sabato 21 novembre 2015

CASI DI PARAINFLUENZA: ATTENTI AI LATTANTI E VACCINO INFLUENZA

CARI  Genitori
Ogni settimana ricevo dal Dipartimento di prevenzione dell'Università di Genova informazioni sull'andamento delle infezioni delle vie respiratorie. Ottimo Servizio che funziona da decenni fin dai tempi in cui era Direttore Pietro Corsari e che prosegue con la direzione dell'amico Giancarlo Icardi. Il dott. Andrea Orsi coordina l'iniziativa.
Come andiamo? Sono in aumento (semaforo giallo) le infezioni da virus "parainfluenzali". Non segnalaticisi soprasoglia del temibile virus respiratorio sinciziale (VRS). Influenza, dopo la segnalazione di qualche caso, per ora sta tranquilla.....ma MI RACCOMANDO A CHI HA BAMBINI SOTTO ALL'ANNO DI VITA  di stare attenti a non esporlo a situazioni a rischio (contatti con tante persone in locali chiusi: PRATICATE "ARIATERAPIA" uscendo tanto e valutate con il vostro medico l'opportunità della vaccinazione antinfluenzale per proteggere chi potrebbe avere dei rischi (bambini piccoli o soggetti immunodepressi). Tra i soggetti a cui è consigliata altamente la vaccinazione ci sono: PERSONALE SANITARIO, PERSONALE DI PUBBLICA UTILITA' , LA DONNA AL SECONDO TERZO TRIMESTRE DI  GRAVIDANZA.
INFORMAZIONI UTILI E COMPLETE QUI: http://www.sanita.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Redazionale_P&childpagename=DG_Sanita%2FDetail&cid=1213370431966&pagename=DG_SANWrapper


giovedì 19 novembre 2015

CARATTERE DEI BAMBINI E ORDINE DI NASCITA:

CARATTERE DEI BAMBINI E ORDINE DI NASCITA:
TRATTO dal libro “Come crescere mio figlio” http://www.amazon.it/crescere-figlio-genitori-risposte-pediatra/dp/886895107X/ref=zg_bs_5329313031_8
“Vari fattori influenzano il carattere di un bambino e un fattore poco conosciuto e abbastanza ignorato è quello dell’ordine di nascita.
Esistono studi che documentano che la personalità, il comportamento e la capacità di apprendimento, e di conseguenza probabilmente anche il posto nella società, risentono dell’ordine di nascita.
È diverso essere primogenito, ultimogenito, mediano o figlio unico.
Anche l’ordine di nascita dei genitori ha un’influenza all’interno della famiglia. Ovviamente l’ordine di nascita è uno dei fattori e non è matematico che i primogeniti siano necessariamente tradizionalisti, organizzati, responsabili, gelosi, perfezionisti e sensibili alle frustrazioni mentre i nati successivi più collaborativi e accomodanti, ma è più probabile che sia così. Approfondire però questo fattore, l’ordine di nascita, può servire a capire meglio noi stessi, il comportamento dei nostri figli, dei nostri fratelli e/ o sorelle e anche le complesse dinamiche delle sempre più frequenti e numerose famiglie “allargate”(con figli nostri e del partner) e certi comportamenti del nostro coniuge o partner (primogeniti più organizzati, ordinati, maniaci dell’ordine spesso permalosi, ultimogeniti più accomandanti, disordinati, spesso caotici).
La personalità è influenzata da tante variabili personali, costituzionali e familiari e qui potremmo fare una diversione sull’importanza della buona educazione e sui danni della cattiva educazione: la più frequente è quella di minare il senso di autostima del bambino ignorandolo o rinfacciandogli in continuazione le sue debolezze o mancanze. Oppure alleviandogli tutti gli ostacoli e superandoli noi per lui. Come genitori dobbiamo seguire questa massima: “Non fare mai per i bambini le cose che sono in grado di fare da soli”. Potrei dire che “sarebbero”in grado di fare da soli: in ambulatorio spesso vedo mamme in ginocchio davanti a figli adolescenti o quasi, per allacciare o slacciare scarpe o che li aiutano a vestirsi.
Quando lo faccio notare la giustificazione più frequentemente adotta è che sono lenti! Ovviamente, quando sentono affermazioni di questo tipo lo diventano ancora di più, per cui riescono a schiavizzare i genitori anche nei banali atti di vita quotidiana.
Oltre all’ordine di nascita è importante la differenza di età tra i figli: una differenza di età inferiore a due anni può determinare un aumento della rivalità. Un fratello vicino di età può essere visto come una minaccia perché in grado di fare cose o suscitare reazioni nei genitori che mettono in ombra la superiorità del primogenito. Succede anche quanto nasce un fratellino magari ben accettato o tollerato fino a quando non acquisisce autonomia e si “impone”in famiglia soprattutto se di carattere gioioso e comunicativo rispetto a un primogenito magari più introverso e musone. La “competizione” spesso reciproca si accentua negli anni successivi man mano che l’ultimo nato acquisisce competenze.

E qui nasce uno degli errori principali che un genitore può fare: il primogenito non ha magari un ottimo rendimento scolastico, mentre la secondogenita ha ottimi risultati a scuola (non solo: è anche socievole, sorridente, buontempona e simpatica) e i genitori la lodano pubblicamente, di fronte al fratello, accentuando rivalità e gelosie e danneggiando la stima del primogenito. Se la differenza di età invece è oltre i 5-6 anni può accadere che si sentano due primogeniti. Dinamiche particolari insorgono in alcune situazioni come la perdita di un fratello (da consigliare un supporto psicologico per queste famiglie), quando in famiglia ci sono bambini con bisogni speciali (disabilità, malattia cronica, malattia “rara”), quando avviene un’adozione (soprattutto se l’adottato è inserito in una famiglia con altri figli).


ATTENTI AGLI SCREENING ALL'ASILO, A SCUOLA E AGLI SPECIALISTI NON RICHIESTI: CHE OGNUNO FACCIA QUELLO CHE DEVE FARE.

cari genitori
Oggi un noto neuropsichiatra ha inviato questo avvertimento  ai pediatri. Avvertimento che Vi giro, Vi invito a leggere perchè può capitare a tutti e, prima di preoccuparvi, parlatene con il vostro pediatra e con persone del settore: LA MEDICALIZZAZIONE E' UN BUSINESS. Vero anche che la mancata o ritardata diagnosi è un danno per tutti ma..attenzione.
"Pediatri attenti: un numero crescente di bambini riceve da insegnanti ed altro personale non medico né psicologico la prima pseudodiagnosi di DSA (disturbo specifico dell’apprendimento), ADHD, autismo, ritardo dello sviluppo, deficiente socializzazione con i compagni, freddezza affettiva nei confronti della madre e diverse altre pseudodiagnosi che sembrano diventate di moda. Alcuni Insegnanti anche di Scuole pubbliche mettono il dubbio nei genitori, che si angosciano o si disperano, e li spingono a domandare certificazioni di DSA anche col fine di avere facilitazioni scolastiche, come un insegnante d’appoggio che alleggerirà il lavoro didattico con i bambini che richiedono una particolare attenzione pedagogica (non: psicologica). Altre volte si tratta di Asili privati che spingono affinché i bambini siano seguiti da motricisti o logopedisti scelti dallo stesso personale degli Asili"
CONDIVIDO QUANTO SCRITTO IN QUANTO O GIA' AVUTO CONSEGUENZE PSICOLOGICHE A TUTTA LA FAMIGLIA PER NIENTE. CHE FARE?? Una cosa semplice semplice: parliamo tra operatori della scuola e della sanità con i genitori insieme ma evitiamo screening o proposte di assistenza o di diagnosi autoreferenziate. A me fa sempre piacere quando un insegnante mi chiama e quando posso chiamo io la scuola.

ATTENTI ALLA MEDICALIZZAZIONE E AGLI SCREENING: DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (DSA): DISLESSIA, DISCALCULIA ECC

ATTENTI ALLA MEDICALIZZAZIONE E AGLI SCREENING: DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO (DSA): DISLESSIA, DISCALCULIA ECC
Cari genitori

Da decenni stiamo cercando di diffondere la cultura della dislessia (la più nota) e dei Disturbi specifici dell'apprendimento.
Ora alcune scuole,  nel levante di Genova, citando una legge (ma ci vuole sempre una legge in Italia per fare le cose che servono ai bambini???? ), la art.3, legge n. 170/2010 sI parte  con uno screening!!!!!
LA LEGGE CITATA PARLA CHIARO E NONDICE DI FARE UNO SCREENING MA: "E' compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell'infanzia, attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA degli studenti, sulla base dei protocolli regionali di cui all'articolo 7, comma 1. L'esito di tali attività non costituisce, comunque, una diagnosi di DSA".
COME VEDETE SI PARLA DI INDIVIDUARE CASI SOSPETTI E DI FAMIGLIE INTERESSATE. AL CENTRO C'è LA SCUOLA. Leggete qui: lo specialista interviene successivamente ma le fasi iniziali sono degli insegnanti: http://istruzione.umbria.it/news2012/dsa/materiali/morganti_finale.pdf
 Ho sentito parlare di screening gratuito: ATTENTI: prima di aderire parlate con il Vostro pediatra.
NOI COME GENITORI E OPERATORI DOBBIAMO VALUTARE COME SONO FATTE LE COSE, CHI FA LE COSE E SE QUANTO FATTO E' UTILE PER I NOSTRI BAMBINI.
Ricordo che la SALUTE è il terzo mercato  economico in Italia e molte cose hanno obiettivi guadagno di salute, altre di guadagno economico (a volte , ed è comprensibile, di entrambi.
Cosa sono?? Trovate una bella spiegazione qui:
http://istruzione.umbria.it/news2012/dsa/materiali/morganti_finale.pdf

RICORDATE CHE OGNI SCREENING HA DEI
FALSI POSITIVI: PERSONE NORMALI CON ESAME ALTERATO
FALSI NEGATIVI: PERSONA MALATA ED ESAME NORMALE
Ed è importante che siano impostati  possibilmente nel  pubblico o facenti parte di una rete accreditata e costruita con i pediatri curanti  per affrontare il secondo e più importante passo: LA TERAPIA CON ASPETTI SULLA PERSONA, SULLA FAMIGLIA E SULLA ECONOMIA DELLA STESSA.

martedì 17 novembre 2015

CI VEDIAMO CON E PER I NOSTRI BAMBINI? DATE E EVENTI; libri, letture, manovre salvavita, vaccini

CI VEDIAMO CON E PER I NOSTRI BAMBINI  per parlare di salute libri, letture, manovre salvavita, vaccini; 
 DATE E EVENTI qui sotto con le locandine di occasioni di incontro:
  1. 20 Novembre, ore 17,30 Bagni Pizzo ad Arenzano: Scrittori genovesi presentano i loro libri (oltre al mio, Marco Ventura, Emanuela Ersilia Abbadessa, Francesca Loelo, Andrea Musso, Sara Rattaro e altri)
  2. 21- Novembre a Recco (Croce Verde): manovre salvavita
  3. 21 Novembre: A BERGAMO EVENTO SUI VACCINI DIRETTO AI GENITORI
  4. 27) Novembre: Teatro della Gioventù: Si parla di vaccini con le scuole (e chi vuole): Evento ligure che si svolge in tutta Italia in occasione degli Stati Generali della pediatria
  5. 27 Novembre: "Cena dei seggioloni" Rapallo - Hotel Europa
  6. 11 Dicembre: NOVITA' A NATALEIDEA




OCCASIONI DI INCONTRO 


lunedì 16 novembre 2015

LASCIO IL SSN MA CONTINUO A FARE IL PEDIATRA: PRECISAZIONI PRATICHE E ORGANIZZATIVE:

LASCIO IL SSN MA CONTINUO A FARE IL PEDIATRA: PRECISAZIONI PRATICHE E ORGANIZZATIVE:
Cari Tutti
Invio nuovamente questa mail con alcune importanti precisazioni pratiche.:
- NON SI DEVE CORRERE ALLA RICERCA DI UN PEDIATRA IN quanto al 31 dicembre arriverà un pediatra (in lista validissimi colleghi) che si prenderanno carico dei bambini. Il pediatra opererà nella zona del levante. Prima di Natale avremo il nominativo, la sede e l'organizzazione. ASPETTATE A FARE CAMBI
- RIPRECISO che CONTINUERO'  a fare il pediatra come trovate scritto qui sotto. Anzi invito la categoria, anche con il mio gesto, di iniziare a ribellarsi alla "OTTUSOCRAZIA" che sta rovinando il nostro Sistema Sanitario (e non solo quello).
- CONTINUERO' ANCHE A CERCARE di aiutare chi ha bisogno stabilendo alleanze tra operatori sanitari e non sanitari e di operare per il bene comune di bambini e famiglie CERCANDO ALLEANZE TRA TUTTI E SOPRATTUTTO CON LE FAMIGLIE
- Allego lettera inviata ai Colleghi e, sotto, trovate la lettera che vi avevo inviato in precedenza.
 
Cari Colleghi
Vi invio quanto ho inoltrato ai miei assistiti. L'"abbandono" della professione anzitempo è un fenomeno sempre più frequente (potevo lavorare ancora 5 anni) così come la migrazione  dall'ospedale al territorio ed ha, secondo me, come motivazioni principali la scarsa soddisfazione professionale e sentirsi sempre meno gratificati grazie anche, e soprattutto, ad un sistema sempre più burocratizzato e carico di impegni amministrativi, oltre al carico fiscale. A i medici vengono sempre più scaricati impegni amministrativi, anche negli ospedali. La tutela della professionalità è scarsa, la considerazione della stessa e del "capitale" umano poco attuata, se non inesistente.  Siamo, come detto tempo da da un direttore sanitario, dei "terminali" (la parola ha vari significati :-) ) 
Alcuni Colleghi addirittura smettono la professione e si cancellano dall'Ordine: fino a qualche anno fa mai era successo: un medico rimaneva tale a vita (senza iscrizione non si può esercitare la professione).
Ora sembra, dico sembra, che anche la Federazione degli Ordini dia segni di riscossa, sembra che le categorie professionali vogliano rivendicare una cosa: il medico deve fare il medico. Sarà la volta buona?
La mia lettera. e quella , penso di tanti altri, potrebbe anche essere utile per dimostrare come medici motivati e che hanno occupato posizioni a certi vertici buttino la spugna per quanto riguarda la gestione del SSN. Non per la professione. 
Soprattutto confido nei giovani che non hanno l'alternativa, come ho io, della pensione (a cui fino qualche anno fa manco consideravo). 
E' anche l'occasione di provare di smetterla a litigare tra "poveri" e identificare pochi punti di coesione e perseguirli cercando di formare unioni e rinunciando a conflitti tra no che danneggiano tutta la categoria e l'assistenza ai cittadini. E non offendetevi se tempo fa ho detto che siamo un "gregge di gatti". La nostra Associazione APEL (www.apel-pediatri.it) prosegue la sua strada con un progetto anche sul benessere del pediatra ed è costituita anche da pediatri libero professionisti. Insieme dovremmo anche cercare di tracciare nuovi scenari oltre al rapporto di dipendenza e di convenzione in quanto anche il privato dovrà vicariato funzioni di salute pubblica visto le restrizioni economiche. E puntare sulla qualità della professione da un punto di vista scientifico e di recupero dei valori umanistici e "relazionali" della professione
Buona domenica
Alberto Ferrando
 
LASCIO IL SSN MA CONTINUO A FARE IL PEDIATRA
Cari genitori questa volta non ho consigli da darvi ma solo una comunicazione per tutti  coloro che avranno la pazienza di leggermi.
DAL 31 DICEMBRE LASCIO LA CONVENZIONE CON IL SSN E REGIONALE E FARO’ IL PEDIATRA NON PIU’ DI LIBERA SCELTA MA DI SCELTA LIBERA –
Come la maggior parte di voi è a conoscenza sono medico chirurgo dal 1975  e specialista pediatra dal 1978.  Sin da giovanissimo ho scelto di fare il medico perché sentivo che avrei potuto aiutare la gente e, in particolare i bambini. E’ ancora oggi quello che amo di più del mio lavoro è stabilire un legame, professionale ma partecipe, con le famiglie e assistere i miei piccoli pazienti utilizzando tutto il mio sapere scientifico  anche se con il tempo sono sempre più convinto che  “il medico può guarire qualche volta, alleviare il dolore spesso, consolare sempre”.
In questi 40 anni di professione la figura del medico è cambiata, il rapporto con il paziente pure. Oggi noi assistiamo ad una medicina sempre più tecnologica, con  farmaci all’avanguardia e metodiche diagnostiche nuove. E in questo scenario penso che sia doveroso chiedersi quale ruolo resterà al medico se trascurerà la parte “umanistica” e relazionale della medicina.
In questi ultimi anni ho assistito non solo all’avvento di nuove tecnologie scientifiche ma, purtroppo, anche a un aumento spropositato di atti burocratici che tolgono tempo alla cura. Infatti,  da tempo si è innescato un processo per cui il medico passa la maggior parte della giornata a redigere certificati (la maggior parte inutili),  oppure a fare una ricetta, a battagliare con il software, a controllare i codici esenzione,  a stare attento a non prescrivere farmaci che il SSN dispensa gratuitamente solo in casi particolari e  per alcune patologie limitate nel tempo.
Debbo dire che tutte queste continue “battaglie burocratiche” che sottraggono tempo utile alla visita o a un colloquio con i genitori su problematiche che, sempre più frequentemente investono l’ambiente famigliare mi hanno convinto a interrompere a fine anno il mio rapporto con servizio sanitario nazionale.
Forse sono un medico all’antica, che pensa ancora che i medici debbano tornare alla qualità umana del loro mestiere e  che debbono usare la medicina ma senza farsi usare.
Il nostro SSN è uno dei migliori al mondo ma in questi anni non si è fatto nulla per preservarlo e per migliorare la qualità di lavoro dei suoi operatori, se non quella di avviare una politica continua di tagli  a carico dei cittadini e di aggravi burocratici  per i medici che devono sottostare a rigidi controlli, in una ottica di programmazione basata sul risparmio a breve termine e di una assenza di programmazione a lungo termine, MORTIFICANDO SPESSO GLI OPERATORI SANITARI E SOCIO SANITARI.
Mi spiace per il bellissimo rapporto che ho con voi  e Vi ringrazio per la fiducia che in questi anni mi avete accordato e dimostrato in tanti momenti. Ma..ci sarò sempre al telefono (invariato 3388687583), via mail, facebook e altro e continuerete a ricevere i miei aggiornamenti se gradirete.
Da medico “vecchia maniera” continuerò a svolgere questa bellissima professione perché credo che la cosa più importante e che nessuno potrà mai togliermi è la voglia e la gioia di far crescere un bambino in una famiglia che possa essere sempre aiutata e supportata nelle difficoltà  della vita con l’ascolto, con i consigli, con la prevenzione, poi con la visita e poi, quando è il caso anche con esami o farmaci.

Un grazie di cuore a tutti voi.

Alberto Ferrando

PS: Da un punto di vista organizzativo, che non dipende da me, dal 1 gennaio 2016 verrà nominato un pediatra in zona in base alle graduatorie. Speriamo che sia quello definitivo. MI trovate comunque sempre al mio telefono cellulare (3388687583), su Internet (mail: alberto.ferrando1@gmail.com, Facebook e whatsup). Riceverete, se gradite informazioni dal blog e farò visite in nuovo studio che sto attrezzando.

Un caro Saluto
Il Vostro Pediatra
Alberto Ferrando

TRAGEDIA A PARIGI: COSA DICO AI BAMBINI?

TRAGEDIA A PARIGI: COSA DICO AI BAMBINI? 
Ne abbiamo già parlato dai tempi delle alluvioni a Genova, dei terremoti e in occasioni di lutti o tragedie famigliari o sociali: MAI FARE FINTA DI NIENTE  in quanto i bambini si accorgono di tutto quanto avviene tramite la TV,, quello che sentono (hanno i radar) o “leggendoci” nel cuore nella mente e capiscono bene…anzi a non spiegare pensano che possa essere successo qualcosa di ancora peggio.
Quindi? Bisogna parlare, spiegare e .. anche ascoltare.
In questi giorni la dott.ssa Costantino, presidente della Società di neuropsichiatria dell'infanzia e adolescenza (Sinpia) ha fornito alcuni consigli consigli
(Intanto a questi collegamenti trovate consigli su come comportarsi quandoaavvengono lutti o tragedie…ma parlatene anche con il vostro pediatra:
  1. 1)   Non fare finta di nulla. I bambini capiscono più di quanto non immaginiamo e sentono le emozioni e la paura nell'aria. Vanno quindi accompagnati nella comprensione. Già parlare è importante nell'elaborazione dell'angoscia».
  2. 2)   Ascoltare cosa si immaginano, cosa percepiscono».  Per farlo, «in genere basta un commento, un generico 'che brutta cosa'. E' un modo per far capire che se ne può parlare. Immediatamente i bimbi si sentono autorizzati a chiedere. Al contrario, se percepiscono che l'adulto non vuol parlare, si zittiscono».
  3. 3)   Importante «rassicurare, senza fingere che vada tutto bene». Il messaggio che li aiuta, «non è un falso 'è tutto sotto controllo', piuttosto spiegare che si sta facendo tutto il possibile per diminuire il rischio». E' bene che imparino «che c'è una parte della vita che non controlliamo, anche se possiamo agire per ridurre il pericolo».
  4. 4)   NON ESAGERATE a far vedere troppe immagini o a parlare troppo. «Inutile cambiare canale nel bel mezzo di un servizio perché avrebbe l'effetto opposto, ma meglio evitare di esporli eccessivamente a immagini cruente, o parlare tutto il giorno di questi eventi
  5. 5)   COSA DA SPIEGARE POI ANCHE AGLI ADULTI: NON pensare  che i buoni siano tutti da una parte i cattivi dall'altra» e mai generalizzare . Il rischio, conclude Antonella Costantino, «è che arrivi il messaggio che lo straniero o il diverso possa essere pericoloso. Così facendo si creano immotivate fobie nei confronti delle persone che li circondano». 





domenica 15 novembre 2015

MAL DI GOLA, SCARLATTINA, ANTIBIOTICO SI,NO O BOH?

MAL DI GOLA, SCARLATTINA, ANTIBIOTICO SI,NO O BOH?
In questi giorni tante visite e consulenze per mal di gola. Trovate sul blog varie spiegazioni e incollo qui sotto quanto trovate descritto in dettaglio nel libro "Come crescere mio figlio" ove si parla di malattie  ( parla anche di malattie ma soprattutto di prevenzione e educazione).
"Quando il mal di gola è isolato, cioè senza tosse e raffreddore, prende il nome di faringite o di faringotonsillite o di tonsillite e può essere causato sia da batteri sia da virus. Indagini epidemiologiche hanno indicato che nel 70% dei casi la tonsillite è causata da virus per cui non è necessario effettuare una terapia antibiotica, in assenza di complicazioni. Nei casi in cui il mal di gola è causato da batteri il germe più frequentemente in causa è lo streptococco piogene (in termini tecnici streptococco beta emolitico di gruppo A) che può causare mal di gola o scarlattina. In caso di presenza di streptococco è necessaria terapia antibiotica al fine di prevenire complicazioni a medio-lungo termine come la malattia reumatica. Altri germi possono causare mal di gola o possono trovarsi in gola, come lo stafilococco aureo, ma gli esperti concordano sul fatto che la diagnosi, e la conseguente terapia, è importante solo per lo streptococco piogene in quanto la mancata cura, con antibiotici, può esporre il bambino a gravi patologie. La frequenza del “mal di gola”è tale che, nei primi anni di vita, dire che un bambino soffre di mal di gola equivale al constatare che nel mare si trova l’acqua. Non c’è bambino che nei primi anni di asilo non soffra di più episodi di febbre associati, pressoché regolarmente, a mal di gola con o senza raffreddore o tosse. Quello che è importante da....." continua sul libro e sul blog www.ferrandoalberto.blogspot.it

Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...