sabato 20 dicembre 2014

BAMBINO DI 1 ANNO SALVATO DA SOFFOCAMENTO!!!

CAMPI BISENZIO – Un bambino di un anno è stato soccorso, dai vigilanti del centro commerciale I Gigli, a seguito di un principio di soffocamento. 
Bravi!!! E' così che si fa: si agisce e si fa non si delega. All'Ikea parlavano di aprire punti di Primo Soccorso presso i centri commerciali. MAMME, PAPA', NONNI, INSEGNANTI, RESPONSABILI DELLA SICUREZZA: IL PRIMO SOCCORSO SIETE VOI. Imparate fare la manovra nelle lezioni dal vivo , guardate i filmati: https://www.youtube.com/watch?v=wkpyOF17hJo&list=UUc7E4Yxi3uHlRfpRF7jyuZA e Vi segnalo questa Formazione a distanza molto, molto ben fatta (anche se ci sono io  http://www.trentaore.org/disostruzio…/formazione-a-distanza/ e i filmati sul sito www.apel-pediatri.org e questo filmato https://www.youtube.com/watch…. Prossimi corsi Salvamento Academy dal vivo qui: www.preveniamoinsieme.blogspot.it
CAMPI BISENZIO – Un bambino di un anno è stato soccorso, dai vigilanti del centro commerciale I Gigli, a seguito di un principio di soffocamento. Il fatto è accaduto attorno le 21.30 di ieri sera quando il bambino, insieme ai genitori di Quarrata, si trovavano davanti al Leroy Merlin all’interno del centro commerciale campigiano.
Il bambino aveva ingerito un corpo estraneo e in meno di un minuto dall’allarme gli addetti alla sicurezza lo hanno raggiunto e praticandogli la manovra di Heimlich (compressione periaddominale per espellere l’oggetto), erano riusciti a liberare le vie respiratorio del piccolo. Il bambino, che non aveva mai perso conoscenza, è stato poi sottoposto a controlli dal personale del 118.bambino-di-un-anno-soffoca-ai-gigli-soccorso-dagli-addetti-alla-sicurezza

venerdì 19 dicembre 2014

CORSI DIRETTAMENTE A CASA VOSTRA: SOFFOCAMENTO, MALATTIE DEI BAMBINI, CIBO E DINTORNI

CORSI DIRETTAMENTE A CASA VOSTRA: SOFFOCAMENTO, MALATTIE DEI BAMBINI, CIBO E DINTORNI

CARI Genitori e insegnanti e nonni. TRE  occasioni per imparare comodamente a casa tua  alcune cose utili per i bambini (e non solo): Soffocamento, febbre, dolore, mal di gola e alle orecchie e cibo (diarrea, allergia e soffocamento). Qui sotto i link

1) Manovra Salvavita antisoffocamento da corpo estraneo: http://www.trentaore.org/news/manovre-di-disostruzione-pediatriche-formazione-online/
2) Una lezione interattiva con una mamma simulata in uno studio medico su mal di gola,febbre, male alle orecchie e apnee nel sonno  
3) Una lezione su cibo, allergie, intolleranze, diarrea e soffocamento da corpo estraneo http://academy.corriere.it/corsi/salute-e-benessere/i_bimbi_e_il_cibo.shtml
Sono corsi a pagamento che possono essere utilizzati anche come regalo (visitate le pagine) e che vi permettono di imparare, approfondire e avere materiale. Il 45% del ricavato per il Corso sulle manovre di distruzione pediatriche organizzato da "Trenta Ore per la vita" andranno per il “Progetto Home” che assicura ai bambini malati di tumore il diritto alle cure migliori possibilmente rimanendo a casa propria e quando ciò non fosse possibile, garantisce ai malati e alle loro famiglie una casa lontano da casa.
Qui sotto alcuni dettagli:

La  formazione a distanza sulle manovre di disostruzione pediatriche

La formazione  serve ad imparare le manovre di disostruzione pediatriche in un modo nuovo: rimanendo comodamente a casa tua, direttamente dal tuo computer o dal tuo tablet. O a ripeterle se le sai già fare. Poi potrai frequentare corsi per farle di persona.
Decidi tu quando e quanto tempo vuoi dedicare a te stesso e alla cura delle persone che ami. Scoprirai che imparare a salvare la vita di un bambino e di un adulto: perché la manovra per il bambino grande è valida anche per l'adulto) è davvero un’esperienza straordinaria ma anche facile.
Se poi vorrai mettere in pratica la teoria su manichini di ogni età pediatrica, provando le tecniche più volte, potrai anche iscriverti ad un ulteriore corso pratico, affinare così le tue conoscenze e completare il percorso formativo.
la-squadraMedici pediatri, professori universitari, esperti di alimentazione in pediatria ti guideranno in questo percorso formativo attraverso lo studio delle manovre, gli aggiornamenti delle linee guida internazionali, le statistiche sugli oggetti pericolosi e sugli alimenti più a rischio. Sono il dottor Marco Squicciarini, medico esperto presso l’Istituto Superiore di Sanità per le tecniche rianimatorie con particolare riferimento alla rianimazione cardio-polmonare pediatrica. Coordinatore nazionale del progetto di disostruzione pediatrica di Trenta Ore per la Vita; il prof. Dario Gregori, Università di Padova, il dottor Alberto Ferrando, pediatra di famiglia , il dottor Marco Gucci, pediatra esperto in alimentazione del bambino ed autore di libri di ricette per bambini, e il dottor Francesco Pastore, pediatra di famiglia.
Con loro c’è Lorella Cuccarini, socio fondatore e testimonial di Trenta Ore per la Vita, che vi condurrà in questo innovativo percorso formativo attraverso video, interazioni e visual 3D con materiali inediti.

Imparando a salvare la vita di un bambino con la nostra formazione a distanza ne aiuterai tanti altri perché il 45 per cento del ricavato del corso andrà a sostenere il “Progetto Home” che assicura ai bambini malati di tumore il diritto alle cure migliori possibilmente rimanendo a casa propria e quando ciò non fosse possibile, garantisce ai malati e alle loro famiglie una casa lontano da casa.

mercoledì 17 dicembre 2014

MAMMA SALVA BAMBINO

Questo pomeriggio lezione  di distruzione da corpo estraneo a genitori, insegnanti. Parte teorica e poi tutti sul manichino coadiuvato da Michele Fiore Paola Santagata Federica Cappanera.
E QUESTA SERA HO AVUTO UN GRANDE REGALO CHE VOGLIO CONDIVIDERE CON VOI: MAMMA SALVA IL FIGLIO DA SOFFOCAMENTO GRAZIE ALLA SUA PRONTEZZA DI SPIRITO E AL FATTO CHE IL SUO PEDIATRA LE ABBIA SPIEGATO COSA FARE PRESSO IL NSOTRO STUDIO: "
Buonasera dottore....ad Elisa stasera a cena un pezzo di pane e' rimasto bloccato in gola, e ....insomma, non riusciva a respirare, di solito tossisce subito e poi le vengono gli occhi rossi e poi passa, ma stasera e' andata diversamente...il tempo di slacciarla dal rialzo e' sembrato infinito, non riuscivo, poi però credo che un angelo mi abbia assistita e giù con le pacche, uno, due, e al terzo colpo il pezzo di pane e' uscito...beh, volevo ringraziare lei ed il dottor Ferrando per aver contribuito a far si che ogni tanto vada a guardarmi su internet i filmati sulla manovra di disostruZione, grazie, grazie, grazie mille"








DANNI DA GLOBALIZZAZIONE. Rispondono in italiano dal'Egitto e non ci azzeccano

DANNI DA GLOBALIZZAZIONE:
Non è una storia di salute ..ma salute è anche stare bene e non arrabbiarsi troppo  e risolvere i problemi per cui ve la racconto:
Per Natale scelgo una macchina fotografica (Sony ILCE 6000) trovo un rivenditore su Internet a un prezzo decisamente buono. Ordino e in due giorni arriva. La apro, la provo  e trovo solo lingue orientali. Non trovo nessuna lingua occidentale, neanche l'inglese.
Provo su Internet ma non trovo alcuna possibilità e , con un grande senso di sconfitta chiamo il servizio Sony (a pagamento). Il servizio  mi ha indirizzato per assistenza ad  un operatore italiano che rispondeva dall'Egitto.  MI ha detto che la macchina fotografica doveva essere rispedita indietro in quanto non era possibile trovare la lingua, che era una macchina fotografica per il mercato asiatico!!!!!!!. Ho obiettato che in Asia si usa anche l'inglese ma..niente da fare.. 
Siccome sono come San Tommaso ho ritelefonato alla sede centrale Sony che mi rinvia di nuovo alla assistenza: altro operatore che parla in italiano ma "locato" in Egitto :-(
Stessa risposta del primo: rispedire la macchina fotografica indietro: non è possibile settarla né aggiornarla online. 
Per fortuna quando ho telefonato dove l'ho acquistata (itechitalia) mi hanno spedito un articolo, in inglese (dopo avere detto che la avrebbero comunque ritirata), che mi ha permesso di trovare le lingue occidentali. 10 stelle a Itechitalia ma SONY....che delusione
Alberto Ferrando


martedì 16 dicembre 2014

Allattamento al seno - La Leche League a Genova e in Italia

ALLATTAMENTO AL SENO
RICEVO DALL'AMICA CARLA SCARSI (LA LECHE LEAGUE) questo invito ove trovate un interessante Convegno a Tirrenia e gli incontri che si svolgono a Genova:

In allegato invio la locandina e il programma della XV Giornata dell’Allattamento, il Seminario scientifico 2015 che si terrà a Tirrenia (Pisa) il 17 aprile 2015  (http://convegno2015.lllitalia.org/images/La_Leche_League_XV_Giornata_Allattamento__locandina.pdf) sperando in una Vostra partecipazione. 
VI ringrazio anche se potrete girarla a persone che pensate potrebbero essere interessate (ostetriche, infermiere, operatori sanitari interessati all’allattamento).
e se potrete pubblicarla sul sito e sul vostro bollettino
 
allego anche il depliant degli incontri che La Leche League tiene a Genova. In programma solo quelli fino a dicembre, ma fra breve prepareremo quelli fino a giugno 2015.
Anche per questi, grazie se vorrete stamparli, diffonderli alle mamme che possano essere interessate ed esporli negli studi.
 
Trovate tutte le notizie necessarie su La Leche League (onlus, esistente nel mondo dal 1956 e in Italia dal 1979) sul nostro sito, www.lllitalia.org, che nel 2013 ha ricevuto circa un milione e mezzo di pagine consultate.
La nostra attività – totalmente gratuita - è sostanzialmente supporto e sostegno alle mamme che desiderano allattare e che sono alle prese con le principali e fisiologiche difficoltà per avviare con successo l’allattamento.
 
Infine segnalo che abbiamo una rivista on line specializzata sull’allattamento, di consultazione gratuita sul sito www.lagazzettadellaprolattina.it
 
Vi ringrazio per l’attenzione, e sono a disposizione per qualunque ulteriore chiarimento in merito
 
Carla Scarsi
340 9126893

lunedì 15 dicembre 2014

ATTIVITA' FISICA (NON VUOL DIRE SOLO SPORT). CARTA DEI DIRITTI DEL BAMBINO. INTEGRATORI

Attività fisica e sport (SICUREZZA, BLS E DEFIBRILLATORE :Ricordo il 17 Corso di disotruzione da corpo estraneo e la possibilità di fare dei Corsi con brevetto per BLS e defibrillatore: vedete locandine qui sotto)

Attività fisica e sport sono strettamente correlate  ma non sono sinonimi. Si può fare attività fisica (per esempio camminare) senza fare sport e viceversa si può fare uno sport che richiede scarsa attività fisica (per esempio giocare in porta a calcio). Spesso si avvia un bambino a fare dello sport per farlo “muovere” per fare attività fisica ma per fare questo basterebbe avere tempo, voglia e, come in tante cose nella educazione dei bambini , dare l’esempio facendo attività fisica noi.
L’attività fisica possibile per tutti, da 1 anno in poi, economica, possibile in ogni contesto, ad ogni età, in ogni luogo è “camminare”. Siamo nati per camminare. Ci sono bambini che fanno più sport ma che di fatto consumano poco. Camminare fa bene a tutti, magari associato a un po’ di ginnastica (flessioni e piegamenti). La “ricetta” per fare movimento non è quindi quella dello sport organizzato ma del movimento della famiglia. Ricetta che richiede di usare poco la macchina, di andare a piedi nel week end e magari anche a scuola. In tante realtà si è avviata l’iniziativa del “PEDIBUS” che aiuterebbe a ridurre  un altro grande problema: l’inquinamento atmosferico oltre a ridurre gli esiti degli incidenti.
Per quanto riguarda lo sport nonostante nel nostro Paese si parli spesso di sport e se ne veda tanto in televisione, siamo bravissimo nello “sport passivo”, il numero di bambini praticanti attività motorie in modo regolare, cioè tre volte alla settimana, minimo indispensabile per trarne i ben noti vantaggi psicofisici, risulta il 50% della popolazione giovanile.
Il problema della sedentarietà, con le sue conseguenze, è ben presente fra la popolazione infantile: sappiamo infatti che la sedentarietà è co-fattore di rischio nell'insorgenza dell'obesità, di valori pressori elevati, di scarsa capacità aerobica, di scarsa coordinazione motoria, etc...
E' singolare che mentre nelle malattie contagiose esista un ben preciso calendario di vaccinazioni atto a prevenirle, invece nella prevenzione delle malattie "da poco movimento" di cui sopra non esista un altrettanto definito inidirizzo su quando avviare il bambino alla pratica sportiva, avendo però dimostrato come questa possa altrettanto efficacemente prevenirle.
Esistono vari calendari di inizio delle attività sportive e dell’agonismo ma esistono attività fisiche e di gioco che potete inventare anche a casa o per strada per far fare ai bambini attività fisica (e anche per voi: un bambino è un ottimo “personal trainer”) o recuperare “vecchi” giochi detti di “giochi di strada”.  E’ importante sottolineare che l'attività motoria deve comunque avere per finalità il gioco e che quanto piu' precocemente la si avvia e la si persegua con costanza, più facilmente il bambino prima e poi l'adolescente e l'adulto, si troverà a mantenerla.
Giochi di strada: (o "Giochi di una volta"): ferro di cavallo, trottola, salto cavallo, piastrelle, morra, tiro alla fune, salto corda, campana, ciclo tappo, quattro cantoni, corsa 3 gambe, corsa dei sacchi, ruba bandiera, 1 2 3 stella, tennis trainer, braccio di ferro.


“Giochi di strada. Manuale pratico per gli educatori”   Cirulli Dora Editore Universitalia  

“Come giocavamo. Una rassegna di giochi di strada di una volta” - Mario Camillino -  Centro Stampa Offset



Ad ogni età: gioco, massaggi, ginnastica
5 mesi :      attività sul tappeto, a gattoni,etc..
9-12 mesi:  acquaticità, nuoto con un genitore ed istruttore qualificato
1 -3 anni: nuoto, bicicletta, giocosport
3-4 anni:    nuoto, giocosport (miniginnastica libera, miniciclismo,miniatletica,etc..)
5-6 anni:    minicalcio, minivolley,minibasket, minitennis, minipattinaggio
8 anni:       scuola calcio (pulcini, esordienti) scuola basket, scuola  volley, scuola vela,
                   scuola sci, scuola tennis, scuola equitazione, scuola judo, scuola baseball,etc...)



Oltre a queste indicazioni “di massima”, spesso disattese (quante volte veniamo superati sulle piste da sci da bambini di età di  3-4 anni?) intendiamo porre l’attenzione su due “problemi” strettamente correlati con lo sport: l’agonismo e il rapporto genitori – bambini.
Per quanto riguarda l’agonismo vedete capitolo dedicato ma ribadiamo il concetto dell’utilità e del bene che fa lo sport “ben fatto” come tipo, tempi, allenamento e qualità degli insegnanti contro i possibili danni dell’agonismo se effettuato troppo precocemente, cioè prima della maturazione dei bambini e più per “interessi” degli adulti (società sportive, allenatori e, ahimè, famiglie).
Nella scelta di uno sport dobbiamo anche tenere conto delle ambizioni, speranze , se non frustrazioni di noi genitori. Chiediamoci se quanto facciamo dare al bambino è per lui o per noi. Si sente spesso la frase “mio figlio è in agonistica” con non celato, anzi spesso ostentato, orgoglio, oppure “lo ha richesto quella squadra (famosa)”. 
Lo sport deve essere gioco, movimento, relax, piacere e non , almeno in età pediatrica, un altro impegno che si va a sommare a quello scolastico, ha funzioni “sociali”, educative oltre a far fare movimento. Purtroppo accade che lo sport diventi un fattore di stress per il bambino, se non per la famiglia. Parlate di questo con il pediatra che Vi potrà indirizzare e consigliare.
Teniamo anche conto che il ritmo della vita moderna ha cambiato le abitudini delle famiglie. Si corre sempre di più, si ha poco tempo per gli altri e per noi stessi, si cerca di supplire a carenze di rapporti umani con spese voluttuarie (eccessi di giochi e di spese per vacanze) e con tante attività: bambini che fanno più sport (insieme) , bilinguismo, corsi di musica ecc. La reazione di alcuni bambini a questi ritmi può essere una iperattività, il bambino appare nervoso, non sta fermo un attimo  ma pensate che se appare “agitato” non vuol dire che debba “scaricarsi” in un’altra attività sportiva, forse tanta “agitazione” è espressione di stanchezza o è una richiesta di qualcos’altro. Non correte portandoli da una palestra a un campo sportivo o, almeno non fate solo questo. Fermatevi con loro, guardateli, comunicate con il vostro corpo, gli occhi, le mani. Ascoltateli e dedicate tempo a loro.
Fate dello sport con loro; ne trarrete vantaggio fisico anche voi.
Specchiatevi negli occhi dei vostri figli. Parlate, leggete a loro le favole come i nonni facevano una volta. Il bambino non ha bisogno di tante favole, di tanti libri, televisioni, computer, play station. Ha bisogno di voi, di giocare, di comunicare di sentire delle storie, ha bisogno che gli leggiate le favole o anche che guardiate con lui televisione e le videocassette. (vedi l’iniziativa “Nati per leggere” sul sito www.apel-pediatri.it) .

  
ATTIVITA’ FISICA A SCUOLA:
In Italia purtroppo risultiamo ancora in coda alle statistiche europee sia per le ore di educazione fisica che la scuola dedica a tale materia, intesa classicamente come di serie B rispetto ad altre, sia come spazi a disposizione dei bambini per la pratica sportiva.

I DATI… SONO IMPIETOSI: I dati per attività fisica-moderata-energica da 11 a 15 anni indicano che  siamo il fanalino di coda tra i seguenti paesi secondo l’ “Organisation for Economic Cooperation and Development “(OECD): http://www.oecd-ilibrary.org




Organisation for Economic Cooperation and Development (OECD): http://www.oecd-ilibrary.org



Ma la nostra attenzione non va valutata tanto sulla quantità di sport che i minori praticano, quanto sulla loro "qualità" intendendo per "qualità" quelle condizioni indispensabili che devono essere alla base della pratica sportiva.
Queste condizioni indispensabili sono state pubblicate già nel 1992 dalla Commissione Tempo Libero dell'O.N.U., sono definite come la "Carta dei diritti dei ragazzi allo sport" e vogliamo proporle ai lettori per una riflessione comune. 



Decalogo dei diritti del bambino nello sport:

1.    Diritto di praticare attività motoria. I genitori devono avviare il bambino all'attività motoria per i ben noti vantaggi psicofisici, che non sono più recuperabili se si inizia tardivamente; il bambino può scegliere, sperimentare, cambiare gli sport che desidera. L'U.N.E.S.C.O. raccomanda che almeno un sesto dell'orario scolastico settimanale sia dedicato all'attività motoria, cioè sei ore alla settimana.
2.    Diritto di giocare e divertirsi. L'allenatore deve proporre il divertimento, il miglioramento psicofisico e l'educazione come obiettivo finale e non la vittoria, che crea tensione
3.    Diritto di praticare sport in un ambiente sicuro e sano. Cioè igienicamente a norma, con assistenza vicina in caso di infortunio, con a disposizione un telefono in caso di urgenza, senza pressioni agonistiche esagerate o selettive, senza pressioni farmacologiche.
4.    Diritto di essere allenato da personale adatto a quella fascia di età e qualificato. Per evitare il rischio di esercizi sbagliati o che arrecano sovraccarico delle strutture in crescita o creano problemi psicologici.
5.    Diritto di essere trattato con rispetto. Non è raro sentire l'allenatore che urla o ordina degli esercizi pesanti per punizione od osservare un genitore che sgrida il bambino, invece di incoraggiare e fornire il suggerimento tecnico giusto per migliorare e sdrammatizzare l'eventuale errore con una carezza o altro.
6.    Diritto del giusto riposo. Lo studio, la malattia, la crescita richiedono dei carichi di attività motoria diversi a seconda dei periodi e le pause giuste, gli allenamenti troppo frequenti vanno ridotti e i riposi non devono essere ripresi come una colpa.
7.    Diritto del controllo della salute. La competizione va riservata ai bambini in perfette condizioni psicofisiche e che lo desiderino, senza pressioni esterne con il rispetto del trattamento adeguato e il tempo giusto di guarigione e riabilitazione dai traumi, della gradualità della qualità e della quantità del carico di lavoro. Obbligatorio il certificato di stato di buona salute fisica per le attività non agonistiche che lo richiedano ed il certificato di idoneità agonistica per gli sport agonistici dietro indicazione delle rispettive Federazioni sportive per quanto riguarda l'età di inizio.
8.    Diritto di competere con giovani di pari capacità. Bisogna sforzarsi di praticare sportiva fra gruppi non solo omogenei per età cronologica ma anche per età ossea o maturità puberale, per avere le stesse probabilità di divertimento e di successo. Per gli sport di contatto l'attività deve essere anche in considerazione del peso.
9.    Diritto di pari opportunità. Tutti i bambini devono poter giocare, senza far panchina, senza tenere conto del risultato agonistico, che sarà ricercato più avanti nel tempo.
10. Diritto di non essere sempre un campione. Non sempre il bambino può essere un campione o continuare ad esserlo, chi lo è, può esserlo anche solo per un periodo, e deve sapere che pratica sport per i vantaggi che arreca e per divertirsi, perchè solo uno su quarantamila sarà un campione anche nella vita futura come professionista.      

Qualche genitore o, perchè no?, qualche allenatore ha ritrovato, o si è ritrovato, nelle situazioni segnalate poco sopra come inadatte per un minore ? Compito loro come di tutti, noi Pediatri compresi, è intervenire laddove si evidenziano rischi di lesioni dei "diritti" che il minore ha nel settore della pratica sportiva perchè il maltrattamento non è solo quello tradizionalmante inteso, fatto di lesioni fisiche o psicologiche, ma maltrattamento è anche tutto ciò che più sottilmente e, magari inconsapevolmente, facciamo ai bambini anteponendo al loro, il nostro interesse di adulti.

Qualche consiglio utile:
-   non forzare a fare attività che non vogliono fare
-   assecondare i loro desideri e fargli scegliere lo sport/attività fisica;
-   non indurre atteggiamenti troppo competitivi e non trasferire su di lui le vostre aspettative
-   non insistere davanti al rifiuto del proprio figlio di praticare una determinata attività e riprovare in un secondo momento, o scegliere insieme a lui altra attività

Sport e integratori:
Ogni tanto appare sulla stampa la notizia di scandali e ritiri di farmaci, illegali, anabolizzanti destinati al mercato dello sport, anche in età pediatrica. La storia di farmaci e sostanze destinate a migliorare le prestazioni sportive risale agli inizi dei  giochi olimpici  e in una società come la nostra che privilegia l’aspetto estetico che si deve raggiungere facilmente, possibilmente senza sacrifici  e anche la forma si deve raggiungere il più presto possibile. Si cerca di sviluppare e potenziare i muscoli con elettrostimolatori, che ormai iniziano ad avere un diffusione simile a quella dei rasoi, magari seduti davanti alla televisione mangiando uno snack. Queste ed altre considerazioni fanno capire la grande diffusione di farmaci che consentano di ottenere migliori risultati, di sviluppare più massa muscolare, più potenza di quella che si ritiene raggiungibile con il puro allenamento  o addirittura si spera di rendere di più allenandosi di meno.
Oltre ai farmaci alcune sostanze denominate “integratori dietetici” come la creatina e gli aminoacidi hanno raggiunto una popolarità notevole anche perché non sono proibite nell’attività agonistica sportiva.
Purtroppo il desiderio di migliorare (ma, a certi livelli, è poi un miglioramento?)  il proprio fisico e le prestazioni atletiche ha contagiato anche i giovani coinvolti da un meccanismo per cui si tende, in alcuni ambienti, a considerare ormai normale l’assunzione di integratori nella speranza di migliorare le proprie prestazioni o di vincere ad ogni costo stimolati dall’ambiente competitivo della squadra, dell’allenatore della palestra e, ahimè, talora anche della famiglia.
Il mercato degli integratori è enorme e, spesso, queste sostanze vengono consigliate da un allenatore o da un compagno. A seconda delle indagini risulterebbe che dal 30 al 100% di atleti di tulle le età facciano uso di integratori. Vengono utilizzate varie sostanze: creatina, aminoacidi, carnitina, cromo, ferro, calcio e vari tipi di carboidrati. Nessuna di queste sostanze è stata studiata nei giovani di età inferiore ai 18 anni, se non in caso di patologie come l’anemia da carenza di ferro o situazioni di patologia che necessitino di calcio, di conseguenza il pediatra deve cercare di scoraggiare l’uso di queste sostanze fino al raggiungimento del completo sviluppo e maturazione fisica e che le prestazioni atletiche e anche (soprattutto) lo stare bene in salute dipende da vari fattori, oltre ai fattori genetici,  che il singolo individuo deve essere in grado di tenere sotto controllo rappresentate da stili di vita corretti: giusto movimento, buona alimentazione, numero adeguato di ore di riposo. Nessun supplemento di nessuna sostanza è in grado di supplire a cattivi stili di vita e a una mancanza di predisposizione o di talento per un determinato sport.


 Attività fisica per età.
Come detto in precedenza NON è obbligatorio far fare uno sport ai bambini. Importante è il movimento, l’attività fisica quotidiana che si può fare anche in città. A volte è necessario iscrivere bambini a qualche società sportiva per lo “stile cittadino” : mancanza di spazi e mancanza di tempo…ma è proprio così?


0-3 mesi
INFANT MASSAGE:
NUOTO: DAI 2-3 mesi di vita (idrochinesiologia). Negli ultimi anni abbiamo assistito al boom del nuoto fatto fare nei bambini nei primi anni di vita e soprattutto nei primi mesi.
Innanzitutto, da dati della letteratura, non sembra dimostrato che nei primi 4 anni di vita far praticare nuoto al bambino possa servire per prevenire annegamenti. Solo dopo i primi 4-5  anni il bambino impara veramente a nuotare e a metterlo in atto in situazioni di emergenza.
Per quanto riguarda l’utilità o meno di portare in piscina il bambino fin dai primi mesi di vita dobbiamo consigliare ai genitori di valutare quanto tale attività e compatibile con i ritmi di vita del bambino e della famiglia in quanto, a meno di non possedere una piscina condominiale, per andare mezz’ora in acqua passano almeno 2 ore (e anche più) tra il trasferimento alla piscina e ritorno a casa, cambiare asciugare il bambino ecc. magari con il pensiero  di dover fare la spesa e cucinare. Quindi se riuscite a farlo senza imporvi ritmi sovrumani e la cosa fa piacere anche a voi tutto bene altrimenti è meglio godersi il bambino a casa e farlo sgambettare per qualche minuto di più nella vasca in compagnia di una mamma più rilassata e tranquilla.


6-12 mesi:
Infant massage
Nuoto
Ginnastica

1-3 anni:
NUOTO: Il nuoto dopo l' anno di vita ha ricadute positive anche nella prevenzione di episodi di annegamento.
Dopo l'anno ogni momento è buono per iniziare a nuotare, ma molto dipende dalla predisposizione. In genere verso i 2-3 anni i bambini imparano ma solointorno ai 5 anni riescono a utilizzare gli insegnamenti in situazioni di difficoltà. Ricordarsi che  è fondamentale fare molta attenzione ai bambini e non non perderli mai di vista quando sono vicini all’acqua. Dopo i 5 anni si può essere relativamente più sicuri, soprattutto in piscina, ma l' attenzione deve comunque rimanere elevata.
Camminare
Bicicletta

3-6 anni
Camminare
NUOTO: Dai 3 anni in poi è l’età per iniziare corsi di nuoto anche se si può iniziare prima.
Saper nuotare è utile anche ai fini della sicurezza: negli ultimi 20 anni gli incidenti mortali in acque libere sono scesi del 70% proprio grazie alle attività della scuola nuoto.

ATTIVITA' AGONISTICA: 8 anni. INFO: www.federnuoto.it

BICICLETTA DAI 4 ANNI
ATTIVITA’ AGONISTICA : 12 anni INFO: www.federciclismo.it

YOGA dai 4 anni

Pattinaggio DAI 5 ANNI 
ATTIVITA’ AGONISTICA: 7 anni INFO: www.fihp.org

Danza: dai 5 anni
ATTIVITA' AGONISTICA: 8 anni INFO: www.fids.it


GINNASTICA: DAI 5 ANNI
ATTIVITA' AGONISTICA: 6-7 anni INFO: www.federginnastica.it

ATLETICA LEGGERA : dai 6 anni
ATTIVITA’ AGONISTICA DAI 16 ANNI INFO. www.fidal.it

Basket dai 7 anni
Quando l’attività agonistica: 12-13 anni Info: http://www.fip.it

Pallavolo dai 7 anni
Attività agonistica 12-13 anni http://www.federvolley.it

Karate e Judo per bambini: dai 7 anni
attività agonistica: per il karate 11 anni, per il judo 14 anni.  Info: http://www.fijlkam.it


6-12 anni

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domenica 14 dicembre 2014

Pytiriasis Rosea di Gibert

PITIRIASI ROSEA DI GIBERT
La Pitiriasi rosea di Gibert è una dermatite che si verifica più frequentemente negli adolescenti o nei giovani adulti ma non è rara in età pediatrica a partire dai 4-5 anni.
La Pitiriasi rosea è una malattia della pelle, innocua, autorisolventesi  che si manifesta con delle macchie di colore rosso, con desquamazione, di dimensioni variabili che si sviluppa, gradualmente,  solitamente su tutto il corpo.
Le macchie non danno prurito anche se in alcuni casi può essere presente.
Questa malattia della pelle di solito scompare senza alcun trattamento in qualche settimana anche se sono descritte forme di durata maggiore, fino a 3 mesi..
L’eruzione cutanea inizia come un unica grande macchia  chiamata “chiazza madre”
rotonda o ovale, squamosa e con i bordi rialzati seguita poi da macchie arrossate e con desquamazione, talora lievemente rilevate che si estendono in tutte le  altre parti del corpo come torace, schiena, braccia e gambe.

 Le dimensioni di queste macchie variano da circa 2 cm  a 10 cm. In pochi giorni o settimane, le macchie si presenteranno color salmone con dimensioni comprese tra 1 cm e 2 cm e appariranno raggruppate soprattutto sull’addome, torace, braccia o gambe. Le macchie possono arrivare fino al collo, ma raramente al volto.
Prima della comparsa della chiazza madre alcuni soggetti possono avvertire stanchezza e sintomi simili a quelli dell’influenza . 
Tra i più comuni sono cefalea (mal di testa), nausea, mal di gola e perdita di appetito.

In rari casi il prurito può essere irritante e fastidioso e richiedere una terapia con antistaminico per bocca (creme antistaminiche non vanno date).

 La causa è sconosciuta. Alcuni studi dimostrano che la causa della Pitiriasi rosea può essere di origine virale. Essa si verifica più spesso in autunno e in primavera.

 La Pitiriasi rosea non è contagiosa e non si diffonde da persona a persona attraverso il semplice contatto fisico.
Le donne sono generalmente più colpite rispetto agli uomini.


Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...