venerdì 10 aprile 2015

PER UNA MEDICINA MIGLIORE: SLOW MEDICINE sobria, rispettosa e giusta

PER UNA MEDICINA MIGLIORE: SLOW MEDICINE sobria, rispettosa e giusta
Cari Genitori e ragazzi
Qui sotto un elenco di "Falsi Miti" della medicina che dobbiamo conoscere per fare scelte consapevoli. Scelte consapevoli che si possono fare se si entra in uno spirito di alleanza e collaborazione tra operatori sanitari, cittadini/famiglie/pazienti e, anche,  altre figure professionali come giornalisti e giudici.
Quanto scrivo e metto qui sotto deriva da una "nuova " medicina. La "Slow Medicine". Una medicina riflessiva che deve essere sobria, rispettosa e giusta.
Per fare questo percorso sono necessari sforzi tra operatori sanitari e anche da parte dei cittadini per conoscere di più (richiama "Health Literacy" malamente tradotto in "alfabetizzazione sanitaria") Questo processo con Internet è possibile se ci alleiamo e ci rispettiamo sia come persone che, tra professionisti , come operatori sanitari.
Nei prossimi giorni spiegazioni dei sette veleni elencati qui sotto. Intanto Vi invito a :
- leggere il libro Slow Medicine
- visitare il sito www.slow medicine.it
- iscrivervi al gruppo Facebook Slow medicine
- iscrivervi al nostro gruppo Facebook ligure: Società Italiana di Medicina ecosostenibile


giovedì 9 aprile 2015

SOLE: CONSIGLI PER BUON USO

Cari Genitori
Finalmente sembra sia arrivato il bel tempo. Quindi nel week end usciremo tutti ma...attenti al sole. E' sempre più "cattivo" e soprattutto i bambini, ma anche chi ha la pelle delicata, rischiano scottature. Le ustioni solari in età pediatrica possono dare conseguenze in età adulta per cui attenzione e Vi invio alcuni consigli generali per i Vostri figli e per Voi non solo per il sole ma anche per il caldo. Prossimi articoli su iperemie, mare, montagna ecc.

I lattanti e i bambini piccoli si adattano meno facilmente dell’adulto alle temperature elevate, per questo, quando fa molto caldo, bisogna evitare di portarli in locali chiusi surriscaldati e scarsamente ventilati (rischio di colpo di calore) o, peggio ancora, lasciarli incustoditi nell’automobile parcheggiata al sole: la temperatura all’interno di un’automobile può salire rapidamente e l’ipertermia nel bambino può verificarsi in soli 20 minuti.
La maggior parte delle vittime di ipertermia ha un’età compresa tra 0 e 4 anni. Se si portano i bambini all’aperto bisogna pensare a proteggerli dal caldo e dalle esposizioni dirette alle radiazioni ultraviolette (UV) del sole (che possono danneggiare la loro pelle molto delicata), utilizzando vestitini leggeri, in fibra naturale, copricapi e crema solare. (rischio anche di colpo di sole).
Una protezione ancora più efficace la si ottiene lasciando i bambini all'ombra, soprattutto durante le ore 11. 00 - 18.00. I danni causati dai raggi solari sono particolarmente pericolosi per i lattanti e i bambini piccoli. 
Durante le ondate di caldo, inoltre, occorre dedicare particolare attenzione ai bambini che hanno già qualche problema di salute: malattie cardiache, circolatorie, respiratorie e asma, perché sono particolarmente sensibili alle ondate di caldo e ai valori elevati di ozono. 
Ricordarsi infine che diarrea e patologie del sistema nervoso aumentano il pericolo di ipertermia e di disidratazion (Dal Ministero della Salute)

10 REGOLE DA SEGUIRE PER UN SOLE SICURO

1. Proteggere il neonato. Evitare l'esposizione diretta nei primi 6 mesi e limitarla il più possibile nei mesi successivi. La carrozzina piò essere all'ombra in modo che gli occhi non guardino in direzione del sole. La testa va sempre coperta con un cappellino di cotone e gli indumenti vanno regolati a seconda della temperatura. Attenzione: anche all'ombra il bambino, per il riverbero del sole, corre il rischio di scottature, quindi non tenetelo a lungo sotto l'ombrellone e mai nelle ore più calde.

2. Curare l'alimentazione. con il caldo il bambino perde molti liquidi, attraverso il sudore, che vanno reintegrati per evitare i rischi di disidratazione. Bisogna quindi offrire al piccolo un'alimentazione ricca di liquidi e di sali minerali.

3. Scegliere l'ora migliore. Le ore indicate per l'esposizione al sole del bambino sono quelle del primo mattino e del tardo pomeriggio.  Evitare le ore dalle 11 alle 17-18. Occorre, poi, proteggere sempre il bimbo indipendentemente dal tempo atmosferico, si può ustionare anche sotto un cielo coperto di nuvole.

4. Non dimenticare gli occhi. Se il bimbo è piccolo deve indossare un capellino con visiera. Se, invece, ha già un età per portare gli occhiali da sole, questi devono avere un filtro solare di ottima qualità (marchio CE). per evitare che i raggi ultravioletti possono provocare dei danni alla retin. La cosa migliore è quella di abituarli di indossare degli occhialini da sole, proprio come mamma e papà. È importante utilizzare un prodotto di qualità e non acquistare i primi che capitano su una bancarella.

Quali sono le lenti più adatte? 
Gli occhiali da sole devono avere delle lenti scure che garantiscano la massima protezione dei raggi ultravioletti. I colori consigliati sono marrone grigio o verde, mentre quelli gialli o rossi o fucsia a non sono in grado di proteggere l'occhio. Le lenti devono essere leggere ed infrangibili, di materiale plastico. La montatura deve essere leggera robusta e confortevole e ben centrata rispetto agli occhi. Per avere tutte queste caratteristiche è sempre meglio rivolgersi ad un ottico.
4.  

5. Schermare la pelle.  Nei primi giorni di vacanza, quando la pelle ancora molto chiara e non è ancora pronta a difendersi, è utile coprire i bambini con una maglietta di cotone e anche un cappellino. Questo per evitare che i raggi colpiscono direttamente la pelle.   Occorre applicare sulla pelle del bimbo un prodotto solare con filtro che protegga dall'azione dei raggi Uva e Uvb. Nei prodotti per l'infanzia il fattore di protezione dagli Uvb è in genere molto alto. Il prodotto solare va applicato con abbondanza su tutte le parti esposte, prima dell'esposizione al sole, almeno 30 minuti prima

6. Il prodotto di protezione va applicato più volte al giorno, si consiglia ogni 2 ore, specie se il bimbo entra ed esce continuamente dall'acqua. Non bisogna, inoltre, dimenticarsi di adottare altre precauzioni: la sera dopo il bagnetto occorre spalmare su tutto il corpo del piccolo un prodotto idratante doposole specifico per l'infanzia.

7. Non trascurare l'abbigliamento. Non coprire troppo il bambino. 

8. Esposizione graduale. I pericoli maggiori di scottatura e di accumulo delle radiazioni sono legati alla vacanza breve, soprattutto al fine settimana. L'organismo, infatti, ha bisogno di tempo per adattarsi al cambiamento di clima e alla pelle servono parecchie ore per mettere in attoi meccanismi di difesa, cosa che in uno ,due giorni, non è possibile; a maggior ragione in un bambino piccolo le cui difese sono ancora imperfette.

9. Mettere il bimbo spesso all'ombra (sotto i 12 mesi sempre). Quando si sceglie il luogo delle vacanze, occorre valutaresempre che ci sia la possibilità di mettere spesso il bimbo all'ombra. per questo il luogo ideale dove trascorrere le vacanze è la pineta, ma va bene pure la spiaggia purchè attrezzata con spazi d'ombra idonei.

10.          Scottature. Malgrado tutte le precauzioni, il bimbo può scottarsi e addirittura avere la febbre. In questo caso bisogna portarlo subito dal medico. In caso di colpo di sole e colpo di calore bisogna portarlo in un luogo fresco e dargli da bere acqua a piccoli sorsi, tenendolo sdraiato.
Alberto Ferrando

mercoledì 8 aprile 2015

BAMBINI IN AUTO: decalogo per la sicurezza

DA STAMPARE E ATTACCARE IN AUTO PER LA SICUREZZA DEI NOSTRI BAMBINI:
DECALOGO PER GENITORI
                       
1.     Usare sempre il seggiolino anche per brevi tragitti.

2.     Scegliere il seggiolino più adatto in base al peso e all’età

3.     Installare correttamente il seggiolino seguendo le istruzioni del costruttore

4.     Disattivate l’air-bag anteriore se mettete il bambino davanti (sconsigliato).
Attenzione anche agli air bag laterali se presenti in auto.

5.     Non slacciare le cinture mentre viaggiate.  Se il bambino piange o se dovete cambiarlo fermatevi.  
           
6.     Attenzione  agli oggetti che usate per intrattenere il bambino durante il viaggio, preferibile utilizzare giochi morbidi.

7.     Non trasportare in auto oggetti non fissati. Potrebbero rappresentare un rischio in caso di frenata o  di incidente.

8.     Controllare che il seggiolino non scotti prima di far sedere il bambino se l’auto è rimasta ferma sotto il sole.

9.     Non lasciare mai il bambino da solo in auto, portatelo sempre con voi.

10. Fate salire e scendere il bambino dal lato marciapiede.


martedì 7 aprile 2015

E SE AVESSE UNA APPENDICITE?

E SE AVESSE UNA APPENDICITE?
I bambini hanno frequentemente mal di pancia e un timore che abbiamo è quello di una appendicite.
In presenza di dolore addominale anche il genitore a casa può fare alcune prove che trovate qui sotto.
La diagnosi di appendicite acuta si basa su:
1.     evoluzione del quadro clinico
2.     Visita del paziente
3.     Esami del sangue e ecografia.
 Importantissima l'  evoluzione del quadro clinico
Il dolore addominale  si accentua con il passare del tempo e si aggrava con la comparsa di contrattura di difesa nel quadrante inferiore destro. Un elemento fondamentale nella diagnosi è rappresentato proprio da questa progressione della sintomatologia dolorosa. La semplice valutazione ripetuta nel tempo del bambino permette di porre con una certa affidabilità la diagnosi di appendicite

 MA VOI E NON SOLO IL MEDICO POSSONO FARE ALCUNE SEMPLICI PROVE CHE 
SE positive (evocano dolore o il bambino non riesce a compierle) INDIRIZZANO A contattare subito il pediatra in quanto è probabile una infiammazione dell’appendice
  1. -       Far fare dei salti
  2. -       Far tossire il bambino
  3. -       Se il bimbo e' disteso sul letto dare  dei piccoli colpi al materasso, in modo da scuotere il piccolo senza, pero', toccarlo
  4. -       La mano allontanata: appoggiare delicatamente, senza esercitare alcuna pressione, la mano sulla pancia del bambino. Se questo contatto gli e' gradevole, oppure lo calma, senz'altro non ha l'appendicite o un'altra malattia che richiede l'intervento del chirurgo; se, invece, il bimbo allontana la mano dell'adulto, va subito fatto visitare dal medico.





domenica 5 aprile 2015

AIUTO!!! MIO FIGLIO HA MALE ALLE ORECCHIE

AIUTO!!! MIO FIGLIO HA MALE ALLE ORECCHIE
In questi giorni ho ricevuto molte richieste sulla terapia del male alle orecchie. Ripropongo un vecchio post con le linee guida più recenti e con il depliant fatto dai pediatri del territorio e infermiere e pediatri del Gaslini.
PER IL DOLORE DARE PARACETAMOLO O IBUPROFENE E NESSUN ALTRO FARMACO. Le gocce a poc/nulla servono e in caso di perforazione potrebbero dare problemi. Quindi da dare solo dopo visita del pediatra

Caro dottore
Mio figlio di 3 anni ha raffreddore tossse e ora piange dal male alle orecchie. Mio marito vuole dare subito l’antibiotico che finora mio figlio non ha mai preso. Non trovo il mio pediatra. Cosa posso fare?
            
Cara Il raffreddore può causare male alle orecchie anche senza otite (si formadel catarro dietro al naso e il timpano viene tirato come quando si sale in alta montagna o si va sott’acqua)...ma anche se fosse otite acuta, in un bambino senza fattori di rischio per patologia (pregressi otiti o immunodeficienza ad esempio) o per età (sotto ai 6 mesi) le linee guida internazionali e confermate prevedono la cosiddetta "vigile attesa": vuol dire antidolorifico: paracetamolo o ibuprofene 3 volte al dì per 24-72 ore (1-3 giorni): dal 50 al 75% delle otiti si risolvono senza antibiotico (studi confermati). Quindi che fare? Paracetamolo o ibuprofene + lavaggi nasali.
SEMPRE E COMUNQUE?? NO I CRITERI SONO : 
"La vigile attesa è l’astensione dalla prescrizione dell’antibiotico per le prime 48-72 ore dalla diagnosi di otite media acuta. Essa può essere applicata a bambini di età superiore a 2 anni con otite media acuta mono o bilaterale, senza sintomatologia grave o a quelli di età compresa fra 6 mesi e 2 anni, con forma monolaterale e non grave.
La vigile attesa deve essere valutata nel singolo caso e condivisa con i genitori e può essere applicata solo nel caso in cui sia garantita la possibilità di follow-up (telefonico e/o clinico) entro 48-72 ore. In assenza di dati di evidenza, la scelta della modalità di contatto entro 48-72 ore e dell’utilizzo di una prescrizione antibiotica posticipata è lasciata al giudizio del medico, sulla base del contesto clinico.
TRADOTTO: Ogni situazione va valutata caso per caso, bambino per bambino e in base a fattori di rischio di affidabilità della assistenza (sia famiglia che reperibilità del pediatra. In caso di  urgenza un medico che non conosce la famiglia potrà fare quello che ritiene più opportuno che può essere dare subito antibiotico )









 e qui ‪



PROTOCOLLI FATTI CON IL GASLINI E SOCIETA' SCIENTIFICHE DI PEDIATRIA http://www.apel-pediatri.org/attachments/734_pieghevoli%20otodinia_v3%20(1).pdf        
LINEE GUIDA OTITE DEL BAMBINO:    http://www.sipps.it/pdf/lineeguida/otite.pdf
Ovviamente dipende da come sta il bambino, se il dolore si calma, se non lo vedete mogio ecc. Nel dubbio contattate un medico. E QUANDO AL PS?:

VARICELLA: COS'E', TERAPIA E VACCINAZIONE

La varicella è causata dal virus varicella zoster (VZV), un herpes virus che causa 2 forme morbose distinte, la varicella e l’herpes zoster. La prima è dovuta all’infezione primaria da VZV, la seconda è dovuta alla riattivazione del VZV latente in chi aveva già contratto la varicella. La varicella è una malattia infettiva estremamente contagiosa (indice di contagiosità di oltre 90%), che colpisce soprattutto  in età pediatrica. (Tutte le malattie infettive sono contagiose, alcune pochissimo come la mononucleosi altre, come la varicella, molto per cui il contatto con una persona affetta da varicella determina la malattia nella maggior parte dei contatti suscettibili: che non avevano fatto la malattia o il vaccino).
La malattia ha un’incubazione di 7-21 giorni e quando insorge è caratterizzata  da febbre (molto variabile: da assente a molto alta) e lesioni cutanee. Le lesioni cutanee iniziano con delle macchiette inizialmente piane che si trasformano in vescichette (vedi foto) tipo piccole ustioni, di dimensioni variabili da pochi mm a 5 o più mm. Le vescicole sono ripiene di liquido inizialmente chiare che diventa poi giallastro, infine si rompono e si formano delle croste. 
Il numero delle vescicole varia da individuo ad individuo, da pochi elementi  fino a da avere una estensione su tutto il corpo,  in media si aggira circa sui 300 elementi. Le lesioni si manifestano su tutto il corpo, sul cuoio capelluto, sulle mucose, sui genitali e sulle mucose. L’eruzione è usualmente più intensa negli adolescenti e negli adulti ove ha un andamento più severo e le complicanze sono molto più frequenti. Da qui la raccomandazione di vaccinare tutti i bambini che a 11 anni non hanno avuto la malattia.
Le lesioni cutanee compaiono a “pousses” ossia a “gettate” subentranti. Pohelesioni all’inizio che aumentano rapidamente nei giorni successivi.
Tra le complicanze della varicella le più comuni sono certamente le sovrapposizioni batteriche causate da Staphylococcus aureus o Streptococcus pyogenes. Altre complicazioni sono quelle respiratorie tra cui la polmonite che si verifica in circa il 20% delle infezioni dell’adulto mentre è molto meno frequente in età pediatrica. Il VZV può inoltre causare anche infezioni del sistema nervoso. In un paese come gli Stati Uniti, prima dell'introduzione della vaccinazione, la varicella causava ogni anno 4 milioni di casi a cui seguivano annualmente 10.000 ospedalizzazioni e circa 100 morti (1). Le ospedalizzazioni sono molto più frequenti nell'adolescente e nell'adulto tanto che la loro incidenza è oltre 20 volte superiore nella fascia di età tra 15 e 44 anni rispetto alla fascia di età 5-9 anni (2).
TERAPIA: solo sintomatica: antipiretico se febbre e antistaminico per bocca per il prurito (chiedere al pediatra curante). Utili anche bagnetti tiepidi e prodotti locali. Per quanto riguarda l’uso di farmaci antivirali (aciclovir)  il lro uso è da valutare in situazioni particolare (età, immunodeficienza) ricordando che il farmaco non è ben assorbito per via orale e  non indicato nel trattamento della varicella in bambini sani (dà buoni risultati per via endovenosa nei pazienti immunocompromessi per cui è necessario il ricovero per effettuare la terapia).  L’utilizzo dell’acyclovir per os nel trattamento della varicella riduce di poco la durata e l’intensità della malattia se la somministrazione del farmaco viene iniziata nelle prime 24 ore dall’inizio dell’eruzione, e ha un effetto quasi nullo se viene iniziato più tardivamente . Esistono pochi dati sull’uso dell’acyclovir nella prevenzione della varicella e soprattutto sul suo effetto nella protezione a lungo termine. 
PREVENZIONE:
Per tutte le ragioni sopra esposte la profilassi attiva (vaccino) della varicella ha un ruolo importante. Il vaccino anti-varicella, vivo attenuato, è in commercio in molti paesi del mondo e ne sono state già distribuite oltre decine di milioni di dosi.
Il vaccino si è dimostrato un buon immunogeno, inducendo sieroconversione in oltre 95% dopo la I dose in bambini di età compresa tra 12 mesi e 12 anni (7,8). In ragazzi più grandi ed adulti la percentuale di sieroconversioni dopo 1 dose è di circa il 75% per cui si consiglia, in queste categorie, di effettuare 2 dosi di vaccino, a distanza di 1 mese l’una dall’altra (7,8). Il vaccino ha una buone efficacia protettiva, difendendo dalla malattia nel 90% dei casi e dalle forme di entità media e grave quasi nel 100% dei casi. Dati recenti dimostrano infatti che durante epidemie di varicella il 74% dei casi si verificano in soggetti mai vaccinati in precedenza e, quando la malattia si verifica in soggetti che avevano già ricevuto il vaccino, nell’86% dei casi il paziente va incontro ad una forma lieve di malattia, caratterizzata da modesti segni generali e scarse lesioni cutanee.
VACCINAZIONE: Il vaccino appare estremamente sicuro; il più comune effetto collaterale è rappresentato da rossore o dolore in sede di iniezione. E’ possibile un’eruzione cutanea, ma questa si verifica in meno del 5% dei soggetti vaccinati.
Il vaccino è stato utilizzato per la prevenzione post-esposizione della varicella. La sua efficacia è stata dimostrata purché il vaccino venga somministrato nei primi 3 giorni dal contagio.
RACCOMANDATA LA VACCINAZIONE ALLE DONNE IN ETA’ FERTILE CHE NON HANNO AVUTO LA MALATTIA.
Ogni Regione adotta strategie vaccinali differenti. In Liguria il vaccino viene offerto gratuitamente ai bambini che a 11 anni non hanno fatto la malattia ma può essere eseguito prima con il sistema del co-pagamento (circa 23 euro). Per informazioni in altre Regioni contattate il Vostro Pediatra o il Servizio di Igiene Pubblica .
Alberto Ferrando

Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...