sabato 18 aprile 2015

FAMIGLIE, SCUOLA, SANITA' INSIEME PER EDUCARE???? MISSIONE POSSIBILE?

FAMIGLIE, SCUOLA, SANITA' INSIEME PER EDUCARE???? MISSIONE POSSIBILE?
Cari Genitori, ragazzi e NONNI
La settimana prossima debbo parlare a un Convegno Nazionale Italiano di "Genitorialità positiva"...Stamane sull'Huffington Post è uscito un articolo su quanto poco i genitori inglesi dedichino ai loro figli. Allegato anche un decalogo che ripropongo qui sotto.
Da noi? Non penso che vada molto diversamente ma...smentitemi con vostre testimonianze.

Il 22 (mercoledì pomeriggio, al Nautico, parlo, insieme a Testino e a Viotti, dei rapporti famiglia, sanità e scuola. Locandina qui. 

Avete voglia e tempo di mandare suggerimenti, critiche, esperienze positive e/o negative?

UNO DEI TANTI DECALOGHI PER L'EDUCAZIONE

  • Evitare, già dai primi mesi di vita, di dare tutto ciò che il bambino vuole: potrebbe crescere convinto che tutto il mondo abbia l'obbligo di soddisfare i suoi desideri
  • Evitare di ridere quando i bambini imparano parolacce e volgarità. Questo atteggiamento li convince che sono divertenti e spiritosi e li invoglia a ripeterlo.Non mettere sempre in ordine tutto ciò che lasciano fuori posto e, più in generale, non fare sempre quello che dovrebbero fare loro. Potrebbero abituarsi a scaricare sempre sugli altri le loro responsabilità.
  • Non litigare o pronunciare insulti in loro presenza.
  • Non dare tutto il denaro che desiderano, senza chiedere di rendere conto di come lo hanno speso. Meglio spingerli a fare dei lavoretti per guadagnare anche piccole somme.
  • Non soddisfare ogni loro desiderio riguardante il mangiare, il bere, le comodità. Negare qualcosa forma il carattere e non causa particolari complessi.
  • Non soddisfare ogni loro desiderio riguardante il mangiare, il bere, le comodità. Negare qualcosa forma il carattere e non causa particolari complessi.
  • Evitare di prendere le loro parti con i vicini di casa e soprattutto contro gli insegnanti. Potrebbero convincersi di essere sempre delle vittime, persone talmente buone ed intelligenti, da essere incomprese ed ingiustamente maltrattate.
  • Fare una rigorosa autocritica quando i ragazzi combinano guai seri. Il lassismo educativo, da parte di tutta la società, ne rappresenta spesso una causa importante.
  • Ricordarsi che ciascuno raccoglie soprattutto ciò che ha seminato perciò è importante impegnarsi nell’attività educativa, un lavoro che richiede dedizione, pazienza e tempo.
  • Non ritenere mai consolatoria la constatazione che "tanto così fan tutti". Esiste sempre una parte importante di responsabilità personale. (da http://www.huffingtonpost.it/2015/04/15/famiglie-trascorrono-34-minuti-al-giorno-insieme_n_7068910.html?ncid=tweetlnkithpmg00000001)

venerdì 17 aprile 2015

NASCITA DI UN BEBE': LEGGERE PER PREVENIRE PRIMA CHE LA COPPIA SCOPPI.

NASCITA DI UN BEBE': LEGGERE PER PREVENIRE PRIMA CHE LA COPPIA SCOPPI.
Cari genitori
Sono a un Congresso a Tirrenia (PISA) ella Leache League e si parla di BEN-ESSERE di bambini e famiglie. Vi invio un noi vecchio articolo
Alberto Ferrando

DECALOGO DI SOPRAVVIVENZA
Arrivati a casa..e sempre

  • La mamma ha sempre ragione non la nonna, la vicina, il pediatra, l’infermiere, etc: vostro figlio e’ unico.
  • Mamma e papà debbono parlarsi e allearsi tra loro.
  • I nonni sono una grande risorsa. Soprattutto se esiste rispetto reciproco e regole chiare.
  • Amici, parenti, conoscenti e vicini: avvisate che nei primi periodi sarete voi a chiamarli.
  • Il neonato potrebbe voler mangiare ogni 2 ore nei primi periodi (anche oltre a 1 mese). Seguite i suoi ritmi e staccate il telefono. Suonerà regolarmente nel momento meno adatto.
  • Al neonato e ai lattanti non interessa essere baciati sulle manine e presi in braccio da estranei (o anche da conoscenti).  Più gente li tocca e maggiori sono le possibilità di ammalarsi. Non sono dei peluche da toccare e abbracciare.
  • Uscire tanto da casa, appena si può, appena si è in grado di farcela. Più si esce meglio starà il bebè e anche la mamma.
  • Farsi aiutare. Nei primi periodi la gestione della casa e della cucina e altro se è possibile darla “in appalto” a nonni, amici, marito, compagno.
  • Cercare di ritagliarsi degli spazi, anche brevi. All’inizio è difficile ma pian piano bisogna imporselo.
  • Dedicare tempo anche per la coppia: avere bisogno l’uno dell’altro fa bene del bambino. Le coccole sono un toccasana non solo per il bebè ma anche per mamma e papà.

RAPPORTI DI COPPIA:
 La nascita di un bambino modifica i rapporti della coppia. E’ un tema di cui si deve discutere perché la salute di un bambino dipende dalla salute della famiglia che, con la nascita del bebè, attraversa dei periodi bellissimi ma anche impegnativi e molto delicati.
Dopo la nascita dal bambino la donna potrebbe avere un po’ di tristezza, di malinconia, potrebbe piangere più facilmente, sentirsi  preoccupata per il cambiamento della vita e a volte con sentimenti contrastanti tra eccesso di amore e sentirsi inadeguata a dare qella protezione e affetto che il bebè richiede. A questo si aggiunge la carenza di sonno, in alcuni casi ambienti familiari impegnativi (troppo aiuto o nessun aiuto). 
E’ fondamentale che la mamma abbia alleati e non sia lasciata sola, psicologicamente o affettivamente. Può avere aiuto dai nonni, soprattutto, in genere, dalla madre, ma l’aiuto principale può, e deve, venire dal marito o compagno che può aiutarla ad affrontare tutta una serie di problemi legati alla nascita del figlio. 
Mamma e papà debbono conoscere queste cose prima della nascita del bambino e discuterne. 
Da tempo le cure al lattante non sono più un "privilegio", come nel passato, esclusivo delle madri, ma coinvolgono sempre più il papà in tanti compiti quotidiani come: cambiare pannolini, allattare con il biberon, cullare il bambino, ecc.
La nascita del bebè può creare problemi anche al papà che potrebbe avvertire un senso di abbandono, di non essere più il centro dell’interesse della compagna/moglie che non è più solo “sua” (ovviamente nessuno appartiene ad un altro), anzi non ha più tempo, se il bambino è impegnativo, nenache per se stessa e deve  dedicarsi a tempo pieno  esclusivamente al bambino. Non solo: è fisiologico che ci sia una riduzione (se non assenza all’inizio) di desiderio sessuale (a volte succede il contrario: il papà vede la donna come mamma e ha inibizioni sessuali)
Se queste cose si sanno, che è un periodo “normale” si evita di preoccuparsi, di sentirsi trascurati. Superati, insieme, i primi periodi la mamma riacquisterà il ruolo precedente di donna e tutto tornerà come prima.
I passi fondamentali sono sapere che cambiamento avverrà, coinvolgere il padre nella vita del bambino e cercare di dedicare sempre uno spazio della giornata al rapporto stretto con il marito, oltre che a se stessa. 
Facendo così il papà sarà pronto ad intervenire e aiutare in momenti di stress o affaticamento da parte della moglie/mamma.
Anche il papà ha un ruolo importante nella crescita, allevamento ed educazione e potrà, così facendo godere del contatto fisico e mentale e affettivo con il figlio, non solo nei momenti di relax ma anche nelle quotidianità giornaliere quali: bagnetto, cambio del pannolino, aiutare la mamma a dare da mangiare, accarezzarlo, cullarlo, giocare con lui, (e dopo il 6 mese leggere ad alta voce : vedi capitolo)
Il valore della coppia è, infatti,  fondamentale per l’educazione dei figli, non coinvolgere il papà o addirittura (capia!!)  estrometterlo lasciandolo solo nel ruolo di papà è un errore che rischia di distruggere la famiglia.

Testimonianza: lettera di un papà e risposta del pediatra (BOX)
CRISI DOPO LA NASCITA DEL BEBE': IL PAPA' COSA PUO' FARE?
 Egr. Dott. Ferrando, ho letto con interesse la lettera della sua assistita che ha problemi non dissimili da quelli che riscontro in mia moglie, ossia il sentirsi annullata dopo la nascita del piccolo, i continui consigli non richiesti, la paura di sbagliare, ecc.
Questo rafforza sempre piu' in me la convinzione che noi uomini non saremmo mai in grado di tanto sforzo.
A prescindere da cio', un aspetto che mi sembra un po' poco discusso e' l'aiuto che noi papa' possiamo dare alle nostre mogli.
Il problema e' che, molto spesso, tale aiuto non e' voluto, anzi e' proprio fastidioso.
Quante volte sento la frase: "Sono stravolta dalla stanchezza" seguita da un "lascia faccio io" quando si tenta di dare una mano con il/la figlio/a.
Dio non voglia, poi, che si proponga una serata alternativa a base di cena e cinema.
Sembra che lasciare i cuccioli ad "estranei" (tipicamente nonni) possa essere foriero di nuove stragi degli innocenti a cui il nostro piccolo non potrebbe mai scampare.
Le serate, pertanto, si concludono tristemente a degli orari da reparto geriatrico con noi due a dormire alle 21 in attesa della prossima poppata, ed un mondo all'esterno che continua.
Concludo: e' ben vero che la mamma ha sempre ragione, ma demandare un po' anche a papa'? Sicuramente non avra' sempre ragione, ma di certo neanche sempre torto.

Caro papà

Innanzitutto Le faccio i miei complimenti: lei e' un marito attento ha notato cose che molti uomini non vedono o non vogliono vedere o ignorano.  Ha saputo osservare il disagio che sta vivendo sua moglie e questo, mi creda, e' importantirssimo !!
Ci vuole  molta pazienza e anche saper aspettare e entrare piano piano nuovamente nella mente di sua moglie, non abbia fretta di uscire la sera a cena con la mogli, vada per gradi.  Le stia vicino. Provi con piccole cose a far sentire la sua presenza, il suo amore, il suo affetto, porti pazienza, faccia dei piccoli doni a sua moglie che potrebbe non gradirli un giorno, due ma vedra' che poi sapra' apprezzare. Partecipi, aiutandola con il bambino, facendosi insegnare da lei, lodi il suo lavoro.
Dicendo "LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE" (in alcuni articoli) intendo rafforzare l'"io" materno (fidarsi di se stessi, e delle proprie intuizioni, sentimenti e sensazioni) e spiegare alla mamma di ragionare con la Sua testa e di non stare a sentire tutto quello che altri, diversi e con altro carattere, altro ambiente familiare, altra famiglia cercano di suggerire. LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE  (eccezioni esistono ovunque) perché ogni bambino e ogni rapporto mamma bambino, mamma, bambino e papà e famiglia è diverso. 
Alla domanda su cosa può fare il papà rispondo TANTO. Tantissimo!!!!!. Il  bambino, VOSTRO FIGLIO; stara' bene e crescerà bene se i genitori come singole persone  e come coppia stanno bene. Vostro figlio ha bisogno di entrambi (e dei nonni su cui si apre un altro discorso e su cui potremo tornare).
Il papà è importante come appoggio, come aiuto, IL BAMBINO E' NATO DA UN ATTO DI AMORE TRA DUE PERSONE CHE SI SONO VOLUTE BENE (anche qui ci sono ovviamente eccezioni). E' stato desiderato come coronamento di una scelta di coppia. Nei primi colloqui con il pediatra CHE SAREBBE BENE AVERE PRIMA DELLA NASCITA DEL BEBE' di questo di deve parlare (o con L'ostetrica, l'infermiera pediatrica o altre figure professionali che fanno corsi prenascita).
Sia quando va tutto bene che quando insorgono dei problemi. In questo secondo caso è necessario parlare tra Voi e cercare di parlare con una figura di riferimento che può essere il pediatra, il medico curante o anche altre figure sanitarie quali ostetrica, infermiera, consultorio. Può succedere che la mamma in crisi non voglia aiuto, che il marito o la famiglia neghino o colpevolizzino. Come siamo bravi a cogliere i difetti e i problemi degli altri su cui siamo prodighi di consigli e soluzioni e quanto è difficile  rilevare i nostri e, soprattutto, prenderne atto e risolverli. Se va tutto bene? Avere cura di se stessi come singoli, come coppia. Esiste uno "svezzamento" psicologico che vuol dire ritagliarsi degli spazi per se stessi e come coppia perché un bambino sta bene se la mamma e la coppia stanno bene per cui, prima o poi si deve tornare a fare le cose che si facevano prima. La nascita di un figlio rappresenta talora una "prova da sforzo" per una coppia che si supera con comprensione, rispetto reciproco e talora con qualche aiuto CHE NON VUOL DIRE TEMPESTARE DI CONSIGLI


DECALOGO DI SOPRAVVIVENZA PER LA NEOMAMMA  E NEO PAPà, ANCHE MENO NEO (DA LEGGERE PRIMA , SE POSSIBILE, DELLA NASCITA)
Nasce una vita, nasce un bambino troviamo un modo di rendere la vita piacevole a tutti.
 La nascita di un bimbo senza il rispetto e la comprensione delle necessità ed esigenze altrui, può diventare, a lungo andare,   fonte di stress e di “prova da sforzo” della coppia. Comunque,  non si può generalizzare e ognuno deve trovare soluzioni confacenti nel proprio contesto familiare e non solo….I rapporti tra persone sono complessi e certi vincoli affettivi rappresentano un cordone ombelicale che dura tutta una vita.
Stesse regole servono anche per gli amici invadenti, per i saccenti, per i superesperti, per i cultori delle medicine orientali, alternative, magiche etc. etc.
Esistono altre persone che “a fin di bene” potrebbero danneggiare l’equilibrio psicofisico della coppia: alcuni tipi di vicini curiosi e pontificatori. Ovviamente non tutti sono così:per fortuna esistono persone eccezionali che sono disponibili, in caso di necessità, a dare aiuto e appoggio umano.
Purtroppo, è oramai consolidata la cultura che la mamma, in particolare al primo figlio, ha sempre delle colpe e mai dei meriti se il bambino non sta bene e, ad ogni constatazione di un qualche sintomo: “ha il raffreddore, piange ha le coliche” ! Viene  colpevolizzata con frasi del tipo: “perché sei uscita, o perché non lo fai uscire! Chissà cosa hai mangiato! Sicura che il tuo latte vada bene?.
Non bisogna scordare che alcune frasi dette in un momento delicato della vita  di una persona, dopo la gravidanza ed il parto,  sono estremamente dannose per una mamma.

mercoledì 15 aprile 2015

Mass training alla Biblioteca DE Amicis

Mass training alla Biblioteca DE Amicis
Oggi circa 80 persone (genitori, insegnanti, bambini e ragazzi) a fare lezione sulla manovra antisoffocamento con docenti: Francesco Langella, Alberto Ferrando, Michele Fiore, Alessia Morreale, Paola Santagata coadiuvati da Roberta Baldi.
Qui foto e a breve filmato













martedì 14 aprile 2015

Allattamento al seno e genitorialità: avete testimonianze?

Allattamento al seno e genitorialità: avete testimonianze?
Cari Genitori
Venerdì 13 a Pisa parlo al Congresso Nazionale della Lega dell'allattamento al seno a Pisa (vedi locandina). Venerdì successivo, a Verona, parlo al Congresso di pediatria Format, di genitorialità positiva. Temi che hanno molto in comune. Sull'allattamento al seno trovate vari articoli sul mio blog e sulla genitorialità...torneremo.
Intanto Vi chiedo se potete, testimonianze su allattamento al seno e sulla genitorialità, sia positive che...meno positive
Un Caro Saluto
Alberto Ferrando

























domenica 12 aprile 2015

AEROSOL: COME, QUANDO, QUALE??


AEROSOL: COME, QUANDO E QUALE???
REGOLE E CONSIGLI GENERALI:
Non usate apparecchi vecchi e rumorosi e lenti . Acquistate un buon apparecchio per aerosol
Per vari motivi (uso con tutti i tipi di farmaco, pulizia, durata e affidabilità) consigliato un aerosol classico (pneumatico). Meno un apparecchio ad ultrasuoni (spiegazioni qui sotto) NON ADATTI PER ALCUNI CORTISONICI IN SOSPENSIONE,
A seconda del motivo per cui si somministra il farmaco usare nebulizzatori o altri dispositivi (per le alte vie respiratorie il Rinowash per esempio).
CONSIGLI PER FARE BENE AEROSOL CON NEBULIZZATORE:
·      La durata dovrebbe essere intorno tra i 5 e i 10 minuti
·      La quantità di liquido da mettere nell’ampolla: 3 ml per nebulizzatore “meccanico” (pneumatico), 5 ml per aerosol ad ultrasuoni
·      Se il bambino dorme o piange l’aerosol è molto meno efficace
·      Dopo aver fatto aerosol lavare con acqua calda e lasciar asciugare all’aria

COME FARE AEROSOL SE IL BAMBINO COLLABORA
·      Far respirare con il naso per le infezioni delle alte vie respiratorie
·      Far respirare con la bocca per le infezioni delle basse vie respiratorie
·      Mettere il boccaglio tra i denti e chiudere bene le labbra, Se si usa la mascherina tenerla ben aderente al volto
·      Inspirare lentamente e a fondo
·      Trattenere il respiro per vari secondi (da 4 a 10)
·      Espirare lentamente
·      Dopo aver fatto aerosol risciacquare la bocca per togliere residui di farmaco

La terapia inalatoria è la modalità terapeutica più efficace e sicura per la cura delle patologie respiratorie, in quanto consente al farmaco impiegato di agire direttamente sull’organo bersaglio, evitando il ricorso alla somministrazione per via generale (per bocca)  e offrendo l’opportunità di ottenere lo stesso effetto terapeutico con un dosaggio minore di quello richiesto da una terapia orale o parenterale.
In base alla dimensione delle particelle i farmaci inalatori si depositeranno in diverse aree del tratto respiratorio.
Tanto minore è la grandezza delle particelle di aerosol, tanto maggiore è la loro capacità penetrativa nell’albero bronchiale. Le particelle di dimensioni <1 micron hanno più probabilità di raggiungere le vie aeree periferiche e gli alveoli o di essere espirate; le particelle di dimensioni 1-5 micron si depositeranno nelle vie aeree più alte.
Ne consegue che se vogliamo curare una infezione delle basse vie respiratorie     (broncodisplasia o pneumopatia cronica del prematuro, bronchite, bronchiolite, broncopolmonite, broncospasmo ricorrente in cor-so d’infezioni, soprattutto virali, e asma bronchiale)  è necessario un aerosol che produca particelle piccole.
Se invece usiamo l’ aerosol  per una infezione delle alte vie respiratorie (rinite, sinusite, laringite, tracheite) le particelle debbono essere più grosse.
Infine, vi sono diversi fattori legati alle modalità di respirazione del paziente che possono influenzare la deposizione delle particelle. Bassi flussi inspiratori e bassa frequenza respiratoria promuovono la deposizione di aerosol nelle vie aeree inferiori, mentre le frequenze più elevate aumentano la quantità di particelle che si depositano nell’orofaringe e nelle vie aeree superiori. Allo stesso modo, il volume di aria inspirata può influenzare la quantità e la profondità di deposizione delle particelle nelle vie aeree inferiori.
Infine, è importante considerare per quanto tempo si trattiene il respiro; trattenere il respiro da 4 a 10 secondi determina una deposizione ottimale delle particelle.


TIPI DI AEROSOL
·      Inalatori pressurizzati predosati (pMDI), (cosìdetti spruzzini) da usare con un DISTANZIATORE
·      Inalatori a polvere secca (DPI)  (non adatti nel bambino piccolo)
·      Nebulizzatori
Parlerò degli “spruzzini” e dei distanziatori in un prossimo articolo. Sono meccanismi validi ed efficaci e molto comodi e rapidi in varie situazioni  come, e anche di più, dei nebulizzatori.
Gli apparecchi per aerosol tradizionali sono rappresentati dai
·      Nebulizzatori pneumatici a flusso continuo (a membrana, i più economici, a pistone, a microprocessore)
·      Nebulizzatori pneumatici “open vent”, che consentono alle particelle di essere aerosolizzate molto più velocemente, a parità di compressore, e quindi di ridurre il tempo di erogazione e migliorare la compliance, che, specie nel bambino, determina in maniera critica l’efficacia della terapia.
·      Nebulizzatori ad ultrasuoni.
·      Nuove generazioni di nebulizzatori (smart nebulizer) dotati di una maggiore efficienza di somministrazione. Un’interessante innovazione nel campo dei nebulizzatori pneumatici è costituita dalle ampolle attivate con il respiro (breath activated) che generano l’aerosol solo durante l’inspirazione,
·      Nebulizzatori mesh: sono portatili, silenziosi e veloci;
·      Nebulizzatori “intelligenti”, si adattano al respiro del paziente senza spreco di farmaco durante l’espirazione,

ALCUNI NEBULIZZATORI PNEUMATICI:
- a microcompressore: Clenny
- a pistone Nebula
- mesh: Kiwi

RIFERIMENTI:



REGOLE E CONSIGLI GENERALI:
Non usate apparecchi vecchi e rumorosi e lenti . Acquistate un buon apparecchio per aerosol
Per vari motivi (uso con tutti i tipi di farmaco, pulizia, durata e affidabilità) consigliato un aerosol classico (pneumatico). Meno un apparecchio ad ultrasuoni (spiegazioni qui sotto)
A seconda del motivo per cui si somministra il farmaco usare nebulizzatori o altri dispositivi (per le alte vie respiratorie il Rinowash per esempio).
CONSIGLI PER FARE BENE AEROSOL CON NEBULIZZATORE:
·      La durata dovrebbe essere intorno tra i 5 e i 10 minuti
·      La quantità di liquido da mettere nell’ampolla: 3 ml per nebulizzatore “meccanico” (pneumatico), 5 ml per aerosol ad ultrasuoni
·      Se il bambino dorme o piange l’aerosol è molto meno efficace
·      Dopo aver fatto aerosol lavare con acqua calda e lasciar asciugare all’aria

COME FARE AEROSOL SE IL BAMBINO COLLABORA
·      Far respirare con il naso per le infezioni delle alte vie respiratorie
·      Far respirare con la bocca per le infezioni delle basse vie respiratorie
·      Mettere il boccaglio tra i denti e chiudere bene le labbra, Se si usa la mascherina tenerla ben aderente al volto
·      Inspirare lentamente e a fondo
·      Trattenere il respiro per vari secondi (da 4 a 10)
·      Espirare lentamente
·      Dopo aver fatto aerosol risciacquare la bocca per togliere residui di farmaco

La terapia inalatoria è la modalità terapeutica più efficace e sicura per la cura delle patologie respiratorie, in quanto consente al farmaco impiegato di agire direttamente sull’organo bersaglio, evitando il ricorso alla somministrazione per via generale (per bocca)  e offrendo l’opportunità di ottenere lo stesso effetto terapeutico con un dosaggio minore di quello richiesto da una terapia orale o parenterale.
In base alla dimensione delle particelle i farmaci inalatori si depositeranno in diverse aree del tratto respiratorio.
Tanto minore è la grandezza delle particelle di aerosol, tanto maggiore è la loro capacità penetrativa nell’albero bronchiale. Le particelle di dimensioni <1 micron hanno più probabilità di raggiungere le vie aeree periferiche e gli alveoli o di essere espirate; le particelle di dimensioni 1-5 micron si depositeranno nelle vie aeree più alte.
Ne consegue che se vogliamo curare una infezione delle basse vie respiratorie     (broncodisplasia o pneumopatia cronica del prematuro, bronchite, bronchiolite, broncopolmonite, broncospasmo ricorrente in cor-so d’infezioni, soprattutto virali, e asma bronchiale)  è necessario un aerosol che produca particelle piccole.
Se invece usiamo l’ aerosol  per una infezione delle alte vie respiratorie (rinite, sinusite, laringite, tracheite) le particelle debbono essere più grosse.
Infine, vi sono diversi fattori legati alle modalità di respirazione del paziente che possono influenzare la deposizione delle particelle. Bassi flussi inspiratori e bassa frequenza respiratoria promuovono la deposizione di aerosol nelle vie aeree inferiori, mentre le frequenze più elevate aumentano la quantità di particelle che si depositano nell’orofaringe e nelle vie aeree superiori. Allo stesso modo, il volume di aria inspirata può influenzare la quantità e la profondità di deposizione delle particelle nelle vie aeree inferiori.
Infine, è importante considerare per quanto tempo si trattiene il respiro; trattenere il respiro da 4 a 10 secondi determina una deposizione ottimale delle particelle.

TIPI DI AEROSOL
·      Inalatori pressurizzati predosati (pMDI), (cosìdetti spruzzini) da usare con un DISTANZIATORE
·      Inalatori a polvere secca (DPI)  (non adatti nel bambino piccolo)
·      Nebulizzatori
Parlerò degli “spruzzini” e dei distanziatori in un prossimo articolo. Sono meccanismi validi ed efficaci e molto comodi e rapidi in varie situazioni  come, e anche di più, dei nebulizzatori.
Gli apparecchi per aerosol tradizionali sono rappresentati dai
·      Nebulizzatori pneumatici a flusso continuo (a membrana, i più economici, a pistone, a microprocessore)
·      Nebulizzatori pneumatici “open vent”, che consentono alle particelle di essere aerosolizzate molto più velocemente, a parità di compressore, e quindi di ridurre il tempo di erogazione e migliorare la compliance, che, specie nel bambino, determina in maniera critica l’efficacia della terapia.
·      Nebulizzatori ad ultrasuoni.
·      Nuove generazioni di nebulizzatori (smart nebulizer) dotati di una maggiore efficienza di somministrazione. Un’interessante innovazione nel campo dei nebulizzatori pneumatici è costituita dalle ampolle attivate con il respiro (breath activated) che generano l’aerosol solo durante l’inspirazione,
·      Nebulizzatori mesh: sono portatili, silenziosi e veloci;
·      Nebulizzatori “intelligenti”, si adattano al respiro del paziente senza spreco di farmaco durante l’espirazione,

ALCUNI NEBULIZZATORI PNEUMATICI:
- a microcompressore: Clenny
- a pistone Nebula
- mesh: Kiwi, Beurer

RIFERIMENTI:




ARTICOLI DI OGGI: VACCINO ANTIMENINGITE E SOLUZIONE FISIOLOGICA FATTA A CASA

Cari Genitori
Oggi su "Il Secolo XIX" due brevi risposte a domande di genitori. Una sul vaccino antimeningococco e un'altra sulle soluzioni casalinghe per i lavaggi nasali. Le mie risposte sono state adattate alle esigenze del quotidiano (erano troppo lunghe). Trovate articoli più esaustivi qui:
Vaccini: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2015/03/vaccini-contro-la-meningite-e.html
Soluzioni fisiologiche casalinghe: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2015/03/come-risparmiare-per-la-soluzione.html





Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...