola è il luogo chiave
Il primo campanello d’allarme si manifesta spesso tra i banchi:
- insofferenza scolastica;
- assenza di relazioni tra pari;
- ansia da prestazione;
- ritiro dai momenti di socializzazione (intervallo, sport).
👩🏫 Insegnanti e compagni sono spesso i primi a notare il cambiamento. Per questo è fondamentale non sottovalutare il rifiuto scolastico o l’abbandono delle attività extrascolastiche: sono segnali da prendere subito sul serio.
Il ruolo dei genitori
- Non usare la paura come leva educativa: questi ragazzi di paura ne hanno già troppa.
- Sostenere e ascoltare: servono pazienza, gradualità e la capacità di alimentare speranza.
- Osservare i cambiamenti: se il figlio inizia a chiudersi in camera, a non voler più andare a scuola, a lasciare sport o attività che prima lo appassionavano, è il momento di chiedere aiuto.
- Fare un percorso personale: il problema è anche familiare. I genitori devono mettersi in discussione, partecipare a gruppi di auto-aiuto e cercare sostegno psicologico.
Conclusione
L’hikikomori non è una colpa né del ragazzo né dei genitori. È un disagio che riguarda la famiglia e la società.
Il miglior modo per contrastarlo è riconoscerlo presto: quando compaiono i primi segnali di isolamento, rifiuto scolastico o abbandono dello sport.
Intervenire in tempo, senza minimizzare e senza paura, può evitare l’ingresso in una spirale molto più difficile da affrontare.
Risorse utili
- Associazione Hikikomori Italia – Marco Crepaldi
https://www.hikikomoriitalia.it - Istituto Superiore di Sanità – Adolescenza e salute mentale
https://www.iss.it - Ministero dell’Istruzione – Linee guida BES e inclusione scolastica
https://www.miur.gov.it - Telefono Azzurro
https://www.azzurro.it
martedì 19 agosto 2025
"La guida in stato di ebbrezza: sanzioni e rischi"
"La guida in stato di ebbrezza: sanzioni e rischi"
Un allarme anche per i più giovani ma non solo per loro.
Come pediatra, sono profondamente preoccupato per il numero crescente di ragazzi e ragazze che arrivano al pronto soccorso in stato di coma etilico.
È un segnale allarmante che ci dice quanto l'alcol stia diventando una presenza pericolosa anche tra i più giovani.
Ma la mia preoccupazione cresce ancora di più quando penso a quanti incidenti stradali coinvolgono adolescenti e giovani adulti alla guida in stato di ebbrezza.
Effetti dell'alcol sulla guida
La guida in stato di ebbrezza rappresenta una delle principali cause di incidenti stradali, con conseguenze spesso tragiche. L’alcol, anche in piccole dosi, influisce negativamente sulle capacità cognitive e motorie:
- rallenta i riflessi
- altera la percezione delle distanze e dei pericoli
- riduce la concentrazione
Cosa dice la legge
Il Codice della Strada stabilisce limiti precisi per il tasso alcolemico, con sanzioni diverse in base alla gravità dell'infrazione.
Il tasso alcolemico viene misurato in grammi per litro (g/l) tramite etilometro.
Livello alcolemico (g/l) | Riferimento normativo | Sanzioni |
0.51 - 0.80 | art. 186, co. 2, lett. a | Multa da 543 € a 2.170 € |
0.81 - 1.50 | art. 186, co. 2, lett. b | Ammenda da 800 € a 3.200 € |
Oltre 1.50 | art. 186, co. 2, lett. c | Ammenda da 1.500 € a 6.000 € |
In tutti i casi: decurtazione di 10 punti dalla patente.
⚠️ In caso di incidente: pene aggravate
Se la guida in stato di ebbrezza provoca un incidente, le pene si aggravano in modo significativo, soprattutto in presenza di vittime.
🚗 Lesioni personali stradali (art. 590-bis c.p.):
- Lesioni gravi → Reclusione da 3 a 5 anni
- Lesioni gravissime → Reclusione da 4 a 7 anni
🕯️ Omicidio stradale (art. 589-bis c.p.):
- Con tasso alcolemico > 0,8 g/l o sotto l’effetto di droghe → Reclusione da 5 a 10 anni
- Con tasso alcolemico > 1,5 g/l → Reclusione da 8 a 12 anni
- Se muoiono più persone o c’è violazione grave (es. eccesso di velocità, sorpasso azzardato):
→ Reclusione fino a 18 anni - Conducente in fuga → Pena aumentata
- Revoca patente fino a 30 anni
Altri casi speciali
- Neopatentati e conducenti professionali: tolleranza zero (0.0 g/l)
- Rifiuto dell’alcoltest: sanzione equiparata al livello oltre 1.5 g/l
- Aggravanti: guida notturna (tra le 22:00 e le 7:00), manovre pericolose, uso di mezzi pesanti
Conclusione
La guida in stato di ebbrezza è un comportamento irresponsabile e pericoloso. Serve maggiore consapevolezza, soprattutto, ma non sol, tra i giovani. Le sanzioni sono severe perché lo è anche il rischio: ogni scelta sbagliata può costare una vita.
Consultate il sito Associazione familiari e vittime della strada: https://www.associazionevittimedellastrada.org
domenica 17 agosto 2025
La genitorialità responsiva: teoria, pratica e... ...! 😅
La genitorialità responsiva: teoria, pratica e... ......! 😅
Passiamo la vita, noi pediatri, a spiegare che la genitorialità è una danza armoniosa, un balletto di sguardi, un ascolto costante. 🎧
Ci battiamo per un’educazione basata sulla comunicazione, sull'empatia, sull'importanza di leggere ad alta voce per stimolare il cervello dei nostri piccoli.
📚 Spieghiamo come coltivare le loro emozioni, come sintonizzarci sui loro bisogni, come creare un nido sicuro e accogliente. 🐦
Però, ogni tanto, la realtà decide di fare un colpo di scena. E allora ci ritroviamo a leggere certi titoli di giornale che… beh, ci lasciano un po' così: 🤯
Tipo quando scopri che un papà ha dimenticato le figlie di 8 e 10 anni in un autogrill e se n’è accorta dopo 100 chilometri. 🚗💨 E la giustificazione? "Pensavo dormissero sui sedili posteriori". 😴
A noi che raccomandiamo di coltivare la "presenza mentale", questa è una lezione di "assenza mentale" di livello superiore. 🤦♂️
Per fortuna i figli conoscevano il numero di telefono📱 del padre…..
O quando leggi che una bambina di 8 anni, tornando dalla sua festa di compleanno 🎉 (alle 2 di notte!!!! 😫), si ritrova in ospedale perché la mamma alla guida dello scooter era... positiva all'alcol test. 🍹
In teoria, dovremmo insegnare l’importanza della sicurezza e della protezione. In pratica, forse dovremmo iniziare a distribuire caschi e alcol test insieme alle prime pappe. 🤷♀️
E allora, dopo ore passate a parlare di neuroscienze, di empatia e di attaccamento sicuro, ti ritrovi davanti a queste notizie e capisci che, forse, prima di tutto dovremmo ripartire dalle basi.
Tipo, non dimenticare i tuoi figli. Non guidare ubriaco. E magari, se pensi che stiano dormendo, controlla almeno una volta se sono con te. 😇
A me, a volte, cadono le braccia. Ma le rialzo subito per un motivo: continuare a parlare, a scrivere, a lottare. Perché non si sa mai, magari i nostri consigli arrivano anche a qualcuno che ne ha davvero bisogno. 💪
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