sabato 31 dicembre 2016

CASI DI MENINGITE C E PORTATORI SANI IN TOSCANA E CHI VACCINARE

CASI DI MENINGITE C E PORTATORI SANI  IN TOSCANA E CHI VACCINARE
Cari genitori
Ricevo tante domande sui vaccini per la meningite. Risposte specifiche per voi e per i vostri figli le potete avere solo dal vostro pediatra e medico curante
Incollo qui sotto i dati dei portatori di meningococco e dei casi di meningite  C, distribuiti per età e zona. (la meningite da menigococco C è la più frequente in Toscana). Inormerò su altri dati e  se ne avete mi informate voi?
BUON Fine Anno e inizio Anno nuovo
Relativamente alle caratteristiche comuni dei casi verso cui indirizzare campagne mirate di comunità, queste le principali:
1. Discoteche, club, locali notturni per la fascia d'età 14-25
2. Ristoranti, circoli per la fascia d'età sopra i 40 anni
3. Scuole superiori, università
4. Palestre, associazioni sportive-ricreative
5. Operatori sanità
6. Fumatori
7. Consumatori di sostanze stupefacenti.
Nel periodo 1 marzo - 1 giugno 2016 sono stati effettuati dei tamponi orofaringei in un campione di soggetti di età 11-45 anni che si sono recati per qualunque vaccinazione negli ambulatori della Azienda Sanitaria Toscana centro (ex Asl di Firenze ed Empoli) e dell'Azienda Sanitaria Toscana sud-est (ex Asl di Siena e Grosseto), identificata come area di controllo. 
Sono stati eseguiti 2.287 tamponi orofaringei.
La prevalenza di meningococco è risultata pari al 2,5%. Il  principale sierogruppo è risultato il B (37 portatori = 1,6% del totale dei tamponi analizzati), seguito dall'Y (11 =  0,5% del totale dei tamponi analizzati) e dal C (4 = 0,17% del totale dei tamponi analizzati). 








"Come riportato in letteratura - aggiunge Voller - ciò è spiegato dal fatto che il sierogruppo C, e in particolare C-ST11, si caratterizza per una breve durata dello stato di portatore ed un alto tasso di trasmissibilità volto a bilanciare la sua incapacità di creare un rapporto commensale duraturo con l'ospite".

Studio retrospettivo e prospettico dei casi di malattia batterica invasiva da meningococco C in Toscana  
L'indagine dei casi è iniziata il 4 aprile 2016 ed è stata effettuata attraverso le analisi delle cartelle dell'indagine epidemiologica presso l'Unità Igiene Pubblica Asl, le analisi delle cartelle cliniche presso i presidi ospedalieri e un'indagine diretta face-to-face con il caso e/o suoi familari/ amici.

Sono 59 i casi di malattia batterica invasiva (MBI) da meningococco C riportati in Toscana nel periodo 1 gennaio 2015 – 14 dicembre 2016, in confronto ai 5 casi riportati nel biennio 2013-2014. 31 casi (53.4%) sono stati riportati nel 2015 e 28 (46.6%) al 14 dicembre 2016. 








L'età mediana è risultata essere di 28 anni. L'incidenza maggiore si registra nella fascia di età 20-29 anni (3.30 x 100.000 abitanti), seguita dalla fascia 10-19 anni (1.85 x 100.000 abitanti). 19 casi (32.8%) avevano più di 40 anni di età; e di essi 11 (19% del totale), più di 60 anni. Undici casi (19%) si sono verificati in soggetti stranieri. 










L'incidenza (per 100.000 abitanti) per ex Asl varia da un minimo di 0.22 per 100.000 nella ex Asl di Grosseto ad un massimo di 2.48 per 100.000 nella ex Asl di Empoli. I decessi totali sono stati 12 per una letalità del 20.7%. 6 casi sono deceduti nel 2015 (19.3%) e 6 nel periodo 1 gennaio 2016 – 30 novembre 2016 (22.2%).
L'età ha influenzato la probabilità di decesso. Infatti, l'età mediana dei casi deceduti è risultata essere 52 anni (range 13-84 anni: 12 casi su 59, cioè 20.3%). La letalità tra i soggetti non vaccinati è stata del 23.4% (11 casi su 47), mentre tra i soggetti vaccinati dell'8.3% (1 caso su 12). Il vaccino ha inoltre determinato un decorso clinico più favorevole. Infatti, dei 18 casi che hanno avuto sequele permanenti (perdita udito, amputazioni, morte), 16 (88.9%) non erano vaccinati.
Per cinque casi vaccinati erano passati più di 5 anni dalla data di somministrazione del vaccino, periodo oltre il quale la protezione del vaccino diminuisce sensibilmente, mentre per un caso era passato un periodo troppo breve tra la data di somministrazione del vaccino e l'inizio dei sintomi per sviluppare una corretta risposta immunitaria.
Relativamente alla diagnosi e alla sintomatologia, 24 casi (41.4%) hanno sviluppato sepsi e meningite, 29 casi (50%) solo sepsi e 5 casi solo meningite (8.6%). 37 casi (63.8%) hanno mostrato, oltre ai sintomi tipici della MBI meningococcica, una sintomatologia atipica gastrointestinale (vomito e diarrea). Inoltre, i 10-15 giorni precedenti la data ufficiale d'inizio sintomi, 30 casi (51.7%) hanno riportato un episodio simil-influenzale con febbre non elevata associata a mal di gola e in 10 casi (16.9%) erano anche associati sintomi gastrointestinali.

"Questa è, a nostra conoscenza - conclude Voller - la più grande indagine epidemiologica di casi di malattia meningococcica condotta sul campo che ha previsto interviste face-to-face, analisi di cartelle cliniche ed epidemiologiche, utilizzo di dati microbiologici e di elementi di field epidemic intelligence. In conclusione, lo studio ha permesso di individuare categorie di rischio per lo sviluppo di MBI da meningococco C, ovvero gruppi target verso i quali dovranno essere pianificate strategie vaccinali ad hoc al fine di interrompere la catena del contagio".

venerdì 30 dicembre 2016

Ahi ahi come picchia l'influenza e le forme influenzali e le complicazioni

Ahi ahi come picchia l'influenza e le forme influenzali  e le complicazioni
Ecco il quadro dell'influenza e delle sindromi influenzali: zona rossa per tutto, compreso anche le infezioni delle basse vie respiratorie. Guardate che picco nel diagramma.
Altra brutta notizia: isolato anche il VRS (Virus respiratorio sinciziale) responsabile, nei bambini di età inferiore a 1 anno, di una forma particolare di bronchite detta "bronchiolite "(trovate una spiegazione qui: BRONCHIOLITE)




giovedì 29 dicembre 2016

Meningite: facciamo chiarezza sui vaccini

Meningite: facciamo chiarezza sui vaccini (o almeno ci provo)
Cari genitori
Ricevo tante domande sui vaccini per la meningite. Risposte specifiche per voi e per i vostri figli le potete avere solo dal vostro pediatra e medico curante
Comunque cerco di fare un pò di sintesi.
  • Non esiste  un vaccino che offra una copertura al 100%. Questo spiega i pochi casi avvenuti in soggetti vaccinati e la necessità  di raggiungere  nella popolazione  un alto numero di vaccinati
  • La meningite, meglio dire le meningiti, sono causate da tanti germi e disponiamo dei vaccini per i germi che più frequentemente  le causano:
1 - Hemophilus infuenzae: si fa dal 61 giorno di vita insieme ad altri nella stessa siringa (esavalente: polio, tetano, difterite, epatite B, pertosse e appunto hemophiulus). Interessa i primi periodi della vita e le età avanzate
2 - Pneumococco: si fa dal 61 giorno nella stessa seduta vaccinale dell'esavalente (ridure il rischio del 75%: i pneumococchi sono 90 e noi abbiamo il vaccino tredicivalente contro tredici dei 90: i più frequenti)
3 - meningococco C: si fa dal 13 mese di vita (si può fare anche prima) e si raccomanda un richiamo dal 12  anno (VEDI DOPO) eccetto che in Toscana ove è stato deciso di fare un richiamo prima. Si può fare, su richiesta a 13 mesi e offerto gratuitamente ai 12 anni,  il vaccino contro altri tipi di meningococco: A, C, W135 e Y , vaccino quadrivalente  quindi sono solo il C. 
4 - meningococco B offerto in Liguria gratuitamente ai nati nel 2015 (vedi dopo) . 

Ricordo che un interessamento del sistema nervoso centrale avviene anche per altre malattie per cui abbiamo vaccini: morbillo, varicella e parotite epidemica

MENINGOCOCCO TIPO C: la Toscana ha deciso di fare delle modifiche alla vaccinazione per il meningococco di tipo C in quanto alcuni studi hanno rilevato che molti bambini hanno un calo degli anticorpi a distanza di 5-7 anni. Il calendario nazionale prevede la dose di richiamo a 12 anni mentre in Toscana si consiglia a 6 anni. 
COSA FARE? Da un punto di vista generale vaccinare il maggior numero di bambini per evitare la circolazione del meningococco. Poi chiedere al vostro pediatra in base a fattori di rischio personali (deficit immunitari, soggiorno in zone a rischio) se fare o meno un richiamo in più.

MENINGOCOCCO TIPO B: in Liguria la vaccinazione viene offerto in modo attivo e gratuito ai nati dal 2015. In altre età viene fatto con un copagamento. Anche qui chiedete al vostro medico curante sia per il bambino che per voi adulti


mercoledì 28 dicembre 2016

FTALATI PER I BAMBINI NEI GIOCATTOLI E NEL CIBO e danni alla salute

RISCHIO FTALATI PER I BAMBINI NEI GIOCATTOLI E NEL CIBO e danni alla salute
Alcune sostanze presenti  in giocattoli, cibo o contenitori (ftalati e bisfenolo A) possono compromettere il normale funzionamento del sistema endocrino e di quello riproduttivo causando telarca precoce, pubertà precoce e alcune forme di obesità.
Molti giocattoli di provenienza estera hanno una percentuale, in particolar modo dei ftalati per percentuali del 31% (contro lo 0,1% permesso dal regolamento comunitario).
Anche gli articoli di cartoleria per la scuola, colorati, profumati, possono contenere ftalati: matite, pennarelli, plastilina colorata, gomme per cancellare, zainetti, astucci etc.
Gli ftalati possono anche essere assorbiti dalla pelle , in modo che anche i giocattoli che contengono ftalati  possono mettere a rischio la salute dei bambini a rischio .
CONSIGLI PER TUTTI QUI: 
http://www.iss.it/binary/inte/cont/Decalogo_MODIFICATO_13032014_finale.pdf
Gli ftatati e altre sostanze, infatti, migrano con facilità dai prodotti all’organismo dei bambini, attraverso il semplice contatto.
Secondo una ricerca pubblicata da Environmental Protection Agency le carni confezionate, in particolare il pollame, il latte intero, la panna, le margarine e alcuni oli da cucina contengono alte concentrazioni di queste sostanze pericolose.
Uno studio effettuato su varie pubblicazioni che hanno misurato le concentrazioni di ftalati nei prodotti alimentari negli Stati Uniti e all’estero, analizzando diversi modelli di dieta ha rilevato:
il regime alimentare a base di frutta e verdura non espone i consumatori a livelli eccessivi di ftalati, 
Un alto contenuto di carne e latticini è risultato pericoloso per i bambini e gli adolescenti. 
Si ipotizzano che gli ftalati possano migrare dai materiali in PVC , le sostanze per l’imballaggio alimentare, i guanti utilizzati nella preparazione degli alimenti, i nastri trasportatori. 
Come proteggersi dagli ftalati
  • Fare attenzione a quello che si mangia e a come si conserva e si cucina : http://www.iss.it/binary/inte/cont/Decalogo_MODIFICATO_13032014_finale.pdf.
  • Abbondare nella dieta con verdura fresche 
  • Evitare cibi in scatola e trasformati. 
  • Ridurre al minimo l’uso di prodotti per la cura personale che contengono ftalati (come alcune creme cosmetiche). 
  • Utilizzare vetro, acciaio inossidabile, ceramica o legno per conservare alimenti invece di materie plastiche; 
  • non utilizzare materie plastiche in policarbonato per contenere liquidi caldi. 
  • Ridurre al minimo l’acquisto di prodotti che contengono sostanze chimiche.

lunedì 26 dicembre 2016

PUNTURE DI RAGNO A DICEMBRE: quando preoccuparsi

PUNTURE DI RAGNO A DICEMBRE: quando preoccuparsi
Con il cambiamento del clima in alcune zone d’Italia si osservano punture di insetti che una volta avvenivano in periodi dell’anno più caldi. Consigli tratti dal libro “Primo Soccorso pediatrico”  https://www.amazon.it/Primo-SOCCORSO-pediatrico-Alberto-Ferrando/dp/8868954117/ref=zg_bs_5329313031_18?_encoding=UTF8&psc=1&refRID=PKTZ5FY5183SXWF3JGC5 qui sotto
Questo vale per vari tipi di insetto e anche per i ragni. Il 25 dicembre una ragazza è stata morsa da un  ragno violino, mentre dormiva, a Pordenone.
 In alcuni  soggetti può causare il cosiddetto “loxoscelismo”: una ulcera che si estende diversi centimetri e che può risolversi in una cicatrice più o meno estesa.
PUNTURE DI RAGNO Le punture di ragno non sono una rarità ma, spesso, si risolvono piuttosto rapidamente senza esiti. Infatti, nelle abitazioni sono presenti molte decine di specie di ragni, quasi tutti inoffensivi e innocui per l’uomo. 
In Italia esistono solo quattro specie di ragni velenosi: 
  • il ragno bruno solitario (detto anche ragno violino per la caratteristica macchia scura sul carapace a forma di un violino), 
  • la tarantola , 
  • il ragno dal sacco giallo 
  • la malmignatta . 
  • tutti gli altri tipi di ragno, a cominciare dal ragno domestico, sono innocui, anche se sono responsabili di molte di quelle punture apparentemente inspiegabili che i bambini spesso presentano al risveglio. Nel caso di morso di ragno domestico la pelle presenta una zona arrossata e più o meno gonfia a seconda della sede (tipico il gonfiore della palpebra al risveglio del bambino). 
COSA FARE??
applicare un cubetto di ghiaccio o del cotone imbevuto di acqua fredda; 
Ripulite accuratamente il letto e la camera del bimbo. 
Chiamare il pediatra se: 
• la pelle forma una vescica o una macchia violacea; 
• compare una ferita che fa fatica a guarire. Nel caso di morso di ragno violino entro 4-8 ore nella zona cutanea colpita compare dolore locale e si formano delle vesciche; la parte centrale appare infossata e assume un colore bluastro; in rari casi (bambini piccoli) compaiono brividi, tremori, febbre ed eventualmente stato di shock. In questo caso è necessario: 
• lavare la zona del morso con acqua e sapone; 
• chiamare immediatamente il medico. 
Nel caso di morso di una tarantola sono evidenti sulla pelle 2 fori e solo più tardi la cute diventa dolente, bluastra e si ulcera. In questo caso è necessario: 
• chiamare il medico immediatamente; 
• lavare la ferita con acqua e sapone; 
• applicare ghiaccio o impacchi freddi. 
Nel caso di morso della malmignatta e del ragno dal sacco giallo potrebbero insorgere sintomi sistemici quali dolori addominali, rigidità degli arti, sudori freddi, nausea, vomito, febbre, cefalea e, nei casi più gravi, perdita dei sensi. I casi mortali sono molto rari. Resta ovviamente pericoloso per coloro che possono essere vittime di shock anafilattico. In questo caso è necessario: 
• spremere bene la parte per la fuoruscita del veleno; 
• recarsi il prima possibile al Pronto Soccorso (per una valutazione dei parametri vitali), senza farsi prendere dal panico; 
• nell’attesa di giungervi, applicare un cubetto di ghiaccio: può alleviare il dolore. 

Non attendere a chiamare il 118/112 o a recarsi al Pronto Soccorso


Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...