mercoledì 14 febbraio 2018

Le nuove tecnologie e il futuro dei nostri figli: cosa dobbiamo sapere

Le nuove tecnologie e il futuro dei nostri figli: cosa dobbiamo sapere
 Ho già scritto sul tema un post che trovate al link in fondo all'articolo. 
Pensiamoci quando regaliamo uno strumento recniologic o aiuto nostri figli. Prendiamo c consapevolezza dei possibili rischi, variabili a seconda dell'età e nel momento in cui noi adulti regaliamo ai nostri figli uno strumento tecnologico che sia uno smartphone, un tablet o un PC dobbiamo anche necessariamente dar loro  istruzioni su come utilizzarli al meglio,  tenendo bene a mente le possibili  conseguenze  che possono avere sullo stato fisico,  psicologico e sull’apprendimento dei bambini e degli adolescenti, in particolare per quanto riguarda la loro capacità di concentrazione.  Infatti, uno studio recente realizzato dalla Microsoft ha rivelato che  a causa di applicazioni e siti internet studiati per catturare l’attenzione vi è stato un  peggioramento della soglia di attenzione che è scesa a otto secondi, peggio di un pesce rosso che è capace di concentrarsi per nove secondi.
Oggi i  giovanissimi socializzano quasi esclusivamente attraverso gli smartphone e questa forma di comunicazione incide sulla loro  salute non solo da un punto di vista fisica ma particolarmente mentale.
Un tempo i giovani  avevano la necessità di vedersi, stare insieme, parlare, abbracciarsi, guardarsi negli occhi,  emozionarsi. Ora la maggior parte di loro, sono concentrati  su uno schermo, e sono connessi  al mondo intero, spesso, nella più completa solitudine, senza limiti temporali. Ora un giovane può conoscere amici, fare esperienze,  stando chiuso nella sua stanza, al sicuro, senza mettersi in gioco, senza rischiare nulla. Chiudersi in camera o in casa diventa una scelta difensiva: piuttosto che sentirsi giudicati o criticati  ci si rifugia su Internet, uno spazio che permette di costruire altri mondi. Alcuni ragazzini iniziano già dalla preadolescenza a chiudersi in casa,spesso davanti al PC, rifiutando la scuola e le relazioni reali perché non si sentono all’altezza degli standard sociali, per mancanza di stimoli o per sfuggire al bullismo. (Vedere il “fenomeno” Hikikomori”).
Ma attenzione, giorno dopo giorno questo adolescente diventa adulto ed è “naturale” per lui o per lei non uscire più dalla stanza: lì è il suo mondo, lì vi sono le sue certezze e la sua tranquillità. La quotidianità diventa quindi una necessità alla quale non può sottrarsi e da lì il passo è breve verso una china che difficilmente un genitore può  fermare.
In particolare  ricordiamo che i  bambini, già dal primo anno, imparano da quanto vedono e sentono succedere intorno a loro.
I genitori devono partire da questo dato di fatto e ricordare che il modo migliore per educare i bambini a un uso appropriato delle tecnologie digitali  è di farne un uso appropriato loro stessi, soprattutto quando stanno con loro e condividere con loro altre attività o giochi.
Osserviamo quindi i nostri figli, i loro comportamenti devono farci riflettere. Aiutiamoli a crescere, a uscire dal bozzolo e spingiamoli verso la vita, bella o brutta che sia deve esser vissuta.

Vademecum sulle tecnologie digitali
I rischi principali di un uso inappropriato...
• Riduzione delle interazioni di qualità, verbali e non, tra genitori e bambini
• Aumento dei disturbi del sonno
• Interferenza con lo sviluppo del linguaggio
• Ostacolo all’attenzione, alla concentrazione, alla lettura profonda, e quindi all’apprendimento, alla riflessione e alla capacità critica
• Aumento dei disturbi di comportamento
• Aumento di isolamento e depressione
• Amplificazione di atteggiamenti di aggressione, discriminazione e bullismo
• Rischi per l’incolumità fisica e psicologica, l’identità e la privacy
• Dipendenza dalla tecnologia in sé e da aspetti specifici da questa veicolati (pornografia, gioco d’azzardo)
• Aumento del rischio cardiovascolare, osteoarticolare, metabolico a lungo termine
• Possibili effetti nocivi da onde elettromagnetiche

... e come evitarli
• Date il buon esempio limitando l'uso dei dispositivi digitali (e della TV!) quando siete assieme ai bambini (da prima della nascita,
e soprattutto nei primi anni); evitate in particolare di utilizzarli a tavola
• Non ci sono motivi validi per utilizzare le tecnologie digitali prima dei 2 anni (come suggeriscono i pediatri americani) o dei 3 anni (come pensiamo noi)
• Dopo i 3 anni, app e videogiochi vanno scelti con cura (esiste una classificazione europea, la PEGI, ed esistono siti ed esperti a cui chiedere consiglio)
• Aiutate i bambini fin da piccoli a riconoscere e dare un nome alle proprie emozioni
• I tempi massimi di utilizzo delle tecnologie digitali vanno definiti assieme ai vostri figli, ma non vi sono motivi per un utilizzo superiore all’ora, o alla durata di un film, fino agli 8-9 anni
• Sono raccomandate interruzioni ogni 30 minuti per consentire a occhi, cervello, muscoli e articolazioni di liberarsi
• Di notte, le tecnologie digitali vanno disattivate e tenute lontano dal letto.
Di giorno, vanno tenute nello zainetto o sul tavolo ma non in tasca. A scuola possono essere usate in classe solo se le attività scolastiche lo richiedono
• Discutete i pericoli che si possono incontrare navigando in rete e utilizzando i social network
• Aiutate i bambini a capire le conseguenze di ogni azione e le responsabilità che comportano
• Usate password e filtri di controllo parentale
Non mettete i bambini di fronte all’alternativa tra libri o monitor, tra quotidiani e loro sintesi online, tra carta stampata e altri media digitali

DA UPPA (Un Pediatra Per Amico) bambini e tecnologia
a cura di Giorgio Tamburlini e Valeria Balbinot, Centro per la Salute

del Bambino e Giacomo Toffol, pediatra

Incidenti, malattie, alimentazione e vaccini sabato a Castelletto

Incidenti, malattie, alimentazione e vaccini sabato a Castelletto
INCONTRO CON I GENITORI SABATO organizzata dalla Associazione "Il Girotondo" di Castelletto. Per prenotazioni e informazioni tel 0102473882, mail ilgirotondodicastelletto@alice.it
TEMI: Incidenti con dimostrazioni pratiche della manovra antisoffocamento, malattie più comuni, alimentazione e vaccini.
http://www.ilgirotondodicastelletto.it/attivita/


domenica 11 febbraio 2018

DOVE DEVE DORMIRE IL BEBE': LETTONE O ??

DOVE DEVE DORMIRE IL BEBE': LETTONE O??
PREMESSA:
Ogni bambino è diverso dall’altro come unica è la relazione che si instaura tra bambino, mamma e famiglia:
Ci sono bambini che, da subito, dormono di notte (all’inizio 2-3 ore, poi si svegliano per mangiare. Arrivare a 4-5 ore all’inizio è un lusso).  
Ci sono genitori che “stanno male” appena sentono il pianto del bambino e altri che tollerano pianti prolungati……ma se piange bisogna capire perché (sono più preoccupato per chi tollera pianti prolungati).
Parlate con il vostro pediatra curante e fate una scelta di coppia.
Io consiglio di far dormire il bambino vicino alla mamma, nel suo lettino o nelle culle da affiancare al lettone evitando di farlo dormire nel lettone….ma la scelta dipende da tanti fattori: caratteristiche del sonno del bambino, “cuore” di mamma e anche di papà. Delicati sono i primi mesi.
Dormire nel lettone è un fattore citato di rischio della morte in culla (molto meno di altri fattori) ma è assolutamente da evitarsi in caso di madri fumatrici, dedite alle droghe, sottoposte a farmaci che agiscono sul sistema nervoso, obese o con disturbi del sonno o quando si dorme insieme su divani, poltrone o letti ad acqua. Trovate vari pareri e consigli in questi articoli con interviste a pedagogisti…poi ognuno deve trovare la sua soluzione con l’aiuto del pediatra curante.
Alcuni consigli di base (che vanno adattati poi a ogni bebè):
-       Cercare di farlo addormentare con i suoi mezzi
-       Non accorrere al primo piantino (a volte fanno rumori nel sonno e poi si riaddormentano)
-       Se piange non vuol dire che abbia sempre fame, a volte basta un tocco, una carezza
-       Non estromettere il coniuge, in genere il padre, dal lettone
-       Come dice lo psicoterapoeuta Pellai: “Come regola generale  il lettone è il luogo del riposo di mamma e papà, non di mamma, papà e bambini. Per questi ultimi, il posto ideale dove fare la nanna è la culla o il lettino. Come ogni regola, però, anche questa può avere qualche eccezione. Soprattutto nei primi mesi di vita di un neonato: se i ritmi delle poppate sono ancora un po’ confusi e i risvegli molto frequenti, infatti, il lettone può diventare un “salvavita” per una mamma che allatta. L’idea è quella di alleviare la sua stanchezza, di tutelare il suo benessere e, di conseguenza, quello del bimbo".
-       Se leggerete quanto qui sotto (e le centinaia di libri sul tema) ricordatevi quanto diceva il famoso pediatra Franco Panizon: “ a questo punto, ciascuno è quanto meno autorizzato a “andare dove lo porta il cuore”: a chiedere a se stesso (e non ad una “scienza del comportamento” ancora, e speriamo a lungo, assai fragile) come comportarsi, senza pentimenti e senza timore di condanne”.






Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...