sabato 21 luglio 2012

GUIDA GENITORI VIII: CONCLUSIONI MA NON CONCLUSIONE


GUIDA GENITORI: CAPITOLO VIII: CONCLUSIONI MA NON CONCLUSIONE
Cari genitori e ragazze e ragazzi e nonni, zii ecc.
Con questa puntata finisce il Volume Guida ai Genitori di “Save the Children”. Si conclude il manuale ma non il nostro impegno. Siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo cercare di trarre cose utili e buone da tutti e analizzare cose errate o magari valide nel passato e da non utilizzare più adesso. Soprattutto una: LA VIOLENZA NON VA MAI USATA. Leggete e rileggete tutto il manuale e le puntate. La violenza: Anche se l’abbiamo subita da giovani (personalmente ricordo la cinghia e il battipanni…si faceva così) anche se l’ho data ai miei figli, spero poco ma il grande me la ricorda tuttora (soprattutto sberla al Ristorante in attesa di una partita in trasferta del genoa). Ma allora era “normale” accettata…invece NO: mai usarla né quella fisica né quella ancora più dannosa “psicologica” che rischia di minare il concetto di “sé” del bambino, ridurre la sua autostima. NON fate confronti tra fratelli o fratelli e sorelle né con amici e poi…. Parliamone. Nessuno ha la risposta perfetta e adatta per tutte le situazioni. Essere genitori è molto impegnativo e ci mette in crisi. Qualsiasi cosa facciamo qualcuno, spesso noi stessi, criticherà. Poi ci sono i complessi rapporti con i nonni, i parenti gli amici. In sintesi: NON ESISTE IL MANUALE DEL GENITORE PERFETTO. Anche perché siamo tutti diversi, ogni bambino (e ogni adulto) ha le sue caratteristiche, il suo temperamento. Impariamo, come nelle scienze come diceva Popper, dai nostri errori. Ebbene picchiare o maltrattare un bambino è UN ERRORE. Ne abbiamo parlato sul Facebook. Molti mi chiedono se la sberla serve e debbo rispondere MAI. Su questo possiamo poi tornare come sul maltrattamento dei bambini ma anche sul maltrattamento dei genitori da parte dei figli J (Ogni cosa è sempre bidirezionale).
Ricordate che:
-       Anche se tutti fanno così non è detto che sia giusto
-       Anche se lo hanno fatto a noi può essere sbagliato
-       Anche se lo dice un “esperto” può essere sbagliato
-       L’esperienza è utile se ben usata. A volte è una ripetizione acritica di errori passati
-       Il nostro obiettivo, come genitori (e come bambini, adolescenti e nonni) è cercare di fare il meglio e la felicità di tutti: si ottiene con la violenza??
Buona Domenica
Alberto Ferrando

GUIDA GENITORI: capitolo VII: CONCLUSIONI
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Buona lettura. Alberto Ferrando

Obiettivo di Save the Children è vietare tutte le forme di punizione fisica o altre punizioni umilianti e degradanti nei confronti dei minori in tutti i contesti, compreso quello familiare, promuovendo un modello educativo positivo. Per raggiungere questo obiettivo, siamo convinti che sia assolutamente importante sostenere i genitori nel loro lavoro quotidiano e dare loro tutti gli strumenti che possono utilizzare per costruire un buon rapporto con i propri figli. Per questo motivo, Save the Children ha deciso di realizzare questa Guida sulla genitorialità positiva.
In questa Guida sono stati illustrati i principi che sono alla base di un buon rapporto genitori-figli: concentrarsi sugli obiettivi a lungo termine, far sentire il proprio affetto e fornire punti di riferimento, sapere cosa pensa e cosa prova vostro figlio e assumere un approccio volto a una costruttiva risoluzione dei problemi. Quando il nostro cervello emotivo prende il sopravvento in una situazione di stress o di rabbia può essere molto difficile riuscire a pensare lucidamente. Per riuscire a far prevalere il nostro cervello razionale è necessario fare molta pratica e saper pianificare i nostri comportamenti futuri.
Potete cominciare concentrandovi su una specifica situazione problematica. Quando siete calmi parlatene con vostro figlio e ascoltate il suo punto di vista; poi riflettete e decidete quale comportamento tenere la prossima volta che si presenterà questa situazione al fine di raggiungere i vostri obiettivi a lungo termine e di dare a vostro figlio le informazioni di cui ha bisogno per imparare. Poi quando la situazione si ripresenta fate un profondo respiro, concentratevi sui vostri obiettivi a lungo termine e cercate di mettere in pratica il comportamento che avevate pianificato in precedenza. Fate in modo di agire sempre facendo sentire il proprio affetto, garantendo sempre protezione emotiva e fisica a vostro figlio. Mantenete la calma e fate prevalere il vostro cervello razionale. Continuate a fare questo tipo di esercizio concentrandovi su una situazione per volta e cercando di migliorare di giorno in giorno.
Ricordate che il vostro impegno permetterà a vostro figlio di imparare a gestire la frustrazione, le situazioni conflittuali e la rabbia.
In questo modo acquisirà le capacità necessarie per vivere senza mai fare ricorso alla violenza, avrà una maggiore autostima e più rispetto per voi.
Nessun genitore è perfetto. Tutti noi commettiamo degli errori, ma possiamo imparare da questi, proprio come fanno i nostri figli.
Attraverso questa Guida, Save the Children spera di fornire ai genitori dei consigli utili, degli strumenti concreti e semplici che favoriscano l’utilizzo di un approccio educativo positivo per la crescita e l’educazione dei propri figli, senza utilizzare alcun tipo di violenza.


PASSAPORTO E CARTA DI IDENTITà PER MINORI: precisazioni


Se uno ha fatto  il certificato di nascita con paternità e maternità è  a posto se ha anche chiaramente la carta identità della bimba e se va nei paesi dove non è richiesto passaporto. Controllate che non siano passati sei mesi nel certificato perché anche se c.è  scritta un’altra scadenza oggi tutti i certificati valgono solo sei mesi e non sono prorogabili.  La carta identità invece ha la scadenza sul retro vedere quella data.

In pratica: comunità europea : basta carta identità valida per gli adulti non deve essere stata prorogata alla scadenza con il timbro di proroga vedere sul retro se riporta solo la data di scadenza è ok se ha un timbro con scritto una data di proroga di ulteriori 5 anni non è valida per l’estero.  Per i minori occorre carta identità e fino ai 14 anni anche certificato di nascita con paternità e maternità validità di sei mesi.  Ultimamente si ha la possibilità di inserire direttamente sul retro della Carta identità i nomi dei genitori in questo caso non serve il certificato si può partire solo con la carta di identità.
X le destinazioni dove serve il passaporto (consiglio di chiamare sempre le ambasciate x dettagli) è entrata in vigore una nuova disposizione rispetto all’anno scorso ogni persona deve avere un documento personale,  quindi anche i minori devono viaggiate con il loro passaporto personale chi ha un passaporto con il minore scritto mantiene la validità il titolare (genitore) il minore deve farlo personale.  I tempi di consegna sono di almeno 10giorni.  
In breve attivarsi x tempo.  In caso di adozioni o affidi è bene che i genitori affidatari si informino presso gli uffici senza portare il minore per poter fare tutti gli accertamenti in modo riservato. 
Un Caro Saluto
Alberto Ferrando

venerdì 20 luglio 2012

GUIDA GENITORI: capitolo VII: ADOLESCENZA: DAI 14 AI 18 ANNI


GUIDA GENITORI: capitolo VII: ADOLESCENZA: DAI 14 AI 18 ANNI
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Buona lettura. Alberto Ferrando
Adolescenza (dai 14 ai 18 anni)
I bambini si allenano tutta la vita per essere pronti in questa fase del loro sviluppo. Durante l’infanzia lottano per la propria indipendenza in preparazione di questa fase della loro vita. Le esperienze dell’infanzia hanno permesso loro di sviluppare le capacità, la fiducia in se stessi e l’autostima di cui avranno bisogno per vivere positivamente la loro adolescenza ed entrare poi nell’età adulta. Se avranno avuto molte opportunità di mettere in pratica la propria indipendenza, commettere degli errori, imparare da questi e migliorare le proprie capacità allora saranno pronti ad affrontare le sfide future.
Negli anni hanno imparato a rispettare gli altri, a risolvere le situazioni conflittuali in modo non violento, a esprimere i propri sentimenti in modo costruttivo e a far valere la propria opinione e quella degli altri. Ora devono utilizzare tutte queste capacità in modo autonomo, man mano che si distaccano sempre di più dai genitori.
Si tratta di un periodo molto stimolante. Vostro figlio è quasi un adulto capace di parlare con voi quasi di tutto. Gli adolescenti cominciano ad avere nuove opinioni, individuare dei valori propri e scegliere la loro strada. In questa fase il rapporto tra genitori e figli viene profondamente modificato e si presentano molte nuove sfide. Ma, come sempre, queste sfide sono opportunità per insegnare a vostro figlio come prendere la decisione migliore, come risolvere le situazioni conflittuali, e anche come affrontare i propri fallimenti.
In questa fase, il principale ruolo dei figli è quello di trovare la propria identità. Il compito dei genitori è quello di rafforzare il legame genitore-figlio favorendo allo stesso tempo la sua indipendenza.
Il rispetto dell’identità
Gli adolescenti hanno un forte desiderio di esprimere se stessi e non ciò che i loro genitori vorrebbero che fossero. I loro gusti cambiano improvvisamente. La musica preferita, i vestiti, il taglio dei capelli, gli amici, le opinioni e i cibi preferiti cambiano; cambiano anche le attività extrascolastiche preferite, gli interessi accademici o le loro aspirazioni per il futuro. Se i figli cominciano a sviluppare delle nuove opinioni in ambito religioso o politico, smettono di andare alla messa, si tingono i capelli di strani colori o si vestono in modo insolito i genitori cominciano a pensare che tutto quello che avevano insegnato loro sia andato ormai perso.
In realtà sta succedendo quello che già era accaduto quando il bambino aveva iniziato a camminare: vostro figlio sta sperimentando. Ma mentre un bambino di due anni sperimenta per scoprire il senso del tatto e del gusto, un adolescente sperimenta per scoprire quale sia la sua identità. Quindi cercherà di ‘provare’ diverse identità per riuscire a capire quale è quella che più si adatta a lui e per farlo avrà bisogno di abbandonare qualche abitudine del passato. Gli adolescenti sono come dei bruchi che si liberano del proprio bozzolo per riuscire a trovare la propria identità.
È normale che un adolescente sperimenti identità anche molto diverse da quelle dei propri genitori. Per esempio, ascolta della musica che non piace ai suoi genitori, assume le opinioni che i genitori non condividono. Differenziandosi profondamente dai genitori, gli adolescenti riescono a capire meglio quale sia la loro reale identità.
A volte, durante questo percorso di ricerca, un adolescente può vivere esperienze pericolose o dolorose, con le droghe e l’alcol o il sesso e relazioni interpersonali. Ancora non è pienamente consapevole del fatto che può farsi del male. Lo sviluppo cerebrale di un adolescente non è ancora del tutto completo; infatti quelle parti del cervello che ci aiutano a prevedere le conseguenze delle nostre azioni, pianificare e ponderare le opzioni possibili non sono ancora del tutto formate. A volte gli adolescenti fanno cose molto rischiose proprio perché credono che non possa succedere loro niente di male.
IN QUESTA FASE L’ADOLESCENTE STA TENTANDO DI SPICCARE IL VOLO, A VOLTE CADRA’, MA CON IL VOSTRO AIUTO IMPARERA’ A VOLARE
In questa fase il rapporto di fiducia che i genitori hanno costruito con i propri figli avrà un ruolo cruciale. I figli devono sapere che possono sempre rivolgersi a noi genitori senza alcun timore. Gli adolescenti non vogliono essere tenuti sotto controllo, ma hanno comunque bisogno di sapere che possono contare su di noi e che siamo sempre pronti a dare loro informazioni chiare e corrette, punti di riferimento precisi e un ambiente sicuro.
Tutte le capacità che hanno sviluppato sin dall’infanzia, come la capacità di fare scelte indipendenti, saper comunicare, risolvere le situazioni conflittuali saranno loro di grande aiuto nell’affrontare le prove di questa nuova fase della loro vita. Ma ricordate che queste capacità non sono ancora del tutto sviluppate; continueranno a svilupparsi negli anni a venire. In questa fase gli adolescenti continueranno a commettere errori e continueranno a soffrire, proprio come accadeva quando erano bambini.
E, proprio come accadeva quando erano bambini, anche ora potete continuare a garantire ai vostri figli un ambiente sicuro, dare loro informazioni e favorire la loro crescita. In questa fase l’adolescente sta tentando di spiccare il volo, a volte cadrà, ma con il vostro aiuto imparerà a volare.
Rafforzare il legame genitore-figlio
Costruendo sin dall’inizio un rapporto di fiducia e rafforzando l’attaccamento negli anni, siete riusciti a creare un rapporto che permetterà a vostro figlio di entrare nell’età adulta. Gli adolescenti hanno una maggiore probabilità di vivere questa fase in maniera positiva se il rapporto con i genitori è affettuoso e tenero e, allo stesso tempo, stabile, costante e sicuro.
Gli adolescenti che hanno un legame forte con i genitori hanno una maggiore probabilità di:
- avere rapporti positivi con gli altri adolescenti e con gli adulti;
- essere consapevoli della fiducia dei propri genitori e desiderare di mantenere questo
rapporto di fiducia;
- trattare gli altri con rispetto ed empatia;
- essere sicuri di sé e avere una maggiore autostima;
- collaborare meglio con gli altri;
- avere una migliore salute mentale;
- ascoltare e seguire i consigli dei genitori.
I genitori possono basarsi su questo legame e rafforzarlo ulteriormente durante l’adolescenza interagendo con i figli in un modo divertente e positivo. Gli adolescenti che si divertono insieme ai genitori hanno una maggiore probabilità di sentirsi più a proprio agio a parlare con loro, tendono ad ascoltare i loro consigli e vogliono mantenere con loro un buon rapporto. Vedono i genitori come persone che danno loro affetto piuttosto che persone che esercitano il controllo. Quindi passano più tempo insieme a loro.
Quando cerchiamo di tenere sotto controllo o di punire gli adolescenti provochiamo in loro rancore e rabbia, mancanza di sincerità e forti resistenze. Gli adolescenti che vedono nei genitori solo una forza che li tiene sotto controllo e interferisce con la loro vita tendono ad evitarli e a diventare depressi e ansiosi. Hanno paura di confidarsi con loro quando hanno dei problemi, passano meno tempo con loro e rifiutano i loro consigli.
In questa fase i genitori hanno un’ultima opportunità di aiutare i propri figli a mettere in pratica le loro capacità decisionali, garantendo sempre sostegno e protezione. Per favorire l’indipendenza dei figli adolescenti i genitori possono:
- rispettare sinceramente le loro idee anche quando non le condividono;
- incoraggiare i figli a capire quali sono i loro valori;
IN QUESTA FASE I GENITORI HANNO UN’ULTIMA OPPORTUNITÀ DI AIUTARE I PROPRI FIGLI A METTERE IN PRATICA LE LORO CAPACITÀ DECISIONALI DANDO SEMPRE SOSTEGNO E PROTEZIONE
- mostrare il loro amore incondizionato;
- coinvolgerli nelle discussioni e trattarli come pari;
- mostrare fiducia nelle loro capacità di prendere decisioni e di affrontare le conseguenze
delle loro scelte;
- rispettare i loro sentimenti;
- aiutarli quando commettono degli errori;
- incoraggiarli a tentare di nuovo dopo un fallimento;
- tenere in considerazione il loro punto di vista quando si sentono trattati in modo
ingiusto;
- discutere insieme le possibili soluzioni nel caso di contrasto.
I genitori che dimostrano ai figli di rispettarli e di credere in loro favoriscono la loro indipendenza e autonomia.
COME COSTRUIRE UN BUON RAPPORTO
TRA GENITORI E FIGLI ADOLESCENTI
Ricordiamoci sempre che affetto e punti di riferimento sono gli strumenti più efficaci che abbiamo per riuscire a raggiungere i nostri obiettivi a lungo termine. Per capire come poter far sentire il proprio affetto e fornire punti di riferimento ai vostri figli durante l’adolescenza immaginate questa situazione:
(VEDETE IL MANUALE)

NON ROVINATEVI LE VACANZE: DOCUMENTO DI IDENTITA' AI BAMBINI


Ne abbiamo già parlato (http://ferrandoalberto.blogspot.it/2012/06/carta-didentita-ai-minorinon-rovinatevi.html). Oggi leggo questo articolo che Vi sintetizzo:
La trappola dei passaporti per bimbi
In centinaia restano a terra
Da tre settimane obbligo di documenti individuali
Le novità in appena tre righe nel sito del ministero degli Esteri

.......quanto capitato nelle ultime tre settimane a centinaia di vacanzieri italiani, che hanno sperimentato di tasca loro una nuova norma entrata in vigore nel silenzio generale il 26 giugno scorso: questa obbliga anche i minorenni che devono espatriare ad avere una loro carta d'identità o un passaporto individuale. Non basta più, insomma, che un bimbo abbia i propri dati riportati sul documento del genitore, pena vedersi rifiutare l'imbarco in aeroporto. Norma tassativa e che non ammette deroghe. Alzi la mano chi ne era a conoscenza.

Tra i tanti naufraghi delle vacanze c'è Silvia Cavallo, passeggera (mancata) della compagnia Ryanair, che ha scritto ai giornali raccontando la sua disavventura: «L'11 luglio scorso sono rimasta bloccata all'aeroporto di Ciampino con i miei due figli minori. E la stessa cosa è successa a tante altre famiglie con bambini. Abbiamo pagato un conto salato ma mi sono chiesta: davvero è colpa mia?». La signora allude al fatto di aver dovuto ricomprare un nuovo biglietto aereo ma soprattutto al fatto che nonostante l'importanza della novità, nessuno l'aveva mai divulgata. In effetti dell'avvertenza ancora ieri non c'era traccia sul sito internet dell'Alitalia, né su quello di Ryanair, per citare le due compagnie più popolari.

La pagina web della Sea, la società che gestisce gli aeroporti di Milano, nella sezione «Documenti di viaggio» ha un link che invita a consultare il sito «Viaggiare sicuri» del ministero degli Esteri. Dove in effetti, in tre righe, è annunciato l'obbligo del documento d'identità anche per gli under 18. Lo stesso accade su quello della romana dell'Adr dove ai passeggeri viene solo consigliato di leggere «il sito internet della linea aerea con cui si è scelto di volare» e di «verificare l'idoneità e la validità dei documenti richiesti per la destinazione prescelta». La nuova circolare campeggia invece in bella evidenza sul sito della polizia dove viene anche specificato che «i passaporti dei genitori con iscrizioni di figli minori rimangono validi per il solo titolare fino alla naturale scadenza».

«A Fiumicino abbiamo già assistito a decine di casi di persone rimaste a terra perché non sapevano della novità, soprattutto la settimana scorsa - racconta Antonio Del Greco, dirigente della polizia di frontiera -. Per chi ha scoperto all'ultimo momento di non poter partire, l'unica possibilità è stata farsi rilasciare il passaporto dal commissariato di Fiumicino, dove proprio per questo motivo è stato rinforzato il servizio». Tra le vittime della «trappola» burocratica anche un padre e un figlio in procinto di imbarcarsi per Kiev per assistere alla finale degli Europei Italia-Spagna. Ma, d'altra parte, la Questura della Capitale già da un paio d'anni consigliava, a chi doveva rinnovare il passaporto, di farne anche uno nuovo anche per i figli minorenni nell'eventualità di viaggi negli Usa, in Canada, Australia e in altri paesi del Commonwealth.

«Qualche caso si è verificato anche da noi - aggiunge Giuseppina Lanni, responsabile della Polaria di Capodichino, a Napoli - ma ci siamo preparati per tempo, d'accordo con i vettori». A Malpensa invece i viaggiatori vittime del provvedimento sono stati non meno di 120: tante sono infatti le pratiche per documenti d'identità richieste allo sportello apposito che si trova in aeroporto e gestito dal comune di Ferno, il municipio lombardo nel cui territorio sorge lo scalo.

«Se il comune di residenza del passeggero ci invia i documenti necessari, in meno di un'ora siamo in grado di risolvere l'inconveniente» dice Mauro Ceruti, sindaco di Ferno. Certo, occorre anche una buona dose di fortuna: bisogna che l'orario di apertura dello sportello e degli uffici anagrafe sparsi per l'Italia coincidano e comunque da questa scialuppa di salvataggio sono esclusi i viaggi per cui è richiesto il passaporto. «L'informazione da parte di compagnie, agenzie di viaggio, aeroporti, istituzioni - denuncia Carlo Rienzi, presidente nazionale del Codacons - è stata insufficiente e per questo a mio giudizio i consumatori danneggiati dovrebbero chiedere un risarcimento al ministero degli Interni. La norma richiedeva mesi perché tutti gli interessati potessero adeguarsi e invece è stata introdotta proprio a ridosso delle vacanze».

giovedì 19 luglio 2012

Guida Genitori capitolo VII: LA PUBERTA'


GUIDA GENITORI: capitolo VII: La pubertà
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Buona lettura. Alberto Ferrando
La pubertà: (NON E’ UNA MALATTIA ma una fase delicata dell’accrescimento che si affronterà meglio, sia per il ragazzo/a che per i famigliari,  se fin dai primi anni di vita si è costruito un rapporto positivo con il figlio/a. Seguendo quanto è stato detto nelle puntate precedenti. Nota di Ferrando)
Verso la fine dell’età prescolare i bambini entrano nella pubertà: una fase di profondi cambiamenti fisici ed emotivi. Gli ormoni trasformano i loro corpi. Cominciano ad avere l’aspetto di un adulto, ma sono ancora bambini. Gli ormoni provocano anche sbalzi d’umore. Vogliono essere sempre più indipendenti dai genitori, ma non sempre hanno le capacità necessarie per prendere decisioni da soli. Cominciano a rendersi conto che le loro opinioni possono essere diverse da quelle dei genitori e a capire che sono individui distinti dai genitori.
Tutti questi cambiamenti possono portare a molte situazioni conflittuali. Proprio come quando hanno iniziato a camminare, anche ora i figli vogliono prendere le proprie decisioni, ma questa volta si tratta di decisioni molto più importanti, con conseguenze più serie. Così i genitori si preoccupano per i propri figli: temono che si possano mettere nei guai o che vadano male a scuola e hanno paura che gli amici abbiano una cattiva influenza su di loro.
Se i genitori hanno sostenuto i figli nel loro desiderio di indipendenza quando avevano due, quattro o sei anni, fornendo loro le informazioni necessarie in un ambiente sicuro e protetto, allora i figli avranno una maggiore probabilità di riuscire a vivere serenamente questa fase della loro vita. Il ruolo dei genitori in questa fase è quello di proteggere i figli rispettando il loro crescente desiderio di indipendenza.
Per svolgere questo ruolo i genitori possono:
- cercare di avere un dialogo con i propri figli, senza forzarli;
- essere disponibili ad ascoltare, a parlare e a consigliare;
- cercare di capire i sentimenti che sono alla base di certi loro comportamenti;
- dimostrare di essere sempre presenti e pronti ad aiutarli;
- aiutarli a scoprire i propri punti di forza e la propria unicità;
- interessarsi alle loro attività scolastiche e sostenerli nei loro impegni di studio;
- conoscere i loro insegnanti;
-  invitare i loro amici a casa;
- sapere dove sono e con chi sono, rispettando sempre la loro crescente necessità di privacy;
- dimostrare che hanno fiducia in loro;
- aiutarli a sviluppare un proprio senso di ciò che è giusto e sbagliato;
- aiutarli a trovare un modo adatto a loro per resistere al condizionamento dei coetanei;
- aiutarli a sviluppare il senso di responsabilità;
- coinvolgerli nelle decisioni familiari e rispettare la loro opinione;
- invitarli ad aiutare gli altri;
- parlare con loro del futuro e di tutte le possibilità che questo offre;
-incoraggiarli a coltivare dei sogni per la loro vita;
- aiutarli a trovare la strada per raggiungere i loro obiettivi.
Ricordatevi che ormai sono anni che state lavorando sull’educazione dei vostri figli. Tutti gli strumenti che avete dato loro negli anni precedenti ora diventano molto importanti.
Nei primi mesi di vita avete instaurato un attaccamento emotivo e un rapporto di fiducia molto profondi. I bambini che nel primo anno di vita hanno imparato a fidarsi dei loro genitori hanno poi una maggiore probabilità di ascoltare i loro consigli quando diventano più grandi.
Successivamente avete dimostrato di rispettare il modo in cui vostro figlio comunicava con voi. I bambini che in questa fase sono stati ascoltati e rispettati, quando diventano più grandi si trovano maggiormente a proprio agio a parlare con i genitori.
Quando hanno cominciato a camminare, avete incoraggiato il desiderio di indipendenza di vostro figlio dandogli tutte le informazioni necessarie per proteggerlo. I bambini che hanno potuto esprimere la loro indipendenza quando erano più piccoli hanno una maggiore probabilità di sviluppare la capacità di prendere decisioni in modo autonomo e prudente allo stesso tempo.
Avete anche mostrato a vostro figlio come risolvere le situazioni conflittuali senza ricorrere alla violenza.
I bambini che hanno osservato l’esempio di genitori che risolvono il conflitto in modo costruttivo hanno una maggiore probabilità di trovare una soluzione non violenta alle proprie situazioni conflittuali.
Durante l’età prescolare avete rispettato i sentimenti di vostro figlio. I bambini che hanno imparato che i loro sentimenti sono importanti hanno una maggiore probabilità di esprimere le proprie ansie e timori ai genitori ogni qual volta si trovano di fronte a delle difficoltà.
Avete risposto alle domande di vostro figlio. I bambini che sanno che i loro genitori li aiuteranno a trovare delle risposte alle loro domande hanno una maggiore tendenza a rivolgersi ai genitori per chiedere informazioni prima che una situazione difficile possa degenerare.
Avete rispettato l’individualità di vostro figlio. I bambini che hanno acquisito il rispetto di sé hanno maggiori probabilità di essere se stessi e di resistere al condizionamento dei coetanei.
Avete aiutato vostro figlio ad avere fiducia in se stesso. I bambini che si sentono sicuri di sé hanno maggiori probabilità di credere in se stessi, far valere il proprio punto di vista e fare la cosa giusta.
Il rapporto di affetto, rispetto e fiducia reciproca che avete costruito sin dalla sua nascita sarà il sostegno che permetterà a vostro di figlio di affrontare l’adolescenza.

Commento a un Commento anonimo sulla meningite

Cari genitori
Ricevo questo commento (anonimo: magari sarebbe carino qualificarsi)

ho letto l'articolo sul corriere mercantile del 18 luglio 2012, dove lei viene citato in un'intervista. in pratica il giornalista ha copiato pari pari questo post... per giunta viene detto che la ragazza è affetta da meningite da pneumococco quando neanche i medici che la seguono sanno quale possa essere stato l'agente responsabile (le colture richiedono infatti diversi giorni...).
come me lo spiega? è stato realmente intervistato da questo pseudogiornalista? ha veramente detto che si tratta di pneumococco? 



Caro genitore (suppongo in quanto è anonimo)
Sono in ferie e dove sono non si trova il Corriere Mercantile. Magari lo cercherò on line. I post che mando sul blog e su facebook sono di pubblico dominio. La notizia importante  era se andava fatta profilassi ai contatti? Per questo motivo ho ricevuto decine di telefonate.  In caso di meningite da alcuni agenti (vedi meningococchi) si deve fare ma in altre meningiti (quale quella da penumococco o altri agenti: no). 
Per quanto riguarda l'identificazione del germe servono vari giorni come dice correttamente Lei
Al resto di quesiti posti , a parte il tono particolare, trova, per alcuni, risposta in quanto detto nel post e qui sopra.
Cordiali  saluti
Alberto Ferrando
PS: Capisco che c'è caldo ma si potrebbero magari usare toni meno aggressivi e inquisitori

Testimonianza di una mamma: salvato il figlio

Da: Marina 
Date: 19 luglio 2012 08:59
Oggetto: RE: testimonianza sulla efficacia delle manovre

Buona giornata
Alberto Ferrando

A: alberto.ferrando1@gmail.com



Buongiorno dottore,
 

Intanto voglio ringraziarLa in quanto una ventina di giorni fa ho fatto la cosa piu' gratificante che potessi fare nella mia vita e cioe' salvare la vita a mio figlio piccolo.
Mio figlio deve fare tre anni ad Agosto e mentre ero in vacanza una sua amichetta gli ha offerto una caramella (le coca-coline) gommose, gia' pericolosa di per se stessa se non fosse che in piu' si e' messo a correre. Io naturalmente ero all'oscuro di tutto e mi sono accorta della situazione perche' ho notato mio figlio che iniziava a tossire e gia' cianotico mi e' venuto incontro. Io ho subito capito la situazione e in un attimo ho messo in pratica tutto quello che Voi mi avete insegnato e dopo alcuni tentativi la caramella e' uscita e mio figlio era salvo.
La gente intorno e' rimasta sconvolta dalla mia freddezza nel salvargli la vita, ma questo ripeto e' grazie a Voi, perche' quando si sa cosa fare non si ha paura. Poi quando era tutto passato sono crollata e mi sono resa conto che la vita e' appesa ad un filo.
Grazie ancora.
 

mercoledì 18 luglio 2012

GUIDA PER GENITORI VI capitolo: da 5 anni alla pubertà


GUIDA GENITORI: capitolo VI: dai 5 anni alla pubertà
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Buona lettura. Alberto Ferrando

Per riuscire a educare i nostri figli con successo dobbiamo:
- avere aspettative realistiche sulle capacità dei nostri figli alla loro età;
- comprendere che i nostri figli potrebbero non avere l’esperienza o le informazioni di
cui hanno bisogno per riuscire in quello che stanno facendo;
- riflettere su cosa potremmo cambiare del nostro atteggiamento per aiutarli ad apprendere; D accettare che il loro punto di vista può essere diverso dal nostro.
Età scolare (dai 5 ai 13 anni)
Questa fase segna un punto di svolta nella vita di un bambino, e anche in quella dei genitori. In questa fase la maggior parte di loro comincia ad andare a scuola e il loro mondo cambia. Devono imparare velocemente a gestire se stessi senza l’aiuto dei genitori, devono andare d’accordo con tanti altri bambini ed essere all’altezza delle aspettative di molti nuovi adulti. Devono seguire nuovi ritmi e routine. Ci sono tre aspetti fondamentali da tenere in considerazione in questa fase dello sviluppo del bambino: il temperamento, il rapporto con i coetanei e la pubertà.

Il temperamento
Di fronte alle sfide poste dalla scuola cominciano ad emergere le differenze nel temperamento dei bambini. Ogni bambino nasce con un proprio temperamento. Ognuno di noi ha un suo modo di affrontare il mondo che è innato e non può essere modificato. Il nostro temperamento ci rende unici nella nostra individualità. E ogni temperamento ha i suoi punti di forza e le sue criticità. Il temperamento di un bambino può avere una profonda influenza sul modo in cui vivrà l’esperienza scolastica.
Le principali caratteristiche del temperamento sono:
·       vivacità,
·       ritmicità,
·       approccio,
·       adattabilità,
·       distraibilità,
·       perseveranza
·       intensità.
Vivacità. Alcuni bambini sono molto vivaci, vogliono sempre correre, saltare e arrampicarsi e non riescono a stare fermi. Anche durante i pasti non rimangono mai fermi. Altri bambini invece sono meno vivaci: preferiscono attività tranquille come, per esempio, sfogliare un libro o comporre un puzzle. Altri bambini sono moderatamente vivaci.
Ritmicità. Alcuni bambini hanno ritmi prevedibili: hanno fame e si svegliano, si addormentano e vanno al bagno più o meno sempre alla stessa ora di ogni giorno. Altri bambini hanno ritmi mutevoli: un giorno possono avere molta fame a mezzogiorno e il giorno dopo non avere affatto fame a mezzogiorno. Possono svegliarsi molto presto il lunedì mattina, ma voler dormire fino a tardi il martedì. Altri bambini hanno ritmi intermedi tra questi.
Approccio. Alcuni bambini sono attratti dalle situazioni nuove: sorridono agli estranei, si avvicinano a un nuovo gruppo di bambini e si mettono a giocare con loro, fanno amicizia facilmente. A questi bambini piace assaggiare cibi nuovi e sono felici di andare in nuovi posti. Altri bambini evitano le situazioni nuove. Si allontanano dagli estranei, impiegano molto tempo a unirsi a gruppi nuovi, sputano i cibi sconosciuti ed evitano di andare in posti nuovi. Altri bambini hanno un approccio intermedio tra questi.
Adattabilità. Alcuni bambini si adattano velocemente ai cambiamenti di routine, luoghi, persone. In un giorno o due riescono ad adattarsi a nuovi ritmi e orari o ad un nuovo insegnante. Altri bambini si adattano lentamente ai cambiamenti. A volte si adattano a cambiamenti di routine o di insegnante solo dopo qualche mese. Altri bambini hanno una capacità di adattamento che è intermedia tra queste.
Distraibilità. Alcuni bambini si distraggono facilmente. Passano da un’attività all’altra a seconda di quello che vedono o sentono intorno a loro in quel momento. Impiegano molto tempo a completare un’attività perché la loro attenzione viene costantemente attratta in diverse direzioni. Ma quando sono tristi o delusi è facile attrarre la loro attenzione verso qualcos’altro e quindi cambiare il loro umore. Altri bambini non si distraggono facilmente. Passano molto tempo seduti a leggere e quando sono arrabbiati o tristi è difficile attrarre la loro attenzione verso altre cose. Altri bambini hanno un livello di distraibilità intermedio tra questi.
Perseveranza. Alcuni bambini sono molto perseveranti e si dedicano a un’attività finché non la hanno portata a termine. Hanno in mente un obiettivo che perseguiranno finché non sarà raggiunto; di fronte a un fallimento non rinunciano, ma non è facile convincerli a smettere di fare qualcosa. Altri bambini sono meno perseveranti: se cadono smettono di arrampicarsi, se non riescono a risolvere velocemente un puzzle perdono interesse ed è facile convincerli a smettere di fare qualcosa. Altri bambini hanno un livello di perseveranza intermedio tra questi.
Intensità. Alcuni bambini hanno reazioni molto intense agli eventi e alle situazioni. Se hanno difficoltà nel completare un puzzle gridano e lanciano via i pezzi. Esprimono in modo intenso la rabbia e la tristezza, ma sanno esprimere anche la felicità altrettanto intensamente. Piangono a dirotto quando sono tristi e quando sono felici ridono a crepapelle. Si capisce sempre cosa provano questi bambini. Altri bambini hanno reazioni più attenuate. Piangono sommessamente quando sono tristi e sorridono pacatamente quando sono felici. Non è facile capire cosa provano questi bambini. Altri bambini hanno un livello di intensità che è intermedio tra questi due.
Perché il temperamento è importante?
Il temperamento di un bambino ha una profonda influenza sulla sua capacità di essere pronto ad affrontare la scuola. Per alcuni bambini il nuovo ambiente scolastico è interessante e stimolante, si adattano velocemente ai nuovi ritmi e sono felici di fare nuove amicizie. Per altri bambini affrontare questo nuovo ambiente è stressante, non riescono ad abituarsi subito alla nuova routine e hanno difficoltà a fare nuove amicizie.
Cambiare il temperamento di un bambino, per esempio far diventare vivace un bambino dal temperamento non vivace, non è possibile. Possiamo invece individuare i punti di forza del temperamento di ogni bambino e fare leva su questi. Potremo anche individuare le criticità del temperamento di ogni bambino e in base a questo creare un ambiente che ne favorisca lo sviluppo positivo.
Inoltre le somiglianze e le differenze tra il temperamento del bambino e quello del genitore, così come tra il temperamento del bambino e del suo insegnante, possono influenzare profondamente questi rapporti. Pensate a un genitore dal temperamento poco attivo, che ama stare in casa a leggere e ascoltare una musica tranquilla. Cosa potrà accadere se suo figlio dimostra invece un alto livello di vivacità? Cosa potrà accadere se questo bambino viene tenuto in casa e gli viene detto di stare seduto in silenzio? I genitori che riconosceranno che esiste una differenza nella vivacità saranno in grado di adeguare le loro aspettative nei confronti dei figli e trovare un modo di venire incontro alle loro esigenze. I genitori che invece non riconosceranno che il comportamento del figlio è dovuto alle loro differenze di temperamento, penseranno semplicemente che il bambino sta facendo il “cattivo”.
È importante quindi che i genitori riflettano sul proprio temperamento e lo confrontino con quello dei propri figli. In questo modo potranno comprendere i motivi che sono alla base di tante situazioni conflittuali che nascono in famiglia.
I BAMBINI CHE HANNO AUTOSTIMA, RISPETTO DI SÉ, CONSAPEVOLEZZA DELLE PROPRIE CAPACITÀ E HANNO FIDUCIA IN SE STESSI HANNO UNA SOLIDA BASE PER AFFRONTARE IL RAPPORTO CON I COETANEI
QUANDO RAFFORZIAMO LA LORO AUTOSTIMA E LA LORO FIDUCIA IN NOI STIAMO GETTANDO LE BASI AFFINCHÉ DA ADOLESCENTI POSSANO PRENDERE LE LORO DECISIONI AUTONOMAMENTE
La relazione tra il vostro temperamento e quello di vostro figlio può influire profondamente sul vostro rapporto. Per costruire un buon rapporto genitori-figli è importante riconoscere l’influenza del temperamento sul comportamento di genitori e figli. Infatti, comprendere il temperamento può aiutarci a comprendere i motivi che sono alla base di tante situazioni conflittuali in famiglia. Può aiutarci a capire perché urlare o agitarsi è inutile. I nostri temperamenti non possono essere cambiati, possiamo però trovare il modo di risolvere le situazioni conflittuali senza litigare o discutere, cercando di rispettare le differenze reciproche e superarle.

Il rapporto con i coetanei
Durante l’età scolare i rapporti sociali del bambino diventano sempre più importanti e il suo crescente interesse d’amicizia è un segno di maggiore indipendenza. I loro orizzonti si stanno ampliando. Stanno imparando a comprendere gli altri: il loro modo di pensare, le loro opinioni, il loro comportamento.
A volte i genitori sono preoccupati per l’influenza che queste amicizie possono avere sui figli. Pensano di perdere il controllo su di loro e sulla loro vita. Ma questo è una passaggio necessario e importante nello sviluppo di ogni bambino. In questa fase i bambini imparano molte cose degli altri e ancora più di se stessi.
Si trovano a dover affrontare questioni molto complesse per la prima volta: come gestire situazioni conflittuali con altri bambini, come gestire le divergenze di opinioni, come farsi valere e anche come affrontare il bullismo. In questa fase imparano anche l’importanza della lealtà e di essere gentili anche con chi non lo è.
Le fondamenta perché il bambino sappia affrontare con successo questa fase della sua vita sono già state gettate nel periodo della prima infanzia e dell’età prescolare. Se in questi periodi hanno acquisito un senso di autostima e di rispetto di sé; così come la consapevolezza delle proprie capacità e la fiducia in se stessi, allora avranno una base solida grazie alla quale potranno affrontare tutte queste nuove sfide.
- I bambini che hanno imparato a vedere se stessi come persone buone, affettuose e capaci hanno una maggiore probabilità di prendere le decisioni giuste.
- I bambini che hanno osservato i propri genitori affrontare le situazioni conflittuali, la rabbia e lo stress senza aggressività né violenza hanno una maggiore probabilità di risolvere in modo costruttivo situazioni simili.
- I bambini che hanno imparato dai propri genitori ad ascoltare, comunicare e trattare gli altri con rispetto hanno una maggiore probabilità di comportarsi nello stesso modo con i coetanei e gli insegnanti.
- I bambini che si sentono accettati e sostenuti dai loro genitori hanno una maggiore capacità di rivolgersi agli altri per chiedere consigli e aiuto.
Tutto quello che hanno fatto i genitori negli anni precedenti per favorire e costruire un rapporto forte e di fiducia reciproca ora permetterà ai figli di avere la forza di gestire le situazioni difficili e di rivolgersi ai genitori quando avranno bisogno di sostegno. Capire come funzionano i rapporti sociali è molto difficile e quindi i vostri figli commetteranno degli errori perché ancora non sanno tutto quello che sappiamo noi. Ma ad ogni tentativo, successo o fallimento, impareranno qualcosa di nuovo su se stessi e sugli altri.
Il compito principale dei genitori in questa fase è quello di sostenere e guidare i propri figli. Dobbiamo insegnare ai nostri figli come comunicare in modo efficace, essere gentili, aiutare gli altri, correggere i nostri errori, ma anche come essere leali e comportarci con integrità. Quando mostriamo ai nostri figli come trattare gli altri con rispetto stiamo lavorando per raggiungere i nostri obiettivi a lungo termine. Quando rafforziamo la loro autostima e la loro fiducia in noi stiamo gettando le basi affinché, da adolescenti, siano in grado di prendere le loro decisioni autonomamente.
Pubertà alla prossima puntata

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