mercoledì 27 luglio 2016

SPINELLO: TUTTO QUELLO CHE DOVETE DAPERE E CHE NON VI DICONO: DANNI A SE' E AGLI ALTRI

SPINELLO: TUTTO QUELLO CHE DOVETE DAPERE E CHE NON VI DICONO:
In sintesi l’uso della Cannabis: riduce il quoziente intellettivo, crea disfunzioni sessuali, causa danni al feto se assunto in gravidanza, instupidisce e favorisce paranoia, riduce le cellule nervose …e non è finita: leggete sotto. Inoltre PERICOLOSISSIMO PER CHI GUIDA: Chi si trova sotto l’influenza dell’« erba» non è assolutamente in grado di guidare l’automobile Né ALCUN TIPO DI MEZZO DI LOCOMOZIONE . La marijuana altera il senso del tempo e di conseguenza il senso dei rapporti spaziali. E l'effetto può durare due giorni
E qui rischiamo tutti, i nostri figli genitori ecc….CHE SI DICANO QUESTE COSE A CHIARE LETTERE INVECE DI DISQUISIRE SU UTILITA’, LEGALIZZAZIONE, LIBERALIZZAZIONE. Poi si faranno delle scelte, sia il singolo che la società
Cari genitori e ragazze e ragazzi. Come medico non entro nel merito della legalizzazione/liberalizzazione della “Cannabis”. Né voglio parlare della legge che pur ho letto e che mi suscita perplessità (e anche ilarità: mette i presupposti per permettere e burocratizzare la coltivazione delle piatine di Cannabis..5 pianti a persona, segnalando ai Monopoli, cooperative di persone, tracciabilità…vedrete che uscirà la Maria Giovanna biologica…).
Dicevo come medico debbo segnalare la pericolosità per un cervello in via di maturazione per cui l’uso sotto ai 21-25 anni sarebbe da evitare. Poi Vi prego non fatel entrando nella “sindrome del pecorone” : FACCIO COSì PERCHE’ FANNO TUTTI COSì.
Nel giro di poco tempo ho avuto vari adolescenti con disturbi da spinello (dopo il ragazzo di 14 anni andato in coma per droga, fumata, non identificata (ci sono le droghe nuove che verranno lanciate quando lo spinello sarà legalizzato/liberalizzato)….si è ripreso per fortuna)
LO SPINELLO: sento dire “Ma che male c’è, è roba leggera, naturale”   (questa “belin” di moda del naturale).
Molti ragazzi la pensano così del Thc (tetraidrocannabinolo , vedi spinello, hashish, cannabis). A dire il contrario si rischia di passare per bacchettoni ed allarmisti o quantomeno impopolari. Alcuni dicono che è un farmaco…è vero ma solo in alcune situazioni che desCriverò qui sotto
Lo spinello, e l’alcol, sono gli strumenti di sballo più diffusi nel mondo e in Italia, specialmente tra ragazzi e ragazzini
Fumare cannabis crea effetti pesanti sull’organismo, sulla psiche e sulle relazioni. E più il fumatore è giovane e maggiori sono le possibili conseguenze negative.
L’USO, ANCHE SE SALTUARIO, DISTURBA LE EMOZIONI
Fumare abitualmente spinelli intacca il cervello. Anche l’uso saltuario altera alcune aree cerebrali.
Prima dei venticinque anni e ancora di più in adolescenza I danni procurati sono molto maggiori,
Dimostrato che
1) INSTUPIDISCE E CAUSA PARANOIA
Lo hanno spiegato sul New England Journal of Medicine i ricercatori americani del National Institute on Drug Abuse (NIDA). L’articolo in questione è una meta-analisi, raffronta e sintetizza cioè gli esiti di molte ricerche, e rileva altri esiti di solito ignorati:
A)   l’uso di marijuana in adolescenza, quando il cervello è in pieno sviluppo e dunque ancora più vulnerabile, è correlato ad un significativo calo del quoziente intellettivo (IQ) in età adulta.
B)   Rende più vulnerabili ad altre dipendenze, tende a rallentare i riflessi e a creare un distacco dalla realtà. Compromette la connettività cerebrale con conseguente difficoltà di apprendimento, memoria, vigilanza, consapevolezza e capacità di controllo.
3) RIDUCE LA CREATIVITÀ
4) INDEBOLISCE LE DIFESE IMMUNITARIE
assumere cannabis in adolescenza può danneggiare lo sviluppo del sistema immunitario, fino a poter causare malattie autoimmuni o infiammatorie croniche in età adulta (ad es., sclerosi multipla, artrite reumatoide, infiammazioni dell’intestino).
5) RIDUCE LA MATERIA GRIGIA
I consumatori cronici di marijuana hanno anomalie in alcune aree del cervello. Studi effettuati con la risonanza magnetica hanno documentato  significative riduzioni della corteccia orbitofrontale, insieme ad una maggiore connettività cerebrale nella stessa area  «La letteratura esistente nel suo insieme sembra suggerire la presenza di alterazioni nei circuiti cerebrali dell’adulto, dopo un forte consumo di cannabis durante l’adolescenza», si legge nel rapporto “Cannabis e danni alla salute” pubblicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri italiana. Il dossier menziona anche deficit nell’attenzione sostenuta, nell’apprendimento, nella memoria, nella flessibilità mentale e nella velocità di processamento delle informazioni.
6) MALATTIE RESPIRATORIE E CARDIACHE Studi clinici, epidemiologici e di laboratorio da anni evidenziano poi che l’uso regolare di cannabis, in adolescenza e in età adulta, comporta danni seri a carico del sistema respiratorio (bronchite acuta, catarro e tosse cronica) e cardiovascolare.
7) SESSO & DROGA
L’uso di cannabis mette a rischio la fertilità nell’uomo e altera anche quella femminile e disturba anche il ciclo mestruale e può causare parti prima del tempo. Altre possibili conseguenze sono anche sulla sessualità: pare che provochi disfunzioni erettili, inibisca l’orgasmo. Anche un  rischio maggiore di contrarre il tumore ai testicoli. In particolare, in quelli che hanno iniziato a fumare cannabis prima dei 18 anni, anche “solo” una volta a settimana o sporadicamente,
8) Danni a carico del feto e del neonato se si fuma spinelli durante la gravidanza
il  bambino potrebbe nascere con difetti cerebrali. Se la donna incinta fuma, il bimbo ne risente, potendo sviluppare disagi nel comportamento e depressione, oltre al maggior rischio di tumore all’apparato respiratorio.
9) Causa Tolleranza (bisogna aumentare la dose nel tempo)
10) Causa astinenza: I sintomi più comuni associati con tale sindrome sono diminuzione di appetito/ perdita di peso, irritabilità, nervosismo ansia, rabbia, aggressività, irrequietezza e disturbi del sonno
11) Causa più danni del fumo di sigaretta:
danneggiano maggiormente il tessuto polmonare, perché il loro fumo viene trattenuto un po’più a lungo nei polmoni. L’entità del danno di uno spinello è quindi paragonabile a quello di tre/ cinque sigarette di tabacco.
Chi è solito fumare tre o quattro canne al giorno soffre di una sorta di bronchite cronica, al pari di chi è solito fumare uno o più pacchetti di sigarette al giorno.
A ciò si aggiunga che il benzopirene, sostanza cancerogena presente nel fumo di tabacco, è più concentrata nel fumo della marijuana. Anche sul cuore gli effetti negativi sono numerosi e ben documentati. Tale sostanza fa aumentare di molto il carico di lavoro di quest’organo, con gravi rischi per i cardiopatici. Per di più, uno studio recente ha dimostrato che i danni al cuore, in presenza di un uso concomitante di cocaina, aumentano in maniera esponenziale.
12) PERICOLOSISSIMI PER CHI GUIDA O NECESSITA DI ATTENZIONE:
Chi si trova sotto l’influenza dell’« erba» non è assolutamente in grado di guidare l’automobile Né ALCUN TIPO DI MEZZO DI LOCOMOZIONE . La marijuana altera il senso del tempo e di conseguenza il senso dei rapporti spaziali. QUESTE compromissioni possono durare fino a un paio di giorni: le persone interessate dovrebbero saperlo ed evitare, in tale periodo, di sottoporsi a operazioni impegnative sotto il profilo cognitivo, come sostenere un esame o mettersi alla guida, soprattutto di veicoli che richiedono un’attenzione particolare, come gli aerei, o i mezzi pubblici.
E’ un farmaco per alcune patologie:
- nausea e il vomito refrattari in pazienti affetti da tumore e in trattamento chemioterapico;
- trattamento della perdita di appetito in pazienti affetti da Hiv/ Aids e andati incontro a un’anoressia.
- Una relativa efficacia potenziale i cannabinoidi sembrano esercitarla sul trattamento della spasticità dovuta a lesioni del midollo spinale o a sclerosi multipla.

-I cannabinoidi in quanto analgesici (quelli moderni sono molto più efficaci e con molti meno effetti collaterali) potrebbero avere una loro utilità nel trattamento del dolore cronico.
- Una qualche utilità sembrano inoltre esprimerla nel trattamento dell’asma e nell’abbassare la pressione oculare nel glaucoma.
- Si è ipotizzato un loro uso anche in alcuni disturbi dei movimenti muscolari, come nel caso della distonia o della discinesia tardiva.
Non vi sono prove infine che attestino una loro utilità nel trattamento delle allergie e di stati infiammatori, dell’epilessia e di alcuni disturbi psichiatrici.
Dati tratti da:
“Morire di piacere” di Luigi Gramellini  e da un Articolo di Patrizia Santo pubblicato su Acqua&Sapone del 28 novembre 2014 con intervista ad Antonio Floriani








lunedì 25 luglio 2016

Bambini bocciati a 10 anni a sport!!! Genitori attenti allo sport come causa di stress per voi e soprattutto per il bambino

Bambini bocciati a 10 anni a sport!!! Genitori attenti allo sport come causa di stress per voi e soprattutto per il bambino
Cari genitori
Recentemente una società di calcio ha inviato lettera a casa al bambino di 10 anni "esonerandolo" dallo sport :-). Genitori ricordate che dovete difendere e tutelare il tenesse fisico e psichico del bambino. La vita farà delle selezioni, giuste e ingiuste ma che l'o sport diventi, fin dai primi anni di vita fonte e causa di stress...NO!!!
Poi, non esiste solo il calcio. Ci sono tante attività fisiche utile e educative.
SCEGLIETE SOCIETA' OVE IL PERSONALE SA FARE ASSISTENZA AD UN BAMBINO SE STA MALE E OVE SIA PRESENTE IL DEFIBRILLATORE. ALTRIMENTI CAMBIATE SOCIETA'
Già ora molti di voi stanno pensando che sport far fare a vostro figlio. Incollo qui sotto alcuni consigli che dovete valutare Voi, parlarne con il vostro pediatra e sapere che , soprattutto nei primi 6-7-8 anni si può vivere molto bene anche senza fare alcuno sport. NON senza movimento. Si può camminare, giocare, fare gite sabato e domenica. Incollo articolo che avevo inviato.
SPORT E STIMA DEL BAMBINO
Praticare uno sport nel periodo dell'infanzia e dell'adolescenza, ma anche in età adulta comporta benefici  fisici, psicologi e  relazionali.
Lo sport, infatti, può svolgere un ruolo importante nella costruzione di una positiva immagine di sé, di una disposizione ottimistica verso il futuro, favorendo la socializzazione e facilitando le relazioni amicali e quelle con adulti capaci di offrire dialogo, comprensione, aiuto.
Inoltre, può rendere capaci le persone di rispetto di codici e norme, di scambi efficaci con gli altri e di reciproco aiuto.
Perché le potenzialità dello sport si realizzino è necessario che gli allenatori, i genitori, i dirigenti sportivi e gli atleti stessi si impegnino a fare della pratica sportiva un insieme di esperienze positive, felici, edificanti.
I bambini ed i ragazzi hanno bisogno di persone adulte che consentano loro di prendere consapevolezza delle proprie caratteristiche e capacità, , di costruirsi un concetto di sé positivo e duraturo e di interagire in modo efficace con i coetanei.  
Una vittoria non deve incrementare l'aspettativa narcisistica di essere sempre vincenti, così come una sconfitta non deve generare un senso di fallimento personale ma bisogna  riconoscere ed apprezzare un buon risultato anche se il figlio non è salito sul podio ma ha dato il meglio di sé.
Nella pratica sportiva agonistica la vittoria è certamente un evento esaltante che gratifica l'atleta e la squadra, che infonde entusiasmo e gioia, che ripaga i sacrifici e l'impegno dell'allenamento, che rinforza l'autostima del singolo e del gruppo.
Il bisogno di vincere però non è un bisogno spontaneo del bambino o dell'adolescente: in genere essi hanno la necessità di sentirsi riconosciuti e valorizzati in quanto individui capaci di conseguire dei risultati. Per loro il successo non è collegato con la vittoria in sé poiché, anche il solo fatto di aver superato un limite personale, offre una grande soddisfazione. 
La vittoria pertanto non è un obiettivo prioritario dei giovani atleti almeno fino a quando qualcuno non dice loro che devono vincere. I ragazzi che hanno alle spalle genitori ed allenatori che desiderano la vittoria a tutti i costi sono costretti a perseguirla per trovare risposta ai loro bisogni di sicurezza, di stima e di approvazione. Se essa sfuggirà loro, subiranno una ferita sul piano personale cominciando a temere di essere atleti, e poi persone, di scarso valore.

DECALOGO PER  GENITORI CON FIGLI CHE PRATICANO SPORT

   Non imporre le tue aspirazioni a tuo figlio: ricorda che ogni bambino migliora e progredisce seguendo i suoi tempi, quindi non giudicare i progressi di tuo figlio confrontandolo con le prestazioni di altri atleti o con le tue aspettative.

   Sii di supporto a tuo figlio: c’è solo una domanda che devi porre a tuo figlio a fine allenamento o a fine gara: “Ti sei divertito?”; poiché se non si diverte non sarà motivato a partecipare.

   Non cercare di sostituirti all’allenatore: il tuo lavoro è quello di dare amore incondizionato e supporto. Dì a tuo figlio quanto sei fiero di lui e lascia la parte tecnica all’allenatore.

   Stima l’allenatore di tuo figlio: il legame fra l’allenatore e l’atleta è speciale e contribuisce al successo e al divertimento del tuo bambino, quindi non criticare l’allenatore in sua presenza, perché lo ferirà.

   Non criticare gli accompagnatori: se non sei interessato o non hai il tempo per aiutare lo staff come volontario, non criticare chi sta facendo tutto il possibile per dare una mano.

   Dì solo cose positive durante le gare: devi essere incoraggiante e non criticare mai tuo figlio o il suo allenatore, perché entrambi sanno se e quando hanno commesso errori.

   Riconosci e rispetta le paure di tuo figlio: la prima gara può essere una situazione molto stressante ed è normale che il tuo bambino sia spaventato. Non sgridarlo e non sminuire i suoi sentimenti, assicuralo che l’allenatore non lo avrebbe fatto partecipare, se non lo ritenesse in grado. Ricordati anche che la maggior parte delle sue paure sono quelle che tu gli trasmetti.

   Sii leale e di supporto alla squadra: non è saggio continuare a spostare il bambino da una squadra all’altra, ogni team ha i suoi problemi, anche quelli in cui crescono campioni.

   Tuo figlio non deve avere come unico obiettivo quello di vincere: i campioni sono quelli che hanno saputo concentrarsi sull’allenamento, più che sul risultato.

   Non aspettarti che tuo figlio diventi un atleta olimpico: pensa a quanti atleti che praticano lo sport di tuo figlio ci sono in Italia, e a quanti posti sono disponibili ogni 4 anni: le possibilità reali che tuo figlio diventi un atleta olimpico sono lo 0,00…%. Fare sport è molto più delle Olimpiadi, aiuta a crescere persone oneste e civili, proprio come tu vorresti tuo figlio, quindi sii contento anche solo del fatto che voglia cimentarsi nello sport.

Carta dei diritti dei giovani che praticano sport"

• Diritto a praticare lo sport e a sceglierlo liberamente.

• Diritto ad essere rispettati come persone e come atleti.

• Diritto a vivere una valida esperienza educativa.

• Diritto ad esprimere la propria personalità e le proprie doti e

caratteristiche.

• Diritto ad un ambiente che tutela la salute fisica, psicologica e sociale.

• Diritto a comprendere e a partecipare al progetto di formazione sportiva.

• Diritto ad avere relazioni interpersonali positive.

• Diritto a divertirsi.

• Diritto a crescere e a migliorare le proprie prestazioni.


• Diritto a competere, a vincere, a perdere.



Risposte a genitori: Cuciniamo in casa? Eventi tragici e TV e bambini

Due risposte a quesiti di genitori pubblicate ieri su : Il Secolo XIX:
Risposte a genitori:
Cuciniamo in casa?
Eventi tragici e TV e bambini
Alberto Ferrando




domenica 24 luglio 2016

CHE PAPPA PER IL PUPO: LEGGIAMO COSA DIAMO DA MANGIARE. Recensione libro: Non aprite quella pappa

Cari Genitori
Qui sotto la recensione, fatta dall'insegnante, e pedagogista, Chiara Evelli, di un libro, scritto da una giornalista mamma, sull'alimentazione dei bambini: "Non aprite quella pappa"
Due parole di precisazione prima della lettura della recensione e del libro. Bisogna distinguere tra baby food (alimentazione del primo anno di vita) e alimentazione pe bambini che non è normata e regolata chiaramente come il baby food. Per l'alimentazione dei bambini abbiamo dei punti fermi:
1) allattamento al seno, se disponibile, almeno fino al 6 mese
2) Svezzamento dal 6 mese se allattamento al seno e prima se alimentato artificialmente (tra il 4 mese e mezzo e il 6 mese)
3) Attenzione a non offrire cibo a rischio di soffocamento (somministrare cibo a pezzi piccoli e non dare in mano al bambino di pochi mesi cibo che può rompere e se inalato causare soffocamento. vedi banana o carota) e imparare a fare la manovra antisoffocamento
4) Dare cibo genuino
5) Leggere attentamente le "etichette" del cibo e usare prodotti "genuini" e privi di contaminanti e altro
Su quest'ultimo punto abbiamo posizioni estreme tra chi consiglia il cosiddetto "baby food" e chi consiglia il naturale. La verità non si trova mai agli estremi. Parlate con il vostro pediatra e fatevi una vostra opinione tenendo conto che la cosa fondamentale è  la sicurezza del prodotto di partenza e che, nel dubbio, gli omogeneizzati (demonizzati da alcuni) forniscono garanzie di genuinità migliori di alcuni prodotti naturali che sono, purtroppo, ricchi di sostanze dannose: una per tutti i pesticidi contenuti in frutta che appare tanto bella e nella verdura.
Nel libro recensito, di cui consiglio per altro la lettura in quanto utile per prendere coscienza di tante cose: pubblicità, sicurezza, lettura delle etichette ecc, si sconsiglia il baby food ma...come al solito le posizioni estreme o di chiusura sono da evitare: giusto dare cibi naturali man mano che il bambino cresce e non tirarlo su solo a cibi omogeneizzati ma non è neanche il caso di demonizzare tutto il baby food che, vista la difficoltà, in alcune realtà, di procurarsi cibo fresco e genuino e controllato, offre la possibilità di avere alimenti controllati.
Non entro nel discorso del conflitto di interesse, citato nel libro, tema ampio e che da parte mia ho superato dichiarando il mio Manifesto di trasparenza: http://www.ferrandoalberto.eu/joomla/manifesto-di-trasparenza.html
Nel libro interessanti spunti sula pubblicità e altro

Questo libro è stato scritto dalla giornalista Laura Bruzzanti dopo essere diventata mamma.
L'autrice si rende conto che i genitori sarebbero disposti a spendere qualsiasi cifra per il bene del loro Bambino e questo accade anche  con il cibo.
La scelta di ciò che diamo da mangiare ai nostri figli viene, spesso, condizionata dalla marca e dalla pubblicità che ruota intorno ad essa.
Un tempo si diceva che il bambino dovesse essere nutrito con il latte materno fino ai 6 mesi e poi si poteva iniziare a schiacciare il cibo che i componenti della famiglia mangiavano.
Con l'industrializzazione, sono nati i primi omogeneizzati, sicuramente molto utili alle mamme lavoratrici, ma sono stati fatti passare più genuini rispetto ai prodotti naturali, come una semplice mela raccolta magari nel proprio giardino e poi grattugiata.
La produzione di baby food "è regolata da norme speciali: devono contenere
livelli minimi e massimi ben precisi di vitamine e sali minerali, non possono contenere sale aggiunto , i residui massimi consentiti di antiparassitari sono molto più bassi, così come i residui massimi di contaminanti". Tutto questo appare agli occhi della mamma attenta alla salute dei propri figli, come una cosa ottima, che deve essere comprata senza dubbi.
In un'intervista Adriano Cattaneo, componente del Gruppo Nutrizionale dell'Associazione Culturale Pediatri, ha affermato che il baby food  non è migliore del cibo preparato in casa con prodotti genuini e freschi e che i bambini possono mangiare il cibo consumato dal resto della famiglia.
 "E' vero che la legislazione che riguarda il baby food è molto rigorosa, ma è altrettanto vero che le ricerche hanno dimostrato che può essere contaminato per esempio da micotossine, metalli pesanti, interferenti endocrini di vario tipo,etc."
Un'altra contestazione riguarda il fatto che il bambino quando è nell'utero è abituato a nutrirsi con il cibo della mamma ed è cresciuto dentro di lei senza alcun problema. Giustamente viene da pensare come mai per il feto non si prendano tante precauzioni, mentre per i bambini dai 6 mesi ai tre anni , bisognerebbe scegliere dei prodotti studiati per loro.
In questo modo dovrebbero riabituarsi quando sono più grandi al cibo della famiglia, mentre sarebbe più giusto saltare questo passaggio e nutrirli con prodotti genuini fatti in casa fin dai 6 mesi.

 Occorre fare attenzione alle pubblicità spesso ingannevoli, che riescono a mostrare i cibi più genuini attraverso l'uso di immagini o sottolineando gli ingredienti più sani , magari introducendone una quantità minima, ma facendo pensare ad esempio che in che quel prodotto è contenuta una grande quantità di olio di oliva, mostrando un'ampolla d'olio e di olive, per poi scoprire che in realtà è presente solo il 5% ed il resto sono tutti oli vegetali non specificati.
Lo stesso vale per delle barrette al cioccolato che appaiono in pubblicità  come merende estremamente leggere, ma questo perchè sono vendute in confezioni molto piccole, mentre in realtà sono piene di grassi.
Occorre stare attenti anche alle parole, una merenda alla fragola non vuol dire che sia fatta con le fragole, ma significa che sono stati usati degli aromi per darle quel gusto.

E' giusto riflettere anche, sul forte impatto che la pubblicità ha sui bambini, i quali sono molto attirati da quelle sul cibo perchè usano motivi musicali ed immagini di cartoni molto accattivanti.
 Frasi come : " Se mangi questo biscotto diventerai bravissimo a  giocare a calcio", convincono i bambini che quel prodotto ha davvero quelle proprietà.
Nell'epoca di internet pubblicizzare un prodotto è ancora più semplice ed economico, attraverso app, giochi online che attirano l'attenzione dei ragazzi in maniera divertente e nello stesso tempo fanno sì che la marca del prodotto sia collegato ad esperienze positive.
Le aziende, inoltre, riescono ad ottenere facilmente gli indirizzi di posta elettronica ed i numeri di telefono dei ragazzini, attraverso concorsi ai quali si può partecipare per avere un premio o uno sconto, registrandosi e fornendo tutti i dati personali.
In questo modo il ragazzino sarà "schedato" e gli verranno mandati messaggi promozionali, conoscendo ormai i suoi gusti, grazie al prodotto acquistato e per il quale ha partecipato al concorso.
Non dimentichiamoci che sono quasi sempre i prodotti meno genuini e più saturi di grassi a venire pubblicizzati.
Tutto questo contribuisce ad aumentare il fenomeno dell'obesità infantile.
Diventa difficile per i genitori controllare la pubblicità vista in televisione e quella trasmessa tramite internet.
La psicologa Francesca Romana Puggelli suggerisce ai genitori , per prevenire questo problema paragonato alla pericolosità del fumo, di spiegare sempre ai bambini con parole semplici e chiare, il motivo per il quale non possono mangiare o bere certi cibi.
Anche se piccoli, i bambini capiscono tutto e sarebbe bello portarli  con noi al supermercato per leggere insieme a loro gli ingredienti, spiegandogli ad esempio che i coloranti contenute nelle bibite fanno male e solo alcune volte si possono bere.
I  "NO" non motivati non vengono compresi dai bimbi, occorre, invece spiegare sempre il motivo del nostro rifiuto.
Paragonare ad esempio le vitamine a dei piccoli soldatini che combattono il raffreddore, potrebbe essere un metodo efficace per avvicinare i bambini al consumo della frutta.
E' fondamentale, inoltre, dare dalle regole per l'utilizzo della televisione, dei tablet e dei computer.
Sarebbe bello che i bambini non venissero lasciati troppo tempo da soli davanti al televisore, mangiando cibo spazzatura, ma stimolandoli ad uscire all'aria aperta e aiutandoli a decodificare i messaggi che arrivano dalla pubblicità con domande come queste : "Secondo te perché c'è la pubblicità? Secondo te fa bene questa bibita che fanno vedere?".
La cosa importante da ricordare è quella di non essere troppo rigidi nell'educazione alimentare, occorre, invece, far comprendere ai bambini che l'eccezioni esistono e che certi cibi anche se fanno male, alcune volte possono essere mangiati, come alle feste.
In questo modo, per esempio le patatine non diventeranno un "oggetto del
desiderio" perchè vietato in assoluto.

 Ci sono vari motivi per i quali è meglio non scegliere i cibi industriali.
  -Prima di tutto sono preparati per ottenere un guadagno e quindi i   prodotti scelti saranno quelli meno costosi e meno pregiati.
  -Sono fatti per piacere e non per fare del bene ai bambini, il loro   scopo è quello di farli comprare nuovamente e per fare questo   contengono molti sali, zuccheri e aromi per esaltarne il gusto.
  - Gli omogeneizzati ad esempio hanno tutti la stessa consistenza ed   impediscono al bambino di provare altre esperienze, come il morbido, il solubile, il croccante ed il granuloso.
  - Sono preparati in un modo che il consumatore si affezioni a quel gusto e lo spingono a scegliere sempre le stesse merendine, gli   stessi cereali, creando una "monotonia nella dieta", mentre   un'alimentazione  sana ed equilibrata prevede che si varino i gusti, in modo da assaggiare un pò di tutto.
  - Comprendono alimenti poco salutari, come bibite gassate, patatine   fritte, nettari di frutta, ricchi di zuccheri e sale.
  - Sono ricchi di conservanti e additivi perchè devono durare sugli   scaffali dei mesi e forse anche degli anni.
  Ricordiamoci, infine, di leggere sempre gli ingredienti perchè sono quelli che ci danno le maggiori informazioni su ciò che compreremo per  i nostri figli, potremo capire infatti quanti additivi sono presenti, quali oli sono stati usati, se quello di palma o quello di semi, in che quantità sono presenti gli ingredienti, ad esempio se c'è più zucchero o farina.
  

 Chiara Evelli, pedagogista e insegnante

Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...