sabato 13 agosto 2016

NUOVO CALENDARIO VACCINALE E VACCINAZIONI IN GRAVIDANZA: ALCUNE SI POSSONO FARE PRIMA ALCUNE DURANTE LA GRAVIDANZA. Pensiamoci prima:

VACCINAZIONI IN GRAVIDANZA: ALCUNE SI POSSONO (DEBBONO?) FARE PRIMA ALTRE  DURANTE LA GRAVIDANZA. Pensiamoci prima:
Pertosse, varicella, morbillo, rosolia, influenza
PRIMA DELLA GRAVIDANZA:
Tutte le donne in età fertile devono  essere protette nei confronti di MORBILLO-PAROTITE-ROSOLIA (MPR) E  VARICELLA, dato l’elevato rischio per il nascituro di infezioni contratte durante la gravidanza, specie nelle prime settimane di gestazione.  Se non avete fatto la malattia PRIMA della gravidanza è raccomandatissima la vaccinazione per queste malattie.
La Varicella contratta nell’immediato periodo pre-parto, oltre al rischio per il nascituro, è anche molto grave per la madre.
Nel caso una donna non risulti immune contro la rosolia o la varicella (o entrambe) durante la gravidanza, è importante che sia immunizzata prima della dimissione già dal reparto maternità, nell’immediato post-partum.
DURANTE:
INFLUENZA:  è importante che la donna sia immunizzata durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza. L’influenza aumenta il rischio di ospedalizzazione, di prematurità e basso peso del nascituro e di interruzione di gravidanza.
DIFTERITE TETANO PERTOSSE: la pertosse contratta nei primi mesi può essere molto grave o persino mortale, la fonte di infezione può essere spesso la madre, e la protezione conferita passivamente da madri infettate da bacillo della pertosse o vaccinate molti anni prima è labile e incostante. Per tali motivi vaccinare la madre nelle ultime settimane di gravidanza consente il trasferimento passivo di anticorpi in grado di immunizzare il neonato fino allo sviluppo di una protezione attiva da vaccinazione del bambino. Il vaccino si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza, sia per il feto.








venerdì 12 agosto 2016

MENINGITE A FRAMURA: ISOLAMENTO, PROFILASSI A CHI VA FATTA E COME

MENINGITE A FRAMURA: ISOLAMENTO, PROFILASSI  A CHI VA FATTA E COME

Cari Genitori
Da ieri, ancora prima della segnalazione ufficiale, ricevo richieste di informazioni per il “caso” di meningite verificatosi in una ragazza genovese in vacanza a Framura a cui va il mio pensiero e la preghiera per una evoluzione favorevole
COSE IMPORTANTI DA SAPERE:
Il meningococco è sensibile alle variazioni di temperatura e all’essiccamento per cui è sufficiente procedere ad una accurata pulizia degli oggetti contaminati dalle secrezioni del naso e della gola del malato e ad una prolungata aerazione degli ambienti.
Nel caso di collettività (caserme, colonie, convitti, dormitori ) o situazioni di sovraffollamento, è bene tenere separate le persone e ventilare bene gli ambienti di vita e di riposo di tutti coloro che sono particolarmente esposti all’infezione.
NON FUGGITE DALLE VACANZE E CHIEDETE AL VOSTRO MEDICO

A CHI FARE LA PROFILASSI CON ANTIBIOTICO?
 ALLE PERSONE “ad alto rischio” E va iniziata il più presto possibile.
- contatti conviventi: specialmente bambini piccoli.
- contatti dei bambini degli asili nido e contatti dei bambini di scuole materne, purché i contatti siano stati sufficientemente intimi da aver condiviso stoviglie. Nel caso degli asili nido sono considerati tali tutti i presenti, anche il personale di assistenza; nel caso delle scuole materne solo i bambini della sezione, e quelli che hanno condiviso con il caso indice il locale di riposo pomeridiano.
- Esposizione diretta alle secrezioni del paziente affetto attraverso baci, condivisione dello spazzolino da denti, delle posate.
- Soggetto che ha mangiato o dormito frequentemente nella stessa abitazione del paziente indice (in questo gruppo vanno valutate le persone che frequentano dormitori collegi, caserme e affini).
- Contatti non protetti durante intubazione endotracheale o respirazione bocca-bocca.

Persone a basso rischio: Chemioprofilassi non raccomandata
-       contatto casuale: nessuna storia di esposizione diretta alle secrezioni orali del malato, per esempio compagni di classe o di lavoro.
-       contatto indiretto: contatto esclusivamente con un contatto ad alto rischio, nessun contatto diretto con il paziente indice.
-       L’esposizione durante la frequenza di altre collettività: piscine, palestre, discoteche, etc andrà’ di volta in volta valutata con il Servizio di Igiene Pubblica, tenendo conto dell’entità del rischio, valutato in termini di intimità del contatto.

-       La probabilità di osservare casi secondari ad un primo caso di malattia meningococica è stata stimata di circa 4 su 1000 soggetti esposti nell’ambito familiare (STRETTO E PROLUNGATO CONTATTO); Nella casistica italiana il numero di casi secondari è molto basso: meno del 2% di tutti i malati notificati.
-       VANNO IDENTIFICATI I conviventi e contatti stretti nel periodo di 10 giorni precedenti l’ultimo contatto con l’ammalato a partire dalla data della diagnosi. I 10 giorni sono il tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria, trascorsi 10 giorni dall’ultimo contatto, gli individui esposti non sono considerati a rischio.
-       Va avviata una stretta sorveglianza sanitaria dei contatti familiari, scolastici, di lavoro, per 10 giorni: gli individui esposti che presentino febbre devono essere subito visitati; se indicata, deve essere instaurata terapia antibiotica adeguata.

COME FARE LA PROFILASSI: SCHEMI ANTIBIOTICI
RIFAMPICINA: Lo schema consigliato è di 10 mg/Kg (massimo 600 mg) ogni 12 ore per 2 giorni per os.
Per gli adulti la dose è di 600 mg per 2 volte al giorno per 2 giorni.
(Schema alternativo, utilizzato nei casi dovuti a meningite da hemophilus influenzae: 20 mg una volta al giorno per 4 giorni si è rivelato efficace per la prevenzione della malattia da meningococco).
NOTATE: La chemioprofilassi con rifampicina va limitata ai soli casi considerati ad alto rischio; poiché il suo uso è stato associato a comparsa di ceppi resistenti, questo farmaco non è raccomandato per una profilassi di massa.
CEFTRIAXONE in singola somministrazione IM : 125 mg per i bambini di meno di 12 anni; 250 mg per quelli di più di 12 anni;
CIPROFLOXACINA 500 mg in dose singola per os; non è consigliata sotto i 18 anni e nelle donne gravide.

INFORMAZIONE SANITARIA
In caso di meningite meningococcica molta importanza riveste il ruolo di una informazione sanitaria accurata e tempestiva relativamente alla malattia ed al rischio di trasmissione.
Deve essere data ampia disponibilità alla partecipazione ad incontri collettivi (es. scuole ) o a risposte individuali (es. telefonate); in particolari casi l’immediata comunicazione delle informazioni ai media, alle scuole ed ad altri gruppi a rischio può servire a ridurre l’ansia nella comunità e contribuire a limitare le richieste di intervento a provvedimenti ragionevoli.



La meningite è da meningococco, ad oggi non si sa ancora il tipo, per cui è indicata la profilassi, con antibiotico, dei contatti ad alto rischio (vedi sopra). A distanza di pochi giorni abbiamo avuto in Italia, vari casi di meningite da meningococco:
-       Ragazza di 24 anni a Milano, morta
-       Ragazza italiana , morta a Vienna, mentre rientrava dalla Giornata Mondiale della Gioventù 2016 di Cracovia
-       Ragazza toscana ricoverata a Firenze e che aveva fatto un viaggio in aereo a e da Palermo
-       Ieri ragazza di 17 anni di Genova, in vacanza  a Framura, ricoverata a La Spezia.
La raccomandazione è di fare PROFILASSI AI CASI “A RISCHIO” (CONTATTI DIRETTI) E NON AI CONTATTI DEI CONTATTI.
Un farmaco utilizzato negli adulti è la Ciprofloxacina : UNA PASTIGLIA SOLO che NON può essere somministrato a donne in gravidanza e a ragazzi sotto ai 18 anni.
Nei bambini la RIFAMPICINA.
Per indicazioni dettagliate  e alternative vedete tabella allegata e articolo qui: http://www.apel-pediatri.it/Materiale/Profilassi%20meningite.pdf

Incidenza della meningite da meningococco (3-6 casi/1.000.000 abitanti, più bassa rispetto alla media europea di 14,5 casi ogni 1.000.000 di abitanti), con circa 180 casi segnalati ogni anno.
Una quota sempre crescente di meningococchi identificati in Italia negli ultimi anni (69%) è risultata appartenere al sierogruppo B mentre il sierogruppo C è stato identificato nel 24% dei pazienti ed la restante proporzione è divisa tra gruppo A e W135, che sono più rari.
In genere, nella popolazione generale, esiste una consistente proporzione di soggetti che sono colonizzati dal batterio nel rino-faringe, i cosiddetti portatori sani.
La prevalenza di portatori sani può oscillare entro limiti ampi, dall’1-2% fino al 15-20% della popolazione sana, salvo raggiungere livelli assai elevati (60-70%) in comunità chiuse e circostanze particolari.



SINTOMI, INCUBAZIONE, PROFILASSI –
La meningite è un'affezione acuta del sistema nervoso centrale caratterizzata dall'infiammazione delle meningi (le membrane protettive che ricoprono l'encefalo e il midollo spinale). La forma più grave pericolosa è queIla batterica, innescata dal germe del meningococco. I sintomi della meningite, comunque, sono indipendenti dall'agente che causa la malattia.
I più tipici, secondo il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica, includono:
- irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale)
- febbre alta
- mal di testa
- vomito o nausea
- alterazione del livello di coscienza
-convulsioni.
PERIODO DI INCUBAZIONE - Può variare a seconda dell'agente causale e della presentazione clinica. Per la forma batterica, il periodo di incubazione della meningite va dai 2 ai 10 giorni. Per quella virale invece, il tempo è più breve e va dai 3 ai 6 giorni. La malattia è contagiosa soltanto durante la fase acuta. I 10 giorni sono il tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria, tenuto conto del massimo periodo di incubazione della malattia. Chi è venuto a contatto con il soggetto colpito dalla malattia, passati 10 giorni dall'esposizione non è più considerato a rischio.

COSA FARE - Il trattamento della meningite batterica si basa soprattutto sulla terapia antibiotica. L’identificazione del batterio che causa la malattia è importante sia per orientare la terapia antibiotica di chi è stato colpito dalla malattia, sia per definire se è necessaria la profilassi antibiotica delle persone che hanno avuto contatti con la persona contagiata.

giovedì 11 agosto 2016

DECALOGO PER GENITORI DA MONTESSORI

DECALOGO PER GENITORI DA MONTESSORI
Tratto da: 
http://www.montessori4you.it/il-decalogo-del-genitore-montessori-da-0-a-2-anni/
1. Trattate il vostro bambino come un “piccolo adulto”
2. Usate la disciplina positiva
3. Dategli l’opportunità di provare cose nuove
4. Non interrompete i suoi momenti di concentrazione
5. Incoraggiate invece di premiare
6. Proponetegli delle scelte (senza esagerare)
7. Limitate la quantità dei giochi a sua disposizione
8. Rispettate il vostro bambino
9. Dimenticare l’orologio (concetto del tempo)
10. Spegnete la TV

1. Trattate il vostro bambino come un “piccolo adulto”
-  rispetto verso il vostro bambino come lo avreste per un adulto che amate e stimate:
·      Chiedete cortesemente invece di dare ordini,
·      Parlate con calma e senza urlare,
·      Abbassatevi al suo livello quando gli parlate, in modo da guardarlo negli occhi e non dall’alto in basso.
- Non parlate del bambino con altre persone in sua presenza, anche se credete che sia ancora troppo piccolo per capire.
Basate la relazione con vostro figlio sul rispetto reciproco: vostro figlio è una persona in sé, non una vostra proprietà.

2. Usate la disciplina positiva
-       utilizzare forme linguistiche affermative piuttosto che negative,
-       spostare l’attenzione del bambino piuttosto che combattere frontalemente la sua volontà,
-       lodare le azioni e gli atteggiamenti positivi correggendo quelli negativi,
-       dire no alle punizioni verbali e fisiche, alle grida e alle minacce,
-       dar poche regole, ma chiare, che devono essere sempre rispettate,
-       non affibbiare al bambino nomignoli negativi o dirgli frasi del tipo “sei brutto, sei cattivo”, piuttosto sottolineare che l’azione che ha compiuto o che il suo atteggiamento sono sbagliati.
Dietro ogni “capriccio” si cela un malessere. Il bambino vi ama immensamente e il suo obiettivo non è farvi arrabbiare. Cercate in ogni situazione di andare a fondo e di capire gli atteggiamenti del vostro bambino: sta cercando di dirvi qualcosa, spesso che non vi occupate abbastanza di lui. Nutrirlo e vestirlo, nonostante questo ci occupi molto tempo e ci dia l’impressione di prenderci cura di lui, non basta. Per il bambino sono solo bisogni e non momenti di qualità che trascorriamo insieme.
Tutti questi atteggiamenti aiuteranno il bambino a sviluppare una maggiore fiducia in sé stesso e ad avere una visione ottimistica della vita.
“La prima nozione che i fanciulli debbono acquistare per essere attivamente disciplinati è quella del bene e del male: e il compito dell’educatrice sta nell’impedire che il fanciullo confonda il bene con l’immobilità e il male con l’attività, come avveniva con le forme dell’antica disciplina. Poiché il nostro scopo è di disciplinare all’attività, al lavoro, al bene; non all’immobilità, alla passività.”
M. Montessori, “La scoperta del bambino“

3. Dategli l’opportunità di provare cose nuove
Genitori impediscono ai propri figli di provare a fare qualcosa perché la considerano inadatta alla loro età oppure la ritengono troppo pericolosa!  Come possiamo far capire ad un bambino che ancora non è pronto ad affrontare da solo quello che vorrebbe fare? Solamente lasciandolo tentare!
-       Non giudicate le sue capacità in base all’età e non impeditegli di fare qualcosa perché è troppo piccolo.
-       A volte sarete sorpresi dalle abilità del vostro bambino, altre dovrete consolare la sua frustrazione nel non riuscire a fare quello che vorrebbe, ma solo così  può imparare da solo quali sono i propri limiti e acquistare fiducia in sé stesso e nella vostra persona, vedendo che voi credete in lui e che siete sempre al suo fianco nelle difficoltà.
-       Vi accorgerete che il bambino saprà presto autoregolarsi comprendendo ciò che è in grado di fare da quello che ancora non è alla sua portata e apprenderà da solo a giudicare le situazioni potenzialmente pericolose.
-       Dimostrategli fiducia e lasciategli svolgere le attività domestiche più facili: potrà ad esempio mettere il pane in tavola, più tardi potrà portare i piatti.
-       Il vostro bambino sarà soddisfatto quando avrà la possibilità di esercitarsi e di partecipare ai compiti quotidiani dando il massimo di cui è capace.
“Noi non possiamo sapere le conseguenze di un atto spontaneo soffocato quando il bambino comincia appena ad agire: forse noi soffochiamo la vita stessa.”
Maria Montessori, “La scoperta del bambino”

4. Non interrompete i suoi momenti di concentrazione
Quello che a voi appare come un gioco per passare il tempo è invece un vero lavoro per il vostro bambino. Sta lavorando per costruirsi. Lasciatelo in pace nella sua occupazione, senza interromperlo né con commenti né con incoraggiamenti: entrambi gli atteggiamenti spezzeranno il filo magico della sua concentrazione.
-       Cercate il più possibile di lasciargli finire quello in cui è impegnato e, se proprio dovete interromperlo, spiegategliene la ragione e avvisatelo per tempo: in fondo neanche voi amate essere interrotti a metà di un lavoro importante e pensate a quanto vi costa riprendere un lavoro lasciato a metà!
-       Oggi si parla molto di disturbo di deficit dell’attenzione, non siatene la causa! La capacità di concentrazione fa parte dell’intelligenza e il bimbo deve apprenderla con il tempo, se però ogni volta che si cimenta nel concentrarsi viene distratto dalle vostre parole, non solo non riuscirà ad imparare, ma soprattutto crederà che concentrarsi non è importante.
“Vi sono nell’individuo esigenze intime, per le quali mentre egli si abbandona ad un lavoro misterioso, si richiede la completa solitudine, la separazione da tutto e da tutti. Nessuno può aiutarci a raggiungere quest’intimo isolamento che ci rende accessibile il nostro mondo più celato, più profondo, tanto misterioso, quanto ricco e pieno. Se altri ci si immischia, interrompe e perciò distrugge. Questo raccoglimento che si ottiene liberandosi dal mondo esterno, deve provenire dalla nostra stessa anima, e ciò che è intorno a noi non può influire in nessun modo fuorché con l’ordine e con la pace.”
Maria Montessori, “Il segreto dell’infanzia“

5. Incoraggiate invece di premiare
Nelle scuole Montessori, per quanto strano possa sembrare, non esistono né voti né tantomeno verifiche.
-       Il bambino non ha bisogno di essere incanalato in giudizi né di lavorare per il vostro riconoscimento.
-       La sua soddisfazione viene da sé stesso.
-       Lodate le azioni del bambino piuttosto che il bambino stesso, dirgli “Oh quanto sei bravo! Oh quanto sei intelligente!” ottiene nella sua psiche l’effetto opposto di quello che desidereremmo ottenere. Ditegli piuttosto “Oh che bel cerchio che hai disegnato! Oh come sei stato gentile!” mettendo l’accento sull’attitudine positiva del bambino.
Credo che anche voi vi sentireste un po’ stupidi se qualcuno che amate vi lodasse come siamo abituati a lodare un bambino. Se avete passato la mattinata a cucinare con amore, non è più valorizzante sentirsi dire “Mamma, che buon pranzo che hai preparato oggi” piuttosto che “Mamma che brava che sei”?

6. Proponetegli delle scelte (senza esagerare. Non lasciategli la responsabilità di decisioni importanti o farlo decidere per noi, per es. vuoi andare in vacanza al mare o in montagna?)
- Lasciate che il vostro bambino abbia la possibilità di scegliere nelle piccole cose che lo riguardano: che frutto o che yogurt mangiare, se mettere un abito piuttosto che un altro.
- Lo abituerete in questo modo nel difficile compito di prendere una decisione e lo farete sentire parte delle scelte invece di doverle subire.
- Saper prendere una decisione fa parte di quanto egli dovrà imparare per divenire un adulto libero, capace di scegliere secondo delle ragioni e non seguendo i propri istinti.
- Ogni piccola scelta quotidiana diventa una palestra di vita.

7. Limitate la quantità dei giochi a sua disposizione
- Il bambino ha bisogno di fare realmente, non di far finta.
- Fornitegli del materiale “vero” di taglia adatta alla sua che possa utilizzare con uno scopo utile, al posto dei giochi finti e di plastica che imitano la vita: invece di comprargli una bellissima e costosa mini cucina finta dategli la possibilità di cucinare con voi.
“Crediamo erroneamente che il bambino più ‘ricco di giocattoli’, più ‘ricco d’aiuti’ possa essere il meglio sviluppato. Invece la moltitudine disordinata di oggetti, è essa che aggrava l’animo di un nuovo caos, e lo opprime nello scoraggiamento.”
Maria Montessori, “La scoperta del bambino”
Oggi riempiamo la vita dei nostri figli di giocattoli, ma Maria Montessori aveva notato che quando i bambini hanno l’opportunità di adoperarsi in attività concrete, non hanno bisogno né voglia di giochi: essi si concentrano e a lungo e l’attività crea in loro un’immensa soddisfazione che i giocattoli con la loro applicazione finta non producono, al contrario  essi producono frustrazione.
Preferite dunque la qualità alla quantità, scegliete dei giochi che siano ben fatti, educativi e belli. Quando acquistate un gioco chiedetevi se esso ha una finalità, se comporta delle decisioni da prendere, se incoraggerà l’esplorazione e la manipolazione del bimbo.
Date al bimbo piccolo un solo gioco alla volta e quando è sarà grande insegnategli a riordinare un’attività prima di iniziarne un’altra.
“Nei Paesi in cui l’industria del giocattolo non è tanto progredita, troverete bimbi molto differenti: sono più calmi, sani ed allegri.”
Maria Montessori, “La mente”

8. Rispettate il vostro bambino
Il bambino è talmente bello e lo amiamo talmente che avremmo voglia di stringerlo e sbaciucchiarlo in continuazione. Ricordatevi però che il bambino non è un cucciolo: è un essere umano autonomo che non vi appartiene. (Neanche un cucciolo è un pupazzo o un giocattolo).
Toccatelo e abbracciatelo solo quando è lui a chiedervelo oppure solo dopo averglielo chiesto. Cercate di trattenere i vostri slanci di effusione amorosa e dimostrategli invece il vostro amore attraverso il rispetto. Gli insegnerete in questo modo anche a rispettare il proprio corpo e quello degli altri.
Quando è, invece, il bambino a cercare le vostre carezze non fategliele mai mancare, godetevi quei momenti di esplosione amorosa tra di voi.
“Giammai attratti dalle sue grazie affascinanti dobbiamo aggredirlo con le nostre carezze: e non mai, anche se questi ci vengono quando noi siamo disposti a riceverli, mai respingere i loro slanci affettuosi, ma corrispondervi con delicatezza e sincera devozione.”
Maria Montessori, “Educazione alla libertà”

9. Dimenticare l’orologio (concetto del tempo)
- Il vostro bambino non ha il vostro stesso concetto del tempo: Non può capire “tra cinque minuti” oppure “dopo”: vive nel presente.
- Quando dovete interrompere una certa attività, ad esempio dovete andarvene dal parco giochi, avvisatelo prima e trovate dei concetti temporali che possa comprendere come: “quando suonano le campane, dobbiamo andare a casa”; “quando l’ombra dell’albero arriva nel giardino, dobbiamo andare”; “quando il sole è tramontato è sera ed è tempo di andare a letto/a casa”.
- Quando sarà abbastanza grande potrete usare una clessidra per fargli capire il passare del tempo e, ad esempio, lasciarlo leggere un libro prima di dormire fin quando il tempo della clessidra si esaurisca, poi sarà tempo di andare a dormire.
- Per quanto possibile, dimenticate la routine e l’orologio quando siete con lui: l’ora della pappa e della nanna hanno senso solo per voi. Cercate invece di capire quando ha fame e quando ha sonno e di proporgli quello che gli serve quando ne ha bisogno e non quando lo dice la vostra sveglia.
- Quando state passando un bel momento con il vostro bambino, pensate solo a quello, stampatelo nella vostra mente (anche se è l’ora di preparare la cena): il tempo passa e non ritorna più!

10. Spegnete la TV (e non fategli cercare Picachu)
Maria Montessori non ha potuto sperimentare l’enorme influenza della televisione che alla sua epoca era solamente all’inizio della propria diffusione, ma possiamo immaginare che non ne avrebbe approvato la visione da parte dei piccoli.
Per i bambini al di sotto dei due anni la Tv, il Pc, il vostro telefono e il tablet non sono degli strumenti per l’apprendimento, al contrario è dimostrato che per ogni ora passata davanti alla tv prima dei due anni il vostro bambino avrà il 30% di possibilità in più di avere disturbi del linguaggio e dell’apprendimento in età scolastica.
Anche la tv come sottofondo è dannosa, diminuendo la possibilità di concentrazione del bambino.
Non fidatevi di chi vi dice che il tale programma è adatto al vostro bambino: non lo è, la sola cosa adatta a lui è la tv spenta e la sperimentazione attraverso l’uso dei cinque sensi.
“Le condizioni che più verosimilmente nuocciono all’apprendimento precoce comprendono un’eccessiva esposizione alla televisione, l’impotenza appresa e la scarsa attività fisica.”
John Medina
Tratto da Come liberare il potenziale del vostro bambino, di Daniela Valente















Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...