sabato 2 febbraio 2013

BAMBINI CONTESI DAI GENITORI: IL "CASO" DI PADOVA

Cari genitori
Come pediatra sempre più spesso osservo situazioni di disagio del bambino creati dalle persone che più lo amano o dovrebbero amarlo: i genitori o i nonni o altri parenti!
Questo avviene in occasione di separazioni quando il bambino diventa, in alcuni, sempre più frequenti, casi, oggetto di rivalsa tra genitori. Sì "OGGETTO" e strumento per far del male al coniuge. Senza pensare che così facendo si danneggia e si fa del male soprattutto al bambino.
Ormai 2-3 volte all'anno vengo convocato dalle forze dell'Ordine per informazioni su bambini contesi (e spesso allontanati poi dai genitori). Che tristezza.
ALTRA TRISTE RIFLESSIONE E' LA MANCANZA IN LIGURIA DEL GARANTE DELL'INFANZIA E DELLA ADOLESCENZA e purtroppo come dice il Garante Nazionale dell'Infanzia e della adolescenza, Spadafora,
"I bambini non votano, non hanno sindacati, non hanno voce, e quindi vengono per ultimi". Provate a cercare la parola "bambino" in una delle tante agende di questa campagna elettorale. Non la troverete, se non per vaghi accenni alla necessità di investire sui giovani (che è un'altra cosa) o tutelare la famiglia (altra cosa ancora). ALTRA TRISTE RIFLESSIONE
Sul quotidiano "La Repubblica" di ieri segnalatomi dall'amico e Collega Michele Fiore s'è un articolo sul bambino conteso di Padova il cui filmato ha shoccato tutti (http://video.repubblica.it/cronaca/bambino-portato-via-a-forza-e-polemica-dopo-il-video-shock/107443/105823?ref=NRCT-51554054-2).
Tutti ricordano le immagini shock di un bambino portato via da scuola dalla polizia. A dieci anni aspetta di essere "resettato" in un luogo protetto a Padova. Vede la mamma un giorno su due e il papà sempre. Dicono che ora è più sereno. La sua storia è quella di una delle vittime della guerra tra genitori, la maggior parte degli oltre 29 mila minori che vivono lontani dalle famiglie. Articolo completo qui:  http://www.repubblica.it/cronaca/2013/01/30/news/bambino_conteso-51554054/
Riporto alcune frasi su cui meditare TUTTI: operatori sanitari, genitori e famiglie sia che stiano insieme che in corso di separazione, nonni ecc.


il figlio come oggetto di scambio o di scontro tra genitori divisi non solo dalla legge ma anche dal rancore. "Sta crescendo il numero di affidi giudiziari rispetto a quelli consensuali, il che significa che sempre più giudici sono costretti a fare le veci dei genitori".
…. il 95 per cento di questi "bambini altrove" è costretto a esserlo per problemi dei genitori: inadeguatezza, maltrattamenti e incuria, alcolismo o tossicodipendenza, "importanti guasti relazionali tra il padre e la madre" ). Di conseguenza, prima i genitori rinsaviscono e prima i bambini tornano. Le statistiche però dicono che, in quasi la metà dei casi, la permanenza fuori va dai 2 ai 4 anni e oltre.

...... Smettere di essere scambiato per un campo di battaglia, per esempio.

I bambini di oggi sono condannati all'invisibilità.
Il problema, quasi sempre, è che quei genitori non vedono la sofferenza del figlio.

LE DIMENSIONI DEL PROBLEMA?: 
A inizio 2011, quelli fuori dalla famiglie di origine erano 29.309: metà in famiglie con la formula dell'affido temporaneo, metà in una delle 2.766 comunità riconosciute dallo Stato e gestite da onlus, associazioni religiose, il famoso "privato sociale". Alla fine degli anni Novanta, il totale era di circa 25 mila: a far crescere la cifra sono stati soprattutto gli affidi, cresciuti del 50 per cento. Raddoppio anche per i minori stranieri: dal 10 al 22 per cento.




venerdì 1 febbraio 2013

PUBBLICITA' E MEDICINE: IL CASO TAMIFLU


RICORDATE IL BOOM DEL TAMIFLU?? Acquistato in molti ospedali e ricercato da tanti, pubblicizzato on line come farmaco per l'influenza (vedete ad esempio qui: http://www.121doc.it/tamiflu.html). Molti però (e io tra questi) avevano dubbi e perplessità. Leggete qui sotto cosa era successo. La morale? Chiedete al Vostro medico prima di acquistare, e soprattutto, assumere o far assumere, farmaci. Attenti alla pubblicità e agli articoli pseudoscientifici che diffondono farmaci o altro.
Molti farmaci sono utili, alcuni indispensabili per la salute e dobbiamo lottare per difenderli. Tanti però servono più  "al mercato" che a noi. Esiste un termine che significa guadagnare cone le malattie (e i farmaci) (disease mongering) da cui ci dobbiamo difendere per tutelare la nostra salute perchè rischia di farci vivere da malati stando bene nel timore di ammalarci. Sigh e sob!
“L’industria dei farmaci fa molte cose buone. Essa produce medicine che possono migliorare la salute e salvare vite. Creare lavoro e stimolare la crescita economica. Purtroppo essa fa anche cose cattive.  Per decenni, in modo persistente e sistematico, l’industria dei farmaci ha nascosto e manipolato i dati delle sperimentazioni cliniche. A causa di ciò, una grande massa di farmaci utilizzati in tutti i campi della medicina, presentati come più sicuri e più efficaci di ciò che in realtà erano, hanno messo in pericolo la vita delle persone e sprecato denaro pubblico.  Questa deliberata distorsione è una scorrettezza scientifica. E non è un qualcosa che possiamo perdonare in virtù delle cose buone che le compagnie farmaceutiche fanno”. 
Con queste affermazioni si apre l’editoriale di Fiona Godlee, editor del British Medical Journal (BMJ) una delle principali Riviste mediche al mondo , del 29 ottobre 2012, dedicato in larga parte al caso Tamiflu.
La gravità del caso Tamiflu non sta solo nella manipolazione dei risultati scientifici a fini commerciali, ma anche nel comportamento – elusivo, al limite della complicità – di istituzioni scientifiche e di controllo. Il BMJ gli ha dedicato una sezione del suo sito, pubblicando materiale epistolare tanto interessante quanto istruttivo. Link diretto qui: http://www.bmj.com/tamiflu
La lettura del materiale è veramente istruttiva e queste sono le conclusioni, così come elencate dalBMJ:
  1. L’OMS raccomanda il Tamiflu, ma non ha controllato a fondo i dati del Tamiflu.
  2. L’Agenzia Europea del Farmaco ha approvato il Tamiflu ma non ha esaminato l’intero dataset del Tamiflu.
  3. CDC e ECDC  hanno incoraggiato l’uso e l’accumulo di scorte di Tamiflu, ma non hanno controllato a fondo i dati del Tamiflu.
  4. La gran parte della sperimentazione di fase III del farmaco non è stata pubblicata a distanza di 10 anni dalla sua conclusione.
  5. Nel dicembre 2009 Roche promise di concedere a scienziati indipendenti l’accesso all’intera documentazione della ricerca (“full study reports”), ma la compagnia finora non ha mantenuto l’impegno.
Il sito del BMJ dedicato al Tamiflu è continuamente aggiornato: http://www.bmj.com/tamiflu












La notizia più recente riguarda l’interesse del Parlamento inglese alla vicenda e la richiesta di un’indagine non solo sugli aspetti scientifici, ma anche sui costi (inutilmente) sopportati dal NHS.



giovedì 31 gennaio 2013

RAGAZZI E INTERNET


Il succo del discorso: rapporto tra rischio/beneficio. Le tecnologie sono una opportunità ma creano anche dipendenza (vedi Hikikomori: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=hikikomori )
Alberto Ferrando

Tutti o quasi tutti i ragazzi usano le tecnologie digitali e questo sta modificando profondamente il loro modo di vivere e comunicare. Dobbiamo rallegrarcene, o forse ce ne dobbiamo anche preoccupare, come genitori e come pediatri?
Il numero di dicembre di Medico e Bambino (www.medicoebambino.com) riporta un articolo (a firma Gabriele Qualizza, Sociologo dell’Univesità di Trieste) che riguarda il mondo dei ragazzi che trovano nei social network una dimensione nuova e diversa del vivere sociale.
È una ricerca, condotta tramite questionario che ha riguardato 514 ragazzi e giovani tra i 14 e 24 anni nella regione Friuli Venezia Giulia, che ci consente di conoscere i tanti aspetti, non necessariamente tutti positivi, dello stare in rete.
Il 99,6% degli intervistati dispone di almeno un dispositivo di telefonia mobile e di  un computer (99.2%). L’84% dispone di un lettore mp3/mp4 e di una macchina fotografica digitale (83%). Il cellulare è utilizzato per più di due ore al giorno dal 40% dei ragazzi. Limitata attenzione viene riferita per la TV, la radio e la carta stampata, mentre è considerevole il tempo dedicato alla navigazione in rete e ai social network (oltre due ore al giorno per il 48% e il 30% dei ragazzi, rispettivamente).  
Dai dati raccolti emerge la raffigurazione di un mondo variegato e complesso, non riducibile alle arbitrarie e schematiche definizioni. I nativi digitali non sono degli “eremiti tecnologici”, ma degli animali sociali costantemente connessi con il mondo esterno (solo il 4% esce con i propri amici meno di prima, mentre il 72% mantiene i ritmi precedenti e il 24% esce addirittura più di prima) e il web si è trasformato da risorsa per acquisire informazioni ad ambiente comunicativo integrato.

L’articolo è accompagnato dall’editoriale di Giorgio Tamburlini in cui si sottolineano le opportunità e i rischi derivati da quella che è stata definita la “domesticazione” delle tecnologie digitali: se è evidente che le tecnologie digitali e la rete rappresentano delle grandi opportunità di comunicazione, informazione, apprendimento e svago, esiste il bisogno di una maggior informazione e consapevolezza della popolazione, soprattutto delle sue fasce più vulnerabili, bambini e adolescenti, e dei loro genitori e insegnanti, sui i rischi psicologici, cognitivi e biologici, derivanti dall’uso sconsiderato e compulsivo delle tecnologie digitali.


Qualizza G. Giovani e nuovi media: pratiche di consumo digitale e dinamiche relazionali. Medico e Bambino 2012;31:639-46
Scarica l’articolo al link http://www.medicoebambino.com/?id=1210_639.pdf

Tamburlini G. Bambini e tecnologie digitali: modificazioni del costume, opportunità e rischi. Medico e Bambino 2012;31:6119-20.
Scarica l’editoriale al link http://www.medicoebambino.com/?id=1210_619.pdf

mercoledì 30 gennaio 2013

MENINGITE A GENOVA. PREVENZIONE.COME SI MANIFESTA

Cari genitori

Caso di meningite NON da meningococco di Sestri Ponente ricoverato al Gaslini. Cosa vuol dire? Che non si deve fare, come si sarebbe fatto in caso di meningite da meningococco, profilassi con antibiotico. NESSUNA profilassi.

Alberto Ferrando


Intanto  ricordate i vaccini
Ricordiamo i vaccini anche se non tutte le meningiti sono prevenibili con gli stessi in quanto vari germi possono causare la meningite.
I più frequenti e prevenibili nel bambino sono:
- Hemophilus infuenzae: si fa dal 61 giorno di vita insieme ad altri nella stessa siringa (esavalente: polio, tetano, difterite, epatite B, pertosse e appunto hemophiulus)
- Pneumococco: di fa dal 61 giorno nella stessa seduta vaccinale dell'esavalente (ridure il rischio del 75%: i pneumococchi sono 90 e noi abbiamo il vaccino tredicivalente contro tredici dei 90: i più frequenti)
- meningococco C: si fa dal 13 mese di vita (si può fare anche prima) e si raccomada al 15 anno in quanto è una meningite frequente negli adolescenti a cui si può fare il vaccino contro alri tipi di meningococoo: A, C, W135 e Y 
- a brevissimo disponibile il vaccino contro il meningococco B

COME SI MANIFESTA UNA MENINGITE?
La meningite acuta può presentarsi con due quadri predominanti: una forma acuta con shock improvviso e alterazione dello stato di coscienza associata ad anomalie della coagulazione (che si manifestano sulla cute sotto forma di “petecchie” che sono delle piccole macchie di colore rosso intenso che non scompaiono con la pressione contrariamente a quanto avviene per tutti i tipi di macchie da malattie dei bambini o da allergia) che può avere un esito tragico, se non viene immediatamente intrapresa terapia antibiotica, entro 24 ore ed una forma più lenta preceduta da manifestazioni generali simil-influenzali con disturbi a carico dell’apparato respiratorio o intestinali.
I sintomi presenti più frequentemente oltre a quelli generali comuni a qualsiasi influenza o infezione virale come febbre, dolori muscolari, scarso appetito, tachicardia, dolori muscolari ed ossei sono:
 macchie diffuse come petecchie o di altro tipo e segni della infiammazione delle meningi (una specie di sacchetto che contiene il cervello) che si manifestano con “rigidità nucale” che si evidenzia con alcune semplici manovre: dolore alla estensione della gamba dopo aver flesso l’anca sul bacino (segno di Kernig) e flessione involontaria delle ginocchia e delle anche dopo aver sollevato il capo facendo stare il paziente in posizione supina (segno di Brudzinski).
Purtroppo nel bambino piccolo sotto i due anni questi segni possono essere assenti.
Altri segni e sintomi che possono indicare una meningite sono: mal di testa (che è spesso presente anche solo in concomitanza della febbre ma che, in assenza di meningite si risolve dopo che la febbre è passata o la temperatura corporea si è ridotta), vomito a digiuno (anche questo sintomo si presenta in occasione di febbre nei bambini piccoli o accompagna una infezione gastrointestinale quale quella che sta tenendo a casa molte famiglie liguri), fontanella “bombata”, cioè sporgente in fuori, alterazione dello stato di coscienza con irritabilità o torpore.
Può essere presente anche fotofobia (la luce dà fastidio) anche se ricordiamo che anche questo disturbo, come la febbre, la cefalea, il vomito, i dolori muscolari ecc. possono essere presenti in qualsiasi episodio febbrile del bambino.
Dopo aver letto queste poche righe probabilmente avrete un certo stato di agitazione e di ansia che, a dire il vero, viene anche ai medici quando leggono o scrivono, come il sottoscritto, di certe patologie. Cercate comunque di  valutare non quanta febbre ha il bambino ma lo stato generale, l’umore ed il comportamento del bambino che sarà ab ingstischiaramente alterato se la febbre è alta ma dovrebbe tornare normale, o quasi, quando la febbre scende. Esistono situazioni, come la sesta malattia (detta anche febbre dei tre giorni), in cui la febbre è alta, sui 40° C, scende poco con l’antipiretico ma il bambino appare, tutto sommato, in discrete condizioni generali. Se il bambino appare, anche in assenza di febbre molto irritabile e lamentoso e molto diverso dal solito (e chi meglio di voi genitori conosce il proprio figlio) soprattutto se sono presenti disturbi particolari come fontanella tesa, strabismo acuto o convulsioni è giusto cercare immediatamente conforto nel medico. (Vedete anche articoli precedenti sulla febbre).
Un Caro Saluto
Alberto Ferrando

lunedì 28 gennaio 2013

ALLERTA INFLUENZA: DATI A GENOVA


Cari Genitori
Qui sotto i grafici settimanali della sorveglianza virologica che monitorizza l'andamento delle infezioni delle vie respiratorie e che evidenzia quanto abbiamo vissuto in questo periodo: una percentuale di influenze soprattutto nella fascia pediatrica superiore di gran lunga all'anno precedente. Guardate la linea rossa. E non è ancora finita

Altra conferma con i dati "sul campo", in considerazione dei casi di bronchiolite, l'aumento di isolamento del Virus Respiratorio sinciziale.

A questo si associano ancora infezioni gastrointestinali (vomito, diarrea e mal di pancia) e qualche caso di malattia mano bocca piede, di varicella e di faringite da streptococco

Un Caro Saluto
Alberto Ferrando


domenica 27 gennaio 2013

VIA IL PASSEGGINO A 3 ANNI. VARICELLA. LAVAGGI NASALI

Cari genitori
A questo link http://www.apel-pediatri.org/articoli-giornali.html  e incollati qui sotto alcuni articoli comparsi oggi a stampa. Su questi temi trovate approfondimenti nel blog.
Un Caro Saluto
Alberto Ferrando






SE "NON MI MANGIA" ...NON FORZIAMOLO


Tanti genitori mi interpellano perché i loro figli mangiano poco. Rispondo per tutti che dobbiamo lasciare liberi i bambini di regolarsi e evitare di forzarli. Importante altrettanto, oltre a dare una dieta adeguata senza paciughi o "fuori pasto" è fare movimento  (3, TRE, ore al giorno dovrebbero fare: vedete qui:http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=tre+ore ) perché se alcuni bambini mangiano poco altri mangiano troppo e si muovono poco e sono sovrappeso se non obesi.  Tenete inoltre conto che l’accrescimento e la quantità di cibo che un bambino mangia varia molto, soprattutto nei primi periodi della vita. per cui magari qualche settimana crescono di più e altre di meno. 
Altra osservazione: la velocità di crescita rallenta man mano che passano i mesi. Per cui nei primi mesi crescono 150 grammi (o anche molto di più) e arrivati a 1 anno  a un anno aumentano di peso circa 50 grammi al dì. 
Per  tutti, un consiglio: MAI forzare un bambino a mangiare quando vuole smettere: si rischia di iniziare a creare, fin dai primi periodi di vita, un alterato rapporto con il cibo che poi si porterà dietro nelle età successive.  Un 30% dei bambini presenta dei disturbi del comportamento alimentare (eccesso di peso,anoressia, bulimia e altre forme sempre più in aumento).
Se un bambino che ha sempre mangiato mangia di meno rispettate la sua scelta, non  insistete, non fate il teatrino o altri trucchi (tipo fare l’aeroplano con il cucchiaio, ovviamente quando è più grande dell’età di sua figlia, approfittando di quando il bambino apre la bocca guardando il cucchiaio ,che “vola” in alto mentre voi fate dei rumori di vario tipo, per infilarglielo pieno di cibo). Il miglior modo per far mangiare un bambino che mangia di meno o che, addirittura non volesse mangiare è quello di non forzarlo e anche, a volte, di lasciarlo digiunare. Magari un bambino che mangia, per noi, o per i nonni, poco, cresce bene, è vivacissimo e magari anche un genitore, se non entrambi, da piccoli mangiavano, sempre per i genitori o per i nonni, poco. SE è così cercate di ricordare come gli “adulti” erano noiosi e vi facevano magari perdere l’appetito anche quando volevate mangiare. Leggete anche questo articolo sul blog www.ferrandoalberto.blogspot.it (link diretto: http://ferrandoalberto.blogspot.it/2012/04/aiuto-non-mi-mangia.html )

Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...