sabato 11 maggio 2013

INCIDENTI, ALCOL, CINTURA DI SICUREZZA


Filmati che dovremmo vedere e segnalare a tutti.  Dura solo tre minuti. Il secondo è musica e traduzione.
Da pensare a quando si va in auto e si deve mettere la cintura di sicurezza, guidare con prudenza ed evitare totalmente l'alcol e mettere le cinture di sicurezza (e i bambini sul seggiolino e ben legati: meglio che piangano per stare sul seggiolino che per altri motivi, e con il nostro pianto)

Buona giornata
Alberto Ferrando




venerdì 10 maggio 2013

DISINFORMAZIONE SUI VACCINI

Cari Genitori
Quanto sotto è pubblicato anche sul sito della Repubblica edizione Genova: http://medico-bambini-genova.blogautore.repubblica.it/2013/05/10/vaccini-e-bufale-attenti-a-quello-che-leggete-e-dove-lo-leggete/
Continuano a girare in blog e siti pseudoscientifici informazioni errate sui vaccini. In particolare sulla correlazione, dimostrata inesistente, tra vaccini e autismo. Se cercate qualcosa cercate in siti seri e ufficiali e allego la lettera pubblicata sul sito dei Genitori di bambini affetti da autismo (www.angsaonlus.org) chiarificatrice (spero in quanto inviata da referente scientifico della associazione della malattia che alcuni ritengono erroneamente causata dai vaccini).
In questo periodo a Genova abbiamo casi di morbillo. Non credete alle sirene che contuinunano a ripetere come un disco incantato cose dimostrate false
Alberto Ferrando

Lettera alla redazione di Metro, edizione di Roma,
circa l'articolo del Dr. Lombardozzi, su vaccini e lesioni
Spett. Redazione,
nell'ottava pagina di Metro edizione di Roma abbiamo letto un articolo del Dr. Lombardozzi, su vaccini e lesioni.
Vi si afferma che il Thimerosal sarebbe causa dell'autismo.
L'affermazione si poggia su "studi" di personaggi appartenenti alla medicina alternativa, come Kirby e Montinari, esattamente come Lombardozzi stesso, omeopata. I loro libri non hanno alcun valore scientifico e costituiscono pura pubblicità per i loro autori: inducono i genitori a spendere 300 euro al mese per seguire le "cure" alternative prescritte, prive di ogni efficacia che non sia quella del placebo.
Tutti gli studi epidemiologici condotti in molti Paesi, dalla Danimarca al Canada e alla Gran Bretagna, dimostrano che l'affermazione è falsa.
Infatti da diversi anni il Thimerosal non viene più utilizzato nei vaccini per i bambini. Se questo fosse stato causa dell'autismo, l'incidenza dell'autismo avrebbe dovuto diminuire o azzerarsi. Invece, purtroppo, i bambini nati negli anni '90 nei Paesi che avevano già adottato vaccini privi di Thimerosal hanno mostrato una percentuale di autismo sicuramente non inferiore a quella delle coorti dei bambini nati in precedenza, vaccinati con Thimerosal.
Questa prova sperimentale su milioni di casi ha dimostrato la falsità dell'affermazione, tanto che il mondo scientifico non ne discute più da anni, contrariamente a quanto scritto in alto al centro della pagina.
Tutte le cause intentate negli USA dai genitori di autistici contro i produttori di vaccini con Thimerosal hanno visto la sconfitta dei ricorrenti.
Per un'informazione seria sull'argomento si rimanda al sito www.angsaonlus.org a cura dell'Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici, la più grande e la più antica fra quelle specifiche per l'autismo, che proprio a Roma, nei giorni 15 e 16 giugno, terrà un congresso internazionale a Roma presso l'Università La Sapienza.
Carlo Hanaudirettore de Il Bollettino dell'ANGSA
docente di programmazione ed organizzazione dei servizi sociali e sanitari, Università di Modena e Reggio Emilia.

giovedì 9 maggio 2013

ANESTESIA DELLA SOCIETA: Istituzioni, asili e genitori OVVERO perché NON RICHIEDETE DI IMPARARE LA MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO?


ANESTESIA DELLA SOCIETA': Istituzioni, asili e genitori
OVVERO perché NON RICHIEDETE DI IMPARARE LA MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO?
Ricevo questa lettera da parte di una mamma che giro a Voi con la mia risposta

"Buongiorno dottore,io sono mamma di un bimbo al nido. So che nella sua scuola le insegnanti non hanno fatto questo corso. Non sarebbe importante -forse più importante - formare per primo il personale degli asili che hanno a che fare con bimbi più piccoli?! Mi permetto questa provocazione xe possa essere da stimolo per rendere -a tutti livelli-obbligatorio questo corso! grazie cmq x la sua dedizione
LETTERA FIRMATA"
  
Cara mamma

Giro la sua mail alla segretaria e a Colleghi che stanno diffondendo la manovra.
Ha ragione!!!!! Ma  realizzare questo dipende dalla disponibilità, richiesta e sensibilità del personale oltre che dalle richieste di voi genitori. Noi più che dire che siamo disponibile anche a parlarne,a illustrare , a far vedere e a far fare la manovra e insistere, anche presso le Istituzioni, come vede che stiamo facendo, non possiamo fare.
HA RAGIONE: I bambini del Nido e dell'asilo sono le età più a rischio (il soffocamento è la PRIMA CAUSA DI MORTE PER INCIDENTE NEL PRIMO ANNO DI VITA E LA 5 CAUSA DA 1 A 9 ANNI: a questo link: http://www.cdc.gov/injury/wisqars/pdf/10LCID_Unintentional_Deaths_2010-a.pdf i dati dei Center For Disease Control di Atlanta che documentano quanto dico) . Il bambino morto soffocato da mozzarella a Napoli, all'asilo, aveva 4 annni.....e spesso il soffocamento avviene a scuola con il cibo:  recentemente ad Arezzo e a Roma due bambini sono stati salvati a scuola. In un caso dal Prof di ginnastica e in un altro da un coetaneo!!!!. Quindi anche i ragazzii dovrebbero imparare la manovra!!!
Ma … dobbiamo superare l'anestesia emotiva di alcune istituzioni e, dispiace dirlo, di alcuni genitori che non vogliono sentir parlare di prevenzione e pensano che queste cose possano capitare a tutti ma non a loro.  I messaggi che diamo sono positivi, poi se uno vuole vivere nel "paese delle Meraviglie” potrebbe avere delle brutte sorprese. La Manovra è prevenzione, come il seggiolino e le cinture di sicurezza in auto (e altro ovviamente) di dimostrata efficacia. Dobbiamo insistere e non solo noi pediatri ma anche VOI genitori.
In molte  scuole ove sono andato invitato (non posso presentarmi se non richiesto) l'iniziativa è partita dai genitori. Nel frattempo agiremo, come pediatri,  a livello di istituzioni ove, purtroppo,man mano che si sale nella scala gerarchica si trovano livelli di anestesia emotiva ed operativa che rasenta un coma depassè. STIAMO PORTANDO AVANTI L’INIZIATIVA ANCHE COME UNICEF OLTRE CHE COME CLASSE PEDIATRICA.
SOSTENIAMO una alleanza tra noi e Voi genitori E ASILI E SCUOLE: chiedete, richiedete, fate movimento sapendo di contare su un gruppo di pediatri e di infermiere pediatriche disponibili.
La sicurezza dei nostri figli è compito di tutti ma se non ci chiamano (o chiamano altri) non sappiamo cosa poter fare. In alcune zone abbiamo stabilito intese con "Croci", la settimana prossima ne riparlo al Rotary ma,la prego,  ci aiuti a superare il muro di ignavia e indifferenza che interessa tanti….anche genitori e insegnanti.
Alcunipreferiscono non sapere e rimanere in mondo di apparente serenità e di ignoranza (nel senso letterale cioè non conoscere) del mondo che ci circonda.. e dobbiamo tenerne conto e...parlare, discutere, spiegare. NOI CI SIAMO
 Un Caro Saluto

Alberto Ferrando



 

mercoledì 8 maggio 2013

Lezione alla scuola elementare Grillo

Oggi icontro con i motivati, bravi e presenti molto numerosi insegnanti della scuola elementare Grillo (Da Via Bertani). Oltre 60 insegnanti per 1 ora e mezzo di lezione teorica seguita da prove pratiche.
Prossima scuola venerdì 17 Scuola Morante, il 20 alle Marcelline e il 22 alla Scuola Durazzzo. Foto qui sotto. Bozza di relazione.http://www.slideshare.net/aferrand/soffocamento-e-come-salvare-un-bambino. Manovre sul sito www.apel-pediatri-org
Alberto Ferrando


Risegnalo questi incontri dei prossimi giorni:


- Sabato 11 al mattino riunione su tematiche alcol correlate all'Ordine dei Medici   con Soc. Scientifiche e Arcat: http://www.omceoge.org/home3/dmdocuments/Brochure_Alcol.pdf

Sabato 11 maggio, ore 14 - Slow Fish, Sala Laboratori dell'Acqua (Stand MIPAAF-SLOW FOOD)
Il pesce a tavola. Dalla parte dei consumatori
Secondo le statistiche le famiglie italiane mangiano pesce circa una volta alla settimana. I nutrizionisti suggeriscono di consumarlo almeno due volte ma non sempre ci danno indicazioni su quali specie prediligere. Come orientarsi al momento dell’acquisto? Una scelta di qualità dipende da molti fattori: salubrità dell’ecosistema, condizioni di allevamento, rispetto dell’ambiente e alimentazione. Anche rispetto alla salute, per scegliere bene è importante tenere in considerazione le connessioni tra i valori nutrizionali e la qualità ambientale.
 Modera Andrea Pezzana, Direttore SoSD Dietetica e Nutrizione Clinica, Ospedale San Giovanni Bosco di Torino
 Intervengono:
Angelo Maria Droetto, veterinario, Genova
Alberto Ferrando, vice presidente Associazione Pediatri Liguri
Enrico Novelli, Università di Padova
Elena Pagliarino, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
Domenico TangoloSlow Medicine

























martedì 7 maggio 2013

Incontri con genitori e famiglie: Manovra salvavita, slow fish


Cari Genitori

- Domani pomeriggio dalle 16,30 alle 18,30 riunione alla scuola Bertani sulla manovra antisoffocamento (per informazioni tel studio 0103776394). Relazione qui: http://www.slideshare.net/aferrand/soffocamento-e-come-salvare-un-bambino

- Sabato 11 al mattino riunione su tematiche alcol correlate all'Ordine dei Medici   con Soc. Scientifiche e Arcat: http://www.omceoge.org/home3/dmdocuments/Brochure_Alcol.pdf

Sabato 11 maggio, ore 14 - Slow Fish, Sala Laboratori dell'Acqua (Stand MIPAAF-SLOW FOOD)
Il pesce a tavola. Dalla parte dei consumatori
Secondo le statistiche le famiglie italiane mangiano pesce circa una volta alla settimana. I nutrizionisti suggeriscono di consumarlo almeno due volte ma non sempre ci danno indicazioni su quali specie prediligere. Come orientarsi al momento dell’acquisto? Una scelta di qualità dipende da molti fattori: salubrità dell’ecosistema, condizioni di allevamento, rispetto dell’ambiente e alimentazione. Anche rispetto alla salute, per scegliere bene è importante tenere in considerazione le connessioni tra i valori nutrizionali e la qualità ambientale.
 Modera Andrea Pezzana, Direttore SoSD Dietetica e Nutrizione Clinica, Ospedale San Giovanni Bosco di Torino
 Intervengono:
Angelo Maria Droetto, veterinario, Genova
Alberto Ferrando, vice presidente Associazione Pediatri Liguri
Enrico Novelli, Università di Padova
Elena Pagliarino, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
Domenico TangoloSlow Medicine



















lunedì 6 maggio 2013

Uno studente su 4 fuma cannabis. Ma in 30mila usano eroina e in 60mila cocaina


Droga. Cnr: "Uno studente su 4 fuma cannabis. Ma in 30mila usano eroina e in 60mila cocaina"

Non è ancora un vero e proprio allarme, ma sicuramente un dato preoccupante: secondo i dati di Espad-Italia (European school survey on alcohol and other drugs), quella del consumo di droghe – non solo leggere – negli adolescenti italiani è una pratica in aumento. Siamo al di sopra della media europea, anche se ben lontani dagli eccessi di alcuni paesi, come la Francia. I dati 2012 parlano di oltre 500mila studenti delle scuole medie superiori che hanno consumato cannabis, poco più di 60mila cocaina e 30mila oppiacei, su una popolazione scolastica pari a 2,5 milioni di ragazzi. Ci sono poi i consumatori di allucinogeni e stimolanti: circa 60mila per ciascuna categoria di sostanze. A dirlo, è la 15esima edizione dello studio sulla popolazione studentesca, realizzato per il nostro paese dal Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr). L'indagine ha coinvolto 45.000 studenti delle scuole medie superiori e 516 istituti scolastici di tutta la penisola.

"Il nuovo studio attesta una generale tendenza alla stabilizzazione nel numero di consumatori per tutte le sostanze; tuttavia, si osservano alcuni interessanti incrementi", dichiara la responsabile dello studio,Sabrina Molinaro dell'Ifc-Cnr. "I dati parlano innanzitutto di un aumento del consumo di cannabis: nel 2012 dichiarano di averne fatto uso almeno una volta nella vita e negli ultimi dodici mesi rispettivamente il 28,1% e 22,1% del campione, contro il 27,5% e 21,5% rilevati nel 2011. Il dato nell'ultimo anno pone l'Italia cinque punti sopra il 17% di media europea, seppur lontanissima dal 42% della Repubblica Ceca e dal 39% della Francia. I ragazzi sono più coinvolti delle coetanee (27% contro 17%) e l'assunzione è avvenuta venti o più volte nell'ultimo anno per il 31% dei consumatori e il 16% delle consumatrici. L'età media del primo contatto è 15 anni".
Ma ad aumentare non è solo il consumo di droghe leggere, purtroppo. L'eroina, sostanza in flessione rispetto al decennio scorso, segnala una lieve ripresa nell'ultimo anno: dall'1,2% nel 2011 all'1,3% (2% tra i maschi, 0,6% tra le ragazze) e anche tra gli assuntori frequenti (10 o più eventi nell'ultimo mese) si passa dallo 0,5% allo 0,6%. La cocaina è stata assunta nell'ultimo anno dal 2,7% degli intervistati (dato uguale al 2011), in maggioranza ragazzi (3,8% contro 1,6%); si attesta sullo 0,7% la quota di chi la assume regolarmente. Relativamente alle sostanze allucinogene (LSD, ketamina e funghi) il 2,5% dei giovani intervistati ammette l'uso nell'ultimo anno, ma tra i diciannovenni la quota arriva al 3,8%, e l'1,5% nell'ultimo mese.
Aumenta poi anche l'assunzione di stimolanti: 3,8% nella vita e 2,6% nell'ultimo anno, contro 3,6% e 2,4% della precedente rilevazione, con un picco (consumi ultimo anno) del 4% tra i 19enni. Anche in questo caso, come avviene in genere, i maschi sono più attratti rispetto alle ragazze (3,6% contro 1,6%), in particolare da amfetamine ed ecstasy.

Altro discorso quello dell’alcool, in cui a preoccupare non è tanto il consumo quotidiano (seppure alto), ma quello della sempre maggiore tendenza degli adolescenti al binge drinking, ovvero il consumo di cinque o più bevande alcoliche nella stessa serata. "Per le sostanze alcoliche si registra un primato tutto italiano: nel 2012 il consumo nella vita interessa l'88,6% del campione, quello nell'ultimo anno l'81,1% e il 64,7% degli intervistati ha bevuto nell'ultimo mese", prosegue la ricercatrice. "Un dato che ha origini culturali e non evidenzia particolari comportamenti a rischio, ma va sommato a quello preoccupante del 'binge drinking' praticato dal 35,1% degli studenti, tra i quali il 60% dei maschi e il 68% delle femmine riferisce uno o due episodi al mese e più di un quinto da tre a cinque volte". Il dato sull'ubriacatura resta comunque inferiore a quello della media europea.
Negli ultimi anni, inoltre, dilaga il consumo delle cosiddette bevande energetiche, che si attesta al 41% del campione. "Nonostante siano analcoliche, queste bevande contengono sostanze stimolanti che spesso si abbinano all'abuso di alcol", osserva Molinaro. "Gli utilizzatori di queste bevande si ubriacano più del doppio rispetto a chi non le beve: il 40,5% almeno una volta nell'anno (contro il 19%), il 54,3% nell'ultimo mese (contro il 28%)". Il 15,4%, infine, dichiara di aver assunto psicofarmaci senza prescrizione, mentre oltre il 52% degli studenti a cui sono stati prescritti ha continuato ad assumerne senza controllo medico. I più diffusi sono i farmaci per dormire e per le diete.

"Riteniamo importante diffondere il più possibile i risultati e rendere la lettura di questi numeri chiara e facilmente interpretabile", conclude la ricercatrice Ifc-Cnr. "L'importanza dell'indagine Espad, svolta attraverso la somministrazione di un questionario in forma anonima, risiede nell'individuazione di quelle aree cui destinare interventi di prevenzione adeguati alle problematiche giovanili: proprio a tal fine lo studio si ripete a cadenza annuale ormai dal 1999".

Bambino salva bambino sa soffocamento (carote)

Dal sito:  http://www.happyfamilyonlus.it/news/item/392-si-salva-un-bambino-dopo-il-corso-di-manovre-disostruzione-pediatriche-a-roma-con-happy-family.html


Cari Amici,
La notizia ha dell'incredibile: il Dott. Marco Squicciarini - nostro vice presidente e medico volontario esperto in tecniche di rianimazione pediatriche di base - da circa 10 anni promuove la diffusione delle manovre di disostruzione pediatriche nelle scuole, melle mense, negli ospedaili ,nelle Università, ma... mai era accaduta una cosa simile.
Lo scorso mese di aprile a Roma è stato fatto il corso gratuito di manovre disostruzione pediatriche presso la scuola Higlands , a tutti i ragazzi della seconda e terza media, ed i licei.Tutti hanno effettuato la parte teorica di un ora e poi la parte pratica con gli Istruttori "amici di Happy Family Onlus" coordinati dal Dott. Marco Squicciarini.Inutile ricordarlo TUTTO VOLONTARIATO che, grazie ad Happy Family Onlus, riesce anche a fornire presidi informativi non indifferenti a tutti: poster, manualetti, dvd , supporti audio con audiolibri per fare in modo che NESSUNO, dopo il corso, possa scordare cio' che ha imparato.
Da sempre crediamo che TUTTI debbano poter ripassare e diffondere...tutti senza esclusioni.
Dopo circa una settimana , a mensa un ragazzino di nome FIlippo si ostruiva  e perdeva i sensi per ostruzione totale delle vie aeree.Prontamente Federico ( un suo coetaeo che aveva fatto il corso ) interviene in pochi secondi ed effettua le manovre insegnate, sotto lo sguardo incredulo dei compagni impauriti : manovre di Heimlich e pacche dorsali.In meno di 8 secondi " l'insieme di carote" che avevano ostruito le vie aeree escono e il giovane Filippo ricomincia a respirare.La storia ha fatto il giro della scuola, e poi del quartiere e si è diffusa anche su Facebook e Twitter. La RAI , ha deciso di dedicare una trasmissione  su " RAI RADIO1" nel programma dedicato ai ragazzi.Siamo orgogliosi - come Happy family Onlus - di essere promotori - primi in Italia dal 2006 - della la stampa e donazione di migliaia e migliaia di manualetti, poster, dvd che arrivano in ogni dove.Il messaggio di VITA , un messaggio ETICO sul valore della VITA STESSA, è in linea con i principi ispiratori della nostra Onlus che da sempre si occupa di assistere i bambini in Ospedale, di  costruire bellissime ludoteche e cucine per genitori di bambini lungodegenti nei reparti pediatrici italiani.Una vita salvata è davvero importante, e CHI SALVA UN BAMBINO...SALVA IL MONDO INTERO.
Grazie a VOI che ci sostenete da sempre ed avete reso possibile salvare un altro bambino.


SI FA LA POPO' ADDOSSO (ENCOPRESI)


ENCOPRESI
Cosa è:
L'encopresi è un disturbo cronico caratterizzato dall'emissione involontaria ,e spesso inconsapevole, delle feci. Solitamente si manifesta in seguito ad una stipsi cronica o quando il bambino rifiuta consapevolmente di defecare e trattiene la popò. Se questo rifiuto si protrae nel tempo il bambino perde lo stimolo alla defecazione per cui può “perdere” le feci.
E' più frequente nei maschi (il rapporto femmine/maschio è di uno a tre-cinque). Normalmente un bambino impara a trattenere e rilasciare consapevolmente le feci entro i tre anni, se ciò non avviene, si parla di encopresi primaria e può essere dovuta a diversi fattori, dalla pigrizia alla necessità di un tempo più lungo per imparare a farlo. L'encopresi secondaria invece si manifesta quando il bambino inizia a non trattenere le feci pur essendo in grado di farlo. 
Cause:
L’encopresi può avere cause anatomiche, alimentari e/o psicologiche che si presentano in maniera diversa a seconda dell'età (vedi sotto scala di levine). I sintomi fisici sono i più evidenti ma non è da sottovalutare l'impatto psicologico, su tutto il nucleo familiare e non solo sul bambino, del problema. I bambini che soffrono di encopresi possono sviluppare ansia, senso di colpa e paura di essere scoperti e giudicati. Per questi motivi alcuni tendono  ad isolarsi dagli altri ed a rifiutare di recarsi nei luoghi comuni come la scuola e le attività sportive. Più raramente il bambino mostra un'apparente indifferenza al sintomo o sviluppa comportamenti di dissimulazione o accumulo (nasconde le mutande o conserva le feci).
 In alcuni rari casi il bambino sviluppa un approccio aggressivo mostrandosi indifferente ai propri sintomi o mostrando gli indumenti sporchi con aria di sfida. Il disturbo si manifesta generalmente nelle ore diurne
Le cause fisiche più frequenti sono quelle associate al dolore alla defecazione. Le più frequenti sono le ragadi o anomalie anali (per cui è necessaria la visita pediatrica e spesso del chirurgo pediatra) . Tra le cause fisiche da escludere possono esserci anche alcune anomalie dell’intestino come  morbo di Hirschsprung o il Megacolon angangliare.
Le cause alimentari derivano da una errata alimentazione di base: poche fibre, troppi latticini e proteine, troppi cibi raffinati e cibi spazzatura e pochi liquidi. Incide anche lo scarso movimento fisico e cattive abitudini alimentari Le cause psicologiche più frequenti (anche se in ogni caso si possono determinare conseguenze psicologiche, come scritto qui sopra , più frequenti sono rappresentate dai conflitti emotivi con i genitori, dalla paura della defecazione e da  atteggiamenti troppo rigidi o di disorganizzazione educativa, e a un bel “temperamento” del bambino).
Nella tabella di Levine (Levine: Pediatric clinic North America 29, (2), 1982 le cause sono riunite sulla base del tempo di comparsa:

1) prima infanzia: costipazione infantile semplice, eccessive preoccupazioni dei genitori, anomalie congenite ano-rettali o intestinali, problemi ano-rettali acquisiti (ad es. ragadi);

2) età dai 2-3 ai 5 anni: addestramento alla toilette eccessivamente aggressivo, o estremamente permissivo, defecazione dolorosa persistente, paura o idiosincrasia della toilette;

3) prima età scolare: paura del bambino della scuola, gastroenterite prolungata e grave, deficit dell’attenzione con scarsa aderenza ai compiti (ad es. defecazione incompleta), intolleranze alimentari o eccessiva nutrizione, stile di vita frenetico, stress psicosomatico.  (tratto da: http://www.ospedalebambinogesu.it/Portale2008/Default.aspx?IdItem=1228)
In ogni modo anche se i sintomi fisici sono i più evidenti non va mai  sottovalutato l'impatto psicologico del problema, sia per il bambino che per i genitori e i familiari.  
Questi fattori infatti  complicano la situazione soprattutto se da parte dei genitori e o del pediatra si adottano comportamenti errati, inquisitivi, repressori  e a volte sembrano non comprendere con chiarezza il senso di imbarazzo del bambino che tormentano con domande o consigli inopportuni.
 Diagnosi:
Una diagnosi precoce e tempestiva del problema è fondamentale per evitare che la componente psicologica del disturbo si radichi troppo a fondo nel bambino. Per avere una diagnosi occorre valutare entrambi gli aspetti del disturbo. Dal lato fisico si esegue un esame completo e se si ravvede la necessità una visita dallo specialista chirurgo pediatra ed eventuali esami. Per valutare una encopresi dal lato psicologico occorre osservare il bambino e prendere nota dei suoi comportamenti. Il bambino con encopresi è un bambino solitario perché si vergogna di non riuscire ad essere come gli altri. Una volta valutati entrambi gli aspetti del disturbo è possibile quindi procedere con la diagnosi e la relativa terapia.
Terapia:
Sui problemi prettamente fisici è sufficiente l'intervento del pediatra che prescriverà la terapia farmacologica necessaria (per esempio fissurazioni o ragadi anali). Per i disturbi legati all'alimentazione occorre mettere a punto una dieta specifica e corretti stili di alimentazione (tra cui bere molto) associati ad attività fisica per favorire una consistenza più morbida delle feci ed un miglioramento del transito intestinale.
Per quanto riguarda  l'aspetto psicologico del disturbo in caso di encopresi primaria occorre intervenire anche sui genitori. Il pediatra può richiedere la collaborazione di un pedagogista o di uno psicologo per educare tutto il nucleo familiare alla gestione del problema ed alla sua soluzione. Nell'encopresi secondaria invece occorre ricercare, insieme ad un esperto, le possibili cause scatenanti del disturbo come la nascita di un fratellino, un lutto, la separazione dei genitori o un traumatico inizio della scuola. I bambini sono in grado di seguire un percorso di terapia mirata che porta alla soluzione del problema in un tempo più o meno breve.
L’encopresi primaria richiede la collaborazione del pediatra, neuropsichiatria, psicologo volta a fornire interventi correttivi nell’ambito familiare e a volte una psicoterapia del bambino.
 Nell’encopresi secondaria che ha talora una valenza regressiva, reattiva ad un disagio correlato ad episodi che riguardano la vita del bambino (separazione coniugale, nascita di un fratellino, ingresso al mondo della scuola, lutti) è importante spiegare accuratamente il problema al bambino e ai suoi genitori che dovrebbero essere informati del fatto che molti altri coetanei hanno lo stesso problema; che non si tratta di una colpa e che seppure con sforzo si può ristabilire completamente la normale funzione intestinale.
Prevenzione:
Benché si tratti di un disturbo derivante da molteplici fattori è possibile tentare di prevenirlo. Occorre nutrire correttamente i bambini attraverso una alimentazione ricca di frutta e verdura e prevenire le ragadi con l'utilizzo di una crema emolliente tutte le sere. Dieta varia, bere tanto e favorire il movimento (c sono anche bambini piccoli pigri). Evitare di introdurre l'educazione al vasino prima dei due anni e lasciare che sia il bambino stesso a chiedere di poterla iniziare. Non forzare i bambini a togliere il pannolino prima del tempo per non generare ansia da competizione con gli altri. E' normale per un bambino piccolo non riuscire a trattenere le feci ed è altrettanto facile che, pur avendo imparato a farlo, possano esserci delle ricadute. Non bisogna mai umiliarli o punirli ma è importante aiutarli a raggiungere l'obiettivo con alcune semplici regole come il sedersi sul vasino tutti i giorni agli stessi orari (l'ideale è dopo i pasti).




domenica 5 maggio 2013

Salvato da soffocamento a scuola in mensa dal Prof


Salvato da soffocamento a scuola. Bravo Prof.
In tutte le scuole lo sanno fare ?    
http://www.lanazione.it/arezzo/cronaca/2013/04/04/868314-terrore_alla_mensa_scolastica.shtml
Arezzo, 3 aprile 2013 - Un pezzo di pollo lo stava per soffocare, se non fosse stato per il tempestivo intervento del professore di educazione fisica.

E' successo ieri a Pian di Scò, nella scuola media del paese. Erano le 13.20, ora del pranzo alla mensa della scuola. I ragazzi stavano mangiando il secondo, quando ad un tratto uno studente dell'ultimo anno ha rischiato di soffocare per un boccone di pollo conficcatosi in gola. A salvarlo è stato il suo professore di educazione fisica, Andrea Franchini (nella foto), coach da decenni di pallacanestro della Polisportiva Galli Basket di San Giovanni.

Il professor Franchini si è portato a fianco del ragazzo e ha fatto una manovra convenzionale per i casi di soffocamento. “L’ho abbracciato da dietro, circondandolo con le due braccia. Ho compresso la bocca dello stomaco con un forte movimento verso l’alto facendo varie compressioni, finché non è arrivata
l’espulsione del cibo che ostruiva la gola", racconta il professore.
45 lunghissimi secondi, 12 compressioni. Nella mensa era scoppiato il panico tra gli studenti, un centinaio in tutto. Una professoressa, Cecilia Pampaloni intanto, raccolto il coraggio, era corsa a chiamare il 118, arrivato immediatamente sul posto, quando fortunatamente però il ragazzo già respirava.
Avvertiti i genitori e il medico, lo studente è tornato a casa sano e salvo, tutto grazie al coraggio del prof eroe.

Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...