venerdì 9 settembre 2016

La visita dal pediatra deve essere un piacere. Odio il camice

La visita dal pediatra deve essere un piacere. Odio il camice
Cari genitori. Trovate qui una foto bellissima di un bambini, Davide, che sorride mente il pediatra le "remena", gioca e palleggia con lui.
Così deve essere la visita: un piacere per bimbo e per genitori (e per il pediatra). Quando ero piccolo ricordo le visite angoscianti dal pediatra, ero forse un po' impegnativo e asociale (in questo non sono cambiato molto) ma entrare in uno studio con odore di antisettico, freddo (tutto, soprattutto il fonendo) l'ambiente, asettico, l'aria paternalista, la mancanza di sorriso e di relazione quel camice...qui cosa penso del camice. (http://ferrandoalberto.blogspot.fr/2012/03/il-camice-lo-odio.html).
Molti dipende però da voi: mai dire che il medico ti fa la puntura o altro, mai parlare male, di fronte al bambino del medico, ma neanche dell'insegnate, maestra.
Fino a 9-12 mesi la visita , in genere, è un piacere . Più impegnativa tra 1 e 3 anni. Alcuni bambini sono molto spaventati e in questi casi potrebbe essere utile andare semmai sarà il bambino a non rispondere re dal pediatra anche senza farlo/a visitare per farlo abituare all'ambiente.
Dopo i 4-5 anni è importante autonomizzare il bambino e se il pediatra fa domande al bambino lasciate che risponda lui senza intervenire voi. Deve sentirsi considerato, autonomo e in tal caso interverrete voi. Poi se si instaura un buon rapporto con il pediatra è utile per tutti.
Qui la foto di Davide: sorrisi che riconciliano con la vita

Zaini pesanti e compiti a casa (non solo pensate anche al traffico e ai rischi che si fanno correre ai bambini, e agli adulti, in certe strade in prossimità delle scuole )

Zaini pesanti e compiti a casa (non solo pensate anche al traffico e ai rischi che si fanno correre ai bambini, e agli adulti, in certe strade in prossimità delle scuole ):
Cari genitori
Tra poco inizia la scuola e oltre a consigli che vi ho fornito su stili di vita e malatti ceh trovate sul blog iniziano le domande sul peso, eccessivo, degli zaini e sui compiti a casa.
E’ intervenuto anche il facente funzione Garante dell’Infanzia e Adolescenza in Liguria Francesco Lalla e il suo collaboratore Dario Arkel, persone di alto livello e competenza,  (anche se, ricordo non è stata nominata una figura “dedicata” motivando la scelta come risparmio , ……al solito sui bambini) con articoli apparsi sui siti di primocanale e genova quotidiana. Unico sito ove si parla del Garante…vedete sotto
Trovate sul mio blog vari articoli scritti nei vari anni sugli zaini e sui compiti a  casa e proprio ora ho rilasciato una intervista alla radio Telecity.
Cosa dico?? Che alcuni zaini dovrebbero farli portare a degli sherpa (anche robusti) tanto pesano e che i compiti, in giusta misura servono ma se un bambino esce al pomeriggio da scuola dovrebbe evitare e di essere sovraccaricato (e che i compiti li deve fare lui e non mamma , papà o fratelli). Il problema è al solito di giusta misura e non esiste una formula generale ma in ogni classe si deve avviare un colloquio, aperto, tra insegnanti e genitori nello spirito della comprensione e del dialogo
Sito ove si parla del Garante dell’Infanzia in Liguria: http://www.ferrandoalberto.eu/joomla/garante-dellinfanzia.html
Gruppo Facebook sul Garante dell’Infanzia:  https://www.facebook.com/groups/246106895411042/?fref=ts







Frutta verdura ai bambini: DIPENDE SOLO DA NOI. Articolo

Frutta  verdura ai bambini: DIPENDE SOLO DA NOI
Qui sotto un link ad un articolo fatto su una intervista rilasciata sulla alimentazione del bambino (Mia intervista sulla Rivista distribuita in tutti Supermercati Basko in Italia che, comprende anche altri argomenti, e una ricetta di Luisa Orizio, mamma, cuoca , blogger e amica). Oltre che online trovate il cartaceo presso i supermercati della Basko.
In sintesi:
·      La piramide alimentare mette la frutta e la verdura alla base della alimentazione (preceduta dal bere acqua e dal fare attività fisica)
·      Si consigliano 5porzioni al giorno di frutta e di verdura
·      I bambini mangiano quello che vedono che noi adulti mangiamo (per cui se non vi piace la frutta o la verdura…fatevela piacere J)
·      Se non la vogliono le prime volte riprponete ogni tanto
·      NO a bevande zuccherate
Poi…leggete l’articolo J

http://www.basko.it/images/flippingbook/16_09_Magazine/index.html#24




giovedì 8 settembre 2016

BULLISMO: Parlatene con vostri figlio per preparalo e per prevenire:

BULLISMO: Parlatene con vostri figlio per preparalo e per prevenire:
Le possibilità che vostro figlio incontri un bullo sono -..del 100%..che vostro figlio sia un bullo???? Esiste la possibilità L.
Filmato della Polizia di Stato. Libri consigliati e “caso” tragico (suicidio da bulismo qui)
Lettura consigliata "La cena" di Herman Koch https://www.youtube.com/watch?v=nTyHkC5uqRE
BULLISMO E RESPONSABILITA' DI TUTTI NOI: guardiamo dentro a noi stessi e vicino a noi
Post di Enrico Galliano su Facebook sulla ragazza che ha tentato sol suicidio.

Da leggere, riflettere e diffondere. E iniziare a ragionare e recuperare certi valori di solidarietà, della famiglia, del sacrificio, del non avere tutto subito, del pensare che tutto è dovuto, della NON educazione che porta alla maleducazione, del permissivismo, del narcisismo degli adulti, della solitudine dei giovani, dei modelli di riferimento ecc. ecc. a partire da guardare dentro a noi stessi
"Oggi una ragazza della mia città ha cercato di uccidersi.
Ha preso e si è buttata dal secondo piano.
No, non è morta. Ma la botta che ha preso ha rischiato di prenderle la spina dorsale. Per poco non le succedeva qualcosa di forse peggiore della morte: la condanna a restare tutta la vita immobile e senza poter comunicare con gli altri normalmente.
“Adesso sarete contenti”, ha scritto. Parlava ai suoi compagni.
Allora io adesso vi dico una cosa. E sarò un po’ duro, vi avverto. Ma c’ho ‘sta cosa dentro ed è difficile lasciarla lì.
Quando la finirete?
Quando finirete di mettervi in due, in tre, in cinque, in dieci contro uno?
Quando finirete di far finta che le parole non siano importanti, che siano “solo parole”, che non abbiano conseguenze, e poi di mettervi lì a scrivere quei messaggi – li ho letti, sì, i messaggi che siete capaci di scrivere – tutte le vostre “troia di merda”, i vostri “figlio di puttana”, i vostri “devi morire”.
Quando la finirete di dire “Ma sì, io scherzavo” dopo essere stati capaci di scrivere “non meriti di esistere”?
Quando la finirete di ridere, e di ridere così forte, quando passa la ragazza grassa, quando la finirete di indicare col dito il ragazzo “che ha il professore di sostegno”, quando la finirete di dividere il mondo in fighi e sfigati?
Che cosa deve ancora succedere, perché la finiate? Che cosa aspettate? Che tocchi al vostro compagno, alla vostra amica, a vostra sorella, a voi?
E poi voi. Voi genitori, sì. Voi che i vostri figli sono quelli capaci di scrivere certi messaggi. O quelli che ridono così forte.
Quando la finirete di chiudere un occhio?
Quando la finirete di dire “Ma sì, ragazzate”?
Quando la finirete di non avere idea di che diavolo ci fanno 8 ore al giorno i vostri figli con quel telefono?
Quando la finirete di non leggere neanche le note e le comunicazioni che scriviamo sul libretto personale?
Quando la finirete di venire da noi insegnanti una volta l’anno (se va bene)?
Quando inizierete a spiegare ai vostri figli che la diversità non è una malattia, o un fatto da deridere, quando inizierete a non essere voi i primi a farlo, perché da sempre non sono le parole ma gli esempi, gli insegnamenti migliori?
Perché quando una ragazzina di dodici anni prova a buttarsi di sotto, non è solo una ragazzina di dodici anni che lo sta facendo: siamo tutti noi. E se una ragazzina di quell'età decide di buttarsi, non lo sta facendo da sola: una piccola spinta arriva da tutti quelli che erano lì non hanno visto, non hanno fatto, non hanno detto.

E tutti noi, proprio tutti, siamo quelli che quando succedono cose come questa devono vedere, fare, dire. Anzi urlare. Una parola, una sola, che è: “Basta”.


martedì 6 settembre 2016

DEVE FARE SPORT? (non necessariamente) QUALE? (quello che piace). Rispetto della stima del bambino:

DEVE FARE SPORT? (non necessariamente)  QUALE? (quello che piace). Rispetto della stima del bambino:
La risposta è "deve fare attività fisica e non necessariamente uno (o due o tre) sport organizzati" rispettando le sue scelte, o non scelte, inclinazioni e attitudini e la sua stima di se stesso
Deve fare sport? Ricordate che non si è obbligati.  Basterebbe riuscire a far fare almeno 1 ora di attività fisica (giocando, girando, camminando ecc.). L'attività fisica possiamo farla anche noi con i nostri figli.  Per chi è ciciottino serve di più fare attività fisica che praticare sporadicamente dello sport.
Per lo sport come pediatra consiglio
1) Deve essere divertimento e gioco
2) Deve piacere al bambino
3) Meglio fargli fare attività diverse per fargli imparare, ad es. a nuotare, a giocare a tennis ecc
4) Mai competizione organizzata da noi adulti
5) Ci sono tanti sport, non solo il calcio
6) Attenti alla parola agonismo e semiagonismo: lasciate la scelta al bambino
7) Non trasferire sul bambino le nostre ambizioni o frustrazioni (o quelle degli allenatori)
Prosegue con i diritti del bambino per lo sport:






Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...