sabato 29 dicembre 2012

VARICELLA: COS'E', TERAPIA E VACCINAZIONE


VARICELLA (ZOSTER)

La varicella è causata dal virus varicella zoster (VZV), un herpes virus che causa 2 forme morbose distinte, la varicella e l’herpes zoster. La prima è dovuta all’infezione primaria da VZV, la seconda è dovuta alla riattivazione del VZV latente in chi aveva già contratto la varicella. La varicella è una malattia infettiva estremamente contagiosa (indice di contagiosità di oltre 90%), che colpisce soprattutto  in età pediatrica. (Tutte le malattie infettive sono contagiose, alcune pochissimo come la mononucleosi altre, come la varicella, molto per cui il contatto con una persona affetta da varicella determina la malattia nella maggior parte dei contatti suscettibili: che non avevano fatto la malattia o il vaccino).
La malattia ha un’incubazione di 7-21 giorni e quando insorge è caratterizzata  da febbre (molto variabile: da assente a molto alta) e lesioni cutanee. Le lesioni cutanee iniziano con delle macchiette inizialmente piane che si trasformano in vescichette (vedi foto) tipo piccole ustioni, di dimensioni variabili da pochi mm a 5 o più mm. Le vescicole sono ripiene di liquido inizialmente chiar che diventa poi giallastro, infine si rompono e si formano delle croste. Il numero delle vescicole varia da individuo ad individuo, da pochi elementi  fino a da avere una estensione su tutto il corpo,  in media si aggira circa sui 300 elementi. Le lesioni si manifestano su tutto il corpo, sul cuoio capelluto, sulle mucose, sui genitali e sulle mucose. L’eruzione è usualmente più intensa negli adolescenti e negli adulti ove ha un andamento più severo e le complicanze sono molto più frequenti. Da qui la raccomandazione di vaccinare tutti i bambini che a 11 anni non hanno avuto la malattia.
Le lesioni cutanee compaiono a “pousses” ossia a “gettate” subentranti. Pohelesioni all’inizio che aumentano rapidamente nei giorni successivi.
Tra le complicanze della varicella le più comuni sono certamente le sovrapposizioni batteriche causate da Staphylococcus aureus o Streptococcus pyogenes. Altre complicazioni sono quelle respiratorie tra cui la polmonite che si verifica in circa il 20% delle infezioni dell’adulto mentre è molto meno frequente in età pediatrica. Il VZV può inoltre causare anche infezioni del sistema nervoso. In un paese come gli Stati Uniti, prima dell'introduzione della vaccinazione, la varicella causava ogni anno 4 milioni di casi a cui seguivano annualmente 10.000 ospedalizzazioni e circa 100 morti (1). Le ospedalizzazioni sono molto più frequenti nell'adolescente e nell'adulto tanto che la loro incidenza è oltre 20 volte superiore nella fascia di età tra 15 e 44 anni rispetto alla fascia di età 5-9 anni (2).
TERAPIA: solo sintomatica: antipiretico se febbre e antistaminico per bocca per il prurito (chiedere al pediatra curante). Utili anche bagnetti tiepidi e prodotti locali. Per quanto riguarda l’uso di farmaci antivirali (aciclovir)  il lro uso è da valutare in situazioni particolare (età, immunodeficienza) ricordando che il farmaco non è ben assorbito per via orale e  non indicato nel trattamento della varicella in bambini sani (dà buoni risultati per via endovenosa nei pazienti immunocompromessi per cui è necessario il ricovero per effettuare la terapia).  L’utilizzo dell’acyclovir per os nel trattamento della varicella riduce di poco la durata e l’intensità della malattia se la somministrazione del farmaco viene iniziata nelle prime 24 ore dall’inizio dell’eruzione, e ha un effetto quasi nullo se viene iniziato più tardivamente . Esistono pochi dati sull’uso dell’acyclovir nella prevenzione della varicella e soprattutto sul suo effetto nella protezione a lungo termine. 
PREVENZIONE:
Per tutte le ragioni sopra esposte la profilassi attiva (vaccino) della varicella ha un ruolo importante. Il vaccino anti-varicella, vivo attenuato, è in commercio in molti paesi del mondo e ne sono state già distribuite oltre decine di milioni di dosi.
Il vaccino si è dimostrato un buon immunogeno, inducendo sieroconversione in oltre 95% dopo la I dose in bambini di età compresa tra 12 mesi e 12 anni (7,8). In ragazzi più grandi ed adulti la percentuale di sieroconversioni dopo 1 dose è di circa il 75% per cui si consiglia, in queste categorie, di effettuare 2 dosi di vaccino, a distanza di 1 mese l’una dall’altra (7,8). Il vaccino ha una buone efficacia protettiva, difendendo dalla malattia nel 90% dei casi e dalle forme di entità media e grave quasi nel 100% dei casi. Dati recenti dimostrano infatti che durante epidemie di varicella il 74% dei casi si verificano in soggetti mai vaccinati in precedenza e, quando la malattia si verifica in soggetti che avevano già ricevuto il vaccino, nell’86% dei casi il paziente va incontro ad una forma lieve di malattia, caratterizzata da modesti segni generali e scarse lesioni cutanee.

Il vaccino appare estremamente sicuro; il più comune effetto collaterale è rappresentato da rossore o dolore in sede di iniezione. E’ possibile un’eruzione cutanea, ma questa si verifica in meno del 5% dei soggetti vaccinati.
Il vaccino è stato utilizzato per la prevenzione post-esposizione della varicella. La sua efficacia è stata dimostrata purché il vaccino venga somministrato nei primi 3 giorni dal contagio.
RACCOMANDATA LA VACCINAZIONE ALLE DONNE IN ETA’ FERTILE CHE NON HANNO AVUTO LA MALATTIA.
Ogni Regione adotta strategie vaccinali differenti. In Liguria il vaccino viene offerto gratuitamente ai bambini che a 11 anni non hanno fatto la malattia ma può essere eseguito prima con il sistema del co-pagamento (circa 23 euro). Per informazioni in altre Regioni contattate il Vostro Pediatra o il Servizio di Igiene Pubblica .
Alberto Ferrando



venerdì 28 dicembre 2012

SIGARETTE ELETTRONICHE: ATTENZIONE


L'Istituto superiore della Sanità "boccia" le sigarette elettroniche

"Efficacia ancora tutta da dimostrare". L'Iss raccomanda l'inserimento all'interno delle confenzioni di un foglietto di avvertenze.

L'Istituto Superiore di Sanità  ha bocciato le sigarette elettroniche con nicotina. Secondo gli esperti dell'Iss, l'efficacia di questo prodotto è infatti "ancora tutta da dimostrare". Non solo. L'Iss vuole vederci chiaro anche su eventuali rischi per la salute dei consumatori. Per questo chiede che all'interno delle confezioni venga inserito un foglio di avvertenze dettagliato. Questo, in sintesi, il contenuto della relazione dell'Iss - in risposta a un parere richiesto nei mesi scorsi dal ministro della Salute Renato Balduzzi - sulle sigarette elettroniche.


"L'atteggiamento che si vuole suggerire - spiega Roberta Pacifici, direttore dell'Osservatorio fumo, alcol e droga dell'Iss - è un atteggiamento di prudenza a difesa del consumatore. Non è infatti ancora dimostrata l'efficacia del prodotto per aiutare i fumatori a smettere di fumare. Inoltre - aggiunge - ci sono elementi che devono essere chiariti riguardo la tossicità di questo prodotto. Possiamo dire che la sigaretta elettronica è meno tossica di quella tradizionale, ma non si può affermare che sia del tutto innocua".

Efficacia ancora tutta da dimostrare, quindi. Ma, anche se fosse dimostrata, secondo l'Iss queste sigarette 'alternative' dovrebbero comunque passare una serie di controlli e verifiche che al momento non sono previsti. Qualora si dimostrasse l'efficacia, la sigaretta elettronica contenente nicotina "dovrebbe essere comunque trattata - spiega Pacifici - come tutti gli altri prodotti sostitutivi del fumo tipo gomme da masticare, cerotti. Vale a dire come dispositivi medici". 

L'Iss, nella sua relazione, raccomanda inoltre l'inserimento all'interno delle confenzioni di un foglietto di avvertenze. "Un foglio dettagliato", sottolinea la direttrice dell'Iss. "Ora - conclude Pacifici - le uniche avvertenze riguardano il divieto per i minori di 16 anni e la raccomandazione di tenere il prodotto lontano dalla portata dei bambini".

http://genova.repubblica.it/cronaca/2012/12/28/news/l_istituto_superiore_della_sanit_boccia_le_sigarette_elettroniche-49563994/

giovedì 27 dicembre 2012

LA NOSTRA SALUTE DIPENDE DA NOI CITTADINI


SLOW MEDICINE: LEGGETE: RIGUARDA TUTTI
Alberto Ferrando
Dovremmo spiegare che la salute dipende in gran parte da fattori esterni al sistema sanitario. E ai cittadini dovrebbero essere messi a disposizione strumenti pratici, come la possibilità di accedere a informazioni sostenute da prove di efficacia, per promuovere la loro autonomia.
Solo l'11% di 3.000 interventi sanitari è sostenuto da prove di efficacia, ha detto Domenighetti. Un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine dimostra che un terzo delle attività effettuate nel sistema sanitario degli Stati Uniti non produce alcun beneficio. La metà degli interventi di angioplastica non sono necessari. La corruzione nei servizi sanitari dell’Unione Europea vale circa € 153 milioni al giorno. Quattro quinti dei nuovi farmaci prodotti sono copie di vecchi farmaci. Gli screening “creano” malattie del tipo del carcinoma duttale in situ. La maggior parte dei medici (80-90%) hanno preso tangenti da aziende farmaceutiche, anche se molti di essi non considerano penne e pranzi gratuiti e viaggi agevolati come tangenti (ma se non sono tangenti, cosa sono?). Tra il 15% e il 40% di articoli in riviste mediche sono scritto da autori ombra (ghostwriter). Metà dei risultati delle sperimentazioni cliniche non vengono pubblicati, e ci sono errori sistematici nei confronti dei risultati positivi, che suggeriscono che i trattamenti, di solito farmaci, appaiono più efficaci e più sicuri di quello che in realtà sono.

Eppure, in questo contesto, oltre quattro quinti delle persone nella maggior parte dei paesi ritiene che la medicina sia una "scienza esatta o quasi esatta." In uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine, quasi il 90% dei pazienti sottoposti ad angioplastica coronarica pensano, in modo erroneo, che la procedura sarebbe servita a ridurre la probabilità di avere un attacco di cuore. Alla domanda su vari scenari, quasi la metà dei cardiologi intervistati avrebbe continuato a intervenire con angioplastica coronarica anche pur essendo convinti che non fosse di utile per il paziente.

È tempo di aprire la scatola nera della sanità, sostiene Domenighetti. Uno dei modi possibili per farlo è sostenere la "cultura della salute" ma Domenighetti pensa che questo è un modo di mettere "vino vecchio in bottiglie nuove."

tramite Giorgio Bert(Rimuovi)
http://aringherosse.blogspot.com/2012/12...
www.slowmedicine.it

DECRESCITA


....Occorrerebbe pertanto che gli esseri umani (parlo ora dei paesi ricchi) accettino un livello di vita dignitoso, ma frugale, e rinuncino all'idea che l'obiettivo centrale della loro vita sia che il loro consumo aumenti del 2-3% per anno. Per accettare questo, occorrerebbe che ci fossero altre cose a dare senso alla loro vita» (Cornelius Castoriadis, 1996, pp. 112-113). 

Pensiamoci....Alberto Ferrando

domenica 23 dicembre 2012

CORSI DI RIANIMAZIONE E DI DISOSTRUZIONE TUTTI DEBBONO SAPERLI FARE

Cari Genitori
E' quasi Natale e si vorrebbe parlare solo di cose belle e di episodi di bontà, Rendiamo questo possibile per i nostri figli. Purtroppo Vi segnalo una brutta notizia che deve vederci TUTTI reagire e fare qualcosa: ennesima morte improvvisa di un ragazzo di 15 anni di Terni. Mi domando, come per episodi analoghi (recente uno avvenuto a Genova a una ragazza di 16 anni). Quanti di Voi  se assistite a un episodio di una persona che sta male e ha un arresto ardisco sa fare una rianimazione cardiopolmonare? SE la persona sta soffocando per un corpo estraneo sa fare la Manovra di disostruzione? Quanti defibrillatori semiautomatici sono disponibili ove si fa sport o sono frequentati da molte persone.
A NULLA SERVE FARE ESAMI PRIMA : episodi sono stat descritti in atleti supercontrollati. Importante è saper fare la rianimazione.
E' dimostrato che queste manovre possono evitare delle morti e delle conseguenze (dopo alcuni minuti le conseguenze dello scarso afflusso di sangue al cervello determina conseguenze irreversibili).
A breve i pediatri coordinati da M. Squicciarini (vedi www.manovredisostruzionepediatriche) inizieranno un percorso per insegnare a tutti cosa fare. Per ora a Genova la maggior parte dei pediatri insegna la manovra ai genitori e ai familiari e negli asili comunali un corso è stato fatto al personale. NELL'ASILO DI VOSTRO FIGLIO??



Alberto Ferrando
Qui sotto la notizia e sotto alcuni video


Venerdì 21 Dicembre 2012 - 22:52
TERNI - A 15 anni Alessio si è accasciato su un campo di calcio di un oratorio di Terni: subito soccorso è morto appena giunto in ospedale. Una tragedia che si è consumata oggi pomeriggio, nel giro di pochi minuti, sotto gli occhi del nonno. Portiere degli allievi provinciali, il ragazzo giocava con la polisportiva dilettantistica dell'Oratorio San Giovanni di Campomaggiore, uno dei quartieri ternani. Aveva compiuto 15 anni domenica scorsa e oggi non si sarebbe nemmeno dovuto allenare avendolo fatto ieri. Michele Carotenuto, vicepresidente della polisportiva e oggi occasionalmente allenatore per sostituire il tecnico della squadra, ha spiegato che era stato chiamato per provare alcune punizioni. Dopo un normale allenamento stava portando a posto i palloni quando si è improvvisamente sentito male. «Siamo rimasti e siamo ancora sgomenti», ha detto Carotenuto, visibilmente sotto shock. Al campo in quel momento si trovavano un medico, padre di un altro calciatore, e due infermieri che sono subito intervenuti cercando di rianimare Alessio. Nel giro di pochissimi minuti è giunta al campo un'ambulanza del 118 che lo ha trasportato in ospedale. Una corsa però vana perchè il ragazzo è morto appena giunto nella struttura sanitaria. Di quanto successo sono stati informati i carabinieri ma gli accertamenti medico-legali già eseguiti in serata non lasciano spazio ad altre ipotesi che quella delle cause naturali. Che tipo di malore abbia provocato la morte di Alessio non è però ancora stato stabilito con certezza. Così come non è ancora chiaro se sarà disposta l'autopsia. «Abbiamo subito verificato i certificati medici - ha spiegato Carotenuto - e per noi è tutto assolutamente regolare». Alessio viveva con la famiglia a Borgo Rivo, uno dei quartieri di Terni a ridosso del centro. Giocava a calcio per passione ed è morto per un malore così come appena pochi giorni fa era successo, sempre in Umbria, a un altro giovane calciatore romeno dopo una partita dilettantistica.
  

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