sabato 4 febbraio 2012

GIOCO D'AZZARDO:INDUZIONE E NON PREVENZIONE NELLE SCUOLE???


Cari Genitori
Ricevo da associazioni di volontari e dei consumatori questa notizia che mi pare degna di interesse e di posizione anche e soprattutto da parte di noi genitori e di noi pediatri.
VI PREGO DI LEGGERE FINO IN FONDO E DI TROVARE 1/2 ORA PER VEDERE IL FILMATO CHE trovate a questo link    http://www.youtube.com/watch?v=GkKa_9az9qI&feature=youtu.be 

LEGGETELO ANCHE SE AVETE UN NEONATO PERCHE' RISCHIAMO CHE ALL'ASILO INIZINO A FARE AZIONE DI PROMOZIONE!!!! 
Diseducativo per me con messaggi che , oltre ad indurre al gioco d'azzardo legale delegittimano insegnamenti di genitori accorti, inducono a tutto subito, sempre e rapidamente, incitano al gico e fanno sentire (vedete il test finale) il bravo ragazzo o la brava ragazza dei disabili o quasi non al passo con i tempi. Incita a vedere il gico come gioco online e  a preferirlo alla compagnia di coetanei. MA FORSE HO CAPITO MALE? VI PREGO DITEMI CHE E' COSI!!!!!
Il mercato sta dettando le sue leggi anche per i ragazzi obbligati per legge ad andare a scuola ma...per questi programmi?? GUARDATE E LEGGETE E DITEMI CHE MI SBAGLIO MA SE NON SBAGLIO NON ASSISTIAMO IMPOTENTI.
E' più importante delle polemiche della mensa e tenete conto delle ripercussioni sull'economia e sulla salute (Il gioco d'azzardo dà dipendenza). Come scritto nel documento del blog il gioco d'azzardo non produce niente e costa una cifra due volte superiore a quanto le famiglie spendono per la salute e, addirittura, otto volte di più di quanto viene riversato sull’istruzione.
LA PARTE FINALE DELLA ESTROMISSIONE DEI GENITORI DALLA SCUOLA POI MI LASCIA "PERCOSSO, PSICOLOGICAMENTE, E ATTONITO"
Ciao


Alberto Ferrando


"Cari tutti
vorrei portare l'attenzione sul problema della dipendenza da gioco ( legale e non ) e la scandalosa ( a mio avviso ) "campagna di prevenzione" fatta dall' AAMS ( Monopoli di Stato ) che coinvolge 70.000 studenti in Italia, con la connivenza di vari Uffici Scolastici Regionali.
Lo scorso 9 gennaio LIBERA ha pubblicato un rapporto che trovate al link: http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5741 da cui emergono questi dati:
ITALIA: Un paese dove si spendono circa 1260 euro procapite, (neonaticompresi) per tentare la fortuna che possa cambiare la vita tra
videopoker, slot-machine, gratta e vinci, sale bingo. E dove si stimano 800mila persone dipendenti da gioco d'azzardo e quasi due milioni di giocatori a rischio. Un fatturato legale stimato in 76,1 miliardi di euro, a cui si devono aggiungere, mantenendoci prudenti, i dieci miliardi di
quello illegale. E' “la terza impresa” italiana, l'unica con un bilancio sempre in attivo e che non risente della crisi che colpisce il nostro paese.
76 miliardi è una cifra due volte superiore a quanto le famiglie spendono per la salute e, addirittura, otto volte di più di quanto viene riversato sull’istruzione.

In questo quadro, già di suo gravissimo, si inserisce la "campagna di prevenzione" a cui accennavo all'inizio.
I Monopoli di Stato attuano un progetto per gli studenti sui rischi del gioco d'azzardo, ma ciò che viene promosso come campagna di prevenzione, rischia di essere piuttosto una campagna dipromozione.
Il progetto è presentato in questo video: http://www.youtube.com/watch?v=GkKa_9az9qI&feature=youtu.be
A questo link trovate la protesta di Associazioni  ( Conagga, CNCA, Gruppo Abele, Libera, Fict, Consulta Nazionale Antiusura e Alea ).Quello che vi chiedo per favore, quando avete mezz'ora di tempo, è di visionare il filmato che trovate qui:
che dettagliatamente illustra il messaggio a dir poco EQUIVOCO che passa ai ragazzi.

Chiedo il vostro aiuto perchè tra poco i genitori che come me sono stati eletti nelle scuole saranno "buttati fuori". Sta finendo la democrazia partecipativa, per ora nella scuola, prossimamente forse anche altrove!
Un ddl trasversalmente condiviso da PD PDL e LEGA è in approvazione per quanto riguarda la riforma degli Organi Collegiali ( riforma "dormiente" in VII Commissione alla Camera da anni). 
Il succo del ddl è: tutto il potere ai Dirigenti Scolastici, che già in parecchie scuole stanno facendo quello che gli pare, e genitori resi impotenti. ( minima rappresentanza da deliberare scuola per scuola, e comunque numericamente non significativa; abolito il  Presidente del Consiglio di Istituto, che era un genitore tra quelli eletti, ecc.....).


Morte improvvisa: domanda e risposta sulla posizione nel sonno


Ci sono bimbi che spirano tra le braccia, quindi la teoria della posizione supina rimane appunto una teoria


 Risposta
Quando si parla della posizione del sono si parla di fattori di rischio. Non è detto che se uno dorme a pancia in sù non possa andare incontro ad una morte improvvisa (SIDS, Sudden Infant Death Syndrome) ma è dimostrato che dormire a pancia in giù è il principale fattore di rischio per la morte improvvisa. Gli altri sono il caldo eccessivo e il fumo, passivo, di sigaretta. Anche la posizione sul fianco è a rischio.
In sintesi: non è una teoria in quanto da oltre 20 anni è stato dimostrato che mettere il bambino piccolo (sotto l'anno) di età a dormire a pancia in su ha ridotto la SIDS dal 50 al 75%. Abbiamo avuto anche una controprova, purtroppo negativa a Berlino. A Berlino est era usanza mettere i lattanti a dormire a pancia in su. Dopo la caduta del muro si erano adeguati alla raccomandazione di dormire a pancia in giù. Questo ha determinato un aumento dei casi di lattanti che sono andati incontro a morte improvvisa. Quindi: "back to sleep": dormire sicuri a pancia in su riduce notevolmente questa tragedia ma non la annulla. Può chiedere ulteriori spiegazioni al suo pediatra o possiamo approfondire il tema ricordando che in Liguria, al Gaslini, esiste un centro SIDS coordinato dall'amica e Collega Palmieri Antonlla che gestisce un ambulatorio su SIDS e su un'altra situazione detta ALTE (Apparent Life threatening event) detta anche "quasi" morte improvvisa o "evento che sembra aver messo a rischio la vita del bambino".
Un Caro Saluto

PEDIBUS E MULTE E COSA FARE

Nel nostro forum di discussione una mamma pone questa domanda a cui ho risposto così ma..possiamo parlarne tra noi e provare a fare proposte? L'assessore Alfieri nel Levante genovese ha fatto tante cose utili per il traffico dimostrando che "volere è potere".
Quanto scriviamo qui sotto (anche multe) vale anche per guida in stato di ebbrezza o altro, cinture di sicurezza e seggiolini per bambini
Un caro saluto a tutti
Alberto Ferrando



Il giorno 03 febbraio 2012 21:37, Daniela E. <noreply-comment@blogger.com> ha scritto:
Daniela E. ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "LA SICUREZZA DEI BAMBINI??: DIPENDE DA NOI ADULTI....":

Gent.mo Dott Ferrando, questa iniziativa del Pedibus è fantastica.anche noi andiamo a scuola a piedi(ma abbiamo la fortuna di abitare vicini),quello che vorrei saper è:perchè lungo la ns strada(segnalata con cartelli"attenzione bambini"e puntualmente manomessi da vandali stupidi)non vengono sistemati i dossi"rallentanti"che sono invece presenti nella strada parallela priva di scuola??!??? le macchine qui non rispettano i limiti di velocità segnalata,anzi!vanno a razzo rischiando puntualmente di mettere sotto qualche bimbo che esce dall asilo..(a chi devo scrivere?ai vigili?)alla scuola stessa che faccia richiesta?grazie per la sua attenzione Daniela E.

Postato da Daniela E. in Il dottor Ferrando alle 03 febbraio 2012 19:16
La legge, mi è stato detto, non permette l'utilizzo dei dossi rallentanti ove passano mezzi pubblici e in discesa...ma mi chiedo visto tra i motivi delle multe c'è , o ci dovrebbe essere, quello di educare i cittadini (se prendi una multa per guida in stato pericoloso ci pensi e ripensi) e quello anche di "fare cassa" perché non vengono utilizzati gli ausiliari del traffico vicino a passaggi pedonali, scuole ecc oppure una bella videocamera e un segnalatore di velocità che dovrebbe essere vicino alla scuola di pochi Km all'ora. Perché l'dea dl pedibus è bellissima ma alcuni automobilisti sembrano voler fare delle gare per andare chissà dove poi. Dobbimo agire su più livelli.
Uno dipende da noi: accompagnare quando possibile i bambini a scuola a piedi, magari organizzandosi a turni, l'altro dipende dagli "altri" automobilisti e quindi ove possibile "dossi rallentanti" e/o indicatori di velocità e/o videocamere e magari qualche multa? Forse sarebbero più utili per rispetto a quelle delle orsi e dell'autobus?

giovedì 2 febbraio 2012

Associazioni di aiuto, decrescita, pediatri restano ai bambini

Il pediatra resta il medico dei bambini? Forse. Il Ministro Balduzzi così si è espresso sul Corriere della Sera. Grazie anche a tutti coloro che sono intervenuti e GRAZIE...
Ma..io sono come S. Tommaso. Ormai le scelte sulla Salute vengono prese anche, e purtroppo soprattutto, in base all'economia. La Salute dipende dal Ministero delle Finanze e, alla faccia dei progetti di management, spesso si guarda ad un risparmio di poche lire per poi rimetterci enormemente. Pensate che fine ha fatto il Garante dell'Infanzia?
Comunque, secondo me, l'importante è farsi sentire e questo vale per tutti. Una lezione ci viene dalle associazioni "laiche" di malati o di genitori che hanno bambini malati9 che si alleano per ottenere..nient'altro che il giusto. Quello che in una Società veramente civile, sociale dovrebbe essere dato senza dover choedere. Così non è e quindi abbiamo questo strumento, Internet, che serve per fare gruppo per esprimersi, per proporre per protestare, per far sentire la nostra voce. 
Pensate alle varie Associazioni che loittano per difendere la salute a partire da quelle delle Malattie rare, della sclerosi multipla, delle nefropatie ecc. La celiachia ha avuto riconoscimenti grazie a loro ma anche quelle d malattie più rare e pià gravi. Lunedì ho parlato in Regione con vari Colleghi (tra cui testino, Schiappacasse, Brasesco ecc) sull'importanza della Associazioni di Automutuoaiuto. Dobbiamo ricostituire una società civile, sociale, di aiuto reciproco a partire dai rapporti tra sani, con  malati, vicini, bambini e anziani ecc. Non illudiamoci che lo "Stato" possa o voglia fare. Lo "Stato" poi siamo noi. Ognuno può fare qualcosa e invece di mettere davanti a tutto l'economia perchè non provare a valorizzare i rapporti tra persone e la "decrescita" (http://it.wikipedia.org/wiki/Decrescita) senza arrivare a ideologismi o esagerazioni. Ascoltate la canzone di Giorgio Gaber (io ho un pelo) http://www.youtube.com/watch?v=nNiGpPZOBI4 (ovvero una idiozia conquistata a fatica) che ironicamente dipinge la nostra società consumistica e che ha fatto dell'economia un credo

Vi ricordo che venerdi 3 febbraio alle ore 19 su radio azzurra 88 rete liguria potrete ascoltare nel programma Linea 88 sera Paola che parlerà con il dott. Alberto Ferrando, vicepresidente dei pediatri liguri, sul tema: I bambini fino a 6 anni saranno visitati dal Pediatra e oltre i 7 anni dal medico di famiglia...... Cosa ne pensate...... rimanete all'ascolto su www.radioazzurra88rl.net
Vi ricordo che il dott. Ferrando risponderà alle vostre domande al martedi mattina alle 11 e al venerdi sera alle 19.
www.radioazzurra88rl.net



Alberto 


mercoledì 1 febbraio 2012

LA SICUREZZA DEI BAMBINI??: DIPENDE DA NOI ADULTI.


Anche in Liguria, come già in altre regioni, i pediatri consigliano i "pedibus": percorsi in sicurezza per accompagnare i bambini a scuola e ridurre così il flusso di auto davanti alle scuole negli orari d'entrata e d'uscita.
Gli incidenti rappresentano la prima causa di morte dei minori ed i recenti fatti di cronaca hanno messo in evidenza come fretta e disattenzione possano causare tragedie davanti ai cancelli delle scuole. I colleghi toscani hanno già chiesto alle amministrazioni locali di isolare le aree circostanti gli edfici scolastici dal resto del traffico cittadino rendendole aree sicure. Cosa sono i "pedibus"? Sono veri e propri bus umani formati da genitori, nonni, tate, ecc.. volontari che accompagnano gli studenti delle scuole primarie lungo percorsi sicuri, segnalati e ben visibili per le auto. Anche i pediatri liguri auspicano la creazione di tali percorsi, ritenendo che la maggior parte degli incidenti stradali sarebbero evitati con adeguate misure di prevenzione e sicurezza, anzichè chiamare sempre in causa la fatalità: le statistiche evidenziano che in Italia più di trentamila minori subiscono ogni anno incidenti in auto e oltre trecentocinquanta di loro decedono in seguito a tali eventi. Inoltre l'87% degli incidenti interessa i bambini all'interno dell'autovettura. Una stima, poi, dell'Istituto Superiore di Sanità ha quantificato che per ogni persona deceduta dobbiamo aspettarci due o tre invalidi gravi, venti ricoverati e sessanta prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero.. L'uso corretto dei dispostitivi di trasporto potrebbe ridurre di oltre 60% l'esito sfavorevole di un grave incidente stradale. Alcune regole da ricordare sempre:
1° Scegliereil seggiolino adatto al peso e alle dimensioni del bimbo ed assicurarsi che sia installato correttamente.
2°Usare sempre il seggiolino fin dal primo viaggio dalla dimissione dal nido ospedaliero
3° Non mettere mai il bambino sul sedile anteriore di un auto con l'airbag, nel caso fosse necessario: disattivare l'irbag
4° Fino al 6°mese di vita il seggiolino deve essere rivolto contromarcia.
5° I viaggi con bambini prematuri devono essere ridotti al minimo
6°Non usare seggiolini vecchi di oltre 10 anni
Ultima e non meno importante regola: dare il buon esempio usando sempre le cinture di sicurezza.
Alberto Ferrando
Paola Santagata

martedì 31 gennaio 2012

Pediatra fino a 6 anni? Posizione della Associazione Genitori

Sanita': associazione genitori, no a pediatra fino a 6 anni, azione di corto respiro 


Roma, 31 gen. - "Un'azione di corto respiro: riduzione di spesa ora, incremento nel tempo della spesa per il servizio sanitario nazionale. Ma, soprattutto, spesa immediata per le famiglie e riduzione complessiva della qualità della cura nel nostro Paese". Considerano così i genitori dell'Age (Associazione italiana genitori) la proposta di far passare all'assistenza del medico di famiglia i bambini dopo i 6 anni, e che sarebbe contenuta nella bozza di riordino delle cure primarie all'attenzione delle Regioni.
Fra le motivazioni alla base di questa novità ci sarebbe la carenza dei pediatri. Inoltre il rimborso pubblico per ciascun assistito, si sostiene, è più alto nel caso dei pediatri rispetto ai medici di medicina generale. L'Age, "proprio in quanto associazione di genitori, esprime la propria contrarietà, riportando considerazioni raccolte dalla nostra rete territoriale", afferma il presidente nazionale Davide Guarneri, dopo aver effettuato un sondaggio nelle sedi locali. "La proposta, a nostro parere, è solo in apparenza un risparmio: i bambini avranno comunque diritto a un medico di base, e comunque la presenza diffusa di pediatri, in termini di prevenzione, comporta un risparmio maggiore dei costi sostenuti. Avere meno pediatri significa infatti più ospedalizzazione".
Spesso i medici di base, come già oggi accade con la guardia medica festiva, rinviano - si legge in una nota - al pronto soccorso e/o agli specialisti. Ciò significa maggiore spesa per il sistema sanitario e, in alcune situazioni, aggravio di spesa per le famiglie stesse, alla ricerca del medico 'a pagamento'. Inoltre "da molti anni la preparazione del medico di base non include specifiche competenze in area pediatrica: com’è possibile, in breve tempo, colmare questa lacuna?", si domanda Guarneri.
Il pediatra di base, inoltre, aggiunge il presidente Age, "stipula una sorta di 'alleanza educativa' con i genitori: è il pediatra di famiglia (in genere assiste tutti i fratelli) e quindi contribuisce, in quanto operatore sanitario a largo spettro con le sue competenze, anche a un benessere globale e di prevenzione per il bambino stesso, riducendo rischi che si potrebbero manifestare negli anni successivi, e riducendo anche ansie e traumi degli adulti. Ogni conoscenza sanitaria ben acquisita da mamma e papà sarà poi ben spesa per i figli e in ambito sociale".
Per l'associazione di genitori l'operazione da fare sarebbe piuttosto al contrario. "La professionalità dei pediatri di base dovrebbe essere maggiormente diffusa, anche nelle aree in cui non è ancora presente, e dovrebbe riguardare anche la fascia d’età adolescenziale: ancora una volta si fa cassa partendo dai più deboli".

lunedì 30 gennaio 2012

IL PEDIATRA SOLO FINO A 6 ANNI


Cari genitori
Segnalo questa iniziativa da parte della Fed. Italiana Medici pediatri. Raccolgono le testimonianze dei genitori. Prego chi può/vuole di inviare il commento lasciando anche la città (anche per distinguere le nostre segnalazioni). Collegatevi al sito www.fimp.org

Il problema:
Esiste una proposta di riordino delle cure primarie che prevede in futuro l’assistenza pediatrica limitatamente all’età pediatrica 0-6 anni. a 6 anni e 1 giorno i bambini dovranno, se passa la proposta, essere seguiti dal medico di medicina generale. Il pediatra sarà uno specialista (a pagamento o si vedrà. Di fatto non sarà disponibile come ora).  I genitori sinora hanno avuto l’opportunità di affidare le cure dei propri figli ai pediatri di famiglia dalla nascita sino ai 14 anni e, per il bambino cronico, sino all’età di 16. Anche se in Italia, come in tutto il mondo si intende età pediatrica l'età da 0 a 18 anni (Personalmente vorrei fare il pediatra da prima della nascita fino a oltre 18 anni).
A 6 anni!!!! Quando iniziano la scuola e avrebbero bisogno di più considerazione. E per cosa se non per risparmiare sui bambini e sulle famiglie. Triste. Penso ai 16-18-20 enni che venogono e mi chiamano tuttora (ho anche un "bambino" di 35 anni). Si sta mettendo tutto in saldo fallimentare.

La proposta del Ministro. La proposta è stata avanzata in sede tecnica ministeriale ed è contenuta nella bozza di Riordino delle Cure Primarie del ministro della Salute, Renato Balduzzi, e della Conferanza Stato-Regioni in vista del prossimo Patto per la Salute secondo la quale l’assistenza pediatrica di base viene ridimensionata al solo periodo 0-6 anni.

domenica 29 gennaio 2012

Il pediatra solo fino a 6 anni :-(

Se questo si realizzasse si avrà diritto al pediatra fino a 6 anni e poi passa alle cure del medico di medicina generale.
Dal Messaggero di oggi
Alberto Ferrando


 I bambini potrebbero perdere il loro pediatra già al compimento del settimo anno di età anno. Da quel momento alla loro salute ci dovrebbero pensare i medici degli adulti. Una proposta del ministro alla Salute che modificherebbe l’attuale legislatura. Ora i genitori, al compimento del settimo anno di età del figlio, possono scegliere di trasferire il figlio dal medico di famiglia. Se la proposta del Ministro diventasse legge, al settimo anno l’addio al pediatra sarebbe obbligatorio. Dal pediatra i bambini ora possono restare al massimo fino a 14 anni che diventano 16 anni nel caso di ragazzi con malattie croniche.

I pediatri: scelta sbagliata. «L’80% dei pazienti tra 7 e 14 anni sono in carico ai pediatri, apprezzati per i loro lavoro non significa solo prescrivere medicine ma impostare il bambino dal punto di vista nutrizionale, seguirlo nella crescita fino ai problemi dell’adolescenti toccando tutti gli aspetti sociali e non solo della salute - commenta Claudio Colistra, uno dei segretario nazionali e segretario romano della Fimp (Federazione italiana medici pediatri) e segretario dell’Ordine dei medici di Roma -. L’assistenza del pediatra è ben altra cosa e basterebbe pensare che la nostra figura è una sorta di tutore del bambino. Obbligare i genitori a portare i figli più piccoli dal medico per gli adulti potrebbe essere una scelta sbagliata».

La proposta del Ministro. La proposta è stata avanzata in sede tecnica ministeriale ed è contenuta nella bozza di Riordino delle Cure Primarie del ministro della Salute, Renato Balduzzi, e della Conferanza Stato-Regioni in vista del prossimo Patto per la Salute secondo la quale l’assistenza pediatrica di base viene ridimensionata al solo periodo 0-6 anni. «I medici di medicina generale, che garantiscono all’adulto un livello molto elevato di assistenza, sono meno esperti dei pediatri in materia di bambini per il semplice motivo che ormai da 50 anni non se ne occupano più», sottolinea Alberto Ugazio, presidente della Sip (Società italiana di pediatria), primario del Bambino Gesù. «Pensiamo, ad esempio - spiega Ugazio - al dosaggio dei farmaci che per gli adulti è unico, mentre per i bambini è legato ai kg di peso o alla superficie corporea».

Si cambia perché l’assistenza italiana non è uniforme. Nella proposta sotto accusa, al punto 10 del capitolo cure primarie, si legge che “l’assistenza della Pediatria di libera scelta non è garantita in modo uniforme su tutto il territorio nazionale” e che «vanno quindi modificate le norme convenzionali che regolano i parametri relativi agli assistiti in carico, prevedendo di assegnare ai Pediatri di libera sceltaunicamente i bambini da 0 a 6 anni».

Lo smantellamento di un sistema di assistenza. Protestano anche gli specialisti dellaConfederazione italiana pediatri (CIPe) perché secondo loro la proposta va verso lo «smantellamento del sistema di assistenza pediatrica territoriale. Serve un incontro per poter scongiurare manovre sciagurate che potrebbero recare seri danni alla salute dei bambini e degli adolescenti».

Domenica 29 Gennaio 2012 - 20:29

CERTIFICATI INUTILI E COSTOSI

Leggete l'articolo pubblicato oggi sul Secolo XIX a firma di Giorgio Conforti. Quanti soldi si risparmierebbero. pensate solo alle spese di benzina, di telefono, al consumo di carta, di inchiostro e di tempo umano per una cosa inutile.
Questi soldi non potrebbero servire per altro? Magari per ridurre o migliorare il costo della mensa? O per offrire alle scuole dei servizi (a partire da quelli elementari: mi è stato detto che in una scuola era finita la carta igienica ma spero fosse una notizia sbagliata). .......Oppure usiamo carta "morbida" per i certificati così a qualcosa potrebbero servire :-)  di socialmente utile.
Alberto Ferrando

TERREMOTO E ALLARMI VARI E BAMBINI. Corso gratuito per Twitter?

Cari genitori
Ieri avevo risposto ad una lettera di una mamma sull'ansia ingenerata dal terremoto ai bambini. Oggi sul Secolo XIX un interessante articolo sul tema di Donata Bonometti con cui mi sono sentito ieri.
Per la seconda parte del titolo leggete in fondo.
Vorrei fare una riflessione sugli articoli sui quotidiani e, in generale, sui media (TV, INternet e social network). Finora vige la frase che "la cattiva notizia fa notizia" mentre le buone notizie no. Pensate un attimino a quanti titoli allarmistici o come fanno presto a creare di una persona un mostro. Persona che magari ha anche sbagliato ma prima di proclamarlo colpevole e metterlo alla berlina, lui e tutta la sua famiglia, bisognerebbe pensarci. Ricordo di due casi uno concluso con un suicidio di un professionista e l'altro ove un padre di famiglia era stato additato come "colpevole" indirettamente della morte di una persona. Cosa non vera ma intanto tutti ritenevano così. E un giorno si era messo a piangere raccontando che il figlio tornando da scuola gli aveva chiesto se era vero che era responsabile del morte di una ragazza. A scuola tutti i suoi compagni dicevano così!!.
Torno al tema: segnaliamo noi i problemi, segnaliamo anche le cose che funzionano. Possiamo discuterne qui, via mail, via Facebook e qualcosa possiamo ottenere. Abbiamo dei bravi giornalisti pronti a costruire e a dare notizie costruttive o che affrontano temi reali: parlare di quello che interessa e non dell'ennesimo scandalo o, in mancanza di notizie che d'inverno fa freddo e d'estate fa caldo e che arriva l'influenza!!
Non è facile. Anni fa una mamma aveva scritto una lettera ad un quotidiano perchè aveva salvato la vita al figlio di una amica che stava soffocando per inalazione di un corpo estraneo. Solo dopo sollecitazioni è stata pubblicata e messa nelle lettere, senza alcun rilievo. Pensate che notizia invece da locandina si fosse consumata una tragedia e il bambino fosse soffocato??

CORSO GRATUITO PER TWITTER: In Liguria sono finiti i soldi e siamo e saremo sempre più chiamati a sacrifici ma sembra che i soldi si trovano per un Corso gratuito per gli assessori regionali per twitter. Una pagina del Secolo su questo tema. Ovviamente questa è la notizia che, se vera, spero venga ben spiegata dai nostri politici e governatori ma faccio una prima riflessione. Sul giornale si dice che il corso è gratuito m: nulla e' gratis IN QUANTO, COME PARLERò PER I CERTIFICATI INUTILI E APPARENTEMENTE GRATUITI DI riammissione a scuola in un prossimo post, ogni cosa ha dei costi. I costi indiretti: se lavori gratis in orario di lavoro..non lavori per quello che sei pagato di fare, se usi una sala pubblica ha un costo indiretto di consumi e di personale ecc. ecc. E i costi indiretti sono superiori ai costi diretti. E poi... è come pagare la patente a chi già ha uno stipendio, anche superiore alla media, e deve averla. Voi avete fatto un corso per questo? E se uno non vuole gli strumenti usare basta fare un corso ? Chi lo vuole usare fa quello che facciamo noi...lo usa. E se non lo sa usare si fa aiutare da un amico o lo fa usare dalla segretaria. Se girate sui siti di molti personaggi importanti troverete siti nati per le elezioni e lasciati lì sulla rete a inquinare i ciberspazio. Noi medici ci aggiorniamo, per la maggior parte, a spese nostre (E SIAMO ORGOGLIOSI DI FARLO!!).
Mi fermo perchè sono stato troppo lungo
Buona giornata e ...portate i bambini a vedere un pò di neve (con quello che costa andare a sciare approfittiamo visto che c'è di vederla e toccarla qui :-)  ). E se fa freddo? Copriamoli di più.




Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...