giovedì 31 agosto 2017

Autocertificazione per vaccinazioni

Cari Genitori
Entro il 10 settembre si deve portare agli asili Nido e agli Asili il certificato delle vaccinazioni. Stanno arrivando da parte della ASL certificati di "adempienza" alle vaccinazioni ma in alcuni bambini, pur vaccinati, arriva la notizia non sono in regola e che debbono essere vaccinati.
NON agitatevi. E' sufficiente una vostra autocertificazione come da modulo allegato e avete tempo fino al 10 marzo per presentare la documentazione.
Per i bambini che vanno a scuola avete tempo fino al 31 ottobre.
Dall'anno prossimo dovrebbe essere tutto più agevole (speriamo). Evito commenti e non risponderò a commenti ironici o di altro tipo in quanto io, i pediatri e il personale delle ASL si stanno dando da fare a ovviare a una mancanza di programmazione e pianificazione. Evito commenti  su dichiarazioni di ministri (non ci saranno rinvii perché la legge dice che è così e se non si rispetta la legge si va fuori dalla legge...ma chi l'ha fatta la legge??? dei marziani o coloro che opra si affannano o, meglio, fanno affannare tutti per rispettarla?).
In sintesi se avete ricevuto il certificato di "adempienza" basta portarlo all'asilo. Se arriva che non lo siete fate una autocertificazione e avete tempo di mettere tutto in regola entro il 10 marzo.
PS: Oggi varie telefonate per chiedere spiegazioni sul significato di adempienza
Approfondimenti qui: http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/08/29/news/vaccini_milano_lombardia_documenti-174111074/?ref=search




Puntura di ragno violino

Puntura di RAGNO VIOLINO
Cari genitori
Qui una foto di un braccio di un papà (con censura perché la lesione è impressionante).di Genova Centro a seguito della puntura di un ragno "violino". Altri casi segnalati in Liguria da pediatri. La casa è stata disinfestata. Cosa fare? Se dolore improvviso avvisate il vostro medico o andate subito al PS dopo avere disinfettato immediatamente. Approfondimenti sul mio libro e in altre parti del blog: https://www.amazon.it/Primo-SOCCORSO-pediatrico-Alberto-Ferrando/dp/8868954117/ref=zg_bs_5329313031_10?_encoding=UTF8&psc=1&refRID=3P6G10414A0MMJCE649Q
 

mercoledì 30 agosto 2017

Alimentazione e sport.....cosa deve mangiare? (poco, sano e bere tanto)

Alimentazione e sport.....cosa deve mangiare? (Poco, sano e bere tanto)
Caro dott.
Quale alimentazione deve fare mio figlio quando praticherà attività sportiva?
E’ indispensaboile che faccia sport o può fare solo attività fisica?
Una sana alimentazione e  l’attività fisica sono le basi per un buono stato di salute. Spesso i bambini fanno poca attività fisica  ma praticano uno o più  sport,  soprattutto nelle grandi città, per supplire alle scarse possibilità di fare movimento e attività motoria all’aperto.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel rapporto sulla attività fisica 2016- 2025, raccomanda che i bambini e gli adolescenti, da 5 a 17 anni, pratichino ogni giorno almeno 60 minuti di attività aerobica, da moderata a intensa, (mentre per gli adulti e gli anziani, indica almeno 150 minuti a settimana di attività fisica, di intensità moderata).
L’UISP (Unione Italiana Sport per tutti) segnala che “gli italiani sono tra i più sedentari in Europa, con il 60% che dichiara di non fare mai sport o attività fisica, contro una media europea del 42% e un primato, quello della Svezia, che si attesta al 9%”.

La prima e più importante regola per l’alimentazione dei bambini che fanno sport in palestre, campi di calcio o altri sport all’aperto, è evitare che al termine dell’allenamento o delle competizioni agonistiche, genitori o nonni, appena vedono il bambino “tirino fuori dai borsoni”  merendine, snack, sacchetti pieni di alimenti di origine non ben identificata, barrette di cioccolata, succhi di frutta, bibite zuccherate o gassate (tipico cibo pattumiera o junk food).
Le conseguenze di queste “cattive” abitudini si notano dopo qualche mese, soprattutto nei bambini iscritti a 2-3 sport, perché anziché rimanere “in forma”, iniziano a diventare “cicciotti”, con tutte le conseguenze del caso.
Inevitabile quindi il ricorso da parte della famiglia al pediatra e/o al nutrizionista e/o all’esperto d’intolleranze alimentari e/o all’endocrinologo per valutare possibili disfunzioni ormonali nel bambino che tende a ingrassare perché si sottovaluta il “potere” obesogeno di questi alimenti.
Ben venga che la famiglia si allerti subito per evitare che il bambino sovrappeso diventi un adolescente obeso ma, cerchiamo, ancora prima, di prevenire il sovrappeso attraverso un’alimentazione salutare e attività fisica regolare quotidiana (almeno 1 ora al giorno).
E se il bambino fa capricci e predilige solo “cibo spazzatura” a scapito di una alimentazione sana? Dovrà farsene una ragione.
Il bambino che fa sport deve mangiare di più?
Innanzitutto è bene precisare che per coloro che svolgono una normale attività fisica non è necessaria alcuna supplementazione alimentare, come non è indispensabile neanche in caso di attività sportiva effettuata 2 o 3 volte a settimana. 
Le raccomandazioni alimentari vanno adattate al movimento e la maggior parte di bambini sono in grado di autoregolarsi.
Quindi, per chi pratica un’attività sportiva a livello “dilettantistico” allenandosi regolarmente per 1-2 ore al giorno, 3-4 volte a settimana, è ampiamente sufficiente incrementare l’apporto energetico proporzionalmente all’intensità dell’allenamento e attenersi, per quanto riguarda la ripartizione degli apporti dei macronutrienti, a quanto indicato dai LARN (Livelli di Assunzione di riferimento di Nutrienti e di Energia)”. (SINU – Soc. Italiana di Nutrizione Umana) su indicazione del pediatra o dell’allenatore.
E’ comunque necessario porre più attenzione a quei bambini che praticano poca attività fisica e sono “golosi” e attratti da cibi ipercalorici (dolciumi, merendine, prodotti preconfezionati, bibite dolcificate). Il problema del cibo al giorno d’oggi, nei paesi industrializzati, non è il poco ma il “troppo”.
Nel caso in cui il bambino pratichi attività agonistica, sarà indispensabile assumere una quota di calorie da 200 calorie in su per volta, in base alla attività svolta.
Acqua
I bambini sono a maggior rischio di colpi di calore e disidratazione. E’ pertanto fondamentale offrire da bere sia prima sia durante e dopo l’attività fisica.
Salvo situazioni particolari (impegno prolungato caldo eccessivo) non sono necessarie integrazioni particolari con sali minerali ed è sufficiente l’acqua. Durante la giornata anche frutta fresca, evitando bevande zuccherate gassate o meno.

LUOGO COMUNE ERRATO: Non deve bere subito dopo l’attività fisica. Si deve bere sia prima, durante e dopo l’attività fisica. Soprattutto se il caldo è intenso, il clima è secco e gli sforzi sono intensi e prolungati. Da 100 a 250 cc di acqua ogni 15-20  minuti per non sovraccaricare lo stomaco. La quantità dipende molto da età, peso e tipo di sforzo e ci si affida alla richiesta del singolo bambino. Da “sorvegliare” i bambini che bevono poco e stimolarli a bere. Salvo casi particolari (sforzi eccessivi e prolungati, clima molto caldo) offrire da bere solo acqua e non integratori.

martedì 29 agosto 2017

CERTIFICATI PER VACCINI OBBLIGATORI: ANTIVARICELLA SOLO AI NATI DAL 2017

CERTIFICATI PER VACCINI OBBLIGATORI: ANTIVARICELLA SOLO AI NATI DAL 2017
Ripreciso quanto avevo già scritto in quanto viene segnalato che vengono richiesti certificati di vaccinazione non dovuti.
In particolare l'antivaricella obbligatorio solo per i nati dal 2017:
Sul sito del ministero della salute è presente la guida esplicativa, da cui riporto che, in base al Calendario Vaccinale Nazionale, solo per la coorte di nascita dal 2017 in poi è obbligatorio il vaccino per la Varicella.

Le classi di età
– Le dieci vaccinazioni devono essere tutte obbligatoriamente somministrate ai nati dal 2017.
- Ai nati dal 2001 al 2016 devono essere somministrate le vaccinazioni contenute nel Calendario vaccinale nazionale relativo a ciascun anno di nascita:
--I nati dal 2005 al 2011 devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’antipertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b.
--I nati dal 2012 al 2016 devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b previste dal Calendario vaccinale incluso nel Piano 2012-2014.
--I nati dal 2017 devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, e l’anti-varicella, previste nel nuovo Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019.
Alberto Ferrando




domenica 27 agosto 2017

Sindrome emolitico uremica e carne e latte crudi.

Sindrome emolitico uremica e carne e latte crudi.
(Ricordo che in settimana si ritroverà su Amazon il libro "Primo Soccorso Pediatrico" che era esaurito, disponibile "Come crescere mio figlio"che trovate nelle principali librerie)
Caro dott.
Ho letto che una bambina di 2 anni, sana e senza problemi, è morta in Puglia, per una malattia di cui vorrei qualche notizia: la sindrome emolitico-uremica. Cosa? E' frequente?

Cara mamma
La sindrome emolitico uremica è una malattia prevenibile  con e alcune precauzioni norme igieniche: evitare di mangiare carne cruda o poca cotta e latte crudo (non pastorizzato). Se volete utilizzarlo fatelo bollire. Lavaggio accurato delle mani dopo aver visitato una fattoria o aver accarezzato animali.
-       Grave: con mortalità altissima (circa il 5%) e è importante causa di insufficienza renale
-       Causata da alcuni ceppi di Escherichia coli e, più raramente, da altri germi produttori di “tossine”
-       Si contrare dalla assunzione di carne contaminata poco cotta o da latte “crudo” (non pastorizzato). Possibile il contagio da persona a persona. Possibile contagio per contatto diretto con gli animali o, indiretto, con acqua e vegetali contaminati da feci
-       Malattia “rara” (termine che non vuol dire niente perché per chi ha una malattia questa non è rara, raro non vuol dire inesistente).
-       Descritti dall’inizio di questo anno  5 casi. Ogni anno, in Italia 40-50 casi all’anno soprattutto sotto ai 4 anni
-       Periodo di incubazione da 1 a 5 giorni
-       Sintomi: i primi sintomi della malattia sono diarrea, a volte ematica, vomito e dolore addominale intenso, ai quali fanno seguito anemia emolitica (compare ittero e urine molto colorate), piastrinopenia e insufficienza renale (si manifesta con scarsa  o assente produzione di urine. Febbre assente o sotto ai 38°. In alcuni casi possono comparire disturbi neurologici (nel 20-30%):  sonnolenza, confusione, strabismo e anche convulsioni, coma.


Cellulare 3388687583
Prof. a contratto in Pediatria ambulatoriale


Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

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