
Alberto Ferrando Pediatra di Genova. Blog dedicato alle famiglie, ai bambini, ai genitori ai nonni e tutti coloro che operano a contatto con i bambini. mail: alberto.ferrando1@gmail.com; cell.: +393388687583
domenica 23 ottobre 2011
Quest'estate la notizia tragica di un bimbo scivolato dal pedalò e annegato... oggi una svolta ben più drammatica.. Questo bimbo era già finito in fin di vita in un pronto soccorso per "annegamento", la mamma era in cura per depressione legata alla sua nascita, ma perchè non c'è comunicazione tra medici, ospedali e pronto soccorsi? Come ben sapete faccio parte del Comitato dei genitori che si batte per la nomina di un pediatra di famiglia a Garante per l'infanzia... che abbia la capacità di coordinare le varie strutture che si occupano d'infanzia, siano essi ospedali, asili, scuole, consultori. Se un accesso al pronto soccorso così particolare, come un principio di annegamento, fosse stato comunicato in tempo reale al pediatra del bimbo, allo psicologo o psichiatra che fosse, non si sarebbe innescato un meccanismo di maggiore sorveglianza? E allora mi chiedo quanti incidenti domestici sono tali e quanti nascondono qualcosa di oscuro? Paola


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Accidenti se c'è da lavorare per i diritti dell'infanzia e quanto fa male pensare e ammettere l'esistenza di queste cose....però...però se si fossero pensate...forse qualche bambino sarebbe ancora con noi. E ha più colpe chi commette o chi omette? Chi commette un delitto ha indubitabilmente colpe ma chi non fa niente per prevenire, per vedere e per evitare, organizzando le cose, è immune da colpe? Tutela dell'infanzia è anche prevenire ed evitare l'evitabile che si spera non avvenga mai ma che potrebbe avvenire anche domani.
RispondiEliminaTra questo c'è anche la necessità di avere delle figure giuste ai posti giusti per creare una rete di sostegno e di formazione.
Alberto Ferrando