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Visualizzazione dei post da febbraio 6, 2011

"Le madri non sbagliano mai". Commento di Barbara Cavallari

Ho letto sui quotidiani di questi giorni della morte del prof. Giovanni Bollea, autore del libro "Le mamme non sbagliano mai". Mi piacerebbe mettere in copia un estratto di un intervento del prof. Bollea sull'importanza del sorriso. "Nelle persone adulte c'è sempre un ricordo perenne della prima infanzia fino ai 10 anni per le tante cose fatte insieme: regali dei genitori, gioco e bicicletta col padre. Se poi c'è l'amore della madre con i nonni anche la loro gentilezza ha una sua funzione rassicurante. Coinvolgerli in modo positivo nelle realtà quotidiane: ecco che l'elemento formativo darà felicità al bambino, se non lo avrete mai fatto sentire come un ordine. Il significato di comando non deve mai essere trasmesso infatti come un invito obbligatorio prima dei 4-5 anni. Sembrerà semplicistico e forse ovvio ma pochissimi invece capiscono l'importanza di farsi accompagnare e far partecipare il bambino alle commissioni, commentando a voce alta le co...

"Il dono della dislessia" R.D. Davis. Commento di Antonella Ferrucci

Premetto che sono mamma di due meravigliosi bambini dislessici. Con la prima figlia e la prima diagnosi, fatta nei tempi canonici della 2a elementare, ho avuto un grandissimo conforto nel leggere il libro di Davis "il dono della dislessia. Ho compreso che nella stragrande maggioranza dei casi le difficoltà che caratterizzano i vari DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento) sono associate alle doti fuori del comune che i bambini dislessici hanno, proprio perchè, funzionando il loro cervello in maniera diversa, hanno una visione del mondo originale. E questo è dimostrato dal fatto che i maggiori geni dell'umanità erano dislessici (Einstein, Leonardo, Galilei, Newton solo per citarne alcuni). Quindi si può arrivare a dire che la Dislessia sia un "dono". Ora preso consapevolezza di questo ho lavorato con i miei bambini sulla loro autostima, mettendo in luce le doti speciali di cui erano dotati. Questo è stato estremamente utile per loro: la scarsa autostima è un...

"Le vacanze di Nicola" Sempé, Goscinny. Commento di Paola Santagata

“Le vacanze di Nicola” è un divertentissimo libro adatto ai bambini e a noi genitori, per ridere un po’ su noi stessi. Nicola è un simpatico bambino, che racconta le sue vacanze estive, (un anno al mare con i genitori ed uno da solo in colonia) le avventure, gli amici, e, inconsapevolmente, il rapporto tra mamma e papà. Ci siamo mai chiesti come ci vedono i nostri figli? Ce ne faremo un’idea riconoscendoci tra le righe di questo libro. Il mondo degli adulti è incomprensibile per un bambino, per cui tutto è fattibile, semplice, fantastico e sono i grandi a complicarlo. E ancora i capricci ed il pianto usati come efficace strumento per tenere in pugno mamma e papà “(…), prima che il papà cominciasse a gridare, gli ho spiegato che era la mamma che mi aveva detto di scendere e che se mi avesse sentito piangere, si sarebbe arrabbiata. (…) La vuoi una sculacciata? Ha gridato il papà e io ho detto che sarei andato via di casa, che ero molto infelice, che non mi avrebbero rivisto mai più, che ...

"Adolescenti in bottiglia" E.Valsecchi Commento di R.Cosmello

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" Adolescenti in bottiglia. Ragazzi e alcool, che fare?" E.Vasecchi Commento di Roberta Cosmello "Prima l'uomo beve un bicchiere, poi il bicchiere beve un bicchiere, infine il bicchiere beve l'uomo" (proverbio giapponese). Così rischia di succedere ai nostri ragazzi, che si avvicinano sempre più presto all'alcol (in media 11-12 anni). Oggi il consumo di bevande alcoliche da parte dei giovanissimi è incentivato da forti pressioni non solo culturali e sociali, ma anche commerciali. Meno vino, più birra e superalcolici. Non più a tavola, ma nei pub, nelle birrerie e nelle discoteche, una volta la settimana. L'alcol è diventato un ingrediente fondamentale della "cultura dello sballo". In queste pagine - nate dal lavoro "sul campo" - adulti (genitori, insegnanti, educatori) e ragazzi troveranno informazioni e indicazioni pratiche per evitare che i giovani affoghino "in bottiglia".

"Svegliatevi bambine" Commento di Paola Santagata

"SVEGLIATEVI BAMBINE" tratta, con molta ironia e con gli occhi di due bambine, il tragico tema e ahimè sempre più attuale: l’abuso sui minori legato all’ambiente familiare. Le protagoniste, Livia e Martina, si ritrovano, inconsapevolmente, ad essere spettatrici del dramma di due loro amichetti, Deborah e Michael, considerati, in un primo momento anche un po’ tonti "perché la Deborah è anoressica e afasica (…) e suo fratello si fa ancora la pipì addosso", molestati ripetutamente dal papà con il tacito consenso della madre, tolti quindi alla famiglia per essere reinseriti in un'altra diversa solo per l’apparente armonia. Conosceranno Lolita, la figlia primogenita che, a trentadue anni, veste ancora come una bambina per compiacere il papà e capiranno che il "mostro" ha solo cambiato gli abiti. Decideranno di creare un’associazione "Svegliatevi bambine" per aiutare i bambini e le bambine di tutto il mondo a ribellarsi agli abusi. La piccola Debor...