sabato 19 luglio 2014

Schistosomiasi in Corsica: non fate il bagno nel fiume Cavu

Schistosomiasi in Corsica: non fate il bagno nel fiume Cavu
AGGIORNAMENTO AGOSTO 2025:

Schistosomiasi e fiume Cavu: come stanno le cose oggi

Negli anni 2011–2013 in Corsica, nel fiume Cavu, furono descritti diversi casi di schistosomiasi urogenitale(bilharziosi), una parassitosi tipica delle aree tropicali. All’epoca furono diagnosticati oltre 100 casi, tutti collegati a bagni nelle acque del torrente.

Negli anni successivi (fino al 2016) vennero segnalati solo episodi sporadici. Da allora, nonostante la sorveglianza sanitaria attiva, non sono più stati documentati nuovi casi acquisiti nel Cavu. Un caso isolato è stato riportato nel 2019, ma in un altro corso d’acqua (la Solenzara).

👉 Cosa significa oggi?

  • Il rischio di contrarre la malattia facendo il bagno nel Cavu è considerato molto basso.

  • Non sono necessari esami né trattamenti preventivi in assenza di sintomi (prurito subito dopo il bagno, sangue nelle urine, disturbi urinari).

  • Gli esami specifici si possono valutare solo in presenza di sintomi sospetti o per motivi di tranquillità personale, a distanza di 6–8 settimane dall’esposizione.

🔎 In sintesi: i casi nel Cavu appartengono ormai al passato, e al momento non c’è motivo di allarme per chi vi si è bagnato quest’estate.

Cari genitori
Colleghi pediatri hanno segnalato che in Corsica c’è il rischio di contaminazione da Schistosoma Hematobium delle acque dolci di un fiume nel sudest della Corsica ( fiume Cavu, vedete in fondo). Chi avesse fatto dei bagni dovrebbe  eseguire esami serologici e colturali e eventualmente di effettuare profilassi.
Questo parassita è l'agente causale della Schistosomiasi Uro-genitale ed è in grado di penetrare la cute integra !  L'infezione può rimanere asintomatica per un lungo periodo, ma può causare danni progressivi al tratto uro-genitale.
La malattia è endemica in Africa ed  è la prima volta che se ne parla  in Italia,
(Localizzazione del fiume Cavu: scende da Taglio Rosso a Santa Lucia di Portovecchio  e si trova circa 15 km prima appunto di Portovecchio  (costa orientale zona sud).questo torrente forma delle splendide piscine naturali molto famose e frequentate.)
Per saperne di più:



mercoledì 16 luglio 2014

LETTERA TESTIMONIANZA DI DIRIGENTE DI ASILO NIDO: 10 LUGLIO SALVA BAMBINO DI 20 MESI

LETTERA TESTIMONIANZA DI DIRIGENTE DI ASILO NIDO: 10 LUGLIO SALVA BAMBINO DI 20 MESI
Tra tante cattive notizie una buona notizia: BRAVA CRISTIANA DI UN ASILO NIDO DELLA LOMBARDIA CHE MANDA QUESTA LETTERA. Leggetela e pensate a cosa sarebbe successo se non avesse saputo e non avesse fatto.
A SETTEMBRE CHIEDETE AGLI ASILI E SCUOLE DI IMPARARE, ALMENO DI VEDERE IL FILMATO E DI FARE UN CORSO DI 1 ORE (POI …ILMEGLIO è NEMICO DEL BENE…OVVERO SI può fare di più e meglio ma non usiamolo come alibi per non fare niente!!!!
ALTRA cosa importante: NON IMPORTA CHI INSEGNA LE MANOVRE:BASTA CHE SAPPIA INSEGNARLE SECONDO LE LINEE GUIDA INTERNAZIONALI. ANZI è da aspsicare, come è avvenuto in Regione Liguria, che coloro che si adoperano per diffonderle guardino al vero obiettivo: SALVARE VITE  e non volere il monopolio su cose che sono di tutti. Ogni riferimento a fatti e persone reali è puramente vero e casuale (e non causale: ma un giorno se non si smette apro il libro):
“Buongiorno Alberto, sono Cristiana, responsabile di un nido famiglia in …….
Volevo ringraziarla per il suo interessantissimo blog che e' di grande aiuto per tutti noi.
Ad aprile per mio scrupolo ho partecipato con la mia collega al corso sulla disostruzione pediatrica della croce rossa di ….. ed e' stato utilissimo.Non sapevo quanto utile fino al 10 luglio scorso
quando un bimbo di 20 mesi si e' ostruito con un minuscolo pezzetto di pesce.
Non so ancora bene oggi descriverle le mille sensazioni che ho provato, ma vedere quel bambino smettere di respirare e diventare blu mi ha dato una forza mai vista ed ho iniziato subito la manovra. Per fortuna alla terza pacca interscapolare il bimbo ha pianto ed io insieme a lui.
Sto cercando di riprendermi ed ho fatto una chiacchierata anche con una psicologa per superare il trauma.  So che passera' ed io riusciro' a lavorare con i miei bimbi con la stessa serenita' di sempre.
Questa esperienza terribile mi ha fatto riflettere e mi chiedo come mai non sia obbligatorio frequentare questi corsi per tutte le persone che lavorano con bambini ed in generale con pubblico.
Non me ne capacito. Basta davvero sapere cosa fare e farlo nel modo giusto per salvare una vita.
A settembre mi iscrivero' come volontaria in croce rossa perche' voglio imparare a fare tutto cio' che puo' essermi utile ad aiutare gli altri.

La ringrazio ancora tanto

martedì 15 luglio 2014

Lettera di una mamma che ha visto i filmati su youtube e ha salvato i figli (risposta a quella del bambino soffocato con polpetta all'IKEA)

Cari genitori
QUI SOTTO LETTERA DI UNA MAMMA CHE HA SALVATO LA FIGLIO SOLO VEDENDO I FILMATI SU YOUTUBE
Come pediatri (e infermieri, medici, volontari laici) stiamo organizzando in Italia dei corsi, volontari e gratuiti offerti a genitori, scuole ecc. per insegnare la manovra antisoffocamento (corsi detti di mass training. A Genova ogni mese da 70 a 100 persone partecipano a questi corsi con diapositive, filati e prova finale su manichino. Sono stati offerti anche nelle scuole ma.....diciamo non tutti hanno manifestato interesse e anche molti di voi genitori non hanno insistito abbastanza (ma come potete fidarvi a lasciare vostro figlio in una comunità ove vi rispondono che sono a posto per la legge??? E la coscienza??? E a Genova molte scuole NON hanno aderito a queste richieste, pubbliche, private, laiche e cattoliche :-( :-(
Organizziamo poi corsi per operatore di rianimazione e defibrillatore e disostruzione con certificazione (queste richiedono tempo e costi, non possono essere volontarie) per chi volesse approfondire
A breve organizzeremo Corsi di disostruzione, rianimazione e primo Soccorso pediatrico (ove verranno spiegate le più comuni emergenze pediatriche ( o ritenute tali) come febbre, affanno, traumi,  vomito, svenimenti ecc.
MA IL MEGLIO E' NEMICO DEL BENE. PER CHI PROPRIO NON VUOL FARE NIENTE...GUARDI ALMENO UNO DEI FILMATI QUI SOTTO:
LETTERA: Lettera di una mamma di un bambino soffocato da cibo (polpetta, a Bari, IKEA)
"Purtroppo si vive nella presunzione che non possa mai capitarci una cosa simile .... finchè un giorno per caso scopriamo che può capitare e capita ...più spesso di quanto si immagini , non finirò mai di ringraziare per vaer messo su youtibe il vostro video che ho visto , studiato e al momento buono mi è servito per slavare mia figlia per due volte !!! fortuna? forse ... sangue freddo di certo , e di certo imparare ed essere consapevoli aumenta in noi la prontezza di riflessi , grazie ancora per quello che fate e per l'instancabile passione che mettete nei vostri corsi .Paola mamma di 
Gaia :) "





 

lunedì 14 luglio 2014

Lettera di una mamma di un bambino soffocato da cibo (polpetta, a Bari, IKEA)

Cari Genitori
Ricevo, da Marco Squicciarini , questa lettera dei genitori del bambino di 3 anni morto per soffocamento da polpetta all'IKEA di Bari circa 12 mesi fa. Ho ancora "il groppo" in gola. E quanto accaduto non è servito a scuotere la gente a fare il corso per la manovra antisoffocamento. (e neanche di evitare un'altro decesso all'IKEA di Rom) e neanche scuote  società scientifiche che poco stanno facendo ma tanto discutono. Nelle scuole e asili si sente ancora gente che dice: noi non facciamo niente...chiamiamo il 118. Sappiate tutti che abbiamo una responsabilità a delegare e a far finta di ignorare perché dopo lettere come questa neanche i vigliacchi possono ignorare. Ricordo che trovate filmati su Internet, uno qui sotto e tornato dalle ferie ricominciamo con lezioni gratuite e con corsi da operatore. Ma li fanno anche altre società, la CRI, ANPAS ecc. (messaggio se i pediatri sono antipatici rivolgetevi ad altri). Se proprio non volete fare niente insistete, almeno che nell'asilo, scuola di vostro figlio sappiano fare la manovra antisoffocamento in modo corretto (e la ripetano ogni anno)
Buona serata
Alberto Ferrando

Cari Amici Istruttori,
vorrei condividere con Voi una lettera appena arrivata dalla mamma del piccolo Giulio, il bimbo di 3 anni morto presso l'Ikea di Bari circa 12 mesi fa. Verrà a fare il corso presso il nostro centro il giorno 18 luglio prossimo, insieme all a mamma di Francesco ( l'altro bambino di Ikea di ROMA morto pochi mesi fa) .
Avrei voluto non incontrarla per questo motivo.

" Caro Marco,
leggendo le testimonianze lasciate sul tuo sito avrei voluto essere una di quelle mamme che scrive per
ringraziarti ad avergli insegnato, ma dolorosamente ti scrivo per pregarti di non smettere mai di
diffondere, educare ed insegnare a salvare la vita.
Ci sono storie come quella di Giulio che fanno comprendere che non servono 400 persone, ma
una, una sola per vivere ancora.
Il nostro dramma è avvenuto 20 Agosto 2013 presso il ristorante dell’IKEA di Bari.
Come molte, eravamo una famiglia (io, Giulio, il papà e la sorellina di poco più di due mesi), di
ritorno dalle ferie, lì per finire degli acquisti di lavoro. Data l’ora, abbiamo deciso di mangiare qualcosa
prima del nostro ritorno nella nostra città, Campobasso.
Scelto il tavolo abbiamo scelto il pranzo: insalata per me, polpette per papà, per Giulio pennette al
pomodoro e, come premio di pazienza, patatine fritte. Giulio vuole essere imboccato come i bimbi
piccoli e poco dopo il piatto di pasta vuoto lascia il posto al piatto di patatine pieno. Nello stesso
piatto però ci sono le polpette di papà.
“… Un richiamo genitoriale ci ha distolti con lo sguardo per pochi secondi dalla tavola e da lì la
tragedia. Il papà è il primo a comprendere cosa sta succedendo: Giulio ha qualcosa in gola.
Istintivamente lo capovolgo e inizio a dargli delle pacche dietro le scapole ma una signora mi urla
“così lo ammazza” mi sento gelare il sangue e lo ripongo a terra terrorizzata. Urliamo aiuto. Paralisi,
come in un esperimento: tutti guardano e nessuno agisce. Chiamo personalmente il 118, linea
occupata, mando al diavolo il telefono e urlo di chiamare un’autoambulanza. Nel frattempo arrivano
due clienti di IKEA, probabilmente una coppia, probabilmente due medici (ancora oggi non so). Il
personale di IKEA è inerte, nessuno si avvicina a Giulio, chiediamo una borsa medica ma gli addetti
non sanno dov’è. Niente defibrillatore. I minuti passano e Giulio non reagisce, l’autoambulanza non
arriva, anzi non so se l’hanno chiamata … Dopo molti minuti arriva il 118 ma non la macchina del
medico che ci raggiunge dopo circa 7 minuti …. il medico del 118 discute con chi è stato al fianco di
Giulio fino a questo momento, ma non guarda mio figlio, non lo tocca, mentre lui ha ancora il
boccone in gola … Il mio compagno urla chiede disperatamente di pensare a Giulio, di andare in
ospedale. 50 secondi per arrivare al pronto soccorso pediatrico di Bari, poco più di un km di strada,
ma noi non sapevamo …” (tratto da http://ioceroblog.wordpress.com/io-cero-il-20-agosto-a-bari/)
Il boccone viene estratto e prego Dio che il suo cuore possa tornare a battere, ma non rifletto su un
nodo cruciale: il cuore senza testa non sa cosa fare. 20 giorni di TIN, di preghiere disperate, di pensieri
confusi, giorni infernali come molti della nostra vita da quel maledetto 20 Agosto.
Il nostro Giulio (che una settimana prima aveva festeggiato il suo terzo compleanno in spiaggia senza
fermarsi per un secondo, facendo sorridere tutti, facendosi amare, come solo lui sapeva fare) non è
volato via per una polpetta me per l’ignoranza, per mancanza di assunzione di responsabilità, per la
sfortuna di non aver trovato accanto a lui una mamma che abbia seguito un tuo corso sulle manovre
di disostruzione pediatriche, che abbia guardato un tuo video, che abbia agito prontamente e
correttamente. 400 spettatori, una multinazionale, ma non la persona giusta!
Caro Marco, ti ringrazio per averci accolto nel tuo mondo e per guidarci in questa nostra richiesta di
conoscenza, di diffusione e di “riscatto morale”.
Ti prego non mollare mai, non c’è cosa più bella al mondo di vedere il proprio bambino tornare a
giocare.
Nicoletta Bova (mamma di Giulio)


domenica 13 luglio 2014

PRINCIPALI CAUSE DI MORTE E PREVENIRE CON I NOSTRI COMPORTAMENTI

PRINCIPALI CAUSE DI MORTE E COME PREVENIRE CON I NOSTRI COMPORTAMENTI
Qui sotto, segnalato dall'amico Michele Fiore le prime 5 cause di morte negli USA  da 1 a 41 anni (ma da noi non cambia molto).  Sotto l'anno prevalgono anomalie congenite, problemi alla nascita, SIDS e il soffocamento da corpo estraneo è la PRIMA causa di morte per incidenti leggete articolo comunque che trovate qui: http://www.listosaur.com/miscellaneous/top-5-causes-of-accidental-death-in-the-united-states/
1) Incidenti da traffico
2) Avvelenamento (ricordo il tel del Centro antigeni di Pavia 038224444)
3) Cadute
4) Incendi/Ustioni
5) Soffocamento da corpo estraneo
6) Annegamento (ma non perché hanno fatto il bagno dopo ager mangiato ehh :-) )

In età pediatrica la classifica è
1) Incidenti da traffico
2) Annegamento
3) Soffocamento da corpo estraneo
4) Ustioni

COME PREVENIRE?
- INIZIATE AD INSEGNARE AI BAMBINI i rischi da traffico, come si attraversa la strada, l'importanza delle cinture di sicurezza, una guida attenta, non aggressiva e rispettosa
- INIZIATE A SPIEGARE AI BAMBINI CHE L'ALCOL (una delle principali cause di incidenti) iE' UN VELENO E DATE L'ESEMPIO (così come per la guida) non bevendo )i bambini faranno quello che vedono fare da voi)
- ATTENTI AL MARE CONTROLLATE SEMPRE I BAMBINI (e la piscina, fiumi, laghi ecc.) e dopo i 4 anni cercate di insegnare a nuotare, spiegate i rischi (ma non tormentateli con le 2-3 ore di attesa dopo mangiato)
- Imparate ma Manovra antisoffocamento. Filmato qui e sul sito www.apel-pediatri.org
Buone vacanze


TOP 5 CAUSES OF ACCIDENTAL DEATH IN THE UNITED STATES
Accidents happen — and they also kill enough people to rank as the No. 1 cause of death for those ages 1 to 42, according to the National Safety Council. Accidents are the fifth-leading cause of death across all age groups, topped only by a spate of illnesses that include heart disease and cancer. And it’s not the heavy-machinery operators, high-rise window washers or electricians who most frequently succumb to fatal accidents. The vast majority of accidental deaths happen at home or in the community — not at work — with the top five causes often stemming from routine activities.

5. Choking (Approximately 2,500 deaths per year)

Choking poses a serious health risk to children under the age of 3.
Photo credit: Jovan Nikolic/Shutterstock.com

Hot dogs can be a quick, easy — and deadly — meal. Hot dogs are the perfect size, shape and consistency to block a child’s airway, and a WebMd report rates hot dogs as the top choking hazard for children. Choking killed about 2,500 people in 2009, according to the National Safety Council, and kids ages 3 and under are at the highest risk. Potential choking hazards include balloons, marshmallows, gooey gel candies, grapes, nuts, chewing gum, carrots, chunks of meat and peanut butter, apples, hard, round candies and small toys kids like to put in their mouths. Reduce your child’s risk of choking by cutting up foods into very small pieces and closely monitoring your children while eating, especially if they are eating while walking, laughing or fooling around.

4. Fires (2,700 annual deaths)

Fires kill an estimated 2,700 people in the U.S. each year.
Photo credit: Ronald Caswell/Shutterstock.com

A smoking gun isn’t the only thing that can kill — smoking, flaming and burning homes typically kill thousands of folks each year. Deaths from residential fires in the United States dropped to a five-year low in 2009, with 2,480, but a good chunk of them probably could have been avoided. Smoking is the cause behind some 450 of the fire deaths annually, according to the U.S. Fire Administration, while other “careless” causes result in another 400 deaths each year. So blow out that candle. Another 80 or so yearly deaths are the result of fires in non-residential buildings. Public safety initiatives to get fire alarms installed and regularly checked in all residential dwellings has cut the number of deaths from fires by roughly one-third in the past 20 years.

3. Falls (25,000 annual deaths)

Falls kill an estimated 25,000 people in the U.S. each year.
Forbis/Shutterstock.com

Falls into the Grand Canyon may make the headlines, but falls around the home are the ones killing people at an alarming rate. Falls killed about 25,000 people in 2009, according to the National Safety Council, with those over age 65 making up the vast majority of the victims. In fact, falls are the leading cause of injury death for folks age 65 and older, the Centers for Disease Control reports, as well as their most common cause of nonfatal injuries and hospitalization for trauma. Death rates from falls among those 65 and older have also skyrocketed in the past decade, although the CDC does not say why. Kids fall, too, but they usually don’t die from it. Home and playground falls are the leading cause of nonfatal injuries for children up to age 19. Supervising kids, reducing home tripping risks and regular exercise for older adults can lower the fall risk.

2. Poisoning (39,000 annual deaths)

Poisonings, mainly drug overdoses, kill almost 40,000 in the U.S. each year.
Photo credit: Monkey Business Images/Shutterstock.com

There’s a reason people warn against abusing drugs — it kills you. Poisoning killed nearly 40,000 people in 2009, according to the National Safety Council, with most of the deaths associated with the accidental ingestion of illegal drugs. The number of deaths is up almost 400 percent in the past 20 years. Perhaps surprisingly, children getting into kitchen solvents or grandma’s well-stocked medicine cabinets are not the ones dying at alarming rates. Adults ages 25 to 44 are subject to the highest poisoning death rates, followed closely by those in the 45 to 64 age group. Drugs account for more than 10 times the amount of poisoning deaths of all other substances, according to the Centers for Disease Control. Top culprits are opioid pain medications, such as oxycodone, hydrocodone and methadone, with cocaine and heroin ranked second and third. Alcohol poisoning exists, but its numbers are so comparatively low it barely makes a blip on the National Safety Council’s poisoning death chart.

1. Motor Vehicle Incidents (42,000 annual deaths)

Motor-vehicle incidents claim some 42,000 lives in the United States each year.
Photo credit: Jeff Thrower/Shutterstock.com

If motorists would stop texting, cell-phone yakking, applying makeup and eating while driving, we’d surely have fewer than the 36,000 deaths associated with motor vehicle crashes the National Safety Council reported for 2009. Distracted driving is the No. 1 offender and young adults are the No. 1 offenders, with their fatal crash rate three times higher than any other age group. But don’t think you can breathe easy just because you are over age 21.While vehicle crashes are the leading cause of death for 15- to 20-year-olds, the crashes young drivers cause kill people in all age groups. So hang up that cell-phone call, stop texting in the intersection and buckle that seat belt, all of which can reduce your death risk considerably. Oh, and don’t drink and drive. Alcohol is involved in about 32 percent of fatal crashes across the board.
The 42,000 annual deaths noted above include some 5,000 annual pedestrian fatalities — most the result of motor-vehicle incidents — and several hundred fatalities attributed to vehicle/bicycle collisions, according to the Centers For Disease Control.

One More: Drowning (2,000 annual deaths)

Drownings result in some 2,000 annual deaths in the United States.
Photo credit: Pics 721/Shutterstock.com

The adage is true: children can, in fact, drown in as little as 1 inch of water. Add an unmanned, unfenced and much deeper swimming pool into the equation and you have yourself a very deadly mix. Approximately 2,000 people drowned in 2009, the National Safety Council reports, with the Centers for Disease Control noting that drowning is the leading cause of injury death for children ages 1 to 4. Life jackets, pool fences and knowing CPR can help save lives, as can taking a gander around the home for other drowning hazards. Bathtubs — even those with baby seats or supportive devices — pose a huge risk, as do buckets, hot tubs, ice chests containing melted ice and toilets. That childproof toilet lid latch is not a joke. Drowning hazards outside the home include irrigation ditches, wells, fountains, fish ponds and even a small and shallow post hole, provided it has at least 1 inch of water.

Postscript: Accidental Shootings (600 annual deaths)

Accidental shootings cause some 600 deaths each year in the U.S.
Photo credit: Gualberto Becerra/Shutterstock.com

Kids and guns don’t mix, especially when those guns are carelessly left in unlocked cabinets or even in plain view. Accidental shootings resulted in 642 deaths in 2009, placing them seventh on this list. Firearms are the second-leading cause of non-natural deaths for kids, typically from a gun the kid finds somewhere around the house, according to a University of Utah report that mentioned additional horrific statistics. About two-thirds of accidental shooting deaths happen in the home, with the kid shooting himself to death in 45 percent of the cases and friends or family members pulling the trigger in the remainder. More than 50 percent of American households have a gun in the house, and, in one survey of evidently careless families, 10 percent said they had loaded firearms in unlocked locations that were easily accessible to kids. There is obviously a need to keep guns in locked, inaccessible and child-resistant locations and store them unloaded.

Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto di una malattia grave (SEU )nei bambini

  Latte crudo e formaggi non pastorizzati: il rischio nascosto della SEU nei bambini Una malattia rara ma grave, quasi sempre evitabile. Cos...