sabato 23 gennaio 2016

CORSO DI RIANIMAZIONE CARDIOPOLMONARE A PEDIATRI

Cari Tutti
Oggi Corso di rianimazione cardiopolmonare presso la bellissima sede del CISEF alla Badia benedettina. Formati 50 operatori SIMEUP da 10 istruttori pediatri di famiglia diretti da Maurizio Magnani. Corso ottenuto grazie alla nostra Associazione di pediatri Liguri APEL d'intesa con i sindacati di pediatria di famiglia FIMP e CIPE.
A febbraio parte un progetto della pediatria di famiglia ufficiale formalizzato con accordo integrativo aziendale con la ASL 3 che prevede, per chi ha aderito (oltre il 50% dei pediatri di famiglia genovesi):
- Insegnamento a genitori della manovra antisoffocamento dall'età di 4 mesi
- Insegnamento della Manovra antisoffocamento dopo l'età di 1 anno
- All'età di 12 anni Corso (verificato poi a 13 anni) che prevede: allerta del sistema dell'emergenza sanitaria, disostruzione da corpo estraneo e BLS.









mercoledì 20 gennaio 2016

BULLISMO E RESPONSABILITA' DI TUTTI NOI: guardiamo dento a noi stessi e vicino a noi

BULLISMO E RESPONSABILITA' DI TUTTI NOI: guardiamo dentro a noi stessi e vicino a noi
Post di Enrico Galliano su Facebook sulla ragazza che ha tentato sol suicidio. 

Da leggere, riflettere e diffondere. E iniziare a ragionare e recuperare certi valori di solidarietà, della famiglia, del sacrificio, del non avere tutto subito, del pensare che tutto è dovuto, della NON educazione che porta alla maleducazione, del permissivismo, del narcisismo degli adulti, della solitudine dei giovani, dei modelli di riferimento ecc. ecc. a partire da guardare dentro a noi stessi
"Oggi una ragazza della mia città ha cercato di uccidersi.
Ha preso e si è buttata dal secondo piano.
No, non è morta. Ma la botta che ha preso ha rischiato di prenderle la spina dorsale. Per poco non le succedeva qualcosa di forse peggiore della morte: la condanna a restare tutta la vita immobile e senza poter comunicare con gli altri normalmente.
“Adesso sarete contenti”, ha scritto. Parlava ai suoi compagni.
Allora io adesso vi dico una cosa. E sarò un po’ duro, vi avverto. Ma c’ho ‘sta cosa dentro ed è difficile lasciarla lì.
Quando la finirete? 
Quando finirete di mettervi in due, in tre, in cinque, in dieci contro uno?
Quando finirete di far finta che le parole non siano importanti, che siano “solo parole”, che non abbiano conseguenze, e poi di mettervi lì a scrivere quei messaggi – li ho letti, sì, i messaggi che siete capaci di scrivere – tutte le vostre “troia di merda”, i vostri “figlio di puttana”, i vostri “devi morire”.
Quando la finirete di dire “Ma sì, io scherzavo” dopo essere stati capaci di scrivere “non meriti di esistere”?
Quando la finirete di ridere, e di ridere così forte, quando passa la ragazza grassa, quando la finirete di indicare col dito il ragazzo “che ha il professore di sostegno”, quando la finirete di dividere il mondo in fighi e sfigati?
Che cosa deve ancora succedere, perché la finiate? Che cosa aspettate? Che tocchi al vostro compagno, alla vostra amica, a vostra sorella, a voi?
E poi voi. Voi genitori, sì. Voi che i vostri figli sono quelli capaci di scrivere certi messaggi. O quelli che ridono così forte.
Quando la finirete di chiudere un occhio?
Quando la finirete di dire “Ma sì, ragazzate”?
Quando la finirete di non avere idea di che diavolo ci fanno 8 ore al giorno i vostri figli con quel telefono?
Quando la finirete di non leggere neanche le note e le comunicazioni che scriviamo sul libretto personale?
Quando la finirete di venire da noi insegnanti una volta l’anno (se va bene)?
Quando inizierete a spiegare ai vostri figli che la diversità non è una malattia, o un fatto da deridere, quando inizierete a non essere voi i primi a farlo, perché da sempre non sono le parole ma gli esempi, gli insegnamenti migliori? 
Perché quando una ragazzina di dodici anni prova a buttarsi di sotto, non è solo una ragazzina di dodici anni che lo sta facendo: siamo tutti noi. E se una ragazzina di quell'età decide di buttarsi, non lo sta facendo da sola: una piccola spinta arriva da tutti quelli che erano lì non hanno visto, non hanno fatto, non hanno detto.
E tutti noi, proprio tutti, siamo quelli che quando succedono cose come questa devono vedere, fare, dire. Anzi urlare. Una parola, una sola, che è: “Basta”.
Post di Enrico Galliano, insegnante e scrittore, qui


domenica 17 gennaio 2016

Sonno del bambino: se non dorme??

Sonno del bambino: se non dorme??
Cari genitori
Quante richieste mi giungono di consigli per far dormire il bebè. Ne ho parlato a lungo e trovate sul blog vari articoli. Trovate tanti libri dal famoso/famigerato "Fate la nanna" che espone il metodo Estiviate, passando per "Fai la nanna Bastardo"  (esiste ed è lo stesso autore di "Papà chi ha trombato la cicogna" che trovate sul mio sito www.ferrandoalberto.eu) fino ad arrivare ai sostenitori del cosleeping fino all'età adulta. In questo post vi voglio solo dire che ogni situazione è differente e sono tanti i soggetti : il bambino, i genitori, i nonni per cui non si può mai generalizzare e bisogna capire caratteristiche del bambino e anche situazione familiare.
Allego delle foto di un grande successo di una coppia di genitori che hanno risolto il problema con il fondamentale aiuto ...di sé stessi. La bambina che in precedenza dormiva si svegliava in continuazione, messa, per stanchezza nel lettone ha continuato a svegliarsi e a questo punto hanno notato che la bambina si metteva di traverso nel letto e se messa nel lettino picchiava contro le sbarre. Papà e mamma hanno fatto alcuni esperimenti e la possibile soluzione, rivelatasi giusta, era che la bambina voleva più stazione nel letto e gli ingegnosi papà e mamma hanno costruito un lettino a 2 piazze che trovate nella foto qui. Da allora notti tranquille per tutti
Articoli suo sonno qui: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=sonno&updated-max=2012-06-12T23:27:00%2B02:00&max-results=20&start=77&by-date=false



Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...