Alberto Ferrando Pediatra di Genova. Blog dedicato alle famiglie, ai bambini, ai genitori ai nonni e tutti coloro che operano a contatto con i bambini.
Libri per i nostri bimbi (per leggere i commenti vedi i post "libri per i bimbi"):
- "Cara nonna, la tua Susi" C.Nöstlinger (ed. Piemme Junior) - commentato il 7 luglio 2011
- "Cara Susi, caro Paul" C.Nöstlinger (ed. Battello a vapore, serie azzurra) - commentato l'8 giugno 2011
- "Dove si nascondono i bambini?" E.Nava - commentato il 18 febbraio 2011
- "Il compleanno di Giulio Coniglio" N.Costa - commentato il 18 febbraio 2011
- "Il fantastico viaggio del Signor Acqua" A.Traini - commentato il 18 febbraio 2011
- "Il lunedì scomparso" S.Roncaglia - commentato il 18 febbraio 2011
- "Primo libro delle Barzellette e Indovinelli" JoyBook - commentati il 3 marzo 2011
- "Tante coccole" F.Degl'Innocenti - commentato il 16 febbraio 2011
giovedì 18 agosto 2011
Garante per l'infanzia, l'articolo del corriere Mercantile
"La conquista del vasino" di Daniela Stocchi
AGGIORNAMENTO 2025
Toilet training (vasino): cosa dire oggi ai genitori
Cosa è cambiato
Approccio child-oriented: si inizia quando compaiono i segni di prontezza, non a un’età fissa. Tipicamente tra 18–36 mesi; forzare prima aumenta conflitti, stipsi e ritenzione. HealthyChildren.orgaboutkidshealth.ca
Segni di prontezza: resta asciutto per alcune ore, capisce/anticipa lo stimolo, cammina e si siede da solo, tira giù/sù i pantaloni, mostra interesse. HealthyChildren.orgaboutkidshealth.ca
Counselling pratico
Preparazione: togliere pressioni esterne (traslochi, nascita fratellino), vestiti facili da togliere, routine regolari dopo i pasti. No punizioni, rinforzi positivi brevi e concreti. HealthyChildren.org
Timing: tentativi brevi (2–3 minuti), più volte/die; se resiste, pausa 2–4 settimane e si riprova. HealthyChildren.org
Red flags: stipsi importante, dolore alla defecazione, regressi marcati → affrontare prima la componente intestinale. ucc-today.com
Bibliografia essenziale
AAP/HealthyChildren: “Potty Training” (aggiornato) HealthyChildren.org
NHS Early Years (2025) – indicazioni pratiche per età e segnali help-for-early-years-providers.education.gov.uk
AboutKidsHealth (2024) – lista segni di prontezza aboutkidshealth.ca
Presto riapriranno gli asili ed in alcuni casi il "problema pannolone" si pone..
Paola
"Educare un bambino al vasino è spesso la prima grande battaglia che i genitori affrontano con i figli e si tratta di una battaglia persa in partenza se i genitori iniziano quando il piccolo non è ancora pronto. I bimbi che vengono spinti troppo presto al controllo degli sfinteri avvertono rabbia, risentimento e vergogna. I genitoriche forzano la cosa vanno spesso incontro alle stesse emozioni. La vostra mamma vi ripeterà in continuazione che a 18 mesieravate già perfettamente in grado di utilizzare il vasino, mentre vostro figlio a due o tre anni sporca ancora IL PANNOLINO. Sicuramente ciò è vero, ma questo non significa che le nostre mamme fossero "mamme perfette"o noi dei "bambini prodigio", me semplicemente che negli anni 60/70 si utilizzava un metodo diverso, quello del condizionamento operante: devono essere educati a svuotarsi quando vengono posti a sedere sopra il walter, poiché non sono ancora abbastanza grandi per salirvi sopra. Questo metodo funziona ma richiede tempo ed è possibile che fallisca più volte prima della buona riuscita.
Oggi l'educazione al vasino avviene tra i due e i tre anni, quando il piccolo è mentalmente, fisicamente ed emotivamente pronto. Il risultato è una veloce acquisizione del controllo degli sfinteri in maniera stabile e senza regressioni. L'arrivo della buona stagione e l'avvicinarsi delle ferie estive sono un buon momento per provarci.
Naturalmete dovremo prestare attenzione ai segnali she il nostro bimbo ci manda e che ci fanno capire se davvero è pronto per il grande passo. Se un bimbo non sembra infastidito dal pannolino sporco, vuol dire che non è ancora pronto ad usare il vasino. Se invece comincia ad essere infastidito dagli odori del proprio corpo e vuole comportarsi "da grande", osservando ed imitando il comportamento degli adulti o ,semplicemente, di un fratello maggiore, è incuriosito dall'andare in bagno, si può cominciare con calma e pazienza la grande avventura..
anche le tensioni emotive giocano un ruolo importante, situazioni di stress, quali la nascita di un fratellino possono innescare, incinsaoevolmente, nel bambino la voglia di attirare l'attenzione e possono manifestarsi anche nel rifiuto ad evacuare. In questa sfera rientrano altri aspetti di ordine psicologico: il bambino vive la perdita delle feci come perdesse parte di se, oppure viene sforzato a controllarsi prematuramente, da qui il rifiuto di usare il vasino o il water.
Per concludere, non cercate di togliere il pannolino al vostro bambino intorno al periodo della nascita del fratellino, a meno che non sia lui a dimostrarne chiaramente l'intenzione. imparare ad usare il bagno è impegno gravoso per un bambino piccolo e volerglielo insegnare entro la nascita del fratello potrebbe portarlo ad una regressione, poiché si chiederà perché il nuovo nato usa il pannolino e mamma e papà ne sono contenti. Ricordate, quindi, di avere pazienza, lodarlo e gratificarlo ogni volta che raggiunge l'obbiettivo: approfittate di questi mesi estivi se il vostro bimbo sembra "maturo" poiché in ferie si è tutti meno stressati e più accomodanti.
Danila Stocchi"
mercoledì 17 agosto 2011
Garante: il tg delle 14
Bona visione e soprattutto cosa ne pensate?
Paola
Ecco il link:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e9b2f01d-6923-4285-9b25-0ec6d7a5462c-tgr.html#p=1
| TGR - Liguria
Source: tgr.rai.it RAI Testata Giornalistica Regionale. Guarda in streaming il meteo e le edizioni regionali del telegiornale. |
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martedì 16 agosto 2011
lighthousegenova12.org
Cari amici,
che cos'è Lighthousegenova12.org?
È la associazione presieduta dall'ex giudice Martinell e che ha coordnato le iniziative sulla presa in considerazione e carico del maltrattante. Formata da medici, genitori (tra cui genitoriinsieme), avvocati, magistrati, insegnanti, forze dell'ordine ecc.).
Vi lascio il link: www.lighthousegenova12.org
"Ci presentiamo con un faro, perché evoca il buio ma subito anche la possibilità di romperlo, ridando visibilità a tutto ciò che cerchiamo (e che c’è già). Tutti sentiamo che dobbiamo far emergere progetti e responsabilità da questo vivere fatto di frastuono insensato e inconsapevolezze.
La qualità di vita di ciascuno di noi dipende infatti dal nostro impegno personale come “cittadini attivi” (no delega) e dalla qualità e dall’etica dei servizi e delle prestazioni rese dai professionisti che (dalla scuola agli ospedali) incontriamo nella nostra vita....continua..."
lunedì 15 agosto 2011
Obiezioni alla costituzione del Garante dell'infanzia
Carissimi
Invio, anonimizzata in quanto ho chiesto il permesso di pubblicare con nome ma, finora, non ho ricevuto risposta una lettera di un papà che ha fatto delle osservazioni che vanno sicuramente prese in considerazione. Non sono entrato in altre discussioni in quanto è mio costume guardare in avanti (ovviamente analizzando il passato). Ho ringraziato il papà in quanto la democrazia ha bisogno di discussione e i pareri "fuori dal coro" aiutano a capire altri punti di vista di cui bisogna sempre tenere conto. Scusate la lungaggine e qui sotto la mail e poi la risposta.
Buona giornata a tutti
LETTERA
Date: Sun, 14 Aug 2011 19:20:58 +0200
Subject: Re: [Il dottor Ferrando] Garante: lettera ai quotidiani
Caro dott. Ferrando,
vorrei solo dire da semplice cittadino che in questo momento di tagli l'introduzione della figura del garante, senza nulla togliere al dott. Ferrando che non conosco è quantomeno inopportuna. Ho seguito solo per averne letto la cronaca, le vicissitudini della Dott.ssa Isabella De Martini (che preciso non conosco e mi è completamente indifferente) e ricordo per certo che anche questa aveva dichiarato da subito di prestare la sua opera a titolo gratuito ma nonostante ciò è sempre stata e pure malamente boiccotata. Viene da pensare che il ritorno da qualche parte ci sarà
RISPOSTA
da alberto.ferrando1@gmail.com
data 15 agosto 2011 00:36
oggetto Grazie della risposta
Gent.imo Genitore
La ringrazio della mail di risposta e le chiedo se posso diffonderla con la risposta , a preferenza Sua con il Suo nome o anonima, sul blog e alla mailing list.
Provo sinteticamente a risponderLe: il costo del garante dell'infanzia è uscito dopo che la pediatria, e non io, ha posto la mia candidatura e sicuramente esistono dei servizi inutili e che costano. A questo punto, visto gli sforzi tesi al risparmio, potrebbe apparire fuori luogo creare una nuova figura. Per questo motivo ho proposto di farlo gratis (come avevano suggerito altri) anche se da quanto ho capito la costituzione di questa figura doveva servire più in una ..diciamo "ampia ottica politica" e non necessariamente per il motivo per cui era stato costituito.
Probabilmente verrà nominato qualcuno in una ottica partitico-politica o verrà abrogata. E entrambe le scelte sarebbero un peccato in quanto infanzia e famiglia necessitano, a mio modo di vedere, di considerazione soprattutto in una regione, come la nostra, a bassa natalità e con poca attenzione all'infanzia.
Sui possibili secondi fini ammetto di avere dei fortissimi interessi che, però, non confliggono assolutamente con il ruolo di Garante: la maggior parte della mia attività professionale che occupa anche festivi e ferie (come vede le scrivo dopo mezzanotte e dalle ferie) e oltre 12 ore al giorno la dedico alle problematiche dell'infanzia e delle famiglie. I problemi di salute (definita secondo la definizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità come "non una assenza di malattia ma uno stato di benessere fisico psichico e sociale") dei bambini, e delle famiglie, non sono solo la febbre, otiti, malattie in genere ma inserimento nella comunità, diagnosi precoci e corrette, assistenza qualificata, integrazione tra le varie figure mediche e non mediche, analisi di mode, tendenze, costumi ecc.
Un bambino sano deve avere il diritto di vedere sviluppate al meglio le sue qualità e capacità, un bambino malato va seguito, aiutato, guarito se possibile con un approccio globale sul bambino stesso e sulla famiglia e non ha bisogno, come spesso succede del classico gioco dello "scaricabarile". Una figura che cerchi di coordinare le iniziative sanitarie e sociali serve e chiunque sia deve essere un conoscitore dell'universo pediatrico e dei problemi delle famiglie.
Come ho scritto sul blog (ferrandoalberto.blogspot.com e su facebook) deve interpretare il ruolo di "advocacy" che vuol dire avvocato difensore del bambino e della famiglia.
Un caro saluto
Alberto Ferrando
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