sabato 5 novembre 2011

troppo amore è veramente amore?

Ma è vero amore? L'iperprotettività no. Amare è saper educare, saper crescere e saper rispettare le caratteristiche dei figli e concedere autonomia, responsabilità (dopo aver educato ad essere responsabili) e libertà.

Buona serata

Alberto Ferrando


"Anastasia ritorna" Scheda del libro a cura di Margherita Farina

Titolo


Anastasia ritorna


Autore


Lois Lowry


Casa Editrice


Mondadori


pag 140


Trama


Anastasia è cresciuta (ora ha 12 anni) e così pure la sua famiglia: adesso c'è anche Sam, un maschietto irresistibilmente buffo, che parla come un libro stampato, e, siccome il vecchio appartamento è ormai troppo piccolo, i Krupnik decidono di traslocare in una graziosa villetta, scatenando le furibonde proteste della nostra eroina. Ma la vita del nuovo quartiere offre una serie di imprevedibili sorprese, e, oltre a scrivere il suo primo romanzo, Anastasia stringe amicizia con una vicina "strega", fa scombinati progetti matrimoniali e capisce fino in fondo cos'è l'amicizia...


Commento


Anastasia è diventata il mio personaggio preferito, perché è una bambina che non sempre riesce a capire le decisioni dei genitori, le capitano cose stranissime a causa del suo sbarazzino e fantasioso modo di fare, e mi sento molto simile a lei. Ho letto altri libri in cui è protagonista e sono rimasta molto colpita dal suo carattere tenace e dalla sua intelligenza: riesce a trovare sempre una soluzione per tirarsi fuori dai guai. Questo è il secondo volume della collana, e tratta in particolare il tema dei pregiudizi che a volte abbiamo sulle persone e sui luoghi che non conosciamo.


Margherita Farina


giovedì 3 novembre 2011

Riflettiamo: i bambini imparano da noi e non dalle parole


“Educare in tempi di crisi. La cri­si aiuta a educare?”

Cari Genitori
Vi segnalo questa iniziativa di sabato alle 17 alla Sala del Munizioniere del Ducale sulla educazione dei figli. Avremo anche altre occasioni di incontri anche tra noi. Varie scuole stanno invitando, dopo gli asili del  Comune di Genova, i pediatri a parlare nelle scuole. Vi fornirò date e dettagli. Per ora il 19 le Immacolatine di Piazza Paolo Da Novi (dott.Zera) e e il 23 e il 30 in Via Padre Semeria (io e altri pediatri) per parlare di educazione, gioco, incidenti ecc. E speriamo in futuro anche insieme a pedagogisti ecc.
Oggi parlerò con altri medici di abuso e maltrattamento a studenti di medicina (al gaslini dalle 17 alle 19, con me ci saranno il Prof. Iester e la dott.ssa Piccotti. Se qualcuno volesse partecipare mi telefoni)
Intanto il blog e facebook sono strumenti di comunicazione e di discussione tra noi e voi. Sw avete quesiti potete mandare una mail a direttivo@apel-pediatri.it e Vi risponderemo dopo aver discusso tra 10 pediatri. Se avete dubbi sui vaccini inviate a vaccini@apel-pediatri.it e risponderemo dopo aver discusso tra pediatri, infettivologi e igienisti. Una rete creata da noi per tutti, gratuita!!! (e questo a qualcuno forse da un pò di fastidio ma il nostro obiettivo, mio e dei pediatri della nostra associazione APEL , www.apel-pediatri.org è il dialogo con bambini e famiglie per il bene comune)
Allego programma e locandina di oggi.
Ieri ho avvisato di questa iniziativa e ho ricevuto 2 lamentele e richieste di non essere più informati. Una considerazione, al volo, da laico : l'educazione dei bambini e la salute degli stessi e delle famiglie riguarda tutti, non è di sinistra nè di destra (se ancora ha senso destra e sinistra, sentite la vecchia canzone di Giorgio Gaber: cliccate qui  Giorgio Gaber: destra sinistra) non è cattolica o religiosa o laica. Se siamo onesti e sinceri con noi e con i nostri figli dobbiamo guardare e individuare  i problemi veri della vita e discuterne perche ognuno possa trovare la soluzione adatta. Che non è la stessa per tutti. Per questo abbiamo bisogno di dialogo tra gente competente e di ogni estrazione e nel campo religioso esistono tante belle esperienze e tanti apporti utili oltre ad essere punti di unione ed aggregazione e di socializzazione. Ognuno con le sue idee ma è un vero peccato chiudersi su posizioni aprioristiche ideologiche o di altro tipo. Un Caro Saluto
Alberto Ferrando


martedì 1 novembre 2011

ALCOL E GIOVANI




Cari genitori, e ragazzi e ragazze



Riporto parte di una discussione di noi pediatri sul tema alcol e giovani su cui pensare e ragionare




Alberto ha dimostrato di avere l'occhio lungo anche in questo campo. Sono anni che ci dice che i Pediatri devono interessarsi di questo argomento



La notizia che riporto non è - purtroppo - nuova ma serve ad avvalorare il concetto che "dobbiamo fare di piu'" anche se l'età media dei bevitori è sopra l'età di assistenza pediatrica.

Fumo, alcol e droga possono essere soggetti ad attività di prevenzione e la prevenzione è il nostro (di pediatri) pane quotidiano

Cordiali saluti

Michele Fiore



Fonte Newsletter DIRE sanità

ALCOL. IL 75% DEI GIOVANI BEVE ABITUALMENTE

L'IDENTIKIT DEL BINGE DRINKER: TRA I 15 E I 24 ANNI, MASCHIO

(DIRE - Notiziario Sanita') Roma, 31 ott. - Negli ultimi 20 anni in Italia e' diminuito il consumo degli alcolici, il nostro si conferma un paese di bevitori moderati rispetto agli altri stati europei, ma suona il campanello d'allarme per gli eccessi diffusi tra i giovani. A destare preoccupazione e' soprattutto la moda del 'binge drinking', cioe' bere almeno 5 bicchieri di alcolici in un tempo breve e lontano dai pasti.L'identikit del binge drinker fra i giovani tra i 15 e i 24 anni e' maschio, vive nell'area nord -ovest dell'Italia e non nel capoluogo, nel 57% dei casi e' studente, nel 35% lavoratore, nel 7% disoccupato.
Sono i risultati dell'analisi fatta dal Censis su una serie di sei indagini realizzate dall' Osservatorio Permanente Giovani e Alcool/Doxa dal 1991 al 2010 su un campione di circa duemila persone. In questo lasso di tempo si e' mantenuta stabile (intorno al 75%) la platea dei giovani consumatori.Cresce la moda del bere fuori pasto, con il boom di aperitivi ed happy hours che fino a pochi anni fa costituivano un consumo marginale. Si affacciano sulla scena nuove categorie di bevitori a rischio in passato meno visibili: i giovani tra i quali sembrano essersi indeboliti i meccanismi di autocontrollo. In venti anni e' diminuito il consumo di vino, mentre la birra e' stabile. In entrambi i casiaumenta la platea dei consumatori moderati e calano i "consumatori eccessivi". Trend opposto per le bevande alcoliche 'fuori pasto'. Il consumo di aperitivi e di superalcolici segnano rispettivamente, un incremento del 10% e del 20%. Per gli aperitivi aumenta sia la platea dei consumatori sia quella dei consumatori che eccedono.

La moda del "fuori pasto" porta i giovani a consumare sempre piu' spesso gli aperitivi soprattutto nei fine settimana e sempre in compagnia. Per i superalcolici, la quota di bevitori regolari e' bassa ed al di sotto della media europea, ma dal 2000 al 2010 si registra un aumento della quota relativa a fenomeni di eccessi che coinvolgono entrambi i sessi. Per il binge drinking, l'83% del campione non l'ha mai fatto, ma il 13,5 % l'ha provato uno o due volte. Nel disagio collegato allo sballo del sabato sera, alcuni tra i fattori piu' importanti sono la mancanza di valori, l'isolamento sociale, la precarizzazione, la migrazione e la mobilita'. Le preoccupazioni per i danni causati dall'eccesso di alcol sono aumentate non solo per l'attenzione agli stili di vita sani ma anche per l'aumento dello 'sballo' del sabato sera, per gli incidenti stradali e sul lavoro.

(Wel/ Dire)




il guaio è che bevono birra perchè hanno sempre sentito dagli adulti " è più leggera"

senza pensare che :

L’ALCOOL è un VELENO
a tutte le età


1 birra da 330 ml 4% equivale a 13,2 ml di alool

1 bicch.di vino 125 ml al 14% " 17,5 ml di alcool

1 liquore 30 ml 43% " 12,9 ml di alcool







domenica 30 ottobre 2011

WEEK END E MEDICI. E BASTA!!! Fatti e soluzioni e non problemi

Carissimi genitori
Ieri mi hanno telefonato per una intervista per la mancanza dei medici nel ponte (VEDI SOTTO). Il giorno prima solito articolo che non si trovano i medici nelle feste. La situazione è vecchia e presentata con poca chiarezza se non strumentale e il miglio modo di difendersi, sapete bene, è quello di attaccare gli altri (in questo caso i medici).
Quando mi sono laureato nel lontano 1975 il medico sul territorio (e in ospedale) non aveva orari. Ricordo di colleghi trovati addormentati al volante sfiniti per la stanchezza in occasione di epidemie influenzali. Il medico, allora chiamato "sciu megu", aveva autorità, carisma ecc. ..pian piano , con il cambiamento della società e il boom di laureati, tra cui i medici, la figura del medico si è ridimensionata, si sono stabiliti criteri di valutazione impiegatizi e di orari tipo, in ospedale, il timbro del cartellino per valutare il lavoro. Questo per i buoni medici è stato quanto mai avvilente. Ricordo che venivo sgridato da un addetto al timbro dei cartellini perchè DOVEVO timbrare tra le 7,30 e le 8,30 e , anni dopo, venivo di nuovo ripreso perchè passavo troppo tempo in ospedale :-(((
Scusate la premessa ma la sanità in Italia è cambiata e si è passati, come medici, da un ruolo professionale a un ruolo di "SISTEMA" con regole, dettate dall'alto, precise per cui si doveva e si deve sottostare a orari, non si poteva fare più di tot ore di straordinario, spesso NON pagato, e si rischiava se si lavorava di più!!!!
Non era tutto oro, problemi, allora come ora ce ne erano. Ora assistiamo (leggete sotto) alla solita inutile manfrina dei ponti. E vi scrive uno che non riesce a entrare nella mentalità burocratica e impiegatizia che vorrebbero dare al medico (infatti anche di domenica sono qui a disturbarvi)!!! Siccome la sanità al giorno d'oggi è regolata da leggi, contratti, normative ecc. è singolare che chi dirige ogni tanto si svegli e dica stupito: i medici vanno in ferie?? Dopo aver fatto dei contratti che prevedono fgiorni di ferie e regole per il lavoro!!!!! I medici convenzionati hanno, come tutti i dipendenti e i convenzionati, un contratto che prevede obblighi e doveri ma anche pause e riposo per cui la "Guardia Medica" (continuità assistenziale termine corretto) è stata creata per sostituire il medico curante quando non poteva lavorare (per contratto: sigh e sic!).
Direte E GIUSTAMENTE: ma e i bambini ? e il rapporto di fiducia?? Sappiate che da almeno 10 anni (lo chiamo progetto Barolo perchè ormai ha anni di vita, è un progetto DOC e stagionato ma non attuato) abbiamo proposto ad ASL e a Regione soluzioni alla assistenza nei ponti e nei week end. Soluzioni che prevedono l'apertura di punti di visita nei vari distretti di genova (almeno partivamo di lì) ove anche sabato e domenica almeno una famiglia poteva trovare un pediatra, una infermiera (e un MMG). 10 anni fa ci eravamo visti al gaslini per valutare apertura di poli ambulatoriali, abbiamo scritto, detto, FATTO (in pediatrie di gruppo abbiamo fatto la prova), abbiamo presentato il progetto in sede uffiìciale come Commissione Pediatrica dell'Ordine dei Medici oltre 5 anni fa ma...lettera morta, abbiamo più recentemente riproposto attraverso una rete pediatrica costruita per fare proposte in Regione per il Piano Sanitario Regionale (PSR), rete pediatrica costituita da TUTTI i referenti regionali della pediatria sia dell'ospedale che dell'Università che del territorio. Il documento è stato anche consegnato a chi di dovere ma... ci ritroviamo nel week ende con la solita e inutile polemica e articoli sui quotidiani che servono a chi???? Neanche a chi deve vendere i quotidiani perchè è una notizia che non fa più notizia. Fa solo male spargere veleno e critiche. Voglio solo dirvi che, siccome sono "de coccio" rifaremo le proposte ma, come in una famiglia, ci deve essere la possibilità di un confronto e la voglia di affrontare, e risolvere, il problema. ANCHE COME ASPIRANTE GARANTE (che non sarò mai, a meno che chi dirige non decida di cambiare modo di gestire la nostra società pensando agli interessi della gente, perchè non ho tessere nè interessi e non sono uno yes man) DOBBIAMO DARE INFORMAZIONI CHIARE E NON CONFLITTI CHE FANNO MALE SOPRATTUTTO A CHI HA PIU' BISOGNO DI AIUTO!!
Dimenticavo la proposta è stata fatta anche per l'ulTima pandemia anche al tavolo regionale del coordinamento Emergenze (GORE: Gruppo operativo ristretto Emergenze) ma l'unica cosa ottenuta è stata una reperibilità telefonica (meglio che niente).
Concludo con una massima italiana: non si fanno le nozze con i fichi secchi e una genovese: non si può "sciussa" (soffiare) e "sciurbi" (succhiare). La sanità è un sistema ove in questi anni sono prevalsi gli aspetti manageriali, economici e di mercato su quelli umani e relazionali e chi fa fare corsi di gestione e di "management" (che a volte sono di "menaggiament" :-) ) e pianificazioni economiche dovrebbe proporre, organizzare e almeno dialogare con coloro che hanno poi la gestione della salute di tutti noi e ANCHE cone le rappresentanze dei cittadini. Rappresentanze con cui vogliamo collaborare perchè la gestione della salute ha un solo obiettivo: la salute di tutti i cittadini (e anche di chi opera in sanità) e il lavoro nostro deve essere fatto PER il cittadino, CON il cittadino soprattutto se bisognoso e dobbiamo sederci a un tavolo di discussione e di proposte: medici, direttori, politici e cittadini.
Basta articoli di veleni e incomprensioni.
Alberto Ferrando



Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...