martedì 24 settembre 2024

Allarme suicidio e autolesionismo in età pediatrica: come riconoscerlo e prevenirlo.

Allarme suicidio e autolesionismo in età pediatrica: come riconoscerlo e prevenirlo.

A questo link un articolo di quanto discusso al Congresso Nazionale ACP (Associazione Culturale di Pediatria): https://www.quotidianosanita.it/m/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=124521


Il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani dai 10 ai 25 anni, e i tentativi di suicidio, spesso preceduti da episodi di autolesionismo, sono sempre più frequenti. 

Questo allarme richiede una riflessione urgente e profonda da parte di genitori, educatori e pediatri.

Dati e statistiche

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel mondo circa 703.000 persone si tolgono la vita ogni anno, e per ogni suicidio ci sono molti più tentativi. 

In Italia, nel 2020, si sono registrati 378 suicidi tra i giovani tra i 10 e i 24 anni, con un aumento rispetto agli anni precedenti, soprattutto nelle fasce più giovani. 

Ma il dato più allarmante è l'incremento degli episodi di autolesionismo e comportamenti a rischio: al Pronto Soccorso Psichiatrico del Bambino Gesù, le consulenze per autolesionismo sono aumentate del 60% negli ultimi dieci anni, passando da 250 casi l’anno nel 2013 a 1850 casi nel 2022, con una media di 5 consulenze al giorno.

Autolesionismo: un segnale di allarme

L'autolesionismo, definito come il procurarsi volontariamente dolore o lesioni, è spesso considerato l'anticamera del suicidio. Il 60% delle consulenze psichiatriche pediatriche riguarda ragazzi che si feriscono come risposta a sentimenti di depressione, ansia o stress. Un comportamento che, se ignorato, può evolvere in un tentativo di suicidio.

Perché i giovani si fanno male?

Le motivazioni sono tante. Sicuramente dalla diffusione degli smartphone nel 2013, il fenomeno ha visto un'impennata preoccupante. La dipendenza dai dispositivi digitali, l'isolamento sociale e la riduzione delle attività ricreative fisiche e sociali hanno contribuito ad aumentare il disagio emotivo. 

I giovani si trovano a confrontarsi con standard irraggiungibili sui social media, cyberbullismo e la pressione costante di apparire perfetti. 

Tutto questo genera stress, bassa autostima e disperazione.

Segnali di disagio: cosa devono notare i genitori

genitori hanno un ruolo cruciale nel prevenire comportamenti a rischio. Riconoscere i segnali precoci di disagio è il primo passo per intervenire:

  • Cambiamenti improvvisi nel comportamento: irritabilità, isolamento, perdita di interesse per attività solitamente gradite.
  • Difficoltà a scuola: calo delle performance, disattenzione o assenteismo.
  • Disturbi del sonno o dell'appetito: difficoltà a dormire o mangiare troppo/poco.
  • Segni fisici di autolesionismo: tagli o graffi nascosti su braccia, gambe o altre parti del corpo.
  • Uso eccessivo dei dispositivi digitali: il tempo trascorso online può aumentare il rischio di isolamento e depressione.

Cosa possono fare i genitori

  1. Dialogare: creare uno spazio sicuro per parlare delle emozioni dei propri figli è fondamentale. Domande come "Come ti senti?" o "Hai mai pensato di farti del male?" possono sembrare difficili, ma sono necessarie.
  2. Controllare i dispositivi digitali: la privacy è importante, ma il benessere dei figli lo è ancora di più. I genitori dovrebbero monitorare con attenzione l'uso di internet e dei social media, controllando i siti visitati e i contenuti delle chat.
  3. Dare regole chiare: ritardare l'accesso ai social media fino ai 14-16 anni e limitare l'uso dello smartphone sono misure preventive efficaci.
  4. Essere presenti: passare del tempo di qualità insieme, senza la distrazione dei dispositivi, può aiutare a costruire una connessione emotiva più solida. A tavola, ad esempio, è importante spegnere i telefoni e conversare.

Quando cercare aiuto

Se un genitore nota segni di autolesionismo o sente che il proprio figlio sta manifestando pensieri suicidari, è fondamentale cercare l'aiuto di un professionista. I pediatri e gli psicologi infantili possono svolgere un ruolo cruciale nell'identificare il rischio e nell'avviare un percorso di supporto.

Conclusione

La salute mentale dei giovani è una priorità assoluta. Prevenire il suicidio e i comportamenti autolesionisti richiede una collaborazione stretta tra genitori, pediatri e istituzioni educative. È essenziale creare un ambiente in cui i ragazzi possano esprimere le proprie emozioni e sentirsi accolti, senza il peso delle aspettative e delle pressioni sociali.

Ricordiamo che prevenire è possibile: ascoltare, educare all'uso corretto della tecnologia e promuovere un dialogo aperto e sincero sulle emozioni sono le chiavi per proteggere i nostri figli.

 


LETTURE:

Gabbard GOPsichiatria psicodinamica. Il modello della psicoanalisi e le sue applicazioni. Raffaello Cortina Editore, Milano, 2021.

Pellai A., Tamborini B.L’età dello tsunami. Come sopravvivere a un figlio pre-adolescente. De Agostini, Novara, 2017.

Novara D.I bulli non sanno litigare. Le relazioni difficili spiegate ai bambini e agli adultiFeltrinelli, Milano, 2019.

Linee Guida Ministero della Salute – Piano Nazionale per la prevenzione del suicidio 2021-2023.




lunedì 23 settembre 2024

NCINTA A 14 ANNI: LA TRAGICA SFIDA DELLA "SEX ROULETTE" 😢

INCINTA A 14 ANNI: LA TRAGICA SFIDA DELLA "SEX ROULETTE" 😢
Il fatto: Una ragazza di soli 14 anni è rimasta incinta dopo aver partecipato a una pericolosa 'challenge' sui social media, conosciuta come "Sex Roulette".
Questo gioco, originato tra i giovani miliardari di Belgrado, invita i partecipanti a avere rapporti sessuali con sconosciuti, scommettendo sulla possibilità di rimanere incinta.
Chi resta incinta "perde" la sfida, e questo comportamento si è rapidamente diffuso in Spagna, Regno Unito e, purtroppo, anche in Italia. 🚨
Le regole del gioco sono inquietanti: nessuno conosce l'identità degli altri partecipanti e in alcune varianti uno dei giocatori è sieropositivo. Questo aumenta il rischio e la pericolosità della sfida. I giovani si organizzano tramite chat sui social per avere rapporti sessuali senza protezione, ignorando le gravi conseguenze. 😱
La ragazza non era solo turbata per la gravidanza, ma anche per il fatto di aver "perso" la sfida, sentendosi esclusa dal gruppo. Questo evidenzia come il desiderio di appartenenza possa influenzare le decisioni dei giovani, specialmente in contesti familiari problematici.

Commento all'articolo: Come pediatra, è cruciale che i genitori siano consapevoli dei rischi legati all'uso dei social media da parte dei loro figli. La storia di questa ragazza mette in luce le conseguenze fisiche e psicologiche di tali comportamenti.
È fondamentale mantenere un dialogo aperto e sincero con i propri figli, evitando sia restrizioni eccessive che una totale libertà.
Solo così si può creare un ambiente di fiducia dove i ragazzi si sentano liberi di condividere esperienze e preoccupazioni. 🗣️💬
Incoraggiare l'educazione all'uso consapevole dei social media è essenziale per proteggere i giovani. I genitori devono essere coinvolti nella vita online dei loro figli, comprendendo le dinamiche delle sfide sociali e promuovendo una cultura del rispetto e della responsabilità. Solo attraverso una comunicazione aperta possiamo sperare di ridurre i rischi associati a queste pratiche pericolose e garantire un ambiente più sicuro per i nostri giovani. 🌍❤️
Questa situazione evidenzia l'importanza di educare i ragazzi su come navigare nel mondo digitale in modo sicuro e responsabile.
https://www.adnkronos.com/cronaca/sesso-14enne-incinta-challege-social-sex-roulette-storia_4FU4dSwucjzErYyuPP5Gwx




Asma da Temporale: i temporali possono nascondere qualche insidia per chi soffre di asma o allergie 😲

Asma da Temporale: Come Proteggere i Nostri Bambini in Modo Semplice e Sicuro 🌩️

Lo sapevi che i temporali possono nascondere qualche insidia per chi soffre di asma o allergie? 😲Anche se a prima vista sembra che la pioggia aiuti a “pulire” l’aria dai pollini, la realtà è un po' diversa quando si parla di temporali intensi. Infatti, durante i temporali i pollini possono rompersi in minuscole particelle che riescono a entrare più facilmente nei polmoni, provocando crisi asmatiche nei soggetti predisposti, soprattutto nei bambini! 👶🏽🌬️

Ma come succede esattamente? 🤔

Di solito, la pioggia dà una mano a chi soffre di allergie perché rimuove i pollini dall’aria. Ma quando parliamo di temporali, la pioggia intensa spezza i pollini in micro-particelle che rimangono sospese nell’aria, e l'aria densa di umidità le spinge nella parte più bassa dell’atmosfera, proprio dove noi respiriamo. 😷

Questo vuol dire che, se tuo figlio soffre di asma o allergie stagionali, un temporale può diventare un problema, soprattutto se si trova all’aperto in quei momenti. Il rischio maggiore si ha nei primi minuti del temporale, quando queste particelle frammentate sono più concentrate. 😰

E non è solo una questione di pollini! 

I temporali portano con sé anche un altro fattore: l’ozono. I fulmini possono causare un aumento temporaneo di ozono vicino al suolo, che purtroppo, invece di essere benefico (come lo è nella stratosfera, dove ci protegge dai raggi UV), diventa irritante per le vie respiratorie. Questo peggiora i sintomi di chi soffre di asma, aggravando ulteriormente la situazione. 🌬️

Cosa possiamo fare come genitori? 👨‍👩‍👧‍👦

Ecco qualche consiglio pratico e facile da seguire per proteggere i nostri bambini quando arriva un temporale:

  1. Rimanete al chiuso! 🏠 Non appena si avvicina un temporale, fate restare i vostri piccoli dentro casa, con finestre e porte ben chiuse, per almeno i primi 30 minuti.
  2. Se siete fuori, coprite naso e bocca 🤧: Se proprio non potete evitare di stare all’aperto, un fazzoletto davanti al naso può ridurre l'inalazione di allergeni. Ma cercate di trovare rifugio al più presto.
  3. Evitate sforzi fisici 🚴🏽‍♀️: Durante e subito dopo un temporale, è meglio evitare di fare attività fisica, perché una respirazione più profonda facilita l’entrata degli allergeni nei polmoni.
  4. Portate sempre la terapia con voi 💊: Se vostro figlio usa un broncodilatatore o altri farmaci per l’asma, assicuratevi che siano sempre a portata di mano, soprattutto nei giorni in cui sono previsti temporali.
  5. Seguite la terapia con costanza 📅: Anche se i sintomi sembrano sotto controllo, è importante che i bambini seguano regolarmente la loro terapia antiasmatica per prevenire crisi improvvise.

In conclusione

I temporali possono sembrare innocui, ma per chi soffre di asma e allergie stagionali, possono nascondere rischi importanti. Con pochi accorgimenti, come restare al chiuso e avere sempre a disposizione la terapia, possiamo proteggere i nostri bambini e farli respirare meglio, anche quando fuori piove a dirotto! 🌧️😊



 

domenica 22 settembre 2024

Disagio giovanile: VI PREGO DI NON IGNORARE ALCUNI SEGNALI. Come riconoscerlo e affrontarlo. Consigli per genitori, insegnanti e medici.

Disagio giovanile: VI PREGO DI NON IGNORARE ALCUNI SEGNALI.

Come riconoscerlo e affrontarlo. Consigli per genitori, insegnanti e medici.

Cari genitori e insegnanti manifestazioni di disagio giovanile sono i miei sempre più frequenti e debba osservare sempre più frequentemente giovani anche in età prescolare con segni di disagio e di sofferenza. 

Notevole aumento anche l’abbandono scolastico e l’isolamento negli adolescenti e nei giovani adulti. 

Mentre una volta erano in questione è una situazione molto rara ragazze e ragazzi che non frequentano più la scuola e stanno in casa a non fare nulla rappresenta una situazione sempre più frequente. Situazione che va affrontata e e di cui purtroppo i genitori non realizzano l’importanza e la necessità di un intervento precoce per il futuro della salute dei propri figli.

 


Introduzione:

  • Cosa si intende per disagio giovanile? Il disagio giovanile si manifesta con una serie di sintomi fisici, emotivi e comportamentali che indicano una difficoltà di adattamento o una sofferenza interiore. Il fenomeno è in crescita e richiede l'attenzione di famiglie, scuole e specialisti. Riconoscere tempestivamente i segnali permette di intervenire con maggiore efficacia. In sintesi qui sotto i segnali da non sottovalutare:

Segnali di allarme da non sottovalutare:

  1. Cambiamenti nel comportamento: Isolamento, irritabilità, apatia, rabbia improvvisa.
  2. Rendimento scolastico: Calo nel rendimento, disattenzione, ritardi, abbandono scolastico.
  3. Sintomi fisici: Dolori inspiegabili (mal di testa, dolori addominali), stanchezza cronica, disturbi del sonno.
  4. Disturbi alimentari: Variazioni significative nel peso, restrizioni alimentari, eccessi di cibo.
  5. Problemi sociali: Difficoltà nelle relazioni con coetanei, rifiuto di partecipare a eventi sociali.
  6. Utilizzo eccessivo della tecnologia: Uso compulsivo di smartphone, internet, videogiochi.

Quali possono essere le cause o i fattori scatenanti:

  • Pressione scolastica: Eccessive aspettative accademiche possono generare ansia e stress.
  • Problemi familiari: Conflitti, separazioni, o tensioni familiari influenzano il benessere emotivo.
  • Bullismo: Vittime di bullismo (sia fisico che cyberbullismo) sviluppano spesso problemi di autostima e ansia.
  • Traumi emotivi: Eventi come lutti, malattie, o esperienze traumatiche personali hanno un forte impatto emotivo.
  • Sfiducia in se stessi: La mancanza di autostima può essere causata da confronti sociali o insicurezze personali.

Cosa fare? (Non fare niente ed aspettare è la soluzione peggiore):

  1. Ascolto attivo: Creare spazi dove i giovani possano esprimersi senza timore di essere giudicati.
  2. Comunicazione aperta: Parlare delle emozioni e insegnare che è normale chiedere aiuto.
  3. Collaborazione tra scuola e famiglia e medico curante: Monitoraggio continuo e coordinamento tra genitori, insegnanti e specialisti.
  4. Attività extracurricolari: Incentivare attività fisiche, artistiche e sociali che stimolino l'autostima e la socialità.
  5. Accesso a specialisti: Consultare psicologi o altri professionisti della salute mentale quando i segnali di disagio persistono.

Infine qui alcuni Suggerimenti per i genitori e poi per i docenti e per i medici curanti.

 

Per i genitori:

  1. Non ignorare i segnali di allarme: Non liquidare i cambiamenti comportamentali come "una fase".
  2. Dare l'esempio: Dimostrare una buona gestione emotiva e risolvere i conflitti in modo costruttivo.
  3. Creare una routine sana: Garantire orari regolari per sonno, alimentazione e attività familiari.
  4. Bilanciare regole e libertà: Stabilire limiti chiari ma con la flessibilità necessaria all'età del giovane.
  5. Promuovere interessi personali: Sostenere le passioni e gli hobby dei ragazzi, mostrando interesse attivo.

Ruolo degli insegnanti:

  • Osservatori attenti: Gli insegnanti sono spesso i primi a notare cambiamenti nel comportamento e nel rendimento scolastico.
  • Ambiente scolastico inclusivo: Creare una cultura di accettazione e rispetto tra gli studenti per ridurre le dinamiche di bullismo.
  • Dialogo costante con le famiglie: Collaborare con i genitori per identificare problemi e monitorare il benessere dello studente.

Coinvolgimento dei medici e specialisti:

  • Identificazione precoce: I pediatri devono considerare i sintomi fisici come possibili segnali di disagio emotivo.
  • Riferimento a specialisti: Quando necessario, il medico può indirizzare il giovane a uno psicologo o psichiatra.
  • Collaborazione con la scuola: Medici e psicologi possono fornire supporto diretto nelle scuole attraverso consulenze periodiche.

Sintesi e conclusione:

Il disagio giovanile è un problema complesso che richiede un approccio multidisciplinare e una stretta collaborazione tra genitori, insegnanti e medici. La chiave per intervenire con successo è la capacità di riconoscere i segnali di allarme e fornire un sostegno emotivo tempestivo. Non sottovalutare mai i cambiamenti comportamentali o i sintomi fisici inspiegabili, e ricorda che la richiesta di aiuto è un segno di forza.




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