sabato 30 aprile 2011

SPORT, BAMBINI E GENITORI


Invio il testo di un articolo pubblicato oggi su "Il Corriere Mercantile". A questo indirizzo  http://www.apel-pediatri.org/articoli-giornali.html e sul sito www.ferrandoalberto.eu in ARTICOLI SU QUOTIDIANI trovate tutti gli articoli pubblicati su quotidiani e su altre riviste. Molto interessante anche l'articolo dell'amico Giorgio Conforti sulle diete vegetariane
Buona domenica 
Alberto Ferrando

Sport, bambini e genitori

Una delle domande che frequentemente viene posta al pediatra è quella di quando e quale sport far fare al figlio. Addirittura alcuni vorrebbero far iniziare una attività sportiva già a 2-3 anni!
Una delle funzioni principali per far fare sport ai bambini è quello di supplire alla mancanza di di spazi per praticare il gioco “libero” con la conseguenza che invece di poter giocare e correre liberamente i bambini, dopo ore di scuola e di regole, ne subiscono altre: quelle dello sport organizzato.
Bisogna anche fare attenzione al fatto che altri interessi, oltre a quello di far fare movimento e attività fisica, prevalgano: soprattutto quello delle ambizioni, voglie ed aspettative di allenatori e società sportive e quelle dei genitori. Fortunatamente il livello di preparazione e formazione degli allenatori dei vari sport per bambini e ragazzi è notevolmente aumentato e, rispetto ad anni fa, si dà molta importanza agli aspetti educativi e pedagogici (almeno fino ad una certa età) dello sport e non ai risultati.  Un fattore di più difficile contenimento è, a volte, quello delle ambizioni e delle aspettative dei genitori. Capita in alcuni casi che lo sport che dovrebbe servire a formare e a ridurre lo stress diventi esso stesso causa di stress. Alcuni bambini per “amore” e per accontentare i genitori praticano uno sport controvoglia, con ansia e possono manifestare segnali di sofferenza per cui vengono portati dal pediatra. Si tratta nella maggior parte dei casi di patologie dette “da somatizzazione” (mal di testa, mal di pancia, disturbi del sonno, difficoltà scolastiche ed altro. Frequente la “dispnea psicogena” che si manifesta con profonde inspirazioni a riposo). Un ragazzo ha aspettato il compimento dei 18 anni per comunicare ai genitori che non avrebbe più praticato tennis che fin da piccolo si sentiva obbligato di fare dai genitori. Alcuni ci riescono prima e altri non ci riescono affatto. Tra questi si trova addirittura Andre Agassi che ha scritto un libro che esce in Italia "Open". Nel libro l'ex tennista racconta come è diventato un campione, e come è arrivato a odiare il suo sport per colpa di un genitore da lui definito “violento, brutale, ossessivo”.  Scrive "Io, condannato a vincere da un padre mostro".
Una raccomandazione a tutti i genitori: non spingete vostro figlio  verso uno sport. Cercate di capire  se la scelta  di uno sport da praticare viene  fatta per le vostre aspettative  o per il desiderio di vostro figlio.
Inoltre se gioca male o non fa quel goal che sembra già fatto o non fa una parata facile sappiate che Vostro figlio sarà già triste per questo. Ha bisogno della Vostra comprensione e affetto e non delle vostre critiche. E’ meglio avere un figlio felice e sorridente, anche se non è  il migliore della squadra, che un “campioncino” , che difficilmente diventerà campione.
Dedicate del tempo a stare con Vostro figlio, alla lettura, alla musica e al dialogo.

giovedì 28 aprile 2011

Il Mondo dei gemelli

Cari amici: i GEMELLI !! Istruzioni per l'uso!!
L'arrivo di due batuffoli contemporaneamente provoca, spesso, un piccolo "terremoto" familiare.. una mamma ha trovato nell'associazione "Il mondo dei gemelli" un valido sostegno, vi propongo quindi la sua presenzazione.




Vi presento l’Associazione “Il mondo dei gemelli”

Sono Renata Marini, abito a Genova, e sono la mamma orgogliosa di una bambina di 9 anni e di 2 gemelli di quasi 5 anni. Quando ho saputo di essere in attesa di 2 gemelli, i dubbi e le curiosità hanno invaso i miei pensieri, girando qui e là su internet, sono approdata sul sito dell'Associazione "Il mondo dei gemelli", dove ho trovato utili informazioni, dall’attesa alla nascita, c’è davvero tutto quello che serve.
Frequentando il forum di discussione, ho trovato tante mamme che come me avevano mille domande, e piano piano sono nate bellissime amicizie, da prima virtuali e poi vere e proprie amicizie. Ormai considero il Forum la mia seconda famiglia. Dal 2008 rappresento l'associazione sul territorio ligure e vorrei qui presentarvela.

LA STORIA E LE ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
L’associazione di promozione sociale Il Mondo dei Gemelli è nata il 25 settembre 2004 dall’iniziativa di un folto gruppo di famiglie con figli gemelli, che si sono conosciute e frequentate, fin dal 1999, attraverso il forum di discussione del sito internet
http://www.ilmondodeigemelli.org.
Essa si propone come punto di riferimento in Italia per le famiglie, per gli studiosi ed i professionisti interessati alle tematiche gemellari. I suoi ampi obiettivi spaziano dal dialogo e dalla collaborazione con le istituzioni ed il mondo accademico, affinché vengano tutelate, studiate e prese in considerazione le specificità dei gemelli e dei loro genitori, fino al coinvolgimento delle realtà aziendali, per la stipula di convenzioni e sconti per gli associati.
L’associazione opera su tutto il territorio nazionale: esistono, ad oggi, sedi e relativi responsabili in 23 province italiane, corrispondenti a 11 regioni diverse più una sede in Svizzera; uno statuto registrato, un numero di telefono uguale in tutta Italia al quale inviare fax o messaggi vocali con richieste di aiuto ed informazioni in modo che il referente più vicino possa ricontattare chi ha chiamato.
Oltre al forum di discussione su internet, in cui quotidianamente centinaia di famiglie di gemelli si scambiano testimonianze e consigli pratici, l’associazione organizza incontri tra famiglie con gemelli, viene organizzato ogni anno un Raduno Nazionale, quest’anno sarà dal 6 all'8 magggio a Cesenatico , a cui intervengono famiglie da tutta Italia, e raduni ed incontri locali. Viene inoltre inviato un periodico bimestrale sui diversi temi di'interesse ed attuate e promosse iniziative di solidarietà per famiglie bisognose. L’associazione dal 2005 collabora anche con l’Istituto Superiore di Sanità per la realizzazione del Registro Nazionale Gemelli (che fa parte del progetto europeo GenomEUtwin).

martedì 26 aprile 2011

"Il bambino con il pigiama a righe" Scheda del libro a cura di Filippo Dagnino

Dopo "No", pubblichiamo la recensione di questo bellissimo e tragicissimo libro sempre sul tema del razzismo. Riteniamo importantissimo che gli adolescenti di oggi, che saranno gli adulti di domani, si confrontino sugli "orrori" del passato.


Alberto Ferrando


"IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE"


AUTORE: John Boyne


GENERE: drammatico


LUOGO E AMBIENTE: Germania, in un piccolo paesino di nome “Auscit” (cioè Aushwitz)


PERSONAGGI PRINCIPALI: Bruno, Shmuel, il padre di Bruno e la madre di Bruno


LINGUAGGIO: narrativo




BREVE TRAMA: Siamo nella Seconda guerra mondiale, in Germania. Il dittatore tedesco Adolf Hitler sta elaborando la “soluzione finale” per eliminare gli ebrei d’Europa nei campi di sterminio. La storia parla proprio di questa distruzione vista attraverso gli occhi di Bruno, un bambino tedesco di nove anni. Suo padre è un importante ufficiale al servizio del Fùhrer e contribuisce al massacro degli ebrei.


Un giorno i genitori annunciano a Bruno e a sua sorella Gretel, ovvero il Caso Disperato, che ci sarà un trasloco e che dovranno lasciare la loro bella e grande casa berlinese a cinque piani per trasferirsi ad “Auscit”, una piccola località tedesca vicino a Berlino. Bruno è molto arrabbiato e irritato a causa del trasloco perché perde i suoi tre amiconi, i suoi nonni e la scuola che ha sempre frequentato.


La madre, però, lo rassicura dicendogli che, ad Auscit, resteranno solo per un paio di mesi. In realtà, il lavoro del padre di Bruno è il motivo per cui sono lì: egli, infatti, lavora nel campo di concentramento e di sterminio proprio accanto alla loro squallida casupola. La stanza da letto di Bruno ha una finestra che dà sul campo dal terreno sabbioso e brullo ed egli si affaccia sempre a vedere quelle curiose persone con un pigiama a righe che lavorano tutte insieme nel campo. Quando domanda alla mamma chi sia tutta quella gente, lei gli risponde che sono dei semplici contadini che lavorano la terra e che comunque lui non deve avvicinarcisi. Un giorno, però, Bruno, di nascosto, decide di fare una piccola “esplorazione”e va a vedere i “contadini che lavorano la terra”all’interno di quello strano campo circondato da un reticolato di filo spinato. Incontra Shmuel, un bambino ebreo della sua stessa età, dall’altra parte del reticolato, e incominciano a parlare. Diventano amici e decidono di incontrarsi ogni giorno, di nascosto. Bruno, per la prima volta ad Auscit, è davvero felice. Il destino, però, è in agguato: Shmuel viene internato nelle “docce” (camere a gas) del campo di sterminio insieme ad altri ebrei, e con lui va anche Bruno. I tedeschi scambiano Bruno, incosciente di quello che sta per accadere, per un ebreo e quando suo padre arriva è troppo tardi.




MESSAGGIO DELL’AUTORE: Il messaggio dell’autore è molto semplice: spinge il lettore a riflettere sul valore dell’amicizia che nasce tra Bruno e Shmuel.


Due bambini, uno tedesco e l’altro ebreo, che, sebbene siano separati da quel filo arrugginito, riescono a vivere con ingenuità ed innocenza quella tragedia orribile.


Ma il libro non è solo questo: è il ricordo della guerra e della shoha, uno sterminio di dimensioni inimmaginabili. E’ anche il rapporto difficile tra genitori e figli che non si capiscono ed è infine il cambiamento della vita che costringe un bambino ad andarsene dalla sua città per seguire il padre per un lavoro che a lui non è stato spiegato.


Una “favola” scritta per far riflettere le generazioni future su tante tematiche.






GIUDIZIO E COMMENTO PERSONALE: Una storia drammatica, intensa, che ti rapisce in un dramma sempre contemporaneo: il prezzo che pagano gli innocenti per gli sbagli e le colpe dei più “grandi”.


La commovente storia di un’amicizia finita male, ma che rappresenta, forse, la speranza e la felicità tra tanto dolore.


Tuttavia un solo quesito resta irrisolto alla fine del libro: perché, nonostante la consapevolezza degli orrori del passato, si continua a perpetuare l’odio e la violenza contro altri essere umani come noi?*****



lunedì 25 aprile 2011


Qui sotto la lettera di una mamma che ha salvato un bambino, figlio di una sua amica, mettendo in atto la Manovra antisoffocamento. E' la seconda testimonianza nell'arco di pochi mesi. NON troverete la lettera sui giornali in quanto non fa notizia mentre se le cose vanno male meritano ampia diffusione. In settimana troverete altre belle recensioni dell'infaticabile Filippo Dagnino. Una (Poesia Invictus) si applica in parte a quanto con alcuni colleghi stiamo facendo dal 1995: LA DIFFUSIONE DI QUESTA MANOVRA che TUTTi Voi dovreste sapere fare ma anche tutti coloro che sono a contatto con i bambini. Non solo: tutti dovrebbero saperla fare perchè il soffocamento da corpo estraneo è una causa di mortalità in tutte le età. Ovviamente la frequenza è maggiore nei bambini piccoli e negli anziani. Però troviamo ignavia, indifferenza, arroganza e ironia!!!! Aiutateci!! Noi andiamo avanti ma il Vostro aiuto può contribuire a diffonderla e, forse, a salvare qualche vita. POI PARLANO DI GARANTI DELL'INFANZIA!!
Purtroppo non ci sono interessi commerciali, le multinazionali non aumenterebbero il fatturato, sembra che neanche i probiotici e i fermenti lattici (panacea per tutto da stipsi a diarrea a meteorismo, colesterolo, infezioni ecc... ecc. servano :-) Un caro Saluto Alberto Ferrando


Gent.mo dott. Ferrando,
alcuni giorni fa mi è capitato di trovarmi a mangiare la pizza con mio figlio, un suo amichetto e la sua mamma. I bambini stavano tranquillamente mangiando quando in un attimo il bambino della mia amica, Lorenzo ha iniziato a diventare viola e ha portato la mano al collo sembrava proprio soffocare...; Mi sono istintivamente alzata e velocissimamente ho praticato la manovra antisoffocamento che lei e le sue preziosissime collaboratrici mi hanno più volte mostrato, il bambino ha ripreso a respirare, la cosa assurda è che in un locale pubblico dove stavano mangiando tante persone, nessuno sapeva cosa fare, anzi quando io mi sono alzata e fortunatamente ho continuato senza ascoltare nessuno, due signore hanno detto è pazza cosa sta facendo.....La mia amica è rimasta basita, ha detto che lei non aveva mai sentito parlare di questa manovra..... i gestori della pizzeria e alcune persone presenti hanno chiesto se potevo insegnargliela.... ho detto di consultare il suo sito e di andare a vederla.... Ogni giorno io passo davanti a questa pizzeria perchè è vicino a casa e sa una cosa? ogni giorno queste persone mi ringraziano perchè l'hanno imparata.....Un GRAZIE a lei e alle sue collaboratrici, mi ricordo quante volte mi hanno fatto vedere quella manovra, essendo io una persona insicura ho chiesto più volte se mi facevano rivedere quei gesti e loro hanno sempre acconsentito con la pazienza e disponibilità che le caratterizza.... Per quel che mi riguarda, lavorando anche a contatto con il pubblico ho insegnato alle mie colleghe che oramai hanno figli grandi la manovra, l'utenza che si presenta spesso ha bimbi e basta una caramella....
Monica F.

ps. io ho insegnato alle mie colleghe la manovra, lavorando a contatto con il pubblico spesso si presentano bimbi e basta una caramella..... un grazie anche da parte loro perchè hanno detto che le dà sicurezza saperla fare.....

domenica 24 aprile 2011

Santa Pasqua

Cari amici,
i nostri migliori auguri per una serena Santa Pasqua.
Alberto Ferrando
Paola Santagata

Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...