mercoledì 26 ottobre 2022

Per crescere un bambino ci vuole un villaggio: Sabato 29 a Certosa

 Per crescere un bambino ci vuole un villaggio: Sabato 29 a Certosa

L'ingresso all'evento è libero, ma è richiesta un'iscrizione inviando una mail a genova@villaggiopercrescere.it

Vi aspettiamo

Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio” recita un proverbio africano: una massima antica ma sempre attuale e oggi ancora più vera, in un contesto frammentato e individualista, dove la rete tanto auspicata sembra essere solo quella virtuale e dove se hai un problema non sai a chi suonare il campanello. 

Per questo sono nati i Villaggi per Crescere, un progetto proposto e coordinato dal Centro per la Salute del Bambino grazie al quale, in tutta Italia, sono stati aperti spazi gratuiti dove bambine e bambini da 0 a 6 anni e le loro famiglie possono incontrarsi e passare del tempo insieme. Per condividere l'impegnativa sfida dell'educare,

 imparare insieme a diventare genitori, fare esperienze capaci di nutrire la crescita dei più piccoli e lasciare una traccia: perché come è stato ampiamente dimostrato dalla scienza è proprio ciò che viviamo nei nostri primi mille giorni che orienta e segna la nostra storia, è il patrimonio che accumuliamo nella primissima infanzia che accrescerà le opportunità che avremo nel corso di tutta la vita. 

Lo sostengono i pediatri Alberto Ferrando e Federica Favilli, entrambi soci dell'Associazione Culturale Pediatri, che sabato 29 ottobre parteciperanno e interverranno al convegno “Crescere nel Villaggio. Investire nell'infanzia e nella genitorialità: esperienze e prospettive future”, in programma a Genova dalle 9.30 alle 13.30 in Casa di Quartiere 13D Certosa. «Le buone pratiche esercitate nei primi mille giorni» dichiara Ferrando, che oltre a essere referente regionale dell'ACP è presidente dell'APEL-Associazione Pediatri Extraospedalieri della Liguria, «come ad esempio l'ascolto di musica e di storie producono ricadute lungo tutto l'arco della vita in termini di salute, competenze cognitive e sociali, percorsi scolastici e lavorativi e riguardano i singoli individui e le comunità nel loro insieme». In questo senso il contributo del pediatra di famiglia è fondamentale e ne parlerà, in rappresentanza dei pediatri della Valpolcevera, la dottoressa Favilli, che metterà in luce anche il loro contributo nell'esperienza del Villaggio ligure, selezionato nel 2018 da Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile e implementato sul territorio dalle operatrici e dagli operatori della Cooperativa Sociale A.S.C.U.R.: nel 2021 il progetto ha ottenuto un nuovo finanziamento grazie a un'importante collaborazione tra pubblico e privato, ovvero tra Impresa Sociale Con i Bambini e Fondazione del Gruppo Generali The Human Safety Net, che ne ha permesso la prosecuzione per altri tre anni fino al 2024.

«Il convegno di sabato» spiega Vanina Barbieri, coordinatrice del Villaggio di Genova «vuol essere proprio un'occasione per raccontare l'impatto di quest'esperienza attraverso la voce della rete di stakeholder con cui il Villaggio collabora sul territorio: dall'Ambito Territoriale Sociale all'Università, dai pediatri al Comune, senza dimenticare di dar voce ai protagonisti principali, le mamme e i papà che frequentano il Villaggio con i loro figli». 

Del resto è stato dimostrato che il peso dell'ambiente familiare è preponderante nei primi anni di vita: «Se vogliamo davvero contrastare la povertà educativa — afferma il pediatra e presidente del Centro per la Salute del Bambino, capofila del progetto, Giorgio Tamburlini — bisogna lavorare sulle competenze genitoriali e dare continuità a esperienze come i Villaggi per Crescere e a iniziative simili quali i centri per genitori e bambini attivati in varie parti d'Italia. In questi anni siamo riusciti a coinvolgere più di 2000 bambini e bambine, soprattutto nei primi due-tre anni di vita, e i loro genitori: questi ne hanno ricevuto grande beneficio, sia perché hanno potuto scoprire le tante cose utili e piacevoli che possono fare con i loro bambini sia perché hanno avuto molte opportunità di condividere la loro esperienza con altre famiglie, uscendo dall'isolamento, che è stato accentuato dalla pandemia, ma che per molti abitualmente caratterizza i primi anni dell'esperienza genitoriale.» 

«Al Villaggio» racconta la pediatra Antonella Lavagetto, consigliera nazionale ACP e vicepresidente dell'APEL, «molti entrano esitanti, un po’ spinti da noi pediatri. Ma poi, sentendosi accolti, ne rimangono entusiasti. E spesso i più diffidenti e reticenti diventano i più attivi. Il coinvolgimento familiare è un valore che è più difficile realizzare a scuola. Nelle classi i bambini stanno insieme ma poi, una volta usciti, le famiglie non sempre mantengono la stessa socialità. Il Villaggio accorcia le distanze e appiana le salite!».

Fondamentale, per dare continuità e valore a quest'esperienza, il coinvolgimento delle istituzioni. Ne è convinta anche Martina Caputo, assessora alle Politiche sociali del Municipio V Valpolcevera, che afferma: «L'aspetto innovativo e fondamentale di questo progetto sta nello spostare il focus da un lavoro individuale sul bambino a quello sul nucleo familiare. Essendo la famiglia la prima forma di comunità, il Villaggio può diventare il primo tassello di una comunità sana e consapevole: proprio per questo è doveroso che le istituzioni investano in questa esperienza e proprio per questo siamo contenti di farne parte e continueremo ad essere parte attiva di questo processo.»

L'ingresso all'evento è libero, ma è richiesta un'iscrizione inviando una mail a genova@villaggiopercrescere.it









martedì 25 ottobre 2022

Biscottini nel latte dallo svezzamento??? NO GRAZIE!

 Biscottini nel latte dallo svezzamento??? NO GRAZIE!

Vari decenni fa, 3-4,  (quando avevo iniziato a lavorare dal 1975) si usava ancora utilizzare il latte vaccino come alimentazione ai lattanti dopo i primi mesi di vita (in alcune realtà anche prima). Quando furono ideati i primi biscottini, tra gli anni ‘50 e ‘60, servivano generalmente per arricchire di “sostanza” il latte offerto ai bambini, che non aveva nulla a che fare con un formulato specifico. Si usava quello che c’era a disposizione il latte di mucca (ma anche di capra o di pecora a seconda delle regioni di riferimento). Il latte vaccino (di mucca) è troppo ricco di proteine per cui veniva  diluito con acqua e si aggiungevano gli zuccheri, quasi sempre sotto forma di biscottini. 

- Per quanto negli ultimi decenni sia stato stabilito chiaramente che il latte vaccino non va mai dato al lattante almeno fino al primo anno di vita è rimasta ancora, in alcune famiglie, l'idea che allo svezzamento il biscottino vada dato. Invece non è così e provo spiegarlo brevemente.

Comunque fate sempre riferimento ai consigli personalizzati del vostro pediatra!

Allora: 

- prima dei 6 mesi solo latte! Possibilmente materno, laddove non è stato possibile si usa l’artificiale, senza aggiunta di nulla, biscotto compreso.

- Sotto ai 12 mesi (e possibilmente fino ai 2 anni) meglio evitare gli zuccheri aggiunti. Qualsiasi tipo di zucchero. 

- I biscotti per bambini hanno  zucchero come quelli per adulti. Il fatto che non ci sia scritta la parola “zucchero” fra gli ingredienti non deve trarre in inganno perché è presente nel "succo d’uva, succo concentrato di mela, sciroppo di riso, sciroppo d’agave ecc.".

- Stesso discorso per le tisane zuccherate per bambini: non usatele se non in situazioni particolari dopo aver sentito il vostro pediatra.

In sintesi: Il biscotto nel latte non apporta alcun beneficio  e contribuisce a creare delle PROBLEMATICHE: eccesso di calorie e condizionamento del gusto.

Il latte formulato è creato  per essere nutrizionalmente adeguato come apporto calorico e come distribuzione armonica tra zuccheri, proteine , grassi e altri elementi.  

Il biscotto nel latte del biberon aggiunge calorie non necessarie, e il bimbo/a che lo assume  introdurrà  una dose aumentata di zuccheri con aumento della introduzione d calorie.

Ma non solo: il biscotto cambia il sapore del latte, oltre a modificarne le caratteristiche nutritive, dunque il bambino/a predispone il suo gusto alle sostanze dolci.



Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...