sabato 16 maggio 2015

Mononucleosi infettiva

MONONUCLEOSI INFETTIVA
In tutti i periodi dell'anno si osservano dei casi  di mononucleosi infettiva, malattia virale causata da un virus chiamato di Epstein Barr. Solo il nome incute timori e paure ma nella maggior parte dei casi non causa nessun disturbo o causa una sindrome influenzale. Sono una minoranza i casi con febbre alta, persistente e linfonodi infiammati e dolenti. Il virus ha un lunghissimo periodo di incubazione e può essere eliminato per mesi ...per cui possiamo pensare di essere quotidianamente a contatto. E' scarsamente infettivo (la mononucleosi viene chiamata malattia del bacio perché serve una altissima carica virale e una particolare debolezza del nostro organismo per prendere la malattia...questione di fortuna o s...fortuna :-) )
E’ una malattia per cui NON è previsto l’isolamento e che nella maggior parte delle persone non causa sintomi ( avolte si scopre per caso in occasione di un  prelievo: anticorpi contro il virus senza alcuna storia di malattia).
I sintomi sono quanto mai vari e vanno dal “nessun sintomo” a febbri di lunga durata o molto alte alla vera mononucleosi con febbre alta e/o persisetne, mal di gola, aumento dei linfonodi del collo, grande stanchezza, macchie sul corpo, aumento del fegato e della milza.
Il periodo di incubazione varia da  10 60 giorni e la contagiosità (non alta) si manifesta da 2 settimane PRIMA della malattia a mesi e anche anni dopo. Il virus rimane latente nell'ospite anche dopo la guarigione. Nei soggetti infettati l'eliminazione del virus con la saliva continua per circa un anno; tuttavia, passato questo periodo, l'eliminazione del virus continua in maniera saltuaria per tutta la vita, ciò è dimostrabile attraverso la positività per il virus nel gargarizzato in circa il 15-20% dei casi di soggetti esposti ed asintomatici.
Diagnosi: febbre o mal di gola che non recedono in pochi giorni
Diagnosi differenziale: con mal di gola da streptococco (tampone faringeo negativo anche se 

che a volte si associa (anche oltre il 30%) dei casi per cui si fa terapia antibiotica che è efficace nello streptococco ma non accorcia la durata della malattia (mononucleosi).
Le macchie seguono frequentemente la terapia antibiotica se si usa amoxicillina e compaiono dopo 7 giorni dall’inizio della terapia antibiotica. Sono diffuse su tutto il corpo e “sembra” un morbillo. Associate talora a prurito 


TERAPIA: riposo (salvo casi particolari)
CONFERMA DIAGNOSTICA: Prelievo per ricerca di anticorpi anti virus. Costante la presenza di aumento degli enzimi del fegato (transaminasi) il cui innalzamento va controllato e nessuna attività fisica (sport) fino a normalizzazione delle stesse.
IN sintesi: NESSUN ALLARMISMO. I bambini possono tornare in comunità. Nessuna profilassi o terapia. 
Per gli ammalati: riposo, non forzare a mangiare, dieta equilibrata, possono uscire se non hanno febbre o andare da una casa all’altra.
PREVENZIONE: UNICA MISURA DI prevenzione: igiene e lavaggio delle mani. Quando la malattia si manifesta il soggetto era contagioso da settimane e, come detto, il virus  è in mezzo a noi e ammalarsi dipende dalla sfortuna del singolo: alcuni non manifestano nulla, altri poca febbre, pochi (quelli con “fattore Q” basso) la malattia. In alcuni casi la malattia è solo un mal di gola indistinguibile da una infezione da streptococco. Nel 30% dei casi si associa streptococco e mononucleosi

venerdì 15 maggio 2015

Che malattie ci sono ora? Varicella e non solo

Cari Genitori
In questo periodo tanti mal di gola da streptococco, riduzione delle gastroenteriti (sempre presenti), qualche malattia mano bocca piedi, dei febbroni senza disturbi particolari e soprattutto tanta varicella. Ricordo che esiste un vaccino che, dopo la prima dose copre al 95% e che se fatto entro 72 ore può prevenire la varicella se si è stati a contatto con un soggetto affetto. Vaccino ALTAMENTE CONSIGLIATO  SOPRATTUTTO AGLI ADULTI E ALLE DONNE IN ETA' DA AVERE FIGLI (RISCHIO SE CONTRATTO IN GRAVIDANZA ALTO)
La varicella è causata dal virus varicella zoster (VZV), un herpes virus che causa 2 forme morbose distinte, la varicella e l’herpes zoster. La prima è dovuta all’infezione primaria da VZV, la seconda è dovuta alla riattivazione del VZV latente in chi aveva già contratto la varicella. La varicella è una malattia infettiva estremamente contagiosa (indice di contagiosità di oltre 90%), che colpisce soprattutto  in età pediatrica. (Tutte le malattie infettive sono contagiose, alcune pochissimo come la mononucleosi altre, come la varicella, molto per cui il contatto con una persona affetta da varicella determina la malattia nella maggior parte dei contatti suscettibili: che non avevano fatto la malattia o il vaccino).
La malattia ha un’incubazione di 7-21 giorni e quando insorge è caratterizzata  da febbre (molto variabile: da assente a molto alta) e lesioni cutanee. Le lesioni cutanee iniziano con delle macchiette inizialmente piane che si trasformano in vescichette (vedi foto) tipo piccole ustioni, di dimensioni variabili da pochi mm a 5 o più mm. Le vescicole sono ripiene di liquido inizialmente chiare che diventa poi giallastro, infine si rompono e si formano delle croste. 
Il numero delle vescicole varia da individuo ad individuo, da pochi elementi  fino a da avere una estensione su tutto il corpo,  in media si aggira circa sui 300 elementi. Le lesioni si manifestano su tutto il corpo, sul cuoio capelluto, sulle mucose, sui genitali e sulle mucose. L’eruzione è usualmente più intensa negli adolescenti e negli adulti ove ha un andamento più severo e le complicanze sono molto più frequenti. Da qui la raccomandazione di vaccinare tutti i bambini che a 11 anni non hanno avuto la malattia.
Le lesioni cutanee compaiono a “pousses” ossia a “gettate” subentranti. Pohelesioni all’inizio che aumentano rapidamente nei giorni successivi.
Tra le complicanze della varicella le più comuni sono certamente le sovrapposizioni batteriche causate da Staphylococcus aureus o Streptococcus pyogenes. Altre complicazioni sono quelle respiratorie tra cui la polmonite che si verifica in circa il 20% delle infezioni dell’adulto mentre è molto meno frequente in età pediatrica. Il VZV può inoltre causare anche infezioni del sistema nervoso. In un paese come gli Stati Uniti, prima dell'introduzione della vaccinazione, la varicella causava ogni anno 4 milioni di casi a cui seguivano annualmente 10.000 ospedalizzazioni e circa 100 morti (1). Le ospedalizzazioni sono molto più frequenti nell'adolescente e nell'adulto tanto che la loro incidenza è oltre 20 volte superiore nella fascia di età tra 15 e 44 anni rispetto alla fascia di età 5-9 anni (2).
TERAPIA: solo sintomatica: antipiretico se febbre e antistaminico per bocca per il prurito (chiedere al pediatra curante). Utili anche bagnetti tiepidi e prodotti locali. Per quanto riguarda l’uso di farmaci antivirali (aciclovir)  il lro uso è da valutare in situazioni particolare (età, immunodeficienza) ricordando che il farmaco non è ben assorbito per via orale e  non indicato nel trattamento della varicella in bambini sani (dà buoni risultati per via endovenosa nei pazienti immunocompromessi per cui è necessario il ricovero per effettuare la terapia).  L’utilizzo dell’acyclovir per os nel trattamento della varicella riduce di poco la durata e l’intensità della malattia se la somministrazione del farmaco viene iniziata nelle prime 24 ore dall’inizio dell’eruzione, e ha un effetto quasi nullo se viene iniziato più tardivamente . Esistono pochi dati sull’uso dell’acyclovir nella prevenzione della varicella e soprattutto sul suo effetto nella protezione a lungo termine. 
PREVENZIONE:
Per tutte le ragioni sopra esposte la profilassi attiva (vaccino) della varicella ha un ruolo importante. Il vaccino anti-varicella, vivo attenuato, è in commercio in molti paesi del mondo e ne sono state già distribuite oltre decine di milioni di dosi.
Il vaccino si è dimostrato un buon immunogeno, inducendo sieroconversione in oltre 95% dopo la I dose in bambini di età compresa tra 12 mesi e 12 anni (7,8). In ragazzi più grandi ed adulti la percentuale di sieroconversioni dopo 1 dose è di circa il 75% per cui si consiglia, in queste categorie, di effettuare 2 dosi di vaccino, a distanza di 1 mese l’una dall’altra (7,8). Il vaccino ha una buone efficacia protettiva, difendendo dalla malattia nel 90% dei casi e dalle forme di entità media e grave quasi nel 100% dei casi. Dati recenti dimostrano infatti che durante epidemie di varicella il 74% dei casi si verificano in soggetti mai vaccinati in precedenza e, quando la malattia si verifica in soggetti che avevano già ricevuto il vaccino, nell’86% dei casi il paziente va incontro ad una forma lieve di malattia, caratterizzata da modesti segni generali e scarse lesioni cutanee.
VACCINAZIONE: Il vaccino appare estremamente sicuro; il più comune effetto collaterale è rappresentato da rossore o dolore in sede di iniezione. E’ possibile un’eruzione cutanea, ma questa si verifica in meno del 5% dei soggetti vaccinati.
Il vaccino è stato utilizzato per la prevenzione post-esposizione della varicella. La sua efficacia è stata dimostrata purché il vaccino venga somministrato nei primi 3 giorni dal contagio.
RACCOMANDATA LA VACCINAZIONE ALLE DONNE IN ETA’ FERTILE CHE NON HANNO AVUTO LA MALATTIA.
Ogni Regione adotta strategie vaccinali differenti. In Liguria il vaccino viene offerto gratuitamente ai bambini che a 11 anni non hanno fatto la malattia ma può essere eseguito prima con il sistema del co-pagamento (circa 23 euro). Per informazioni in altre Regioni contattate il Vostro Pediatra o il Servizio di Igiene Pubblica .
Alberto Ferrando

giovedì 14 maggio 2015

LEGGETE AI VOSTRI BAMBINI FIN DAI 6 MESI DI ETA'

LEGGETE AI VOSTRI BAMBINI FIN DAI 6 MESI DI  ETA'
Cari Genitori
Qui sotto un articolo del Secolo di oggi che si riferisce ad un incontro di alcuni giorni fa svolto nella Circoscrizione Medio Val Bisagno in Piazza dell'olmo e poi alcuni vantaggi e perché leggere ai bambini
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LEGGETE AI BAMBINI:
A GENOVA INFORMAZIONI NELLE BIBLIOTECHE COMUNALI A PARTIRE DALLA BIBLIOTECA DE AMICIS. Altre informazioni
L’INIZIATIVA DI LEGGERE DEI LIBRI AI BAMBINI, fin dall’età di 6 mesi di vita era stata avviata  in Gran Bretagna e negli Usa. 
I pediatri americani hanno verificato quanto beneficio possa esserci nella lettura a voce alta: lo chiamano "fattore protettivo" e anche "preventivo" là dove vi sono dei disagi. 
In Italia, invece, l’iniziativa è partita diretta a tutti i bambini in quanto i potenziali benefici sono sui rapporti interfamiliari e  perché viene favorito il dialogo tra bambini ed adulti. 
La lettura diventa uno strumento di comunicazione tra famiglia e bambino e diventa un momento di stare insieme, di condivisione,  di dialogo, di esperienza e di sentimenti. I pediatri possono avere un ruolo positivo nell’aiutare i bambini a crescere amando i libri e i genitori a trasmettere il piacere della lettura infatti già a cinque o sei mesi i bambini mostrano interesse verso le immagini dei libri illustrati e a quell’età i loro genitori sono particolarmente recettivi verso le informazioni fornite sullo sviluppo dei bambini. 
Un altro beneficio è una migliore capacità del bambino di interpretare il testo letto, e quindi anche un miglior successo scolastico. Inoltre nelle famiglie che praticano questa attività si comprano anche più libri per gli adulti. Promuovere la lettura ad alta voce ai bambini, molto precocemente, è utile perché è documentato che questa prassi ha effetto sullo sviluppo cognitivo e sul consolidamento del rapporto con i genitori. 
Leggere ai bambini piccoli, prima dei 5 anni, anche se non seguono la storia, aiuta piano piano a familiarizzare col libro in un modo piacevole, questo per il futuro, e nell'immediato sarà di giovamento al rapporto con i genitori. 
Per ovviare alla dichiarata mancanza di tempo di molti genitori si può consigliare loro di dedicare alla lettura almeno il periodo che precede l’addormentamento del bambino, stabilendo così delle precise abitudini per facilitare il sonno. Durante la lettura i genitori possono rendersi conto dell’interesse, delle espressioni e dei comportamenti dei propri figli molto più che durante il gioco libero. La lettura ripetuta può, inoltre, prevedere percorsi di complessità crescente: dalla semplice definizione degli oggetti rappresentati nel libro, alla classica lettura-racconto, fino alla creazione di favole che il bambino può inventare partendo dai materiali presenti nelle pagine del libro
Per favorire questa iniziativa si è creata una rete con  istituzioni comunali dedicate ai bambini, nelle biblioteche per ragazzi, nelle biblioteche scolastiche, in quelle di quartiere, nelle amministrazioni comunali; l’iniziativa si è anche diffusa negli ospedali pediatrici. 
Vantaggi della lettura ad alta voce
•        crea l’abitudine all’ascolto
•        aumenta i tempi di attenzione
•        accresce il desiderio di imparare a leggere
•        è un’esperienza molto piacevole per l’adulto e il bambino

Quando leggere con i vostri bambini
•        potete riservare alla lettura un momento particolare della giornata – prima del sonnellino o della nanna, dopo i pasti, magari scegliendo dei momenti durante i quali siete entrambi più tranquilli
•        se il bambino si agita o è inquieto non insistete
•        approfittate dei momenti di attesa – durante un viaggio, dal medico, in coda presso un ufficio pubblico
•        la lettura sarà di conforto al vostro bambino quando è malato

Come condividere i libri con i vostri bambini
•        scegliete un luogo confortevole dove sedervi
•        recitate o cantate le filastrocche del suo libro preferito
•        cercate di eliminare le altre fonti di distrazione – televisione, radio, stereo
•        tenete in mano il libro in modo che il vostro bambino possa vedere le pagine chiaramente
•        fategli indicare le figure
•        parlate delle figure e ripetete le parole di uso comune
•        leggete con partecipazione, create le voci dei personaggi e usate la mimica per raccontare la storia
•        variate il ritmo di lettura – più lento o più veloce
•        fategli domande: cosa pensi che succederà adesso?
•        lasciate che il bambino faccia le domande e cogliete l’occasione per parlare
•        fate raccontare la storia dal vostro bambino
•        lasciate scegliere i libri da leggere al vostro bambino
•        rileggetegli i suoi libri preferiti anche se lo chiede spesso

E ricordate
•        se voi amate la lettura il bambino lo sentirà e l’amerà anche lui
•        mettete a disposizione del vostro bambino quanti più libri possibile, portandolo anche in biblioteca

lunedì 11 maggio 2015

Bagno dopo mangiato si può fare...MA .....

BAGNO DOPO MANGIATO si o no?

Molti genitori chiedono se possono fare il bagnetto in casa dopo mangiato. La risposta è si in quanto il bagnetto si fa a temperatura corporea. Ma, e mi porto avanti per l'estate, si può fare, CON GIUDIZIO e con alcuni criteri che scrivo qui sotto anche al mare (o lago o fiume) nella stagione opportuna. 
Si debbono rispettare alcune norme di buon senso, ovviamente. 
Ricordo che a stomaco pieno  nessuna attività fisica intensa è consigliata, neanche il nuoto. 
Ma soprattutto NON VANNO TRASCURATI I RISCHI DELL'ANNEGAMENTO, ANCHE A STOMACO VUOTO, TENENDO CONTO CHE LA PRIMA CAUSA è L'IMPRUDENZA E LO SCARSO CONTROLLO (e altro che trovate qui sotto).
Una , quasi, battuta: per stare al mare per 2-3 ore senza fare il bagno perché non fare dell'altro? :-). E aggiungo imparate a fare rianimazione cardiopolmonare, almeno imparate le manovre antisoffocamento (riallego prossimi corsi)
SICUREZZA IN MARE: ATTENTI ALL’ANNEGAMENTO
(sottotitolo: per fare il BAGNO debbo far aspettare ore??)
Estate, finalmente, si spera nel tempo bello e di andare al mare, di sole. Sulle spiagge si sente il solito ritornello che , almeno  a me , aveva rovinato nell’infanzia, oltre 50 anni fa, le vacanze al mare: "Non fare il bagno dopo mangiato. Devi aspettare 3 ore” (i più buoni 2 ore).  Attesa sotto i raggi infuocati ad aspettare mentre aumenta il malessere e si rischia un colpo di calore. Ma perché non mi portano in campagna si chiede il bambino?  
Fare il bagno dopo ore dal pasto…..Si tratta di una bufala?
 "Non esiste un'esigenza scientifica che prescriva di aspettare prima di fare il bagno". 

OVVIAMENTE SI DOVREBBE USARE IL BUON SENSO E NON USARE FORMULE ASSOLUTE: Se avete mangiato come una mandria di bufali non bastano neanche 3 ore (il tonno ad esempio ci mette 360 minuti, 6 ore, ad essere digerito, così come i grassi). Se la temperatura dell’acqua è fredda non ci si tuffa accaldati, ne parlemo qui sotto.
“Ci sono degli accorgimenti che si possono prendere?

1) "Non bisogna  abbuffarsi, quindi il primo suggerimento che posso dare è di evitare pranzi pantagruelici prima di fare degli sforzi, attività fisica intensa come una nuotata fatta in modo energico. Gli adulti, inoltre, non devono assumere sostanze alcoliche. 2) La cosa più importante è che l'immersione in acqua sia graduale. Bisogna evitare i tuffi da accaldati, non tanto per il rischio di congestione ma più per quello di sincope". 


Quali possono essere le conseguenze di un'immersione troppo rapida?
"Ci può essere uno shock termico che può generare crisi vagali con conseguente svenimento in acqua".

RICORDO CHE L’ANNEGAMENTO è LA SECONDA CAUSA DI MORTE, IN ETA’ PEDIATRICA, DA INCIDENTI (DOPO GLI INCIDENTI DA TRAFFICO)  e appare molto limitativo preoccuparci per la digestione. 
Le cause principali di morte in acqua sono le seguenti:
1. La presenza di una piscina privata in una casa dove ci sono bambini fra 1 a 4 anni.

2. Non aver imparato a nuotare

3. La mancanza di barriere che impediscano ai bambini di accedere alla piscina

4. La mancanza di supervisione costante sui bambini
5. Per i ragazzi al di sopra dei 15 anni, invece, l’annegamento è più probabile in acque di fiume, mare o lago, a causa di comportamenti incauti (fare il bagno in condizioni climatiche avverse (coll’acqua agitata ec.), andare troppo al largo e stancarsi eccessivamente nuotando ecc.)

6. Il mancato uso di giubbotti di salvataggio sulle imbarcazioni 

7. L’uso di alcol. A questo proposito, i ragazzi italiani cominciano ad essere sempre più consumatori problematici di questa sostanza! 

8. La presenza di epilessia o disturbi neurologici analoghi.

Torniamo alla congestione.  Quanto tempo ci vuole per digerire? Tempo fa, uno studio condotto alla New York University School of Medicine (Usa) provò a smentire la convinzione secondo cui bisogna far passare diverse ore prima del bagno dopo mangiato. Secondo i ricercatori americani, nuotare subito dopo mangiato non aumenta il rischio di annegamento, a meno che non ci siano di mezzo delle bevande alcoliche.
Come regolarsi se nonostante tutto avete dei dubbi?
Uno evitate di stare al mare dopo mangiato oppure usate cautela : evitate pasti copiosi ricchi di grassi, sughi e vino che richiedono anche quattro o cinque ore di digestione. Se mangiate uno snack leggero, un frutto  o un panino le supposte ridistribuzioni del volume sanguigno non richiedono particolari cautele. 
Analizzando invece la letteratura internazionale non vi è supporto scientifico a questa tesi, né linee guida ufficiali che impongano un tempo definito tra pasto e abluzione.
Una delle ragioni riferite dalla “vox populi” a giustificazione del ritardare il bagno dopo il pasto, farebbe riferimento al dirottamento dell’afflusso sanguigno verso l’intestino in digestione, a discapito del muscolo impegnato nel nuoto, con conseguente affaticamento e crampi. Di fatto il nostro apparato cardiovascolare è perfettamente in grado di fare fronte alle due necessità contemporaneamente. È evidente che poi a fare la differenza è il tipo di attività fisica che ci disponiamo ad attuare. In tal senso, direi che subito dopo un pasto abbondante non è il caso per un bimbo di 10 anni di fare una gara con il fratellino di 7 a chi arriva prima alla boa, ma giocare sulla battigia e nuoticchiare non ha realmente controindicazioni.
La seconda motivazione addotta è quella della cosiddetta congestione, ovvero un blocco intestinale legato al cambiamento repentino di temperatura entrando in acqua, che può abbinarsi o meno al riflesso vagale causato dallo shock termico che porta fino alla perdita di coscienza. Anche in questo caso, non è tanto la distanza dal pasto, quanto il tipo di pasto, la temperatura dell’acqua rispetto a quella esterna e la rapidità d’immersione che contano. A questo scopo, probabilmente, l’indicazione più giusta è di non fare pasti troppo ricchi in grassi e proteine (che necessitano una digestione lunga e laboriosa), ma preferire carboidrati, come un piatto di pasta semplice o un bel panino con i pomodori.
Fate attenzione a:
-       non perdere mai di vista i bambini quando sono in acqua, specialmente se non hanno ancora una buona acquaticità e sono sotto i 4-5 anni anni 
-       far bagnare i piccoli gradualmente, in particolare modo nel caso di acqua fredda 
A questo idirizzo l’epidemiologia degli annegamenti in Italia: http://www.iss.it/binary/baaq/cont/Giustini.pdf



domenica 10 maggio 2015

AUGURI MAMME!!!!!Consigli alle neomamme e cosa fare se ha crisi di furia a 5 anni? ARTICOLI SUL SECOLO XIX DI OGGI.

AUGURI MAMME!!!!!Consigli alle neomamme e cosa fare se ha crisi di furia a 5 anni? ARTICOLI SUL SECOLO XIX DI OGGI.
CARI GENITORI
AUGURI A TUTTE LE MAMME :-)
SUL SECOLO XIX DI OGGI DUE BREVI ARTICOLI SU TEMI IMPORTANTI
1) Neomamma: la mamma ha sempre ragione
2) Se il bambino ha crisi di furia
Trovate approfondimento sul blog www.ferrandoalberto.blogspot.it a questi indirizzi diretti:
LA MAMMA HA SEMPRE RAGIONE: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=la+mamma
INSEGNARE L'AUTOCONTROLLO: http://ferrandoalberto.blogspot.it/search?q=autocontrollo
Alberto Ferrando


Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...