sabato 28 ottobre 2017

CANNABIS: ATTENTI RAGAZZE E RAGAZZI

CANNABIS: uso terapeutico, uso ludico ricreativo e contrasto alla criminalità
Dobbiamo distinguere vari fattori per l'uso della hashish (spinello)
1) Uso terapeutico
2) Uso ludico-ricreativo
3) Contrasto alle mafie
1) Esistono situazioni in cui la cannabis viene usata come un farmaco e come tale ha le sue indicazioni e controindicazioni*
2) L'uso ricreativo è sempre dannoso soprattutto nei ragazzi sotto ai 25 anni come ormai dimostrato e sostenuto da inoppugnabili studi scientifici. Ovviamente chi la usa nega ciò così come chi beve alcol nega di bere o, se lo ammette, dice che lo tollera bene, così come maltratta e abusa delle persone pensa di essere legittimato di farlo-
IL FATTO CHE LA CANNABIS ABBIA UNA EFFICACIA COME FARMACO NON AUTORIZZA A USARLO SE NON SI HA UNA PATOLOGIA.ò PRENDERESTE UN ANTIBIOTICO O UN ANTITUMORALE SE NON AVETE INFEZIONE O TUMORE??
SOTTO AI 25 ANNI L'USO DI CANNABIS PUO' CREARE DANNI IRREVERSIBILI A CARICO DEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE CON POSSIBILI CONSEGUENZE PSICHIATRICHE IN ETA' ADULTA:
http://lanuovabq.it/it/psichiatri-riuniti-la-cannabis-provoca-le-psicosi#.WfL6eYHrss0.facebook
3) Contrasto alle mafie: non è il mio campo. Gli studi sono controversi ma è avvilente che chi propugna di legalizzare o depenalizzare la Cannabis veda solo questo aspetto e non preveda una campagna di informazione nelle scuole e nelle famiglie (e con le famiglie) sui danni che la Cannabis fa in un cervello in via di sviluppo.
Qua neo nelle scuole si fanno i corsi sui danni del fumo e dell'alcol i ragazzi chiedono come è possibile che se queste sostanze fanno male vengano vendute liberamente.
Borsellino in questa intervista negava che una legalizzazione avrebbe ridotto la criminalità: https://ferrandoalberto.blogspot.it/2017/05/a-proposito-di-canne-legalizzazione.html

INTANTO: Non abbiamo Cannabis a sufficienza per chi ne avrebbe veramente bisogno per terapia. I ragazzi (e non solo si fanno) e se viene legalizzata senza un intervento informativo ed educativo si rischia un aumento del consumo.....che è già abbastanza alto.
Per chi avesse dei dubbi prima di parlare consiglio di leggere questo articolo qui sotto:
https://www.acp.it/2017/09/droghe-leggere-sono-davvero-cosi-leggere-10787.html
 e gli articoli a questi link:
https://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=cannabis

* PATOLOGIE PER CUI IL MEDICO "PUO' "VALUTARE L'USO TERAPEUTICO DELLA CANNABIS:
Spasticità secondaria da Sclerosi Multipla e altre gravi malattie neurologiche (SLA, Morbo di Parkinson, corea di Huntington, danno spinale, spasticità da para-tetraplegia);
Dolore nel paziente oncologico (terapia del dolore);
Dolore cronico di origine neurologica;
Sindrome di Gilles de la Tourette
;
Dolore post-operatorio;

Nausea e vomito da chemioterapia;
Anoressia da AIDS;

Malattia di Alzheimer;

Glaucoma;
Cefalea, 
Emicrania;

Fibromialgia, Lombalgia;
Epilessia;

Terapia citotossica antitumorale;

Malattie infiammatorie intestinali croniche (morbo di Chron, colite ulcerosa, colon irritabile, enteropatia da glutine);
Psoriasi;
Lupus eritematoso;

Incontinenza urinaria, disturbi vescicali;

Disturbi del sonno, apnee notturne;

Paura/ansia, disturbi da stress post-traumatico, depressione.



mercoledì 25 ottobre 2017

La “Congiura dei somari” ovvero Preoccupazione su antivaxx, freevaxx, manimanvaxx

La “Congiura dei somari” ovvero Preoccupazione su antivaxx, freevaxx, manimanvaxx
Cari genitori
Rispondo spesso a genitori che hanno dubbi sui vaccini, sia via mail che in occasione di incontri pubblici, oltre che “personalmente di persona” (alla Montalbano). Consiglio sempre un colloquio di persona con il proprio medico. Le scelte sulla salute non si fanno a Telequiz e varietà e manifestazioni di piazza.
Sono un fautore della spiegazione, del rispetto e della educazione ed evito, se possibile, polemiche o toni accesi. Stessa cosa vorrei avvenisse anche dall’altra parte.
Rispetto è anche quello il rispetto dei ruoli: io non vado a spiegare a un panettiere come si fa il pane né a un ingegnere come si costruisce un ponte. Vorrei che anche gli altri parlassero di cose che hanno studiato e non letto sul bollettino di qualsiasi tipo.
Con alcuni è molto difficile perché, anche in occasione di incontri, non seguono queste regole ma soprattutto mi preoccupano certi atteggiamento nei confronti dei bambini che si poirtano dietro (sembra a far vedere quanto sono bravi). Vedo gente con fare “saccente” che, di fronte ai figli, ingaggia una battaglia personale contro ipotetici complotti e, secondo me,  il possibile danno educativo supera il danno, almeno per ora, da non vaccinazione. Alla TV ricordo una mamma che urlava con forza ad una manifestazione “novaxx, freevaxx, manimanvaxx” e un bambino si tappava le orecchie per non sentire. Giusto educare i bambini a ragionare con la propria testa e a documentarsi ma attenzione a non instillare dubbi e paure che possano minare la sua fiducia nei confronti di qualcuno  in quanto potrebbe dubitare di, man mano che cresce, di tutto. Non avere punti di riferimento e dubitare poi anche della stessa famiglia. 
In una riunione recente ove informavo sui vaccini ho assistito ad uno show ove la gente del pubblico, poco interessata ad ascoltare ma pronta a esprimere il parere,  erano venuta con stampati e copie su obbligo, alluminio, esami prevaccinali, polivaccini, studio Signum ecc. ecc. coordinati tra loro a esprimere opinioni copiate qual e là ripetendo cose riportate da Internet (ove si trova tutto e il contrario di tutto).
Ripeto non mi piacciono i toni forti né qualsiasi forma di violenza, anche verbale, ma a gente che fa così si adatta molto bene la presentazione del libro di Burioni: “La conigura dei somari”
Chi è il Somaro? È un essere umano tanto babbeo da ritenersi tanto intelligente da riuscire a sapere e capire le cose senza averle studiate. Di Somari, Roberto Burioni ne ha incontrati parecchi: sono quelli che, pur non avendo la minima nozione di medicina o di biologia, pur non sapendo cos'è un virus e come funziona un vaccino, pretendono di convincerci che "dieci vaccini sono troppi", "le malattie guariscono da sole o grazie ai rimedi naturali", "le vaccinazioni obbligatorie servono solo ad arricchire le industrie farmaceutiche e quelli che sono sul loro libro paga". Il fatto è che la scienza non è democratica: come ha detto Piero Angela, la velocità della luce non si decide per alzata di mano. Nella scienza, possono dire la loro solo quelli che per anni hanno sudato sui libri, hanno sottoposto le proprie ipotesi a una rigorosa procedura di esperimenti e controlli, possiedono un metodo che consente di distinguere la verità dalla bugia. Certo, la scienza è imperfetta, fatta da uomini ancora più imperfetti, le verità che ci offre sono sempre parziali e mai troppo sicure. Però vale la pena fidarsi, perché l'alternativa è costituita dal buio, dall'oscurantismo e, quando si scherza con la salute propria e altrui, dalla morte. La scienza sarà anche poca cosa, ma - come dimostra questo libro con abbondanza di dati, numeri, tabelle, storie vere di trionfi e fallimenti - è tutto quello su cui possiamo contare: non ci conviene buttarla via.




lunedì 23 ottobre 2017

Pianto del bambino: perché e cosa fare

 Cosa sapere
Il pianto del bambino crea, soprattutto nei primi periodi della vita, uno stato di agitazione perché ed è difficile da interpretare. Solo con il tempo, e l’esperienza, i genitori imparano a capire le varie tipologie di pianto e a intervenire. E’ importante tener conto che il pianto è l’unica forma di comunicazione che il bimbo, nei primi mesi di vita, ha per comunicare con il mondo esterno.
Cause di pianto
Cambiano a seconda dell’età, nel bambino grande la causa predominante è il dolore seguito da tristezza. Nel bambino piccolo le cause sono più numerose perché non potendo comunicare in altro modo, comunica con il pianto:
-           Dolore (vedi capitolo)
-           Tristezza
-           Fame
-           Sete
-           Sonno
-           Stanchezza
-           Bisogno di coccole
-           Paura degli estranei
-           Paura di essere abbandonato
Indipendentemente dalla causa del pianto ci sono alcune cose che vanno ricordate e fatte:
          Cercate di mantenere la calma e non fatevi prendere dall’agitazione. 
          Cercate di consolarlo parlandogli dolcemente, coccolatelo e rassicuratelo con la vostra presenza.
          Provate a cambiargli posizione.
          Verificate se ha caldo o freddo: se è sudato o se ha mani e piedi freddi.
          Controllate se qualcosa lo infastidisce (pannolino sporco, vestiti stretti, naso chiuso).
          Massaggiategli il pancino in senso orario per favorire l’eliminazione dell’aria.
Esiste inoltre un’ampia variabilità da bambino a bambino: i bambini sono diversi l’uno dall’altro: alcuni piangono molto frequentemente, altri, al contrario, quasi mai.
Ogni età ha il suo “codice”
Con il pianto il bambino richiama l'attenzione dei genitori per richiedere nutrimento, aiuto, protezione e conforto.
Dopo i primi 4-6 mesi il bambino impara a comunicare con altri mezzi.
Dalla nascita al 6° mese un bambino in media piange al giorno da 1 a 3 ore anche se esistono bambini che non piangono quasi mai e altri che superano ampiamente le 3 ore.
Le cause più frequenti fisiologiche sono:
Dopo i 6 mesi
Il pianto è indotto non più soltanto da motivi fisici (fame, dolore, desiderio di contenimento), ma anche da cause psicologiche che derivano dalle nuove esperienze che il bambino compie man mano che conquista l’autonomia. Dai 7 ai 18 mesi il bambino può piangere per paura (degli estranei, dell’abbandono), mentre dai 18 ai 24 mesi il pianto può esprimere crisi di collera (aggressività), ma anche timore di sbagliare.
Con il passare dei mesi, il pianto diviene meno importante come “linguaggio”, perché il bambino impara a far capire agli adulti i propri “messaggi” con altri sistemi di comunicazione. 
  Cosa fare
          Cercare di capire la causa del pianto e, se individuata, agire sulla causa. Se è il dolore applicare la terapia farmacologica e non farmacologica del dolore (vedi capitolo Dolore pag. . ..). Per il pianto del lattante utilizzare il sistema delle 5S.
          Mantenere la calma.
Soluzione per calmare il pianto dei lattanti : le "5 S” (Harvey Karp)
-           Swaddling: avvolgerlo in una coperta o fascia.
-           Side/Stomach: sul fianco. Se il bambino viene girato su un fianco o sulla pancia, è molto più facile calmarlo (ma non va fatto dormire in questa posizione per evitare rischi di soffocamento).
-           Shushing: Quando è nell’utero, il bambino non è avvolto dal silenzio ma da un rumore particolare (simile al sibilo usato per zittirlo, “sshhh!”) d’intensità pari a quello di un aspirapolvere in funzione. E ascoltare rumori simili a quelli che udiva nel ventre materno, aiutano il bebè a dormire. Il consiglio è quindi quello di utilizzare, per il primo anno di vita, il rumore bianco per calmarlo: su qualsiasi smartphone ci sono app che lo riproducono, e i file mp3 di rumore bianco si possono facilmente trovare anche su Internet.
-           Swinging: cullarlo con un’oscillazione che dev’essere di circa tre centimetri senza che diventi uno scuotimento, movimento che invece è molto pericoloso per i piccoli.
-           Sucking: succhiare. Ai neonati piace succhiare, Per farli addormentare, quindi, spesso basta allattarli, o usare un ciuccio.
 Cosa non fare
          Agitarsi, perché si crea un circolo vizioso. Se il bambino piange e chi è intorno a lui si agita, il pianto si aggrava.
          Sgridare il bambino dicendo di smetterla.
          Ignorare il bambino.
          Urlare.
          Litigare tra marito e moglie.


















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